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Cronaca 22 ottobre 2018

Uno studio dell'Istituto Ramazzini sui ratti conferma il legame tra le onde elettromagnetiche e l'aumento dei tumori

L’istituto Ramazzini ha da poco concluso uno studio sugli effetti delle onde prodotte da ripetitori e trasmettitori di telefonia mobile. I risultati sono stati esposti venerdì 28 settembre a San Lazzaro in una conferenza promossa da centro sociale Malpensa, Legambiente e associazione San Lazzaro in transizione. L’esito del lavoro, anticipato nei mesi scorsi, è diventato di attualità in quanto si è appena conclusa l’asta delle radiofrequenze che porterà nelle casse dello Stato la cifra record di oltre 6,55 miliardi di euro, sborsati dalle principali società di telefonia.

Lo studio del Ramazzini esamina gli effetti delle frequenze su cui viaggiano le conversazioni e i messaggi dei nostri cellulari, wifi incluso, in particolare la nuova tecnologia 5G. «Tra i nostri obiettivi c’è la divulgazione dei numeri e delle buone pratiche per proteggere la nostra salute – spiega Andrea Vornoli, ricercatore del Ramazzini, 32 anni, che ha lavorato sia in Italia che negli Stati Uniti –. In attesa che «la Iarc (agenzia internazionale per la ricerca sul cancro, ndr) riveda le sue posizioni sui danni causati dall’esposizione ai campi elettro-magnetici».

L’esito dello studio riapre un controverso dibattito sulla salute pubblica: i cellulari possono generare il cancro? «Sui topi i dati lasciano pochi dubbi» affermano i ricercatori del Ramazzini. Due gli studi che li hanno convinti. Il primo, svolto negli Stati Uniti dal National Toxicology Program (Ntp), il secondo, a suffragio dei risultati americani, eseguito in Italia dal Ramazzini, che a Bologna ha tre sedi: il poliambulatorio di via Libia, il centro clinico di prevenzione oncologica di Ozzano, che tra le altre cose offre visite di prevenzione oncologiche gratuite per gli over 65, e un centro di ricerca presso il castello di Bentivoglio.

Il succo della ricerca si trova nei risultati dei due studi, americano e italiano. Sebbene le cavie statunitensi sono state esposte a radiofrequenze mille volte superiori a quelle della prova svolta dal Ramazzini, «i ratti si ammalano, nei due continenti, dello stesso tumore».

Nello studio italiano circa 2.500 ratti sprague-dawley, quelli più usati negli studi clinici, sono stati esposti a radiazioni gsm con una frequenza di 1.8 gigahertz (Ghz), ossia quella delle antenne per la telefonia mobile. L’esposizione è stata di 19 ore al giorno per tutta la loro vita, dalla gravidanza delle madri fino alla loro morte, con dosi identiche a quelle cui siamo esposti noi quotidianamente. L’indagine italiana ha valutato l’impatto generale delle radiazioni ambientali, mentre gli americani hanno verificato gli effetti di quelle emesse dai cellulari posizionati a poca distanza da specifici tessuti.

Entrambe le ricerche hanno osservato nei ratti maschi un aumento nell’incidenza dell’1,4% di rari schwannomi maligni, tumori che colpiscono le cellule nervose cardiache, mentre nelle femmine quello di gliomi maligni al cervello. In entrambi i sessi è stata osservata anche l’iperplasia delle cellule di Schwann, che sono nel sistema nervoso periferico. Un caso, dunque, che due studi sui ratti sottoposti a onde elettromagnetiche abbiano generato gli stessi risultati? I ricercatori sono convinti di no. «Sulla base dei risultati comuni – ha spiegato Vornoli– riteniamo che la Iarc debba rivedere la classificazione di radiofrequenze, da “possibili” cancerogeni, come definite finora, a “probabili”». (ti. fu.)

L’articolo completo è su «sabato sera» del 18 ottobre

Uno studio dell'Istituto Ramazzini sui ratti conferma il legame tra le onde elettromagnetiche e l'aumento dei tumori
Cronaca 16 ottobre 2018

Avviata anche a Imola la sorveglianza sanitaria sui lavoratori esposti all’amianto

L’amianto è un materiale molto comune, dalla consistenza fibrosa, ampiamente usato in passato per via della sua resistenza al calore. Ma è anche molto nocivo per la salute (tant’è che la sua produzione, lavorazione e vendita è oggi vietata in molte nazioni, Italia compresa) e le conseguenze per chi ne abbia subito l’esposizione (tumori all’apparto respiratorio) possono evidenziarsi anche dopo molti anni. Ecco perché la Regione Emilia Romagna ha attivato uno specifico Protocollo di sorveglianza sanitaria dei lavoratori ex esposti all’amianto, che prevede l’attivazione in tutte le aziende sanitarie di un ambulatorio dedicato all’informazione e alla sorveglianza sullo stato di salute di chi, appunto, in passato abbia lavorato a contatto con l’amianto.

E’ infatti fondamentale che tutti coloro che hanno lavorato a contatto con le polveri di amianto ed i loro familiari ricevano una corretta informazione sui possibili rischi per la salute, sugli aspetti previdenziali e sulle procedure amministrative per ottenere il riconoscimento del danno subito e, al contempo, valutare il grado di esposizione avvenuta in passato attraverso un percorso di sorveglianza sanitaria, con accesso diretto e gratuito a controlli ed esami. Ebbene, sarà compito di ambulatori dedicati e strutturati prendere in carico i lavoratori venuti a contatto l’amianto, fornire loro tutte le informazioni, definire e gestire il percorso più opportuno di assistenza sanitaria per prevenire e contenere le possibili patologie correlate alla pregressa esposizione lavorativa all’amianto. Le prestazioni erogate saranno completamente gratuite per il richiedente e non necessiteranno della richiesta del medico curante né del pagamento del ticket.

Per quanto riguarda l’Azienda Usl di Imola, l’ambulatorio per la sorveglianza sanitaria dei lavoratori che sono stati esposti all’amianto è attivo dall’1 ottobre. Tale ambulatorio si trova all’interno dell’ospedale vecchio ed è gestito dal Servizio di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro guidato dal dottor Paolo Galli (nella foto). Per chiedere un appuntamento è necessario chiamare il front office del Dipartimento di sanità pubblica dell’Ausl di Imola allo 0542/604950, dal lunedì al venerdì dalle ore 8.30 alle 12.30 e il martedì pomeriggio dalle ore 14.30 alle 17.

r.c.

Nella foto: il dottor Paolo Galli

Avviata anche a Imola la sorveglianza sanitaria sui lavoratori esposti all’amianto
Cronaca 9 ottobre 2018

Tutti d'accordo sul nome di Alberto Minardi per il direttore del distretto dell’Azienda usl di Imola.

E’ Alberto Minardi il direttore del distretto dell”Ausl di Imola. Oggi il Comitato di distretto, costituito dai sindaci del Circondario, ha espresso un parere favorevole unanime. Tra pochi giorni, con la delibera dell’Ausl sarà effettivo l’affidamento dell’incarico. La decisione era attesa ormai da mesi, L’avviso di selezione, per quella che è considerata una figura chiave anche nelle ipotesi di riordino metropolitano della sanità, era stato pubblicato ad aprile, i nomi in lizza rimasti erano due. La scelta spetta all’Azienda sanitaria ma, essendo un ruolo che intreccia funzioni sociali e sanitarie, prevede che alla proposta del direttore generale ci sia il parere del territorio, cioè dei sindaci.

Minardi, imolese, classe ’54, laureato in Medicina e chirurgia, è stato già direttore di Distretto dell’Ausl di Imola dal 2000 al 2007, poi ha ricoperto lo stesso incarico per l’allora Ausl di Ravenna fino al 2015, anno in cui è rientrato a Imola come direttore del Coordinamento delle attività di promozione della salute e di prevenzione di competenza delle cure primarie. Le sue competenze gestionali nell’ambito della medicina territoriale e distrettuale sono indubbie, Minardi è stato, a suo tempo, il principale ideatore e organizzatore dell’associazionismo medico, dell’integrazione e del budget dei medici di medicina generale, divenuto un modello a livello nazionale.

«Minardi è un dirigente di indubbio valore sia professionale che umano, molto stimato in Azienda e sul territorio, con una grande esperienza nel ruolo che andrà a ricoprire – ha dichiarato il direttore generale Andrea Rossi –. E’ quindi un compito sfidante quello che gli affidiamo, che siamo certi saprà interpretare al meglio e con il vigore e la capacità innovativa che ben conosciamo».

«Ritengo che il nostro territorio possa costituire un laboratorio sperimentale ed innovativo nel riconoscimento dei nuovi bisogni emergenti e nella creazione di modalità di risposta comunitarie – ha aggiunto Minardi -, ancor di più in questa nuova fase in cui ritornano prioritari, per le organizzazioni socio-sanitarie, esiti di salute rispetto a obiettivi di risparmio economico tramite economie di scala. Ciò va portato avanti con il contributo fondamentale degli Amministratori comunali, dei medici di famiglia, del terzo settore, dei singoli cittadini, di cui il direttore del Distretto è interlocutore privilegiato». (r.c.)

Tutti d'accordo sul nome di Alberto Minardi per il direttore del distretto dell’Azienda usl di Imola.
Cronaca 6 ottobre 2018

La Croce Rossa di Imola celebra i 130 anni offrendo uno screening gratuito sulle malattie cardiovascolari

In occasione dei 130 anni del comitato di Imola di Croce rossa italiana, domenica 7 ottobre dalle 8.30 alle 13 sarà allestito un punto medico avanzato, a capo del quale ci sarà il tenente colonnello medico Piergiovanni Rocchi, ufficiale medico della Cri.

L”attività verrà effettuata in collaborazione con il Corpo militare sanitario e le infermiere volontarie del comitato Cri di Imola: si tratterà di uno screening gratuito alla popolazione sulle malattie cardiovascolari.

Appuntamento dalle ore 8.30 alle 13 a Imola in piazza Gramsci.

Nella foto un mezzo della Croce Rossa di Imola tratta dal sito ufficiale

La Croce Rossa di Imola celebra i 130 anni offrendo uno screening gratuito sulle malattie cardiovascolari
Cronaca 5 ottobre 2018

Allattiamo insieme! Il flashmob va in scena sabato 6 ottobre alle 10 a Imola, in piazza Gramsci

«Allattiamo insieme!» è il nome del flashmob per sostenere l”allattamento al seno, un appuntamento importante per le neomamme e per i loro bimbi.

L”iniziativa, promossa per il sesto anno consecutivo dalla Regione Emilia Romagna (assessorato Politiche per la salute e assessorato Politiche sociali) in collaborazione con le Ausl, si inserisce nell”ambito delle manifestazioni legate alla settimana mon-diale dell”Allattamento materno.

Appuntamento sabato 6 ottobre alle ore 10 in piazza Gramsci a Imola.

Allattiamo insieme! Il flashmob va in scena sabato 6 ottobre alle 10 a Imola, in piazza Gramsci
Cronaca 4 ottobre 2018

Aggressioni in Pronto soccorso e Medicina, proposto un protocollo che coinvolga le forze dell’ordine

L’Azienda usl, sollecitata dalle organizzazioni sindacali, ha deciso di proporre un protocollo di collaborazione con le forze dell’ordine e ha fissato per lunedì prossimo, 8 ottobre, un tavolo di confronto al quale parteciperà anche l’assessora del Comune di Imola, Ina Dhimgjini.

Il tema sono le aggressioni agli operatori sanitari, in particolare in Pronto soccorso. Episodi resi noti dalla Lega Nord, facendo immediatamente venire alla mente certi casi drammatici di cronaca. Gli episodi segnalati a Imola stati avvenuti tre in Pronto soccorso e uno nel reparto di Medicina, due riguardano persone per le quali si stava attivando un Tso e un terzo un paziente con problemi cognitivi che, cercando di allontanarsi dal reparto, ha colpito gli infermieri che tentavano di fermarlo, l’ultimo caso è riferito ad una persona in attesa che si è spazientita e ha tirato un vaso contro il banchetto del triage. Questo per ricostruire l’accaduto, che non minimizza la preoccupazione e relativa richiesta di sicurezza che accomuna l’Ausl stessa e i sindacati. Sono «episodi verificatisi nell’ultima settimana, con una frequenza certamente inconsueta e non rappresentativa del grado di sicurezza generale dell’ospedale di Imola» sottolinea l’Ausl con una nota.

Il protocollo di intesa con le forze dell’ordine, continua l’Ausl, dovrebbe garantire «l’intervento delle forze dell’ordine in caso di chiamata da parte degli operatori, negli orari in cui il posto di Polizia sito al Pronto soccorso non è attivo (nel pomeriggio e negli orari serali e notturni)».

Nel frattempo il triage del Pronto soccorso da lunedì 1 ottobre è stato già potenziato con un’unità di personale infermieristico. Una linea che sembra perseguire anche quella caldeggiata dai sindacati, in particolare dalla Fp Cgil che concorda sul protocollo («indispensabile» ma sbagliata la «militarizzazione del pronto soccorso») ma vorrebbe approfittarne per andare oltre, con proposte sull’organizzazione dei sevizi, ad esempio rivalutando l’attività del distretto per «trovare risposte primarie di base perchè altrimenti tutti si riversano in Pronto soccorso». (l.a.)

Foto d”archivio

Aggressioni in Pronto soccorso e Medicina, proposto un protocollo che coinvolga le forze dell’ordine
Cronaca 3 ottobre 2018

La trappola brevettata made in Imola per catturare le zanzare tigre inventata da Maurizio Magnani

Tutti presi dal crollo delle temperature ci siamo già dimenticati delle zanzare e dei tanti guai che hanno causato fino a pochi giorni fa, in particolare la culex con l”emergenza del virus West Nile.  Per farsi trovare pronti al ritorno dell”afa e dei fastidiosi insetti, uno strumento potrebbe essere la trappola brevettata ideata dall’imolese Maurizio Magnani, titolare di Imola Disinfestazioni.

Qualche anno fa, assieme al forlivese Stefano Zamboni, al bolognese Gregorio Gentile e al Centro agricoltura ambiente di Crevalcore, ha messo a punto una soluzione innovativa che attira le zanzare tigre e che, con le opportune modifiche, potrebbe essere adattata alla cattura anche delle culex pipiens. «La trappola – spiega – diffonde mediante una ventola un attrattivo sonoro, che riproduce il battito delle ali delle zanzare femmina e attira quindi i maschi; un secondo attrattivo simula il sudore umano e un terzo liquido attrae le femmine in cerca di un sito dove deporre le uova.

Due anni fa l’invenzione di Magnani e soci si è aggiudicata il Premio Ipr, dedicato alla tutela della proprietà intellettuale e promosso dalla Fondazione Cassa di risparmio di Imola e da Innovami, che hanno messo in palio risorse per l’ottenimento di brevetti europei e internazionali. Lo scorso anno la trappola ha ottenuto anche il brevetto italiano ed è stata presentata la domanda per quelli europeo e statunitense.

Purtroppo l’invenzione non è ancora in commercio. «Siamo in contatto con una ditta italiana per la produzione e speriamo possa esserlo dal 2019». Con le opportune modifiche, come detto, la trappola potrebbe servire anche per catturare la culex pipiens (che è attratta dall’anidride carbonica). In ogni caso, lo stesso Magnani la vede come «un complemento ai trattamenti larvicidi e sui focolai. Se un privato non esegue i trattamenti nei tombini le trappole servono a poco».

Magnani è molto noto in zona, perché i Comuni di Imola, Castel San Pietro, Medicina e Ozzano ha l”incarico del controllo qualità sull”attività di disinfestazione. (lo.mi.)

Nella foto Maurizio Magnani e una ovitrappola per il monitoraggio della lotta alle zanzare (non si tratta della trappola brevettata) 

La trappola brevettata made in Imola per catturare le zanzare tigre inventata da Maurizio Magnani
Cronaca 2 ottobre 2018

Montecatone saluta Gian Piero Belloni: il primario dell'Area Critica in pensione dopo 17 anni di servizio

E” andato in pensione dopo 17 anni di servizio a Montecatone il dottor Gian Piero Belloni, direttore del Dipartimento clinico – riabilitativo, primario dell”Area Critica dell”ospedale e, dal 2016, primario anche del reparto di Gravi Cerebrolesioni Acquisite.

Lo sostituirà, in qualità di facente funzioni dell”Area Critica, la dottoressa Mariella Uneddu, che già faceva parte dello staff, mentre la facente funzioni del reparto delle Gravi Cerebrolesioni sarà la dottoressa Pamela Salucci.

Al dottor Jacopo Bonavita, primario dell’Unità Spinale di Montecatone, toccherà invece svolgere anche il ruolo di direttore del Dipartimento clinico – riabilitativo e dell”integrazione.

Tornando al pensionamento del dottor Belloni, il direttore generale e sanitario di Montecatone, Roberto Pederzini, ha voluto salutarlo con queste parole: «Il dottor Belloni, persona di alto valore e ottimo professionista, ha contribuito con il suo impegno allo sviluppo e al miglioramento dell’intera azienda, lasciandoci una struttura di alto profilo conosciuta e apprezzata a livello nazionale. Credo davvero di rappresentare tutti i professionisti di Montecatone nel ringraziarlo per quanto ha fatto in questi anni e nell”augurargli il meglio per il futuro personale».

Una nota dell”Istituto ricorda che l”Area Critica di Montecatone è nata proprio in questi anni di percorso professionale del dottor Belloni ed è cresciuto in qualità proprio grazie al primario e ai suoi collaboratori.

«Oggi – prosegue la nota – l’Area Critica di Montecatone con la Terapia Intensiva e Sub Intensiva, recentemente ampliata, è un reparto moderno e all’avanguardia, dotato di grande professionalità e competenza. Permette una precoce presa in carico dei pazienti con lesioni complesse e con quadri clinici critici, garantendo una immediata attivazione del percorso riabilitativo. Tutto ciò va attribuito all’incarico ricevuto circa diciassette anni fa proprio dal dottor Belloni e alla sua capacità di svilupparlo e concretizzarlo nella struttura d”eccellenza di cui oggi dispone l’Istituto di Montecatone».

Nella foto il dottor Belloni con alcuni medici di Montecatone

Montecatone saluta Gian Piero Belloni: il primario dell'Area Critica in pensione dopo 17 anni di servizio
Cronaca 1 ottobre 2018

Smog, in vigore da oggi 1° ottobre i limiti alla circolazione di veicoli e all'uso di camini e stufe inquinanti

Primo giorno di ottobre e come ogni anno entrano in vigore in Emilia Romagna le misure contro lo smog, che dureranno fino al 31 marzo 2019. Si tratta di misure di due tipi: quelle che limitano la circolazione per i veicoli più inquinanti al fine di ridurre le emissioni in atmosfera e quelle per incentivare la mobilità sostenibile.

Procedendo con ordine, da oggi e per i prossimi sei mesi, nei 30 comuni della regione che hanno aderito al Pair (Piano aria integrato regionale), non potranno circolare dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 18.30 e nelle domeniche ecologiche i mezzi a maggiore impatto ambientale: i ciclomotori pre-euro, i veicoli a benzina fino all’euro 1 e i diesel euro 1, 2, 3 e 4. I divieti si estenderanno anche alle altre domeniche in caso di superamento per più di quattro giorni dei livelli di pm10 nell’aria. Nel circondario le limitazioni riguardano Imola, nei territori limitrofi si applicano a Ozzano (insieme agli altri comuni dell’agglomerato di Bologna), Faenza e Lugo.

La normativa prevede comunque una serie di eccezioni per alcune categorie di persone che potranno muoversi con qualsiasi mezzo, senza limitazioni: i lavoratori turnisti, chi si muove per motivi di cura, assistenza ed emergenza, chi accompagna bambini a scuola e le persone con un Isee annuo fino a 14 mila euro. Nessun divieto anche per i veicoli che viaggiano con almeno tre persone a bordo, se omologati per quattro o più posti e con almeno due persone, se omologati per due o tre posti a sedere (car pooling), per quelli con alimentazione a metano, Gpl, elettrica e ibrida. Altre deroghe riguarderanno, ad esempio, le imprese.

Alla seconda categoria, quella delle misure per favorire la mobilità sostenibile, appartengono l’autobus gratis per i pendolari abbonati al treno, gli eco-bonus fino a 10 mila euro per la rottamazione dei veicoli commerciali diesel fino a euro 4 e il contributo annuo di 191 euro per tre anni (in sostanza la spesa per il bollo) per chi compra un’auto ibrida.

Sono inoltre confermate le restrizioni, che hanno provocato qualche polemica nelle settimane scorse, all’uso dei camini aperti tradizionali (senza sportello di chiusura), delle stufe o delle caldaiette con efficienza energetica inferiore al 75%, ossia quelle meno efficienti e più inquinanti, di classe “1 stella”. Sono tuttavia esclusi dal divieto i comuni montani, le abitazioni che non abbiano sistemi alternativi di riscaldamento, le attività commerciali come pizzerie e ristoranti.

Possono essere liberamente usati gli impianti a biomassa (legna o pellet) di classe 2 stelle o superiore, ovvero la stragrande maggioranza di quelli recenti o di nuova installazione come quelli acquistati con il contributo del Conto termico nazionale.

In caso di emergenza, che scatterebbe nel caso si registrassero quattro giorni consecutivi di sforamenti dei limiti di pm10, i divieti si farebbero più stringenti e riguarderebbero anche i veicoli a benzina fino all”euro 4 e le stufe fino alla classe “2 stelle”, oltre all’obbligo di abbassare la temperatura nelle abitazioni a 19 gradi e nelle aziende a 17. Se i giorni di sforamento consecutivi salissero a 10, anche le stufe classe “3 stelle” sarebbero incluse nelle limitazioni.

Nell”immagine l”infografica della Regione sulle limitazioni alla circolazione dei veicoli

Smog, in vigore da oggi 1° ottobre i limiti alla circolazione di veicoli e all'uso di camini e stufe inquinanti
Cronaca 28 settembre 2018

Montecatone, domani 29 settembre l'open day con l'atleta paralimpica di tennistavolo Giada Rossi

L’istituto Montecatone di Imola organizza l’open day «La nostra vita», in programma sabato 29 settembre, con una ricca serie di iniziative, previste dalle ore 11.30 alle ore 17.30. Durante l’iniziativa il parco interno dell’ospedale ospiterà per una giornata intera testimonianze di ex pazienti, dimostrazioni di ausili ed opportunità per una vita indipendente, esibizioni di teatro, autodifesa, trekking, danza in carrozzina e di ballo.

La giornata sarà allietata dalla musica dal vivo della Nama Mamba Band, dalla colorata presenza dei Clown della Croce rossa di Imola, e di Maximilian Sontacchi, pilota paraplegico e istruttore di motociclismo. Grazie alla collaborazione del Cisped (Coordinamento imolese sport paralimpico e disabilità) e dell’Asbi di Imola sono previste sfide e dimostrazioni di bocce, mentre gli ospiti saranno coinvolti da Monica Boscarato e Massimo Renzi in un laboratorio per la creazione di magliette personalizzate.

Ospite d’onore di questa edizione sarà Giada Rossi, l’atleta simbolo della nazionale italiana paralimpica di tennis tavolo, recentemente tesserata dalla società Sport è Vita, che partecipa al campionato nazionale grazie al contributo del Montecatone Rehabilitation Institute. Giada Rossi è campionessa del Mondo in carica nella gara a squadre e bronzo paralimpico alle recenti Paralimpiadi di Rio, nonché due volte bronzo in singolare alle ultime due edizioni dei Campionati Europei.

L”articolo completo è su «sabato sera» del 27 settembre

Nella foto Giada Rossi

Montecatone, domani 29 settembre l'open day con l'atleta paralimpica di tennistavolo Giada Rossi

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