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Economia 24 Gennaio 2019

Anche Sacmi al Career day dell'Università di Bologna a caccia dei migliori laureati e laureandi

Favorire l’incontro tra laureati e aziende. Questo si propone il Career day, evento promosso da qualche anno dall’Alma Mater, la cui edizione 2019 si svolgerà nel capoluogo regionale martedì 26 febbraio, presso il padiglione 33 di Bologna Fiere (ingresso Aldo Moro). Durante la giornata (dalle ore 9.30 alle 17) le aziende avranno la possibilità di incontrare i laureandi e laureati dell’ateneo di Bologna, visionare i loro curricula, effettuare brevi colloqui presso gli stand, individuare i profili più interessanti e illustrare i propri percorsi di inserimento.

Diverse le aziende del nostro territorio che saranno presenti. Tra queste la Sacmi, dopo il successo della passata edizione (oltre 250 ragazzi e ragazze che hanno preso contatto, in buona parte ricontattati dallo staff human resources per valutarne l’inserimento in azienda). Una partecipazione, quella al Career day, che per la cooperativa imolese acquisisce un significato ulteriore rispetto alla semplice possibilità di raccogliere curricula e contatti. Già da tempo, infatti, il gruppo meccanico è in prima linea nell’offerta di opportunità specificamente pensate per i laureandi (come lo sviluppo d itesi specialistiche direttamente in azienda) o i laureati.

Sul portale Unibo tutte le informazioni sulla registrazione al Career day 2019 e l’inserimento del curriculum vitae.

L”articolo completo è su «sabato sera» del 24 gennaio

Nella foto il padiglione di Bologna Fiere gremito di laureati e laureandi dell”Alma Mater

Anche Sacmi al Career day dell'Università di Bologna a caccia dei migliori laureati e laureandi
Economia 17 Gennaio 2019

Accordo in Regione per la cassa integrazione straordinaria ai lavoratori di Eurocoop Service

Accordo in Regione per la cassa integrazione straordinaria per cessazione di attività ai lavoratori di Eurocoop Service. Lo comunica la Cgil di Imola in una nota, precisando che l”intesa è stata firmata il 15 gennaio tra l”Assessorato regionale, il commissario liquidatore dell”azienda che si trova in liquidazione coatta amministrativa e le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Ui, confederali e di categoria.

«Per salvaguardare 110 lavoratori – prosegue la nota – le organizzazioni sindacali hanno richiesto l”avvio della cassa integrazione straordinaria per cessazione di attività, stante la sussistenza dei requisiti inerenti i percorsi di politiche attive del lavoro per il personale in esubero ed in base alla delibera regionale 1653 del 11 ottobre 2018 con pagamento diretto da parte dell’Inps. Ora l’accordo dovrà essere perfezionato al Ministero del lavoro e preceduto da una accordo regionale con l”Agenzia per il Lavoro sul piano di gestione, volto alla salvaguardia occupazionale e alle politiche attive».

«Contestualmente, considerando la procedura di licenziamento collettivo aperta, l”unico criterio per la cessazione dei rapporti di lavoro e per usufruire della Cigs sarà quello della non opposizione al licenziamento da manifestarsi in modo certificato», aggiunge la nota della Cgil.

L”ultimo passaggio riguarda la Wegaplast di Toscanella, che nei giorni scorsi (leggi l”articolo del 14 gennaio) aveva deciso di sospendere il lavoro esterno in appalto a Eurocoop Service. «La Wegaplast sta affrontando una riorganizzazione aziendale ed ha appena sottoscritto un accordo di Cassa integrazione ordinaria – concludono dalla Cgil -. La stessa azienda si è resa disponibile a sottoscrivere, in caso di future assunzioni, un accordo di prelazione a favore dei dipendenti Eurocoop che operavano in appalto in Wegaplast». (r.eco.)

Nella foto la sede della Wegaplast

Accordo in Regione per la cassa integrazione straordinaria ai lavoratori di Eurocoop Service
Economia 15 Gennaio 2019

La famiglia Minguzzi tra la vendita di trattori e la passione per la lotta culminata nell'oro olimpico di Andrea

La storia di una impresa di famiglia che si mischia con la storia di imprese, sportive, sempre di famiglia. La lotta, comune ad ogni imprenditore, la lotta sulla materassina che molte volte non ha avuto niente di comune, ma tanto di speciale, se a farla era qualcuno con il cognome Minguzzi. Una storia che va raccontata cominciando dal capostipite Antonio che iniziò a vendere trattori nella campagna fuori Imola, e che è continuata tanto che anche chi non ha mai comprato un trattore per il lavoro nei campi o una macchina per il giardinaggio, conosce la bottega Minguzzi.

Se all’inizio l’attività era in prevalenza legata alle macchine agricole, nel tempo si è modificata sempre più anche come ferramenta e punto vendita per attrezzature da giardinaggio, fornendo anche un importante servizio di assistenza e riparazione di macchine e attrezzi. Negli anni la bottega ha anche cambiato più sedi: dal vecchio Molino Rosso di via Selice a piazza Caduti per la Libertà in centro storico, da piazza Bianconcini al più recente capannone in via Serraglio 9. E’ qui, nella casa-bottega dell’attuale titolare Massimo Minguzzi, che l’azienda di famiglia ha trasferito l’intera attività come unica sede, lasciando, sul finire dell’anno 2018, il precedente punto vendita di piazza Bianconcini.

Scavando nella memoria di Massimo Minguzzi il ricordo va al padre Antonio. «Iniziò a vendere le prime macchine agricole all’inizio degli anni Sessanta al vecchio Molino Rosso, dove ora sorge il famoso hotel ristorante, che allora gestiva la mia famiglia che aveva anche un pastificio – racconta -. Il nostro numero di telefono era semplicemente 363 e il telefono, grande e nero, stava nel pianerottolo delle scale. Successivamente babbo ha aperto il proprio negozio specializzato in centro ad Imola, in piazza Caduti per la Libertà, dove vendeva trattori ed altre macchine per l’agricoltura e faceva assistenza. Aveva anche un deposito in viale Marconi. Dopo piazza Caduti ci siamo spostati in piazza Bianconcini, ma oggi non ci stiamo più, soprattutto per i problemi di carico e scarico dei mezzi che vendiamo».

Massimo Minguzzi, classe 1951, ha a lungo gestito l’attività di famiglia insieme al fratello maggiore Dino, mentre oggi ad aiutare ed imparare il mestiere c’è il figlio Luca, che di anni ne ha ventisei. L’attuale capannone, che sorge proprio accanto alla casa di famiglia, è stato comprato negli anni Ottanta come ricovero per i mezzi più grandi, trattori e rimorchi, sia quelli in vendita sia quelli a cui fare assistenza.

Massimo Minguzzi, e più in generale la famiglia Minguzzi, sono noti anche per la passione e i risultati nella lotta, libera o greco romana che sia. «Io sono stato il primo in famiglia ad iniziare la storia dei Minguzzi nella lotta – racconta Massimo, che ha vinto i primi campionati nazionali nel 1968 e 1969 ed ha anche vinto due bronzi alle Universiadi di Mosca del 1973, il proprio traguardo più alto -. Poi ho allenato tutti i miei figli: Andrea, Valentina, Luca, Mirco e Serena. Complessivamente abbiamo vinto una sessantina di titoli nazionali».

Per chiudere il quadro di famiglia va ricordata Celestina Becca, moglie e mamma di questa famiglia di campioni, con un passato da ottima pallavolista. Tanti successi da mettere in fila cominciando con Andrea che si è anche meritato il titolo di Commendatore dopo che, con il gruppo sportivo Fiamme Oro della Polizia di Stato, ha trionfato alle Olimpiadi di Pechino; poi Valentina e Mirco dell’Unione Sportiva Imolese Lotta, che sono rispettivamente la campionessa nazionale in carica e uno degli atleti azzurri in lista per le Olimpiadi di Tokyo 2020. (mi.mo.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 10 gennaio

Nella foto la famiglia Minguzzi

La famiglia Minguzzi tra la vendita di trattori e la passione per la lotta culminata nell'oro olimpico di Andrea
Economia 14 Gennaio 2019

L'azienda Imola Legno ha premiato 11 studenti con le borse di studio alla memoria del co-fondatore Elio Poli

Anche quest’anno Imola Legno ha assegnato le borse di studio intitolate alla memoria di Elio Poli, co-fondatore dell’azienda scomparso nel 2011. La premiazione è avvenuta lo scorso 19 dicembre.

«Questa iniziativa, giunta alla sua sesta edizione – spiega l’amministratrice delegata, Silvia Poli – vuole commemorare la considerazione che Elio Poli aveva per il ruolo dell’educazione scolastica nello sviluppo della persona. Il concorso, inizialmente dedicato solo ai figli dei dipendenti, è stato aperto anche agli studenti delle scuole di Imola e Lugo e agli studenti universitari residenti nei due comuni».

Le 11 borse sono state assegnate in base alla media scolastica nell’anno scolastico 2017-18 e al risultato di una prova incentrata sul tema «La sostenibilità della terra e delle sue risorse», che a seconda del livello scolastico dei partecipanti doveva esser sviluppato in un disegno (scuole primarie), un tema (scuole medie e superiori) o una tesina (università).

Sono stati così premiati Riccardo Piselli (5ª elementare), Serena Faretina (2ª elementare), Sara Pierrotti (3ª elementare), Maya Zanotti (2ª media), Sofia Piselli (2ª media), Marco Trione (2ª media), Fabio Veroli (3ª superiore), Alessandro Patuelli (3ª superiore), Valentina Moreschini (5ª superiore), Silvia Malacarne (università) e Eleonora Lodovici (università).

Il servizio completo è su «sabato sera» del 10 gennaio

Nella foto la premiazione

L'azienda Imola Legno ha premiato 11 studenti con le borse di studio alla memoria del co-fondatore Elio Poli
Economia 14 Gennaio 2019

Imola Legno porta in sede il punto vendita Stil Legno. L'ad Silvia Poli: «Migliore servizio ai privati grazie a tempi più brevi»

Se il mercato dell’edilizia stenta a ripartire, c’è chi nel frattempo si è riorganizzato per affrontare nuove sfide. E’ il caso di Imola Legno, nata più di 40 anni fa come azienda importatrice di legname e oggi specializzata anche nell’offerta di semilavorati.

Il cambiamento più evidente è legato al punto vendita, Stil Legno. Dopo aver lasciato i locali in affitto in via Vighi, da poco più di un mese ha riaperto nella sede della casa madre in via Don Luigi Sturzo. «Ora gli orari sono legati a quelli dell’azienda – ci aggiorna l’amministratrice delegata, Silvia Poli – ma il servizio ai privati sarà anche migliore di prima, dato che ora abbiamo il nostro magazzino a pochi metri di distanza e possiamo garantire tempi di risposta più brevi. Abbiamo scelto di puntare sull’arredo da giardino e su misura, su porte e infissi in legno, mentre abbiamo abbandonato l’arredo per interni».

Gli anni della crisi hanno cambiato l’azienda imolese. «Abbiamo sofferto parecchio – ammette Poli – ma ci siamo riorganizzati. In quest’ultimo decennio è cambiata molto, ad esempio, la tipologia dei nostri prodotti. Il core business rimane quello dei pannelli in legno, che per primi abbiamo cominciato a importare in Italia. Ora puntiamo anche sui semilavorati e sui servizi di logistica, perché il mercato e l’indotto sono cambiati. Un settore che sta crescendo molto è quello delle costruzioni in legno per edilizia civile, industriale e pubblica. Tra l’altro siamo cofinanziatori del master in Costruzioni in legno che si svolge a Imola». (lo.mi.)

Il servizio completo è su «sabato sera» del 10 gennaio

Nella foto il cofondatore di Imola Legno Enzo Poli con i figli Matteo e Silvia

Imola Legno porta in sede il punto vendita Stil Legno. L'ad Silvia Poli: «Migliore servizio ai privati grazie a tempi più brevi»
Economia 21 Dicembre 2018

Il settore ceramico in difficoltà, chiusure natalizie lunghe per le aziende del nostro territorio

Frena il settore ceramico e le aziende locali non fanno eccezione. Prova ne è la chiusura degli impianti per le festività natalizie, che quest’anno si allunga di una settimana rispetto agli anni precedenti. Dal 15 dicembre al 6 gennaio compresi resteranno chiusi sia gli stabilimenti di Cooperativa ceramica d’Imola in via Correcchio, a Borgo Tossignano e Faenza, sia la modenese Florim che produce anche a Mordano.

«Che vi sia una contrazione del mercato è risaputo – spiega Tiziana Roncassaglia Menghetti, segretaria generale della Filctem-Cgil di Imola -. Già a marzo abbiamo riscontrato una flessione, che nella seconda parte dell’anno è aumentata per tutto il settore a livello nazionale, rappresentato al 90 per cento dal distretto ceramico emiliano romagnolo. Nel 2017 le vendite erano ripartite e si sperava che anche in seguito il trend positivo sarebbe proseguito. Lo scorso anno, ad esempio, Florim ha chiuso il miglior bilancio della sua storia. Ma già a fine 2017 a livello nazionale è cominciata una flessione delle vendite. Dagli anni della grande crisi in poi tutte le aziende che sono rimaste sul mercato hanno fatto grandi investimenti tecnologici. Questo ha comportato un aumento dei volumi prodotti, che il mercato, però, non sta più riuscendo ad assorbire».

Va detto che la chiusura di tre settimane scelta dalle ceramiche del nostro circondario è in linea con quelle delle concorrenti del distretto modenese. «A Sassuolo – prosegue la sindacalista – ci sono aziende che fanno fermate anche molto più lunghe. Marazzi, ad esempio, tra i primi gruppi a livello europeo, chiude addirittura per sei settimane e questo dà una indicazione precisa dell’andamento del settore». Come riscontrato anche da Confindustria ceramica, quest’anno si è verificata «una flessione dell’ordine del 3 per cento sulle esportazioni e vendite»; ricominciano così le richieste di ammortizzatori sociali.

«Per quanto riguarda le nostre aziende – dettaglia Menghetti – in Coop. Ceramica  abbiamo a disposizione soltanto 13 settimane di solidarietà fino a settembre 2020. Dopodiché, avremo esaurito tutti gli ammortizzatori sociali a disposizione. Il percorso dell’azienda fino ad ora ha visto susseguirsi accordi sull’incentivazione di uscite volontarie di personale. Nel 2009 l’azienda contava 1.945 dipendenti contro i 1.180 attuali, con una perdita di 765 posti di lavoro. Sono state utilizzate negli  anni tutte le forme di ammortizzatori sociali, dal contratto di solidarietà fino alla cassa in deroga, per arrivare all’estate di quest’anno, momento in cui l’azienda dichiarava ancora 100 esuberi. In virtù dell’accordo siglato lo scorso luglio, siamo arrivati  alla  riduzione  d’orario per 342 lavoratori su 813 addetti ai reparti produttivi, a fronte di un numero complessivo di circa 1.180 dipendenti. Per gli  operai alla cernita e alla smalteria si tratta di una riduzione d’orario del 30 per cento, mentre per i lavoratori dei servizi generali (pulizia e mensa) la riduzione arriva al 50 per cento. L’azienda  versa un’integrazione al reddito e una copertura dei contributi per la pensione, con un versamento straordinario al fondo di  settore. Il  lavoratore, comunque, si accorge della differenza in busta paga, con una perdita di potere d’acquisto non indifferente. Al momento, stiamo monitorando la situazione,  con  un  occhio  di  riguardo per i lavoratori dei servizi generali che, oltre ad essere i più penalizzati dal punto vista economico, sono anche i più deboli, non avendo molte possibilità di trovare nuove  collocazioni  lavorative  in  altre realtà produttive».

Nello stabilimento dell’ex Cerim a Mordano, già Maker e dal 1° gennaio 2017 Florim, la situazione è diversa. «Qui lavorano 354 addetti e ci  sono ancora a  disposizione  tutti  gli  ammortizzatori  sociali. Il  2017, con l’incorporazione nel  gruppo  modenese, è stato l’anno della svolta. La  famiglia Lucchese, grande  azionista del  gruppo, ha deciso di scommettere sullo  stabilimento di via Selice,  investendo oltre 80 milioni (su 103 milioni complessivi destinati agli investimenti) per realizzare un nuovo stabilimento 4.0 da 56 mila metri quadri, con nuove tecnologie prevalentemente Sacmi, dedicato alla produzione di grandi lastre. Il  prossimo anno sonoprevisti i lavori di ristrutturazione degli uffici lungo via Selice. Dalla primavera del 2017 a oggi, a Mordano sono state assunte 66 persone, con età media di 36 anni, il 10 per cento delle quali donne». (lo.mi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 20 dicembre

Nella foto bancali in attesa di spedizione allo stabilimento di Coop Ceramica di via Correcchio

Il settore ceramico in difficoltà, chiusure natalizie lunghe per le aziende del nostro territorio
Economia 17 Dicembre 2018

Successo di pre-ordini per la microcar elettrica Microlino, la produzione passa dalla Tazzari ai tedeschi di Artega

Microlino ingrana la marcia e saluta Imola per la Germania. Non sarà più, infatti, il gruppo Tazzari a produrre per il mercato europeo la microcar elettrica ispirata alle «bubble cars» degli anni ’50, ma la tedesca Artega. La notizia è stata diffusa la scorsa settimana dai protagonisti della partnership che da un paio d’anni sta sviluppando il progetto, ovvero la società svizzera Micro, conosciuta a livello mondiale per i suoi monopattini elettrici, e Tazzari Ev, la divisione Veicoli elettrici del gruppo imolese.

In realtà, il cambio di rotta si è reso necessario per il boom di pre-ordini arrivati dopo la presentazione ufficiale al mercato. Boom che ha colto di sorpresa gli stessi ideatori di Microlino e ha portato una mole di lavoro inattesa per l’azienda imolese, che pure aveva già cominciato a strutturarsi per iniziare a produrre i primi 500 esemplari entro l’anno.

«Quando siamo partiti – ci aggiorna il presidente del gruppo, Erik Tazzari – c’erano circa 2 mila pre-ordini e l’idea target realistica era produrre mille-duemila Microlino all’anno. Poi, durante il percorso, il successo ha ecceduto e di molto le aspettative sul prodotto, quindi già oggi ci sono oltre 10 mila ordini e la stima è avere un mercato Europa di 10-20 mila veicoli all’anno, nel giro di due anni. Le condizioni attuali del mercato del lavoro in Italia minano le aziende in crescita, ingessandole oltremodo e quando ci hanno trovati i tedeschi, abbiamo concluso un buon accordo, sia per la mia azienda, considerando che avremo una royalty mondo per 10 anni e il mercato Italia in esclusiva, sia per lo sviluppo e soddisfazione delle richieste di mercato».

L’accordo con Artega segna anche l’apertura di un nuovo capitolo per il gruppo di via Selice, che dal 2006 è presente nel segmento dei veicoli elettrici con la citycar Zero, declinata in questi anni in più di una decina di modelli. «Artega – puntualizza Tazzari – ha acquisito le quote di Tecno Meccanica Imola, l’azienda del nostro gruppo che produce citycar. Inoltre, ha acquisito i brevetti e i diritti di produzione dei modelli Zero Em1, Em2, City, Junior. Non fanno parte della cessione i marchi (Tazzari Ev, Zero, Zz) e non rientra nell’accordo nemmeno l’area sviluppo e vendita della tecnologia Ev, che fa capo a Tazzari Gl Imola. Tutti gli ordini già ricevuti da Tecno Meccanica Imola verranno evasi da Tazzari Gl Imola. La gestione service e vendita ricambi afferente ai veicoli nati a Imola a brand Tazzari dal 2010 al 2018 saranno garantite sempre da Tazzari Gl Imola».

Il presidente guarda avanti. «L’accordo – commenta – apre nuove prospettive di collaborazione che potranno andare dalla fornitura di particolari e sottogruppi per i nuovi veicoli, al supporto allo sviluppo. Tazzari Ev sarà anche il distributore esclusivo per l’Italia dei veicoli che saranno sviluppati sulle piattaforme, tecnologie e concept oggetto dell’accordo, disponibili prossimamente presso il “flagship store” che abbiamo al circuito di Imola». (lo.mi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 13 dicembre

Nella foto da sinistra Marco Battilani ed Erik Tazzari (Tazzari Gl Imola), Klaus Frers (Artega), Wim Ouboter con i figli Oliver e Merlin (Micro Mobility Systems)

Successo di pre-ordini per la microcar elettrica Microlino, la produzione passa dalla Tazzari ai tedeschi di Artega
Economia 11 Dicembre 2018

Il 12 dicembre a Castel San Pietro inaugura Cm-Fima, controllata Sacmi che fa macchine per incartare cioccolatini

Il gruppo imolese Sacmi ha scelto la zona industriale di Castel San Pietro per la sede della propria controllata Cm-Fima, azienda che a fine agosto si è trasferita in via Ca’ Bianca, a due passi dal casello dell’autostrada, lasciando Ozzano Emilia. Una nuova sede, opportunamente ristrutturata, che in prospettiva diventerà il perno delle strategie Sacmi per lo sviluppo del business dell’incarto del cioccolato e altri prodotti dell’industria dolciaria.

Qui infatti si producono i macchinari utilizzati per avvolgere cioccolatini, caramelle e gelatine dalle forme e misure più disparate, ma anche barrette e tavolette di cioccolato. La strategia Sacmi, infatti, prevede un ampio piano di investimenti in tecnologie e strutture; lo spostamento della sede a Castel San Pietro rappresenta un passaggio chiave in questo ambito e prende le mosse «dall’ampio know how che questo territorio esprime nell’ambito del packa-ging primario e delle tecnologie per l’incarto» motiva Giovanni Campolungo, amministratore delegato della nuova divisione Sacmi Packaging & Chocolate, di cui Cm-Fima fa parte.

Sacmi ha ampliato e riqualificato l’immobile, dalla superficie di oltre 8 mila metri quadrati, tra officina, area amministrativa e servizi; ad oggi ospita tutte le attività del brand Cm-Fima ed è stato dimensionato per consentire una ulteriore diversificazione e crescita del gruppo Sacmi in questo settore. «L’investimento realizzato a Castel San Pietro – prosegue Campolungo – non deve essere inquadrato come un punto d’arrivo, bensì come il primo passo di una strategia che vedrà ancora più importanti investimenti in tecnologie e competenze. Si tratta allo stesso tempo di un forte segnale di appartenenza al gruppo Sacmi, che è oggi azionista unico di rife-rimento per il business Packaging & Chocolate».

Ritenuta strategica dal punto di vista logistico, l’ubicazione a Castel San Pietro consolida anche «un virtuoso rapporto con l’amministrazione locale – aggiunge il presidente di Sacmi Imola, Paolo Mongardi – che si è dimostrata particolarmente sensibile all’opportunità che questa nuova sede Sacmi può rappresentare per l’economia del territorio».

L”articolo completo è su «sabato sera» del 6 dicembre

Nella foto la nuova sede di Cm-Fima in via Ca” Bianca a Castel San Pietro Terme

Il 12 dicembre a Castel San Pietro inaugura Cm-Fima, controllata Sacmi che fa macchine per incartare cioccolatini
Economia 11 Dicembre 2018

Per la Cavim 2018 in crescita, nessuna fusione in vista. Il presidente: «Soddisfatto del lavoro svolto»

Il 2018 doveva essere un anno cruciale per Cavim, la Cantina viticoltori imolesi di via Correcchio, l’anno in cui capire se proseguire in autonomia o se optare per una fusione con altre realtà del settore. Il presidente Maurizio Baldisserri, insediatosi a gennaio dopo un burrascoso cambio di rotta voluto dai soci, ha tirato le somme di quanto fatto in questo anno nell’assemblea che si è tenuta lo scorso 30 novembre, a cui hanno partecipato circa 130 dei 420 soci, che hanno approvato il bilancio dell’annata 2017, chiuso in luglio con un fatturato di 10 milioni e 600 mila euro a fronte di 171 mila quintali di uva raccolta.

Conti alla mano, Baldisserri si dice «piuttosto soddisfatto» del lavoro sin qui svolto, anche se non tutti gli obiettivi sono stati raggiunti. «Fin dall’inizio – ci aggiorna il presidente – abbiamo cercato di capire se Cavim avesse i parametri necessari per funzionare bene, nell’immediato così come a lungo termine. La risposta è stata positiva. Non era quindi necessario ricorrere a collaborazioni in senso stretto o a fusioni. Nel giro di un paio di mesi abbiamo capito che i numeri c’erano e siamo subito partiti con una serie di interventi, primo tra tutti la ricerca di un direttore», il cui ruolo era vacante da mesi, dopo le improvvise dimissioni di Cesare Pasini. La ricerca si è conclusa a metà anno con la nomina di Matteo Vingione, originario di Reggio Emilia. «Ha portato una esperienza nuova, tecnica ed entusiasmo – dice di lui Baldisserri -. Per un paio d’anni ha lavorato presso imbottigliatori, quindi sa bene cosa vogliono i nostri clienti».

Rispetto alla liquidazione del 2016, inferiore di circa il 25% rispetto alla media del mercato e delle altre cantine, il 2017 segna un miglioramento, anche se la remunerazione resta comunque inferiore di circa 4-5 euro al quintale rispetto alle altre realtà per i bianchi comuni. «Nel 2018 riusciremo a essere al pari dei nostri competitor. Il nostro problema principale – questa l’analisi di Baldisserri – è stata la mancanza di un direttore a tempo pieno. Va anche detto che lo scorso anno, a causa della scarsità di prodotto in circolazione dovuta alla siccità, gli agricoltori hanno ottenuto oltre 42 euro al quintale per l’uva bianca comune, 55 euro per lo chardonnay e 60 euro circa per il pignoletto. Mentre nel 2018, visto il raccolto più abbondante, la remunerazione si aggirerà probabilmente attorno ai 20-25 euro al quintale, ma i tempi sono ancora lunghi per una previsione più precisa». (lo.mi.)

Il servizio completo è su «sabato sera» del 6 dicembre

Nella foto un”immagine della vendemmia alla Cavim

Per la Cavim 2018 in crescita, nessuna fusione in vista. Il presidente: «Soddisfatto del lavoro svolto»
Economia 10 Dicembre 2018

La Regione premia la Florim, l'azienda ceramica che ha uno stabilimento produttivo anche a Mordano

La Florim, azienda ceramica di Fiorano Modenese presente con uno stabilimento produttivo anche a Mordano, ha vinto il «premio speciale cultura» nell’ambito del «Premio Er.Rsi Innovatori Responsabili» promosso dalla Regione Emilia Romagna.

Il trofeo, consegnato qualche giorno fa nel corso dell’evento finale del concorso, che si è svolto alla Polveriera di Reggio Emilia, è stato assegnato al progetto Florim Gallery, uno spazio di 9.000 metri quadri situato nella sede principale dell’azienda, a Fiorano Modenese.

La Gallery è stata inaugurata nel 2013 ed è nata dalla ristrutturazione di vecchi capannoni, trasformati in un contenitore di eventi moderno ed elegante, dotato di ampi spazi. Dall’apertura, ha ospitato oltre 90 eventi e 60.000 presenze, conquistandosi il titolo di salotto culturale del distretto ceramico. Non a caso nella motivazione del premio è stato scritto che la Florim Gallery è “Uno spazio che si traduce nel frutto generoso di una visione imprenditoriale lungimirante, capace di investire sulla crescita e lo sviluppo culturale del proprio territorio, offrendo uno spazio innovativo di straordinaria bellezza dove si incontrano i valori della cultura e del lavoro”.

L’azienda Florim, fondata oltre 50 anni fa, ha 1.400 dipendenti e registra un fatturato di oltre 400 milioni di euro. Era già stata premiata al «Premio Er.Rsi Innovatori Responsabili» nel 2015 per il Centro «Salute&formazione», in collaborazione con l’ospedale di Sassuolo e nel 2016 per la scuola di formazione interna «Master in Florim».

Nella foto la consegna del riconoscimento a Reggio Emilia

La Regione premia la Florim, l'azienda ceramica che ha uno stabilimento produttivo anche a Mordano

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