Cronaca

Marijuana «light», polemiche e norme di un settore in crescita. La situazione a Imola

Marijuana «light», polemiche e norme di un settore in crescita. La situazione a Imola

E’ notizia dei giorni scorsi il parere del Consiglio superiore della Sanità secondo il quale «non può essere esclusa la pericolosità» della marijuana light, quindi raccomanda per motivi precauzionali che «non sia consentita la libera vendita». Il neo ministro della Salute Giulia Grillo si è affrettata a rassicurare e ad ipotizzare piuttosto una maggiore regolamentazione, ad esempio l’esplicitazione del divieto di vendita ai minori, e controlli.  

Negli ultimi anni è passata anche in Italia l”idea che un’altro approccio è possibile sul fronte della cannabis rispetto alla chiusura totale. Sulla spinta da un lato di malati che ne richiedevano l’utilizzo a scopo medico (ad esempio per la terapia del dolore), dall’altro di chi voleva coltivare la canapa come possibile coltura dai molteplici usi e relative opportunità di remunerazione per gli agricoltori (nelle nostre zone era diffusissima fin dopo la seconda guerra mondiale). Così, prima la sentenza della Corte costituzionale del 2015, che ha dichiarato illegittima la legge Giovanardi, ha ripristinato la possibilità di usare i cannabinoidi per uso terapeutico, poi sull’altro versante è arrivata la legge 242 per il sostegno e  la  promozione della coltivazione e della filiera della canapa entrata in vigore il 14 gennaio 2017.

Oggi è possibile coltivare cannabis sativa per l’appunto nella versione light, cioè con piante che presentano un contenuto di Thc al di sotto dello 0,2% con una tolleranza fino allo 0,6% (se si supera questo limite si rischiano dai 2 a i 6 anni di carcere). Il Thc o tetraidrocannabinolo è la sostanza psicotropa, quella che sballa per intenderci. Vendita e coltivazione delle piante è consentita però bisogna conservare l’etichetta dei semi piantati e la ricevuta di acquisto, per dimostrare l’appartenenza alla tipologia legale. Anche le infiorescenze nei limiti di legge sono vendibili e acquistabili.  Negozi e attività che producono o vendono prodotti di cannabis light sono spuntati come funghi.

Secondo i dati Coldiretti il settore conta già un migliaio di punti vendita in Italia per un giro d’affari di circa 40 milioni di euro. Tanto per fare qualche esempio, presso La Serra, a Imola, sono in vendita belle piantine di cannabis legale da mettere in giardino oppure in terrazzo. Sempre a Imola, nel giro di pochi mesi sono comparsi negozi che vendono biscotti, birra, cioccolato o tisane. Il primo è stato quello a marchio «Cannabis store Amsterdam» in fondo a via Appia, «CbWeed Shop» è nato qualche metro più in là in viale Andrea Costa. Anche le edicole vendono la marijuana «light»: un grammo di infiorescenza è in allegato con «The Botanist», un piccolo prodotto editoriale della Gw Edizioni.  

Vedremo se Governo e Parlamento modificheranno ancora norme e regolamenti. Il ministro Grillo ha investito della questione anche l’Avvocatura dello Stato. (l.a.) 

Altri particolari e articoli sul “sabato sera” in edicola dal 28 giugno.

Nella foto la rivista «The Botanist»

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