Cultura e Spettacoli

Cultura e Spettacoli 10 maggio 2018

Oggi alla biblioteca comunale la presentazione degli archivi dei manicomi imolesi

Gli archivi storici del manicomio di Santa Maria della Scaletta (Osservanza) e del manicomio provinciale di Bologna in Imola (Lolli) saranno presentati alla cittadinanza nel corso di un”iniziativa durante la quale interverranno Alba Natali, direttrice del Dipartimento di salute mentale dell’Ausl di Imola, Giampiero Romanzi della Soprintendenza archivistica e bibliogra?ca dell’Emilia Romagna, Mirella M. Plazzi dell’Istituto per i beni artistici, culturali e naturali della Regione Emilia-Romagna, Paola Mita dell’Archivio storico comunale di Imola, Federica Cavina ed Elisa Ricci Petitoni della cooperativa sociale Giovani Rilegatori.

La presentazione sarà l’occasione per conoscere la storia della città di Imola attraverso le vicende dei due manicomi, il manicomio di Santa Maria della Scaletta detto dell’Osservanza, istituito nel 1844, e il manicomio provinciale di Bologna in Imola (Lolli), entrato in attività nel 1900, come anche le relazioni sociali ed economiche dell”azienda manicomiale con il tessuto urbano e il territorio. 

Appuntamento oggi alle ore 16.30, Biblioteca comunale, via Emila 80. 

r.c.

Nella foto (dagli archivi del Comune di Imola): una veduta aerea del Manicomio Osservanza nella metà del XX secolo

Oggi alla biblioteca comunale la presentazione degli archivi dei manicomi imolesi
Cultura e Spettacoli 9 maggio 2018

Salone del Libro di Torino, i laboratori della Bacchilega Junior

Bacchilega Junior, brand per la pubblicazione di libri per bambini e ragazzi della cooperativa di giornalisti Corso Bacchilega di Imola, si presenta al Salone del libro di Torino all’interno dello stand di Alleanza delle Cooperative Italiane Comunicazione (stand S12-T11 del Padiglione 3) con i nuovi volumi (fra cui due albi illustrati e la nuova pubblicazione della collana “libricini” che ha vinto il premio nazionale Nati per leggere), ma anche con alcune proposte di laboratori legati proprio ai titoli dell’editore che, pur giovane, raccoglie ormai numerose proposte di grande valore per i più piccoli.

Giovedì 10, ore 13, Bookstock Village, incontro e laboratorio per bambini e ragazzi con Barbara Ferraro che presenta il nuovo volume “A colori”. Che colore ha una porta che sbatte? E un sorso di acqua ghiacciata? Che colore ha un abbraccio? E il buio dopo la luce? Colori ed emozioni, colori ed esperienze: un laboratorio sulle sinestesie partendo dalle nostre sensazioni visive.

Venerdì 11, ore 14.15, Bookstock Village. lettura e laboratorio di autonarrazione per bambini e ragazzi con Arianna Papini che presenta il nuovo albo illustrato “Nonne con le ali, nonni con le ali – Canto per i nonni e le nonne volati via”: un libro sulle assenze, che si fanno presenza concreta nei nostri giorni quotidiani. Lo sguardo del nonno che ritroviamo attraverso gli occhi di un gatto, il riso allo zafferano che ci ricorda profumi antichi: un canto sereno dedicato ai nostri nonni e alle nostre nonne.

Lunedì 14, ore 11.45, Bookstock Village. incontro e laboratorio per bambini e ragazzi con Elisa Mazzoli autrice de “Il viaggio di Piedino”, albo per i piccolissimi vincitore della nona edizione del premio nazionale Nati per Leggere:  Piedino si mette in viaggio per esplorare il mondo. Cosa trova sulla sua strada? Chi incontra? Chi lo aspetta al suo ritorno con un dolce e paterno cucù? Una narrazione animata per voce di mamma e autrice, per i piccoli piedini lettori e i grandi piedoni genitori.

Salone del Libro di Torino, i laboratori della Bacchilega Junior
Cultura e Spettacoli 9 maggio 2018

Salone del Libro di Torino, anche Bacchilega Junior e Bacchilega Editore protagoniste con varie novità

Bacchilega Editore e Bacchilega Junior, i due brand per la pubblicazione di libri della cooperativa di giornalisti Corso Bacchilega di Imola, presentano al Salone del libro di Torino alcune nuove pubblicazioni fresche di stampa. 
Tutte le presentazioni avranno luogo presso lo stand S12-T11 del Padiglione 3, dove Bacchilega Editore e Bacchilega Junior si presentano e mettono in mostra i propri libri dallo stand di Alleanza delle Cooperative Italiane Comunicazione. Quelli presentati da Bacchilega Editore e Bacchilega Junior saranno due albi illustrati pensati non solo per i più piccoli ma capaci di entusiasmare ed emozionare anche i grandi; una raccolta di racconti; infine, un libro di grande importanza storica e al tempo stesso attualità dedicato alla brigata ebraica, parte della ricca collana di Bacchilega Editore dedicata alla Seconda Guerra Mondiale, alla Resistenza e alla Liberazione dell’Italia.

Giovedì 10 maggio alle ore 14 Barbara Ferraro presenta l’albo illustrato “A colori”, scritto dalla Ferraro e con le illustrazioni di Sonia MariaLuce Possentini (curatrice Teresa Porcella).
“A colori”. Il blu è il colore dei risvegli assonnati, l’indaco del pianto del sonno interrotto, viola è il rumore della porta che sbatte. E il sapore del bianco, e il rumore dell’argento… “A colori” è uno splendido albo dove frasi brevi, sintesi di emozioni nuove e sensazioni inedite, si accompagnano ad illustrazioni dal tratto delicato e altamente poetico. Un progetto dove le parole si fondono con i colori, dove ogni pagina si legge in maniera globale per la sua sincera essenzialità. Un volume che risulta apparentemente semplice ma che si rivela adatto ad un pubblico adulto per la sua ricercatezza e la profondità che invita ad interrogarsi, a guardare dentro di sé e alla natura circostante.

Venerdì 11 maggio alle ore 11 Arianna Papini presenta l’albo illustrato dedicato alla memoria e alla famiglia “Nonne con le ali – Nonni con le ali”, un libro vice-versa contemporaneamente dedicato alle nonne e ai nonni volati via. Un libro delicato e piacevole tanto per i piccoli quanto per i grandi.
“Nonne con le ali – Nonni con le ali”. Un libro sulla memoria e sul ricordo tangibile, che diventa occasione di tenerezza e di gioia. Il dolore della perdita, infatti, lascia spazio a un ricordo affettuoso, che coinvolge tutti i sensi. Le nonne e i nonni volati via stanno, allora, negli occhi di un gatto che ci guarda, nelle foglie d’autunno, nella musica che ci fa ballare, nel profumo del caffellatte.

Domenica 13 maggio, infine, alle ore 11 insieme agli autori e ai rappresentanti della Comunità ebraica di Torino, Bacchilega Editore presenta “La brigata ebraica 1944-1946”, volume di grande importanza per conoscere la storia e poter trattare al meglio un argomento delicato e importante anche alla luce dell’attualità delle polemiche per le celebrazioni del 25 Aprile.
“La brigata ebraica 1944-1946”. Nel libro scritto dal rabbino capo di Ferrara, Luciano Meir Caro e da Romano Rossi, si ripercorrono la storia della creazione della Brigata Ebraica e il suo ciclo operativo nella primavera del 1945. In questa seconda edizione del volume si prendono in esame anche gli aspetti meno noti, relativi al periodo successivo alla fine del conflitto, che portarono alla nascita dello Stato di Israele in Palestina. In particolare viene analizzato il ruolo, svolto apertamente o in modo coperto, che la Brigata ebbe nel sostegno agli ebrei d”Europa, agli scampati all”Olocausto e all”emigrazione verso la Palestina.

R.C.

Nella foto alcune autrici con la editor di Bacchilega Junior, Angela Catrani, e il presidente della cooperativa Bacchilega, Paolo Bernardi

Salone del Libro di Torino, anche Bacchilega Junior e Bacchilega Editore protagoniste con varie novità
Cultura e Spettacoli 9 maggio 2018

L'ispettore Coliandro a Ozzano, alcune riprese del telefilm in via Claterna e dintorni

L’Ispettore Coliandro in questi giorni è in via Claterna, località Maggio di Ozzano, per girare alcune riprese della settima edizione del poliziotto più imbranato della tivù. Il primo ciak in terra ozzanese è scoccato lunedì, ma il grosso delle operazioni si è svolto all’interno del negozio di arredi vintage G&H Tatterton, di proprietà di Martino Perdisa. Si è proseguito ieri pomeriggio con una serie di scene all’aperto, che dovrebbero comprendere anche un inseguimento.

Da alcuni giorni, infatti, sono comparsi dei volantini lungo un tratto di via Claterna per avvisare i residenti che le riprese avranno luogo sia di giorno che di notte, e che verranno esplosi colpi di arma da fuoco e altri effetti speciali. «La produzione della serie televisiva – si legge nel volantino – informa che potrebbero sentirsi rumori». Firmato, L”ispettore Coliandro. 

Sul volantino ci sono anche le date delle sparatorie: la prossima è prevista per oggi, tra il pomeriggio e la sera, e domani giovedì 10 maggio tra la sera e la notte. Alcuni curiosi si sono affacciati nella speranza di trovare il protagonista, Giampaolo Morelli, e colleghi. Gli attori in effetti si sono concessi alcune battute e dei selfie coi fan; chi li ha incontrati li definisce «molto concentrati». 

Il sindaco Luca Lelli spiega così i motivi di questa inaspettata visibilità: «Negli ultimi anni, grazie anche al passaparola tra le case di produzione, sono sempre di più le richieste che riceviamo e alle quali siamo ben contenti di rispondere positivamente. Crediamo sia parte di una strategia di marketing territoriale che passa attraverso la valorizzazione del luogo che amiamo».

Le riprese dei quattro episodi della stagione 2018 di Coliandro sono iniziate lo scorso 26 marzo, sempre per la regia dei romani Manetti Bros, sulle idee dello scrittore mordanese Carlo Lucarelli, che ne ha scritto soggetto e sceneggiatura. Tra le altre sedi scelte come set c’è stato il piano superiore dell’Autostazione delle corriere di Bologna dove è stato montato l’interno della questura dove l’ispettore lavora. La serie sarà trasmessa il prossimo autunno su Rai2. (ti.fu.)

Altri particolari sul “sabato sera” del 10 maggio.

Foto dalla Pagina Fb ufficiale di Giampaolo Morelli

L'ispettore Coliandro a Ozzano, alcune riprese del telefilm in via Claterna e dintorni
Cultura e Spettacoli 8 maggio 2018

Le scenografie oculari, l'arte di Alessandra Morgante

Residente a Imola da vent”anni ma originaria di Catania, la quarantenne Alessandra Morgante è una scenografa e make up artist che sta dando vita ad un interessantissimo modo di unire le due passioni e professioni: le scenografie oculari, un aforma d”arte immaginifica, curatissima e affascinante. In pratica, con un aerografo e con i pennelli crea un trucco attorno ai suoi occhi, un trucco che in realtà è una scenografia, fatta di personaggi, luoghi, ombre e luci, che diventano anche tridimensionali con l”applicazione di piccolissimi oggetti di carta, a loro volta dipinti, incollati con il mastice. L”opera d”arte – perché di questo si tratta – viene poi fotografata diventando così permanente, fissa in fotografie-pannelli pronti per l”esposizione.

«È una passione da cui non riesco a staccarmi – racconta Alessandra -. Mi piace il fatto di sperimentare, perché permette di trovare un tuo linguaggio. E così unisco la mia passione per il teatro a quella per il make up. La pelle, poi, è una superficie viva, reagisce al colore, subisce continui cambiamenti in corso d”opera. Siccome occorre tempo per realizzare il tutto, e a volte le applicazioni sull”occhio sono anche un po” invasive, gli occhi lacrimano creando nuove sfumature e facendo cambiare i colori, l”iride diventa lucida, i capillari si evidenziano… Tutto questo si vede bene nelle foto, che non vengono mai ritoccate, sono naturali».

Nel 2014, Alessandra ha realizzato Il teatrino delle stelle, un progetto dedicato al teatro e alla sua magia. Ogni lavoro è stato fotografato da Pietro Annichiarico. Al momento sta lavorando su Nostrumare, con le fotografie di Maria Martina Mannino e Agostino Fuso. «È un viaggio dedicato ai miti e alle leggende del Mediterraneo – spiega -, ma è anche un omaggio alla mia terra e a tutte le storie che nel mare trovano il loro percorso e a volte, purtroppo, la loro fine». Il lavoro sarà esposto a fine giugno nello studio di Alessandra, in occasione di Imola in musica, e l”artista metterà anche in scena delle performance per il pubblico.

Ma da dove nasce la passione per il teatro nei suoi tanti aspetti? «A Catania ho frequentato il liceo artistico e poi l”Accademia delle Belle Arti dove mi sono laureata in scenografia teatrale con una tesi sull”Odin Teatret – racconta -. Dopodiché ho lavorato dieci anni a Bologna, nella moda. Vivo a Imola da vent”anni, ho seguito mio fratello e mi son trovata bene, è una posizione centralissima. E sempre da vent”anni seguo compagnie teatrali, ho fatto anche laboratori, ad esempio qui a Imola con il Tilt. Nel 2011 ho frequentato l”art make up school a Bologna per imparare trucco teatrale e cinematografico, quello degli effetti speciali». (s.f.)

L”articolo completo è sul “sabato sera” di giovedì 3 maggio

Nelle foto (rispettivamente di Maria Martina Mannino e Agostino Fuso) immagini delle scenografie oculari di Alessandra Morgante

Le scenografie oculari, l'arte di Alessandra Morgante
Cultura e Spettacoli 8 maggio 2018

Gli alunni delle «Orsini» di Imola presentano una ricerca sui migranti dal 1880 al 1950

In occasione della 17ª settimana della didattica in archivio Quante storie nella storia, si terrà l’incontro Storie di migranti, 1880-1950 a cura degli alunni dell’Istituto comprensivo 7, in cui saranno presentati alla città documenti e cante romagnole che raccontano vite e vicende di imolesi in viaggio tra Otto e Novecento e di bambini profughi accolti a Imola nel secondo dopoguerra.

Le migrazioni sono un tema di grande attualità che per molteplici aspetti richiama la prima grande migrazione di massa avvenuta dall’Europa tra il 1880 e il 1914, quando ben quaranta milioni di persone (un terzo della forza lavoro) emigrarono verso le Americhe in maniera temporanea o de? nitiva. Gli italiani e anche gli imolesi si misero in viaggio alla ricerca di migliori condizioni di vita. Nel secondo dopoguerra invece Imola è terra di accoglienza per numerosi bambini profughi provenienti dal territorio campano (1946) e dalle terre alluvionate del Polesine (1951).

L’incontro è la prima presentazione del lavoro svolto dagli studenti nell’ambito del progetto  Dalla valigia allo zainetto: migranti di ieri e di oggi,  nato dalla collaborazione tra l’Istituto comprensivo 7 di Imola e il Servizio biblioteche, archivi e musei del Comune di Imola, in particolare l’Archivio storico e i Musei civici.

Appuntamento domani alle ore 17, biblioteca comunale, via Emila 80. 

r.c.

Nella foto: la locandina di «Quante storie nella storia»

Gli alunni delle «Orsini» di Imola presentano una ricerca sui migranti dal 1880 al 1950
Cultura e Spettacoli 5 maggio 2018

Antichi tabernacoli da viatico esposti al Museo diocesano di Imola

Un tabernacolo emiliano del XVIII secolo a due sportelli con apertura frontale, dipinto a olio, in cui il cornicione superiore e la zeppa inferiore sono gli stessi di tanti mobili prodotti in Emilia durante il Seicento e parte del Settecento. È uno dei pezzi della mostra Cibus viatorum – Tabernacoli da viatico tra XVI e XX secolo, curata da Paolo Roversi e Marco Violi, che inaugura oggi, sabato 5 maggio, alle 17.30 al Museo diocesano di Imola e che sarà allestita fino al 30 giugno. Nella Galleria Pio VII si potranno così ammirare una cinquantina di tabernacoli (contenitore in cui si tiene la pisside con le ostie consacrate) da viatico e loro accessori realizzati in materiali vari – perlopiù legno intagliato, ma anche metallo argentato e dorato, oltre che carta, seta, velluto, pelle impressa, avorio – generalmente di grande qualità esecutiva e indubbia rarità, provenienti sia da una collezione privata emiliana che da alcune chiese della diocesi imolese.

I pezzi in mostra, databili tra XVI e XX secolo, sono opera di botteghe attive in Emilia (Bologna, Reggio Emilia), Romagna, Veneto, Liguria, Toscana (Lucca), Marche, Lombardia, ma anche in Francia. La mostra comprende anche un grande altare portatile (di bottega lombarda, di metà Cinquecento), probabilmente un altare domestico ossia un pregadio utilizzato in una ricca dimora per le pratiche devozionali, e la scultura in osso raffigurante Sant”Andrea Avellino, raffinata rappresentazione molto dettagliata, ma estremamente calibrata datata tra Sette e Ottocento.

Una sezione della mostra vede poi curiose miniature di suppellettili che soltanto in parte si possono collegare al viatico: candelieri, vasi portapalma, croci da altare, reliquiari a busto, cartagloria, ostensorio, stauroteca, navicelle portaincenso e secchiello per l”acqua benedetta (fedelissime riproduzioni dei servizi composti di pezzi di dimensioni diverse). Complessivamente sarà possibile ammirare ben oltre settanta piccoli capolavori di artigianato devoto. (r.c.)

Orari di apertura: martedì e giovedì 9-12 e 14-17, mercoledì 9-12, sabato e domenica 15.30-18.30 (chiuso sabato 2 giugno).

Nella foto opere in mostra

Antichi tabernacoli da viatico esposti al Museo diocesano di Imola
Cultura e Spettacoli 5 maggio 2018

La storia degli italiani in Africa è un film, con protagonisti della vallata del Santerno

L’impero d’Africa, la cui nascita fu dichiarata da Mussolini nel maggio 1936 con la conquista dell”Etiopia e dell”attuale Eritrea, è una pagina un po’ trascurata della nostra storia e che invece intreccia temi di grandissima attualità. Il film Oltremare di Loredana Bianconi, nata nel 1954 in Belgio, è un’occasione per sbirciare oltre i luoghi comuni e vedere cosa fu il colonialismo per gli italiani che lo vissero. Nel film, che sarà proiettato questa sera, sabato 5 maggio, alle 18.30 al cinema Centrale di Imola nell”ambito di Docintour, si alternano le lettere di uno zio della regista, che per Bianconi rappresenta «le migliaia di operai italiani andati in Africa», e le testimonianze, nella forma di voci fuori campo, di Rosalba Baraccani, Gianluigi Corsini e Maria Luisa Marchi. Tutti e tre originari della Vallata del Santerno, vissuti in Africa e poi tornati alla fine del secondo conflitto mondiale.

Si tratta di un film completamente diverso da quello che era stato proiettato a Borgo Tossignano due anni fa, destinato sostanzialmente alla sola Vallata. Questa «nuova» versione di Oltremare, costata in totale ben sei anni di lavoro, è uscita ufficialmente nel 2016 e, dopo aver girato per l’Europa, ha vinto il «Best Film Yoga Award» al Biografilm Festival di Bologna,. «Non rinnego il lavoro che avevo proiettato due anni fa qui a Borgo Tossignano – spiega la regista Bianconi – era un’opera con uno suo valore ma questo è un film completamente diverso».La figura dello zio, per esempio, era assente mentre qui è un simbolo potente con il quale si empatizza e le cui lettere scandiscono lo scorrere degli eventi. Le prime missive sono datate 1937 e sono piene sia della nostalgia tipica di chi emigra sia di speranza di un futuro migliore.

Ovviamente le migrazioni sono un tema di grande attualità e Bianconi ne è ben consapevole: «Le migrazioni sono in parte qualcosa che conosco perché sono figlia di immigrati, forse addirittura nipote, e io stessa sono “un’emigrata part-time” dato che vivo in Belgio e ogni tanto torno in Italia. Per questo film sono partita da un argomento che conosco, cioè le migrazioni, ma non mi interessava riportare un fatto solo personale».

Le ragioni che l’hanno spinta a lavorare a questo progetto sono varie: affrontare un tema molto attuale, riportare alla luce una pagina spesso dimenticata della nostra storia. «L’Italia è specialista nel rimuovere e negare certe parti del suo passato. Spesso si dimentica che il nostro paese è stato, ed è, terra di partenza, prima che di arrivo». (re.c.)

L”articolo completo è sul «sabato sera» in edicola da giovedì 3 maggio

Nella foto un”immagine tratta dal trailer di Oltremare

La storia degli italiani in Africa è un film, con protagonisti della vallata del Santerno
Cultura e Spettacoli 4 maggio 2018

Balli, musica e karaoke al Medicivitas per divertire gli adolescenti della cittadina

«Siamo troppo piccoli per andare al bar e troppo grandi per restare a casa». Cercando di trovare una soluzione a questo problema sollevato dai giovani è nata l’idea di organizzare delle serate di festa con musica e ballo al centro sociale Medicivitas in collaborazione con l’Asp, il centro giovanile Area Pasi, l’associazione La Strada (che si rivolge soprattutto a minori in condizioni di difficoltà sociale), il Comune e la coop. Solco Prossimo. 

Il prossimo appuntamento è domani, sabato 5 maggio, dalle ore 21 a mezzanotte nella sala al secondo piano del Medicivitas, «Festa con karaoke» e la musica di dj Maniko. Un appuntamento al quale potranno partecipare ragazzi e ragazze dai 12 ai 18 anni. L’ingresso è gratuito, si chiede soltanto il pagamento della tessera annuale dell’Ancescao (5 euro), che garantisce la copertura assicurativa. Durante la serata potranno suonare i giovani dj del paese e i ragazzi potranno scegliere le canzoni del karaoke e dei balli di gruppo. 

A onor del vero, una prima festa di prova si è già svolta lo scorso 24 marzo. «E’ stato un successo e hanno partecipato una cinquantina di ragazzi nonostante non avessimo fatto promozione – dice con orgoglio l’assessore ai Giovani, Valentina Baricordi -. Nel corso della Consulta Cultura e Giovani che si era tenuta in novembre al centro commerciale Medicì era emersa questa esigenza degli adolescenti di poter avere un posto nel quale ritrovarsi e divertirsi insieme. Da qui l’idea di organizzare le serate. L’idea è quella di riproporle un sabato ogni mese, anche in estate, magari spostando la festa nel dehor all’esterno del centro sociale». Ovviamente, si tratta di feste dalle quali è bandito l’utilizzo di alcol e chi vuole può portare qualcosa da mangiare e da bere (ovviamente confezionato).  

A ben vedere, si tratta di un’esperienza del tutto simile a quella che, già da diversi mesi, è partita a Castel San Pietro e Osteria Grande, dove indicativamente da ottobre ad aprile vengono organizzate un paio di feste al mese (rispettivamente al centro sociale Bertella e al centro civico della frazione castellana) per gli adolescenti. Un modo per smettere di chattare tramite smartphone o cellulari e fare quattro chiacchiere dal vivo con i propri coetanei. 

Se a Castello la supervisione delle feste è affidata a genitori volontari che danno la loro disponibilità, a Medicina sono gli educatori del centro giovanile ad occuparsi di una «sorveglianza» discreta. «Vogliamo incentivare l’autonomia dei ragazzi» motiva Valentina Gardenghi, educatrice del centro giovanile Area Pasi e coordinatrice dei dieci centri giovanili presenti nel circondario imolese, che l’Asp ha affidato in gestione alla cooperativa Solco Prossimo. Nella Città del Barbarossa il centro giovanile è nato nel 2009 ed è aperto dal martedì al venerdì dalle ore 15.15 alle 18.15 presso Villa Pasi. «E’ uno spazio aggregativo per adolescenti e giovani dagli 11 ai 18 anni, gratuito e ad accesso libero – prosegue la Gardenghi -. Promuoviamo occasioni di incontro tra ragazzi organizzando attività di prevenzione del disagio e promozione del benessere individuale e collettivo». In effetti, a ben vedere, Medicina non offre molto per quella fascia di età. «Siamo un po’ carenti – ammette l’assessore Baricordi -. Ma vogliamo fare di più e se i ragazzi hanno qualche idea devono sapere che il Comune c’è per cercare di realizzarla». 

Forse anche per questo il centro giovanile ha parecchio successo. «In media giornalmente vengono una trentina di ragazzi, che frequentano in particolare le scuole medie o i primi anni delle superiori – aggiunge la Gardenghi -. Le attività più amate sono i tornei di calcetto, pallavolo e basket del venerdì pomeriggio presso i campi della parrocchia, ma abbiamo avuto una buona partecipazione anche ad iniziative non ludiche, come quella con il giornalista Paolo Borrometi (che attualmente vive sotto scorta dopo continue minacce e atti indimidatori in seguito alle sue inchieste di mafia, ndr)».

Per tutte le informazioni sulle iniziative è possibile consultare le pagine «Centro giovanile Area Pasi» su Facebook e Instagram. L’iniziativa delle feste del sabato sera è piaciuta molto anche ai soci del Medicivitas, che hanno concesso grauitamente gli spazi. «I giovani non si erano mai avvicinati così tanto al centro sociale, per noi è un bel contatto tra generazioni diverse» conclude Simona Santoli del direttivo. (gi.gi.) 

Nella foto: un momento della prima festa organizzata in marzo

Balli, musica e karaoke al Medicivitas per divertire gli adolescenti della cittadina
Cultura e Spettacoli 4 maggio 2018

Vino, Acqua e Terra in mostra a Dozza insieme a Ermes Ricci

Due elementi naturali e un terzo… quasi. Si chiama Vino Acqua Terra la nuova mostra organizzata dall’artista e fotografo Ermes Ricci, in scena alla Rocca di Dozza dal 5 maggio al 17 giugno. Oltre all’imolese, presente con alcune ceramiche artistiche (Terra), saranno esposti i lavori di due altri artisti: Aurodeva Guerci, giovane che lavora in una cantina vinicola francese di Bordeaux e che utilizza il vino come materia espressiva delle sue opere pittoriche, avendo ideato una particolare tecnica per dipingere con il vino stesso, e suo padre Ireno Guerci, fotografo che mette in mostra un particolare progetto legato ai tradizionali trattamenti terapeutici all’acqua comuni in India, dove il fotografo vive.

La mostra inaugura sabato 5 maggio alle 11 all’interno della programmazione della Festa del vino di Dozza; alle 18.30 in piazza Zotti è anche prevista una performance artistica del pittore del vino Aurodeva Guerci. (mi.mo.)

Nella foto Ermes Ricci all”opera

Vino, Acqua e Terra in mostra a Dozza insieme a Ermes Ricci

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