Riolo Terme

Cronaca 7 aprile 2018

La lunga storia del lino, dal tessuto fino al piatto. Appuntamento oggi alla Tenuta Nasano

Il lino, antichissima fibra tessile un tempo diffusa anche nelle nostre campagne, sarà protagonista della nuova iniziativa a tema organizzata dal gruppo «Arcord dla campagna» e dall’azienda agrituristica Gardi Bertoni – Tenuta Nasano, in via Rilone. Oggi la formula sarà simile a quella dello scorso anno, quando la regina, in campo e sulla tavola, è stata l’ortica.

Il programma in questo caso prevede, dalle ore 16.30, la ricerca di erbe spontanee in compagnia di Luciana Mazzotti, conoscitrice di tutti i segreti delle erbe di campo. A seguire, Mario Scalorbi esperto di tessitura al telaio, mostrerà le fasi di lavorazione del filato. Il pomeriggio proseguirà poi alle ore 19.30 con la cena a cura di Lea Gardi, che proporrà un menù a base di erbe di campo come cicerchia, ortica, borragine e lassana, con qualche tocco di semi di lino. «Il lino selvatico – racconta Luciana Mazzotti – cresce vicino ai corsi d’acqua. Le foglie sono strette e lanceolate, simili a quelle della pianta di santoreggia, mentre lo stelo di solito arriva a 30 o 40 centimetri. Si fa un po’ fatica a riconoscerlo. Molto più facile, invece, è distinguerlo quando fiorisce, perché è caratterizzato da bei fiorellini azzurri, a cinque petali».

Il lino può essere considerato la più antica tra le fibre tessili usate dall’uomo. Gli egizi lo consideravano simbolo di purezza e lo utilizzavano anche per ricavare le bende in cui avvolgevano le mummie. Nel Medioevo cominciarono a sostituire parte dell’uovo, allora usato nella composizione delle tempere, con l’olio di lino cotto, fatto decantare al sole, per rendere i colori più brillanti. L’acqua di lino veniva bevuta per mantenersi in buona salute, mentre i semi sono stati spesso usati come rimedi della nonna; l’olio di lino è consigliato come antinfiammatorio ed emolliente. «Il tessuto – spiega il medicinese Mario Scalorbi – si ricava dal fusto del “linum usitatissimum”. In agronomia questa pianta è considerata una coltura miglioratrice del terreno, perché dopo la raccolta lo lascia in ottime condizioni di sofficità e drenaggio. Il ciclo di crescita è breve, circa cento giorni. Si semina tra la metà di marzo e la metà di aprile. La fioritura avviene tra giugno e luglio e si raccoglie a fine luglio. Il tessuto di lino ha numerosi vantaggi perché ha un’elevata capacità di assorbire l’umidità e dà un notevole comfort, per questo è usato soprattutto per i capi estivi. E’ resistente più da bagnato che da asciutto; anche dopo frequenti lavaggi mantiene le sue qualità senza deformarsi». 

lo.mi.

L”articolo completo su «sabato sera» del 5 aprile.

Nella foto: Mario Scalorbi intento a tessere

La lunga storia del lino, dal tessuto fino al piatto. Appuntamento oggi alla Tenuta Nasano

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