Politica

Imola 28 Ottobre 2019

La sindaca Manuela Sangiorgi si dimette, i commenti di consiglieri, assessori, dell'opposizione Pd e Imola guarda avanti

Delusi e attoniti i supporter presenti in piazza questa sera all”annuncio a sorpresa delle dimissioni della sindaca Manuela Sangiorgi. Il capogruppo del M5s Andrea Cerulli è laconico: “La cosa principale sono stati i sei dissidendi che hanno logorato dall”interno. La capisco. Si è sentita sola. Quando dici una cosa in piazza è sicuro, non puoi ritrattare”. Attonito anche l”assessore alla Sicurezza Andrea Longhi, sceso sotto il palco e attorniato da alcuni colleghi poliziotti del Commissariato: “L”abbiamo sentito anche noi come voi…”. Pochi minuti prima aveva fatto, come gli altri colleghi, un dettagliato resoconto di atti, progetti, attività svolte durante i mesi del suo incarico.

Altri toni ovviamente da parte dei consiglieri di opposizione del Pd. Marco Panieri, il capogruppo Roberto Visani, Fabrizio Castellari, Giacomo Gambi e Daniela Spadoni hanno commentato con una nota: “La sindaca ha prolungato un”agonia tenendo per mesi bloccata la nostra città, alla fine è proprio vero: lo stallo, l”assenza di dialogo, la palese inadeguatezza, questa è la fotografia di questi quindici mesi. Per la città straordinaria che è Imola ora si deve lavorare per ridare opportunità a questo territorio. Domani saremo in aula”.

Analoga posizione da parte di Carmen Cappello di Imola guarda avanti: “Ora dopo questa pausa di sedici mesi di inerzia, stallo e distruzione sistematica di ciò che funzionava sono convinta che si comincerà a lavorare sul serio per il miglioramento di Imola”. (l.a.)

Nella foto la sindaca Sangiorgi sul palco in piazza Matteotti poco prima di dare l”annuncio delle sue dimissioni

La sindaca Manuela Sangiorgi si dimette, i commenti di consiglieri, assessori, dell'opposizione Pd e Imola guarda avanti
Imola 28 Ottobre 2019

Annuncio choc della sindaca Manuela Sangiorgi: “Domani darò le dimissioni in Consiglio comunale'

La sindaca di Imola, Manuela Sangiorgi, ha deciso di rassegnare le dimissioni. L”annuncio choc è arrivato pochi minuti fa al termine dell”incontro che ha voluto e organizzato per raccontare da un palco di piazza Matteotti il lavoro svolto in questi quindici mesi di governo. “Non ci sono più le condizioni politiche per poter proseguire, ve lo volevo dire proprio oggi, dopo l”Umbria, che purtroppo domani rassegnerò le mie dimissioni in Consiglio comunale. Non voglio essere un burattino nelle mani del Pd. Si torna al voto”.

A motivare la sofferta decisione della sindaca pentastellata le tante difficoltà, ma soprattutto il dissenso interno al suo monocolore pentastellato: “Per colpa di pochi all”interno del consiglio comunale che dovevano appoggiarmi”. Per passare al mancato sostegno da parte del suo partito, anche pratico (“sono rimasta male dall”incapacità che c”è stata di gestire i Comuni, il presidio del territorio”). A questo si è aggiunta la delusione del governo Conte bis: “Dopo quanto successo dopo Salvini ci siamo attaccati alle poltrone. Il giorno dopo facciamo un progetto di governo insieme al Pd, il governo delle tasse? Io non sono più del M5s, sono morta dentro come altre persone per questo trasformismo inaspettato che non si doveva fare”.

Attonite le circa 150 persone presenti sotto il palco tra sostenitori, cittadini, consiglieri e pure gli assessori che erano accanto a lei sul palco, ai quali ha lasciato fare il resoconto dettagliato del lavoro svolto in questi quindici mesi prima di prendere la parola e far calare il sipario sul primo governo 5Stelle di Imola. Secondo quanto dichiarato, anche gli assessori hanno appreso la notizia come gli altri, dalla sindaca sul palco. (l.a)

Annuncio choc della sindaca Manuela Sangiorgi: “Domani darò le dimissioni in Consiglio comunale'
Imola 28 Ottobre 2019

La sindaca Manuela Sangiorgi ha invitato tutti in piazza Matteotti per ascoltare il bilancio di questi mesi di governo di Imola

Dalla piazza virtuale alla piazza reale. La sindaca 5Stelle Manuela Sangiorgi ha invitato tutti questa sera alle 19 in piazza Matteotti. L’obiettivo raccontare ai cittadini, insieme alla sua Giunta, quanto fatto in questi quindici mesi di «governo della città». E’ stato organizzato da sindaca e Giunta e non dal M5s imolese. Un modo per chiamare a raccolta le truppe dopo settimane di dissidi interni.

Il capogruppo Andrea Cerulli, uno dei fedelissimi, è ottimista: «Ci saremo tutti». A motivarlo i tentativi di avvicinamento tra le anime del partito fatti nei giorni scorsi, con il deputato 5Stelle Alvise Mainiero a fare da mediatore tra i consiglieri. Ma i sei dissidenti non hanno mollato di un punto sul fatto di non essere soddisfatti di «quanto esce dalla Giunta» o dalla capacità della sindaca di tenere i rapporti con attivisti e consiglieri. Neppure il l’incontro di mercoledì 23 con la sindaca stessa e gli attivisti, sembra aver sortito una schiarita. «Per noi nulla è cambiato» ha dichiarato deciso Fabrizio Favilli, uno dei dissidenti.

Cosa dirà questa sera la Sangiorgi? Impossibile avere anticipazioni. «La sindaca rappresenta la massima carica istituzionale locale del Movimento farà un intervento sia politico che istituzionale» sintetizza Cerulli. (l.a)

Nella foto la sindaca Manuela Sangiorgi in consiglio comunale

La sindaca Manuela Sangiorgi ha invitato tutti in piazza Matteotti per ascoltare il bilancio di questi mesi di governo di Imola
Imola 15 Ottobre 2019

Caos 5Stelle, la maggioranza prende tempo, Consiglio comunale rinviato, si scatenano le opposizioni

Nei giorni scorsi sembrava ci fossero state delle prove di dialogo tra la sindaca Manuela Sangiorgi e i sei consiglieri dissidenti della sua maggioranza 5Stelle. Invece ieri è arrivato il rinvio di due settimane della seduta del Consiglio comunale fissata per oggi. Il motivo? «Consentire alla consigliera subentrante di poter partecipare ai lavori del Consiglio comunale» si legge nell’atto a firma della presidente del Consiglio comunale, la pentastellata Stefania Chiappe.

«Non c’è una maggioranza è per questo che viene rinviato il Consiglio» rilancia deciso il vicepresidente dell’aula, il dem Fabrizio Castellari: «Siamo ai titoli di coda, una situazione indecorosa e irrispettosa. La città è bloccata da tempo in molti dei suoi aspetti principali e ora anche in quelli istituzionali. Se non ci sono le condizioni per andare avanti occorre prenderne atto: non si può rinviare il Consiglio finché non si ha una maggioranza. Se non si hanno i numeri per governare si riconsegnino le chiavi agli elettori, non si chiuda il Consiglio comunale».

Difficile dargli torto dopo quanto accaduto venerdì 11, ennesima surreale seduta del Consiglio comunale, durante la quale doveva avvenire la surroga del consigliere dimissionario 5Stelle Righini. Solo la «stampella» del voto arrivato dai banchi dell’opposizione da Giuseppe Palazzolo, di Patto per Imola, ha permesso il via libera. Numeri alla mano, la maggioranza aveva solo otto voti, compresa la presidente Chiappe e la stessa sindaca Sangiorgi, dato che nessuno dei sei consiglieri dissidenti era presente. Considerando che all’opposizione sono in dieci, neppure l’assenza di Simone Carapia tra le file della Lega era sufficiente a salvare la partita. E per oggi la situazione si profilava ugualmente difficile: la nuova consigliera Luciana Franceschini potrà entrare in aula a rimpinguare le esili schiere pentastellate, per l’appunto, solo tra quindici giorni.

Giunti a questo punto, il capogruppo dem Roberto Visani ha chiesto «formalmente una conferenza dei capigruppo alla presenza del segretario generale perché la spaccatura all’interno del M5s sta creando uno stallo istituzionale. Siamo a metà ottobre, in un Comune normale si comincia a ragionare di bilancio preventivo e piano degli investimenti, che significa cosa fare con i soldi incassati dopo che l’Amministrazione ha alzato le tasse ai cittadini».

Marco Casalini segretario imolese della Lega ha rincarato la dose: “L’ennesima dimostrazione di questa Giunta incapace a governare ed amministrare la comunità imolese.Non è concepibile che la città sia ostaggio di un’amministrazione che blocca le istituzioni e che rimanda i lavori d’aula di 15 giorni.Il Comune, gli imolesi, il territorio chiedono normalità, buonsenso, organizzazione invece ci si ritrova nel caos più assoluto e nell’imprevedibilità. Ci si renda conto – conclude – che così non si può continuare. Torniamo al voto”.

Giuseppina Brienza, coordinatrice di Italia in Comune per Imola e circondario, tira per la giacca la presidente Chiappe: “L’assenza della nuova consigliera è talmente importante da bloccare la politica cittadina per due settimane? E la giustificazione per questa assenza è più importante delle altre giustificazioni per assenza presentate nel corso dei mesi dai consiglieri della maggioranza “ribelli” e dai consiglieri di opposizione? In virtù di quale regola?”. (l.a.)

Nella foto i banchi vuoti dei consiglieri 5Stelle non presenti venerdì 11 ottobre

Caos 5Stelle, la maggioranza prende tempo, Consiglio comunale rinviato, si scatenano le opposizioni
Imola 10 Ottobre 2019

Stallo nella maggioranza 5Stelle, i vertici delle commissioni vanno al Pd

L’appuntamento con il Consiglio comunale è stato spostato da martedì 8 ottobre a domani, occorre qualche giorno in più alla burocrazia per definire la surroga del capogruppo 5Stelle dimissionario Simone Righini (salvo sorprese sarà Luciana Wanda Franceschini, prima dei non eletti).

Questo permette di tirare il fiato dopo l’ennesima fibrillazione: sei consiglieri di maggioranza l’1 ottobre hanno presentato un emendamento contro una delibera di Giunta che è stata approvata con i voti delle minoranze. Lana caprina politica a confermare la spaccatura nella maggioranza che sostiene la sindaca Manuela Sangiorgi: otto fedeli e sei dissidenti, fermi nella loro posizione di richiamo al rispetto del programma, con la spada di Damocle del bilancio preventivo (la bocciatura avrà l’effetto di una mozione di sfiducia).

Anche le nomine dei nuovi presidenti delle commissioni consiliari sono andate a vuoto, e Righini, stanco di mediare nel deserto, ha gettato la spugna. Con corollario paradossale: ora c’è il Pd al vertice delle Commissioni consiliari, perché da regolamento i ruoli vacanti (2 Scuola e Cultura, 3 Urbanistica, 4 Sanità e sociale, 6 Autodromo) passano ai consiglieri «anziani», in base al numero delle preferenze.

Così il presidente Marco Panieri ha già chiesto una commissione 3 urgente sul tema del verde e di Area Blu, mentre il collega Roberto Visani sulla sanità. Il leghista Daniele Marchetti, presidente della commissione 1, per non rimanere indietro, ne ha chiesto a sua volta una sui problemi sollevati dalla Sangiorgi sempre su Area Blu. (l.a.)

Altri particolari sul numero del Sabato sera del 10 ottobre

Fotografia di Marco Isola/Isolapress

Stallo nella maggioranza 5Stelle, i vertici delle commissioni vanno al Pd
Imola 3 Ottobre 2019

Il capogruppo dei 5Stelle Simone Righini si dimette da consigliere comunale: “Non ci sono più le condizioni'

Le dimissioni immediate e irrevocabili da consigliere comunale sono state protocollate questa mattina poco dopo le 9. Ora sono ufficiali dopo i rumors dei giorni scorsi. Il capogruppo dei 5Stelle Simone Righini ritiene “conclusa l’esperienza”. Il motivo? “Per me non ci sono più le condizioni per andare avanti. Ritengo non ci sia più una maggioranza dopo che per tre settimane in Consiglio comunale non c’erano i numeri a sostenere il mio ruolo di capogruppo al di là della volontà di ricucire”. Non solo. Righini si ritiene anche fuori dal Movimento 5 Stelle. “Non esiste una tessera da stracciare, ma sono uscito dalle chat di Gruppi e attivisti – precisa -. Per ora mi dedico alla famiglia poi vedremo». 

Questi mesi da consigliere e capogruppo sono stati faticosi. Righini ha quattro figli, un lavoro come responsabile del Dopodinoi di Santa Caterina e ha avuto dei seri problemi di salute, per fortuna oggi superati. Sulla decisione di dimettersi ha pesato non poco quanto accaduto martedì scorso in Consiglio comunale dove, per la seconda volta, sono stati bocciati i nomi proposti per le nomine dei presidenti delle commissioni 3 Urbanistica, 4 Sociale e sanità e 6 Autodromo,per sostituire quelli dei dissidenti 5Stelle. Una bocciatura avvenuta a suon di schede bianche, ovvero di «franchi tiratori» interni (con corollario di siparietti come il nome di Salvatore Cacciatore, admin della pagina Facebook Sei di Imola se…, scritto su una scheda). Un “dispetto” anche per la surroga del consigliere di maggioranza all’Assemblea del Circondario, Stefano Buscaroli, che ha ottenuto i voti ma non quelli per l’immediata eseguibilità della delibera (occorre la maggioranza di almeno 13 voti, le opposizioni ne avevano 9), quindi non parteciperà alla seduta del 7 ottobre che pur aveva motivato l’urgenza della nomina.  

Per non parlare di quanto accaduto con la delibera sui compensi dei revisori dei conti, che ha permesso all’ex 5Stelle Fabiano Cavina di cantar vittoria dai banchi della Lega: “Solo grazie alla mia sfuriata in Consiglio comunale si è ritirato, alla prima seduta, il documento che ieri sera (martedì 24, ndr) è tornato nell’aula del Consiglio con una decurtazione di circa il 10% dalla proposta iniziale. Arriva poi l’ulteriore decurtazione di un altro 10% circa tramite il voto di tutte le opposizioni ad un emendamento proposto dai 6 dissidenti pentastellati”. In conclusione il documento presentato dalla Giunta è stato modificato con i voti delle opposizioni: “Il sindaco si ravveda, si renda conto che così non può governare, lasci il trono e dia la parola agli imolesi”. 

Insomma per il “mediatore” Righini la misura era colma. E a motivare la decisione di chiudere anche con il M5S, c’è il rammarico e la critica per la mancanza di supporto da parte del partito a livello regionale e oltre a fronte delle sue accorate richieste. “Praticamente non ho ricevuto risposta. Penso che se fosse accaduto al Pd il giorno dopo c’era qualcuno sul territorio per cercare di risolvere i problemi, con questo non esalto il Pd – chiarisce – e so che i modelli organizzativi sono diversi, ma ci sono delle situazioni gravi in cui si deve essere in grado di intervenire”. (l.a.)

Nella foto Simone Righini in Cconsiglio comunale

Il capogruppo dei 5Stelle Simone Righini si dimette da consigliere comunale: “Non ci sono più le condizioni'
Imola 27 Settembre 2019

Cortocircuito 5Stelle, il gruppo di maggioranza tenta di dare “la linea' ma i dissidi continuano

Ha suscitato più di una perplessità il comunicato stampa diffuso dal Gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle di Imola nel pomeriggio di ieri l’altro. «Un rendiconto utile in risposta ai dubbi e perplessità legati all’attuazione del nostro programma elettorale – si legge nella nota -. Anche se abbiamo sempre posto la trasparenza e la rendicontazione del nostro operato tra i dogmi della stessa attività amministrativa, l’informazione non è mai abbastanza». Segue l’elenco dei traguardi che il Movimento rivendica: due pagine e mezzo con ogni singolo atto fatto in questi quattordici mesi, piccolo e grande, su urbanistica, sanità, sicurezza e legalità, ambiente, scuola, discarica e raccolta dei rifiuti, Polizia municipale, Area Blu…

Ma l’impressione è che quello che vorrebbe essere un mea culpa, per così dire, sia diretto verso i dissidenti interni più che all’esterno, cioè a richiamare “alla linea” i sei consiglieri comunali che il 17 durante il Consiglio comunale hanno presentatoin aula una dura critica e si sono dimessi da ogni incarico e commissione. Una profonda divisione all’interno della maggioranza pentastellata che si è confermata martedì quando, sempre in Consiglio comunale, i sei si sono astenuti sui nomi proposti dal loro gruppo per i nuovi presidenti delle commissioni 3, 4 e 5. Di fatto hanno fatto mancare la maggioranza e bocciare le candidature. Martedì prossimo si replica.

Chi è quindi il «Gruppo» che ha scritto la nota? Quello dei consiglieri della maggioranza fedelissimi alla prima cittadina oppure la frangia critica? Un cortocircuito nel quale il M5s non sembra trovare una via d’uscita e che continua a rimbalzare commenti tra chat e social network. «Non sosteniamo certo di non meritare alcuna critica – osserva decisa la nota -. Rammentiamo, però, che per essere da poco più di un anno al timone del governo cittadino e al netto delle palesi difficoltà riscontrate a causa della carenza numerica di personale comunale, delle “rigidità” ereditate dal precedente e consolidato sistema di gestione del Comune, e non ultimo anche dal fisiologico periodo di apprendistato della complessa macchina municipale, non abbiamo mai perso di vista il nostro programma elettorale, forgiato su un quinquennio amministrativo che ci permetterà di sviluppare e realizzare quanti più punti tematici possibili».  

«Sostenere di agire contro il nostro programma o che abbiamo rinunciato a realizzarlo è, semplicemente, falso e poco corretto intellettualmente» aggiunge il comunicato, senza esplicitare il destinatario di questo messaggio, anzi alimentando la convinzione che si tratti di un dibattito tutto interno. «Sono considerazioni legittime e del tutto personali – conclude la nota – quelle che vertono sull’operato dell’attuale Amministrazione in linea o meno con presunte tempistiche o crono programmi che, lo ribadiamo, prevedono un percorso di mandato di cinque anni».

Mandato che si prospetta sempre più complicato proseguire per l’Amministrazione Sangiorgi che vede buona parte delle truppe a fedeltà condizionata (ai temi del programma elettorale), soprattutto con la spada di Damocle del bilancio da approvare (una bocciatura in consiglio sarebbe l’equivalente di una mozione di sfiducia). (r.cr.) 

Nella foto la sindaca Manuela Sangiorgi in Consiglio comunale martedì 17  

Cortocircuito 5Stelle, il gruppo di maggioranza tenta di dare “la linea' ma i dissidi continuano
Politica 21 Ottobre 2018

MERCATO STRAORDINARIO

per il «Mercato di ottobre», in centro storico dalle 8 alle 20 le tradizionali bancarelle del mercato del lunedì mattina, distribuzione gratuita (alle ore 15.30) di pasta e fagioli, negozi aperti per tutta la giornata.

Castel San Pietro

Politica 10 Agosto 2018

Oltre 9,3 milioni di euro dalla Regione per ristrutturare alloggi pubblici, il bando scade il 24 settembre

Oltre 9 milioni di euro per la ristrutturazione di alloggi pubblici inutilizzati e per installare ascensori e montacarichi. E’ l’oggetto di un bando, in scadenza il 24 settembre, che la Regione Emilia-Romagna ha emesso nei giorni scorsi e che prevede contributi fino all’80% dell’importo complessivo degli interventi da realizzare, ristrutturazioni comprese.

L’obiettivo della Regione è migliorare l’autonomia e la vita sociale soprattutto degli anziani e delle persone con disabilità. Il bando segue tra l’altro di pochi mesi un’iniziativa analoga, che aveva messo a disposizione oltre 2 milioni di euro e che ha registrato moltissime domande.

“Le tante richieste di intervento che ad oggi ci sono pervenute, dimostrano chiaramente quanto per le persone anziane e disabili sia importante conservare la propria autonomia, una vita sociale soddisfacente, la possibilità di continuare a vivere nell’abitazione di sempre – sottolineano il presidente della Regione, Stefano Bonaccini e la vicepresidente con delega al Welfare, Elisabetta Gualmini -. Eliminare quello che può essere d’intralcio e favorire invece la comodità in casa è parola d’ordine, tanto più che lavori come quelli che stiamo e andremo a finanziare si rivelano necessari per lo svolgimento delle attività più basilari, come può essere salire una scala per accedere alla propria casa o una porta troppo stretta per farci passare una carrozzina”.

Le nuove risorse, 9,3 milioni esattamente, saranno così suddivise: circa 2 milioni andranno a finanziare le richieste ancora in graduatoria, 91 su un totale di 150 (59 gli interventi già finanziati), mentre i restanti 7,3 milioni di euro copriranno le richieste del nuovo bando, che scadrà come anticipato così il prossimo 24 settembre. Nella ripartizione per province a Bologna spetteranno 2,4 milioni per le nuove domande e 656.279 euro per quelle già in graduatoria.

Due i tipi di intervento ai quali è destinato il secondo bando: installazione di ascensori e montascale oppure intervento per rendere più efficienti quelli esistenti (la Regione in questo caso coprirà fino all’80% dei costi, mentre il restante 20% è a carico dei Comuni); miglioramento dell’accessibilità e delle condizioni d’uso degli alloggi, con interventi tipo sostituzioni di gradini con rampe, sostituzioni di pavimenti scivolosi, allargamento di corridoi e servizi, rimozioni di barriere architettoniche. Per la seconda tipologia i contributi saranno fino a un massimo di 35.000 euro.

Il totale degli edifici popolari esistenti nel territorio regionale è di 6.571, per un totale di 59 mila appartamenti, con un’età media di 45 anni (solo il 35% è successivo al 1980). Ben 1.257 fabbricati (8.230 appartamenti) risalgono al periodo 1951-1960 e 335 di questi si trovano nella provincia di Bologna. Oltre 15.000 sono gli appartamenti edificati tra il 1970 e il 1980, dei quali 5.570 nel Bolognese.

Nella foto un momento della conferenza stampa di presentazione del bando con la vicepresidente Gualmini e il presidente Bonaccini
Oltre 9,3 milioni di euro dalla Regione per ristrutturare alloggi pubblici, il bando scade il 24 settembre
Politica 9 Agosto 2018

Verde pubblico, Comune e Area Blu fanno il punto sugli interventi fatti e da fare nei prossimi mesi

Comune di Imola e Area Blu fanno il punto sugli interventi a tutela del verde pubblico, in particolare sui lavori di potatura e di abbattimenti avviato in questi giorni.

Partendo da quanto già fatto, fra luglio ed agosto il personale di Area Blu è intervenuto nel parcheggio di via Aspromonte (3 potature e  8 abbattimenti); piazzale Ragazzi del ‘99 (7 abbattimenti); viale Rivalta (10 riduzioni di chioma); viale Guerrazzi (2 abbattimenti); via Francucci (7 potature); viale Dante (3 abbattimenti e 30 potature); via Zampieri Vespignani (1 abbattimento); viale Saffi (79 potature); piazzale Giovanni dalle Bande Nere (7 potature) e parcheggio Bocciofila (2 abbattimenti).

Il programma dei prossimi mesi prevede invece interventi al parco Europa (abbattimento di alcuni pioppi secchi); lungofiume compresa area Riverside (abbattimento di alcuni pioppi che stanno deperendo); parco Tozzoni (abbattimento di 2 cedri che stanno deperendo, una sophora ed altre piante secche); parco Acque Minerali (alcune piante secche ed un cedro in pessime condizioni statiche); giardino Rambaldi (1 cedro ed 1 leccio); via Pio IX (3 pini da abbattere a causa di scavi fatti per la riparazione del teleriscaldamento); Spazzate Sassatelli (1 salice secco).

Passando alle potature, certamente i giardinieri della società lavoreranno in queste zone: viale A. Costa; via Giovanni dalle Bande Nere; via Tiro a segno; parcheggio lavatoio Pontesanto in via M. Zanotti; via Manzoni; via dell’Artigianato: via Guerrazzi; via Aspromonte; via Cardinal Sbarretti; via Bucci; parcheggio via Pola; via Montericco; via Pambera; via Casoni; via Tabanelli; via Villa Clelia e via Macchiavelli.

In merito al tipo di interventi, già eseguiti o da effettuarsi, riguardano l’eliminazione delle piante secche (giudicate irrecuperabili e con patologie di varia natura) e la potatura di quelle che ne hanno bisogno. Tra gli obiettivi c’è inoltre quello di ridurre i rischi di cedimento e integrare meglio il verde con la pubblica illuminazione e la viabilità stradale. Raramente si procede alla capitozzatura dei rami principali, dal momento che tale scelta è riservata alle piante senescenti o danneggiate che si vogliono però temporaneamente mantenere, in modo da scaricare il più possibile il peso della chioma per evitare cedimenti delle piante o di parti di esse.

Gli abbattimenti mirano soprattutto a limitare il rischio di cedimenti e sono più utilizzati nelle aree più frequentate. In alcuni casi sono necessari per dare corso a modifiche infrastrutturali oppure alla sicurezza delle strade, a seguito di danneggiamenti prodotti dalle radici sull’asfalto.

In ogni caso la scelta di togliere piante, a parte i casi in cui si tratta di alberi vincolati e quindi in quel caso si chiede l’autorizzazione della competente Soprintendenza, si prende a seguito di accurate indagini diagnostiche svolte di continuo dal personale tecnico di Area Blu. In questa ottica sono in corso di definizione gli interventi da fare sul viale del Piratello mentre sono già definiti (un cedro e un leccio) quelli necessari al giardino Rambaldi.

Occorre tenere presente che le piante abbattute vengono generalmente sostituite. Normalmente il rapporto è di uno a uno e la sostituzione avviene puntualmente sui viali con piante in filare o dove vi sono schemi di impianto ben definiti, mentre altrove gli avvicendamenti non sono rigorosi, anche se va sottolineato che in questi ultimi anni il bilancio arboreo si è sempre chiuso in attivo.

Per consentire comunque la massima informazione per i cittadini, Comune ed Area Blu hanno stabilito che gli alberi da abbattere in futuro saranno contrassegnati da una segnaletica che indicherà anche le ragioni dell’intervento.

Nella foto un’immagine del viale del Piratello tratta dal sito di Area Blu

Verde pubblico, Comune e Area Blu fanno il punto sugli interventi fatti e da fare nei prossimi mesi

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