Articoli dell'autore: SabatoSera Redazione

Sport 21 aprile 2018

Calcio serie D, ingresso gratuito per vedere l'Imolese. Il presidente Spagnoli parla dei play-off e del possibile ripescaggio

L”Imolese perde per l”ennesima volta a Piancastagnaio (2-1 con rete del momentaneo vantaggio rossoblù di Borrelli) e consegna al Rimini, vittorioso 3-2 in casa contro il Romagna Centro con il gol decisivo firmato dall”ex Ambrosini, la vittoria del campionato con tre giornate di anticipo. Per la formazione allenata da Massimo Gadda ora c’è un secondo posto da difendere e, soprattutto, i play-off da vincere, alla luce delle intenzioni della società di puntare al ripescaggio. Andando per ordine, i punti di vantaggio sul Fiorenzuola, terzo in classifica, sono ora 6; con tre giornate ancora da giocare ne bastano dunque 4 per conquistare matematicamente la seconda posizione. L’imperativo è farne già 3 domani col Sasso Marconi; stadio Romeo Galli, inizio ore 15 (ingresso gratuito).

Per quel che riguarda l’idea della società di chiedere il ripescaggio per giocare la prossima stagione in serie C, c’è da registrare un’importante accelerazione sulla messa a norma del Romeo Galli per il calcio professionistico. La settimana scorsa l’Imolese ha ottenuto il via libera per presentare un progetto relativo all’adeguamento dell’illuminazione ai canoni richiesti in serie C. La documentazione dovrà passare obbligatoriamente dalla Sopritendenza di Bologna e da lì ottenere tutti i permessi per dare il via ai lavori. E’ evidente che questa mossa prelude a passi importanti nelle direzione del ripescaggio. «Ma prima dobbiamo vincere i play-off – ha precisato il presidente Lorenzo Spagnoli -. E prima ancora c’è da difendere questo secondo posto. Quella di domani contro il Sasso Marconi è una partita da vincere».

Ritornando all’ipotesi ripescaggio, potrebbero esistere maggiori possibilità rispetto all’anno scorso?

«Intanto bisognerà vedere quali saranno i parametri di ripescaggio. Al momento, non essendoci un presidente federale, è tutto in alto mare. L’importante per noi adesso è metterci nelle condizioni di essere pronti nel caso si aprano spiragli. Dobbiamo essere preparati a ragionare sui costi e su tutto il resto che ne consegue. Intanto partiamo col cercare di adeguare il Romeo Galli alla categoria superiore».

La strada quindi è ancora lunga e irta di difficoltà.

«Per prima cosa dobbiamo vincere i play-off. E’ un traguardo imprescindibile se si vuole proseguire col resto. Questo lo devono sapere tutti. E so che non è facile aggiudicarsi i play-off per due anni di seguito. Ma dobbiamo provarci con tutte le nostre forze».

L’idea di dare continuità al progetto di quest’anno è ancora in piedi?

«Certamente. Siamo convinti di avere un gruppo di ragazzi valido. Importante anche a livello umano. Quindi ci piacerebbe proseguire con questo progetto tecnico».

r.s.

L”articolo completo su «sabato sera» del 19 aprile.

Nella foto: la dirigenza dell”Imolese in tribuna al Romeo Galli, ovvero Fiorella Poggi, il presidente Lorenzo Spagnoli e il direttore sportivo Filippo Ghinassi

Calcio serie D, ingresso gratuito per vedere l'Imolese. Il presidente Spagnoli parla dei play-off e del possibile ripescaggio
Sport 21 aprile 2018

Basket A2, ultimo giorno di… scuola per l'Andrea Costa. Un rebus il futuro di coach Cavina

Proprio nel giorno in cui ha tagliato il traguardo dei 30 punti in classifica e subito dopo aver vinto la tredicesima sfida casalinga (battendo Montegranaro), l’Andrea Costa ha scoperto che ogni sogno residuo di play-off era svanito. La vittoria di Udine (prossima avversaria degli imolesi nel turno conclusivo) sul campo di Trieste, ha tolto significato alla sfida di domani sera («palaCarnera», ore 18) e così, a 40’ dal termine, la stagione dei biancorossi si chiude in anticipo e al decimo posto. Forse a Imola qualcuno ci è rimasto male, ma tra questi non c’è Demis Cavina, che invece è molto soddisfatto della stagione vissuta dalla sua squadra. «Provo grande soddisfazione – spiega il tecnico castellano – per questa annata che, con pizzico di fortuna in più, potevamo chiudere al play-off o almeno giocarcelo fino in fondo».

Come valuti la stagione?

«E’ una delle migliori della mia carriera, per il lavoro svolto, per il miglioramento dei giocatori e per la serenità con cui abbiamo centrato l’obiettivo».

Quanto c’è di tuo in questa annata?

«Non vi rispondo. Dallo scorso luglio ho messo tutto me stesso in questa avventura, senza spaventarmi per le responsabilità che mi hanno dato. Ogni elogio lo condivido con le persone che hanno sposato questo progetto».

Come è stato questo ritorno a casa?

«E’ andato ben oltre le più rosee aspettative, anche se portarsi a casa il lavoro non è stato facile. Talvolta mi sono arrabbiato con l’ambiente, ma solo quando mi hanno toccato i giocatori, o mosso critiche ingiuste. Sono contento di avere sbroccato dopo la sconfitta di Verona, che poi è diventata una tappa importante della nostra stagione».

Cosa vi siete detti te e Domenicali nelle ultime settimane?

«Il nostro rapporto è continuo e non servono tante riunioni per pianificare il futuro. Dopo Udine ci prenderemo una bella pausa, in cui Domenicali lavorerà sugli obiettivi e i conti del club e poi ci ritroveremo per parlare di fatti concreti».

Quale sarà la nuova… Fabriano, dove andasti nel 2006 dopo il primo addio all’Andrea Costa?

«Chi mi conosce sa che sono imprevedibile e testardo e così come fu sorprendente la scelta di tornare a Imola la passata estate, potrebbe esserlo anche quella di restare quando tanti mi danno per partente».

Quando deciderai?

«Dopo un periodo di riflessione e dopo aver fatto un quadro globale (con la famiglia, la società e i dirigenti) della situazione».

Esagera chi dice che dalla tua scelta dipenderà il futuro dell’Andrea Costa?

«Esagera molto, perché questa società esiste da 50 anni (e da più di 20 è in serie A), a prescindere dagli allenatori e dai giocatori che sono passati».

p.p.

L”articolo completo su «sabato sera» del 19 aprile.

Nella foto: coach Cavina

Basket A2, ultimo giorno di… scuola per l'Andrea Costa. Un rebus il futuro di coach Cavina
Sport 21 aprile 2018

Basket C Gold, domani scattano i play-off. La vigilia di Ozzano, Imola e Castel Guelfo

Come da previsioni, l’ultimo turno di regular season non ha regalato particolari emozioni. Da domani scattano i play-off con i Flying Ozzano che giocheranno in casa alle 18. Stesso orario ma trasferta per Castel Guelfo, mentre la Vsv Imola sarà impegnata al Ruggi (palla a due alle 19). Gli accoppiamenti sono già noti da una settimana (leggi la news), ma vediamo come stanno le squadre di casa nostra alla vigilia di gara-1 nella parole dei loro coach.

Come giudicate i vostri prossimi avversari?

Grandi (Flying Ozzano): «Tra le squadre che potevamo incrociare Pontevecchio è quella che, nonostante le due vittorie su due in campionato, ci ha messo più in difficoltà. Stanno attraversando un grande stato di forma e sono in fiducia dopo le due vittorie consecutive contro Salus e Fiorenzuola. Hanno disputato una stagione regolare fantastica e ora a mente sgombra possono essere molto pericolosi».

Tassinari (Vsv Imola): «Pur vincendo sempre contro Montecchio, abbiamo faticato molto in stagione regolare (in casa servì un supplementare, nda). Sono una squadra che fa del corri e tira da 3 punti il proprio marchio di fabbrica ed è composta da giocatori che sono insieme da molto tempo. Noi, però, dovremo puntare a fare al meglio il nostro lavoro senza guardare agli altri». 

Serio (Castel Guelfo): «La Salus è una squadra molto fisica, ma siamo fiduciosi possa essere una serie molto equilibrata visto che contro di loro in campionato abbiamo perso solo per episodi e mancanza di lucidità».

In che condizioni arrivate a questo appuntamento?

Grandi (Flying Ozzano): «Siamo in buona forma. Magagnoli ha recuperato a pieno e conto di fare lo stesso anche con Masrè. Dipenderà comunque molto da noi stessi perché dovremo rimanere sempre concentrati solo sul gioco e non lasciarci prendere da situazioni futili».

Tassinari (Vsv Imola): «Carichi e pronti. Dovremo lavorare più sulla tattica che sull”aspetto fisica, ma spero di recuperare Ranocchi almeno per gara-2».

Serio (Castel Guelfo): «Motivati perchè è il giusto premio per noi e per il nostro lavoro. Nessuno ce l’ha regalato e peccato solo aver rischiato di perdere tutto all’ultima giornata. Vogliamo essere l’outsider e provare a superare il primo turno perché abbiamo le possibilità per farlo». 

d.b.

L”articolo completo su «sabato sera» del 19 aprile.

Nella foto: coach Tassinari della Vsv Imola insieme a Daniele Casadei

Basket C Gold, domani scattano i play-off. La vigilia di Ozzano, Imola e Castel Guelfo
Cultura e Spettacoli 21 aprile 2018

Il film sul cardinale Giacomo Lercaro prodotto dall'imolese Lab Film in onda su Tv2000

«Nessuno nel mondo è chiamato a essere spettatore. Allo stadio sì, in teatro sì, ma nella vita no. Nessuno può essere soltanto spettatore». Questa frase del cardinale Giacomo Lercaro è in evidenza nella locandina del film “Secondo lo Spirito”, che racconta la storia dell”uomo di chiesa che metteva al centro il servizio e la povertà. Diretto da Lorenzo K. Stanzani e prodotto dall”imolese Mauro Bartoli per Lab Film, dopo la proiezione ieri in Vaticano sarà visibile domani su Tv2000 (canale 28) alle ore 21.

Secondo lo Spirito è un documentario di 74 minuti sulla vita di Lercaro, vescovo di Bologna dal 1952 al 1968 che, sull’altare della cattedrale, fece scrivere «Se condividiamo il pane celeste, come non condivideremo il pane terreno?». Infatti il cardinale sostenne sempre l”importanza della povertà della Chiesa: lo fece anche al Concilio Vaticano II, di cui fu uno dei quattro moderatori. Guidò la riforma liturgica, promosse la collegialità fra Papa e vescovi, un mondo del lavoro solidale ed equo, e un nuovo confidente rapporto fra Chiesa e mondo in una continua ricerca della pace e del bene comune. «La Chiesa non può essere neutrale di fronte al male, da qualunque parte esso venga: la sua via non è la neutralità, ma la profezia»: è una frase contro la guerra che Giacomo Lercaro pronunciò il 1° gennaio 1968, in piena guerra del Vietnam, e che Papa Francesco ha citato nel corso della sua recente visita a Bologna.

Definito da alcuni giornalisti dell”epoca «cardinal senza paura», Lercaro impegnò la sua vita sui principi di condivisione, povertà, pace e riforma: il film Secondo lo Spirito è «un documentario su Giacomo Lercaro e sulle sue “P”, come ha avuto modo di ricordare l’attuale Papa in visita a Bologna – si legge nel sito di presentazione lercaroilfilm.it -: P di Parola, in quanto fu capofila della riforma liturgica; P di Pane, quello celeste da condividere sull’altare, e quello terreno che egli ha sempre condiviso con i bisognosi fino a ospitarne centinaia nella sua arcidiocesi e con cui ha convissuto tutta la vita; P di Povertà perché com’egli disse al Concilio “la Chiesa è soprattutto dei poveri e dev’essere povera, anche di potere”; e la P di Pace, ch’egli imparò a perseguire come bene supremo nel dialogo con tutti, persino con i comunisti, che pure aveva duramente avversato fino a qualche anno prima». (r.c.)

Nelle foto il cardinale Lercaro sulla locandina del film, Lorenzo K. Stanzani e Mauro Bartoli

Il film sul cardinale Giacomo Lercaro prodotto dall'imolese Lab Film in onda su Tv2000
Cultura e Spettacoli 21 aprile 2018

Idee per una domenica nel verde, tra il canto degli uccelli e una passeggiata col cane

Finalmente è arrivato il caldo. Un paio di idee per trascorrere una domenica nel verde senza allontanarsi troppo dalla città.

La prima riguarda Imola. Domani, dalle ore 10 alle 12.30, c’è un appuntamento nel Bosco della Frattona, con ritrovo in via Suore. Il titolo è: «Il canto degli uccelli». Sarà una escursione in mezzo alla natura, alla scoperta delle numerose specie di uccelli del bosco e dei loro particolari canti, guidati da un esperto ornitologo della Lipu (Lega italiana protezione uccelli). L’evento è gratuito e sarà dedicato ad un numero massimo di 25 partecipanti. Per informazioni e prenotazioni rivolgersi al centro visita, in via Pirandello 12, tel. 0542/602183.

La seconda proposta riguarda Ozzano Emilia. Qui l”appuntamento è nel Parco dei Gessi bolognesi, a cura delle associazioni Selenite e DiciottoeTrenta: si andrà «Tra i calanchi a 6 zampe». I partecipanti infatti potranno portare il proprio cane e saranno accompagnati ad osservare il paesaggio e le piante insieme a Daniela, educatrice cinofila. Il ritrovo è alle ore 9.30 davanti al centro visita di Villa Torre, in via Tolara di Sopra, 99. La durata è di circa 3 ore e il costo di 10 euro. Per informazioni e prenotazione obbligatoria: tel. 349-3037569, 347-1760097.

Nelle foto escursione nel parco dell”Abbadessa (fonte sito del Parco su parks.it) e un picchio rosso nel bosco della Frattona (fonte sito del bosco su parks.it)

Idee per una domenica nel verde, tra il canto degli uccelli e una passeggiata col cane
Cronaca 21 aprile 2018

Neurochirugia su una donna incinta nel medioevo, la scoperta su uno scheletro trovato sotto la via Emilia a Imola

Spesso si viene a conoscenza delle scoperte archeologiche nel momento dello scavo. Si fanno le prime ipotesi, poi dei reperti per lungo tempo non si sa più nulla. Molti scheletri rinvenuti nel nostro territorio e ritenuti particolarmente interessanti, ad esempio, vengono inviati al laboratorio di archeo-antropologia e antropologia forense dell’Università di Ferrara. E’ successo anche per i resti di una donna e del bimbo che aveva in grembo, rinvenuti nel 2010 in via Emilia a Imola durante la posa dei tubi del teleriscaldamento, nel tratto che da piazza Ferri arriva fino a via Fratelli Bandiera. In particolare, nei pressi della chiesa di San Giacomo, furono ritrovate delle tombe a cassa laterizia con copertura alla cappuccina, ossia con tegole spioventi. Una scoperta risalente all’epoca longobarda (VII-VIII secolo dopo Cristo).

Nell’estate del 2017, e per i successivi sei mesi, il suo scheletro è stato studiato e nel febbraio di quest’anno i risultati dell’indagine sono stati messi nero su bianco in un articolo all’interno della rivista World Neurosurgery della Federazione mondiale di neurochirurgia. Gli autori sono le antropologhe Alba Pasini e Vanessa Samantha Manzon, la viceditettrice del Dipartimento di Sicenze biomediche e chirurgo specialistiche dell’Università di Ferrara, Emanuela Gualdi, e l’archeologo Xabier Gonzales Muro, che si è occupato dello scavo.«Dalle analisi è emerso che le ossa sono di una donna di età compresa tra i 25 e i 35 anni e alta circa un metro e 60 – spiega l’antropologa Alba Pasini -. Le ossa più piccole, invece, sono di un feto arrivato alla trentottesima settimana di gestazione, quindi quasi al termine della gravidanza».

Perché questa scoperta è considerata così importante?
«Quella tomba – risponde la Pasini – mostra due eventi piuttosto rari nella letteratura archeo-antropologica relativa all’epoca altomedioevale, ossia la trapanazione del cranio e l’espulsione del feto (ovviamente già morto, ndr) in seguito al decesso della madre. Per quanto riguarda il primo, in tutta Europa sono stati scoperti altri 4 o 5 casi, mentre per il “parto in bara” si contano una decina di casi in tutto il mondo e questo è il primo in Italia. Queste due evidenze ci hanno portato a riflettere sulla loro correlazione».

A cosa serviva la trapanazione?
«Si tratta di una pratica che avveniva già nell’Età del bronzo, durante la preistoria, ed è proseguita fino al Novecento. Era un metodo usato in caso di sintomi quali ipertensione a livello del cranio, febbre alta e convulsioni. Tutti e tre, tra l’altro, si possono manifestare in caso di eclampsia, la sindrome ipertensiva più comune in gravidanza. Sono sintomi che a livello osseo non si vedono, la nostra è solo un’ipotesi, tuttavia il fatto che lei fosse incinta ci fa credere che la trapanazione possa essere avvenuta per questo motivo, visto che serviva per alleggerire la pressione sanguigna. Il fatto che questa operazione neurochirurgica sia stata effettuata in questo particolare periodo storico così “buio” per la scienza, ossia l’alto medioevo, è la dimostrazione che certe tecniche venivano applicate ugualmente, anche nei piccoli centri».

La trapanazione potrebbe aver provocato la morte della donna?
«L’analisi ossea ci ha confermato che è morta 5-7 giorni dopo questa pratica perché abbiamo riscontrato dei segni che testimoniano l’inizio di un processo di guarigione nell’osso. La trapanazione potrebbe aver provocato un’infenzione, così come la donna potrebbe essere morta per l’aggravarsi dell’eclampsia, oppure per un problema insorto durante il travaglio. Dall’analisi ossea non possiamo saperlo con certezza».

La seconda particolarità di questo ritrovamento è appunto il feto, espulso dal corpo della donna dopo che lei era morta, già nella tomba.
«Il feto era a testa in giù, con le gambe ancora all’interno del bacino della madre, mentre testa e scapole erano già all’esterno. E’ raro vederlo perché le ossa di un neonato sono molto fragili, ma si tratta di un processo del tutto naturale durante la decomposizione del corpo. In particolare, nella fase cosiddetta enfisematosa, vengono prodotti dei gas da cui dipendono alcuni fenomeni quali lo svuotamento della vescica, la fuoriuscita delle feci e, come in questo caso, lo svuotamento dell’utero».

Ora cosa succederà ai due scheletri? Verranno esposti, magari a Imola?
«Per il momento sono ancora nel nostro laboratorio a Ferrara. Il nostro lavoro è ultimato, ma spetterà alla Soprintendenza decidere cosa farne». (gi.gi.)

L”articolo completo sul “sabato sera” del 19 aprile 2018.

L’antropologa Alba Pasini

Neurochirugia su una donna incinta nel medioevo, la scoperta su uno scheletro trovato sotto la via Emilia a Imola
Cultura e Spettacoli 21 aprile 2018

Naturalmente, orti e giardini, eventi e visite guidate al verde della città

L”edizione 2018 di Naturalmente Imola, manifestazioni dedicata al verde e all”aria aperta, ad «Orti e giardini tra le mura» e non solo, comincia domani, domenica 22 aprile, con un”escursione in mezzo alla natura. Dalle 10 si terrà un”escursione alla scoperta delle numerose specie di uccelli del bosco della Frattona e dei loro particolari canti, guidati da un esperto ornitologo della Lipu (ritrovo in via Suore, informazioni e prenotazioni al Ceas allo 0542 602183).

La manifestazione è organizzata dal Comune in collaborazione con associazioni ed enti del territorio tra cui l’associazione «Nel Giardino, nella Natura» e sostenuta fin dalla prima edizione dal contributo della  Cooperativa Clai di Imola e della Fondazione Cassa di Risparmio di Imola.

Fino all”8 giugno ci sarà modo di dedicarsi alla scoperta di angoli più o meno nascosti della città, di godere di degustazioni di prodotti eno-gastronomici del territorio e di prendere parte a momenti di spettacolo che amplificano le bellezze dei luoghi in cui si tengono.

Al centro di tutto, come da sottotitolo della rassegna, i giardini, quelli di particolare interesse naturale, artistico, paesaggistico e storico inseriti nel Circuito Grandi Giardini Italiani, e quelli più piccoli, privati, curati tanto da creare vere e proprie «chicche» di natura. Tra i primi, si segnalano il Giardino ornamentale di Palazzo Varignana (con visita guidata il 28 aprile), quello della Villa Montericco Pasolini Dall’Onda (visita guidata il 5 maggio), quello di del parco della Villa Monteverde (12 maggio), di Villa la Babina a Sasso Morelli (26 maggio) e di palazzo Palazzo Fantini a Tredozio (2 giugno). Le visite, che iniziano alle 15.30, sono arricchite dai momenti musicali con la Nuova scuola di musica Vassura Baroncini e da degustazioni di vini, salumi Clai e prodotti del territorio (per partecipare occorre prenotare allo 0542/55711).

L”associazione «Nel Giardino, nella Natura» propone le visite ai giardini privati dei suoi associati, a Imola e dintorni (ogni domenica dal 6 maggio al 3 giugno inclusi, con inizio alle ore 10, posti limitati e prenotazioni allo 0542/55711).

Naturalmente Imola rappresenta anche un’occasione per ammirare il palazzo Vescovile nel grandioso rifacimento affidato nel 1766 dal cardinale Giovanni Carlo Bandi a Cosimo Morelli, le preziose collezioni del Museo diocesano, e l’antico orto-giardino con piante ornamentali e orticole (sabato 19 maggio alle ore 15.30, ingresso a offerta libera a favore della Caritas, prenotazioni allo 0542/55711).

Tra i tanti eventi in programma, si può segnalare «Giardini Segreti», un percorso tematico nel cuore della città, una visita guidata itinerante alla scoperta delle corti e dei giardini nascosti dei palazzi storici imolesi (domenica 6 maggio alle ore 10 e alle 16 con partenza da palazzo Tozzoni).Non mancheranno, poi, gli appuntamenti nella corte maggiore di palazzo Tozzoni, il cui verde è oggetto di studio e riqualificazione da parte di «Nel Giardino, nella Natura» che, nel fine settimana del 19 e 20 maggio, allestisce una mostra dal titolo «Giardini in vaso» con allestimenti temporanei di piante di diverse tipologie arricchita da contenitori decorativi per vasi e complementi d’arredo per giardini creati dall’artista bolognese Silvia Zagni.

Continua anche la partnership con il mondo della scuola e in particolare con il corso di laurea in Verde ornamentale e tutela del paesaggio dell’Università di Bologna che ha sede a Imola, che l”11 maggio ospita alle 9.30 la Giornata del tappeto erboso sportivo e alle 17.30 la conferenza dal titolo «La dea Flora: forza rigeneratrice della natura, simbolo di bellezza e femminilità», e l’Istituto tecnico agrario Scarabelli-Ghini, che il 5 maggio celebra la Festa degli alberi. Oltre all”apertura, in programma ci saranno poi molte attività del Ceas imolese e con visite guidate al bosco della Frattona.

Il programma completo è consultabile su www.comune.imola.bo.it e www.visitareimola.it.

Lo troverete anche nelle rubriche degli appuntamenti di “sabato sera”, www.sabatosera.it e sull”applicazione AppU Imola.

Naturalmente, orti e giardini, eventi e visite guidate al verde della città
Cronaca 20 aprile 2018

Inseguimento nella notte sulla Montanara. Due ladri tentano di sfondare un posto di blocco. Arrestati

Inseguimento da film sulla Montanara. Due ladri alla fine carambolano sul posto di blocco della polizia e vengono arrestati. Nottata movimentata tra Castel del Rio e Borgo Tossignano. Intorno alle 2.45 due uomini si sono introdotti in un’azienda di Castel del Rio, hanno rotto i vetri di alcune vetture presenti nel cortile per cercare di rubare qualcosa ma facendo più danni che altro. Nel frattempo il titolare, che abita poco lontano, ha sentito dei rumori, è uscito di casa e si è recato dove sono parcheggiati i mezzi. A quel punto i due ladri sono saliti su un furgone e si sono dati alla fuga lungo la Montanara con direzione Fontanelice.

I carabinieri, allertati, hanno iniziato ad inseguirli chiamando in aiuto anche i colleghi della polizia che ha organizzato un posto di blocco con due auto a Borgo all’intersezione tra la Montanara e la via Codrignano. I due sono arrivati a tutta velocità cercando di sfondare il posto di blocco ma il furgone si è rovesciato. A quel punto gli agenti, rimasti per fortuna illesi, li hanno bloccati e arrestati.

Anche i due ladri non hanno riportato ferite. Ora dovranno rispondere di furto aggravato e violenza. Si tratta di due marocchini residenti a Imola già ben noti alle forze dell’ordine e pure alla giustizia per reati analoghi.

Il magistrato ha convalidato l”arresto e stabilito la custodia cautelare in carcere a Bologna fino al processo fissato per il 3 maggio. (l.a.)

Foto d”archivio

Inseguimento nella notte sulla Montanara. Due ladri tentano di sfondare un posto di blocco. Arrestati
Cultura e Spettacoli 20 aprile 2018

Off-lying, tra materia e digitale la mostra di Gianluca Gimini e del collettivo Trash.Been

Sono Gianluca Gimini e il collettivo Trash.Been i protagonisti della prossima mostra alla galleria Tales of Art di Imola, in via Emilia 221: domani alle 17 inaugura Off-lying (nella remota eventualità che ci togliessero internet). «Off-lying per definizione significa situato lontano dalla costa, in posizione remota – spiegano le note all’evento -. Remote, rispetto agli epicentri mondiali dell’arte contemporanea, sono le città di origine di tutti i partecipanti a questa mostra: tanto l’imolese Gianluca Gimini quanto i cinque membri del collettivo Trash. Been, originari del vicentino e del rodigino. Ma la ragione della scelta di questo titolo sta anche e soprattutto nell’assonanza con un’altra, ben più nota, espressione inglese: “off-line”. La mostra nasce infatti da un’idea del gallerista Marco Chiarini che ha chiesto a Gimini e ai Trash.Been di realizzare materialmente una serie di lavori nello stile abitualmente usato per i loro progetti di natura digitale».

Gianluca Gimini è un designer con diverse esperienze espositive: «il messaggio post-consumistico – si legge – è stato da lui assimilato orientando tutta quella parte del suo lavoro dedicata a progetti di ricerca, verso idee e sperimentazioni certamente molto più attinenti alla sfera del design che a quella dell’arte o della grafica, ma che non hanno mai avuto come fine ultimo quello di una realizzazione in serie e spesso nemmeno quello di una realizzazione materiale come prototipi. Con la partecipazione a Off-lying Gimini ritorna a cimentarsi con la realtà materiale (quella priva di “ctrl-z”) senza le consuete interfacce, solitamente quella del mouse in fase di progettazione e quella di un’azienda realizzatrice nell’eventuale produzione, che separano le sue idee dal prodotto finito».

Il collettivo Trash.Been, fondato nel 2016, è composto da Luca Filippi, Marco Franceschini, Alessio Gianella, Marcello Raffo e Nicolò Tromben, che sono stati studenti di Gimini a Ferrara, al corso di laurea in design industriale. «Con la partecipazione ad Off-lying i Trash.Been escono dal contesto di Instagram e per la prima volta non si limitano all’esposizione di elaborazioni grafiche stampate in digitale, ma si cimentano con la realizzazione materiale di alcuni progetti cross-mediali, forti delle abilità personali, estremamente diversificate all’interno del gruppo che comprende tra gli altri anche due writer e un illustratore».

La mostra rimarrà aperta fino al 3 giugno, e sarà visitabile dal martedì alla domenica dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18.

Informazioni: info@talesofart.it

r.c.

Approfondimenti su «sabato sera» del 19 aprile.

Nella foto: il designer Gianluca Gimini

Off-lying, tra materia e digitale la mostra di Gianluca Gimini e del collettivo Trash.Been
Cultura e Spettacoli 20 aprile 2018

Anche quest'anno Castel San Pietro è una città Very Slow e… Very Wine

In tutto il mondo, Nuova Zelanda e Corea del Sud comprese tanto per dire, sono 241. Di queste, 84 sono in Italia, secondo i dati risalenti al novembre 2017. Sono le Città Slow, ovvero paesi che mettono al centro l’uomo e il proprio tempo, la salute, la genuinità dei prodotti e della buona cucina, le tradizioni artigiane, l’arte, i paesaggi, il rispetto delle tradizioni, dei riti religiosi e del quieto vivere. Tra di loro, si trova Castel San Pietro, che aderisce così ad un gruppo nato nel 1999 dall’intuizione di Paolo Saturnini, allora sindaco di Greve in Chianti, e accolta da Carlin Petrini, presidente di Slow Food, con l’obiettivo di allargare la filosofia di Slow Food alle comunità locali e al governo delle città, applicando i concetti dell’enogastronomia alla pratica del vivere quotidiano.

Per il tredicesimo anno, Castello festeggia così il suo obiettivo di vita con Very Slow Italy, la Fiera delle Città Slow che si terrà il 21 e 22 aprile, che per il quarto anno ospita anche Very Wine, manifestazione che vede al centro le cantine locali e i sapori della tradizione. «Prodotti ed imprese del territorio sono al centro di questa rassegna – commenta Tomas Cenni, assessore al Turismo -, che propone un programma molto ricco curato insieme al territorio: per Very Slow, infatti, tutto l’associazionismo del territorio a cominciare dalla Pro Loco si mette a disposizione, propone e si presenta».

Domani e domenica 22 aprile, con alcune anteprime nei giorni precedenti, Castello si animerà con le eccellenze enogastronomiche e artigianali delle Città slow e dei Consorzi dei prodotti tipici, con il Borgo dei Sapori con le specialità alimentari italiane, con i prodotti del territorio, con le cantine vinicole castellane, con degustazioni e con momenti di intrattenimento e spettacolo. «Quest’anno le degustazioni tenute dall’Accademia Internazionale Enogastronomi Sommeliers saranno in piazza XX Settembre e non in piazza Acquaderni – continua Cenni -, e avremo una novità per promuovere non solo il vino ma tutti i nostri prodotti come i salumi. Il modenese Daniele Reponi, de La prova del cuoco, metterà in valore il vino abbinandolo a prodotti del territorio nei suoi panini. In tutti i ristoranti, poi, gli avventori avranno un calice di benvenuto offerto dalle cantine».

Tra i tanti eventi si possono segnalare, in piazza XX Settembre, domani alle 10.30 l’inaugurazione ufficiale di Very Slow Italy, dalle 16.30 alle 23 La piazza del gusto con le cantine locali, le degustazioni dell’Aies in collaborazione con l’istituto Scappi e la Clai, i panini di Reponi, un punto informativo e degustativo dei mieli tipici italiani dalle 16 alle 20. Inoltre, in tutta la giornata di sabato, Il borgo dei sapori in centro ospiterà le specialità alimentari italiane e ci saranno gli stand delle Città slow. Per Very Wine, domenica dalle 15 alle 19.30 è previsto il tour delle cantine con visite gratuite alla scoperta della coltivazione della vite e della produzione di vino: navette gratuite partiranno ogni mezz’ora da piazza XX Settembre (informazioni allo 051/6954135).

Ci sarà poi spazio per l’arte, i laboratori, l’artigianato. «Le Terme propongono il laboratorio per ragazzi e bambini di Gianni Buonfiglioli dedicato alla creta (sabato dalle 14 alle 17 nello stand delle Terme in centro, Nda), che valorizza un’importante risorsa del territorio, che ha fatto muovere l’industria in passato – spiega Raimonda Raggi, presidente della Pro Loco castellana -. Portiamo sul tavolo le tradizioni di Castel San Pietro, come l’acqua. Così in centro ci saranno degustazioni a base di pane, che racconta Castello alla fine dell’Ottocento inizio del Novecento coi mulini che facevano capo alle acque castellane: pane con diciassette cereali, pane bianco, pane dedicato ai grani antichi, pane dedicato ai semi… Poi la biscotteria con l’uva passita di inizio Novecento, perché vogliamo sempre mettere in risalto le radici del nostro essere castellani».

Informazioni: 051/6954112 o www.cspietro.it

ste.f.

L”articolo e il programma completo su «sabato sera» del 19 aprile.

Anche quest'anno Castel San Pietro è una città Very Slow e… Very Wine

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