Cultura e Spettacoli

Cultura e Spettacoli 19 Marzo 2019

Le donne e le relazioni, stasera in biblioteca Sabrina Grementieri parla di scrittura al femminile

Sabrina Grementieri è un vulcano. Di idee, di entusiasmo, di passione. Ne sono una prova i sei libri che ha fatto nascere negli ultimi sei anni, storie d’amore e di vita che dapprima sono approdate nelle edizioni digitali poi nelle librerie tanto che La finestra sul mare è stato pubblicato nel 2016 da  Sperling & Kupfer mentre Il calore della neve è uscito nell’ottobre 2018 per Fabbri editore. E proprio quest’ultimo sarà al centro della serata di oggi, martedì 19 marzo, quando, in biblioteca a Imola dalle ore 20.30, la scrittrice imolese parlerà delle modalità di scrittura al femminile.

Un romanzo che ha al centro proprio le donne.

«Si parla di maternità e di come la gestisci quando arriva a sorpresa – spiega Sabrina -, non cercata, e stravolge i progetti fatti fino a quel momento. La protagonista si trova da sola a crescere suo figlio, con un’eredità di genitori anaffettivi, e decide che lei agirà diversamente: e così si ritrova in questo maso tutto al femminile, con la nonna, la cognata, le nipotine…».

Ma poi entra in scena anche l’amore.

«I miei sono una via di mezzo tra romanzi di narrativa e romanzi d’amore. In genere la storia d’amore è il sotto-tema, mentre il tema principale è sempre costituito dalle relazioni: in famiglia, tra amici, tra uomini e donne… Sono storie verosimili, dove ci sono sempre momenti più o meno numerosi di tormento e difficoltà».

Per i personaggi a chi ti ispiri? Inventi o «rubi» da persone che conosci?

«Uso la fantasia. Agli inizi, qualcuno dei miei amici e conoscenti si è sentito coinvolto, ma in realtà si trattava solo di reazioni emotive più che altro. Quella coinvolta, in genere, sono io: le protagoniste femminili hanno spesso caratteristiche che mi appartengono. Ne Il calore della neve in realtà la nonna della protagonista è ripresa da una persona reale che ho conosciuto in montagna, una signora molto bella e positiva».

E poi ci sono i luoghi, che esplori e descrivi con cura e attenzione.

«L’ambiente è un protagonista al pari dei personaggi, e per ogni romanzo parto dalle ambientazioni. Scelgo luoghi italiani, luoghi che amo e che mi hanno dato buone impressioni. Poi l’ambiente influisce sul carattere e sul pensiero dei protagonisti».

Com’è nata la tua passione per la scrittura?

«Ho iniziato da piccola, dapprima come lettrice, voracissima! Poi, siccome avevo una dose di fantasia molto elevata da scaricare, e non potendo vivere tutte le avventure che avrei voluto, ho deciso di scriverle. Da subito mi sono dedicata al romanzo, perché mi piaceva la storia bella corposa! Era, comunque, una cosa mia, non avevo velleità di pubblicazione. Poi, ad un certo punto, mi sono armata di coraggio e ho deciso di provare a far leggere a qualcuno i miei scritti. Nel 2012 è stato pubblicato digitalmente il mio primo romanzo, Una seconda occasione, e, da allora, ho fatto nascere quasi un romanzo all’anno. Il calore della neve, edito alcuni mesi fa da Fabbri editore, è infatti il sesto». (s.f.)

Nella foto Sabrina Grementieri

Le donne e le relazioni, stasera in biblioteca Sabrina Grementieri parla di scrittura al femminile
Cultura e Spettacoli 18 Marzo 2019

Janos Balazs in «PianOpera», concerto di Erf#StignaniMusica

János Balázs è uno tra i giovani pianisti più famosi e celebrati al mondo. Con «PianOpera», un concerto dedicato ai maggiori brani della tradizione operistica (da Rossini a Wagner, da Verdi a Puccini, nelle trascrizioni di Liszt, Cziffra e dello stesso Balázs) si esibirà stasera, lunedì 18 marzo alle 21, al teatro Stignani di Imola per la stagione di Erf#StignaniMusica.

«János Balázs è dotato di un piglio selvaggio, appassionato, che trasporta i brani alla loro pura origine come solo i pianisti più talentuosi sanno fare – si legge nelle note al concerto -. Ex-enfant prodige, ha iniziato gli studi musicali all’età di otto anni e, dopo solo pochi mesi di pratica, ha vinto il concorso nazionale di pianoforte nell’Ungheria nord-orientale. La sua carriera è iniziata all’età di sedici anni, quando ha vinto il primo premio del Concorso internazionale di Liszt a Pécs, sempre in Ungheria. Negli anni seguenti ha vinto altri quattro concorsi internazionali e ha tenuto concerti in varie città europee. Di lui il critico Hunter Roberts dell’Huffington Post ha detto: “Quando ha suonato la Rapsodia ungherese di Liszt sono rimasto sopraffatto”. Amante di Liszt e delle sue trascrizioni, Balázs riversa nelle sue interpretazioni tutto l’ardore di cui è capace».Ha inciso tre cd con musiche di Liszt, uno in Ungheria e gli altri a Tokyo e Londra. Inoltre, nel 2010 János ha suonato tutto il repertorio per pianoforte e i concerti di Chopin in un singolare tour di concerti in Ungheria, per il quale ha ricevuto un premio dal governo polacco. Nello stesso anno ha inciso il suo quarto cd con musiche di Fryderyk Chopin. Nell’agosto 2011 János ha vinto il primo premio all’International Piano Competition di Aspen (Usa) e successivamente il terzo premio nel più importante concorso di pianoforte, il Liszt Competition (Ungheria), divenendo così il pianista ungherese più premiato».

«Ammiratore e ideale prosecutore dell’arte di Franz Liszt, Balázs ne interpreterà le famose trascrizioni: grandi brani della tradizione operistica trasposti sulla tastiera con brillantezza, forza e precisione – continua il comunicato stampa -. Brani dalla complessità unica, capaci di esistere come opere a sé, le trascrizioni di Liszt si nutrono parimenti della tradizione e del gioco, del vezzo virtuosistico e dell’attenta precisione. Così Balázs porterà in scena Wagner e Verdi riuscendo a stipare intere orchestre nei tasti di un solo pianoforte, capace di rombi e di fusa. Alla stessa tradizione di Liszt apparteneva anche Georges Cziffra, maestro della scuola pianistica ungherese,  insieme a Horowitz uno dei maggiori virtuosi del XX secolo. Cziffra, che dichiarava lui stesso di non essere inferiore a Liszt nell’improvvisazione, sarà presente in PianOpera con la trascrizione di Guglielmo Tell di Rossini. E se Cziffra si paragonava a Liszt senza falsa modestia, il grande pianista e direttore d’orchestra Tamás Vásáry ha detto di János Balázs già nel 2007 che “suona il pianoforte come, o anche meglio, di Georges Cziffra. È un fenomeno unico al mondo. Oltre a questo c’è un intenso lirismo nel suo modo di suonare; si potrebbe persino essere intimiditi dal suo talento.” In PianOpera questa linea di genealogie ungheresi sarà tutta sul palco, con l’esibizione vulcanica di una scuola musicale e interpretativa senza eguali». (r.c.)

Biglietto da 20 a 12 euro, ridotto da 17 a 10, biglietto a 1 euro per gli studenti imolesi di ogni ordine e grado e per gli allievi della Scuola di musica Vassura Baroncini. Info: 0542/25747.

Nella foto Janos Balazs

Janos Balazs in «PianOpera», concerto di Erf#StignaniMusica
Cultura e Spettacoli 17 Marzo 2019

Tutto il gusto della Sagra dei maccheroni di Ponticelli. IL VIDEO

Gusto, buoni sapori e giochi per la Sagra dei maccheroni di Ponticelli che, domenica 10 marzo, ha portato tanti visitatori nella piccola frazione imolese.

Protagonisti, ovviamente, i «famosi» maccheroni a cui hanno fatto da contorno anche musica e la tradizionale Macchescooterata d’epoca con esposizione di Vespe, moto e automezzi d’epoca. (d.b.)

Nella foto (Isolapress): un momento della Sagra

Tutto il gusto della Sagra dei maccheroni di Ponticelli. IL VIDEO
Cultura e Spettacoli 16 Marzo 2019

Lo scultore imolese Giovanni Bellettini in mostra a Matera, Capitale della cultura 2019

Quando Matera chiama, Bellettini risponde. Da oggi, 16 marzo, fino al 31, lo scultore Giovanni Bellettini esporrà alla Arti Visive Gallery di Matera, con una personale dal titolo Dialogo con l’Assoluto, all’interno del programma ufficiale di Matera 2019. La personale nasce nell’ambito della collaborazione in campo culturale fra i Comuni di Modena e Fanano, in cui l’artista è nato, e l’associazione Urban Store Sculpture Park di Fanano con Matera, Capitale europea della cultura 2019. Sempre in questo contesto, domenica 17 marzo Bellettini donerà alla città di Matera una scultura alta quattro metri, in acciaio inox, appositamente realizzata, che sarà posta in via Dante Alighieri.

«Per me è una grande soddisfazione sia per il contesto in cui avviene la mostra sia perché mi hanno cercato direttamente i promotori. Vuol dire che qualcuno si è ricordato del mio lavoro» commenta. Saranno una quarantina le opere esposte a Matera: una ventina quelle in marmo, sette o otto quelle in legno, altrettante in acciaio e due in vetro, selezionate anche in base alle esigenze di trasporto. «Ci sono sculture troppo grandi per essere spedite ed altre troppo fragili, come alcune in vetro» spiega lo scultore, attivo da decenni sulla scena nazionale.

Imolese d’adozione, Bellettini ha, fra l’altro, insegnato a intere generazioni disegno e storia dell’arte al liceo scientifico Luigi Valeriani. La mostra personale a Matera ripercorre gli ultimi venticinque anni di attività e proprio per questa estensione temporale e per l’ampiezza delle soluzioni artistiche proposte è molto significativa, quasi un compendio espositivo della sua attività artistica, che bene si abbina, per completezza, alla bellissima mostra allestita nel 2016 al Museo diocesano di Imola, a cura di Marco Violi.

Ma Bellettini non è artista che si ferma sugli allori. Nel suo laboratorio in centro ad Imola, a pochi passi dalla Rocca  sforzesca, continua tuttora freneticamente a lavorare, disegnare, scolpire come se fosse nell’antro di Vulcano. Nel suo atelier non c’è fuoco di brace, ma il calore delle idee è lo stesso. Prometeo contemporaneo, homo faber nell’arte, spiega: «La cosa importante è lavorare con dignità, non fermarsi mai, avere idee e voglia di concretizzarle. Le opere nascono prima di tutto per me, per un mio bisogno di esprimermi. Poi se qualcuno si accorge del loro valore, se ho opere che mi soddisfano, allora si può pensare anche ad esporre, ma non sono malato di mostre». Il suo cammino è iniziato con un segno su carta che presagiva già la forma scultorea. Poi, come naturale evoluzione, è arrivata la scultura, declinata in differenti materiali che delineano un percorso mirato a ricercare leggerezza, a togliere peso alla materia, ad evidenziare la necessità del vuoto, fino ad arrivare alla luce, per dialogare con l’assoluto. Passando, nel corso dei decenni, dal legno al marmo, per approdare all’acciaio inox, al bronzo e infine al vetro. «Il vetro ti dà potenzialità uniche di “entrare dentro l’oggetto” e sbirciare le varie angolazioni a seconda di come è orientata l’opera, per questo mi incuriosisce e mi appassiona molto», aggiunge Bellettini, che al momento ha già una decina di progetti di sculture in vetro, pronti per essere realizzati.

Nella foto (di Isolapress) Giovanni Bellettini

Lo scultore imolese Giovanni Bellettini in mostra a Matera, Capitale della cultura 2019
Cultura e Spettacoli 16 Marzo 2019

Ritorna il contest Gocce di musica, iscrizioni entro il 19 aprile

I primi furono i Metalmeccanica. Gli ultimi i Tm Sky. In mezzo Sour Whine, Morgana, Plastercast Rose, Lou and B, Walkabout, N and Noise, Random Effect, Metropolitcs e P-Jam. Chi sono? I vincitori di Gocce di musica per la solidarietà, concorso musicale organizzato dall’Avis Comunale Imola in collaborazione con il settimanale sabato sera, con l’app Sabato Sera Notizie e con il Centro giovanile Ca’ Vaina, la cui dodicesima edizione sta per partire.

Riservato ai gruppi musicali giovanili in cui almeno uno dei componenti risieda nel Circondario oppure a Ozzano Emilia, il contest prevede tre serate di selezione (10, 17 e 24 maggio) che si terranno a Ca’ Vaina e a cui parteciperanno i gruppi selezionati dagli organizzatori sulla base delle richieste pervenute: le tre sfide iniziali decreteranno poi i nomi dei finalisti che saliranno sul palco del contest durante la finale all’interno di Imola in musica. I musicisti si esibiranno con propri pezzi originali o cover ed almeno un pezzo inedito che si ispiri al tema della solidarietà.

La partecipazione al concorso è gratuita e, per partecipare, occorre iscriversi attraverso le modalità spiegate nel bando scaricabile dal sito dell’Avis Imola. Il termine ultimo per l’iscrizione è giovedì 19 aprile 2019.è previsto un montepremi di 200 euro per ciascun gruppo finalista più 500 euro per il vincitore (in buoni acquisto per materiale musicale o per sale prova presso un negozio o studio di registrazione abilitato, da utilizzare assolutamente entro il 31 ottobre 2019). Inoltre è stato istituito il Premio speciale «sabato sera».

Lo scorso anno si sfidarono sia gruppi che cantanti in solo: Off the road,  Fabio Mazzini, Hlp, Criss,  Milena Mingotti,  Aster & the X Band,  Black Stripes, Tm Sky,  Colimbo. Alla finale approdarono in quattro, visto il pari-merito di una delle selezioni: Mazzini, Mingotti, Aster & the X Band e Tm Sky che poi si aggiudicarono il contest. Quest’anno chi scriverà il proprio nome sull’albo d’oro del concorso?

Info: Avis 0542/32158 dal lunedì al sabato dalle ore 8.30 alle 12.30.

Nella foto: i Tm Sky, vincitori dell’edizione 2018 del contest musicale

Ritorna il contest Gocce di musica, iscrizioni entro il 19 aprile
Cultura e Spettacoli 15 Marzo 2019

Lom a merz si accende domani e quest’anno si sposta in piazza Matteotti

«Il “Lume a marzo” – afferma il presidente della Pro Loco di Imola, Franco Capra – è un’antichissima festa del nostro territorio, che vogliamo mantenere in vita e trasmettere alle nuove generazioni». E così domani, sabato 16 marzo, ritorna il Lom a merz in centro a Imola con la sua quarantunesima edizione. «I grandi fuochi propiziatori che illuminavano campagne e colline erano fin dall’età romana il retaggio dell’antica tradizione contadina dei fuochi di marzo (in dialetto lom a merz), un rito magico e simbolico per propiziarsi le forze della natura in vista dell’arrivo della primavera e quindi del risveglio della terra – continua Capra -. I “Lom a merz” venivano fatti con i sarment, le potature delle viti, e i contadini cantavano e ballavano; i bambini correvano intorno al fuoco giocando e intonando canti benauguranti. Negli anni del dopoguerra la tradizione stava spegnendosi, quando la Ca’d’Iomla della Società del Passatore decise di proporre questa festa in città, nella piazza principale di Imola. Fu un’idea brillante che rinnovava una tradizione e la trasmetteva a chi non aveva più radici contadine».E nella piazza centrale, ossia piazza Matteotti, approda quest’anno la festa, lasciando la storica location di piazza Gramsci. Dalle ore 17, si potrà quindi degustare il Brulè del Passatore con vino Doc e la tipica pié fritta di Fontanelice, nonché la dolce ciambella di Imola offerta dal forno Savelli, ricevere la tradizionale piastrella ricordo della Cooperativa ceramica di Imola con un’immagine storica (il cui ricavato andrà al progetto di solidarietà No Sprechi), visitare il mercatino delle opere dell’ingegno, far volare in cielo i palloncini portafortuna, ed ascoltare l’intrattenimento musicale al piano bar di Luca e Sara. Nella serata dopo la fiaccolata stracittadina dei pattinatori imolesi e  l’accensione del lom, alle ore 20, ci sarà spazio per la tradizione romagnola con la Banda del Passatore di Brisighella con gli Stcjucaren. (r.c.)

Nella foto il fuoco acceso nel 2018 in piazza Gramsci

Lom a merz si accende domani e quest’anno si sposta in piazza Matteotti
Cultura e Spettacoli 15 Marzo 2019

Marta e i ricordi del papà, spettacolo per bambini domani al Magazzino Verde di Medicina

Sono sempre  avvincenti gli appuntamenti al Magazzino Verde di Medicina, lo spazio nel cuore del parco delle Mondine dedicato al teatro per bambine, bambini, famiglie e scuole. Domani, domenica 17 alle 16.30, va in scena Ricordi?, spettacolo di Teatro dell’Argine consigliato dai 6 ai 10 anni. «Caro papà, ti scrivo perché mi dicevi sempre che lo scritto rimane. Caro papà, voglio fare un gioco: voglio vedere il mondo come lo vedi tu, voglio fare le stesse cose che fai tu adesso, voglio viaggiare con la mente come viaggi tu. Voglio starti vicino. E voglio anche accompagnarti in viaggi che una volta abbiamo fatto insieme… ricordi? Insieme possiamo farlo. Firmato… tua figlia»: Ricordi? racconta la storia di Marta e del suo papà, dei piccoli gesti affettuosi e della cura che Marta gli riserva, dei piccoli gesti affettuosi e della cura che il papà le riservava quando lei era piccola. Dei ricordi di una vita. Dei legami che i ricordi sono capaci di creare e dei legami ancora più forti che si creano quando i ricordi, lentamente, svaniscono.

«Perché il papà di Marta ha un problema: fatica a ricordare le cose – si legge nel comunicato stampa -. Quelle più lontane nel tempo, ma anche quelle più vicine. Marta compie vere e proprie acrobazie per aiutare il suo papà a ricordare; perché anche da lì, dalla possibilità di fissare per sempre nella memoria momenti importanti della vita, passa la forza dei sentimenti. Ecco allora come il circo si carica di senso: la fatica degli acrobati parla del contatto fisico e mentale e la giocoleria racconta la confusione del malato. Uno spettacolo su un tema difficile, doloroso, potenzialmente a rischio di retorica, come quello della perdita progressiva di memoria, attraverso il linguaggio del teatro-circo; un linguaggio che è in grado di rendere evidente la fatica della relazione, ma che insieme può donare leggerezza a un argomento apparentemente ostico e spiacevole». (r.c.)

Biglietto: intero 6 euro, ridotto 5 euro (under 14, soci Coop Reno). È possibile acquistare i biglietti online su www.medicinateatro.it. In caso di esaurimento dei posti disponibili online, un’ultima quota dei biglietti sarà disponibile per l’acquisto solo a teatro, immediatamente prima dello spettacolo.

Nella foto un momento dello spettacolo «Ricordi?»

Marta e i ricordi del papà, spettacolo per bambini domani al Magazzino Verde di Medicina
Cultura e Spettacoli 13 Marzo 2019

Ritratto di una generazione, a teatro si discute sul «nome del figlio»

Al cinema, ne Il nome del figlio diretto da Francesca Archibugi, a scegliere un nome storicamente «pesante» per il figlio in arrivo, è Alessandro Gassman. Ma anche Patrick Bruel, nel film francese Cena tra amici uscito qualche anno prima. Entrambi sono adattamenti cinematografici di Le prénom, pièce teatrale scritta da Alexandre de La Patellière e Matthieu Delaporte che poi diressero anche il film francese. E che ora è anche sui palcoscenici italiani in una produzione del Teatro Stabile di Verona, che arriva al teatro Stignani di Imola dal 13 al 17 marzo.

Diretto da Antonio Zavatteri e con la versione italiana firmata da Fausto Paravidino, Le prénom ha per protagonisti Alessia Giuliani, Alberto Giusta, Davide Lorino, Aldo Ottobrino e Gisella Szaniszlò. La storia è ambientata durante una serata conviviale a casa di due professori dichiaratamente di sinistra, che ospitano tre amici quarantenni come loro: il fratello della padrona di casa, che fa l’agente immobiliare, la sua compagna in ritardo a causa di un impegno di lavoro con dei giapponesi, e un amico single trombonista in un’orchestra sinfonica. Il fratello comunica alla compagnia che diventerà padre e, dopo le felicitazioni di rito, scatta la classica domanda sul nome. La risposta genererà sconcerto, perché il nome «evoca imbarazzanti memorie storiche. Il dubbio è che si tratti di uno scherzo – si legge nel comunicato stampa -, ma la discussione degenera ben presto investendo valori e scelte personali. Tra offese reciproche che non mancano di ferire tutti (nessuno escluso), nasce così il ritratto di una generazione allo sbando, dove tutti hanno qualche segreto da nascondere o da rinfacciarsi».

Nella foto (di Bepi Caroli) un momento dello spettacolo

Ritratto di una generazione, a teatro si discute sul «nome del figlio»
Cultura e Spettacoli 11 Marzo 2019

Mario Brunello ed Enrico Pace in concerto domani per l'Accademia

Riprende con due grandi artisti la stagione «Talenti e Grandi Interpreti» curata dall’Accademia pianistica di Imola: martedì 12 marzo alle ore 20.30, nella Sala Mariele Ventre di palazzo Monsignani a Imola, il violoncellista Mario Brunello si esibirà con il pianista Enrico Pace eseguendo la Sonata in mi minore op.38 di Johannes Brahms e la Sonata in fa maggiore op. 6 di Richard Strauss.

Mario Brunello nel 1986 è stato il primo artista italiano a vincere il Concorso Tchaikovsky di Mosca, vittoria che lo ha proiettato sulla scena internazionale: invitato dalle più prestigiose orchestre, dal 1994 si presenta anche nella doppia veste di direttore e solista. Attraverso un lavoro di ricerca si avvicina al pubblico con un’idea diversa e multiforme del far musica suonando il suo prezioso violoncello Maggini dei primi del Seicento appartenuto a Franco Rossi. Enrico Pace ha studiato con il maestro Franco Scala all’Accademia di Imola dove ora è docente. Nel 1989 ha vinto il Primo Premio al Concorso internazionale «Franz Liszt» di Utrecht e da allora si esibisce regolarmente sia come solista collaborando con numerose orchestre sinfoniche, che in formazione cameristica con violinisti del calibro di Frank Peter Zimmermann e Leonidas Kavakos.

Per accedere ai concerti (tutti gratuiti) è necessario registrarsi e prenotarsi, ritirando la tessera. Per maggiori informazioni: 0542/30802.

Nella foto il violoncellista Mario Brunello che si esibirà il 12 marzo con Enrico Pace

Mario Brunello ed Enrico Pace in concerto domani per l'Accademia
Cultura e Spettacoli 10 Marzo 2019

Carnevale 2019, le maschere più belle a Imola e Castel San Pietro. IL VIDEO

Il Carnevale 2019 si è chiuso con la premiazione delle più belle maschere a Imola e Castel San Pietro.

In riva al Santerno, dono stati 69 i bambini e le bambine, da 1 anno fino agli 11 anni, che hanno partecipato al concorso organizzato dal Comune. A vincere come «Maschera più creativa» sono stati Gregorio Gabusi, Michele Bottau e Petar Baric, tre compagni di classe di 10 anni, con «L’aereo senza meta». Al secondo posto si è classificata Simona Boi, di 9 anni, vestita da «Madame Jornel»,  mentre al terzo Federico e Chiara Fuzzi, di 7 e 3 anni, con il costume «La foresta incantata». Ai primi tre classificati sono andati rispettivamente 150 euro, 100 euro e 50 euro tutti in buoni acquisto alla Coop Alleanza 3.0, torte e dolci offerte da Opera Dulcis e una targa in ceramica offerta dalla Coop Ceramica di Imola. La giuria ha poi assegnato 5 premi speciali, a Paolo Righini, di 7 anni, per «Mio nonno in carriola»; a Kiss Adi Adorzan, 6 anni, per «Transformer poliziotto»; a Filippo Guerrini, di 1 anno, vestito da «poliziotto con i baffi»; a Laura Venturi, di 4 anni, per il «Gufo rosso» e, infine, a Mattia Zappi, di 8 anni, vestita da «scienziato pazzo».

Sul Sillaro, invece, tanta allegria per la festa del «Carnevale nel mondo di Joe». La giuria itinerante del concorso ha assegnato il primo premio per la maschera singola al Poliziotto Trasformer di Adorian, seconda la Coccinella Dafne e terzo il Pipistrello Nicolò. Miglior maschera baby è stata «Principe e Dama» di Ginevra e Riccardo, seguiti dal Pilota Jacopo e dall’Aeroplano Martino. Miglior gruppo è stato proclamato «06 Cartoni Ri-animati» della scuola materna Rodari, secondo «Le fiabe» proposto dalla Cartoleria Il Punto, e terzo «La carica dei 101» interpretata da Filippo e famiglia. (d.b.)

Nella foto (dal Comune di Castel San Pietro): un momento del Carnevale

Carnevale 2019, le maschere più belle a Imola e Castel San Pietro. IL VIDEO

Cerca

Seguici su Facebook

ABBONATI AL SABATO SERA

Font Resize
Contrast