Cronaca

Cronaca 17 agosto 2018

Dalla Regione 30 mila euro al Comune di Dozza per l'asilo nido: sette posti in più e un'aula didattica a cielo aperto

Un contributo di 30.300 euro per migliorare il sistema di educazione e istruzione da zero a sei anni. Il finanziamento, del quale è beneficiario il Comune di Dozza, arriva dalla Regione Emilia-Romagna e consentirà di raggiungere due importanti obiettivi: esaurire la graduatoria per l”asilo nido e realizzare un progetto di riqualificazione nel giardino del nido stesso.

A illustrare i due obiettivi è l”assessore al Bilancio, Barbara Pezzi: “In primo luogo potremo aumentare il numero dei bambini ammessi al nido da 42 dell’anno 2017/2018 a 49 per l’anno 2018/2019, esaurendo così la graduatoria. Il costo di questa iniziativa sarà di circa 12.500 euro. Successivamente realizzeremo un progetto di riqualificazione del giardino del nido per creare un’aula didattica  a cielo aperto condivisa dai bambini del nido e delle scuole dell’infanzia. Si tratta di un innovativo progetto di continuità educativa che vedrà la luce nel polo scolastico di Toscanella nei prossimi mesi. Tale intervento avrà un costo di 17.800 euro”.

Soddisfatto per il finanziamento anche il sindaco, Luca Albertazzi: “Siamo felici di essere riusciti ad intercettare ulteriori risorse dedicate all’ambito scolastico, attraverso le quali potremo realizzare un importante intervento di riqualificazione del polo scolastico che si va ad aggiungere ai lavori di rinnovamento, ora in corso, della sede della scuola materna G. Rossa. Tutto questo consentirà di avviare un innovativo progetto educativo che verrà proposto ai nostri bambini negli anni a venire. Ulteriore soddisfazione discende dalla consapevolezza di riuscire, per il prossimo anno scolastico, ad azzerare la graduatoria di accesso al nido. Veramente una bella notizia per la nostra comunità, controcorrente rispetto al contesto socio-economico attuale”.

Nella foto il sindaco di Dozza, Luca Albertazzi

Dalla Regione 30 mila euro al Comune di Dozza per l'asilo nido: sette posti in più e un'aula didattica a cielo aperto
Cronaca 16 agosto 2018

Seno, labbra, naso come le star: sempre più giovanissimi ricorrono alla chirurgia estetica

La moda spopola in America, ma anche in Italia i numeri appaiono in crescita: sono sempre di più le ragazze (ma anche i ragazzi) che si affidano al bisturi per somigliare alle celebrità.

Chi sogna il seno dell”attrice Blake Lively, chi le labbra e il naso della modella Bella Hadid, ma la sostanza non cambia: tante under 30 si rivolgono alla chirurgia estetica alla ricerca di quella che per loro è la “perfezione”. 

La colpa, nemmeno a dirlo, in buona parte è dei social network. Basta guardare i dati resi noti dall”Aafprs (Accademia americana di chirurgia ricostruttiva e plastica facciale): quasi la metà dei chirurgi estetici degli Stati Uniti ha fatto sapere di aver ricevuto richieste di pazienti under 30 per migliorare la loro immagine ed essere perfetti nei selfie e nei post social.

Numeri più precisi arrivano dall”American Society of Plastic Surgeons (Asps), secondo la quale uno studio del 2015 ha registrato, nella fascia d’età sotto i 20 anni, 65.000 richieste di interventi, soprattutto di rinoplastica, aumento del seno e otoplastica (cioè interventi alle orecchie).  

In Italia la situazione non cambia di molto. Stando a una ricerca che la Società italiana di medicina estetica ha condotto insieme all’università Magna Grecia di Catanzaro, sono sempre più numerose le ragazze tra i 13 e i 18 anni che si rivolgono a un centro di chirurgia estetica per rifare seno, fianchi e gambe, mentre i maschi scelgono di intervenire su muscoli e naso.

I modelli cui ispirarsi, ovviamente, gli attori e i cantanti più in voga. Scendendo nel dettaglio delle percentuali, il 17,7% degli intervistati vorrebbe migliorare parti del proprio corpo attraverso la medicina estetica (49,2%) e la chirurgia plastica (31,3%). Un certo numero lo fatto davvero: il 15,8% delle ragazze e il 3,3% dei ragazzi ha dichiarato di avere già usufruito della medicina estetica per curare l’acne, ridurre i peli e le smagliature, correggere il naso, le orecchie o il seno.

Una moda dunque piuttosto diffusa, dalla quale gli esperti mettono in guardia i più giovani.

Il chirurgo estetico Renato Zaccheddu spiega innanzitutto che gli interventi di chirurgia estetica, in base alla legislazione italiana, si eseguono solo su pazienti maggiorenni, così come anche in Gran Bretagna. “Anche a me – confessa – è capitato di avere richieste da 15-17enni per rifare il naso o il seno, ma non affronto nemmeno il discorso, dicendo semplicemente che non posso fare nulla a questa età, per legge. L’unica eccezione consentita dalla legge è l’otoplastica, da effettuare col consenso obbligatorio di entrambi i genitori, a fronte di problematiche particolari”.

Secondo Zaccheddu “la sensibilità dei giovanissimi è aumentata e potrei dire che una delle ragioni principali è che si spende molto tempo giornalmente a mandarsi foto e video attraverso i social. Queste foto mettono inesorabilmente a nudo i difetti che tutti abbiamo ma che ora vengono continuamente immortalati e poi visti da tutti.  La modifica di tali foto prima di renderle pubbliche diventa quindi un momento importante, necessario. Si va alla ricerca di quella perfezione, che è pura illusione, non esistendo in natura e tantomeno non ottenibile sul tavolo operatorio. Quello che è importante capire è che la vera bellezza non è sinonimo di perfezione a tutti i costi e che non si ottiene cercando di replicare l’aspetto di altri”.

Attenzione, tuttavia, a questa rincorsa a modelli di perfezione che, dice il chirurgo, sono sbagliati. “Il problema – prosegue Zaccheddu – si pone quando viene richiesta una miglioria eccessiva di qualcosa che già  sta perfettamente nei canoni della normalità. Il pensiero di molti è che andare dal chirurgo voglia dire rifarsi come e dove si vuole, senza limitazioni. Per esempio cambiare, se non stravolgere, la forma degli occhi, del naso o delle labbra. Per assomigliare magari più a questo o quel personaggio pubblico. Oppure quando si richiede l’uso del botox a 20 anni perché non si sopporta la minima iniziale ruga di espressione sulla fronte o intorno agli occhi.  In questo caso il rifiuto a procedere è d’obbligo”.

Diverso, invece, è il caso di difetti visibili (seno piatto, naso “importante”) che possono compromettere il benessere del paziente in termini di relazioni sociali e stabilità emotiva.

“In questo caso – conclude l”esperto – la valutazione a procedere può essere considerata. In particolare, nei giovanissimi post-adolescenza, gli interventi più facilmente eseguibili sono, in ordine decrescente: mastoplastica additiva, rinoplastica, liposuzione, otoplastica. Per quanto riguarda il trattamento estetico non chirurgico, invece, il riempimento delle labbra. Ribadisco però il mio no ad interventi immaginari a cambiare forme o proporzioni nel tentativo di assomigliare a questo o all’altro”.

Seno, labbra, naso come le star: sempre più giovanissimi ricorrono alla chirurgia estetica
Cronaca 16 agosto 2018

La Regione stanzia 490 mila euro per l'apicoltura, il bando scadrà entro novembre

Circa 490 mila euro per sviluppare l”apicoltura, migliorare la qualità dei prodotti da alveare, a partire dal miele, studiare nuovi trattamenti per combattere le malattie delle api e puntare sulla sicurezza dei consumatori.

A tanto ammontano le risorse (50% di provenienza comunitaria, 50% stanziati dal Governo nazionale) del bando che la Giunta regionale ha approvato nei giorni scorsi, in attuazione della terza annualità del programma regionale 2017-2019 di aiuti al settore dell”apicoltura. La quantità di finanziamenti destinati dal Ministero delle Politiche agricole e forestali all”Emilia-Romagna si basa sul calcolo del numero di alveari censiti dall”Anagrafe apistica nazionale, vale a dire circa 110 mila nel 2017. 

In tutto, calcolando anche quasi 270 mila euro di finanziamenti privati, gli investimenti nel settore superano quota 756 mila euro.

Per partecipare al bando, occorre presentare domanda entro il 19 novembre prossimo attraverso la piattaforma informatica di Agrea (Sop). Potranno farlo gli apicoltori sia singoli che associati, le associazioni apistiche e le organizzazioni dei produttori, oltre che gli enti di ricerca e l”Osservatorio nazionale del miele, che ha sede a Castel San Pietro Terme, considerata la capitale dell”apicoltura regionale. 

I contributi saranno erogati a fronte delle spese sostenute tra agosto 2018 e luglio 2019, con percentuali variabili dal 40 al 100% dei costi sostenuti, a seconda della tipologia di intervento e dei beneficiari.

Circa 260 mila euro andranno a finanziare le azioni di assistenza tecnica, compresi i seminari di formazione e divulgazione per migliorare le condizioni ambientali per l’apicoltura e l’acquisto di attrezzature per la conduzione degli apiari e per la lavorazione, confezionamento e conservazione dei prodotti dell’alveare. Altri interventi coperti dal bando sono: incentivi per l’acquisto di macchine ed attrezzature per l’esercizio del nomadismo, cioè lo spostamento degli alveari per seguire le fioriture stagionali, e per la realizzazione di una banca dati apistica regionale per la mappatura delle aree nettarifere e la georeferenziazione degli apiari (80mila euro); la lotta alle malattie dell’alveare, in particolare i contributi per l’acquisto di arnie antivarroa (60mila euro); le misure disostegno ai laboratori di analisi del miele e degli altri prodotti dell’apicoltura (55mila euro); lo studio da parte del Crea – Agricoltura e Ambiente di Bologna di nuove strategie di lotta contro la varroasi(circa 28mila euro); infine gli aiuti per l’acquisto di materiale apistico vivo (sciami, nuclei e pacchi d’api) per il ripopolamento degli alveari (circa 3.500 euro).

La graduatoria sarà compilata e approvata entro il 4 marzo 2019 e seguirà le priorità indicate nel bando: giovani, produzione con metodo biologico o integrato, assistenza tecnica, numero degli alveari posseduti. 

“E” un”ottima notizia per il settore – commenta la consigliera regionale di Castel San Pietro Francesca Marchetti (Partito Democratico) –. Un traguardo importante che premia l’impegno delle associazioni e del territorio che a Castel San Pietro trovano un coordinamento unico e prezioso per un settore d’eccellenza».

La Regione stanzia 490 mila euro per l'apicoltura, il bando scadrà entro novembre
Cronaca 16 agosto 2018

Scuole Medicina, a inizio settembre si concluderanno i lavori alla materna Calza e alle medie Simoni

Si concluderanno i primi giorni di settembre, a Medicina, i lavori di consolidamento in corso nella scuola materna Calza e nella scuola media Simoni. Gli interventi, partiti a luglio, sono stati finanziati grazie al contributo di 238 mila euro complessivi proveniente dal Fondo per il sisma del 2012.  

A fine anno, poi, partiranno i lavori per un terzo edificio, la Scuola di musica della Banda municipale di via Mazzini, per i quali saranno investiti 60 mila euro, anche questi parte del fondo per la ricostruzione. 

Per la materna Calza un primo intervento era già stato realizzato l’anno scorso, con un investimento di 100 mila euro. In quell’occasione furono realizzati i micropali e un nuovo cordolo per rinforzare murature e fondamenta, realizzato il marciapiede perimetrale esterno e sostituita parte della nuova linea fognaria.

“Prosegue l’impegno dell’Amministrazione per garantire strutture sempre più sicure e accoglienti – illustra l’assessore ai Lavori pubblici Matteo Montanari. – Oltre ai fondi propri del bilancio comunale, sono importanti i contributi che continuano ad esserci assegnati dall’Agenzia regionale alla ricostruzione, oltre ai numerosi bandi ai quali il Comune di Medicina partecipa”.

La scuola Calza si trova in un immobile costruito all’inizio del Novecento e da tempo viene monitorata, viste anche le crescenti preoccupazioni dei genitori per fessure e pavimenti con avvallamenti nelle aule. Inoltre, sul finire del 2016, il gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle aveva presentato in Consiglio comunale un ordine del giorno che chiedeva per l’appunto che venisse appurata la situazione strutturale della scuola. Dal canto suo, l’Amministrazione aveva tranquillizzato tutti impegnandosi a intensificare i controlli periodici in attesa dell’intervento vero e proprio. 

Passando alle medie Simoni, i lavori in corso, del costo di 100 mila euro, riguardano «consolidamenti statici, in particolare con l’irrobustimento di alcune travi portanti e il rinforzo dei punti di giuntura tra le parti dell’edificio realizzare in epoche diverse (il fabbricato è stato costruito a blocchi tra la fine degli anni Cinquanta e gli anni Ottanta, ndr)» conclude il vicesindaco.

Le informazioni complete nell’articolo di Giulia Giuffrida su «sabato sera» del 2 agosto

Nella foto la materna Calza

Scuole Medicina, a inizio settembre si concluderanno i lavori alla materna Calza e alle medie Simoni
Cronaca 16 agosto 2018

A Medicina nuovo business per Agribioenergia grazie alle piante officinali

«Non abbiamo abbandonato l’agricoltura, bensì cercato di dare continuità e creare un diversivo, non un’alternativa, dalle produzioni storiche quali patata, cipolla, vigna ed erba medica. E’ un modo per differenziare il rischio, non per voltare pagina». Enrico Dall’Olio, presidente della società agricola cooperativa Agribioenergia, esordisce così dal suo ufficio in via Canale, mentre racconta dell’ultima avventura, iniziata quattro anni fa, della coltivazione ed essicazione delle piante officinali da utilizzare soprattutto in campo medico, erboristico, cosmetico e alimentare.

Un ramo totalmente nuovo, ma che sta dando grandi risultati per via dei terreni, a quanto pare, davvero adatti e che proprio da questa estate può contare su un nuovo grande capannone e ben dieci forni per l’essiccazione. Un investimento da 2 milioni di euro per la cooperativa che, nata nel 2005, oggi conta 25 soci provenienti soprattutto da Medicina, Castel Guelfo e Imola e coltiva complessivamente 1.800 ettari, dei quali 60 oggi vengono dedicati alle piante officinali. «Dal 2010 abbiamo attivato un impianto a biogas da 1 Megawatt – riassume Dall’Olio -. Inizialmente veniva alimentato con l’insilato di mais, mentre ora al 70% con sottoprodotti e scarti prodotti dai nostri soci, quali bucce di pomodoro, patate e, in piccola parte, liquami bovini. L’energia elettrica che riusciamo a generare con questo impianto viene immessa in rete, mentre finora non eravamo ancora riusciti a sfruttare appieno l’acqua calda a 80 gradi che deriva dal raffreddamento del cogeneratore».

Da qui l’idea di buttarsi nel business delle piante officinali. Questa energia termica, infatti, serve per riscaldare i dieci forni all’interno dei quali avviene l’essiccazione a una temperatura compresa tra i 30 e i 50 gradi, prolungata in alcuni casi anche per 72 o 96 ore. «Nel 2014 siamo partiti con appena tre forni assistiti dai consulenti di una multinazionale farmaceutica che abbiamo conosciuto quasi per caso ad un evento del settore – prosegue Dall’Olio -. Facendo le analisi è emerso che i principi attivi estratti dalle nostre piante sono di alta qualità, dovuta soprattutto ai terreni fertili e argillosi di Medicina e dintorni, che sono difficili da lavorare, ma ottimi per queste coltivazioni. Basti pensare che anche la cipolla e l’erba medica (quest’ultima usata in gran parte per alimentare le mucche da cui si ricava il latte per il parmigiano reggiano), due peculiarità del nostro territorio, sono due erbe officinali e hanno proprietà importanti per l’organismo. Quattro anni fa siamo partiti coltivando un ettaro con il cardo, che ha importanti proprietà per protegge e regolare la funzionalità epatica. Poi abbiamo aggiunto anche tanaceto, melissa e camomilla. Di quest’ultima, ora abbiamo 15 ettari. Inoltre, coltiviamo il meliloto e, di conseguenza, siamo tra i produttori della cumarina, ossia il principio attivo contenuto nell’anticoagulante Coumadin».

gi.gi.

L”articolo completo su «sabato sera» del 2 agosto.

Nelle foto: a sinistra il nuovo capannone e i campi con la calendula in fiore, a destra il presidente Dall”Olio (sesto da sinistra) con altri soci di «Agribioenergia»

A Medicina nuovo business per Agribioenergia grazie alle piante officinali
Cronaca 15 agosto 2018

I fondi raccolti da «La Centrale-Imola Summer Fest» sono stati donati alla Neonatologia della Pediatria di Imola

Bel gesto da parte dell”associazione App&Down che ha deciso di donare i fondi raccolti durante l”ultima edizione de «La Centrale – Imola Summer Fest» al reparto di Neonatologia della Pediatria dell’ospedale di Imola. «La solidarietà è un obiettivo comune a tutti i nostri eventi – dice Giuseppe Bianco di App&Down – e siamo felici di dare il nostro contributo ad un reparto così importante, sperando di regalare qualche sorriso in più ai bambini e alle famiglie che saranno ospitate qui».

In pratica l’intervento consisterà nell”installazione di un impianto di filodiffusione audio e di affreschi che daranno una nuova immagine a tutto il reparto, in collaborazione con gli artisti Andrea «Fungo» Pelliconi e Pietro Grandi. «Quando App&Down ci ha contattato abbiamo pensato subito a “Rallegrare il Nido” – spiega la dr.ssa Sandra Brusa, direttore Pediatria e Nido Ausl imola – in particolare la neonatologia che, a differenza del resto del reparto molto colorato, ha un aspetto tipicamente ospedaliero e noi tutti ritenevamo importante renderlo più allegro e luminoso, visto che accoglie neonati e neo-mamme che devono ritardare il loro ritorno a casa per risolvere un problema di salute».

r.c.

Nella foto: i ragazzi dell”associazione App&Down con il personale del reparto di Neonatologia della Pediatria dell”ospedale di Imola 

I fondi raccolti da «La Centrale-Imola Summer Fest» sono stati donati alla Neonatologia della Pediatria di Imola
Cronaca 15 agosto 2018

Ferragosto, origini e curiosità sulla festa simbolo dell'estate

Da dove nasce la festività di Ferragosto? E, soprattutto, perché si chiama così? Ce lo siamo chiesti tutti, almeno una volta nella vita, e ora proviamo a dare una risposta ad una domanda che, prima dell”avvento di Internet, non era così inusuale. 

Ferragosto è una festività che ha origini antichissime, ovvero dai tempi del”Impero romano. Deriva, infatti, dal latino Feriae Augusti, ovvero riposo di Augusto perché istituita appunto dall”Imperatore Augusto nel 18 a.C. Si trattava, in pratica, di un periodo di riposo dopo la fine dei lavori agricoli e questi giorni servivano proprio a riprendersi dalle fatiche dei campi. I braccianti, quindi, si recavano dai padroni per gli auguri, ricevendo in cambio una mancia. Una festa pagana originariamente prevista per il 1° agosto, ma il suo spostamento al 15 si deve alla Chiesa cattolica, che decise di far coincidere la ricorrenza laica con la festa religiosa dell”Assunzione di Maria.

Il giorno di Ferragosto è tradizionalmente dedicato alle gite fuori porta, con pranzi al sacco ed esodi verso località montane, collinari o marittime. Questa usanza popolare è nata durante il ventennio fascista quando, a metà degli anni ”20, il regime organizzava in questo periodo, attraverso le associazioni dopolavoristiche delle varie corporazioni, centinaia di gite, grazie all”istituzione dei «Treni popolari di Ferragosto», con prezzi molto scontati. L”iniziativa offriva la possibilità anche alle classi più povere di visitare le città italiane o di raggiungere le località marine o montane. L”offerta era limitata ai giorni 13, 14 e 15 agosto e comprendeva due formule: la prima, chiamata «Gita di un sol giorno», era nel raggio di circa 50-100 km, mentre la seconda, denominata «Gita dei tre giorni», poteva raggiungere una distanza di circa 100–200 km.

Il termine Ferragosto però è presente anche nella musica e non solo. Ad esempio la famosa opera lirica «Pagliacci» del compositore Leoncavallo si svolge proprio in questo giorno. Al cinema, invece tra gli altri, si ricordano i film Ferragosto in bikini (1961) con Walter Chiari, Bice Valori e Raimondo Vianello; Il sorpasso (1962) diretto da Dino Risi con Vittorio Gassman, Catherine Spaak e Jean-Louis Trintignant; Un sacco bello (1980) diretto e interpretato da Carlo Verdone e Pranzo di ferragosto (2008) di Gianni Di Gregorio. Nella letteratura, infine, famose le opere di Alberto Moravia (Scherzi di Ferragosto) e Andrea Camilleri (Notte di Ferragosto)

r.c.

Nella foto:

Ferragosto, origini e curiosità sulla festa simbolo dell'estate
Cronaca 14 agosto 2018

Maltempo, allagamenti e qualche danno a Imola e nel circondario. Castel San Pietro e Toscanella le zone più colpite

Il maltempo (previsto dall”allerta meteo diramata ieri) che si è abbattuto questo pomeriggio sul nostro territorio, secondo quanto riferito dai vigili del fuoco, ha provocato per fortuna solo qualche danno di lieve entità e alcuni disagi alla circolazione, a causa di allagamenti di strade e scantinati, oltre ad alberi, rami e tegole caduti per le forti raffiche di vento. In diverse situazioni il nubifragio ha provocato l”interruzione dell”energia elettrica in abitazioni e uffici e qualche incidente stradale, ma di poco rilievo.

La zona più colpita è stata l”area compresa tra Castel San Pietro e Toscanella dove le piogge hanno superato i 70 mm in poche ore. Nella città termale allagamenti anche nella stazione ferroviaria, a Castel Guelfo stessa situazione fuori dall”Outlet, mentre a Imola il forte temporale ha creato disagi all”interno del Centro Leonardo.

Sempre a Imola cantine sott”acqua in via De Rosa, alberi caduti in via Graziadei, viale Dante e problemi in via Correcchio, mentre le criticità maggiori hanno interessato la via Gambellara per la presenza di acqua in strada che ha costretto i vigili del fuoco e le forze dell”ordine a chiudere in parte la carreggiata.

Non risultano, comunque, danni a persone e in serata, sempre secondo quanto riferito dai vigili del fuoco, la situazione ha ricominciato a tornare lentamente alla normalità.

r.c.

Nelle foto: allagamenti al Centro Leonardo di Imola

Maltempo, allagamenti e qualche danno a Imola e nel circondario. Castel San Pietro e Toscanella le zone più colpite
Cronaca 14 agosto 2018

Calici di stelle, successo a Fontanelice per l'evento nella notte di San Lorenzo. IL VIDEO

Grande successo anche quest”anno per l”edizione 2018 di Calici di stelle, l”evento che ha riempito le strade di Fontanelice per la notte di San Lorenzo.

Vini del territorio, prodotti gastronomici della Vallata e la possibilità di ammirare le stelle non solo ad occhio nudo sono state la formula vincente per una manifestazione che riscuote sempre un grande apprezzamento da parte dei presenti.

r.c.

Nella foto: un”immagine della serata

Calici di stelle, successo a Fontanelice per l'evento nella notte di San Lorenzo. IL VIDEO
Cronaca 14 agosto 2018

Interventi da 300.000 euro della Bonifica Renana su Correcchio e Ladello, fine lavori a primavera 2019

C’è anche Imola nello stanziamento da 3 milioni e 800 mila euro che la Regione Emilia Romagna ha destinato ad opere urgenti nei canali, impianti di bonifica, irrigazione e su strade di servizio. Si tratta di un plafond che servirà a finanziare una ventina di interventi nel triennio 2018-2020.

«Sono risorse che rispondono alla necessità di finanziare i necessari interventi di manutenzione di canali di bonifica e irrigazione e di infrastrutture funzionali all’utilizzo degli invasi- ha commentato l’assessore regionale all’Agricoltura, Simona Caselli -. L’obiettivo è raggiungere maggiori livelli di sicurezza del territorio, assicurare la riserva d’acqua necessaria a garantire le attività agricole e prevenire così i disagi in caso di siccità. Investire nelle strutture per garantire l’acqua e la sua distribuzione per tutto il corso dell’anno è fondamentale».

Per quanto ci riguarda da vicino, è previsto un finanziamento da 300 mila euro grazie al quale il consorzio di Bonifica renana realizzerà a breve due interventi di manutenzione per migliorare la funzionalità negli impianti idrovori di sollevamento Correcchio (150 mila euro) e Ladello est e ovest (150 mila euro).

Si tratta di impianti molto importanti perché, come spiegano dalla Bonifica renana, «in caso di piene imponenti del torrente Sillaro, come quelle si sono verificate anche nella scorsa stagione invernale, devono svolgere a pieno la loro attività per evitare l’allagamento delle campagne e dell’area urbana di Sasso Morelli».

Partiamo dall’impianto Correcchio. «Qui è prevista la sostituzione dello sgrigliatore, per impedire che l’attuale accumulo di detriti e materiali durante le piene ne limiti la capacità di sollevamento – dettaglia l’ingegner Marco Rigotti, capo settore progettazione e direzione lavori nel distretto di Pianura della Bonifica renana -. Tale impianto, infatti, si trova poco prima di Sesto Imolese, nel punto di confluenza tra i torrenti Correcchio e Sillaro. In pratica, quando quest’ultimo è in piena, non è in grado di ricevere le acque del Correcchio per gravità, come normalmente accade. Entrano quindi in funzione le due pompe dell’impianto idrovoro, in grado di sollevare ed immettere artificialmente nel Sillaro fino a 13 metri cubi d’acqua al secondo».   (gi.gi.)

L’articolo completo è su «sabato sera» del 2 agosto

Nella foto l’impianto Correcchio

Interventi da 300.000 euro della Bonifica Renana su Correcchio e Ladello, fine lavori a primavera 2019

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