Cronaca

Cronaca 26 aprile 2018

Imola e Unibo, legame sempre più stretto con il nuovo dottorato

Dopo oltre vent’anni di corsi universitari (il via fu nel 1997), Imola fa il salto di qualità nella formazione con l’avvio (dall’autunno 2018) di un dottorato di ricerca in «Salute, sicurezza e sistemi del verde», completando così la proposta formativa con il più alto livello possibile.

Si tratta di un corso multidisciplinare, «e per questo molto innovativo – sostengono i promotori – nel panorama italiano», che coinvolge i Dipartimenti di Scienze biomediche e neuromotorie, di Scienze e tecnologie agro-alimentari, di Farmacia e biotecnologie, di Scienze mediche e chirurgiche e di Architettura.
Tra gli obiettivi c’è quello di formare ricercatori e una classe dirigente capaci di integrare la pianificazione di progetti urbani sostenibili con la programmazione di attività per la promozione della salute e la qualità della vita.

Il percorso triennale è sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Imola con 130mila euro l’anno e altrettanti ce ne metterà l’Alma Mater. «Dopo un anno di lavoro, possiamo annunciare il corso di dottorato in ‘Salute, sicurezza e sistemi del verde’ che ha una natura interdisciplinare – commenta il presidente della Fondazione, Fabio Bacchilega -. E’ un fatto estremamente significativo per la città e per il nostro ente».

Inserendosi nella sede imolese di Unibo, il corso si propone di promuovere lo sviluppo e il radicamento di attività formative e di ricerca anche grazie all’utilizzo dei laboratori universitari presenti sul territorio: bio-tossicologico, di microscopia, di microbiologia, tecnologico farmaceutico, chimico analitico del complesso ex Lolli e le serre didattico-sperimentali del plesso universitario imolese. Inoltre, altri laboratori potranno essere resi disponibili attraverso convenzioni con enti e organizzazioni del territorio che già collaborano attivamente con l’Alma Mater.

Tra le collaborazioni che rendono possibile il corso ci sono anche quelle del territorio con l”Ausl di Imola e la Fondazione Montecatone Onlus che metteranno a disposizione le proprie infrastrutture, banche dati, know-how e personale. «In ambito medico è sempre più importante mettere in atto politiche interdisciplinari – spiega Andrea Rossi, direttore generale dell’Ausl di Imola -. Un’iniziativa come questa è utile per implementare la prevenzione di varie malattie cronico-degenerative che possono essere combattute anche attraverso corretti stili di vita».

Il bando si è aperto il 10 aprile e resterà aperto fino al 14 maggio per partire da inizio novembre, dopo aver scelto i vincitori delle borse di studio entro l’estate.

c.f.

Il servizio completo sul “sabato sera” in edicola.

Nella foto da sinistra: Angelo Varni, Fabio Bacchilega, Elisabetta Baldazzi, Evaristo Campomori (Presidente e consiglieri della Fondazione) Maria Pia Fantini,  Prof. Antonino Rotolo, Patrizia Tassinari, Maurizio Recanatini, Giovanni Molari e Andrea Rossi. 

Imola

Imola e Unibo, legame sempre più stretto con il nuovo dottorato
Cronaca 26 aprile 2018

Il Comune di Medicina noleggia un’auto elettrica a servizio dell’Urp e di altri uffici

Il Comune di Medicina ha una nuova auto. Martedì 20 marzo, infatti, è stata consegnata la Citroen C-Zero che ha sostituito un vecchio veicolo. E’ elettrica ed è stata noleggiata dall’ente locale per 48 mesi. «Il noleggio costa 17.980 euro – dettaglia l’assessore all’Ambiente Maria Elena Croci Chiocchini -. Prevalentemente verrà utilizzata dal personale dell’Urp, ma sarà comunque a disposizione di tutti gli uffici comunali. La volontà è quella di sensibilizzare i cittadini ai temi ambientali attraverso la promozione della mobilità eco sostenibile».

Un’auto elettrica, oltre a essere un veicolo non inquinante, può circolare ovunque, non è sottoposta ai vincoli quali ecopass, ztl, targhe alterne e ztl e non paga il parcheggio nelle strisce blu. Nel cosiddetto «bando idrocarburi», fanno sapere dal Comune che «una delle linee di finanziamento prevede fondi per realizzare colonnine per la ricarica di auto elettriche e per l’acquisto di auto elettriche di servizio per i Comuni con la maggiore estrazione di gas naturale. Per Medicina si tratta dell’opportunità di vedersi finanziate al 100% sia nuove colonnine di ricarica che l’acquisto di auto elettriche di servizio. La Regione conta di finanziare complessivamente alcune decine di colonnine e circa 12 auto».

Nella Città del Barbarossa sono già state installate due colonnine, per ora completamente gratuite, e sono presso il parcheggio del centro commerciale Medicì e in piazza Garibaldi. Inoltre, il Comune sta valutando la sottoscrizione di un protocollo con Enel Sole, già gestore dell’illuminazione pubblica, per realizzarne altre cinque entro il 2018, senza oneri per l’Amministrazione. 

r.c.

Nella foto: l”auto elettrica

Il Comune di Medicina noleggia un’auto elettrica a servizio dell’Urp e di altri uffici
Cronaca 26 aprile 2018

Rifiuti, il Comune di Castel Guelfo ricorre al Tar contro Atersir

Castel Guelfo ha deciso di far ricorso al Tar dell’Emilia Romagna contro la delibera 2018 del Consiglio d’ambito dell’Agenzia territoriale dell’Emilia Romagna per i servizi idrici e rifiuti (Atersir). In sostanza si tratta del documento che stabilisce i Pef (i Piani economici finanziari) sui quali viene poi calcolata la Tari di cittadini e imprese.

Il Comune di Castel Guelfo, in effetti, è tra quelli che ormai già da diversi anni ha sollevato il problema (anche incalzato dalle opposizioni) del disallineamento tra quanto indicato nei Pef e i rendiconti del gestore per il servizio di raccolta e smaltimento, ossia le fatture di Hera Spa. Complessivamente, per Castel Guelfo si parla di somme pagate in eccesso (sovracopertura) pari a «circa 580 mila euro, dei quali 250 mila nel 2013, 230 mila nel 2014 e 100 mila nel 2015 – dettaglia il sindaco, Cristina Carpeggiani -. Nel 2016, invece, non abbiamo sovracoperture, mentre per il 2017 non abbiamo ancora visto il conguaglio. Abbiamo deciso di impugnare il Pef perché non è congruo, non c’è traccia di alcune compensazione o restituzione di quanto pagato in eccesso da Castel Guelfo in precedenza e, cosa non secondaria, le voci che lo compongono non sono espresse in maniera chiara».

La logica parrebbe quella di una perequazione di Atersir per evitare bollette astronomiche alle zone montane o calmierare le spese di gestione, ma sui parametri utilizzati manca trasparenza. «Il direttore di Atersir Vito Belladonna ha detto chiaramente che le sovra e sotto coperture si compensano in un equilibrio d’ambito, ma se viene inserita una cifra per i comuni disagiati va detto chiaramente – continua Carpeggiani -. Il ricorso è un atto dovuto, a tutela dei nostri cittadini. Passati i cinque anni, se non interveniamo, potremmo essere passibili di danno erariale…».

Tutto ciò per il Comune, quindi per i cittadini ma soprattutto per le aziende (sulle quali a Castel Guelfo è spalmato dal 60 al 70% dei costi della Tari), si traduce nell’aver pagato qualcosa in più del dovuto rispetto ai reali costi di gestione del servizio. «In ogni caso, in questi anni non ci sono stati aumenti della Tari – precisa Carpeggiani -. Anzi, nel 2018 è previsto un calo dell’1,1% per le utenze domestiche e dello 0,69% per quelle non domestiche».

gi.gi.

Approfondimenti su «sabato sera» in edicola dal 25 aprile.

Nella foto: il sindaco di Castel Guelfo Cristina Carpeggiani

Rifiuti, il Comune di Castel Guelfo ricorre al Tar contro Atersir
Cronaca 26 aprile 2018

A Castello sta terminando la posa dei nuovi cassonetti per la differenziata. Dall'8 maggio servirà la tessera di Hera

Si sta concludendo in questi giorni la posa dei nuovi cassonetti per la raccolta differenziata a Castel San Pietro, sia nel capoluogo che nelle frazioni. Si tratta di 148 isole ecologiche di base e 884 contenitori. Ogni postazione è composta da un cassonetto per i rifiuti indifferenziati con calotta e foro laterale per inserire ad esempio piccoli oggetti oppure ombrelli vecchi che non entrerebbero nel riduttore con la leva, più contenitori per carta e cartone, plastica e lattine, sfalci e potature e una campana per il vetro. Inoltre, c’è un cassonetto a pedale per l’organico.

Fino a sabato 5 maggio informatori ambientali, Guardie ambientali metropolitane e Guardie ecologiche volontarie saranno presenti a rotazione presso le nuove postazioni per informare i cittadini sul corretto utilizzo dei cassonetti. Attualmente è possibile aprirli liberamente, ma a partire da martedì 8 maggio sarà necessario utilizzare la tessera fornita da Hera. Chi ne fosse ancora sprovvisto la può ritirare, insieme al kit per utilizzare i nuovi servizi (opuscolo informativo, bidoncino con i sacchetti per l’organico e sacchetti per l’indifferenziato), agli sportelli permanenti aperti in municipio (piazza XX Settembre 3) tutti i mercoledì dalle ore 9 alle 12 e al centro civico di Osteria Grande (via Broccoli 40), aperto tutti i martedì dalle 15 alle 18. 

r.c.

Nella foto: nuovi contenitori a Castel San Pietro

A Castello sta terminando la posa dei nuovi cassonetti per la differenziata. Dall'8 maggio servirà la tessera di Hera
Cronaca 26 aprile 2018

Steward e new jersey costano troppo per la sicurezza. Feste paesane e piccoli eventi a rischio

Tempo d’estate, tempo di sagre e feste paesane, ma dall’anno scorso sugli eventi pubblici pende la spada di Damocle della circolare Gabrielli e annessi, ovvero le norme introdotte per contrastare il terrorismo e tutelare l’incolumità dei cittadini. Norme, però, che hanno reso più complessa e onerosa l’organizzazione per piccoli Comuni, Proloco e associazioni. In qualche caso si è addirittura preferito soprassedere. «Negli ultimi mesi si è avuta notizia di moltissimi eventi cancellati su tutto il territorio nazionale – spiega Francesca Marchetti, consigliera regionale Pd -. Copparo nel ferrarese ha dovuto annullare le celebrazioni del 25 Aprile e per quanto ci riguarda ho ricevuto segnalazioni di preoccupazioni da Casalfiumanese e Medicina (in quest’ultimo caso per il cinema estivo nelle frazioni, ndr). L’organizzazione di piccoli eventi è messa a dura prova per i costi e la rigidità delle norme da rispettare».

A segnalare quanto il tema sia sentito e diffuso, mercoledì 18 aprile è stata presentata all’Assemblea legislativa dell’Emilia Romagna una risoluzione in merito che è stata approvata all’unanimità da tutti i presenti, Lega e 5 Stelle compresi. In sostanza si chiede alla Regione di «promuovere prima dell’estate un incontro, coinvolgendo Prefetture, tecnici e commissioni provinciali competenti, al fine di ottenere un’applicazione coerente sul territorio della normativa ministeriale facilitandone l’applicazione». Questa la sintesi di Marchetti, che ha siglato con altri democratici il documento dove la prima firmataria è la collega di maggioranza Silvia Prodi (MdpArticolo1). «Chiediamo anche alla Giunta in sede di Conferenza Stato-Regioni di rivalutare la circolare tenendo in considerazione la fattibilità degli eventi soprattutto per iniziative di dimensione ridotta, che coinvolgono realtà locali e ambiti territoriali limitati».

Ma quali sono i problemi concreti?

«E’ pressoché impossibile per una realtà medio-piccola ottenere per gran parte degli eventi un punteggio inferiore ai 15 punti, che garantiscono la soglia di rischio basso – precisa la consigliera -. Le circolari richiedono l’obbligo di affidare il servizio d’ordine a operatori professionisti (steward) e non a volontari, delimitare l’area dell’evento con barriere New Jersey, individuare percorsi separati di accesso e deflusso, regolare e monitorare gli ingressi, anche con sistemi di rilevazione numerica progressiva. Costi che possono essere assorbiti solo da un evento di grandi dimensioni o a pagamento, insostenibili per iniziative che si fondano sul volontariato, fiore all’occhiello dei nostri territori. Garantire la sicurezza degli eventi è giusto, capiamo la necessità delle norme, ma se applicate restrittivamente rischiano di diventare un peso insostenibile. Noi vogliamo tutelare le feste di paese e tutti gli eventi a titolo gratuito realizzati dalle associazioni con il volontariato che hanno permesso di rendere vivi i nostri territori».

l.a.

Approfondimenti su «sabato sera» in edicola dal 25 aprile.

Nella foto: la consigliera regionale del Pd Francesca Marchetti

Steward e new jersey costano troppo per la sicurezza. Feste paesane e piccoli eventi a rischio
Cronaca 25 aprile 2018

Serata con il manager Sebastiano Zanolli su come «agire nel presente avendo in mente il futuro»

Il manager e formatore Sebastiano Zanolli nell’ambito dell’incontro pubblico Agire nel presente avendo in mente il futuro, ovvero il talento come possibilità, la costanza come cura, il lavoro come arte, sarà domani sera, con inizio alle ore 20, a palazzo Sersanti (piazza Matteotti).

L’incontro è organizzato dal Centro studi Luigi Einaudi e finanziato dalla Fondazione Cassa di risparmio di Imola. Per Zanolli si tratta di un ritorno nella città del Santerno. «Nella precedente occasione, dieci anni fa – racconta Pierangelo Raffini, del Centro studi Luigi Einaudi -, Zanolli parlò dell’incertezza a cui si stava andando incontro e diede diversi spunti di riflessione. Oggi ritorna ad Imola per dare una visione sul futuro». Laureato in Economia a Ca’ Foscari, Sebastiano Zanolli ha all’attivo esperienze in ambito commerciale e marketing, è stato manager in aziende come Adidas e Diesel e vanta un presente di formatore e scrittore con all’attivo la pubblicazione di parecchi libri.

Durante l’incontro proporrà alcune riflessioni per imparare a porsi obiettivi per i quali valga la pena impegnarsi davvero, per riscoprire la passione per le cose in cui si crede e per risvegliare la motivazione e l’intraprendenza. Il tutto partendo dal presupposto che innovare e sapersi innovare è qualità fondamentale per saper affrontare la quotidianità e che l’obiettivo da porsi è quello di riuscire ad utilizzare le risorse disponibili ed ottimizzarle al meglio. L’evento del Sersanti coinvolge anche «Noi giovani», associazione con forte propensione alla rigenerazione urbana e culturale, e Ilab, network etico di professionisti. «Al centro dell’incontro – anticipa Marco Panieri, per Noi giovani Ilab – ci sarà il lavoro, di oggi e di domani, e il come orientare lo sguardo verso il futuro». Quindi «un evento per “lanciare” riflessioni, istanze, richieste da parte di chi tutti i giorni è protagonista della quotidianità: dalla comunità alle professioni».

r.c.

Nella foto: Sebastiano Zanolli

Serata con il manager Sebastiano Zanolli su come «agire nel presente avendo in mente il futuro»
Cronaca 25 aprile 2018

Storie della Liberazione, le vite spezzate dei coniugi Livio Poletti e Livia Venturini

Livia Venturini e Livio Poletti erano due ragazzi contadini che vivevano nella Bassa imolese fra il fiume Sillaro ed il canale Ladello, più vicini a Balia che a Sesto Imolese. Assieme alle loro numerose famiglie conducevano a mezzadria due poderi, entrambi di proprietà della Amministrazione degli ospedali, confinanti e quasi identici: la «Matiossa vecchia» quello dei Poletti, la «Matiossa nuova» quella dei Venturini. Livio era nato nel 1908, Livia nel 1913. Si conoscevano fin da bambini e nel 1930 si fidanzarono: lei aveva 17 anni, lui 22.

Gli anni trenta nella Bassa imolese furono anni di forti e coraggiose lotte antifasciste. Livio e Livia aderirono entrambi alla rete clandestina antifascista diretta dal Partito comunista. Nella notte del 7 novembre 1930 i giovani della rete vollero dimostrare ai fascisti la loro presenza celebrando il 13° anniversario della rivoluzione russa: a Sesto issarono una bandiera rossa sul balcone della Casa del Fascio; a Osteriola un’altra bandiera rossa su di un albero all’incrocio fra la Selice e la San Vitale. Livio prese parte a quest’ultima azione. Nel mese successivo si scatenò la reazione dei fascisti. In totale furono arrestate 52 persone: fra di essi quattro della famiglia Poletti (Livio, due suoi fratelli ed un cugino) e due della famiglia Venturini (i fratelli di Livia, Amilcare e Gino). A Livio furono inflitti tre anni e tre mesi di carcere, da scontare nel carcere piemontese di Saluzzo, mentre uno dei fratelli di Livia, Amilcare, fu condannato a cinque anni di confino da scontare in uno sperduto paesino della Calabria.

Scontarono però solo una parte della pena loro inflitta perché nel 1932 beneficiarono di una amnistia concessa dal regime in occasione del decennale della marcia su Roma. I Poletti, però, furono costretti a cercare un nuovo podere e lo trovarono a Castel Bolognese, mentre i Venturini cessarono di essere contadini trasformandosi in braccianti agricoli e andando a vivere a Mordano. Qui, nell’aprile del 1933, Livia e Livio si sposarono e qui, sempre in quell’anno, nacque la loro figlia Wanda. Livio lavorò prima come bracciante, poi entrò nel Gruppo facchini di Imola, mentre Livia si occupò come domestica a ore. Nel 1938 lasciarono Sasso Morelli e si trasferirono a Imola in un piccolo appartamento davanti alla cosiddetta piazza dei Servi. Dopo l’8 settembre 1943 entrambi entrarono a far parte della resistenza armata: Livia quale staffetta di collegamento, Livio nei Gap in città. Fu lui, il 6 novembre 1943, a giustiziare in via Luigi Sassi il console della milizia imolese Barani. Fu sospettato e arrestato, ma nessuna prova emerse a suo carico. Prudentemente, però, dovette darsi alla latitanza e si nascose sulle colline di Castel Bolognese in un podere di contadini amici.

In quel periodo accadde il tragico episodio della uccisione di Livia in piazza a Imola, il 29 aprile 1944, durante una manifestazione di donne contro il caro-vita e la mancanza di generi alimentari. Livia fu colpita alla schiena da una pallottola che le spezzò la spina dorsale. Ospitata nella casa dei parenti, a Bubano, fu assistita dalla mamma e dalla sorella. La sua straziante agonia durò oltre un mese. E c’era anche Wanda, che allora aveva 11 anni. «In quei tristissimi 40 giorni di agonia – raccontò poi – mio padre veniva spesso a trovarci, sempre di notte, per sfuggire all’agguato dei fascisti che erano di sorveglianza nei dintorni. Io lo sapevo e senza dire niente a nessuno stavo spesso anche più di un’ora ad aspettarlo dopo il tramonto, seduta sul ponte dove la strada proveniente da Mordano incontra quella di Bubano dove allora stavo con mamma ferita. Erano le uniche volte in cui, ormai, potevo vederlo: i fascisti lo cercavano e dove si nascondesse non lo seppi mai. Era giugno: il tredici di quel mese mamma morì mentre io mi trovavo a Castel Bolognese ospite dei nonni paterni».

Dopo la morte della moglie, Livio chiese di lasciare il nascondiglio di Castel Bolognese per potersi unire in montagna ai combattenti della 36ª Brigata Garibaldi. «Dopo quel giorno di giugno – racconta ancora Wanda – rividi mio padre pochissime volte in brevi incontri sempre in luoghi diversi. Ero certamente felice di stare ogni volta con lui, ma mi sentivo intimorita da quei suoi occhi chiari che erano diventati freddi come di ghiaccio. Poi, una mattina partì per la Brigata. Lo accompagnai per un tratto di strada come una formica che segue un leone». Livio cadde l’11 ottobre 1944 nella sfortunata battaglia di Purocielo, nelle colline fra le valli del Senio e del Lamone, quando due battaglioni della 36ª Brigata Garibaldi tentarono di sfondare il fronte alle spalle dei tedeschi sui crinali prospicienti la valle del Lamone per ricongiungersi con le truppe alleate.

be.be.

La storia completa su «sabato sera» in edicola dal 25 aprile. 

Nella foto: Livia con il marito

Storie della Liberazione, le vite spezzate dei coniugi Livio Poletti e Livia Venturini
Cronaca 25 aprile 2018

Storie della Liberazione, quando un ponte sul Correcchio fece passare i polacchi

Gli episodi legati alla liberazione, avvenuti il 14 aprile 1945, o nelle giornate immediatamente precedenti o successive sono numerosi, ma il più delle volte la loro memoria si è perduta man mano che i protagonisti ci hanno lasciato. Non è questo il caso di Leo Monduzzi, all’epoca quindicenne, che ricorda con chiarezza quanto avvenne in quei giorni. «Quei ricordi sono sempre stati presenti nella mia memoria – precisa Leo – ma se ne restavano fermi e non sentivo la necessità di farli uscire. Da un po’ di tempo, però, ho cominciato a pensare che un episodio in particolare meritava di essere raccontato, perché tutti potessero conoscerlo».

Siamo nell’aprile 1945, gli Alleati stanno preparando una grande offensiva per conquistare la Pianura Padana e sperano di dare il colpo definitivo alla Germania di Hitler e ai suoi alleati. I preparativi includono incursioni aeree e bombardamenti di artiglieria per indebolire il nemico e spianare la strada all’avanzata. «Eravamo sfollati nel podere Brenta, condotto dai miei zii Monti, di proprietà del padre di Ebe Stignani – racconta Leo – che si trova tra via Casalegno, via Correcchio e vicolo Crucca. Bombe e granate cadevano sempre più spesso e, per ripararci, furono scavate delle piccole gallerie nella sponda del Correcchio, poco più che misere tane dove ci si stava a malapena e molto scomodi; comunque, grazie a queste, avemmo un minimo di protezione. Ricordo che uno di quei giorni mi trovavo nei campi, quando vidi arrivare un cacciabombardiere a volo quasi radente, rapido mi gettai in un fosso, mentre l’aereo sganciava le due bombe che portava sotto le ali per colpire il ponte sul Correcchio a Pontesanto e bloccare la ritirata ai tedeschi. Mancò il bersaglio! Una bomba cadde da un lato del ponte e una dall’altro, nell’aia del podere oggi sede di Hera. A farlo saltare forse ci pensarono i tedeschi, dopo che ebbero fatto passare i loro mezzi».

L’offensiva alleata, iniziata sul Senio tra il 10 e l’11 aprile, stava raggiungendo Imola. I tedeschi se ne andarono dalla città e dai dintorni tra il 13 e il 14, lasciando solo pattuglie e cecchini per rallentare l’avanzata. I polacchi infatti, stavano avanzando a nord della via Emilia e il loro obiettivo principale era raggiungere e prendere Bologna, per avere così il controllo su una vasta area della Pianura Padana. «Quell’ufficiale parlava abbastanza bene l’italiano e voleva sapere se c’erano ancora ponti transitabili – spiega Leo – e io gli risposi che i tedeschi li avevano distrutti. Mi propose di salire con lui sulla cingoletta e di fargli da guida e io accettai. Usciti dalla stradina che dal podere Brenta mette in via Correcchio, indicai all’ufficiale un ponticello, rimasto intatto perché alcuni uomini, penso appartenessero alle Sap, avevano sabotato i contatti che azionavano le mine fabbricate dai tedeschi. “Bene, passeranno di qui” propose l’ufficiale.

f.t.

L”articolo completo su «sabato sera» in edicola dal 25 aprile.

Nella foto: il ponte che immette nella proprietà che oggi appartiene alla famiglia di Luigi Grandi

Storie della Liberazione, quando un ponte sul Correcchio fece passare i polacchi
Cronaca 25 aprile 2018

Oggi si festeggia la Liberazione, tutti gli appuntamenti sul territorio

Oggi, mercoledì 25 aprile, ricorre la 73° Festa della Liberazione e, come ogni anno, sono molte le commemorazioni previste sul territorio in questa giornata.

A Imola il primo appuntamento è alle ore 9, presso la sede Anpi, in piazzale Giovanni dalle Bande Nere 14, per ricordare i partigiani e gli antifascisti caduti e fucilati a Bologna; durante la cerimonia verrà deposta una corona davanti alla lapide affissa all”edificio. A seguire, alle 9.15, nella rocca Sforzesca, verrà deposta una corona davanti alla lapide a ricordo dei partigiani e antifascisti detenuti e torturati in Rocca. Al termine della cerimonia verrà formato il corteo che si dirigerà in piazza Gramsci. Alle 9.30 si inizierà con il concerto della Banda musicale Città di Imola, al termine interverrà la classe 2^F del Liceo delle Scienze Applicate Alberghetti all”interno del progetto «Quando un posto diventa un luogo». Intorno alle 10.30 interverranno Adriana Cogode, Commissario straordinario di Imola e Bruno Solaroli, presidente dell”Anpi. Alle 11.15 verrà deposta una corona alla lapide nell”androne del Municipio a ricordo dei caduti in guerra, prima della partenza del corteo fino al monumento al Partigiano in piazzale Leonardo Da Vinci.

A Castel San Pietro si parte alle ore 9 con la cerimonia dell’Alzabandiera presso la sede del Gruppo alpini (via Cova 439). Alle ore 9.30, al cimitero di via Viara, avrà luogo la deposizione di una corona al sacrario dei Caduti. Successivamente, alle ore 10, dal piazzale dei 2 Portoni, ritrovo davanti alla lapide dedicata a Giuseppe Garibaldi e inizio del corteo, con sosta in piazza Martiri Partigiani e in piazzale Vittorio Veneto, per giungere in piazza XX Settembre, dove, dopo la deposizione di corone ai lapidari dei Caduti, avrà luogo la commemorazione ufficiale del sindaco Fausto Tinti, accompagnata dai canti patriottici degli alunni delle scuole castellane. Alle ore 11.30 verrà celebrata una Santa Messa in suffragio di tutti i caduti nella chiesa del Santissimo Crocifisso. La commemorazione sarà accompagnata dalla musica del Corpo bandistico.

A Casalfiumanese il Comune ha organizzato una manifestazione che prenderà il via alle ore 9.30 con il ritrovo davanti al Municipio, dove si comporrà il corteo che percorrerà le vie del paese. Alle ore 10 è prevista la Santa Messa; infine, alle ore 10.30, il programma prevede la deposizione della corona di alloro davanti al monumento ai Caduti, a cui seguiranno canti e messaggi di pace a cura dei bambini delle scuole di Casalfiumanese. Dalle ore 9.30, Municipio, piazza Cavalli 15. A Castel del Rio è previsto un corteo che partirà alle ore 11.15 da Palazzo Alidosi per fare sosta davanti ai monumenti della Folgore, Nembo e San Marco e ai Partigiani. Gl interventi, del sindaco Alberto Baldazzi e del presidente dell”Anpi di Castel del Rio, Enrico Alpi, si terranno presso il monumento ai Partigiani a partire dalle ore 11.40. In questa speciale occasione il Museo della Guerra Linea Gotica è aperto dalle ore 10 alle 18 e si effettueranno visite guidate per gruppi e comitive. Dalle ore 11.15, palazzo Alidosi. A Dozza è in programma una manifestazione che prenderà il via da piazza Carducci con l”alzabandiera al monumento degli Alpini a cui seguirà la deposizione di una corona. Successivamente si terrà la benedizione della lapide ai Caduti in guerra, posta sotto il portico del palazzo comunale, con la deposizione della corona. Infine, in piazza Zotti, avrà luogo la celebrazione ufficiale, tenuta dal sindaco Luca Albertazzi. Sarà presente, per portare la propria testimonianza, Bruno Trincossi, reduce del Gruppo di Combattimento Friuli, che entrò in Dozza appena liberata, il 15 aprile 1945. E’ inoltre previsto un intervento degli alunni facenti parte del Consiglio comunale dei ragazzi. La manifestazione si concluderà con l’esibizione del Gruppo bandistico dozzese. Alle ore 10.30, piazza Carducci.

A Fontanelice le cerimonie prevedono una Santa Messa alle ore 9, alla quale seguirà la deposizione di una corona davanti al monumento alla Resistenza. Interverranno il sindaco, Athos Ponti, e Roberto Visani, del comitato direttivo dell”Anpi. Dalle ore 9, corso Europa. A Medicina il programma, con inizio alle ore 10, prevede il concerto della Banda municipale in piazza Andrea Costa, al quale seguirà l”omaggio ai Caduti sotto alla Loggia comunale. In seguito avrà luogo la sfilata lungo viale Oberdan e via Battisti, per giungere in piazza Garibaldi per le ore 10.30, quando si svolgerà la celebrazione ufficiale, con gli interventi di Onelio Rambaldi, sindaco di Medicina, e di Forte Clò, dell”Anpi provinciale. Parteciperà un coro di bambini della scuola primaria di Medicina. I piccoli leggeranno brani tratti dall’iniziativa promossa dall”Anpi di Medicina Mi hanno raccontato una storia. Dalle ore 10, piazza Andrea Costa. A Ozzano Emilia è prevista alle ore 9, in piazza Allende, la partenza della Camminata della Resistenza; in contemporanea, in viale 2 Giugno, di fronte alle scuole medie Panzacchi, ritrovo ed esibizione della Banda dell’associazione Gruppo musicale di Ozzano dell’Emilia, diretta dal maestro Marco Dall’Aglio; alle 9.15 partirà il corteo per raggiungere il monumento ai Caduti della Resistenza, dove, alle 9.30, verrà reso onore ai Caduti da un picchetto armato del Battaglione del Genio Ferrovieri, con alzabandiera e deposizione di corone; seguiranno, alle 10, la Santa Messa in suffragio dei Caduti e, alle 10.45,  il saluto del sindaco e intervento a cura del Centro giovanile Arci Ozzano con lancio di palloncini colorati contenenti messaggi di pace scritti dagli alunni della scuola primaria di Ozzano; a conclusione, Brindisi della Liberazione aperto a tutti i convenuti.

r.c.

Oggi si festeggia la Liberazione, tutti gli appuntamenti sul territorio
Cronaca 25 aprile 2018

Sabato Sera, questa settimana in Prima Pagina

Oggi esce in edicola il nuovo numero di “sabato sera”: ecco un breve riassunto di ciò che troverete in prima pagina.

In primo piano il sogno della circonvallazione per decongestionare i paesi e le città attraversati dalla via Emilia. A Imola si discute della situazione della Cims, mentre alla borgata Chiavica l”indice è puntato contro l”azienda Florim.

Si avvicina anche il 1° maggio, anniversario della morte del pilota brasiliano di F1 Ayrton Senna. A Castello, invece, manutenzione e nuove idee per i laghetti del Molinetto. Sguardo all”enologia con lo spumante di Romagna che è pronto per conquistare il mercato delle bollicine.

Come sempre lo sport. 20.000 persone hanno riempito l”autodromo di Imola lo scorso weekend per il Motor Legend Festival. Nel basket conclusa la stagione dell”Andrea Costa, la parola passa a Gianpiero Domenicali. Chiudiamo con il ciclismo e il «Memorial Benfenati» in programma domenica a Osteria Grande.

Su «sabato sera due» appuntamenti per tutti i gusti: compie vent”anni il Cantamaggio di Medicina, mostra di ulivi incisi nel legno dell”artista imolese Silvana Bissoli e il libro per bambini «Piedino» di Bacchilega Junior che vince il premio «Nati per leggere».

r.c.

Sabato Sera, questa settimana in Prima Pagina

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