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Da passione a lavoro, intervista al talent scout del calcio Loris Donatini

Da passione a lavoro, intervista al talent scout del calcio Loris Donatini

Fare della propria “malattia” una professione. Il paziente è Loris Donatini, che da febbraio 2016 è entrato a far parte della Top Eleven Management, agenzia milanese di gestione e consulenza sportiva per la quale l’ex allenatore e direttore sportivo di San Prospero e Placci Bubano svolge il ruolo di “scout” a caccia di talenti, dai giovani del 2004 fino alla Primavera delle squadre professionistiche. Assieme all’attività di scouting, però, Donatini è anche procuratore di alcuni giocatori: la sua sciarpa bianca, avvistata più volte al Romeo Galli, segue infatti non solo Scalini, Ferri e Garattoni, ma anche i più giovani Caroli, Lanzoni e Gasperoni (rispettivamente impegnati a Castelfranco, Castrocaro e Romagna Centro) oltre che tre talenti del calcio primavera come Michelotti del Chievo Verona, Precious del Verona e Salcuni del Cesena.

Va dove ti porta il… pallone, ecco il titolo per l’inizio della storia dell’ex operaio e socio 3elle Loris Donatini.

“Dopo 30 anni alla 3elle, quando ci sono stati i primi problemi con l’azienda mi sono guardato allo specchio e ho deciso che era il momento di provare a seguire la mia passione, quel calcio per il quale qualcuno (cit. Daniele Ferri, che lo definì così qualche intervista fa, nda) dice che sono malato. Ho cominciato seguendo un corso da procuratore tenuto da Dario Morello (ex calciatore di Bologna e Reggiana, nda) all’Isokinetic di Bologna poi, un mese dopo, ho deciso che era il momento di buttarsi e provare: l’ho ricontattato, ci siamo incontrati ed accordati, così ho cominciato a lavorare per lo studio di Dario Morello e suo figlio Simone, seguendo le squadre giovanili del territorio. Durante quel periodo ho conosciuto l’agente Fifa Riccardo Ghisoni che poi si è spostato alla Top Eleven offrendomi di seguirlo. Così ho iniziato a lavorare per loro a febbraio di un anno fa”.

Da Bubano a Milano: c’è la rima ma anche un mondo di differenza, visto che Ulisse Savini e Letterio Pino, procuratori fondatori della Top Eleven Management, sono “semplicemente” gli scopritori di Mauro Icardi, che ora ha la moglie Wanda Nara come procuratrice ma che si appoggia allo studio milanese (che ha anche l’atalantino Freuler nella propria scuderia) per tutta la parte legale.

Donatini a caccia di nuovi Icardi, quindi…

“Sono uno scout per i giovani, andando il sabato a vedere partite del campionato Primavera mentre la domenica spesso faccio la doppia, partita degli Allievi alla mattina e pomeriggio a seguire qualcuno dei giocatori di serie D per i quali sono procuratore e che, attraverso le commissioni sui contratti, sono quelli dai quali esce di fatto il mio stipendio”.

Come si allena l’occhio per studiare i giovani?

“Si parte osservando filmati generici di giocatori, cercando per ciascuna tipologia di valutare quali caratteristiche cercare come, per esempio, il fatto che sia un centrocampista di rottura (come Scalini) o di impostazione ed i movimenti da seguire. Poi si va sul campo e lì è fondamentale conoscere gente, allargare il giro per arrivare poi a presentarsi alla famiglia: stiamo parlando di ragazzi nati prima del 2002, perché secondo me prima sono troppo giovani e devono ancora formarsi. Dopo la chiacchierata si lascia letteralmente il biglietto da visita poi, se son rose fioriranno…”.

Le stesse rose che bisogna poi tenere coltivate quando crescono, seguendo quei ragazzi più grandi che sono i “cavalli di Dona”.

“I grandi vanno seguiti, devi essere un po’ il loro confessore e comunque farti sentire sempre, non solo al lunedì magari dopo una partita andata male, ma anche durante la settimana per sapere come vanno gli allenamenti e se ci sono dei problemi. Io con i ragazzi e le loro famiglie instauro un rapporto di reciproca fiducia, che è quello che sta alla base di tutto: quando le cose vanno bene basta un messaggio su whatsapp per complimentarsi, ma quando ci sono problemi bisogna prendere su e partire, andando a pranzo con i ragazzi, anche lontano, per cercare di parlare e sistemare le cose. Il mio è un lavoro che ti porta a fare 40-50 mila chilometri all’anno, ma che ti regala anche soddisfazioni, come per esempio l’ultima con Bertini, giocatore che ho segnalato alla Top Eleven e che adesso dal Cesena è passato all’Atalanta”.

a.m.

Nella foto: Loris Donatini

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