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Cronaca 11 Novembre 2019

Panieri: «Pensiamo al futuro dopo il fallimento Sangiorgi»

«Adesso occorre costruire una coalizione larga che sappia trovare le energie migliori in città, ma niente nomi, prima l’idea di Imola che vogliamo. Dopo il fallimento della Sangiorgi pensiamo al futuro».
Marco Panieri, giovane segretario del Pd imolese, un anno o poco più alla guida di quello che fu il “partitone”, si dice pronto anche alla nuova sfida aperta dalle dimissioni della sindaca 5Stelle di Imola. In viale Zappi, sede della Federazione Pd, la soddisfazione è palpabile, anche se si voterà in primavera e prima ci sono le temute regionali del 26 gennaio.

Sangiorgi dice che siete stati voi del Pd, cioè voi cinque consiglieri comunali (sei se aggiungiamo Carmen Cappello di Imola guarda avanti, già candidata sindaco del centrosinistra), a far cadere il suo monocolore pentastellato che partiva sedici mesi fa con un bottino di ben 16 consiglieri.
«Noi in questi mesi abbiamo fatto un lavoro puntuale di opposizione, come ci competeva, e da cassa di risonanza dei problemi di una città bloccata, di un mondo civile che ad un certo punto si è alzato e ha detto è ora di cambiare atteggiamento. In nostro ruolo e quello di Carmen è stato rilevante in questo senso, ma sono stati i contrasti interni allamaggioranza che hanno portato alle dimissioni, perché quando non hai più i numeri cadi».

Sangiorgi ha detto che se rimaneva sarebbe stata «un burattino del Pd».
«Il documento che abbiamo approvato in direzione prima del voto in Umbria diceva che non avremmo mai aperto un dialogo con lei: poteva stare tranquilla».

E le «serrature cambiate» per impedirle di governare?
«Ma se ha cambiato ben due Cda del ConAmi e di Area Blu. Il problema è che si è concentrata nell’opposizione al passato anziché guardare al futuro e ha giocato male di mediazione».

(…) Per il segretario del Partito democratico, adesso cosa succede?
«Dobbiamo guardare alla città e ripartire da dove eravamo, una coalizione che dobbiamo allargare in un progetto di centrosinistra ancora più inclusivo. Ma prima di tutto dobbiamo ricordarci che il nostro principale nemico sono la Lega e il centrodestra. Abbiamo l’orizzonte delle regionali, per noi fondamentali: dall’Emilia Romagna passa la tenuta del governo e il futuro del Pd. Dobbiamo dare una forte connotazione mettendo da parte i personalismi per rispondere con coraggio, fiducia, serenità e pure creatività, per ridurre l’odio e il rancore che avvelenano il clima generale. Per Imola il percorso è appena iniziato, si partirà da dialogo, partecipazione, ascolto».

Molti la vedono già come «papabile».
«Oggi le nostre energie le vogliamo concentrare sulle regionali e nel frattempo per una coalizione di centrosinistra sempre più ampia, recuperando chi non è andato a  votare, dimostrando che abbiamo compreso il passato e lavorando per il futuro di una città che vuole un riscatto».

(…) Ci sarà spazio per i 5Stelle delusi?
«Prima di tutto il dialogo lo faremo al nostro interno, poi con la coalizione, poi cercheremo di recuperare chi ha scelto l’astensione in passato, poi, se ci sarà un dialogo anche con il M5s perché no. Non il gruppo dirigente ma con l’elettorato». (l. a.)

L”intervista completa nel numero del Sabato sera del 7 novembre

Nella foto di Marco Isola/Isolapress, Marco Panieri e Fabrizio Castellari in Consiglio comunale prima della seduta del 29 ottobre

Panieri: «Pensiamo al futuro dopo il fallimento Sangiorgi»
Cronaca 9 Novembre 2019

Nell'Odg dell'ultimo Consiglio comunale non c'è la Variante al Rue, sconcerto Aite e parole dure del Pd: “Dispetto alla città'

Non c”è pace per la Variante 3 al Regolamento urbanistico ed edilizio. La novità introdotta dall”allora assessore all”Urbanistica Minorchio e votata dalla maggioranza 5Stelle in giugno è operativa ma in attesa del definitivo voto di approvazione. Ieri durante la Conferenza dei presidenti dei gruppi consiliari per decidere quale sarebbe stato l’ordine del giorno del prossimo e ultimo Consiglio Comunale dell’era Sangiorgi, previsto per la prossima settimana, il punto è stato cassato.

La notizia ha allarmato il presidente dell”Aite Giovanni Baruzzi: “Se così fosse tale atto sarà rimandato al commissario prefettizio oppure, con maggiori probabilità, affidato al nuovo sindaco se così fosse resterebbe dimostrato lo scollamento tra la politica, anche amministrativa, e l’interesse e la volontà democratica dei cittadini”. L”Aite è l”associazione indipendente che riunisce circa 270 tecnici del circondario. Da quando la Variante è stata adottata si è mobilitato per presentare alcune correzioni, in particolare ai vincoli draconiani introdotti sui locali accessori (cantine, lavanderie e soffitte), tanto da impedirne la salubrità, come evidenziato anche dall’Ausl di Imola. L”obiettivo dichiarato da Minorchio era evitare abusi ma l’unico effetto è stato di bloccare i nuovi progetti residenziali. La stessa sindaca Sangiorgi e l’assessora Paola Freddi, subentrata a Minorchio, si erano impegnate nelle scorse settimane verbalmente a cambiare gli articoli in questione. Anche le controdeduzioni arrivate come di prassi hanno tenuto conto di ciò, mettendo d’accordo Città metropolitana, Commissioni consiliari e associazioni, tra cui l’Aite stessa. Di fatto, in merito alle caratteristiche dei locali accessori, sono stati ripristinati gli articoli preesistenti, con l’obbligo di indicare in progetto la dicitura «locali non abitabili», ed è stato aggiunto l’obbligo di rispettare le norme regionali in materia. 

Gli stessi tecnici del Comune di Imola avevano presentato in Commissione gli articoli con le modifiche recepite, in sostanza si ritornava al documento precedente l”adozione. Mancava solo l’approvazione del Consiglio comunale, che avrebbe dovuto esprimersi il 29 ottobre. La seduta, però, durante la quale la sindaca Sangiorgi ha formalizzato le sue dimissioni e a quel punto l’assessora Freddi ha deciso di ritirare la delibera. «Nell’ipotesi in cui la variante 3 controdedotta non sia inserita all’ordine del giorno dell’ultimo Consiglio comunale – puntualizzava Baruzzi a “sabato sera” – resterà vigente la variante 3 così come adottata e non controdedotta; tale eventualità “bloccherebbe”qualsiasi iniziativa di nuova costruzione in ambito residenziale nel comune di Imola».

Marco Panieri, segretario dei dem imolesi, non usa mezzi termini. Già durante il Consiglio comunale ha attaccato l”assessora Freddi chiedendo le motivazioni per il ritiro. Ieri ha dichiarato deciso: “La sindaca e la Giunta 5 Stelle continuano a tener bloccata la nostra città” e ha aggiunto “dopo le richieste delle associazioni e la commissione urbanistica persistono in questa linea solo per compiere l”ennesimo dispetto nei confronti della città. Quanta irresponsabilità e inadeguatezza. (r.cr.)

Nella foto la Giunta e Marco Panieri

Nell'Odg dell'ultimo Consiglio comunale non c'è la Variante al Rue, sconcerto Aite e parole dure del Pd: “Dispetto alla città'
Sabato Sera TV 29 Ottobre 2019

La sindaca Sangiorgi conferma le dimissioni e attacca il M5s. Il capogruppo Cerulli lascia 5Stelle ed esce dal Consiglio. Il dissidente Favilli: “Noi coerenti' – VIDEO

La sindaca Manuela Sangiorgi ha confermato oggi in consiglio comunale le sue dimissionidopo l’annuncio di ieri sera in piazza Matteotti. Le motivazioni racchiuse in un j’accuse dai toni analoghi. Prima la rivendicazione dei “tanti risultati nonostante i campi minati e le serrature modificate” lasciate “affinchè non si potesse davvero governare Imola”, fino a essersi ora trovata costretta “a prendere atto che non ci sono più le condizioni per andare avanti”.L’attacco prima di tutto ad un Movimento 5 stelle nazionale che l’ha lasciata sola: “Non è stato presente quando pensavo che Imola potesse essere il salotto dove venivano i big. Mi aspettavo un appoggio, perché siamo il terzo comune più grande amministrato dal movimento”. Invece la sensazione di solitudine, il mancato di aiuto nella ricerca di competenze per affrontare la complicata partita di amministrare. Per finire con la nota davvero dolente: “Il reiterarsi di comportamenti distruttivi di parte della nostra maggioranza. Non si sono presentati apposta in Consiglio, che non ha nulla a che fare con il rispetto dei cittadini, dell’ente, della giunta e del sindaco”.

Volti scuri, per un momento davvero difficile per molti assessori e consiglieri di maggioranza (Luciana Franceschini del M5s sedeva in aula per la prima volta proprio oggi). I nervi tesi si sono sciolti in battibecchi e  accuse. Il vicesindaco Patrik Cavina ha sintetizzato con un laconico “Spiace buttare in discarica un programma elettorale molto bello ma impegnativo”.

Ma prima di tutto il capogruppo Andrea Cerulli, fedelissimo della sindaca, ha preso la parola per dichiarare: “Non condivido la scelta della prima cittadina ma la rispetto. Al nostro gruppo 5Stelle è mancata una cultura istituzionale e ora avremo una città commissariata come avvenuto con il sindaco Manca”. Poi, anche lui come Sangiorgi ieri sera, ha annunciato l’addio al partito prima di alzarsi e abbandonare l’aula non senza aver salutato la Sangiorgi con un baciamano: “Caro Movimento 5stelle è stato molto bello ma credo che non abbiamo più nulla da dirci”.

Per l’ennesima volta la barca pentastellata è rimasta non solo senza capitano ma pure senza nocchiere, e nel momento più buio. Per chi avesse ancora qualche dubbio che la vicenda non sia nata e cresciuta tutta in casa al M5s imolese, Fabrizio Favilli ha attaccato deciso: “La sindaca Sangiorgi è capace di umiliare chiunque l’abbia sostenuta, ieri ha umiliato la sua Giunta facendola prima parlare dal palco di cosa avrebbe fatto in futuro per poi dimettersi. Non siamo stati noi ad esserci allontanati ma lei ad esseri allontanata dal M5s e dal programma votato dai cittadini. Il vero problema è che noi le avevamo chiesto di rappacificarsi con il M5s nazionale. Noi siamo stati chiamati i dissidenti quando abbiamo una sindaca che esce dal M5s e pure gli ultimi due capigruppo Righini e Cerulli, quindi chi sono i dissidenti? La verità è che noi abbiamo sempre portato avanti con coerenza quanto messo in programma. Forse ci hanno scalato dall’interno, siamo stati ingenui, abbiamo creduto nella buonafede delle persone. E’ una pagina triste per il Movimento e per Imola. Non c’è mai stato un problema con i nostri colleghi consiglieri quando parlavamo di una mozione o una delibera, il problema era solo lì  – ha detto indicando l’ormai ex prima cittadina – e in chi la consigliava. Sicuramente il Movimento avrà nuova vita, questa esperienza segnerà il consenso ma noi non smetteremo di voler cambiare le istituzioni da dentro”. Sangiorgi ha ribattuto brevemente: “Nonostante avessi vinto le primarie del M5s, fin dall’inizio non c’è stato riconoscimento da parte di qualcuno…”. Per poi concludere: “Sono stata tradita nei miei valori dal M5s”. Poi si è alzata e ha abbandonato l’aula: “Vado a protocollare le dimissioni”. 

Ora le dimissioni sono operative ma per divenire effettive occorrà attendere 21 giorni. Sangiorgi ha già detto ieri sera che sono “irrevocabili”. Giunta e consiglieri rimangono in carica per l’ordinaria amministrazione, salvo dimissioni o defezioni varie, visto il clima da “liberi tutti” che si respira. All’odg del Consiglio di oggi, ad esempio, c’erano atti importanti, come la famosa Variante 3 al Rue, quella adottata in giugno dove alcuni articoli penalizzanti in tema edilizio erano stati bocciati dall’Ausl e avevano provocato l’alzata di scudi delle associazioni di categoria della città, tanto che la stessa sindaca si era impegnata a modificarli in sede di approvazione, cioè oggi (i tecnici comunali avevano concordato con la Giunta un documento – presentato venerdì in Commissione – che ritornava al testo precedente quello adottato).

Ma l’assessora all’Urbanistica Paola Freddi ha pensato bene di ritirare la delibera provocando le veementi proteste dei consiglieri di opposizione del Pd. Tra le norme c’è anche famoso il comma sulla monetizzazione dei parcheggi passato in capo alla Giunta, che vede come unico caso approvato in questi mesi quello di un capannone di via Fanin di proprietà della stessa prima cittadina e della madre. Una vicenda finita sulla stampa per la richiesta di chiarimenti e trasparenza da parte della consigliera Carmen Cappello di Imola guarda avanti, che ha irritato profondamente la Sangiorgi che l’ha bollato senza mezzi termini come “attacco personale”. (l.a.)  

Nella foto la sindaca Manuela Sangiorgi oggi in Consiglio comunale prima di dimettersi

La sindaca Sangiorgi conferma le dimissioni e attacca il M5s. Il capogruppo Cerulli lascia 5Stelle ed esce dal Consiglio. Il dissidente Favilli: “Noi coerenti' – VIDEO
Imola 29 Ottobre 2019

Dimissioni Sangiorgi, i commenti delle forze di opposizione dentro e fuori dal consiglio comunale

Continuiamo a raccogliere i commenti del mondo politico alle dimissioni annunciate ieri sera in piazza dalla sindaca Manuela Sangiorgi, ormai ex M5s, cominciando da Giuseppe Palazzolo, capogruppo di Patto per Imola e candidato sindaco civico per il centrodestra alle elezioni del 2018, secondo il quale la fine dell’esperienza di governo pentastellata è dovuta soprattutto all’incapacità di dialogo della sindaca. «Una città si governa certamente con il coraggio e la determinazione, però non bisogna dimenticare di essere anche prudenti, avveduti e dialoganti – ragiona il consigliere comunale -. Questo è mancato, non si può dire sempre no, se lo dici devi avere anche una proposta alternativa. Insomma, puoi anche avere ragione, ma non puoi scontrarti con tutti: la ragione qualcuno deve dartela.  Se nessuno te la dà, devi porti qualche domanda». Secondo il civico, la Sangiorgi avrebbe dovuto ammettere gli errori commessi e comunicarli alla città. Il più grande di questi? Palazzolo ritiene che sia stata l’incapacità di leggere la situazione politica, soprattutto interna al Movimento 5Stelle. «Pensava: se mi dimetto, vanno a casa tutti e riteneva che questo avrebbe fermato la minoranza interna, ma non è andata così – sottolinea il consigliere -. E’ mancata la politica, necessaria soprattutto in un movimento che non ha regole di gestione interna e dove il sindaco vale quanto un attivista». L’ultima battuta è per quelle dimissioni annunciate in piazza senza avvertire nemmeno i suoi assessori: «Almeno un messaggio su whatsapp…».

Il segretario cittadino della Lega, Marco Casalini, si sofferma innanzitutto su quanto successo ieri sera: «La Sangiorgi ha spiazzato tutti con una scelta personale, si è visto dalla reazione dei suoi assessori, che hanno partecipato ad una serata teatrale, con finale che smonta tutto. Prima gli assessori che spiegano quel poco che è stato fatto e cosa intendono fare in futuro, poi lei, che parte lenta, si ferma e dopo diventa quasi un’altra persona. A livello istituzionale sarebbe stato più corretto convocare un consiglio comunale straordinario, dove anche gli altri potessero dire la loro. Invece ancora una scelta senza contraddittorio, almeno mi aspetto che oggi non scappi dopo avere annunciato le dimissioni». Passando alla lettura politica, Casalini ritiene che «tutto sia nato quando la Sangiorgi ha creduto di poter fare quello che voleva, poi ha sbattuto la testa contro il macchinario delle istituzioni. Imola fa parte di realtà più grandi, come consorzi ed enti di secondo grado, dove non puoi decidere da sola. Se prendi in mano una macchina dopo 70 di governo di altri è normale trovare muri, ma non puoi abbatterli con la testa, altrimenti te la rompi. Non era preparata ad amministrare ed è rimasta bruciata dal sistema. Quando invece ha cercato di accontentare il sistema, sulla discarica, sull’autodromo, sui rifiuti, ha creato ancora più problemi e ha scontentato il suo movimento». Per l”immediato futuro, il segretario della Lega spera in una gestione commissariale che permetta di tornare a una gestione «normale della città e delle partecipate». «Credo che ConAmi – chiosa – non possa finire così».

Giuseppina Brienza, coordinatrice di Italia in Comune per Imola e circondario, titola così la sua nota di commento alle dimissioni della sindaca: «Finalmente Imola può tornare a respirare». L’ex assessora alla Scuola dell’ultima Giunta Manca prosegue poi con queste parole: «Dopo un anno e quattro mesi di completo immobilismo, Imola può tornare a costruire il proprio futuro da protagonista e a ripensarsi in un ruolo all’altezza delle sue reali potenzialità, non soffocata da una sindaca in grado esclusivamente di sminuirla e svilirla. Che cosa rimane, infatti, del mandato di Manuela Sangiorgi? Niente. Il nulla. Il vuoto. E’ tempo di lasciarsi alle spalle gli errori e rimboccarsi le maniche. Senza Manuela Sangiorgi sarà più semplice per tutti».

Tra i commenti registriamo, infine, quello di Serse Soverini, deputato eletto nel collegio di Imola e da poco entrato nel Pd, che si rivolge direttamente alla sindaca dimissionaria: «Cara sindaca, oramai “ex”, dopo che per sedici lunghi e sofferti mesi tutti hanno cercato di comprendere la nuova situazione e la sua solitudine, dopo la conclusiva manifestazione di narcisismo in piazza, ieri sera, dopotutto temo che sarà ricordata come colei che ha fatto un passo indietro proprio quando c”era  bisogno di farne due in avanti. Con diverse aggravanti: lascia una città umiliata, un”amministrazione bloccata e un”economia abbandonata a se stessa». Durissimo il giudizio finale: «Lei ha tradito il suo elettorato, che si aspettava ben altro. In qualità di deputato del collegio imolese, pur non essendo cittadino, aggiungo che ha mancato di rispetto alla città e ai doveri di rappresentante di una comunità sana e orgogliosa». (mi.ta.)

Nelle foto Giuseppe Palazzolo e Marco Casalini (foto tratte dai rispettivi profili Facebook)

Dimissioni Sangiorgi, i commenti delle forze di opposizione dentro e fuori dal consiglio comunale
Imola 28 Ottobre 2019

La sindaca Manuela Sangiorgi si dimette, i commenti di consiglieri, assessori, dell'opposizione Pd e Imola guarda avanti

Delusi e attoniti i supporter presenti in piazza questa sera all”annuncio a sorpresa delle dimissioni della sindaca Manuela Sangiorgi. Il capogruppo del M5s Andrea Cerulli è laconico: “La cosa principale sono stati i sei dissidendi che hanno logorato dall”interno. La capisco. Si è sentita sola. Quando dici una cosa in piazza è sicuro, non puoi ritrattare”. Attonito anche l”assessore alla Sicurezza Andrea Longhi, sceso sotto il palco e attorniato da alcuni colleghi poliziotti del Commissariato: “L”abbiamo sentito anche noi come voi…”. Pochi minuti prima aveva fatto, come gli altri colleghi, un dettagliato resoconto di atti, progetti, attività svolte durante i mesi del suo incarico.

Altri toni ovviamente da parte dei consiglieri di opposizione del Pd. Marco Panieri, il capogruppo Roberto Visani, Fabrizio Castellari, Giacomo Gambi e Daniela Spadoni hanno commentato con una nota: “La sindaca ha prolungato un”agonia tenendo per mesi bloccata la nostra città, alla fine è proprio vero: lo stallo, l”assenza di dialogo, la palese inadeguatezza, questa è la fotografia di questi quindici mesi. Per la città straordinaria che è Imola ora si deve lavorare per ridare opportunità a questo territorio. Domani saremo in aula”.

Analoga posizione da parte di Carmen Cappello di Imola guarda avanti: “Ora dopo questa pausa di sedici mesi di inerzia, stallo e distruzione sistematica di ciò che funzionava sono convinta che si comincerà a lavorare sul serio per il miglioramento di Imola”. (l.a.)

Nella foto la sindaca Sangiorgi sul palco in piazza Matteotti poco prima di dare l”annuncio delle sue dimissioni

La sindaca Manuela Sangiorgi si dimette, i commenti di consiglieri, assessori, dell'opposizione Pd e Imola guarda avanti
Imola 28 Ottobre 2019

Annuncio choc della sindaca Manuela Sangiorgi: “Domani darò le dimissioni in Consiglio comunale'

La sindaca di Imola, Manuela Sangiorgi, ha deciso di rassegnare le dimissioni. L”annuncio choc è arrivato pochi minuti fa al termine dell”incontro che ha voluto e organizzato per raccontare da un palco di piazza Matteotti il lavoro svolto in questi quindici mesi di governo. “Non ci sono più le condizioni politiche per poter proseguire, ve lo volevo dire proprio oggi, dopo l”Umbria, che purtroppo domani rassegnerò le mie dimissioni in Consiglio comunale. Non voglio essere un burattino nelle mani del Pd. Si torna al voto”.

A motivare la sofferta decisione della sindaca pentastellata le tante difficoltà, ma soprattutto il dissenso interno al suo monocolore pentastellato: “Per colpa di pochi all”interno del consiglio comunale che dovevano appoggiarmi”. Per passare al mancato sostegno da parte del suo partito, anche pratico (“sono rimasta male dall”incapacità che c”è stata di gestire i Comuni, il presidio del territorio”). A questo si è aggiunta la delusione del governo Conte bis: “Dopo quanto successo dopo Salvini ci siamo attaccati alle poltrone. Il giorno dopo facciamo un progetto di governo insieme al Pd, il governo delle tasse? Io non sono più del M5s, sono morta dentro come altre persone per questo trasformismo inaspettato che non si doveva fare”.

Attonite le circa 150 persone presenti sotto il palco tra sostenitori, cittadini, consiglieri e pure gli assessori che erano accanto a lei sul palco, ai quali ha lasciato fare il resoconto dettagliato del lavoro svolto in questi quindici mesi prima di prendere la parola e far calare il sipario sul primo governo 5Stelle di Imola. Secondo quanto dichiarato, anche gli assessori hanno appreso la notizia come gli altri, dalla sindaca sul palco. (l.a)

Annuncio choc della sindaca Manuela Sangiorgi: “Domani darò le dimissioni in Consiglio comunale'
Cronaca 24 Ottobre 2019

Il segretario del Pd imolese Marco Panieri ribadisce il No alla collaborazione con la sindaca e la Giunta attuali

«Con questa sindaca e questa Giunta non potremo mai avere collaborazioni». Marco Panieri, il segretario del Partito democratico dell’imolese, chiude deciso ad ogni tentativo di ipotizzare che possa essere cambiato il rapporto con il M5s imolese. Le sollecitazioni interne in tal senso sono state ricondotte ad un documento approvato all’unanimità o quasi (una astensione) venerdì 18 ottobre. «L’obiettivo era proprio rilanciare il dialogo». L’occasione è stata l’analisi del passato e delle ragioni della sconfitta di un anno fa a Imola per ragionare su presente e futuro. «A fine novembre il Pd nazionale organizzerà una tre giorni programmatica a Bologna e noi delle iniziative a livello locale. Occorre pensare anche ad una nuova organizzazione del partito, dei circoli, alla luce dei nuovi assetti del governo e dell’uscita di Italia viva (il partito di Matteo Renzi, ndr)».

In verità un passo in avanti c’è stato rispetto a quanto già deciso l’estate scorsa, alla luce di un cambiamento di fase politica di cui occorre prendere atto. «Alla caduta di Imola c’era il governo gialloverde, ora quello giallorosso e si parla di una coalizione per le regionali del 26 gennaio – ammette Panieri -, seppur in un disegno più ampio e dopo aver visto cos’accadrà in Umbria. E tenendo presente il paletto per noi imprescindibile che il candidato presidente per l’Emilia Romagna è Stefano Bonaccini». Ma per quanto riguarda Imola la linea è tracciata: «Se questa Giunta un domani cadrà valuteremo un’eventuale apertura seguendo il modello nazionale ma solo se avremo una convergenza programmatica sui temi riguardanti il nostro territorio e una leadership diversa da quella attuale». (l.a.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 24 ottobre

Il segretario del Pd imolese Marco Panieri ribadisce il No alla collaborazione con la sindaca e la Giunta attuali
Cronaca 24 Ottobre 2019

La visita del presidente della Regione Stefano Bonaccini al Montecatone Rehabilitation Institute

Visita di riguardo ieri, 23 ottobre, al Montecatone Rehabilitation Institute. Il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, ha infatti incontrato nel pomeriggio i vertici della struttura sanitaria imolese, i pazienti e il personale medico-infermieristico, nell”ambito di un appuntamento che era stato programmato a ridosso dell”approvazione del Piano strategico triennale da parte del Consiglio di amministrazione dell”istituto. Il Piano, messo a punto dalla direzione generale, è stato presentato a Bonaccini alla fine della giornata, in particolare per quanto riguarda le principali linee di indirizzo attualmente in fase di attuazione. 

Nel suo discorso, il direttore generale del Montecatone Rehabilitation Institute, Mario Tubertini, ha indicato tra le priorità da fronteggiare la modifica della veste giuridica dell’Istituto. «Qui, dove ha sede la più grande unità spinale italiana – ha detto Tubertini – molti fattori tra cui l’elevata risposta terapeutica riabilitativa, la qualità espressa e l’elevata competenza riconosciuta dai pari rendono possibile per Mri un futuro riconoscimento a Irccs. Lo status di Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico può certamente essere conseguito con il raggiungimento di standard qualitativi ma, su altro versante, con il fattivo contributo della comunità politico-istituzionale che dialoga con noi». Una sollecitazione che non ha lasciato indifferente Bonaccini, il quale ha assicurato l”attenzione e l”approfondimento della Regione, impegnandosi ad un nuovo incontro da mettere in calendario nell’arco di poche settimane.

Il presidente ha poi sottolineato: «Abbiamo la responsabilità di un sistema sanitario che deve continuare a essere eccellenza sia nel pubblico sia nel rapporto col privato poiché la qualità erogata ai cittadini va mantenuta alta. Anche perché le previsioni sull’andamento demografico, anche in Emilia-Romagna, impongono un innalzamento dell’asticella». Il presidente ha poi affermato l’importanza delle nuove tecnologie, in grado di favorire il proliferare di nuovi mestieri in sostituzione di quelli tradizionali e di ampliare lo spettro della ricerca in medicina e scienza a vantaggio dei pazienti. 

Ad augurarsi un”ampia intesa con la Regione è stato in particolare Marco Gasparri, vicepresidente del Cda e presidente della Fondazione Montecatone, che ha definito il Piano strategico triennale «un documento flessibile, una cornice dentro cui tratteggiare le migliori intese con le prerogative di sviluppo del sistema sanitario in Emilia-Romagna e le possibili, migliori integrazioni con le strutture bolognesi, realtà di assoluta eccellenza». Tra i presenti all”incontro c”era, infine, Fausto Tinti, sindaco di Castel San Pietro Terme, con delega alla Sanità per il circondario Imolese e vicesindaco della Città Metropolitana di Bologna, che ha voluto rimarcare il ruolo fondamentale di Montecatone sia a livello locale che nel sistema metropolitano bolognese, dove «per proprie competenze e professionalità riconosciute, potrà contribuire ad un arricchimento quanti-qualitativo della proposta assistenziale per i cittadini grazie alla progressiva integrazione con le altre strutture d’eccellenza esistenti». (r.cr.)

Nella foto il presidente della Regione Stefano Bonaccini in mezzo tra Marco Gasparri (a sinistra) e Mario Tubertini (a destra)

La visita del presidente della Regione Stefano Bonaccini al Montecatone Rehabilitation Institute
Cronaca 19 Ottobre 2019

Intervista allo scrittore Carlo Lucarelli e alla docente Valentina Pazè. Il commento di Carmen Cappello presidente di Fare, Cambiare, Migliorare

Lo scrittore mordanese Carlo Lucarelli e Valentina Pazè, docente di Filosofia politica presso l’Università di Torino hanno ragionato di politica, partecipazione, partiti e democrazia a Imola in occasione della presentazione dell’associazione «Fare Cambiare Migliorare». Lucarelli non ha dubbi: «La politica non sono solo slogan». Pazè rimarca: «La democrazia vive solo se i cittadini si associano tra loro».

Sala piena, un centinaio i presenti, per tenere a battesimo «Fare Cambiare Migliorare» laboratorio di idee e proposte, “nato dalla volontà di un gruppo eterogeneo di più di venti cittadini, che hanno deciso di impegnarsi nella vita politico-culturale imolese, perché si deve tornare non solo a parlare con le persone, ma anche a far conoscere e approfondire temi e questioni” spiegano dall”associazione. La presidente è Carmen Cappello, capogruppo di Imola guarda avanti già candidata sindaco del centrosinistra un anno fa che ha sempre rivendicato il suo civismo, cioè il non essere legata a partiti.

“L’associazione nasce da un’esperienza spontanea di cittadini che hanno deciso di darsi una struttura e mi hanno chiesto di accompagnarli per i primi tempi da un punto di vista organizzativo, ma nel giro di qualche tempo saranno in grado di cavarsela da soli. Sono una presidente a tempo – precisa -. Rimarrò nell’associazione e come un punto di riferimento civico in Consiglio comunale se individuano dei problemi nel loro laboratorio che vogliono portare avanti. Del resto io sono in Consiglio proprio come rappresentante dei cittadini. Ma sia chiaro a tutti che non è la ”lista civica della Cappello””. (l.a.)

Intervista allo scrittore Carlo Lucarelli e alla docente Valentina Pazè. Il commento di Carmen Cappello presidente di Fare, Cambiare, Migliorare
Cronaca 17 Ottobre 2019

Il vicesindaco metropolitano Fausto Tinti ha firmato a Bruxelles il Patto dei Sindaci per l'energia sostenibile

Fausto Tinti, primo cittadino di Castel San Pietro nonché vicesindaco della Città metropolitana di Bologna, ha partecipato, insieme a numerosi sindaci della regione Emilia Romagna, alla cerimonia di sottoscrizione del Patto dei sindaci per l’energia e l’ambiente svoltasi lo scorso 11 ottobre nella capitale belga. Iniziativa promossa dall’Agenzia per l’energia e lo sviluppo sostenibile. Il Patto dei sindaci è stato lanciato nel 2008 in Europa allo scopo di riunire i governi locali, impegnandoli su base volontaria ad accelerare la decarbonizzazione dei loro territori, consentendo ai loro cittadini di accedere a un’energia sicura, sostenibile e accessibile.

«Dobbiamo impegnarci per un’alleanza che lavori sodo per dare un futuro al nostro pianeta, ponendo in essere entro il 2030, e in alcuni casi anche in modo più urgente, quelle azioni che rallentino, contrastino e riducano in modo significativo la perdita di risorse ambientali. E Bologna, in questo, può avere un ruolo di guida – ha dichiarato Tinti-. Ed essere qui oggi, al comitato delle Regioni, nel cuore del Governo europeo – ha aggiunto – al fine di sottoscrivere questo Patto insieme a tanti altri sindaci emiliano romagnoli significa perseguire in modo condiviso obiettivi e azioni che la Regione Emilia Romagna guidata da Stefano Bonaccini, la Città metropolitana e tutti i Comuni bolognesi hanno messo, stanno mettendo e metteranno in campo con impegno e dedizione per contrastare i cambiamenti climatici e dare sostenibilità energetica e ambientale ai nostri territori».

Ed al riguardo, Tinti ha ricordato il G7 Ambiente ospitato proprio a Bologna l’11 e 12 giugno del 2017 e la sottoscrizione in quell’occasione da parte delle 14 Città metropolitane della Carta di Bologna per l’ambiente, primo protocollo di questo genere, a livello nazionale,in ambito ambientale. «Da quella esperienza – ha detto ancora Tinti- è poi nato il progetto Agenda urbana delle Città metropolitane per lo sviluppo sostenibile, di cui il nostro sindaco metropolitano Virginio Merola è coordinatore nazionale». (r.cr.)

Nella foto Fausto Tinti firma a Bruxelles il Patto dei Sindaci

Il vicesindaco metropolitano Fausto Tinti ha firmato a Bruxelles il Patto dei Sindaci per l'energia sostenibile

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