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Cronaca 8 maggio 2018

Il Comune di Dozza vende le azioni Hera al Conami. ll commento del sindaco Albertazzi

Il Comune di Dozza ha deciso di vendere 1.570 azioni di Hera in proprio possesso. In altre parole, poco il dividendo che Dozza incassa (quest’anno Hera paga 0,095 euro per ogni azione posseduta) e poco quanto ricaverà dalla vendita (il valore di mercato di ogni azione si aggira attualmente attorno ai 3 euro, centesimo più centesimo meno). Invece – tiene a sottolineare il sindaco Luca Albertazzi – «si tratta di un passaggio politicamente rilevante». «Da anni – spiega il sindaco – il Comune di Dozza, al pari degli altri enti locali della zona, ha una imbarazzante doppia veste. Da una parte è socio di Hera Spa e ne condivide le strategie di sviluppo e i benefici conseguenti, anche in termini economici. D’altra parte è rappresentante degli interessi pubblici della comunità, dunque dei cittadini che sono clienti di Hera. Si tratta – prosegue il sindaco – di una divergenza di interessi discutibile, che mette in difficoltà le Amministrazioni comunali. Siamo sempre stati convinti del fatto che questo problema debba trovare soluzione; una soluzione pratica, concreta, semplice ed attenta agli interessi della collettività e a garantire il controllo pubblico della società».

E la soluzione trovata è, appunto, quella di vendere le azioni detenute. Così, «vendendo le proprie quote di Hera l’Amministrazione dozzese potrà interloquire più efficacemente con il gestore dei principali servizi pubblici, senza coltivare interessi contrapposti». Conflitto di interessi che però, a ben vedere, permarrà. Dozza, infatti, è uno dei Comuni aderenti al Consorzio Ami, cioè proprio dell’ente a cui ha venduto le proprie azioni. Consorzio che ogni anno spartisce diversi milioni di euro tra i 23 enti consorziati, oltre a finanziare di tasca propria la realizzazione di opere utili alle comunità del territorio di riferimento. Ebbene, il Conami è – come detto – tra i primi azionisti di Hera per quantità di azioni detenute. Quindi buona parte di quanto viene spartito tra i consorziati, Dozza compresa, proviene dalla partecipazione societaria in Hera e dall’affitto degli impianti posseduti, per lo più proprio a Hera. Soldi e investimenti che hanno permesso ai Comuni consorziati di risentire meno della crisi.

r.c.

L”articolo completo su «sabato sera» del 3 maggio.

Nella foto (dal profilo facebook del Comune di Dozza): il municipio

Il Comune di Dozza vende le azioni Hera al Conami. ll commento del sindaco Albertazzi
Economia 3 maggio 2018

Il gruppo Ima rileva la maggioranza azionaria dell'azienda guelfese Tmc

Piazza affari ha apprezzato con un rialzo del valore del titolo la notizia dell’accordo per l’acquisto da parte di Ima dell’82,5% delle azioni di Tmc, il gruppo guelfese che produce e commercializza macchine automatiche e linee per il confezionamento e la gestione di prodotti tissue e personal care e dei relativi servizi di assistenza post vendita.

Tissue machinery company si è costituita nel 1997 su iniziativa di Vanni Angeli, Matteo Gentili e Valter Macolini, andando ad occupare alcune nicchie di mercato quali il confezionamento (primario e secondario) dei rotoli casa e rotoli di carta igienica, il confezionamento (secondario) di prodotti per la cura personale quali pannolini per bambini, per adulti e prodotti per l’igiene intima femminile. «Questa operazione è per noi di grande soddisfazione – ha commentato Matteo Gentili, presidente di Tmc -. In Ima abbiamo individuato il miglior partner per proseguire il percorso di sviluppo della nostra società e per raggiungere ulteriori traguardi tecnologici e commerciali nel settore tissue e personal care. Entrando nel gruppo Ima siamo certi di poter accelerare il nostro progetto di rafforzamento tecnologico, sviluppo prodotti ed espansione geografica. Personalmente rimarrò in prima fila nella gestione strategica del gruppo Tmc, in pieno allineamento di interessi con Ima, con l’obiettivo di far diventare Tmc il riferimento globale, sia in termini tecnologici sia di servizio ed attenzione al cliente».

L’operazione prevede un esborso per Ima di 58,5 milioni di euro e l’opzione sul restante 17,5% da esercitarsi entro aprile 2023. «Tale operazione – ha commentato dal canto suo Alberto Vacchi, presidente e amministratore delegato di Ima – è strategica per il nostro gruppo e la partnership con Matteo Gentili, utilizzando Tmc come piattaforma per lo sviluppo del progetto, ci consentirà di creare un polo internazionale leader indiscusso nel settore tissue e personal care. Con questa operazione Ima continua il percorso di valorizzazione e crescita di marchi leader di mercato, rafforzando ulteriormente la propria presenza industriale in Italia».

r.e.

L”articolo completo su «sabato sera» del 3 maggio.

Nella foto: Alberto Vacchi, presidente e amministratore delegato di Ima

Il gruppo Ima rileva la maggioranza azionaria dell'azienda guelfese Tmc

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