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Cronaca 14 Ottobre 2021

Green pass per lavorare, da domani scatta l’obbligo per tutti

Da domani, venerdì 15 ottobre, entra in vigore l’obbligo di Green pass per tutti i lavoratori, sia in ambito pubblico che privato. Il personale della scuola ha fatto da apripista, ora tocca a tutti gli altri. Il decreto del 21 settembre ha esteso «l’ambito applicativo della certificazione verde Covid 19 e il rafforzamento del sistema di screening», fino al 31 dicembre (termine ad oggi dello stato di emergenza). Il certificato verde attesta di aver fatto almeno una dose di vaccino, di essere risultati negativi a un tampone molecolare effettuato nelle 72 ore antecedenti o rapido nelle 48 ore precedenti, oppure di essere guariti dal Covid nei sei mesi precedenti. 

Uffici pubblici. L”obbligo vale per il personale dipendente, ma anche per tutti coloro che accedono alle pubbliche amministrazioni occasionalmente, per svolgere attività lavorativa, di formazione o di volontariato. Vale ad esempio per i servizi di pulizia, ristorazione, manutenzione e rifornimento dei distributori automatici, i consulenti, i corrieri. Va rispettato anche dai visitatori a qualunque titolo e dalle autorità politiche. L”unica categoria esclusa è quella degli utenti dei servizi e coloro che sono esentati dalla vaccinazione con un certificato medico.

Lavoro privato. Anche in questo caso, l”obbligo vale per i dipendenti ma anche per chi entra in azienda sulla base di contratti esterni. Le verifiche spettano ai datori di lavoro e per chi non è in possesso del certificato ci sarà l”assenza ingiustificata e di conseguenza il blocco dello stipendio, ma non la sospensione. Anche il titolare dell”azienda è tenuto ad avere il Green pass, e la verifica verrà effettuata dal soggetto individuato per i controlli all”interno dell”azienda.

Lo smart working non è un‘alternativa. Chi lavora sempre in smart working non è tenuto ad avere il Green pass, ma il lavoro agile non può essere utilizzato per eludere l”obbligo. Questo vale in particolare per i dipendenti pubblici, che progressivamente torneranno in presenza.

Penalizzazioni e sanzioni. Chi non ha il pass deve essere allontanato e ogni giorno di mancato servizio è considerato assenza ingiustificata. Lo stipendio viene sospeso fin dal primo giorno di assenza ma in nessun caso si può essere licenziati. Nel periodo d”assenza, inoltre, non maturano né contributi né ferie. Chi è senza il pass sul posto di lavoro rischia una sanzione da 600 a 1.500 euro mentre il datore di lavoro che non controlla incorre in una sanzione da 400 a mille euro.

Controlli. Potranno essere effettuati con l”app VerificaC19 oppure i software messi a disposizione come già avviene per la scuola. Dovranno essere fatti ogni giorno, possibilmente al momento dell”accesso e anche attraverso il sistema dei tornelli, a tappeto o a campione a cura del datore di lavoro. Nel settore pubblico ciascuna amministrazione è autonoma nell”organizzarli e, qualora non fosse possibile controllare tutti, le verifiche a campione devono essere svolte «in misura non inferiore al 20% del personale presente in servizio e con un criterio di rotazione». I datori di lavoro, sia pubblici sia privati, potranno chiedere in anticipo la verifica del pass in base alle esigenze organizzative, ad esempio per le attività su turni. È saltato dal testo finale del Dpcm con le linee guida sulle verifiche del Green pass sul lavoro la previsione del limite di 48 ore di anticipo entro cui chiedere la verifica del certificato.

Idraulici, badanti e tassisti. I clienti che ricevano in casa, ad esempio, un idraulico o un elettricista non sono tenuti al controllo, in quanto non sono datori di lavoro ma stanno acquistando servizi, ma è loro facoltà chiedere il pass. Al contrario, il datore di lavoro di colf o badanti è tenuto a verificare che la dipendente abbia il pass. I clienti non sono tenuti a verificare il pass di tassisti.

Esenti. L”obbligo non si applica a chi per condizione medica non può vaccinarsi.

Dubbi possono essere chiariti consultando le faq del Governo oppure chiamando il 1500 (ora il numero unico sul Green pass). (r.cr.)

Green pass per lavorare, da domani scatta l’obbligo per tutti
Cronaca 16 Settembre 2021

Coronavirus, green pass esteso a tutti I lavoratori. Le principali novità

Via libera questa sera del Consiglio dei ministri (all’unanimità) al nuovo decreto legge per l’estensione del green pass a tutti i luoghi di lavoro. Lavoro pubblico e privato (sia dipendente che autonomo, inclusi i collaboratori familiari come colf e badanti) per un totale di 23 milioni di lavoratori. L’estensione scatterà dal 15 ottobre. L’obbligo di certificato è esteso anche a chi opera nelle associazioni di volontariato.

Prevista subito la sospensione dal lavoro per i lavoratori privati, ai quali in questo periodo non è concessa la retribuzione né altro compenso o emolumento. Per i dipendenti pubblici sospensione, invece, dopo cinque giorni.

I test antigenici per ricevere il green pass saranno gratuiti solo per gli esenti previsti dalla circolare del ministero della salute. I guariti dal Covid non dovranno più attendere 15 giorni dalla prima dose di vaccino anticovid per avere la certificazione verde ma lo otterranno subito dopo la prima somministrazione. Il green pass rilasciato sulla base di un test antigenico con esito negativo ha una validità di quarantotto ore dall”esecuzione del test «rapido» e di 72 ore dall”esecuzione del test molecolare. (r.cr.)

 

Coronavirus, green pass esteso a tutti I lavoratori. Le principali novità
Cronaca 29 Gennaio 2021

Coronavirus, da lunedì 1 febbraio l’Emilia Romagna torna in zona «gialla». Le misure previste

Come annunciato pochi minuti fa, l’Emilia Romagna, visti i dati epidemiologici e il tradizionale monitoraggio settimanale dell’Iss, torna in zona «gialla». A stabilirlo l’ordinanza del ministro della Salute Speranza che entrerà in vigore lunedì 1 febbraio. Le novità, rispetto alla zona «arancione», interesseranno soprattutto spostamenti, servizi di ristorazione, negozi e musei.

Queste le misure previste, secondo il Dpcm in vigore dallo scorso 16 gennaio:

SPOSTAMENTI. Possibile muoversi all’interno di tutto il territorio regionale. Consentito, una sola volta al giorno, spostarsi in regione, tra le 5 e le 22, per un massimo di due persone ulteriori a quelle già conviventi nell’abitazione di destinazione. La persona o le due persone che si spostano potranno comunque portare con sé i figli minori di 14 anni (o altri minori di 14 anni sui quali le stesse persone esercitino la potestà genitoriale) e le persone disabili o non autosufficienti che con loro convivono. Fino al 15 febbraio, però, divieto spostarsi in un’altra regione se non per motivi di salute, lavoro e necessità. È comunque consentito il rientro alla propria residenza, domicilio, abitazione o per raggiungere la seconda casa anche fuori regione.

RISTORAZIONE. Aperti ai clienti, fino alle 18, ristoranti, gelaterie bar e pasticcerie. Asporto consentito fino alle 22. Resta possibile invece per tutti la consegna a domicilio senza limiti di tempo.   

NEGOZI. Aperti senza limitazioni di beni vendibili fino alle ore 21. Nei festivi e prefestivi chiusi i centri commerciali, ad eccezione di generi alimentari, supermercati, farmacie, parafarmacie, tabaccherie ed edicole.

MUSEI. Riaprono solo nei giorni feriali.

SPORT. Consentite solo le discipline di interesse nazionale. Attività motoria e sportiva possibile all’aperto, anche presso aree attrezzate e parchi pubblici, ove accessibili, purché comunque nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno due metri per l’attività sportiva e di almeno un metro per ogni altra attività.

BENESSERE. Ancora stop a palestre, piscine, centri natatori, centri benessere e centri termali, fatta eccezione per l’erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza e per le attività riabilitative o terapeutiche

MASCHERINA. Resta sempre obbligatorio l’uso di dispositivi di protezione delle vie respiratorie, fatta eccezione per i bambini di età inferiore ai 6 anni e per i soggetti con patologie o disabilità incompatibili con l’uso della mascherina.

COPRIFUOCO. Confermato dalle 22 alle 5 del mattino. Al di fuori di questi orari necessaria l’autocertificazione.

MANIFESTAZIONI. Quelle pubbliche consentite soltanto in forma statica, a condizione che, nel corso di esse, siano osservate le distanze sociali prescritte e le altre misure di contenimento. Sono sospesi gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche e in altri spazi anche all’aperto. Vietate le sagre, le fiere di qualunque genere e gli altri analoghi eventi, così come le feste nei luoghi al chiuso e all’aperto, comprese quelle conseguenti alle cerimonie civili e religiose. Sono sospesi i convegni, i congressi e gli altri eventi, ad eccezione di quelli che si svolgono con modalità a distanza; tutte le cerimonie pubbliche si svolgono nel rispetto dei protocolli e linee guida vigenti e in assenza di pubblico.

TEMPO LIBERO. Sospese le attività di sale giochi, sale scommesse, sale bingo e casinò, anche se svolte all’interno di locali adibiti ad attività differente; sospese le attività che abbiano luogo in sale da ballo e discoteche e locali assimilati, all’aperto o al chiuso.

Foto Isolapress

Coronavirus, da lunedì 1 febbraio l’Emilia Romagna torna in zona «gialla». Le misure previste
Cronaca 6 Maggio 2020

Il reparto Covid-19 di Montecatone accoglie pazienti da altri ospedali

Il reparto Covid-19 del Montecatone Rehabilitation Institute di Imola apre le porte anche a pazienti provenienti da altri ospedali.

«Terminata la fase acuta, i pazienti con una forma grave di Covid-19 hanno necessità di riabilitative importanti causate da problemi respiratori, allettamento e immobilizzazione prolungati – spiega Carlotte Kiekens, direttore dell’Unità spinale del Montecatone Rehabilitation Institute –. Le problematiche più importanti di cui abbiamo contezza riguardano la funzionalità respiratoria, l’indebolimento fisico e muscolare, i deficit cognitivi, difficoltà nella deglutizione, ansia e depressione. Inoltre, fino a un paziente su tre può avere complicanze neurologiche come l”ictus».
D”altra parte «condizioni di partenza sfavorevoli a causa di una lesione al cervello o al midollo spinale espongono a un maggior tasso di limiti funzionali dopo il contagio – aggiunge Kiekens –. La riabilitazione mira a ridurre le complicanze e ad incrementare le funzionalità migliorando complessivamente il quadro clinico dei pazienti che hanno sofferto di Covid-19». (r.cr.)

Il reparto Covid-19 di Montecatone accoglie pazienti da altri ospedali

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