Cultura e Spettacoli

Cultura e Spettacoli 23 ottobre 2018

Le sette serate di Bubano Blues partono questa sera con gli Evergreen e Sonia Davis

Bubano a tutto blues. Torna con la rassegna autunnale Bubano Blues, rassegna di musica giunta alla decima edizione nel quinto anno di programmazione (ogni anno si tiene un cartellone primaverile e uno autunnale). Per sette martedì, dal 23 ottobre al 4 dicembre, la sala civica ospiterà importanti artisti del genere.

Si comincia il 23 ottobre con gli Evergreen, noto gruppo imolese, accompagnati dalla brava cantante Sonia Davis per una serata che propone anche pop e rock. Una settimana dopo tocca alla Doctor Dixie Jazz Band, fondata a Bologna nel lontano 1952 da Nardo Giardina e Gherardo Casaglia e da allora sempre in attività. Mike Sponza, chitarrista, cantante e compositore, arriva a Bubano il 6 novembre con il suo quintetto per proporre il suo progetto personale affermato a livello internazionale. Luca Giordano e la sua band saranno invece sul palco il 13 novembre: un”occasione per ammirare una delle migliori band europee scelte dagli artisti americani per i propri tour internazionali. Un’altra grande band nella scena italiana ed internazionale, attiva dal 1979, sarà protagonista il 20 novembre: i Mandolin” Brothers guidati da Jimmy Ragazzon. Da Ferrara, il Roberto Formignani Trio riempirà di note la sala civica il 27 novembre insieme alla chitarrista Silvia Zaniboni. Infine, martedì 4 dicembre, chiude la manifestazione un eccezionale quartetto di recente formazione, Marina & the Voodoo, composto dalla cantante e bassista Marina Santelli e dai musicisti Mattteo Monti, Nicola Peruch e Pippo Guarnera.

L”ingresso ai concerti, che iniziano alle 21, è libero. Alle 19.30 è possibile cenare a menù fisso con prenotazione al 3336117299 (il 23 ottobre il menù prevede strozzapreti con vongole e crema di asparagi, insalata mista di mare, dolce della casa, vino e acqua a 18 euro).

Le sette serate di Bubano Blues partono questa sera con gli Evergreen e Sonia Davis
Cultura e Spettacoli 22 ottobre 2018

Il pianista Roberto Giordano apre domani i concerti dell'Accademia con Schumann e Debussy

Sarà il pianista Roberto Giordano ad aprire la XVI stagione di concerti curata e organizzata dall”Accademia pianistica «Incontri col maestro» di Imola e intitolata quest”anno «Talenti e grandi interpreti». Martedì 23 ottobre alle 20.30, nella sala Mariele Ventre di palazzo Monsignani a Imola, l”attuale vicedirettore dell”Accademia proporrà un recital per pianoforte solo con musiche di Schumann nel primo tempo (Arabesque Op. 18, Blumenstük Op. 19, Carnevale di Vienna Op. 26) e musiche di Debussy nel secondo tempo (Tre Preludi dal Libro I, Estampes, L’Isle Joyeuse).

Roberto Giordano si rivela all’attenzione della critica internazionale e delle maggiori istituzioni concertistiche del mondo nel 2003, a 22 anni, con il suo premio al Concours Musical International Reine Elisabeth de Belgique di Bruxelles. Diplomatosi a diciotto anni all’Ecole Normale de Musique «A. Cortot» di Parigi con l’unanimità e le felicitazioni della giuria e al Conservatorio «G. Rossini» di Pesaro con il massimo dei voti, la lode e la menzione d’onore, consegue poi il diploma all’Accademia pianistica di Imola con il titolo onorifico di «master». L’Accademia di Imola ha un ruolo fondamentale nello sviluppo artistico di Roberto Giordano: qui è allievo di Piero Rattalino e in seguito di Leonid Margarius, che Roberto considera la personalità più influente nella sua formazione musicale. A Imola conosce anche Vladimir Ashkenazy che rimane «impressionato dalle sue abilità virtuosistiche». Dal 2015 è docente all’Accademia e nel 2017 ne assume la vice-direzione.

«Roberto rappresenta il risultato della nostra Accademia per la solidità e l’equilibrio che esprime nelle sue interpretazioni – afferma dil direttore Franco Scala -, le quali corrispondono anche alla struttura del suo carattere. È per questo motivo che l’ho proposto al collegio dei docenti come vicedirettore della scuola».

Per accedere ai concerti della stagione (tutti gratuiti) è necessario registrarsi e prenotarsi, ritirando la tessera. Per maggiori informazioni: 0542/30802 o eventi@accademiapianistica.org

Nella foto Roberto Giordano

Il pianista Roberto Giordano apre domani i concerti dell'Accademia con Schumann e Debussy
Cultura e Spettacoli 20 ottobre 2018

L'antica arte indiana nella mostra di Patachitra, tessuti dipinti a mano

Dipinto, canto e narrazione si riuniscono nei Patachitra, una forma di arte tradizionale dell’India Orientale consistente in lunghe strisce di tessuto diviso in riquadri dipinti a mano, che scena dopo scena raccontano un avvenimento. Il termine deriva dall’unione di due parole di origine sanscrita, patta che significa tessuto e chitra, che indica un dipinto. Una mostra di Patachitra sarà allestita al centro yoga Thymos, in via Lambertini 1 a Imola, da domenica 21 ottobre alle ore 16 (ingresso libero). Alle ore 17 ci sarà l”inaugurazione ufficiale con Urmila Chakraborty, director di Englishour che eroga servizi linguistici e culturali alle aziende e docente nella facoltà di Mediazione Linguistica e Culturale all’Università degli studi di Milano, che spiegherà l”origine di questa arte antica e i suoi significati. Alle 18 spazio alla musica con un concerto di Patrizia Saterini (voce) e Maurizio Murdocca (tabla). Come scrive Chakraborty nelle note stampa alla mostra, infatti, gli autori dei Patachitra, «i Patua o Chitrakar, accompagnano lo srotolare dei loro tessuti dipinti (scroll) col canto, in cui il testo aiuta a spiegare la narrazione, queste canzoni sono tramandate di generazione in generazione. Il ruolo originario dei Patua era quello di cantastorie: artisti che, spostandosi di villaggio in villaggio, si esibivano in pubblico mostrando i loro dipinti e le vicende illustrate di solito raccontavano la mitologia induista e i poemi classici indiano. Con il passare del tempo i temi affrontati iniziarono ad abbracciare anche avvenimenti attuali, come lo tsunami, problematiche sociali e politiche, come il problema della deforestazione o la diffusione del virus Hiv, e tematiche d’importanza globale come la violenza sulle donne. In tal senso il ruolo dei Patua diventa più complesso, affiancando alla funzione originaria di intrattenimento anche quella informativa e pedagogica. Un’altra trasformazione si è verificata nella composizione di questo gruppo di artisti, in origine uomini; con la conversione di molti uomini dei villaggi verso mestieri più comuni e remunerativi, le donne hanno preso il loro posto, diventando esse stesse artiste. Questo fatto è anche da inserire nel generale processo di emancipazione femminile in atto nella società indiana contemporanea. Negli ultimi decenni i Patachitra hanno suscitato l’interesse di artisti e intenditori d’arte, a livello nazionale e internazionale ed è rinato l’interesse per questa forma d’arte, che sembrava destinata alla scomparsa o alla sopravvivenza locale».

Nella foto Patachitra «Il matrimonio degli uccelli»

L'antica arte indiana nella mostra di Patachitra, tessuti dipinti a mano
Cultura e Spettacoli 19 ottobre 2018

Maria Pia Timo a Medicina tra storie di donne di ieri e di oggi e ricette in cucina

Storie di donne e di cucina, storie di luoghi e di ricordi. Storie che diventano universali e attraversano il tempo e le generazioni. Maria Pia Timo porta in scena alla Sala del Suffragio di Medicina sabato 20 ottobre alle 21.15 Doppio brodo. Manuale di una donna imperfetta con cui si apre la rassegna di prosa curata da Eclissidilana. L”attrice faentina, a cui sabato sera è molto legato poiché ha lavorato a lungo nella cooperativa Bacchilega che edita il settimanale, insieme al coautore Roberto Pozzi ha creato uno spettacolo in cui si ride molto e ci si commuove molto, guidati dai sapori di una cucina che è anche cuore delle donne. E, in scena, c”è spazio anche per un tagliere, un matterello e tanta farina…

«È uno spettacolo che amo molto, sono contenta di proporlo spesso in giro, perché sta andando molto bene», afferma l”attrice faentina.

Racconti storie di vita romagnola, interpretando la tipica arzdora, ma in realtà si tratta di ricordi condivisi anche oltre regione.

«Parto da una matrice regionale per assolutizzarla. I racconti delle mamme o delle nonne che porto in scena sono storie raccontatemi da donne romagnole ma comuni a mamme o nonne di altre parti d”Italia: possono cambiare i particolari, invece della piadina avere lo gnocco fritto tanto per dire o invece di raccogliere erbe spontanee in montagna cercare le vongole al mare, ma il sentimento è uguale».

Lo spettacolo parte proprio da vita vissuta, dai racconti di alcune signore che hai conosciuto e intervistato per la tua trasmissione tv La Vespa Teresa e il libro omonimo.

«Sì, c”era tantissimo materiale che non avevamo usato e che si sarebbe disperso e mi piangeva il cuore, perché erano storie coinvolgenti, emozionanti, commoventi, di guerra e difficoltà, di fatica e di unione,per cui io e Roberto Pozzi abbiamo pensato di costruirvi attorno uno spettacolo teatrale che si muovesse in cucina e tra le ricette e che unisse anche dei pezzi contemporanei che parlano dell’oggi, mostrando le differenze tra cosa vuol dire occuparsi della casa e della famiglia oggi o allora con quelle storie. Lo spettacolo diventa così  anche divertente e buffo, fa molto ridere oltre che emozionare».

Si emozionano sia le persone che hanno l”età delle signore di cui parli che le loro nipoti.

«Sì, chi ha vissuto quelle cose in una realtà che poi è solo l”altro ieri ci si riconosce molto. Ma anche i nipoti che risentono i racconti delle nonne o scoprono un modo di vivere diversissimo, lontano eppure che è ancora qui, si sente perché ha impregnato la loro storia. I nipoti sono interessati, mi hanno fermato spesso commossi. Poi, come dicevo, lo spettacolo è divertente ma i racconti danno una matrice malinconica e in alcuni punti in cui si parla della guerra e dei suoi drammi drammatica ho sentito soffiare dei nasi in sala…». (s.f.)

Sabato 20 ottobre, ore 21.15, sala del Suffragio, via Libertà 60. Biglietto 8 euro, ridotto 6. Info e prenotazioni: 333/9434148.

L”articolo completo è sul «sabato sera» in edicola da giovedì 18 ottobre

Nella foto Maria Pia Timo

Maria Pia Timo a Medicina tra storie di donne di ieri e di oggi e ricette in cucina
Cultura e Spettacoli 19 ottobre 2018

La proiezione gratuita di «A casa tutti bene» apre la rassegna di film al Suffragio

Parte con una proiezione gratuitala nuova stagione «Cinema alSuffragio» di Medicina. Venerdì 19 ottobre, alle ore 21, sarà proiettato nella sala del Suffragio il film di Gabriele Muccino A casa tutti bene, al quale seguirà un rinfresco offerto da Coop Reno per festeggiare l’evento (ingresso libero fino ad esaurimento posti). Si tratta di un film corale che appassiona per l’intreccio di storie che si susseguono in quello che, nella finzione narrativa, è un tempo di due giorni. Come spesso accade nei film di Muccino, protagonista è la famiglia. Stefano Accorsi, Pierfrancesco Favino e Sabrina Impacciatore sono tre fratelli che si ritrovano su un’isola per festeggiare i cinquant’anni di matrimonio dei genitori (Stefania Sandrelli e Ivano Marescotti). Con loro cugini, cugine, zie (una Sandra Milo sempre uguale a se stessa), ex mogli, nuovi amori, ex amori, giovani, adulti, anziani e bambini che si trovano involontari spettatori di amori, dolori, tradimenti, bugie e speranze. Un affresco della vita disincantato, dove anche ciò che sembra perfetto mostra molte incrinature ma dove la speranza, nonostante tutto, fa sempre capolino.

La rassegna al Suffragio continuerà poi con altri dieci film fino a metà dicembre (ingresso 3 euro, per gli abbonati a teatro 2) :Dogman (25 ottobre), I Primitivi (28 ottobre), Ella & John (8 novembre), Leo da Vinci (11 novembre), Arrivano i prof (15 novembre), Lazzaro Felice (22 novembre), Metti la nonna in freezer (29 novembre), The Post (6 dicembre), Coco (9 dicembre), La ruota delle meraviglie (13 dicembre).

Nella foto il cast di «A casa tutti bene»

La proiezione gratuita di «A casa tutti bene» apre la rassegna di film al Suffragio
Cultura e Spettacoli 18 ottobre 2018

Stasera a palazzo Sersanti la proiezione del film di Damiano Levati vincitore del Premio Città di Imola

Serata conclusiva, giovedì 18 ottobre, della XV edizione del Premio Città di Imola, assegnato al miglior film italiano presentato al TrentoFilmFestival, in programma alle ore 21, presso la sala Grande di Palazzo Sersanti. Promosso dalla sezione Cai di Imola, dalla Fondazione Cassa di Risparmio e dal Comune di Imola, quest’anno il premio è stato vinto dal film «Hansjörg Auer – no turning back »di Damiano Levati a cui è stato consegnato nell’ambito del festival il 5 maggio scorso.

Il programma della serata prevede, oltre alla proiezione del film, la partecipa-zione e gli interventi del regista e della vicepresidente del Festival di Trento, Nicoletta Favaron, nonché i saluti della sindaca, Manuela Sangiorgi, del vicepresidente della Fondazione Cassa di Risparmio, Fabrizio Miccoli, e del presidente della sezione Cai, Davide Bonzi.

La motivazione per cui è stata decisa l’assegnazione del premio afferma che «Hansjörg Auer ha esplorato l’arrampicata in solitaria come mai nessuno prima e la sua memorabile impresa sulla via «Attraverso il Pesce» in Marmolada ha lasciato un segno indelebile nella storia di questo particolare tipo di alpinismo. I trenta minuti del lungometraggio cercano appunto di raccontare, attraverso le parole misurate e sincere del protagonista, il percorso interiore che può spingere un uomo a rischiare la vita laddove un qualsiasi errore potrebbe rivelarsi fatale, pur di appagare quell’impulso che Auer descrive in modo suggestivo e inequivocabile: “Scalare montagne è il cibo della mia anima”.

L”articolo completo è su «sabato sera» del 18 ottobre

Stasera a palazzo Sersanti la proiezione del film di Damiano Levati vincitore del Premio Città di Imola
Cultura e Spettacoli 18 ottobre 2018

Sono in mostra i disegni di Ercole Drei donati dalla figlia alla Fondazione Crimola

Fino al 21 ottobre sarà possibile visitare al centro «Gianni Isola» in piazza Matteotti 4 a Imola l’esposizione «Ercole Drei, disegni e incisioni» organizzata dal Doc, Centro di documentazione arti moderne e contemporanee in Romagna. Isabella Chines Drei, figlia dell’artista faentino attivo soprattutto nella prima parte del Novecento, ha donato nel 2017 alla Fondazione Cassa di risparmio di Imola la serie completa delle incisioni e varie decine di disegni realizzati dal padre nel corso della sua lunga attività.

«Il corpus delle incisioni venne eseguito, con la tecnica dell’acquaforte o della punta secca, negli anni tra il 1910 e il 1912 probabilmente a seguito dell’ascendente esercitato su di lui da Giovanni Fattori, abilissimo inqueste discipline – si afferma nel comunicato stampa dellamostra -. L’esiguo numero delle prove è dovuto probabilmente alla convinzione dell’artista che questo mezzo espressivo fosse lontano dalla sua attività dominante: la scultura. Per la scultura sono infatti stati realizzati quasi tutti i disegni donati, e quelli altrove conservati, che testimoniano sia una grande abilità, maturata negli anni faentini del “cenacolo baccariniano”, sia capacità di sviluppi e di evoluzioni caratterizzanti e personali».

Ercole Drei, nato nel 1886 e morto nel 1973, studiò alla Scuola di Arti e Mestieri a Faenza, poi all’Accademia di Belle Arti di Firenze dove, dal 1904, seguì il Corso speciale di scultura diretto da Augusto Rivalta, mentre suo maestro di pittura fu Giovanni Fattori. Nel 1907 vinse la Medaglia d’Oro all’Esposizione Romagnola Emiliana di Belle Arti di Forlì, nel1908 partecipò alla Prima Mostra Biennale Romagnola d’Arte di Faenza ed eseguì i grandi gruppi scultorei dell’Esposizione Torricelliana e nel 1910 partecipò al Concorso Baruzzi di Bologna dove ottenne il primo premio. «Tra il 1912 e il 1915 enuclea una cifra personale in cui vengono abbandonate descrizioni anedottiche e impressionistiche a favore di un rinsaldarsi della forma e di seducenti astrazioni lineari – si legge nelle note stampa -. Soprattutto a partire dal periodo tra le due guerre persegue una ricerca pittorica, iniziata verso il 1915,che lo conduce verso esiti novecentisti ammorbiditi da sentite concessioni a una sorta di “realismo magico”. Nel 1926, si presenta alla Prima Mostra del Novecento Italiano come pittore. A partire dal 1919 Drei si avvia verso percorsi che lo condurranno da un lato a primeggiare nell’ambito di un più generale ritorno all’ordine con sculture di controllata e levigata eleganza formale e dall’altro ad abbandonarsi ad una operatività per generi per soddisfare occasioni ufficiali. L’attività rimane molto intensa con partecipazioni alle più importanti esposizioni nazionali: Biennale di Venezia (1922, 1926, 1930, 1936 e 1940), Mostra Internazionale delle Arti Decorative di Monza (1923 e 1930), Esposizione Italiana di Belle Arti a Buenos Aires (1923), Prima e Seconda Mostra del Novecento Italiano, Quadriennale d’Arte Nazionale a Roma (1931 e 1935), oltre che a varie sindacali. Nel 1927 viene nominato professore di Scultura presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna, di cui sarà direttore dal 1952 al 1957, anno del pensionamento».

In mostra al centro Isola è possibile vedere l’arte del disegno di Drei. Disegni che, se negli anni Dieci fanno un uso del carboncino appuntito con segni netti dall’andamento curvilineo a marcare i contorni segnati amatita, negli anni 1915-20 vedonoprevalere «una tendenza alla definizione di una linea di contorno più unita e netta che riflette un orientamento ormai deciso verso il Novecento. Un capitolo a parte sono i disegni di guerra in cui si nota un certo espressionismo che ben si addice ai crudi temi del soldato ferito, dei profughi e di altri momenti della vita al fronte».

Orari: giovedì, sabato e domenica 10-12 e 16-19, venerdì 16-19. Ingresso libero. Info: www.arteromagna.it

Nella foto un”opera di Ercole Drei

Sono in mostra i disegni di Ercole Drei donati dalla figlia alla Fondazione Crimola
Cultura e Spettacoli 16 ottobre 2018

CooperAttivaMente, grandi ospiti nella seconda edizione. Aprono Ilaria Cucchi e l'avvocato Fabio Anselmo

Torna con un programma ricco di grandi ospiti CooperAttivaMente, l”evento ideato e progettato dal Consiglio di Zona Soci Coop Alleanza 3.0 e dalla Cooperativa Bacchilega in collaborazione con Librerie Coop, giunto alla seconda edizione e con lo scopo di promuovere la cultura e la crescita civile, civica e cooperativa del territorio attraverso molteplici e differenti temi e proposte. Nella prima serata, in programma venerdì 19 ottobre alle 18.30 all”interno della Casa della Cooperazione (via Emilia, 25 a Imola) nella Sala delle Stagioni, sarà presentato il libro «Federico» (Fandango), scritto dall”avvocato Fabio Anselmo sulla storia di Federico Aldrovandi. Ospite la sorella di Stefano Cucchi, Ilaria, il cui caso è tornato con forza sulla scena nazionale a 9 anni dalla morte del giovane per via dei recenti sviluppi giudiziari. Anselmo è il legale di entrambe le famiglie, Aldrovandi e Cucchi. Modera l’incontro la giornalista Lara Alpi.

«A Imola esiste una cultura della cooperazione e la cooperazione è da sempre cultura – afferma Christian Fossi, presidente del Consiglio di Zona Soci Coop Alleanza 3.0 -. Uno dei principi della cooperazione è la mutualità esterna, ovvero contribuire all”equo sviluppo del territorio in cui operano. Legalità, istruzione e cultura sono insite nel nostro modo di fare impresa come lo è il fare insieme. Per questo coinvolgiamo nelle nostre iniziative tutte le realtà che condividono valori e ideali di rispetto reciproco e inclusione sociale, convinti che le differenze siano un valore aggiunto e non un limite dietro cui nascondersi. Per questo come sede abbiamo scelto per la quasi totalità delle iniziative la Casa della Cooperazione, in via Emilia 25. Qui la cultura è cooperazione e la cooperazione è cultura: un grande impresa come Coop Alleanza 3.0 ha volontari che promuovono questa filosofia e trovano terreno fertile nella collaborazione con altre cooperative e associazioni del territorio».

Il programma completo (gli incontri si svolgono a Imola, alla Casa della Cooperazione, salvo dove diversamente indicato).

Mercoledì 24 ottobre, ore 17.30: Marco Bianchi presenta il suo nuovo libro “La mia cucina delle emozioni” (Harper Collins) con la partecipazione del prof. Antonio Maestri, direttore di Oncologia della Ausl di Imola.

Venerdì 26 ottobre, ore 18, Rocca di Dozza: Seminar Scrittori, primo incontro con gli autori del territorio, un appuntamento che si ripeterà di mese in mese.

Sabato 27 ottobre, ore 18, Rocca di Dozza: Carlo Lucarelli presenta il suo nuovo libro “Peccato mortale. Un’indagine del commissario De Luca” (Einaudi). A seguire dialogo con l’autore, il giornalista Paolo Bernardi e lo scrittore Luca Occhi di Officine Wort.

Giovedì 8 novembre ore 20.30: Roberto Burioni presenta “Balle mortali. Meglio vivere con la scienza che morire ciarlatani” (Rizzoli).

Venerdì 16 novembre ore 18: Stefania Pellegrini presenta “L’impresa grigia. Le infiltrazioni mafiose nell’economia legale. Un’indagine sociologico-giuridica” (Ediesse).

Data da definire: Seminar Scrittori, secondo incontro con gli autori del territorio.

Lunedì 26 novembre ore 18.30: Francesca Manfredi presenta “Un buon posto dove stare” (La nave di Teseo).

d.b.

Nella foto: a sinistra il logo di CooperAttivaMente, a destra l”avvocato Fabio Anselmo insieme ad Ilaria Cucchi

CooperAttivaMente, grandi ospiti nella seconda edizione. Aprono Ilaria Cucchi e l'avvocato Fabio Anselmo
Cultura e Spettacoli 15 ottobre 2018

Vivaldi e Piazzolla, otto Stagioni per il violinista Kiril Troussov con l'Erf

Sarà Kiril Troussov, uno dei più importanti violinisti contemporanei, ad inaugurare la stagione invernale curata dall”Emilia Romagna Festival al teatro Stignani di Imola. Martedì 16 ottobre alle 21 il musicista si esibirà con l’Anima Musicae Chamber Orchestra Budpest ne «Le 8 Stagioni», un concerto in cui verranno eseguite integralmente Le Quattro Stagioni di Vivaldi e Las Cuatro Estaciones Porteñas di Astor Piazzolla.

«Kiril Troussov, nato a San Pietroburgo, è dotato di un’irreprensibile tecnica e di un suono tanto pulito da sembrare immacolato – spiegano le note stampa al concerto -. La passione e la precisione lo rendono un interprete fine e spettacolare, capace di gestire con versatilità ogni aspetto della tradizione musicale. Guidato e supportato dal Maestro Yehudi Menuhin fin da tenera età, avendo iniziato a suonare all’età di 4 anni, Troussov è oggi uno dei violinisti più ricercati nel quadro internazionale». Collabora con importanti festival musicali e con rinomate orchestre in tutto mondo, tra le quali la Staatskapelle di Berlino, la Gewandhaus Orchestra Lipsia, l’Orchestre de Paris, Orchestre National de Lyon, Orchestre National de France, e l’Orchestra Baden-Baden. I suoi riconoscimenti internazionali includono il Premio Europeo per la cultura, il Premio Davidoff del Festival dello Schleswig-Holstein, il Premio Yamaha e numerosi premi in concorsi internazionali, mentre le sue incisioni sono vendute in tutto il mondo.

L’Anima Musicae Chamber Orchestra Budapest è stata fondata nel 2010 dagli studenti dell’Accademia di musica Franz Liszt di Budapest. Si è esibita nelle più importanti sale da concerto, come l’Accademia Liszt di Budapest, la Marble Hall della Hungarian Radio, il Musikverein di Vienna, il Centro Kodály di Pécs e il Teatro Verdi in Sardegna. L’Orchestra è stata regolarmente ospite ai maggiori festival ungheresi ed europei, avendo l’opportunità di collaborare con grandi interpreti.«Le 8 Stagioni» sarà un concerto tutto incentrato sulla capacità virtuosistica e interpretativa, la punta di diamante di Troussov come violinista. (r.c.)

Biglietti: intero da 20 a 12 euro, ridotto da 17 a 10, 1 euro per i ragazzi e le ragazze delle scuole imolesi e allievi della Nuova Scuola di Musica Vassura-Baroncini fino a 19 anni, gratis sotto i 10 anni. Info: 0542/25747.

Nella foto Kiril Troussov

Vivaldi e Piazzolla, otto Stagioni per il violinista Kiril Troussov con l'Erf
Cultura e Spettacoli 15 ottobre 2018

Philippe Daverio presenta i concerti dell'Accademia pianistica, che quest'anno sono gratuiti

Sarà Philippe Daverio ad inaugurare la stagione concertistica 2018-2019 dell”Accademia pianistica «Incontri col maestro» di Imola. Il critico d”arte, noto al grande pubblico per la trasmissione Passepartout in onda su Rai 3 fino al 2012, sarà ad Imola domani, martedì 16 ottobre alle 18, per un incontro aperto al pubblico che si terrà nella sala del circolo Sersanti, in piazza Matteotti 8. Durante l”evento, organizzato dall”Accademia in collaborazione con la Fondazione Cassa di risparmio di Imola, Daverio aprirà l’anno accademico della scuola di perfezionamento imolese, illustrando l’attività dell’Accademia, gli ultimi successi degli allievi e introducendo il cartellone dei concerti che partiranno il 23 ottobre con un recital pianistico di Roberto Giordano, oggi docente e vicedirettore dell’Accademia.

Concerti che, quest”anno, saranno caratterizzati da una novità: la gratuità. L’Accademia, infatti, ha deciso di aprire gratuitamente al pubblico tutte le sue manifestazioni, che sono un’appendice alla attività principalmente didattica. «Per secoli la musica classica è stata insegnata e perfezionata nelle scuole e nelle Accademia non tenendo conto di quelle che sono le reazioni del pubblico. Come per qualsiasi prodotto, chi conta è chi lo consuma. Nella musica questo aspetto è stato ignorato. L’Accademia, anche in tal senso, vuole essere innovativa per un cambiamento che aiuti la musica classica – afferma il direttore Franco Scala -. Quest’anno chiediamo al pubblico, per chi lo ritiene opportuno, di lasciare scritte su un foglio le proprie impressioni sul concerto, in modo anonimo o firmato. È un esperimento molto serio di ricerca che ha l’obiettivo di migliorare il nostro compito didattico di formare i futuri concertisti. La nostra Accademia imolese oggi è una scuola internazionale le cui idee hanno un valore sperimentale ed innovativo, che ci auguriamo possano segnare la strada per nuovi percorsi».

La stagione concertistica sarà composta di sette appuntamenti con protagonisti di primo ordine, che si terranno nella sala Mariele Ventre a palazzo Monsignani, con inizio alle 20.30: dopo l’apertura affidata a Giordano, finalista del Premio Regina Elisabetta di Bruxelles, il 30 ottobre si esibirà al violino un virtuoso talento europeo, Teo Gertler. Il 6 novembre Andrea Lucchesini si esibirà al pianoforte in un recital che prevede musiche di Scarlatti, Berio, Schubert e la Sonata n.1 del compositore italiano Fabio Vacchi; Lucchesini e Vacchi saranno inoltre protagonisti il giorno dopo in una master class dedicata agli allievi dell’Accademia. L’11 dicembre ci sarà un recital dello straordinario pianista russo Feodor Amirov e il 18 dicembre si esibirà un altro virtuoso del violino proveniente dall’Australia, Eduard Ted Walton. Il 13 marzo toccherà al duo composto da Enrico Pace e Mario Brunello, uno dei più grandi violoncellisti al mondo, e il 23 aprile sarà Boris Petrushansky, erede della grande scuola pianistica russa, a chiudere la stagione con un recital con musiche di Chopin e Skriabin. I concerti verranno introdotti all’ascolto da Angela Maria Gidaro, direttrice artistica dell”Accademia. Alcune date avranno anche il contributo di Piero Rattalino, docente della scuola imolese e studioso delle tematiche del rapporto interprete-pubblico. (r.c.)

Per accedere ai concerti (tutti gratuiti) sarà necessario registrarsi e prenotarsi, ritirando la tessera «Incontri col Maestro». Per maggiori informazioni contattare la segreteria dell”Accademia allo 0542/30802 o scrivere a eventi@accademiapianistica.org

Nella foto Philippe Daverio ripreso da Isolapress nel 2012, quando a Imola inaugurò le restaurate opere di Angelo Biancini all”ospedale Nuovo

Philippe Daverio presenta i concerti dell'Accademia pianistica, che quest'anno sono gratuiti

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