Cultura e Spettacoli

Cultura e Spettacoli 20 luglio 2018

L'Estonian Sinfonietta porta in scena musica di film come Seven o Tempi Moderni

Una serata con il cinema e le sue musiche. L”Arena di Castel San Pietro ospita alle 21.30 l’Estonian Sinfonietta, l”orchestra composta da professionisti del Nord Europa che si sono esibiti nelle più note sale europee, il cui organico varia a seconda del repertorio e che ha come primi violini Maano Männi e Arvo Leibu. Nell”ambito dell”Emilia Romagna Festival, brani da Pachelbel a Chaplin saranno accompagnati da proiezioni di stralci di film sullo schermo: scorreranno così film di vario genere, da Seven di David Fincher a Tempi Moderni di Charlie Chaplin, con la musica in primo piano sia come parte della colonna sonora dei film che come evocatrice di ambienti.

Il programma delle musiche, eseguite dal vivo, è il seguente: Canone in re di Johann Pachelbel da Gente comune, Divertimento fa maggiore KV 138 di Wolfgang Amadeus Mozart da Atto di forza, Adagio per archi op. 11 di Samuel Barber da Il favoloso mondo di Amélie, Aria da Suite n. 3 BWV 1068 di Johann Sebastian Bach da Seven, Suite di Veljo Tormis da Spring, Romance op. 97 di Dmitri Shostakovich da Gadfly, Suite di Bernard Herrmann da Psycho, Libertango di Astor Piazzolla da Frantic, Circus di Sergei Dreznin dalla colonna sonora di Isaak Dunayevsky di Circus, Valse di Lepo Sumera da Spring Fly, Smile da Tempi Moderni di Charles Chaplin.

Ingresso libero (in caso di maltempo, al teatro Cassero).

Nella foto l’Estonian Sinfonietta

L'Estonian Sinfonietta porta in scena musica di film come Seven o Tempi Moderni
Cultura e Spettacoli 19 luglio 2018

Il dj Gary Caos si racconta in un libro tra le serate in spiaggia e le conoscenze sugli aerei

«La notte è più bella, si vive meglio, per chi fino alle cinque non conosce sbadiglio… ». Cantava così Jovanotti nel 1991 ricordando le notti come dj prima ancora che come il cantautore che sarebbe poi diventato. Allora, più di venticinque anni fa, l’imolese Gherardo Casini in arte Gary Caos muoveva i primi passi di quella che sarebbe poi diventata una lunga carriera prima solo come dj e poi, da dieci anni, anche come producer per la propria etichetta discografica Casa Rossa, che ha sede a Castel Guelfo. Un quarto di secolo che Casini oggi, a 44 anni, ha deciso di raccontare nel libro Il caos… Tra dj e producer, scritto con Francesca Sanzo per Giraldi Editore.

Una lunga carriera ancora attiva. Perché la voglia di raccontarla in un libro?

«In venticinque anni il mondo è cambiato tanto e mi sono accorto che avevo già molte cose da raccontare – spiega il dj –. Io ho iniziato a suonare in un mondo analogico, fatto di vinili e della ricerca dei dischi nei negozi di musica, delle corse per accaparrarsi le ultime uscite o le novità prima di tutti. Allora ci volevano impegno e tempo per la ricerca. Oggi, invece, il mondo intero è a portata di click e la musica digitale è più fruibile. Da un certo punto di vista è un libro che racconta la storia di una professione, quella del dj, per chi l’ha vissuta e vuole rispolverare ricordi ma anche per i giovani che sono nati nell’era digitale e rischiano di perdere qualità per colpa di questa facilità».

Qualche aneddoto?

«Nel libro ce ne sono tanti. Dalle prime serate in Corea per suonare, dove ho visto e vissuto una spettacolarità degli eventi in discoteca più alta al mondo, con un’energia del pubblico travolgente. Fino a Marsala, in Sicilia, dove ho suonato all’aperto, in spiaggia, di fronte a quindicimila persone: un’esperienza totalizzante, anche se a dire il vero ho sempre preferito i piccoli club bui per intenditori e non le discoteche dove si va per ballare uno sopra all’altro e rimorchiare. Un’altra cosa che mi è sempre piaciuta del mio lavoro, che ad oggi mi ha fatto viaggiare per tutti i continenti ad eccezione del Sud America, è la possibilità di conoscere gente sugli aerei e negli aeroporti, capire perché gli altri viaggiano ed ascoltare storie incredibili».

Parte dei ricavi del tuo libro saranno devoluti ad Aisla, l’associazione italiana sclerosi laterale amiotrofica. Perché?

«C’è un capitolo del libro dedicato a dj Fanny, Andrea, un ragazzo di appena trent’anni malato ed immobilizzato a letto, ma che non per questo non segue il suo sogno: scrivere musica e suonarla, chiaramente con l’ausilio di un commutatore. Tempo fa ho preso parte ad un progetto insieme a lui in favore della ricerca sulla sla. Per questo anche questa volta ho voluto continuare quanto iniziato insieme». (mi.mo.)

L”intervista completa a Gary Caos è su «sabato sera» in edicola giovedì 19 luglio

Nella foto Gary Caos

Il dj Gary Caos si racconta in un libro tra le serate in spiaggia e le conoscenze sugli aerei
Cultura e Spettacoli 19 luglio 2018

La cantante imolese Silvia De Santis al Pistoia blues festival: «Un'esperienza bellissima»

«È stata un”esperienza bellissima. Siamo saliti sul palco alle 20.45, quaranta minuti prima di James Blunt, suonando per mezz”ora. Abbiamo cominciato davanti a un migliaio di persone poi, un po” alla volta, se ne sono radunate tremila, il numero stimato dall”organizzazione degli spettatori di Blunt. Già quando, dopo che la Vrec ci ha proposti all”entourage di Blunt e a Live Nation Italia, è arrivata la conferma che eravamo stati presi, eravamo pazzi di gioia! Dopo l”esibizione, poi, non ne parliamo…». Giustamente soddisfatta, Silvia De Santis racconta l”esperienza vissuta lo scorso fine settimana quando, con i suoi Five to Ten, ha partecipato al Pistoia blues festival, storica rassegna musicale nata nel 1980 con ospiti quali B.B. King, Pino Daniele, Mighty Joe Young, Fats Domino, Dizzy Gillespie.

Oggi la vena blues si è mischiata alle altre sonorità ma senza perdere la qualità e, nell”edizione 2018, si sono alternati il rock di Alanis Morissette a quello di Steve Hackett o James Blunt. Con, in primo piano, appunto una piacevole sorpresa in chiave imolese: ad aprire il concerto del cantante inglese sono stati, venerdì 13 luglio, i Five to Ten, band formata dalla cantante Silvia De Santis, dal pianista Fabio «Farian» Biffi e dal batterista Fabio «Fax» Fenati. Il gruppo della talentuosa cantante imolese è nato lo scorso anno dalla formazione dei New Classics, portando la propria musica su sonorità pop-rock con un tocco «candy», di positività e ottimismo, e pubblicando a gennaio di quest”anno un album di dieci brani inediti intitolato Stupid Now, pubblicato dalla Vrec music label.

«Siamo molto contenti – continua Silvia -. A breve avremo altre due date importanti: il 4 agosto saremo al Festival di Fiamine vicino a Verona e il 12 agosto al Panorama Music Festival in Val di Fassa: suoneremo in quota sulle Dolomiti e rischiamo di perdere il pianista perché le adora – ride –! Sarà un diverso approccio alla musica, in un panorama pazzesco».

L”articolo completo è su «sabato sera» in edicola giovedì 19 luglio

Nella foto la copertina dell”album «Stupid Now» dei Five to Ten

La cantante imolese Silvia De Santis al Pistoia blues festival: «Un'esperienza bellissima»
Cultura e Spettacoli 18 luglio 2018

Un viaggio nella musica di Vienna alla chiesa di San Domenico con l'Erf

Arriva l’Estonian Sinfonietta: l”orchestra composta da professionisti del Nord Europa, il cui organico varia a seconda del repertorio e che ha come primi violini Maano Männi e Arvo Leibur, questa settimana è protagonista a Imola per l’Emilia Romagna Festival dove, giovedì 19 luglio alle 21, si esibirà alla chiesa di San Domenico portando in scena L’Oro di Vienna, un concerto tutto dedicato alla musica austriaca, attraverso gli stili e le epoche, da Mozart ad Arvo Pärt.

Nel programma le serenate e i concerti del genio Wolfgang Amadeus Mozart faranno da contrappunto a composizioni più moderne. Sarà eseguita, infatti, la Summa per orchestra d’archi di Arvo Pärt, nato in Estonia come la Sinfonietta, ma costretto a fuggire in Austria durante il periodo dell’Unione Sovietica. «La Summa racchiude un distillato dell’eterna ricerca di Pärt – spiega il comunicato stampa del concerto -: la rarefazione e la purezza del suono, la semplicità di “tre accordi come campane”, ovvero il principio della tintinnabulazione, che l’ha reso uno dei più celebri compositori viventi. La saggia scelta dell’Estonian Sinfonietta lo accosterà alle complesse melodie di Mozart, come a quelle contemporanee di Karl Fiorini: un diverso modo di plasmare le orchestre, uno stesso identico oro». Il programma si compone infatti della Serenata Notturna K. 239 per orchestra d’archi di Mozart, della Summa per orchestra d’archi di Pärt, del Concerto per violino n. 3 K. 216 (arrangiamento per orchestra d’archi) e del Divertimento in fa maggiore KV 138 “Sinfonia Salisburgo” (di nuovo di Mozart), delle Harmonies Ètendues per orchestra d’archi di Fiorini, per concludersi con la mozartiana Serenata in sol maggiore K. 525 Eine kleine Nachtmusik. Prima del concerto, dalle 19.30 alle 20.30, sarà possibile visitare con una guida la chiesa di San Domenico.

L’Estonian Sinfonietta, composta da musicisti creativi che suonano insieme da anni e che si sono esibiti nelle più note sale europee come il Concertgebouw ad Amsterdam, Filarmoniche di Colonia e San Pietroburgo, Flagey e Bozar a Bruxelles, così come in molti festival, è un ensemble versatile, capace di spaziare dal barocco alle composizioni contemporanee, così come eseguire grandi pezzi sinfonici ed entrare all’interno di progetti dedicati all’opera. L’Estonian Sinfonietta non ha un direttore d’orchestra stabile né un direttore artistico, ma invita direttori diversi a seconda delle esigenze.

Ingresso libero con offerta in favore della Croce Rossa di Imola per i suoi 130 anni di servizio ai cittadini (per partecipare alla visita guidata, prenotazione telefonica obbligatoria a Erf allo 0542/25747).

L”articolo completo è sul «sabato sera» in edicola giovedì 19 luglio

Nella foto la chiesa di San Domenico

Un viaggio nella musica di Vienna alla chiesa di San Domenico con l'Erf
Cultura e Spettacoli 16 luglio 2018

Le scrittrici Danila Comastri Montanari e Grazia Verasani chiudono la rassegna Miginoir

Dopo il successo delle scorse serate, si conclude con altri due ospiti importanti il festival Miginoir, ideato e organizzato dalla scrittrice medicinese Caterina Cavina. Domani sera, martedì 17 luglio alle 21, nel giardino della biblioteca di Medicina in via Pillio 1, saranno protagoniste dell”incontro con curiosi e appassionati Grazia Verasani e Danila Comastri Montanari.

La prima è scrittrice, sceneggiatrice, attrice e cantautrice. Bolognese, è nota al grande pubblico per essere l’autrice di Quo vadis, baby?, giallo da cui il regista Gabriele Salvatores ha tratto l’omonimo film e che introduce la detective Giorgia Cantini (che poi la scrittrice riprenderà in una fortunata serie di romanzi). Tra le moltissime cose che ha fatto, da ricordare From Medea, pièce teatrale sul tema dell’infanticidio che ha avuto successo e riconoscimenti internazionali. Il suo ultimo libro è La vita com’è (La nave di Teseo), che racconta di un Giovane Scrittore che chiama la scrittrice di cui ha letto tutti i romanzi per sottoporle il suo manoscritto, di un legame spassoso, litigioso e pieno di dialoghi caustici sul mondo che si instaura, e di un quotidiano fatto di bar, vicini di casa centenari, librerie, amici, ex fidanzati, parenti, cimiteri e… un piccione che sbarra la strada.

Danila Comastri Montanari è un pilastro del giallo storico internazionale: è l”autrice dei numerosi romanzi che hanno come protagonista Publio Aurelio Stazio, senatore romano, uomo ricco e di bell’aspetto che per diletto, nel corso di una vita avventurosa, indaga sui vari delitti che incontra. (r.c.)

Informazioni: www.miginoir.it

Nella foto Grazia Verasani e Danila Comastri Montanari

Le scrittrici Danila Comastri Montanari e Grazia Verasani chiudono la rassegna Miginoir
Cultura e Spettacoli 16 luglio 2018

Claudio Bolognesi e Roberto Montefusco presentano il loro album domani sera all'Arena

Ci sono Avrai di Claudio Baglioni, Notte prima degli esami di Antonello Venditti, Uomini soli dei Pooh. È un inno al cantautorato italiano Tra racconto e canzoni, album di Claudio Bolognesi e Roberto Montefusco che sarà presentato in un vero e proprio concerto domani sera, martedì 17 luglio alle 21.30, all’Arena di Castel San Pietro (entrata ad offerta libera). L’album unisce al canto la narrazione, alternata e sovrapposta ad esso, per un progetto che ha l’obiettivo di puntare l’attenzione sui testi di brani noti e indimenticabili. Claudio Bolognesi, giornalista che ha iniziato la sua attività a sabato sera e da dieci anni lavora per Il resto del Carlino, e Roberto Montefusco, attore di spot radiofonici e televisivi coinvolto anche in progetti teatrali e cinematografici, hanno scelto dodici canzoni che sono poi state arrangiate in modo essenziale, con l’accompagnamento del solo pianoforte di Raffaele Montanari, che è anche il produttore dell’album, interamente realizzato negli studi di Alfonsine dell’etichetta indipendente Pms che lo ha prodotto. «Il lavoro nasce dal mio amore per la musica italiana e soprattutto cantautorale – spiega Bolognesi – e soprattutto dall’importanza che ho dato fin da giovanissimo alla parte testuale. Ho bisogno di comprendere quello che canto, perciò ascolto musica italiana. E da questo nasce la volontà di fare un album con la musica che ha accompagnato la mia vita e quella di chi va dai 30 anni agli… 80»!, ride.

La donna cannone di Francesco De Gregori o Portami a ballare di Luca Barbarossa sono altri due brani che scorrono tra le tracce. «Ho voluto mettere l’attenzione sulla grandezza dei testi scritti: le canzoni sono state asciugate il più possibile, rese al piano e voce per esaltare la bravura dei nostri cantautori. Quando ho chiesto a Roberto di accompagnarmi in questo progetto perché ha una voce meravigliosa e molto profonda, con elementi giusti per esaltare la scrittura dei compositori, è stato lui stesso molto colpito notando come siano canzoni che ha sentito molte volte ma finora mai ascoltate veramente».

La scelta dei brani ha un suo percorso. «Non ci siamo limitati a prendere brani qua e là, ma abbiamo voluto ricostruire la linea della vita, dalla nascita con Avrai fino a I vecchi, sempre di Baglioni, con in mezzo la spensieratezza dell’essere ragazzi (Io e la mia ragazza), la tensione prima degli esami, i dolori, le sofferenze, i rapporti conflittuali, l’età adulta. Abbiamo iniziato due anni fa, siamo stati in studio a febbraio 2016 con l’etichetta indipendente di Alfonsine Pms, che collabora con la Sony e sforna quaranta progetti all’anno. Il produttore Raffaele Montanari ci ha sostenuti e ha sposato in toto, sostenendone i costi, un progetto non inedito, ma che ha l’idea di incrociare il canto con la narrazione. Teatralmente ha la possibilità di essere arricchito con ballerini o foto dal vivo o proiezioni, come vorremo fare a Castel San Pietro, che ci ospita in uno spazio stupendo all’aperto: vestiremo l’arena con le parole delle canzoni, con immagini e ritratti grazie alla Cmb che organizza la serata con la Bottega del buonumore. Ci accompagnerà il pianista Gianmarco Verdone, che studia all’Accademia pianistica di Imola».

L’album, che si può acquistare in tutti gli store digitali, ha anche una versione fisica che si può richiedere alla pagina Facebook Tra racconto e canzoni: la copertina è frutto di un set fotografico realizzato nel teatro Stignani di Imola dalla fotografa Tiziana Marongiu, così come sono sue le foto di Bolognesi e Montefusco fatte a Molinella in una fabbrica abbandonata. (s.f.)

Nelle foto Roberto Montefusco e Claudio Bolognesi (foto di Tiziana Marongiu) e la copertina dell”album

L”articolo completo è su «sabato sera» in edicola dal 12 luglio

Claudio Bolognesi e Roberto Montefusco presentano il loro album domani sera all'Arena
Cultura e Spettacoli 15 luglio 2018

Jin Ju apre domani i concerti dell'Imola Summer Piano Academy & Festival che porta a Imola 200 giovani talenti

Due settimane di alta formazione musicale e di concerti che porteranno nella città i migliori giovani talenti da tutto il mondo. È l’Imola Summer Piano Academy & Festival, che giunge alla settima edizione: organizzato dall’Accademia pianistica «Incontri col maestro» di Imola, dal 16 al 30 luglio vedrà più di duecento ragazzi e ragazze arrivare a Imola da tutto il mondo per partecipare alle lezioni tenute durante il giorno dagli insegnanti dell’ente di formazione musicale d’eccellenza che ha sede nella Rocca sforzesca, mentre alla sera sono previsti concerti ad ingresso gratuito.

Contrariamente agli scorsi anni, non si terranno nel cortile di palazzo Monsignani ma al teatro dell’Osservanza: «È un’esigenza nata per via delle nuove norme di sicurezza – spiega Franco Scala, direttore dell”Accademia -: nel cortile di palazzo Monsignani non avremmo potuto ospitare più di duecento persone, ma sono molti di più gli spettatori interessati ai concerti del festival». Il teatro dell’Osservanza, infatti, ha più di quattrocento posti ed è anche dotato di aria condizionata. Quest’anno al festival c’è una collaborazione forte tra l’Accademia e la Nuova scuola di musica comunale Vassura Baroncini. «Abbiamo già una convenzione con l’Accademia per cui le aule della scuola sono a disposizione degli allievi dell’Accademia che vogliono provare – spiega Luca Rebeggiani, direttore dei teatri imolesi e della scuola di musica -, e lo stesso accadrà durante l’Imola Summer Piano. In più la scuola ospiterà un concerto, nel pomeriggio del 26 luglio».

I concerti, appunto. Si terranno alle 21.30 e, quasi tutti, al teatro dell’Osservanza. L’inaugurazione sarà domani, lunedì 16 luglio, è affidata alla pianista cinese Jin Ju. La sera dopo si terrà il concerto cameristico su «Chausson e l’impressionismo francese» preceduto alle 20.30 dalla consegna della Lucerna d’oro, premio per arte, cultura e spettacolo promosso dall’associazione culturale «Giuseppe Scarabelli» di Imola, dedicato da quest’anno all’ideatore Valerio Berardi scomparso nel 2017, e assegnato ai ceramisti Bertozzi & Casoni e agli attori Lucia Ricalzone e Giorgio Barlotti. Mercoledì 18 luglio Andrea Bacchetti e Michele Di Toro si muoveranno dalla classica al jazz, giovedì 19 si esibirà Ziqi Fang, venerdì 20 il pianista Alessandro Marino darà vita a un programma virtuosistico e funambolico, sabato 21 e lunedì 23 saliranno sul palco i migliori talenti del festival, domenica 22 ci sarà un concerto a due pianoforti con André Gallo e Igor Roma. Martedì 24 si terrà un concerto di lirica e musica vocale da camera (preceduto alle 18.30 da una conferenza-concerto alla Rocca sulla «opera a chiave Kramerspiegel» di Richard Strauss). Mercoledì 25, nella sala Mariele Ventre, si esibiranno il chitarrista Giuseppe Buscemi e il pianista Gianni Bicchierini, mentre il 26 ci si sposta alla Scuola di musica alle 18.30 con la violinista Slawomira Wilga e la pianista Marianna Tongiorgi, e si torna al teatro in serata con William Chen e i suoi giovani talenti. Venerdì 27 si esibiranno le pianiste Eleonora e Beatrice Dallagnese per i 130 anni della Croce Rossa, sabato 28 si terrà il concerto cameristico per archi con il primo violino della Royal Opera House di Londra Peter Manning e gli allievi del Dipartimento di archi dell’Accademia.

Domenica 29 e lunedì 30 saranno riservati al Premio Città di Imola, assegnato agli allievi più talentuosi del festival: domenica alle 17 ci sarà la finale con partecipazione del pubblico alle votazioni, lunedì alle 21.30 la cerimonia con concerto e assegnazione del Premio (in palio un montepremi di 20mila euro offerti da istituzioni e privati cittadini, comprensivo del Premio al Talento «Florence Daniel Marzotto» donato da Veronica e Dominique Marzotto in ricordo della Contessa Florence, e dei premi dedicati al «M° Umberto Micheli e Lelia Magistrelli» messi a disposizione dal presidente dell’Accademia di Imola, Francesco Micheli). (s.f.)

Tutti gli appuntamenti sono ad ingresso libero e gratuito, fino ad esaurimento posti. Info: 0542/30802 o www.imolasummerpiano.com

L”articolo completo è su «sabato sera» di giovedì 12 luglio

Nella foto Jin Ju, che inaugura l”Imola Summer Piano Academy & Festival

Jin Ju apre domani i concerti dell'Imola Summer Piano Academy & Festival che porta a Imola 200 giovani talenti
Cultura e Spettacoli 15 luglio 2018

Marco Travaglio sul palco della festa de La Centrale nel lungofiume

Questa sera sul palco del La Centrale – Imola Summer Fest, la festa organizzata dall”associazione App & Down nel lungofiume, arriverà Marco Travaglio con il suo spettacolo «Slurp – Lecchini, Cortigiani & Penne alla Bava».

Il direttore de Il Fatto Quotidiano, giornalista specializzato in giudiziaria, un passato come collaboratore del Giornale per poi passare a La Voce di Montanelli, in seguito a Repubblica e come editorialista a l’Unità, tra le altre cose, per poi approdare nel 2015 a Il Fatto Quotidiano, da sempre è agguerrito censore dei politici. Attivo anche in tv, si è dedicato anche a monologhi di teatro civile. Nel suo ultimo spettacolo, l’obiettivo dichiarato, e come sempre volutamente polemico, è «la stampa al servizio dei potenti che ci hanno rovinati», con la partecipazione di Giorgia Salari per la regia di Valerio Binasco. 

La Centrale entra così nell’ultima settimana, ogni sera con concerti e spettacoli. Il programma completo sul sito www.lacentrale.tv e ogni giorno sull’app gratuita AppU Imola. (l.a.)

Marco Travaglio sul palco della festa de La Centrale nel lungofiume
Cultura e Spettacoli 13 luglio 2018

A Castel del Rio il weekend porta nel passato con le Feste rinascimentali

Sono quasi quarant”anni che a Castel del Rio metà luglio significa un tuffo nel Rinascimento. E anche quest”anno l’epoca degli antichi splendori della Signoria Alidosi tornano sabato 14 e domenica 15 con la XXXVIII edizione delle Feste rinascimentali che faranno vivere il paese nel 1500.

Si comincia nel tardo pomeriggio di sabato 14 con il grande mercato medievale che animerà il centro storico con decine di banchi, antichi mestieri, artigiani, e ricostruzioni d’epoca di attività quali il tiro con l’arco, la lettura dei tarocchi o le prove d’equitazione. Entrerà poi in funzione l’accampamento militare e dalle 19 si potranno gustare i piatti dell’Appennino Tosco-Emiliano negli stand della Sagra della Gnoccata, nel retro di palazzo Alidosi, che rimarranno operativi tutto il weekend.Non mancherà uno spazio interamente dedicato ai più piccoli: sarà infatti allestito dalle 20.30 un laboratorio gratuito per tutti i bambini, che insieme a delle educatrici potranno realizzare un proprio manufatto ispirandosi agli emblemi del passato, nonché divertirsi con il truccabimbi per diventare dame o cavalieri.Con il calare del buio inizieranno inoltre i magnifici spettacoli serali: alle 21.30 Giullarate Medievali, in cui gli artisti Bricco e Bracco daranno prova della loro abilità nell’arte della giocoleria, dell’equilibrismo e della comicità, alle 22.15 Virtù Kavalleresche, a cura della compagnia «Kroonos, viandanti nel tempo», in cui un giovane scudiero deve dimostrare la propria abilità affrontando prove quali acrobazie, figurazioni aeree, magnifici giochi e manipolazione del fuoco, e alle 22.45 Divina, di Mattia Favaro, the juggler illusionist, un incredibile spettacolo di giocoleria, illusionismo e magia medievale, con sensazionali effetti speciali dal sapore storico ed illusioni mozzafiato, oltre a spettacolari fuochi pirotecnici.

Domenica 15 la Sagra della gnoccata riapre anche per il pranzo mentre le attività storiche e i banchi dell”epoca ripartiranno dalle 17.30. Alle 18 è il momento dell’imponente corte storico, con centinaia di figuranti vestiti in abiti del XVI secolo a rappresentare dame, cavalieri, nobili, cortigiani, musici, e tanti altri. Ci saranno danze e giochi di bandiere con una disfida tra rioni, e alle 19.30 nel retro di palazzo Alidosi una dimostrazione di falconeria. Col favor delle tenebre arrivano la lettura dei tarocchi e le prove di equitazione per i bambini, e alle 21.30 gli artisti della compagnia «Kroonos, viandanti nel tempo» daranno vita allo show Kacciatori di streghe, una lotta contro gli spiriti del male tra giochi di fiamme, virtuosismi nell’aria, musiche, evoluzioni acrobatiche, danze ed effetti scenografici. Alle 22.30 ritorna la caccia alla strega, con la cattura, il processo, la condanna e il corteo dell’Inquisizione, in un moltiplicarsi di emozioni, porterà il grande pubblico al Ponte Alidosi, dove si terrà il rogo della strega e dove svetteranno i fuochi artificiali che segnano l”epilogo di questa edizione delle Feste rinascimentali. (r.c.)

L”entrata al paese e agli spettacoli è gratuita.

L”articolo completo è su «sabato sera» in edicola dal 12 luglio

Nella foto il corteo in costume del 2017 (Isolapress)

A Castel del Rio il weekend porta nel passato con le Feste rinascimentali
Cultura e Spettacoli 12 luglio 2018

Silvia De Santis con i Five to Ten apre il concerto di James Blunt al Pistoia Blues Festival

È uno dei festival più importanti d’Italia e ospita Alanis Morissette, James Blunt, Steve Hackett, Billy Gibbons e i Supersonic Blues Machine. Ma quest’anno il Pistoia Blues Festival avrà anche un’anima di casa nostra: il gruppo di Silvia De Santis, i Five to Ten, aprirà infatti lo show domani sera, venerdì 13 luglio, prima del cantante britannico autore di You’re Beautiful.

La band formata dalla cantante imolese Silvia De Santis, dal pianista Fabio «Farian» Biffi e dal batterista Fabio «Fax» Fenati sta portando con successo in tour l’album Stupid now, uscito a metà gennaio, ed ha anche realizzato da poco un video per il singolo Summer Song. Diretto da Carlo Tombola (che ha girato, tra l’altro, con Subsonica e Afterhours), supportato da alcuni giovani elementi dell’Accademia delle Belle Arti di Venezia (Tina Fasan, Eleonora Palma e Alexander Dimitrios Papadopoulos), il video è stato girato in un luna park a Palazzolo Sull’Oglio, vicino a Brescia. «Non poteva esserci location più adatta di un luna park a fare da set per il videoclip di Summer Song – spiegano i Five To Ten. – Il brano è giocoso, fresco e colorato in accordo col nostro stile candy-pop-rock. Il luna park di Palazzolo Sull’Oglio di Adriano Franchini possiede ancora quella magia tipica delle giostre, che nei grandi parchi divertimento forse viene un po’ a mancare. La disponibilità di tutti i giostrai e di tutto lo staff è stata impagabile». (r.c.)

Nella foto un’immagine dei Five to Ten nel video di «Summer Song»

Silvia De Santis con i Five to Ten apre il concerto di James Blunt al Pistoia Blues Festival

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