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Cronaca 16 agosto 2018

Seno, labbra, naso come le star: sempre più giovanissimi ricorrono alla chirurgia estetica

La moda spopola in America, ma anche in Italia i numeri appaiono in crescita: sono sempre di più le ragazze (ma anche i ragazzi) che si affidano al bisturi per somigliare alle celebrità.

Chi sogna il seno dell”attrice Blake Lively, chi le labbra e il naso della modella Bella Hadid, ma la sostanza non cambia: tante under 30 si rivolgono alla chirurgia estetica alla ricerca di quella che per loro è la “perfezione”. 

La colpa, nemmeno a dirlo, in buona parte è dei social network. Basta guardare i dati resi noti dall”Aafprs (Accademia americana di chirurgia ricostruttiva e plastica facciale): quasi la metà dei chirurgi estetici degli Stati Uniti ha fatto sapere di aver ricevuto richieste di pazienti under 30 per migliorare la loro immagine ed essere perfetti nei selfie e nei post social.

Numeri più precisi arrivano dall”American Society of Plastic Surgeons (Asps), secondo la quale uno studio del 2015 ha registrato, nella fascia d’età sotto i 20 anni, 65.000 richieste di interventi, soprattutto di rinoplastica, aumento del seno e otoplastica (cioè interventi alle orecchie).  

In Italia la situazione non cambia di molto. Stando a una ricerca che la Società italiana di medicina estetica ha condotto insieme all’università Magna Grecia di Catanzaro, sono sempre più numerose le ragazze tra i 13 e i 18 anni che si rivolgono a un centro di chirurgia estetica per rifare seno, fianchi e gambe, mentre i maschi scelgono di intervenire su muscoli e naso.

I modelli cui ispirarsi, ovviamente, gli attori e i cantanti più in voga. Scendendo nel dettaglio delle percentuali, il 17,7% degli intervistati vorrebbe migliorare parti del proprio corpo attraverso la medicina estetica (49,2%) e la chirurgia plastica (31,3%). Un certo numero lo fatto davvero: il 15,8% delle ragazze e il 3,3% dei ragazzi ha dichiarato di avere già usufruito della medicina estetica per curare l’acne, ridurre i peli e le smagliature, correggere il naso, le orecchie o il seno.

Una moda dunque piuttosto diffusa, dalla quale gli esperti mettono in guardia i più giovani.

Il chirurgo estetico Renato Zaccheddu spiega innanzitutto che gli interventi di chirurgia estetica, in base alla legislazione italiana, si eseguono solo su pazienti maggiorenni, così come anche in Gran Bretagna. “Anche a me – confessa – è capitato di avere richieste da 15-17enni per rifare il naso o il seno, ma non affronto nemmeno il discorso, dicendo semplicemente che non posso fare nulla a questa età, per legge. L’unica eccezione consentita dalla legge è l’otoplastica, da effettuare col consenso obbligatorio di entrambi i genitori, a fronte di problematiche particolari”.

Secondo Zaccheddu “la sensibilità dei giovanissimi è aumentata e potrei dire che una delle ragioni principali è che si spende molto tempo giornalmente a mandarsi foto e video attraverso i social. Queste foto mettono inesorabilmente a nudo i difetti che tutti abbiamo ma che ora vengono continuamente immortalati e poi visti da tutti.  La modifica di tali foto prima di renderle pubbliche diventa quindi un momento importante, necessario. Si va alla ricerca di quella perfezione, che è pura illusione, non esistendo in natura e tantomeno non ottenibile sul tavolo operatorio. Quello che è importante capire è che la vera bellezza non è sinonimo di perfezione a tutti i costi e che non si ottiene cercando di replicare l’aspetto di altri”.

Attenzione, tuttavia, a questa rincorsa a modelli di perfezione che, dice il chirurgo, sono sbagliati. “Il problema – prosegue Zaccheddu – si pone quando viene richiesta una miglioria eccessiva di qualcosa che già  sta perfettamente nei canoni della normalità. Il pensiero di molti è che andare dal chirurgo voglia dire rifarsi come e dove si vuole, senza limitazioni. Per esempio cambiare, se non stravolgere, la forma degli occhi, del naso o delle labbra. Per assomigliare magari più a questo o quel personaggio pubblico. Oppure quando si richiede l’uso del botox a 20 anni perché non si sopporta la minima iniziale ruga di espressione sulla fronte o intorno agli occhi.  In questo caso il rifiuto a procedere è d’obbligo”.

Diverso, invece, è il caso di difetti visibili (seno piatto, naso “importante”) che possono compromettere il benessere del paziente in termini di relazioni sociali e stabilità emotiva.

“In questo caso – conclude l”esperto – la valutazione a procedere può essere considerata. In particolare, nei giovanissimi post-adolescenza, gli interventi più facilmente eseguibili sono, in ordine decrescente: mastoplastica additiva, rinoplastica, liposuzione, otoplastica. Per quanto riguarda il trattamento estetico non chirurgico, invece, il riempimento delle labbra. Ribadisco però il mio no ad interventi immaginari a cambiare forme o proporzioni nel tentativo di assomigliare a questo o all’altro”.

Seno, labbra, naso come le star: sempre più giovanissimi ricorrono alla chirurgia estetica
Cronaca 8 agosto 2018

Al sole senza paura, i consigli e i miti da sfatare per evitare guai con la tintarella

La pelle è allo stesso tempo l’organo più vasto del corpo umano e quello che, in media, trascuriamo di più, soprattutto in estate quando inizia, letteralmente, la caccia alla tintarella più scura e più duratura. Come destreggiarsi, quindi, fra bellezza e salute? Lo abbiamo chiesto alle farmaciste Elena e Giulia Penazzi, titolari della farmacia di Zolino che, oltre a vendere prodotti di terzi, ha da tempo creato la propria linea di dermocosmetici per la cura della pelle.

Inquadriamo la situazione: stare al sole fa più bene o più male?
“Il sole fa bene – spiega Elena –. Aumenta la produzione di vitamina D, è benefico per le ossa ed è un antidepressivo naturale. Ma la pelle deve sempre essere protetta per l’esposizione al sole. Di fatto la produzione di melanina, l’abbronzatura per intenderci, è una forma di protezione che la pelle attua contro i raggi del sole. È qui che entra in gioco la crema solare”.

Come scegliere un buon solare per una bella abbronzatura?
“Innanzitutto bisogna sfatare il mito che una protezione solare alta non fa abbronzare – aggiunge Giulia –. Il sole abbronza la pelle anche e meglio quando la pelle è protetta dal giusto filtro solare. I filtri solari sono molecole che riflettono i raggi del sole (filtri fisici) o li assorbono restituendone una minore quantità (filtri chimici). In entrambi i casi permettono alla pelle di subire meno danni da sole. Basti pensare che negli Stati Uniti le creme solari sono considerate farmaci veri e propri e sono soggette a legislazioni e controlli rigorosi”.

In Italia invece, Paese mediterraneo, cerchiamo l’abbronzatura più evidente e che duri più a lungo…
“Sì, ma è sbagliato decidere di non proteggere la pelle in cambio della tintarella desiderata – continua Elena –. È solo proteggendola adeguatamente i primi giorni che si può ottenere il massimo risultato, perché la melanina nuova impiega fra le 48 e le 72 ore per essere generata e servire per la causa dell’abbronzatura. Inoltre non va dimenticato che il sole è la prima causa delle rughe in viso, quindi per preservare il proprio patrimonio facciale è sempre bene proteggersi con una protezione alta”.

Come si identifica il solare giusto per la propria pelle?
“Farsi consigliare da chi lavora come noi per una cultura della salute e della prevenzione è una buona scelta – spiega Giulia, autrice di diversi libri sulla cosmesi –. Una buona crema solare sarebbe sempre da comprare attraverso i canali tradizionali della dermocosmesi, farmacia parafarmacia o profumeria, scegliendo però solo le marche migliori, quelle che prestano attenzione ai criteri dermatologici. La differenza di prezzo non è sostanziale ma l’efficacia della protezione sì. Inoltre su internet o attraverso canali non tradizionali, come le bancarelle del tutto a pochi euro, si rischia di acquistare prodotti contraffatti, dunque inutili se non addirittura dannosi”.

Una crema solare comune, quindi, non protegge la pelle anche se indica un buon grado di protezione?
“I filtri solari sono molecole costose ed altamente instabili – precisa Elena, che si occupa di informazione di settore per diverse pubblicazioni farmaceutiche ed è docente del master di Cosmetologia dell’università di Ferrara –. Inevitabilmente le creme più economiche sono realizzate con filtri solari più economici, che non durano a lungo sotto il sole. In pratica mettere una crema solare economica è come non metterla. Negli ultimi anni le patologie della pelle, come i melanomi, i tumori della pelle, sono più che raddoppiate nella popolazione fra i 30 e i 50 anni. Inoltre bisogna prestare molta attenzione ai bambini perché è dimostrato che una scottatura in età infantile aumenta del 75 per cento la possibilità di tumori cutanei in età adulta”.

Altri miti da sfatare?
“Quello delle creme solari è un argomento complesso e molto vasto, perché è importante anche la preparazione della pelle prima di metterla al sole e la cura doposole. Ma, sì, diciamo pure che la protezione 15 non è assolutamente una protezione troppo alta per l’abbronzatura. Anzi… La nostra pelle parla di noi e della nostra salute, facciamole raccontare il meglio”. (mi.mo.)

Nella foto Elena e Giulia Penazzi

 

Al sole senza paura, i consigli e i miti da sfatare per evitare guai con la tintarella
Cronaca 4 agosto 2018

Estate, caldo e piogge insieme ideali per le zanzare tigre che si moltiplicano a dismisura

Le frequenti piogge e il caldo tropicale hanno fatto proliferare la zanzara tigre, rendendola particolarmente fastidiosa in alcune zone di Imola (Pontevecchio, zona industriale, piscina comunale e parco delle Acque Minerali). Così le lamentele si sono moltiplicate.

«E’ stata nostra premura registrare le segnalazioni pervenute da parte di alcuni cittadini e tramutarle nell’immediata attivazione del servizio ambiente – informano dal palazzo comunale -. Il problema è evidente e per la sua risoluzione ci stiamo interfacciando con la ditta incaricata al processo di disinfestazione affinché ponga in atto idonee soluzioni al problema».

Spetta infatti al Comune, attraverso una ditta incaricata, provvedere alla disinfestazione periodica delle aree pubbliche, comprese strade, scuole e zone verdi e a trattare tutti i pozzetti delle strade e degli edifici pubblici sia della città che delle fazioni.

Ma anche i cittadini sono chiamati a fare la loro parte. Le zanzare proliferano negli ambienti umidi e tendono a concentrarsi laddove vi sia acqua stagnante. Per cui, per evitare che depongano le uova, è necessario evitare che vi siano ristagni d’acqua, pulendo minuziosamente le grondaie e le ciotole ove bevono i propri animali domestici, così come andrebbero sempre svuotati i secchi e gli annaffiatoi. Inoltre, nei pozzetti di propria competenza utilizzare settimanalmente il larvicida e ricoprire con zanzariere tombini e contenitori di accumulo acqua.

Nella foto le larve della temuta zanzara tigre

Estate, caldo e piogge insieme ideali per le zanzare tigre che si moltiplicano a dismisura
Cronaca 31 luglio 2018

Come difendersi dal caldo: i consigli da seguire per stare bene anche a tavola

I meteorologi sono d”accordo: siamo entrati nel periodo più caldo dell”estate 2018. In questi giorni il disagio bioclimatico – così viene definito sul sito di Arpae Emilia Romagna il rischio calore – si fa sentire, in particolare nelle zone di pianura o collinari.

Urge dunque mettere in atto rimedi per difendersi dalla calura e anche a tavola si può fare molto contro il pericolo più serio della stagione, rappresentato dalla disidratazione. Dunque ricordiamoci di bere molto e, nella scelta dei cibi, optiamo per alimenti ricchi di acqua.

Attenzione però: beviamo anche quando non sentiamo lo stimolo della sete e accertiamoci che anche bambini e anziani assumano molti liquidi. Proprio quando si supera una certa età, infatti, quel segnale d”allarme che è la sete non sempre funziona come dovrebbe.

Ecco allora alcuni consigli sempre validi per ridurre i rischi dovuti alle ondate di calore pubblicati anche sul sito dell”Ausl di Imola:

– Bere molto e spesso acqua (a temperatura ambiente o fresca) almeno 2 litri (8 grandi bicchieri) al giorno. Anche quando non si ha sete, evitando bibite gassate, zuccherate e ghiacciate.
– Evitare gli alcolici e limitare the, caffè e altre bevande che contengono caffeina: agiscono come diuretici e favoriscono la disidratazione.
– Mangiare molta frutta e verdura, preferibilmente cruda e di stagione, anche frullata o centrifugata. Questi cibi sono una fonte di vitamine e sali minerali, oltre che di acqua.
– Vietati i cibi pesanti: fritti, umidi ed intingoli. Pesce e carni bianche vanno preferite a formaggi, insaccati e carni rosse.
– Sì a pasta, riso e patate, ma in modica quantità e con condimenti leggeri. Bene latte, yogurt e gelati o sorbetti alla frutta.
– L’uso di integratori alimentari va limitato e non deve sostituire i pasti normali, che devono essere frequenti (5 al giorno: colazione, spuntino, pranzo, merenda e cena) e leggeri.
– Attenzione alla corretta conservazione degli alimenti. Per evitare intossicazioni, più facili con il caldo, gli alimenti devono essere sempre ben cotti, conservati in frigorifero e consumati in giornata.

Come difendersi dal caldo: i consigli da seguire per stare bene anche a tavola
Cronaca 19 luglio 2018

Sanità, la neo assessora Dhimgjini: «Autonomia dell’Ausl nei servizi per i cittadini»

Ina Dhimgjini, la nuova assessora alle Politiche sociali e sanitarie, abitative e volontariato, senza dimenticare le novità di famiglia e disabilità, viene da Livorno. Negli ultimi quattro anni ha fatto l’assessore per il sindaco Nogarin (M5S). Le toccano materie «pesanti» come la sanità.

Autonomia dell’Azienda usl, efficienza, integrazione, depotenziamento, reti cliniche. Parole diventate slogan. Durante la presentazione della Giunta la sindaca Sangiorgi sembra aver virato più sull’efficienza rispetto al mantenere la «partita Iva dell’Ausl». L’autonomia va difesa a spada tratta oppure no?
«Può aver fatto scalpore ma la sindaca ha detto qualcosa che è un dato di fatto, ora che stiamo andando verso accorpamenti di Aziende sanitarie le logiche dipendono molto dalla Regione. Ma siamo d’accordo che occorre articolare quei servizi che sono di prossimità al cittadino e su questi si chiede e si esige autonomia, ad esempio il percorso delle liste d’attesa è sovraordinato da un investimento anche di risorse umane che fa l’Ausl ma sindaco e territorio quando ravvisano tempi lunghi possono rappresentare un impulso molto importante di segnalazione e concertazione su percorsi più virtuosi, che può essere condiviso con protocolli o convenzioni. La stessa cosa vale per le disabilità o la non autosufficienza».

Autonomia dell’Ausl significa chiedere per il nostro territorio a prescindere da chi sarà il vertice regionale in futuro?
«Sì, e con l’efficienza di pari passo».

Martedì 17 luglio è stato presentato ufficialmente il documento sulla riorganizzazione e integrazione sanitaria metropolitana. Possiamo essere ottimistisu quello che ci aspetta per l’ospedale di Imola?
«L’attenzione va sempre tenuta alta ma ci possono essere dei presupposti sui quali lavorare. Comunque non facciamo le scelte da soli, ci vuole la condivisione con i professionisti e l’osservatorio della cittadinanza. Ne discuteremo all’interno delle commissioni e faremo dibattiti pubblici per capire se va bene o va integrato». (l.a.) 

L’intervista alla nuova assessora venuta da Livorno con domande anche sui temi del welfare e delle politiche per la case sul “sabato sera” in edicola dal 19 luglio

Nella foto Ina Dhingjini

Sanità, la neo assessora Dhimgjini: «Autonomia dell’Ausl nei servizi per i cittadini»
Cronaca 19 luglio 2018

Sanità, «Nessuna ipotesi prevede la fusione dell’Ausl di Imola con Bologna»

Tocca a Giuliano Barigazzi, presidente della Conferenza territoriale metropolitana e assessore alla Sanità del Comune di Bologna, togliere ogni dubbio agli imolesi su cosa li aspetta dalla «sanità del futuro» alla bolognese. 

Nelle quattro ipotesi di scenario presentate, riusciamo davvero a salvare l’autonomia dell’Ausl di Imola, in particolare se si procedesse con la nuova Azienda ospedaliero universitaria e la nuova Azienda sanitario-universitaria?
«Non è necessaria la fusione per nessuna delle ipotesi messe in campo. Le due a cui si riferisce sono sulle alte specialità e non comportano che si debba fondere l’Ausl di Bologna con Imola. Molti degli strumenti organizzativi, dai distretti con i Dipartimenti di continuità, se vuole, l’Azienda di Imola li può realizzare senza alcun bisogno di fusioni. Vista anche la richiesta del territorio di mantenere una propria autonomia, mi pare che il documento vada in quella direzione».

In effetti da tempo Imola chiede il rispetto dell”autonomia della propria Azienda sanitaria come garanzia per i servizi del territorio. Un impegno sul quale già l”ex sindaco Manca, oggi senatore, si è speso non poco. (l.a.) 

Altri particolari sul “sabato sera” del 19 luglio.

Nella foto l’assessore Giuliano Barigazzi

Sanità, «Nessuna ipotesi prevede la fusione dell’Ausl di Imola con Bologna»
Sport 17 luglio 2018

Sport e salute, domani la seconda edizione della Glucasia RunByNight

Domani è in programma la 2^ edizione della Glucasia RunByNight, organizzata appunto dall”associazione Glucasia in collaborazione con l’Atletica Imola Sacmi Avis. La gara rappresenta la 3^ tappa del circuito «Imola Corre 2018» ed è inserita nel calendario regionale Uisp, ma  ha lo scopo principale di voler diffondere una sana pratica sportiva associata alla conoscenza di importanti realtà territoriali imolesi.

Il ritrovo è fissato alle ore 19.30 all’interno dello stadio Romeo Galli, mentre il via sarà alle ore 21.30. La manifestazione è aperta a tutti, adulti e bambini, e i partecipanti dovranno coprire, in notturna, la distanza di 5,5 km sia per la competitiva che per la camminata. Il percorso prevede la partenza dalla pista di atletica dello stadio, prima di percorrere metà giro in senso antiorario, uscire dal cancello laterale e dal viale Romeo Galli entrare nell’autodromo dalla curva delle Acque Minerali. Si procede così in direzione oraria (opposta al senso abituale del circuito) verso l”uscita del Tamburello, si raggiunge l’interno del parco passando davanti al monumento di Senna, poi davanti alla discoteca per poi risalire verso il Circolo Cacciari. Infine si entra nel viale Atleti Azzurri d’Italia per tornare dentro la pista di atletica e percorrere l’altra metà del giro, con l’arrivo posto nello stesso punto della partenza. Al traguardo sarà presente anche un punto di ristoro con acqua, thè, succhi di frutta e zucchero.

Il costo delle iscrizioni è di 10 euro per la competitiva e 5 euro per la camminata, entrambe comprensive di pacco gara.  Numerosi anche gli eventi collaterali: dalle ore 18 sarà disponibile uno spazio di intrattenimento per bambini e adulti all”interno dello stadio con baby dance, truccabimbi, gonfiabile e, dalle 20.30, riscaldamento e stretching a ritmo di musica. Durante l”evento sarà allestito un buffet per tutti i partecipanti, con la possibilità per i presenti di effettuare anche la prova glicemica pre e post gara/camminata da parte del personale infermieristico del Servizio Diabetologico Asl di Imola. Tutti i partecipanti (competitiva e camminata) dovranno munirsi di torcia/pila per illuminare il percorso.

Referente manifestazione (inf@glucasia.com): Silvia Penazzi 347/0743948.

d.b.

Nella foto: la locandina dell”evento

Sport e salute, domani la seconda edizione della Glucasia RunByNight
Cronaca 16 luglio 2018

Controlli a tappeto dell’Ausl nelle strutture per anziani, in accordo con i Comuni e la Regione

L’Ausl di Imola sta visitando a tappeto tutte le strutture residenziali autorizzate al funzionamento che ospitano anziani, le famose cra. Siano esse pubbliche, private o accreditate. Sono controlli per valutare i requisiti e la qualità dell’assistenza. Analoghi controlli, ma per censire la situazione e riscontrare eventuali criticità, stanno coinvolgendo le case-famiglia con capienza fino a sei posti letto. Complessivamente si tratta di 29 case di riposo e 8 case-famiglia.

«L’attività sulle strutture autorizzate è iniziata ad aprile e si completerà in un triennio, come previsto dal progetto proposto in accordo con i dieci Comuni del Circondario imolese» spiega Gabriella Martini, direttrice del dipartimento di Sanità pubblica dell’Ausl. La Regione ha stanziato circa 12.300 euro euro per il primo anno, «mentre i due anni successivi saranno finanziati in base al programma delle attività da svolgere». Per quanto riguarda le case-famiglia, invece, la verifica è stata avviata l’anno scorso su richiesta della Regione stessa, e dovrà essere completata entro il 2018.  

«Dopo l’autorizzazione o l’accreditamento di fatto non vediamo più queste strutture, a meno che non vi siano segnalazioni di problematicità da parte del Comune, di un parente o delle forze dell’ordine. Però si tratta di un servizio potenzialmente a rischio vista l’utenza fragile – motiva Martini -, secondo noi occorreva coprire questo “buco”, da qui la nostra proposta che è piaciuta alla Regione tanto da erogare le risorse aggiuntive per metterla in atto». Le visite dei tecnici, tra l’altro, avvengono in «orari non convenzionali, cioè di sera oppure la domenica» chiarisce Martini. «Ad oggi ne abbiamo controllate quattro e non abbiamo trovato difformità tali da pregiudicare il funzionamento della struttura – sottolinea Martini -, solo qualche problema di pulizia oppure ritardi nella manutenzione straordinaria per una porta rotta oppure il rivestimento di un bagno da sistemare. Si tratta di violazioni sanabili, per cui abbiamo chiesto delle prescrizioni di adeguamento ma nessuna sanzione o richieste di chiusura».

Situazione tranquilla anche sul fronte delle case-famiglia. «L’anno scorso ne abbiamo visitata una a Castel del Rio e tre a Imola, quest’anno stiamo procedendo con le rimanenti – spiega Martini -. Fino ad ora non abbiamo riscontrato non conformità tali da dover sospendere l’attività. Abbiamo, però, segnalato alla Regione alcuni elementi che noi riteniamo siano da considerare con attenzione per le prossime stesure normative. Tra questi c’è la qualifica degli operatori, perché in alcune realtà il gestore è un infermiere mentre in altre cono persone che hanno sempre fatto altro nella vita. Tutto questo ad oggi non è vietato, vedremo come si orienterà in futuro la Regione…». Per queste strutture, infatti, non esistono parametri di riferimento se non quello del numero massimo degli ospiti (6 posti) e i requisiti minimi di igiene e conformità (come l’impianto elettrico e termico) ma la Regione ha intenzione di metterci mano a breve. (l.a. ) 

Altri particolari negli articoli sul “sabato sera” in edicola dal 21 luglio. 

Nella foto Gabriella Martini

Controlli a tappeto dell’Ausl nelle strutture per anziani, in accordo con i Comuni e la Regione
Cronaca 13 luglio 2018

La Regione eliminerà i superticket su farmaci ed esami per i redditi fino a 100 mila euro

La Giunta regionale, guidata dal presidente Stefano Bonaccini, ha deciso di eliminare la tassa aggiuntiva sui farmaci e le prestazioni specialistiche, dagli esami di laboratorio a quelli radiologici, introdotta a seguito della manovra estiva del Governo Berlusconi nel 2011. Va sottolineato, per prima cosa, che la nuova misura non entrerà in vigore immediatamente bensì dal prossimo 1 gennaio, ma si tratta comunque di una buona notizia per le tasche della gran parte dei cittadini emiliano-romagnoli. La manovra annunciata prevede che i cosiddetti superticket rimangano in vigore solo per i redditi oltre i 100 mila euro (ora la quota aggiuntiva di ticket non si paga al di sotto dei redditi fino a 36 mila euro annui).

Inoltre, con quanto incamerato da questi ultimi, la Regione intende coprire anche l”azzeramento del ticket base sulle prime visite (23 euro) per i nuclei familiari numerosi con due o più figli. Dai calcoli fatti, in questo caso si tratta di 330 mila famiglie potenzialmente interessate per un totale di 1 milione e mezzo di persone (tra genitori e figli). «E’ il primo provvedimento di questo tipo in Italia» rivendicano dalla Regione.

Fatti due conti, per coprire l’operazione occorreranno quasi 33 milioni di euro che verranno interamente da fondi regionali (dal superticket che rimane sui redditi superiori ai 100 mila euro si ipotizza entreranno 8 milioni annui).

«Siamo particolarmente orgogliosi per una decisione che va incontro ai cittadini e alle famiglie abbassando il loro carico fiscale» ha dichiarato il presidente Bonaccini. «Vuol dire che la strada intrapresa è quella giusta – ha spiegato -. Una strada passata prima per la razionalizzazione della spesa, senza che si siano intaccati efficienza ed efficacia, con 445 milioni di euro risparmiati grazie alla centrale unica per gli acquisti nella pubblica amministrazione nell’ultimo triennio, di cui oltre 370 proprio nella sanità, poi per gli investimenti in edilizia sanitaria, per rinnovare gli spazi e costruirne di nuovi, e nel potenziamento degli organici e la lotta al precariato, con oltre 5 mila assunzioni e stabilizzazioni negli ultimi due anni di medici, infermieri e operatori sanitari. Una Regione virtuosa e con i conti in ordine che ora può permettersi di guardare ai bisogni dei propri cittadini e di trovare, per quei bisogni, risposte concrete» ha concluso Bonaccini.

Come detto, ora occorre rendere concretamente operativo il tutto. Da qui alla fine dell’anno la Regione dovrà completare il percorso necessario per rendere concreta questa scelta, compreso l’allineamento con la legge di bilancio 2019 dello Stato e la messa a punto del regolamento applicativo. (l.a.)

Link al sito della Regione

La Regione eliminerà i superticket su farmaci ed esami per i redditi fino a 100 mila euro
Cronaca 27 giugno 2018

Tumore allo stomaco, intervento rivoluzionario presso la Gastroenterologia di Imola. La testimonianza

“Desidero ringraziare i medici e gli infermieri dell’ospedale che hanno fatto un lavoro eccezionale e mi hanno rimesso in piedi in un tempo record” inizia così il racconto di Marco, affetto da tumore dello stomaco curato in maniera mini-invasiva dalla Gastroenterologia di Imola. “Mi avevano diagnosticato un carcinoma del cardias – spiega -, malattia particolarmente insidiosa non solo per la sua natura maligna ma anche perché la posizione al passaggio tra l’esofago e lo stomaco avrebbe richiesto un intervento chirurgico assai pesante e con esiti incerti sulla ripresa della mia salute, già minata da alcune precedenti disavventure e dal sovrappeso corporeo, ma alla fine è andato tutto per il meglio”. 

La testimonianza del settantaduenne imolese è stata raccolta e rilanciata dalla stessa Azienda usl imolese con una nota nella quale viene anche spiegato nel dettaglio la tecnica utilizzata da Sandro Sferrazza, medico della Gastroenterologia che ha eseguito l’intervento: “Abbiamo fatto una dissezione sottomucosa per via endoscopica. Una metodica in uso da circa due anni presso la nostra Unità operativa ed eseguita solamente in pochi centri specializzati sul territorio nazionale. Consente di asportare tumori anche molto estesi, purché non siano troppo profondi e non abbiano ancora provocato metastasi, utilizzando la gastroscopia o la colonscopia, a seconda della sede del tumore”.

Per questa tecnica si usano bisturi miniaturizzati. “Consentono di staccare con grande precisione, letteralmente millimetro per millimetro, il tumore senza romperlo affinché l’intervento sia curativo e si possa consegnare un pezzo unico per l’esame istologico – continua Sferrazza -. Nella maggior parte dei casi non è necessario eseguire ulteriori interventi né chemioterapie e consente di lasciare intatti l’organo e la sua funzione”. Come sottolinea lo specialista non è una metodica applicabile a tutti i tipi di tumore, ma quando si può utilizzare il vantaggio per il paziente è notevole rispetto alla chirurgia tradizionale.

Pietro Fusaroli, il direttore della Gastroenterologia imolese che ha coordinato l”operazione, aggiunge: “E” stato un impegno di notevole complessità, di una durata da record, ben dieci ore. Avevamo eseguito interventi simili in precedenza, ma questo è stato di eccezionale complessità tecnica a causa dalla posizione del tumore e dalla sua estensione”. Ad esempio, le infermiere dell”équipe si sono dovute alternare nel corso della giornata in sala operatoria. “Si può affermare di aver scritto una pagina di buona sanità a Imola, con attrezzature d’avanguardia ed operatori esperti – conclude soddisfatto Fusaroli -. Il benessere del paziente, che dopo pochi giorni dall’intervento era già a casa, è stata la ricompensa più grande”. (r.c.)

Nella foto l”équipe della Gastroenterologia che ha eseguito l”intervento

Tumore allo stomaco, intervento rivoluzionario presso la Gastroenterologia di Imola. La testimonianza

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