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Cronaca 15 Marzo 2018

Imola Programma, tra sfide e opportunità. Marco Gasparri: «L'industria 4.0 va avanti e la scuola deve seguirla»

Per le aziende del territorio la quarta rivoluzione industriale, l’utilizzo «spinto» di digitalizzazione e tecnologie web, è ormai una realtà. Per il nostro territorio rappresenta un’opportunità di sviluppo economico e occupazionale. In questo momento, però, le aziende faticano a trovare i giovani ingegneri, gli informatici, i tecnici che occorrono. Marco Gasparri, presidente della delegazione imolese di Confindustria Emilia Area Centro, non ha dubbi: «A fronte di una richiesta in forte aumento, oggi mancano figure ben preparate per soddisfare il mercato».

La richiesta, come detto, riguarda il processo di adozione delle nuove tecnologie dell’Industria 4.0 e il loro sfruttamento per la trasformazione digitale della fabbrica. «Diverse aziende si stanno approcciando a soluzioni come IoT (Internet of Things o “internet delle cose”, cioè lo scambio di informazioni tra oggetti diversi), il cloud (la possibilità di accedere a dati conservati in remoto), la realtà aumentata, strumenti come analytics o i big data, stanno trasformando il modo di fare impresa – elenca Gasparri – e rappresentano solo l’inizio di una rivoluzione tecnologica e culturale sia nell’organizzazione della fabbrica che nel rapporto con i clienti». I benefici del 4.0 per le aziende vanno oltre la semplice produttività: «Con la digital transformation le imprese ottengono un miglioramento del capitale umano e dei processi operativi e collaborativi, poi ci sono benefici sul fronte dell’innovazione di prodotto o di servizio e nuovi modelli di business». Tra l’altro il successo di un’azienda si basa anche su elementi come «il miglioramento delle performance, della reputazione e dell’immagine aziendale stessa».

Per riuscirci, però, alle imprese sono richiesti importanti investimenti in termini di innovazione non solo tecnologica ma organizzativa, pensare ruoli che in alcuni casi prima non esistevano. «Soprattutto devono trovare partner in grado di sostenerli con competenze in merito a tecnologie e processi di integrazione. La criticità maggiore per le aziende manifatturiere sarà quella di riconcepire il modo di interpretare la tecnologia, che non potrà più essere parallela alla strategia ma convergente: l’una  è necessaria per lo sfruttamento dell’altra ed entrambe s’innescano a vicenda» aggiunge Gasparri.  Ed è a questo punto che arriva il tema della formazione. Secondo Gasparri scuola e università sono ancora troppo distanti. «Nei  percorsi universitari  Ict (information and communication technology) stanno via via entrando competenze legate a big data, data science e cybersecurity, ma resta trascurato il cloud.

D’altra parte nelle facoltà non informatiche le competenze digitali sono trascurate: non vi è alcuna formazione in proposito in circa la metà degli oltre quattromila corsi di laurea esistenti. In compenso stanno aumentando, seppur lentamente, le collaborazioni fra scuola, università, imprese e associazioni: è un tema sicuramente da ampliare, superando i problemi normativi, di coordinamento organizzativo o accesso agli incentivi». Stage e l’alternanza scuola-lavoro sono comunque utili: «Le esperienze fatte durante o subito dopo la conclusione degli studi comportano una probabilità di trovare lavoro maggiore del 51 per cento  rispetto a chi non ha svolto né alternanza né stage o tirocini». Il problema è un altro: «Oggi non ci sono ingegneri informatici, meccanici, elettrici e dell’automazione a sufficienza rispetto alle necessità che un distretto come quello imolese richiede» dichiara Gasparri senza mezzi termini. Non solo «manca una strategia di lungo periodo che coinvolga aziende e sistema formativo, una visione d’insieme che coordini i percorsi della trasformazione digitale. Mentre il mercato del lavoro promette una rapida evoluzione, l’istruzione rischia di rimanere indietro, senza riuscire a fornire le figure professionali richieste dalle aziende».

mi.mo.

Nella foto: Marco Gasparri

Imola Programma, tra sfide e opportunità. Marco Gasparri: «L'industria 4.0 va avanti e la scuola deve seguirla»
Cronaca 15 Marzo 2018

Solidarietà, l'associazione La Sfida del Cuore dona un crimescope alla polizia di Imola. IL VIDEO

L”associazione La Sfida del Cuore, come auspicato alla vigilia della ormai tradizionale gara di kart che si disputa ogni anno all”autodromo, è riuscita a raggiungere il ricavato necessario per acquistare e donare alla polizia di Imola un crimescope, ovvero una lampada speciale in grado di individuare fibre, capelli o fluidi biologici e che sarà siscuramente di grande aiuto durante le indagini investigative.

Complessivamente durante l”edizione 2017 della Sfida del Cuore sono stati raccolti 4500 euro. L”apparecchiatura è stata consegnata al Commissariato di imola.

r.c.

Nella foto: il sovrintendente capo Rombaldoni della scientifica di Imola, Luca Laurenzi della scientifica regionale della polizia (area ricerca tracce latenti) mostra come funziona il crimescope per individuare impronte e tracce biologiche, il dirigente del commissariato di Imola Michele Pascarella, Deanna Zaccherini dell”associazione La Sfida del Cuore e vincenzo Rossi dell”associazione Noi giovani

Solidarietà, l'associazione La Sfida del Cuore dona un crimescope alla polizia di Imola. IL VIDEO
Sport 14 Marzo 2018

Motomondiale, domenica si riparte dal Qatar. Fausto Gresini: «Ora i tempi sono maturi per il titolo»

Gli anni scorrono, ma Fausto Gresini, che ne ha compiuti 57 lo scorso 23 gennaio, non tradisce il minimo cedimento e al via del 22° Motomondiale (si parte domenica 18 marzo a Losail, in Qatar) da manager fondatore del team che porta il suo stesso nome, è ancora lì, fra paddock e pit-lane, a dirigere tre squadre con ambizioni molto diverse, che come comune punto di forza hanno un’organizzazione curata nei minimi particolari. In questo lungo lasso di tempo, oltre alle tante vittorie di gara, ha anche conquistato due campionati del mondo, l’ultimo dei quali con Toni Elias in Moto2 nel 2010. Sono passati 8 anni da allora e i tempi sono dunque maturi per tornare a mettere le mani su un titolo iridato.

Gresini ci riprova nella Moto3, dove sulla carta, e basandosi sul responso dei test invernali, pare avere piloti, moto e team estremamente competitivi.

«In questa classe siamo fiduciosi e carichi al punto giusto – ha confermato Fausto -. Jorge Martin e Fabio Di Giannantonio sono entrambi potenzialmente vincenti. Il secondo è più concreto in gara che in prova, e in questi due anni con noi è molto maturato. Al contrario, Jorge è fortissimo anche sul giro secco, oltre che sul passo gara. Dopo 9 pole position e la vittoria di Valencia della scorsa stagione, si presenta al via più furbo e smaliziato. Fra gli avversari più temibili ci metto Enea Bastianini ed Aron Canet, per quel che riguarda i piloti Honda. Ma attenzione anche a quelli della Ktm, come Jaume Masia, Marcos Ramirez e John McPhee».

In Moto2 non è possibile nutrire le stesse ambizioni della Moto3. Però la scelta di puntare ancora sullo spagnolo Jorge Navarro, che sarà sempre in sella ad una Kalex, appare come un tentativo concreto di dare continuità al progetto impostato l’anno scorso.

«L’idea è proprio quella. Navarro continuerà la sua maturazione in una classe molto competitiva e difficile, come è giusto che sia, visto che rappresenta l’anticamera della MotoGp. Nonostante il non sempre ottimale rendimento del 2017, gli abbiamo rinnovato contratto e fiducia, perché intravediamo in lui dei margini di miglioramento. Secondo me a contendersi il titolo in questa classe saranno Francesco Bagnaia, che ho visto molto veloce e consistente, Miguel Oliveira, Alex Marquez, Brad Binder e i nostri due ex, Sam Lowes e Lorenzo Baldassarri. Ma attenzione a Luca Marini, fratello di Valentino Rossi, e anche al debuttante Romano Fenati, che in precampionato ha dimostrato di adattarsi molto bene a queste moto, che sono più pesanti e richiedono una guida diversa rispetto alla Moto3».

Il Gran Premio del Qatar sarà trasmesso in diretta per gli abbonati a Sky nei seguenti orari: alle 14 la Moto3; alle 15.20 la Moto2; alle 17 la MotoGp. Su Tv8 in chiaro le gare si potranno vedere in differita a partire dalle ore 18.

r.s.

Nella foto: Fausto Gresini, a sinistra, insieme al giornalista di Sky Davide Camicioli

Motomondiale, domenica si riparte dal Qatar. Fausto Gresini: «Ora i tempi sono maturi per il titolo»
Cronaca 14 Marzo 2018

Vaccinazioni e scuola, l'Ausl invia 472 raccomandate ai bambini e ragazzi ancora non in regola

Prosegue l’iter di applicazione della legge nazionale che ha reso obbligatorio il fatto di essere in regola con le vaccinazioni per poter frequentare asili e scuole. Il non rispetto della legge comporta, per i bimbi da 0 a 6 anni, la non ammissione a nidi e materne, mentre per elementari e medie, per la fascia di età 6-16 anni, è prevista una sanzione pecuniaria che va da 100 a 500 euro, in base al numero di vaccinazioni omesse.

Il 10 marzo era il termine entro il quale i genitori dovevano presentare a scuola la documentazione che attestava l’avvenuta vaccinazione (il certificato vaccinale oppure la lettera dell’Ausl con l’appuntamento fissato) o l’esonero per gravi motivi di salute. Ma, a differenza di quanto sta avvenendo in altre regioni, dal 10 marzo sul nostro territorio le porte di nidi e materne non si sono immediatamente chiuse ai bimbi non in regola, così come non sono subito scattate le sanzioni per le famiglie dei bimbi che frequentano le scuole dell’obbligo.

L’Ausl di Imola chiarisce proprio questo punto. «Il 10 marzo – ci spiegano – non era la data a partire dalla quale sarebbe stata interrotta la frequenza dei bimbi non in regola. Il termine valeva per quei genitori che all’inizio dell’anno scolastico hanno presentato alle scuole l’autocertificazione, rimandando a un momento successivo la consegna del certificato vaccinale oppure della lettera che comprovava l’appuntamento fissato con l’Ausl oppure la dichiarazione del pediatra che attestava l’esistenza di specifiche condizioni cliniche che esoneravano il soggetto dall’obbligo vaccinale».

Dunque sarà ancora necessario un po’ di tempo, prima di arrivare all’esclusione dei bimbi non in regola da nidi e materne. Per quanto riguarda la fascia di età 6-16 anni la situazione è la seguente. «Abbiamo spedito 1.393 inviti – dettaglia l’Ausl – e non si sono presentati in 222. Da questa settimana cominceremo quindi a inviare le raccomandate con ricevuta di ritorno per fissare i colloqui». L’Ausl fornisce anche i dati sui livelli di copertura vaccinale. «Stiamo raggiungendo ottimi livelli. Gli ultimi dati, a fine 2017, indicano che, per quanto riguarda le vaccinazioni obbligatorie da effettuare entro un anno di età del bambino, la copertura è al 98,4 per cento, mentre sulle vaccinazioni obbligatorie a due anni di età siamo al 96,9 per cento».

La situazione imolese rispecchia quella dell’Emilia Romagna. In un comunicato diffuso nei giorni scorsi la Regione non ha evidenziato criticità sugli adempimenti vaccinali. «Tutto sta procedendo secondo la tabella di marcia prevista – vi si legge – e i percorsi di recupero dei bambini e dei ragazzi non ancora in regola stanno andando avanti, sulla base della programmazione definita dalle Aziende sanitarie». Soddisfatto l’assessore alle Politiche per la salute, Sergio Venturi. «Aver approvato una legge regionale sull’obbligatorietà dei vaccini prima di quella nazionale – ha sottolineato – ci ha permesso di giocare d’anticipo, sia sul fronte organizzativo sia su quello delle coperture vaccinali».

lo.mi.

L”articolo completo su “sabato sera” in edicola dal 15 marzo.

Nella foto: immagine d”archivio

Vaccinazioni e scuola, l'Ausl invia 472 raccomandate ai bambini e ragazzi ancora non in regola
Cronaca 14 Marzo 2018

Meno sale in tavola, l'Ausl di Imola in prima linea per la campagna di sensibilizzazione

Anche quest”anno, in occasione della settimana mondiale per la riduzione del consumo di sale (12-18 marzo) è partita la campagna promossa dalla Wash (World Action on Salt & Health), alla quale ha aderito anche l”Ausl di Imola, insieme alla Società Italiana di Nutrizione Umana (Sinu) ed al Gruppo Intersocietario per la Riduzione del Consumo di Sodio in Italia (Gircsi), che ha come obiettivo quello di sensibilizzare i cittadini ad un uso più consapevole, appunto, del sale.

Per questo motivo, in questi giorni, saranno distribuiti a medici di base, pediatri, farmacie e associazioni di categoria materiale esplicativo con consigli utili sul tema.  «La campagna 2018 – spiega Chiara Cenni, dietista dell”Azienda Ausl di Imola – è dedicata a sensibilizzare i consumatori sulle modalità pratiche per la riduzione del consumo di sale e sono state identificate 5 “vie” per ridurne il consumo in modo semplice ed alla portata di tutti: controllare sempre l”etichetta, scegliere pane, cracker e prodotti forno meno salati, eliminare la saliera dalla tavola, fare un uso generoso di spezie ed erbe aromatiche al posto del sale e preferire frutta e verdura fresca».

Sembrerà strano, ma la maggior parte del sale entra a far parte della nostra alimentazione in modo non consapevole. «Il primo  passo – continua la professionista dell”Ausl imolese – è quindi evitare i cibi dichiaratamente salati come snack e patatine in busta, ma anche limitare i salumi, i formaggi stagionati e gli alimenti conservati in generale (es. tonno in scatola, verdure sott”olio o sotto aceto, legumi in barattolo ecc), oltre che alimenti “insospettabili” come il pane (escluso il pane insipido tipo toscano) ed i suoi derivati».

Il sale è un elemento indispensabile per la vita di tutti i giorni, ma consumarne in maniera eccessiva può favore l”insorgere di patologie quali l’ipertensione arteriosa e malattie cardiovascolari come infarto e ictus, oltre che disfunzioni renali, osteoporosi e tumore allo stomaco. Basti pensare che in Italia un adulto consuma in media circa 10 grammi di sale al giorno che, di fatto, rappresenta il doppio della quantità raccomandata. «Dimezzare, quindi, l”assunzione di sale – fanno sapere dall”Ausl – riduce del 23% il rischio di avere un ictus e del 17% quello di avere una malattia cardiaca. Su scala mondiale, questa percentuale si traduce in oltre 1 milione di vite salvate ogni anno».

Sempre rimanendo in tempo è nata anche la campagna «Pane meno sale», realizzata nell”ambito dell”accordo tra Regione Emilia Romagna e le associazioni regionali dei panificatori per la produzione di pane a ridotto contenuto di sale. Coloro che aderiscono all”iniziativa sono ben riconoscibili dalle vetrofanie con il logo e lo slogan della campagna.

r.c.

Nella foto: la locandina della campagna sulla riduzione del sale

Meno sale in tavola, l'Ausl di Imola in prima linea per la campagna di sensibilizzazione
Cronaca 14 Marzo 2018

La stazione ferroviaria alla ricerca di un nuovo edicolante. C'è tempo fino al 26 marzo per le offerte

La serranda è abbassata da mesi, ma finalmente è stato pubblicato il bando predisposto da Ferservizi su mandato di Rete Ferroviaria Italiana per cercare qualcuno disposto a rilevare lo spazio occupato dall’edicola e riaprire una rivendita di giornali con spazio anche per altri prodotti, quali oggetti di cartoleria, carte telefoniche, ricariche, piccoli articoli per la persona e per l’igiene personale e prodotti alimentari confezionati (caramelle, biscotti).

La titolare, dopo 37 anni di attività, nel febbraio del 2017 ha deciso di chiudere i battenti. Una «perdita» rilevante per pendolari e non, che oggi non trovano più giornali e riviste da acquistare per poi leggerli durante il tragitto in treno. Da subito Rfi ha confermato di voler «garantire la continuità del servizio». A complicare le cose, però, c’era il fatto che la titolare possedeva solo la licenza, mentre lo stabile è di proprietà di Rfi. Le strade che si aprivano, quindi, erano due. La titolare poteva trovare qualcuno interessato a rilevare l’edicola e a subentrarle. Passati dodici mesi dalla comunicazione della sospensione dell’attività, però, la licenza decade e il nuovo edicolante dovrebbe ricominciare l’iter da capo, con una nuova autorizzazione e nuovi accordi con i fornitori. In alternativa, Rfi poteva fare un bando, cosa che sta avvenendo in questi giorni al termine dei lavori di riqualificazione della stazione. Il contratto prevede un affitto per sei anni, eventualmente rinnovabili di altri sei. La base dell’offerta è fissata in 4.100 euro (Iva esclusa) annui e, per partecipare, è necessario allegare un assegno circolare non trasferibile pari al 20% del canone. Le offerte vanno presentate entro le ore 12 di lunedì 26 marzo a mano o tramite raccomandata al notaio Rita Merone, via Del Monte 8, 40126 Bologna, con la dicitura «Gara per la locazione di un locale sito nel Comune di Imola (BO)». Maggiori informazioni e i moduli da compilare sono sul sito https:// awfp.ferservizi.it/PortaleVendite/ oppure è possibile scrivere all’indirizzo email bologna.immobili@ ferservizi.it.

La speranza è tornare ad avere al più presto un punto vendita dei giornali operativo. Di certo, però, l’universo dell’editoria e dei suoi canali di distribuzione tradizionali si è fatto più complicato: innegabile la contrazione delle vendite della carta stampata. Una crisi generale del settore che oggi deve fare i conti anche con internet, la possibilità di leggere in biblioteca e, per le edicole private, la concorrenza con i corner di giornali dentro ai supermercati, costringendo le redazioni a trovare nuove strade per «stimolare» i lettori e gli edicolanti a vendere anche prodotti che poco hanno a che fare con l’informazione.

gi.gi.

Nella foto: l”edicola della stazione ferroviaria di Imola con la serranda abbassata nel febbraio 2017

La stazione ferroviaria alla ricerca di un nuovo edicolante. C'è tempo fino al 26 marzo per le offerte
Cronaca 14 Marzo 2018

«Stradozza», la pioggia ha costretto le donne a rinviare la camminata, domenica ci riprovano

Dopo il rinvio causa maltempo, il gruppo di donne dozzesi “Rina e le sue Amiche”, in collaborazione con l’Associazione Dozzese Calcio e con il patrocinio del Comune di Dozza, sono pronte domenica 18 ad indossare scarpe da ginnastica e pettorine e scendere in strada per la nona edizione della “StraDozza”, camminata non competitiva per sole donne.

Come da programma la partenza è prevista in Piazza Zotti a Dozza alle ore 9,30 con ritrovo alle ore 8,30 per la distribuzione delle pettorine (da riconsegnare all’arrivo) e di un gadget ricordo. Il gruppo poi attraverserà il paese percorrendo la Via Circonvallazione e la Via Felicione, raggiungerà la via Vigne Nuove e la Via Scossabrillo per giungere alla pista ciclopedonale lungo la via Emilia. Passando quindi da Via Mattarella si arriverà al campo sportivo in via Nenni dove saranno presenti il Sindaco, il Gruppo Folcloristico Bandistico Dozzese e i ragazzi della Dozzese Calcio. 

Verranno messe a disposizione delle navette e un pulman di collegamento fra Toscanella e Dozza con partenza da Piazza Togliatti dalle ore 8,20 e al termine della manifestazione un servizio navetta per il rientro a Dozza. L’iscrizione è ad offerta libera e il ricavato sarà devoluto all”Azienda Usl di Imola per l’acquisto di una attrezzatura per prevenire l”incontinenza femminile da destinare al Reparto di Urologia dell’Ospedale di Imola. In caso di maltempo l”evento sarà rinviato alla domenica successiva.

Per informazioni: Rina 347/3227377. 

«Stradozza», la pioggia ha costretto le donne a rinviare la camminata, domenica ci riprovano
Cultura e Spettacoli 14 Marzo 2018

Lisa Laffi, la scrittrice imolese premiata in Campidoglio e al Verbania for Women

Prestigiosi riconoscimenti per la scrittrice imolese Lisa Laffi che è stata capace di conquistare due primi posti in altrettanti concorsi letterari nello scorso weekend.

Alla fase finale del concorso Alberoandronico in Campidoglio a Roma, a cui hanno preso parte 700 autori da tutta Italia e anche alcuni stranieri, la Saffi si è imposta nella sezione G ed è stata premiata dal giornalista sportivo della Rai Marco Franzelli e della medaglia d’oro olimpica Daniele Masala. Meno di ventiquattro ore dopo è stata la volta del Verbania for Women, concorso dedicato al mondo femminile che si svolge sulle sponde del Lago Maggiore e che è giunto alla III edizione. La scrittrice imolese, dopo il terzo posto del 2017, ha trionfato con il racconto «La rosa del deserto», storia di una ragazza Saharawi che tenta di far conoscere il dramma della sua nazione dimenticata. Oltre all’assegno da mille euro e a un prezioso gioiello donato da un”oreficeria piemontese, la Saffi avrà anche la possibilità di veder pubblicato il suo racconto su «Writers Magazine Italia» diretta da Franco Forte, grande autore di bestseller storici.

r.c.

Nella foto: la scrittrice imolese Lisa Laffi

Lisa Laffi, la scrittrice imolese premiata in Campidoglio e al Verbania for Women
Economia 14 Marzo 2018

Glastebo, la vetreria italo-marocchina punta ad alzare il fatturato. Intervista al direttore generale El Ouariti

Se la vetreria Glastebo non è andata in frantumi dopo il fallimento avvenuto nel 2015, è anche per merito della tenacia di Tarik El Ouariti, trentacinquenne di origini marocchine, che nella sua attività di consulente aziendale si è adoperato per trovare imprenditori disposti a investire nell’impresa di via Meucci. Oggi El Ouariti è direttore generale della Glastebo International, la società italo-marocchina che lo scorso luglio ha acquistato all’asta l’azienda per 1 milione e 380 mila euro. La nuova proprietà fa capo a due aziende del settore, la Leali vetri di Castiglione delle Stiviere e la Miroiterie du Grand Maghreb (Mgm), con sede principale a Casablanca, socie ognuna al 50%. A fare da tramite tra le due realtà è stato proprio El Ouariti. «Nel 2016 – racconta – la Mgm voleva ampliarsi in Marocco e ho cominciato a vedere se erano possibili partnership “al contrario”, cioè dal Marocco verso l’Italia. Cercando in rete, mi sono imbattuto in Glastebo. Ho accompagnato il titolare della Mgm, Monsieur Bakoussi, in visita allo stabilimento di Castel San Pietro. In quel momento era interessato all’acquisto di macchinari per la lavorazione del vetro. Ci siamo resi conto che la Glastebo era una azienda ancora viva, con asset importanti costituiti non solo dai macchinari, ma soprattutto dall’esperienza del personale

. Al termine della visita Bakoussi mi disse che gli piangeva il cuore portare via le attrezzature, perché per lui era come sradicare denti sani. Da qui l’idea di trovare dei partner per acquistare l’azienda».

Dopo che la prima cordata ha poi dato forfait senza versare l’intero importo, El Ouariti non si è dato per vinto. «Ho girato mezzo mondo per trovare nuovi partner; sono andato in Algeria, Turchia, Belgio, Francia, spiegando che la Glastebo aveva un potenziale forte, con un nome e prodotti di qualità indiscutibile, a prezzi competitivi. Nel frattempo il signor Leali si era interessato all’azienda, ma aveva necessità di un socio, in quanto non avrebbe potuto gestirla da solo. L’ex management ci ha fatti incontrare poche settimane prima dell’asta. Leali è una persona lungimirante, ha portato la sua azienda a una crescita importante con prodotti reputati di grande qualità e, per caso, era anche innamorato del Marocco. E’ venuto a Casablanca, ha visitato la Mgm, ci si è capiti e si è costruito un piano industriale insieme».

La nuova gestione ha già ingranato la marcia. «Abbiamo confermato tutte le 24 persone in forza durante l’esercizio provvisorio – dettaglia il direttore generale – e assunto 5 agenti per l’Italia e due per l’estero. Abbiamo investito oltre 450 mila euro per l’acquisto di nuovi macchinari e stiamo migliorando il sistema di controllo di gestione, per portare l’azienda a diventare una industria 4.0, dove è possibile tracciare in tempo reale ogni singolo prodotto. L’obiettivo è rafforzare la Glastebo sul mercato locale, ma anche far crescere la quota di export, specie in Francia e Nordafrica, puntando sull’asse principale Bologna-Casablanca. In Marocco il settore edile è in piena espansione e ci attendiamo nuovi importanti ordinativi».

Anche per questo per il 2018 il budget punta a un fatturato di 5 milioni e mezzo di euro, in netta crescita rispetto ai 3,2 milioni del 2017 e ai 2,6 milioni del 2016, realizzati durante l’esercizio provvisorio dell’azienda. Nello stabilimento di via Meucci il vetro arriva in grandi lastre di 3,21 metri per sei, che vengono tagliate e lavorate per realizzare prodotti su misura per i settori edile, dell’arredamento, elettrodomestico, navale, automotive, aeronautico e militare. In una camera a temperatura controllata, dove si lavora con camice e cuffia, vengono assemblati i vetri laminati, che diventeranno antiproiettili. «L’8 marzo – conclude El Ouariti – sono in programma i test presso il poligono di Brescia per ottenere anche le certificazioni Br5 Ns e Br6 Ns, per prodotti antiproiettile e antischeggia». Vetri sempre più resistenti, quindi, come l’azienda castellana che li produce.

lo.mi.

L”intervista completa su “sabato sera” dell”8 marzo.

Nelle foto: il direttore generale Tarik El Ouariti e una fase di realizzazione del vetro laminato

Glastebo, la vetreria italo-marocchina punta ad alzare il fatturato. Intervista al direttore generale El Ouariti
Cronaca 13 Marzo 2018

Cadavere trovato in discarica, si controllano le telecamere per scoprire il cassonetto

Si chiamava Makram Ayari, era di nazionalità tunisina e aveva 43 anni. E’ questa l’identità dell’uomo ritrovato senza vita all’interno della discarica Tre Monti con diversi cappotti addosso e i documenti in tasca. Ad oggi, l’ipotesi prevalente sulla quale stanno lavorando i carabinieri, coordinati dal pubblico ministero Morena Plazzi, è che l’uomo sia finito accidentalmente dentro ad un cassonetto dell’immondizia e che, da lì, caricato da un compattatore fino in discarica.

Gli addetti all’impianto di via Pediano l’hanno trovato in mezzo ai rifiuti indifferenziati, in una zona accessibile solo ai camion del Tmb (Trattamento meccanico biologico). L”impianto dove viene ammassato quanto raccolto dai compattatori (dei 23 comuni del Conami, in particolare del circondario imolese e dell’area del faentino) prima di essere trasbordato sui camion e prendere la via dei termovalorizzatori.

Da subito si è ipotizzato che il cadavere si trovasse su uno dei primi compattatori arrivati in discarica quella mattina. Le verifiche hanno permesso di accertare che il compattatore in questione proveniva da Imola e non, come inizialmente ipotizzato, da Castel Bolognese. I carabinieri stanno cercando di individuare il cassonetto dentro al quale è finito Ayari visionando i filmati delle telecamere di videosorveglianza installate in città. Ovviamente, esclusi da subito i nuovi cassonetti dotati di calotta, dove possono essere inseriti solo sacchetti da 22 litri, ergo la ricerca si limita al centro storico e alla zona industriale. 

Pur non tralasciando alcuna pista, gli inquirenti sembrano propendere per una caduta accidentale dell’uomo all’interno del cassonetto. Stando a quanto ricostruito finora, infatti, il quarantatreenne, aveva problemi con l’alcol, di fatto non aveva fissa dimora e gravitava tra Imola e Castel San Pietro, non era seguito dai servizi sociali. Non si esclude che, ubriaco, possa essere finito dentro al cassonetto per poi assopirsi e non accorgersi dell”arrivo del compattatore.

L’autopsia non ha chiarito con certezza la causa della morte, ma ha evidenziato traumi interni causati da superfici ampie. Il corpo presentava anche delle tumefazioni, ma non è chiaro se siano state provocate quando era ancora in vita oppure dopo la morte. L’esito degli esami alcolemici e tossicologici, atteso nei prossimi giorni, potrà inoltre chiarire se l’uomo fosse o meno ubriaco.  

gi.gi.

Cadavere trovato in discarica, si controllano le telecamere per scoprire il cassonetto

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