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Cronaca 14 Febbraio 2018

Nidi d'infanzia, sabato open day a Castello e dintorni

Sabato 17, dalle 9.30 alle 12.30, è in programma l”open day per i nidi d”infanzia a Castel San Pietro e dintorni. La giornata, per conoscere le proposte educative e per incontrare le educatrici e i coordinatori pedagogici, interesserà i nidi comunali e quelli convenzionati. Saranno quindi coinvolti il Girotondo, in via Di Vittorio 28//A a Castel San Pietro, l”Arcobaleno di via Serotti 12 a Osteria Grande, il Don Luciano Sarti in via Palestro 32 a Castel San Pietro, La Casa di Mamma Oca di via Conventino 1531 a Gallo Bolognese e l”Arca di Noè in via Tolara di Sopra a Ozzano Emilia. Sono invitati tutti i genitori.

d.b.

Nidi d'infanzia, sabato open day a Castello e dintorni
Cronaca 14 Febbraio 2018

A Medicina lezioni gratuite di chitarra, canto e ocarina per gli alunni di elementari e medie

Grazie al successo registrato, si amplia l’esperienza musicale dei giovani medicinesi che frequentano le scuole elementari e medie della città. Di recente, infatti, l’associazione “Medardo Mascagni”, che gestisce la scuola di musica all’interno di Villa Pasi, ha partecipato insieme alle associazioni “Diapason Progetti Musicali” di Budrio e “Fra le Quinte” di Cento al bando regionale rivolto alle scuole di musica riconosciute dalla Regione Emilia Romagna presentando il progetto “Il suono e il canto della Pianura”, che coinvolge 316 ragazze e ragazzi dei territori di Budrio, Medicina, Molinella, Castello d’Argile, Pieve di Cento e Cento, frequentanti gli istituti coinvolti, oltre a circa 150 allievi delle scuole di musica partner di progetto. Le tre associazioni hanno ottenuto complessivamente un finanziamento regionale di 58 mila euro.

Per quanto riguarda Medicina, la Regione si farà carico per l’anno scolastico 2017/18 dei laboratori di orchestra, chitarra e canto corale, mentre per l’anno scolastico 2018/19 dell’orchestra di ocarina e del canto corale. «Si tratta di corsi collettivi, totalmente finanziati dalla Regione – spiega Paola Del Verme, responsabile della scuola di musica Mascagni -. L’orchestra di chitarra, le cui lezioni sono cominciate mercoledì 31 gennaio, coinvolge 20 ragazzi sia delle scuole medie che delle elementari, che sanno già suonare un po’ lo strumento e che faranno lezione insieme fino alla fine dell’anno scolastico. Il corso di canto corale, invece, partirà entro metà febbraio ed è destinato a 20 bambini delle elementari Vannini».

Il progetto. Questo progetto, che si farà in orario pomeridiano, si svolgerà in parallelo all’attività musicale in orario scolastico (il progetto si chiama Un’orchestra a scuola), arrivato ormai al quarto anno. Il bello del progetto dell’Istituto comprensivo di Medicina, nato in collaborazione con l’associazione Medardo Mascagni, è che ogni alunno ha l’opportunità di esercitarsi su uno strumento (violino, violoncello oppure l’ocarina) che resta a sua disposizione. Quest’anno i corsi di strumento sono partiti in novembre e coinvolgono tutte le otto classi quinte del Comprensivo medicinese (sette seguono il corso di ocarina e una quello di violino e violoncello). Per coprire le spese di queste lezioni, in passato si sono alternati diversi sponsor (aziende e associazioni del territorio). Quest’anno, invece, «il Comune si è fatto carico di coprire i costi del corso di ocarina per sei classi, per circa 2.000 euro, mentre l’associazione Mascagni finanzierà direttamente l’ultimo corso di ocarina e quello di violino e violoncello» fa sapere l’assessore alla Scuola, Dilva Fava.

Il successo del progetto. Oltre ai bambini delle elementari, alla media Simoni è nato un vero e proprio gruppo di archi, l’Archi Team. Si tratta degli alunni che hanno iniziato il percorso alla primaria e ora lo stanno proseguendo alle medie. In questo caso, però, sono i genitori a farsi carico dei costi delle lezioni e del noleggio degli strumenti.

gi.gi.

Nella foto: alunni di Medicina aderenti al progetto musicale

A Medicina lezioni gratuite di chitarra, canto e ocarina per gli alunni di elementari e medie
Pillole 14 Febbraio 2018

Moticicliste imolesi in gita a Vallombrosa

Le donne di questa fotografia sono imolesi ma, quel che più conta, sono dotate di motocicletta, che usavano per le loro scampagnate, come in questo caso, a Vallombrosa. Potrebbe sembrare un fatto del tutto normale, non fosse che la foto è stata scattata nel 1954 e, in quegli anni, la maggior parte delle donne portava la gonna, non i pantaloni, come queste motocicliste… emancipate.

Moticicliste imolesi in gita a Vallombrosa
Cronaca 14 Febbraio 2018

A Castello il 2018 è l’anno dei lavori nel centro storico: rotonda, parcheggi e la speranza di una nuova vita per l'ex autostazione

La Giunta Tinti ha in programma nuovi interventi per la riorganizzazione della sosta e della mobilità in centro storico e nelle immediate vicinanze da realizzarsi entro il 2018, ultimo anno solare di lavoro prima delle elezioni amministrative del prossimo anno.

Si tratta, di fatto, di interventi già annunciati, alcuni dei quali molto attesi dalla città (di seguito il dettaglio). L”unica novità, un cambio di rotta per la precisione, riguarda il destino prossimo dell”ex autostazione, l”edificio squadrato ai piedi del Cassero che funge da vetrina di accesso alla città.

Una nuova rotonda. E” il progetto più consistente ed atteso, e sostituirà l’attuale semaforo. «Eliminare il semaforo permetterà anche di collegare le piste ciclabili di via Scania e via dei Mille, riuscendo quindi a completare il percorso per il centro storico», spiega l’assessore alla Mobilità Tomas Cenni.

Nuovi parcheggi. Nel piano della sosta sarà aggiunto quest’anno una nuova area per il posteggio a nord, fra le vie Gramsci ed Emilia, dove già sorgono due parcheggi adiacenti ma separati da un’aiuola: il parcheggio ora accessibile da via Gramsci e di quello di «Villa Scardovi», dove ha sede l’omonimo centro polifunzionale. «Sarà un nuovo parcheggio da una cinquantina di posti – dettaglia Cenni – che darà accessibilità a via Cavour, nel borgo, dalla via Emilia. Inoltre rifaremo il primo tratto del marciapiede di via Cavour, come chiesto dai commercianti».

Progetto commercio. Un ultimo progetto riguarda il sostegno al commercio del centro storico, per il quale l”Amministrazione sta studiando un piano di affitti calmierati che preveda anche la semplificazione delle norme. «Da un sondaggio fatto con i commercianti e i proprietari immobiliari è emersa la necessità di semplificare norme quali il cambio di destinazione d’uso – spiega Cenni -. Stiamo strutturando un progetto di affitti calmierati con sgravio fiscale forse sulla Tari. Con il cambio della raccolta dei rifiuti in corso contiamo non solo di raggiungere l’obiettivo regionale di una maggior raccolta differenziata entro il 2020, ma anche di poter risparmiare sulle spese di gestione dei rifiuti già dal prossimo anno e poter così applicare delle scontistiche ai commercianti del centro; vedremo con quali criteri».

Riqualificazione sotto il Cassero. Da condividere con le associazioni di categoria c’è poi il progetto per la riqualificazione dell’area fra piazza Galvani (parcheggi e posteggi taxi) e piazza Martiri Partigiani (dove sorge l’ex autostazione) fino all’adiacente giardinetto. Si tratta, sostanzialmente, di ridisegnare «in maniera più ordinata» i parcheggi della piazza e – aggiunge Cenni – «rendere pedonale l’area dell’ex autostazione, proibendo il passaggio delle auto (oggi è possibile uscire dal parcheggio di via dei Mille non solo dall’ingresso ma anche passando dietro l’ex autostazione, Ndr) e la sosta nelle immediate vicinanze (accanto alla struttura, di fronte al bar, vi sono un paio di posteggi. Ndr)».

La novità. Per quanto riguarda l”ex autostazione nel dettaglio, considerata dai castellani una vetrina della città, l”Amministrazione Tinti cambia invece rotta rispetto all”idea sostenuta fin dai primi giorni del mandato politico per un concorso di idee preventivo alla decisione sul da farsi: «Alla luce della programmata riqualificazione dell”area potremmo decidere di pubblicare il bando per l”assegnazione dell”ex autostazione già nei prossimi mesi», anticipa Cenni.

La sostenibilità dei progetti 2018 e tutte le novità sulla riqualificazione dell”ex autostazione sono su “sabato sera” del 15 febbraio.

mi.mo

Nella foto: l”ex autostazione all”ingresso di Castel San Pietro Terme

A Castello il 2018 è l’anno dei lavori nel centro storico: rotonda, parcheggi e la speranza di una nuova vita per l'ex autostazione
Economia 13 Febbraio 2018

Privacy, stasera un incontro alla Cna sulla protezione dei dati informatici per le imprese

Da maggio ci saranno nuove regole sulla privacy sancite dal regolamento Ue sulla protezione dei dati (Gdpr) che entrerà in vigore dal 25 maggio con i relativi principi, diritti e oneri. Qual è l’impatto della nuova normativa? Cosa si deve fare, non solo dal punto di vista tecnologico, ma anche e soprattutto dal punto di vista organizzativo e legale? Privacy, Cosa cambia? Saranno questi gli argomenti dell’incontro dal titolo Imprese e nuovo regolamento privacy: cosa cambia? L’iniziativa, con la collaborazione di Cna Ambiente sicurezza qualità, aiuterà gli imprenditori a capire meglio le nuove regole, in un incontro aperto a tutte le imprese e gratuito per gli associati Cna. Appuntamento questa sera, ore 18.30, sala riunioni della sede territoriale Cna Imola, via Pola 3.

r.e.

Privacy, stasera un incontro alla Cna sulla protezione dei dati informatici per le imprese
Sport 13 Febbraio 2018

Futsal serie A, intervista al capitano di Imola-Castello Igor Vignoli

«Certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi ma poi ritornano», cantava Venditti. Che l’idillio tra il capitano storico Igor Vignoli e l’Ic Futsal non si fosse mai spento è cosa certa, ma il suo addio estivo si è presto trasformato in un «arrivederci» durato appena qualche mese, giusto il tempo di una breve parentesi al Faventia, in serie B.

Lo «Zar» ha fatto la storia del calcio a 5 imolese e, con quel pizzico di romanticismo che solo lo sport sa regalare, non poteva fare altro che tornare alla Cavina per indossare la sua numero «10» e dare una mano a tutto l’ambiente nel centrare un obiettivo che, sarà un caso o no, mai come ora sembra effettivamente alla portata.

«Sono felice di essere di nuovo qui – ha confessato il centrale difensivo classe 1980 -, anche se molti sono rimasti spiazzati da questa mia scelta. Devo ammettere che ho avuto anch’io la stessa reazione, perché non pensavo di ritrovarmi a competere ancora a questi livelli».

Come non dimenticare, in estate, il tormentone sulla tua permanenza o meno in squadra.

«Tutti sanno ormai com’è il mio stile di vita: lavoro 8 ore al giorno, ho due bambini piccoli e devo fare molti sacrifici per coniugare la famiglia con lo sport. Dopo vent’anni di carriera ti rendi conto che è sempre più difficile recuperare dagli allenamenti e così, in estate, ho pensato che fosse venuto il momento giusto per valutare altre situazioni».

Hai scelto, dunque, di tornare a casa tua a Faenza. Cosa, però, non ha funzionato?

«Dopo anni di campionati nazionali questa è stata l’unica scelta sbagliata della mia carriera e una grande delusione a livello personale. Ho fatto tanta gavetta per arrivare dove sono ora e, non tanto la società, ma qualche personaggio, non ha avuto l’umiltà e il rispetto nei confronti di chi, finora, un po’ di nome in giro se l’è fatto».

Come sei arrivato alla decisione di cambiare?

«Ho capito che quella realtà non andava di pari passo con la mia idea di futsal. Mi sfogavo a casa e così, insieme alla mia famiglia, ho deciso di tornare a Imola benché l’impegno, forse, sia addirittura maggiore rispetto a quando sono andato via. E’ molto diverso, però, fare sacrifici quando hai la voglia e gli stimoli giusti».

Ti aspettavi che Borges ti lasciasse la fascia di capitano?

«Mi ha fatto un enorme piacere, perché vuol dire che qui ho fatto qualcosa d’importante. Marcio è un esempio anche per me e penso che tanti dovrebbero imparare da lui, più che dal sottoscritto. E’ un giocatore e un ragazzo eccezionale che gode del rispetto di tutto l’ambiente».

La squadra, però, è cambiata molto rispetto alla scorsa stagione.

«Dopo l’anno passato si era chiuso un cerchio.  Avevamo uno zoccolo duro che giocava insieme da tempo e avevamo raggiunto la perfezione negli automatismi di gioco. In estate la rosa è stata ringiovanita molto e questa serie A, oltre al fattore tecnico e tattico, non ti concede nulla sul piano dell’esperienza. La squadra, comunque, è molto buona e a dicembre sono arrivati alcuni giocatori di ottimo livello. Un nuovo Vignoli? Non mi sento di fare un nome perché ogni giocatore ha le proprie qualità che mette al servizio della squadra».

Se il campionato finisse oggi sareste salvi, ma pensi sia un obiettivo raggiungibile?

«Manca ancora tanto e solo il campo dirà se ci saremo meritati la permanenza nella categoria. L’unica differenza è che quando sono arrivato dovevamo fare risultato e poi guardare in casa delle dirette avversarie, mentre ora abbiamo il destino nelle nostre mani».

Riavvolgiamo il nastro della tua carriera sportiva.  Da dove partiamo?

«Dal calcio che ho praticato fino ai 17 anni. Da buon faentino ho giocato nelle giovanili di Dinamo, Virtus e Salesiani. L’ultimo anno, anche se ero uno Juniores, giocavo a Riolo Terme, in Prima categoria, come ala sinistra o, a volte, trequartista. Fisicamente ero molto piccolo, così iniziai a pensare ad uno sport alternativo e, dal nulla, mi ritrovai catapultato in questa nuova disciplina, sempre a Faenza».

L”intervista complesta su “sabato sera” dell”8 febbraio.

d.b.

Nella foto: il capitano Igor Vignoli

Futsal serie A, intervista al capitano di Imola-Castello Igor Vignoli
Cultura e Spettacoli 13 Febbraio 2018

«Il padre» di Alessandro Haber e Lucrezia Lante Della Rovere sul palco dello Stignani

Affronta un tema importante e difficile Il padre, la pièce di Florian Zeller in scena al teatro Stignani dal 14 al 18 febbraio per la regia di Piero Maccarinelli. I protagonisti Alessandro Haber e Lucrezia Lante Della Rovere si muovono tra le maglie dell”avanzare dell”età e la malattia.

«Andrea è un uomo molto attivo nonostante la sua età, ma mostra i primi segni di una malattia che potrebbe far pensare al morbo di Alzheimer spiegano le note allo spettacolo -. Anna, sua figlia, che è molto legata a lui, cerca solo il suo benessere e la sua sicurezza. Ma linesorabile avanzare della malattia la spinge a proporgli di stabilirsi nel grande appartamento che condivide con il marito. Lei crede che sia la soluzione migliore per il padre che ha tanto amato e con cui ha condiviso le gioie della vita. Ma le cose non vanno del tutto come previsto: luomo si rivela essere un personaggio fantastico, colorato, che non è affatto deciso a rinunciare alla sua indipendenza. La sua progressiva degenerazione getta nella costernazione i familiari, ma la sapiente penna di Zeller riesce a descrivere una situazione che, seppur tragica per la crescente mancanza di comunicazione causata dalla perdita di memoria, viene affrontata con leggerezza e con amara e pungente ironia. Tutto a poco a poco va scomparendo: i punti di riferimento, i ricordi, la felicità della famiglia. La perdita dellautonomia del padre progredisce a tal punto che Anna è costretta a prendere decisioni al suo posto e contro la sua volontà. La forza di questa pièce consiste nel saper raccontare col sorriso e con ironia, delicatezza e intelligenza, lo spaesamento di un uomo la cui memoria inizia a vacillare e a confondere tempi, luoghi e persone. Con grande abilità lautore ci conduce a vivere empaticamente le contraddizioni in cui il protagonista incappa, il quale perdendo a poco a poco le sue facoltà logico-analitiche e non riuscendo più a distinguere il reale dallimmaginario, ci coinvolge con grande emozione in questo percorso dolorosamente poetico».

La pièce francese ha debuttato nel settembre del 2012 a Parigi con protagonisti Robert Hirsch e Isabelle Gélinas, ed è stato replicato sulle scene francesi fino al 2014 riscuotendo un grandissimo successo. Candidato al Prix Molières nel 2014, si è aggiudicato il premio come miglior spettacolo dellanno. È stato inoltre rappresentato a Londra nel 2015, al Wyndhams Theatre e al Trycicle Theatre con protagonisti Kenneth Cranham e Claire Skinner, poi al Manhattan Theatre Club di Broadway, nel 2016, con Frank Langella e Kathryn Erbe. Apprezzata anche la versione spagnola con Héctor Alterio e Ana Labordeta. Con questo allestimento prodotto da Goldenart Production è arrivato anche in Italia.

r.c.

Nella foto: Alessandro Haber e Lucrezia Lante Della Rovere

«Il padre» di Alessandro Haber e Lucrezia Lante Della Rovere sul palco dello Stignani
Sport 13 Febbraio 2018

Calcio serie D, l'ex Imolese Nicolò Scalini ora alla Massese si racconta

«Abbiamo avuto tante sfighe…». Il verbo coniugato alla prima persona plurale che usa Nicolò Scalini per parlare della sua ex squadra, ovvero l’Imolese, fa capire come il legame di «Scalo» con quei colori indossati fino a dicembre sia ancora forte, nonostante adesso il centrocampista di Bubano sia aldilà dell’Appennino, con la maglia bianconera della Massese. Filippini e Gadda, poi Zanetti e Magrini: due squadre per 4 allenatori nella stagione di Scalini.

«Non mi aspettavo che a Massa ci sarebbe stato il cambio di panchina: Zanetti (che aveva voluto espressamente Scalini, nda) ha rassegnato le dimissioni, visto che ormai era contestato dal tifo organizzato che segue la squadra molto da vicino. La Massese – parola del centrocampista di Bubano, che ha segnato contro la Rignanese il primo gol in maglia toscana – era partita per un campionato tranquillo, poi a metà campionato hanno acquistato 6 giocatori e dichiarato di puntare alla vittoria del girone: le cose non sono andate per il verso giusto, ma finché c’è vita c’è speranza».

Si può fare un confronto tra Massese e Imolese?

«Beh, certamente l’Imolese ha individualità migliori, così come il girone D è più forte di quello nel quale gioco attualmente».

Ci spieghi la tua scelta?

«La mattina in cui siamo partiti con il mio procuratore (Loris Donatini, nda) l’idea era quella di andare a Ponsacco, poi strada facendo mi ha chiamato Zanetti ed è stato bravo a convincermi ad andare alla Massese. Mentre stavamo andando là arrivò anche una chiamata del Forlì: una mattina strana, non pensavo di aver tante richieste, visto che anche il Mezzolara, la Vigor Carpaneto e il Lentigione mi avevano cercato, ma pensare di dover poi giocare contro l’Imolese sarebbe stata dura. La Massese è una squadra che ha tradizione ma che, come mi dicono tutti i compagni, non ha certo le strutture dell’Imolese, che sono conosciute in tutta Italia per la qualità».

Hai salutato per trovare con continuità quel posto fisso che, al Galli, in queste ultime due stagioni non sei mai riuscito a ritagliarti.

«All’Imolese ero a casa ed avevo amici in una squadra che ritengo più forte di quella dello scorso anno che, altra domanda alla quale devo sempre rispondere qua a Massa, non so ancora dare una spiegazione sul perché non abbia vinto il campionato».

Qualche rimpianto?

«Quello di aver lasciato Imola un pochino ce l’ho, inutile negarlo: probabilmente in serie D ci si fida più di centrocampisti esperti rispetto a un ’95 come me, ma sono scelte che fa l’allenatore, per cui va bene così».

Emanuele Filippini?

«Era l’allenatore sbagliato nel posto giusto: con noi non si è comportato al meglio, non c’è mai stato feeling e quella storia sulla mancanza di leader in squadra per me è una cavolata. Se l’Imolese se non avesse avuto tutti questi infortuni sarebbe davanti a tutti: il Rimini adesso ha alcune partite difficili, se l’Imolese riesce a fare un filotto di vittorie poi nello scontro diretto può giocarsela, andrebbe bene arrivarci anche con 6 punti di ritardo, a patto di vincere al Neri».

E la Massese?

«Se non riusciremo a rimontare e a vincere il campionato, punteremo ai play-off: lo stadio è già stato sistemato per l’eventuale ripescaggio in C, quindi noi dovremo in ogni caso cercare di vincerli».

an.mir.

Nella foto: Nicolò Scalini con la maglia dell”Imolese insieme a Gustavo Ferretti

Calcio serie D, l'ex Imolese Nicolò Scalini ora alla Massese si racconta
Cronaca 12 Febbraio 2018

Arrestati per furto quattro ragazzi, entrano con le chiavi e ripuliscono il ristorante

Quattro ragazzi di età compresa tra i diciassette e i diciannove anni, tre maggiorenni e un minorenne, sono stati arrestati per furto dai carabinieri: hanno ripulito di fondocassa e i salumi del ristorante di cui uno di loro aveva le chiavi.

La vicenda è iniziata sabato notte. Qualcuno ha notato i quattro che si aggiravano incappucciati con fare sospetto nei pressi del ristorante, che si trova in via Emilia Ponente, e ha avvertito i carabinieri. Una pattuglia, impegnata nei controlli del territorio, si è diretta subito sul posto e ha individuato i quattro a bordo di una Citroën C3 parcheggiata nei pressi.

Durante i controlli di rito, un carabiniere ha notato nella macchina spuntare una pistola giocattolo priva del tappo rosso regolamentare (una modifica che non si può fare perché la rende indistinguibile da una vera). I ragazzi si sono giustificati dicendo che dovevano fare una partita di Softair. I militari non gli hanno creduto affermazioni e hanno proceduto ad ispezionare l’auto.

All’interno hanno trovato una ventina di chilogrammi di salumi e un centinaio di euro, dei passamontagna, un paio di guanti e degli arnesi da scasso. A quel punto i militari hanno accertato che il tutto proveniva dal ristorante, nel quale i ragazzi, tutti finora incensurati, erano entrati con le chiavi per appropriarsi di cibo e contanti.

I carabinieri hanno così proceduto ad arrestarli per furto aggravato in concorso e hanno poi restituito la refurtiva al legittimo proprietario. I tre maggiorenni sono stati successivamente accompagnati in tribunale dove l’arresto è stato convalidato, poi il giudice ha concesso i termini a difesa il giudice e li ha scarcerati in attesa del processo entro fine mese. Il minorenne invece è stato accompagnato al centro per minori del Pratello di Bologna.

La vicenda, per certi versi, ricorda quanto accaduto all”inizio di febbraio quanto la polizia ha arrestato quattro imolesi fra i 22 e i 37 anni, due di nazionalità italiana e due rumeni, per aver ripulito i distributori automatici della ditta dove lavorava uno di loro. Anche in quel caso nessuno risultava aver avuto a che fare con la giustizia prima.

l.a.

Arrestati per furto quattro ragazzi, entrano con le chiavi e ripuliscono il ristorante
Cronaca 12 Febbraio 2018

«Percorso Patente», rinnovato l'accordo tra Montecatone e autodromo per aiutare i pazienti a tornare alla guida

Collaborazione vincente…non si cambia. E” stato rinnovato, infatti, per il secondo anno consecutivo, il legame tra il Montecatone Rehabilitation Institute e l’autodromo Internazionale «Enzo e Dino Ferrar.

Anche nel 2018, in pratica, l”impianto imolese si è reso disponibile a collaborare gratuitamente per la riuscita del «Percorso Patente» dell’Ospedale che ha come obiettivo quello di far tornare i pazienti al volante di un”automobile, mettendo a disposizione il Paddock 2 per le prove di guida di autovetture già allestite con diverse tipologie di ausili. «E’ importante far sperimentare la nuova tipologia di guida e far provare le diverse tipologie di comandi disponibili sul mercato – ha dichiarato Roberta Vannini, coordinatrice del «Percorso Patente» del Montecatone Rehabilitation Institute -, in modo da fornire ai pazienti le informazioni più corrette per effettuare una scelta più consapevole di ciò che andranno ad acquistare. Lo scorso anno abbiamo avuto la possibilità di accedere al Paddock 2 dell’Autodromo di Imola una volta al mese, e grazie alla presenza di 3-4 allestitori per ogni sessione, abbiamo dato la possibilità di provare su strada le auto adattate a 47 pazienti, di cui 2 hanno sperimentato la guida con joystick. Queste prove su strada, effettuate in ambiente ampio e protetto, hanno dato una svolta al nostro progetto, nell’ambito del quale già organizzavamo mensilmente incontri informativi, mentre ora abbiamo la possibilità di fare una valutazione delle capacità residue della persona, attraverso un simulatore di guida».

Per i pazienti colpite da lesione midollare, il ritorno all’utilizzo dell’automobile rappresenta uno dei migliori strumenti per reinserirsi nella vita sociale e lavorativa, ma tutto ciò è possibile solo acquisendo o convertendo una patente speciale e dopo aver dotato il proprio veicolo di comandi ausiliari definiti dalla apposita Commissione Medica Locale. La scelta di questi comandi, personalizzati e particolarmente onerosi, è un requisito fondamentale per raggiungere la massima autonomia. «Anche questa sinergia dimostra quanto sia importante collaborare con le Istituzioni territoriali e fare rete – spiega Roberto Pederzini, Direttore Generale e Sanitario del Montecatone Rehabilitation Institute -. Ringrazio il Direttore dell’autodromo Pier Giovanni Ricci per aver accettato di continuare questa collaborazione molto importante per le persone da noi ricoverate che vogliono ritornare a guidare in autonomia. Dare a queste persone la possibilità di provare un’auto prima della dimissione è un vantaggio unico, perché abbrevia e semplifica di molto la procedura di identificazione degli ausili e soprattutto evita che le persone sostengano spese che poi si rivelano inadatte o insufficienti rispetto ai bisogni concreti”.

La chiusura spetta al padrone di casa Pier Giovanni Ricci, Direttore Generale dell”autodromo. «Il circuito imolese è una struttura di proprietà pubblica, ed è quindi doveroso e auspicabile che abbia anche una funzione di utilità sociale. In questa direzione va il rinnovato accordo con il Montecatone Rehabilitation Institute, una grande eccellenza del territorio, un enorme faro sempre accesso sul tema della disabilità che ha bisogno continuamente di supporto. Nel nostro piccolo contiamo di farlo e siamo disponibili ad ogni ulteriore forma di collaborazione che possa maturare ed evidenziarsi, come già verificatosi negli anni scorsi».

d.b.

Nella foto: un paziente alla guida di un”auto provvista degli speciali ausili

«Percorso Patente», rinnovato l'accordo tra Montecatone e autodromo per aiutare i pazienti a tornare alla guida

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