Politica

Imola 26 Novembre 2019

La prefettura invia anche ben due subcommissari a Imola ad affiancare il commissario Nicola Izzo

Archiviata definitivamente la parentesi della Giunta Sangiorgi, la città ritorna ad essere amministrata da un prefetto dopo poco più di un anno. E questa volta sono ben due i sub commissari che affiancheranno il commissario straordinario Nicola Izzo. A dimostrazione che la situazione si presenta più complessa rispetto ad un anno fa, quando la collega Adriana Cogode, accompagnò gli imolesi per quasi sei mesi dalle dimissioni del sindaco Manca fino alle elezioni che premiarono Manuela Sangiorgi.

Questa volta l’incarico sarà più lungo, le prossime amministrative sono fissate, indicativamente, tra maggio e giugno 2020, inoltre la sindaca Sangiorgi si è dimessa prima di presentare il bilancio di previsione, principale adempimento in agenda per l’ente di via Mazzini (una bozza esiste, ma non è la stessa cosa). Non a caso, quindi, al suo fianco Izzo avrà Domenico Miceli, dirigente dell’area finanziaria della prefettura di Bologna, contabilità e amministrazione, che conosce già la nostra città per aver ricoperto lo stesso ruolo con la Cogode. Come secondo sub commissario è stata scelta Sandra Pellegrino, vice prefetto a Bologna, incaricata di coadiuvare Izzo e sostituirlo in caso di assenza o impedimento.

Izzo si è insediato ufficialmente giovedì scorso e subito ha incontrato, per un primo quadro conoscitivo, i dirigenti del Comune (ad oggi sono solo tre, il segretario comunale Andrea Fanti, la vice segretaria e dirigente dell”area Servizi amministrativi e culturali Enrica Ugolotti, e il dirigente dell”Area Servizi alla persona Stefano Lazzarini), il giorno dopo ha visto l’ex sindaca Sangiorgi.

Il commissario straordinario Izzo, 70 anni, nominato dal Prefetto di Bologna, Patrizia Impresa, deve gestire, come di prassi in questi casi, l’ordinaria amministrazione, ma sul tavolo si trova partite delicate, con profili politici oltre che tecnici. Ad esempio la variante 3 al Rue oppure il controverso atto di indirizzo sul bando del PalaRuggi, senza dimenticare la gestione del ConAmi o i rapporti con il Circondario e gli altri enti locali (il processo di reinternalizzazione su Imola del personale Servizio finanziario, Economato e Controllo di gestione, voluto dalla Sangiorgi, è rimasto a metà del guado).

Arriva a Imola dopo aver accompagnato Rovigo, come commissario straordinario, alle elezioni nella primavera scorsa. Una situazione per certi versi analoga a quella imolese. Il sindaco leghista Bergamin era riuscito a vincere nella storica città «rossa» del Veneto, ma incomprensioni nella sua maggioranza, cambi di linea e faide interne l’hanno rapidamente condotto all’azzeramento della Giunta cui sono seguite le dimissioni in massa dei consiglieri comunali e il commissariamento. A Imola è stata la sindaca 5Stelle Sangiorgi a metter fine anzitempo al logorio della sua maggioranza, ma la conclusione si prospettava molto simile. (l.a.)

Nella foto Sandra Pellegrino, Nicola Izzo e Domenico Miceli

La prefettura invia anche ben due subcommissari a Imola ad affiancare il commissario Nicola Izzo
Imola 22 Novembre 2019

Il commissario prefettizio Nicola Izzo si è insediato in comune a Imola

Ieri pomeriggio il commissario prefettizio Nicola Izzo si è insediato ufficialmente a Imola e ha subito tenuto una riunione con i dirigenti del comune, per avere un primo quadro conoscitivo della situazione dell’ente di via Mazzini. Archiviata oramai definitivamente la parentesi della Giunta Sangiorgi, la città ritorna ad essere amministrata da un prefetto dopo poco più di un anno. Nel 2018 fu Adriana Cogode, attuale prefetto di Belluno, ad accompagnare gli imolesi per sei mesi, dalle dimissioni del sindaco Daniele Manca fino alle elezioni amministrative.

Ora tocca a Nicola Izzo, 70 anni, nominato martedì scorso dal Prefetto di Bologna, Patrizia Impresa, gestire, come di prassi, l”ordinaria amministrazione. L”incarico che lo aspetta è più lungo e sicuramente impegnativo rispetto a quello della sua predecessora dato che le prossime amministrative sono fissate, indicativamente, tra maggio e giugno e, soprattutto, la sindaca Sangiorgi ha lasciato l”incarico prima di presentare il bilancio comunale al Consiglio.

Izzo appena insediato, ha subito tenuto una riunione con i dirigenti del Comune (il segretario comunale, Andrea Fanti, la vice segretaria e dirigente area Servizi amministrativi e culturali, Enrica Ugolotti, e il dirigente Area Servizi alla persona Stefano Lazzarini), per avere un primo quadro conoscitivo della situazione dell’ente di via Mazzini. Dai prossimi giorni metterà in agenda gli incontri di rito con i rappresentanti della passata gestione dell’ente, le autorità civili, militari e religiose, e i rappresentanti del ricco tessuto associativo, in campo economico, culturale, sociale e sportivo della città.

Nella foto Andrea Fanti, il commissario Nicola Izzo, Enrica Ugolotti e Stefano Lazzarini

Il commissario prefettizio Nicola Izzo si è insediato in comune a Imola
News 20 Novembre 2019

Il consigliere regionale Roberto Poli rinuncia a ricandidarsi e appoggia la conferma di Francesca Marchetti

«Se sono chiari gli obiettivi e la  per raggiungerli le scelte non sono difficili, ma conseguenti». L’imolese Roberto Poli, consigliere Pd in Regione, ci accoglie con questa frase, che poi ci spiega: «E la scelta conseguente, per quanto mi riguarda, è quella di fermarmi e di dire in modo molto netto che se vogliamo far
vincere il Pd in Regione, e anche a Imola, la candidatura più forte per il nostro territorio all’Assemblea regionale è quella di Francesca Marchetti». 

Poli, la sua scelta per certi versi è sorprendente.
«Il mio è un ragionamento politico e non personale. Il centrosinistra ha davanti due obiettivi: primo, proseguire nell’azione di governo del presidente Stefano Bonaccini che rappresenta il vero cambiamento, con scelte all’avanguardia che in molti casi sono diventati provvedimenti nazionali (abolizione dei superticket, obbligatorietà dei vaccini, riduzione e
azzeramento delle rette degli asili). Dobbiamo vincere la sfida del 26 gennaio e mantenere l’Emilia Romagna tra le regioni di punta in Europa per qualità dei servizi, dell’economia, dell’innovazione, del welfare».

Qual è il secondo obiettivo?
«E’ vitale per il nostro territorio essere rappresentato nell’Assemblea legislativa per dare continuità al lavoro svolto in questo mandato. Un mandato in cui la maggioranza ha voluto avvicinare l’ente Regione ai territori. Bonaccini, gli assessori e noi consiglieri di maggioranza abbiamo incontrato tutti i 328 sindaci dei Comuni dell’Emilia Romagna. L’unica a non incontrarlo è stata la sindaca di Imola che mai ha voluto partecipare ad eventi insieme a Bonaccini».

A proposito, quanto inciderà il voto regionale con quello per il sindaco di Imola che si terrà qualche mese dopo?
«Avere un nostro rappresentante nella Regione se governata ancora dal centrosinistra ci darà la possibilità di vincere le elezioni a Imola». (p.b.)

Il consigliere regionale Roberto Poli rinuncia a ricandidarsi e appoggia la conferma di Francesca Marchetti
Imola 19 Novembre 2019

L'ultimo atto dell'era Sangiorgi: sfiducia a Patrik Cavina. “Mi volevano interdire'. Frati: “Lei ci ha tradito'

Deleghe revocate a Patrik Cavina e l”assessore Andrea Longhi nominato vicesindaco per qualche ora. E’ stato questo, ieri pomeriggio l’ultimo atto amministrativo dell’ormai ex sindaca Manuela Sangiorgi. Un atto inutile che ha il sapore della ripicca seguito dall’ennesimo scambio di accuse reciproche con tre suoi assessori (Cavina stesso, Claudia Resta e Claudio Frati) a beneficio dei social.

«Lo stesso giorno delle mie dimissioni – ha motivato Sangiorgi nell’ultimo lungo video postato sulla sua pagina ufficiale da sindaco 5Stelle – sono venuta a conoscenza di una volontà in parte del mio gruppo della mia forza politica di farmi mettere una specie di interdizione temporanea, prevista dal Tuel se il sindaco sta poco bene di salute, il vicesindaco può prendere in mano la responsabilità di tutto e amministrare la città. Per questo motivo volevo dare un segnale di una sfiducia che è arriva proprio oggi che è l’ultimo giorno perché ci sono persone che sembravano amiche pareva remassimo tutti nella stessa direzione invece così non è soprattutto negli ultimi venti giorni ma ormai alle pugnalate alla schiena ci sono abituata». 

Sangiorgi letteralmente sola sull’Aventino rispetto al resto della sua Giunta e soprattutto al Movimento 5 Stelle imolese che, seppur logorato da mesi di diatribe interne, cerca di ricompattarsi. Conscio che deve sopravvivere alla nottata se tra qualche mese vuole presentarsi agli imolesi con un candidato credibile per le amministrative 2020. Da qui la ricerca anche di un nuovo dialogo con la città, ad esempio con la richiesta degli assessori stessi e del M5s (negata dalla sindaca) di un’ultima giunta per revocare il controverso atto di indirizzo politico di «privatizzazione» della piscina comunale Ruggi approvato, sempre da loro stessi come giunta ovviamente, ma appena tre ore prima che la Sangiorgi desse le dimissioni a sorpresa in piazza Matteotti. 

La risposta all’ultimo video della sindaca non si è fatta attendere. Altra pagina ufficiale, quella del Movimento 5 Stelle. I solitamente felpati Cavina, Resta e Frati si lasciano andare. Frati lamenta: «Siamo stati traditi come gruppo da una persona che per anni ha nascosto parti importanti della propria vita e della propria personalità e quando sei candidata sindaco non lo puoi fare. Cose che se ne fossimo stati a conoscenza a questo punto non ci saremmo mai arrivati». Impossibile non leggerci il riferimento anche alla ormai nota relazione della Sangiorgi con il capogruppo della Lega Simone Carapia.

Ma la Resta va oltre e attacca nel merito delle pesanti accuse fatte dalla Sangiorgi al partito: «La sindaca ha sostenuto che non c’è mai stato aiuto da Roma quando noi sappiamo che c’è stato, che avevamo il numero di Riccardo Fraccaro (deputato M5s) e potevamo chiamarlo quando volevamo ma lei non ha saputo ascoltare e utilizzare le competenze messe a disposizione o fare gruppo per usare quelle interne ma si è fidata di persone che non appartenevano al Movimento 5 Stelle».

La conclusione tocca a Cavina: «Questa vista dell’ultimo periodo non è la politica dei noi intendiamo, quella a servizio dei cittadini, quella che non scappa». E rilancia dando l”appuntamento agli elettori all”anno prossimo: «Questo progetto del M5s non finisce ma va avanti per le future elezioni amministrative che ci saranno in maggio o giugno». (l.a.)

Nella foto un fermo-immagine del video di Frati, Cavina e Resta e della Sangiorgi

L'ultimo atto dell'era Sangiorgi: sfiducia a Patrik Cavina. “Mi volevano interdire'. Frati: “Lei ci ha tradito'
Imola 19 Novembre 2019

L'ex vice capo della Polizia di Stato Nicola Izzo è il Commissario prefettizio del Comune di Imola

E” Nicola Izzo il commissario prefettizio nominato questa mattina dal prefetto di Bologna, Patrizia Impresa, per traghettare il Comune di Imola fino alle prossime elezioni amministrative che si terranno tra maggio e giugno 2020. Sono infatti diventate irrevocabili, allo scoccare dei 20 giorni dalla loro presentazione (come da disposizioni del Testo unico degli enti locali, art. 53), le dimissioni della sindaca Manuela Sangiorgi. Al Commissario, che è atteso a Imola nei prossimi giorni, sono conferiti i poteri spettanti al Sindaco, alla Giunta e al Consiglio comunale.

Nicola Izzo è nato a Scafati (Salerno) il 6 aprile 1949 ed è laureato in giurisprudenza e scienze politiche presso l”università di Pavia. E” entrato in polizia nel 1967 frequentando l”Accademia del corpo delle guardie di Pubblica Sicurezza. A partire dal 1995 ha ricoperto le cariche di questore di Treviso, Verona, Torino e Napoli, direttore interregionale per Lazio, Abruzzo e Sardegna e poi per Lombardia ed Emilia Romagna. Nel 2005 è stato poi nominato prefetto di Lodi. Successivamente ha ricoperto l”incarico di direttore centrale per i Servizi tecnico-logistici e la gestione patrimoniale del Dipartimento della pubblica sicurezza.

Nel 2007 è stato nominato della segreteria del dipartimento della Pubblica sicurezza, poi dal 2008 al 2012 è stato il vice capo vicario della Polizia di Stato. Nel febbraio scorso Izzo è stato nominato Commissario prefettizio di Rovigo, Comune che ha retto fino alle elezioni amministrative di giugno.

Nella foto il neo Commissario Nicola Izzo (foto tratta dal sito della Polizia di Stato) e la facciata del municipio di Imola

L'ex vice capo della Polizia di Stato Nicola Izzo è il Commissario prefettizio del Comune di Imola
Imola 15 Novembre 2019

Non ci sarà un Consiglio comunale straordinario per approvare la Variante 3 al Rue, la 'palla' ora passa al Commissario

Quello di mercoledì è stato davvero l”ultimo consiglio comunale del mandato amministrativo. La presidente del Consiglio, Stefania Chiappe, ha infatti escluso la possibilità della convocazione di un Consiglio straordinario per l”approvazione della variante 3 al Rue prima dello scioglimento dell”assemblea cittadina, che avverrà lunedì 18 novembre, allo scadere dei 20 giorni dalle dimissioni della sindaca Manuela Sangiorgi, quando le stesse diventeranno definitive come da normativa.

La presidente ha inviato ieri una dettagliata risposta alla Giunta e ai consiglieri comunali, nella quale si informa in sostanza che tutte le valutazioni fatte dal segretario generale e dagli uffici competenti sulle condizioni che avrebbero giustificato la convocazione del consiglio straordinario urgente hanno dato esito negativo. Innanzitutto, come specificato nella lettera, il segretario generale ha comunicato che «non sussistono termini perentori di legge per approvazione atto di variante». Stesso esito poi per quanto riguarda la verifica della presenza di «cause di pregiudizio per il Comune o per la cittadinanza» che giustificherebbero la convocazione d”urgenza del Consiglio. Infine, Stefania Chiappe comunica di essersi «confrontata con la Prefettura di Bologna rispetto alla valutazione necessaria per il riconoscimento di una situazione urgente e indifferibile in base alla quale accogliere la richiesta di convocazione urgente del Consiglio Comunale e si è convenuto che non si rileva nessun elemento che riconduca ad urgenza e/o indifferibilità».

In conseguenza delle verifiche svolte, la presidente conclude che la richiesta di convocazione deve essere accolta, ma «senza motivi d”urgenza». E poiché ai sensi della normativa vigente il termine di convocazione è di 20 giorni, la stessa Chiappe assicura l”impegno a portare all”attenzione del Commissario prefettizio che sarà nominato a partire dal 19 novembre «la richiesta di convocazione e auspicare che la delibera della variante 3 al Rue sia dallo stesso approvata entro il primo dicembre 2019, ossia entro i 20 giorni di cui sopra». (r.cr.)

Nella foto da sinistra il vicepresidente del Consiglio comunale Fabrizio Castellari e la presidente Stefania Chiappe durante l”ultimo consiglio comunale

Non ci sarà un Consiglio comunale straordinario per approvare la Variante 3 al Rue, la 'palla' ora passa al Commissario
Sabato Sera TV 29 Ottobre 2019

La sindaca Sangiorgi conferma le dimissioni e attacca il M5s. Il capogruppo Cerulli lascia 5Stelle ed esce dal Consiglio. Il dissidente Favilli: “Noi coerenti' – VIDEO

La sindaca Manuela Sangiorgi ha confermato oggi in consiglio comunale le sue dimissionidopo l’annuncio di ieri sera in piazza Matteotti. Le motivazioni racchiuse in un j’accuse dai toni analoghi. Prima la rivendicazione dei “tanti risultati nonostante i campi minati e le serrature modificate” lasciate “affinchè non si potesse davvero governare Imola”, fino a essersi ora trovata costretta “a prendere atto che non ci sono più le condizioni per andare avanti”.L’attacco prima di tutto ad un Movimento 5 stelle nazionale che l’ha lasciata sola: “Non è stato presente quando pensavo che Imola potesse essere il salotto dove venivano i big. Mi aspettavo un appoggio, perché siamo il terzo comune più grande amministrato dal movimento”. Invece la sensazione di solitudine, il mancato di aiuto nella ricerca di competenze per affrontare la complicata partita di amministrare. Per finire con la nota davvero dolente: “Il reiterarsi di comportamenti distruttivi di parte della nostra maggioranza. Non si sono presentati apposta in Consiglio, che non ha nulla a che fare con il rispetto dei cittadini, dell’ente, della giunta e del sindaco”.

Volti scuri, per un momento davvero difficile per molti assessori e consiglieri di maggioranza (Luciana Franceschini del M5s sedeva in aula per la prima volta proprio oggi). I nervi tesi si sono sciolti in battibecchi e  accuse. Il vicesindaco Patrik Cavina ha sintetizzato con un laconico “Spiace buttare in discarica un programma elettorale molto bello ma impegnativo”.

Ma prima di tutto il capogruppo Andrea Cerulli, fedelissimo della sindaca, ha preso la parola per dichiarare: “Non condivido la scelta della prima cittadina ma la rispetto. Al nostro gruppo 5Stelle è mancata una cultura istituzionale e ora avremo una città commissariata come avvenuto con il sindaco Manca”. Poi, anche lui come Sangiorgi ieri sera, ha annunciato l’addio al partito prima di alzarsi e abbandonare l’aula non senza aver salutato la Sangiorgi con un baciamano: “Caro Movimento 5stelle è stato molto bello ma credo che non abbiamo più nulla da dirci”.

Per l’ennesima volta la barca pentastellata è rimasta non solo senza capitano ma pure senza nocchiere, e nel momento più buio. Per chi avesse ancora qualche dubbio che la vicenda non sia nata e cresciuta tutta in casa al M5s imolese, Fabrizio Favilli ha attaccato deciso: “La sindaca Sangiorgi è capace di umiliare chiunque l’abbia sostenuta, ieri ha umiliato la sua Giunta facendola prima parlare dal palco di cosa avrebbe fatto in futuro per poi dimettersi. Non siamo stati noi ad esserci allontanati ma lei ad esseri allontanata dal M5s e dal programma votato dai cittadini. Il vero problema è che noi le avevamo chiesto di rappacificarsi con il M5s nazionale. Noi siamo stati chiamati i dissidenti quando abbiamo una sindaca che esce dal M5s e pure gli ultimi due capigruppo Righini e Cerulli, quindi chi sono i dissidenti? La verità è che noi abbiamo sempre portato avanti con coerenza quanto messo in programma. Forse ci hanno scalato dall’interno, siamo stati ingenui, abbiamo creduto nella buonafede delle persone. E’ una pagina triste per il Movimento e per Imola. Non c’è mai stato un problema con i nostri colleghi consiglieri quando parlavamo di una mozione o una delibera, il problema era solo lì  – ha detto indicando l’ormai ex prima cittadina – e in chi la consigliava. Sicuramente il Movimento avrà nuova vita, questa esperienza segnerà il consenso ma noi non smetteremo di voler cambiare le istituzioni da dentro”. Sangiorgi ha ribattuto brevemente: “Nonostante avessi vinto le primarie del M5s, fin dall’inizio non c’è stato riconoscimento da parte di qualcuno…”. Per poi concludere: “Sono stata tradita nei miei valori dal M5s”. Poi si è alzata e ha abbandonato l’aula: “Vado a protocollare le dimissioni”. 

Ora le dimissioni sono operative ma per divenire effettive occorrà attendere 21 giorni. Sangiorgi ha già detto ieri sera che sono “irrevocabili”. Giunta e consiglieri rimangono in carica per l’ordinaria amministrazione, salvo dimissioni o defezioni varie, visto il clima da “liberi tutti” che si respira. All’odg del Consiglio di oggi, ad esempio, c’erano atti importanti, come la famosa Variante 3 al Rue, quella adottata in giugno dove alcuni articoli penalizzanti in tema edilizio erano stati bocciati dall’Ausl e avevano provocato l’alzata di scudi delle associazioni di categoria della città, tanto che la stessa sindaca si era impegnata a modificarli in sede di approvazione, cioè oggi (i tecnici comunali avevano concordato con la Giunta un documento – presentato venerdì in Commissione – che ritornava al testo precedente quello adottato).

Ma l’assessora all’Urbanistica Paola Freddi ha pensato bene di ritirare la delibera provocando le veementi proteste dei consiglieri di opposizione del Pd. Tra le norme c’è anche famoso il comma sulla monetizzazione dei parcheggi passato in capo alla Giunta, che vede come unico caso approvato in questi mesi quello di un capannone di via Fanin di proprietà della stessa prima cittadina e della madre. Una vicenda finita sulla stampa per la richiesta di chiarimenti e trasparenza da parte della consigliera Carmen Cappello di Imola guarda avanti, che ha irritato profondamente la Sangiorgi che l’ha bollato senza mezzi termini come “attacco personale”. (l.a.)  

Nella foto la sindaca Manuela Sangiorgi oggi in Consiglio comunale prima di dimettersi

La sindaca Sangiorgi conferma le dimissioni e attacca il M5s. Il capogruppo Cerulli lascia 5Stelle ed esce dal Consiglio. Il dissidente Favilli: “Noi coerenti' – VIDEO
Imola 29 Ottobre 2019

Dimissioni Sangiorgi, i commenti delle forze di opposizione dentro e fuori dal consiglio comunale

Continuiamo a raccogliere i commenti del mondo politico alle dimissioni annunciate ieri sera in piazza dalla sindaca Manuela Sangiorgi, ormai ex M5s, cominciando da Giuseppe Palazzolo, capogruppo di Patto per Imola e candidato sindaco civico per il centrodestra alle elezioni del 2018, secondo il quale la fine dell’esperienza di governo pentastellata è dovuta soprattutto all’incapacità di dialogo della sindaca. «Una città si governa certamente con il coraggio e la determinazione, però non bisogna dimenticare di essere anche prudenti, avveduti e dialoganti – ragiona il consigliere comunale -. Questo è mancato, non si può dire sempre no, se lo dici devi avere anche una proposta alternativa. Insomma, puoi anche avere ragione, ma non puoi scontrarti con tutti: la ragione qualcuno deve dartela.  Se nessuno te la dà, devi porti qualche domanda». Secondo il civico, la Sangiorgi avrebbe dovuto ammettere gli errori commessi e comunicarli alla città. Il più grande di questi? Palazzolo ritiene che sia stata l’incapacità di leggere la situazione politica, soprattutto interna al Movimento 5Stelle. «Pensava: se mi dimetto, vanno a casa tutti e riteneva che questo avrebbe fermato la minoranza interna, ma non è andata così – sottolinea il consigliere -. E’ mancata la politica, necessaria soprattutto in un movimento che non ha regole di gestione interna e dove il sindaco vale quanto un attivista». L’ultima battuta è per quelle dimissioni annunciate in piazza senza avvertire nemmeno i suoi assessori: «Almeno un messaggio su whatsapp…».

Il segretario cittadino della Lega, Marco Casalini, si sofferma innanzitutto su quanto successo ieri sera: «La Sangiorgi ha spiazzato tutti con una scelta personale, si è visto dalla reazione dei suoi assessori, che hanno partecipato ad una serata teatrale, con finale che smonta tutto. Prima gli assessori che spiegano quel poco che è stato fatto e cosa intendono fare in futuro, poi lei, che parte lenta, si ferma e dopo diventa quasi un’altra persona. A livello istituzionale sarebbe stato più corretto convocare un consiglio comunale straordinario, dove anche gli altri potessero dire la loro. Invece ancora una scelta senza contraddittorio, almeno mi aspetto che oggi non scappi dopo avere annunciato le dimissioni». Passando alla lettura politica, Casalini ritiene che «tutto sia nato quando la Sangiorgi ha creduto di poter fare quello che voleva, poi ha sbattuto la testa contro il macchinario delle istituzioni. Imola fa parte di realtà più grandi, come consorzi ed enti di secondo grado, dove non puoi decidere da sola. Se prendi in mano una macchina dopo 70 di governo di altri è normale trovare muri, ma non puoi abbatterli con la testa, altrimenti te la rompi. Non era preparata ad amministrare ed è rimasta bruciata dal sistema. Quando invece ha cercato di accontentare il sistema, sulla discarica, sull’autodromo, sui rifiuti, ha creato ancora più problemi e ha scontentato il suo movimento». Per l”immediato futuro, il segretario della Lega spera in una gestione commissariale che permetta di tornare a una gestione «normale della città e delle partecipate». «Credo che ConAmi – chiosa – non possa finire così».

Giuseppina Brienza, coordinatrice di Italia in Comune per Imola e circondario, titola così la sua nota di commento alle dimissioni della sindaca: «Finalmente Imola può tornare a respirare». L’ex assessora alla Scuola dell’ultima Giunta Manca prosegue poi con queste parole: «Dopo un anno e quattro mesi di completo immobilismo, Imola può tornare a costruire il proprio futuro da protagonista e a ripensarsi in un ruolo all’altezza delle sue reali potenzialità, non soffocata da una sindaca in grado esclusivamente di sminuirla e svilirla. Che cosa rimane, infatti, del mandato di Manuela Sangiorgi? Niente. Il nulla. Il vuoto. E’ tempo di lasciarsi alle spalle gli errori e rimboccarsi le maniche. Senza Manuela Sangiorgi sarà più semplice per tutti».

Tra i commenti registriamo, infine, quello di Serse Soverini, deputato eletto nel collegio di Imola e da poco entrato nel Pd, che si rivolge direttamente alla sindaca dimissionaria: «Cara sindaca, oramai “ex”, dopo che per sedici lunghi e sofferti mesi tutti hanno cercato di comprendere la nuova situazione e la sua solitudine, dopo la conclusiva manifestazione di narcisismo in piazza, ieri sera, dopotutto temo che sarà ricordata come colei che ha fatto un passo indietro proprio quando c”era  bisogno di farne due in avanti. Con diverse aggravanti: lascia una città umiliata, un”amministrazione bloccata e un”economia abbandonata a se stessa». Durissimo il giudizio finale: «Lei ha tradito il suo elettorato, che si aspettava ben altro. In qualità di deputato del collegio imolese, pur non essendo cittadino, aggiungo che ha mancato di rispetto alla città e ai doveri di rappresentante di una comunità sana e orgogliosa». (mi.ta.)

Nelle foto Giuseppe Palazzolo e Marco Casalini (foto tratte dai rispettivi profili Facebook)

Dimissioni Sangiorgi, i commenti delle forze di opposizione dentro e fuori dal consiglio comunale
Imola 29 Ottobre 2019

5 stelle e Partito democratico uniti sulle tematiche ambientali anche a Imola

Partito democratico e Movimento 5 stelle fianco a fianco sulle tematiche ambientali anche a Imola, come già accaduto a Castel San Pietro.

Sono la consigliera grillina Federica Boccia e il consigliere dem Giacomo Gambi, infatti, i primi firmatari della mozione che «chiede al Consiglio comunale il riconoscimento dello stato di Emergenza climatica – spiega la Boccia –, accogliendo le istanze del gruppo Friday”s For Future di Imola».
Una mozione, inoltre, «condivisa e firmata da tutti gli altri gruppi consiliari», sottolinea la consigliera del Movimento 5 stelle.

Inserita nell”ordine del giorno dell seduta del Consiglio comunale in programma questo pomeriggio, la mozione verrà discussa compatibilmente con quello che succederà a seguito dell’annuncio delle dimissioni della prima cittadina Manuela Sangiorgi arrivato ieri sera, nel corso dell’incontro pubblico in piazza Matteotti.
C’è da aspettarsi, infatti, che il dibattito già seguito alla notizia infiammerà ulteriormente l’aula. (r.cr.)

Nella fotografia di Marco Isola/Isolapress, la consigliera comunale del Movimento 5 stelle Federica Boccia

5 stelle e Partito democratico uniti sulle tematiche ambientali anche a Imola
Imola 29 Ottobre 2019

Le dimissioni di Manuela Sangiorgi spaccano il Movimento 5 stelle a ogni livello

La decisione dell’oramai ex prima cittadina di Imola Manuela Sangiorgi di abbandonare il proprio incarico spacca ulteriormente un Movimento 5 stelle già profondamente diviso al suo interno.

Massimo Bugani
Per dimostrare che i problemi che hanno portato alle sue dimissioni sono nati e si sono sviluppati dentro al Movimento 5 stelle, e ben poco hanno a che fare con il Partito democratico contro cui l’ex sindaca si è scagliata dal palco di piazza Matteotti ieri sera, è sufficiente leggere il post che Massimo Bugani ha pubblicato sulla propria pagina Facebook già alle 21.51 di ieri.
«Un grande ringraziamento a chi ha dato tutto se stesso in questi anni per far vincere il Movimento 5 stelle a Imola. Grazie a Gabriele Betti, Fabrizio Favilli, Patrik Cavina, Annalisa Roda, Maurizio Lelli e a tutti i guerrieri che ci hanno regalato un sogno insieme a loro – fa nomi e cognomi uno fra i quattro soci dell’associazione Rousseau, capogruppo in Consiglio comunale a Bologna e dal 26 settembre scorso nuovo capostaff del Campidoglio a fianco di Virginia Raggi e Roma –. Purtroppo la sindaca ha iniziato a distruggere questo sogno dal giorno dopo la proclamazione».
«Siamo feriti e addolorati – aggiunge Bugani, che aveva tenuto a battesimo la candidatura della Sangiorgi –, ma ancora una volta chi è in buona fede e vuole bene al Movimento ha capito da che parte stare».

Fabrizio Favilli
Non risparmia parole di fuoco Fabrizio Favilli, primo capogruppo grillino in Consiglio comunale e “portavoce” dei sei consiglieri che si sono schierati apertamente contro l’operato della sindaca.
«Hai cacciato gli assessori più rappresentativi del Movimento (Ezio Roi e Maurizio Lelli, ndr), hai supportato Salvini sui giornali sparando invece addosso di continuo al Movimento, sei andata contro il programma e contro l’assemblea che ti ha permesso di essere la candidata – le si rivolge direttamente, anche lui attraverso un post su Facebok –. E i trasformisti sarebbero quelli del Movimento? Ma di cosa stiamo parlando? Davvero qualcuno del Movimento ha il coraggio ancora di difenderla?».

Andrea Cerulli
Fra chi si schiera senza se e senza ma dalla parte dell’ex prima cittadina e contro il Pd c’è Andrea Cerulli, attuale capogruppo grillino a seguito delle dimissioni di Simone Righini, in rotta con la Sangiorgi al pari dei sei consiglieri dissidenti.
«Il M5Stelle, alleandosi con il Partito di Bibbiano, il Partito dello scandalo Sanitá in Umbria, il Partito che nella sua roccaforte emiliano romagnola ha zittito perfino un maxiprocesso come Aemilia, ha perso la Sua identità ed i suoi valori fondanti – commenta, sempre sui social –. Un Movimento che doveva dare la parola agli elettori dopo l”8 agosto, non farsi fagocitare dai poltronari interni e farsi dettare la linea politica dal Pd. Penso che il governo ora debba prendere atto che dopo l”Umbria e dopo Imola ha una sola strada: staccare la spina e dare voce ai cittadini in modo democratico. Mi auguro che questo ulteriore segnale arrivi chiaro e che la democrazia del voto dia ,come giusto che sia, la parola ai cittadini stanchi di una Italia che arranca dietro i diktat di una Europa delle banche e non un Europa dei popoli».
Il riferimento a Imola, però, è quanto mai fumoso. (r.cr.)

Nella fotografia di Marco Isola/Isolapress, i banchi della maggioranza vuoti nel corso dell”ultima seduta del Consiglio comunale

Le dimissioni di Manuela Sangiorgi spaccano il Movimento 5 stelle a ogni livello

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