Cronaca

Cronaca 21 gennaio 2018

Tentano la “truffa del resto”, due uomini denunciati

I carabinieri hanno denunciato due uomini per tentata truffa in concorso. La vicenda risale a martedì scorso ed è avvenuta all’interno di uno dei punti vendita “Buffetti” di viale della Repubblica a Castel San Pietro.

I due sono entrati nel negozio e hanno preso alcuni prodotti poi si sono recati alla cassa. Al momento del pagamento, però, hanno tentato il trucchetto chiamato in gergo “rendez moi”, una manipolazione con la quale si cerca di indurre la vittima, il gestore del negozio, a dare un resto più alto rispetto a quanto dovuto, spesso utilizzando banconote da 50 o 100 euro. Il gestore, però, un trentasettenne, non ci è cascato e ha chiamato subito il 112.

I due hanno cercato di allontanarsi a bordo di una Fiat 500 ma i carabinieri sono comunque riusciti a risalire alle generalità ed è risultato che si tratta di pluripregiudicati, un 64enne residente a Casoria e un 30enne di Melito.

r.c.

Tentano la “truffa del resto”, due uomini denunciati
Cronaca 21 gennaio 2018

Frode all'Inps per 400 mila euro, condanna definitiva per ex dipendente e confisca di un appartamento e una villa

Utilizzando una falla del sistema informatico dell’Inps per anni si erano appropriati di piccole ma costanti somme di denaro quantificate in circa 377 mila euro complessivi. In sostanza si fingevano eredi legittimi di persone defunte e intascavano i ratei pensionistici non dovuti. Per questo Andrea Ventura, all’epoca operatore informatico nella sede dell’Istituto di previdenza di Imola, la moglie e un complice qualche mese fa sono stati condannati in via definitiva per frode informatica (Ventura con una pena di 2 anni e otto mesi, la moglie e il complice di 1 anno e 2 mesi). E ieri mattina la guardia di finanza di Imola e la polizia hanno proceduto, dando esecuzione ad un provvedimento del Tribunale di Bologna, a notificare la confisca di un appartamento a Imola e una villa a Casola Valsenio di proprietà della coppia, per un valore complessivo di oltre 400 mila euro.

La vicenda venne a galla nel 2013 con l’arresto dell’allora dipendente Inps, molto noto nell’imolese per la sua militanza politica (fu consigliere comunale per Alleanza nazionale dal 1995 al 1999). Ventura, usando i nomi di persone defunte anche da dieci anni, istruiva delle false pratiche per ratei pensionistici (le somme dovute ai deceduti che vengono girate agli eredi) e versava i bonifici sui conti correnti dei complici. L’indagine dei finanzieri e della polizia portò a numerose perquisizioni, un’ordinanza di arresti domiciliari nei confronti di Ventura e al sequestro preventivo di vari beni riconducibili alla coppia per circa 1 milione di euro, compresi la villa (l’abitazione di residenza) e l’appartamento. “Ieri, dando esecuzione alla sentenza definitiva di condanna, emessa dal Tribunale di Bologna, i beni in precedenza sequestrati sono stati confiscati, sottraendoli definitivamente alla disponibilità dei soggetti condannati” precisano dalle fiamme gialle.

l.a.

Foto d”archivio guardia di finanza Imola

Frode all'Inps per 400 mila euro, condanna definitiva per ex dipendente e confisca di un appartamento e una villa
Cronaca 21 gennaio 2018

Tre bar del centro storico “visitati” dai ladri: nelle telecamere si vedono due persone

Brutta sorpresa ieri mattina per i gestori di tre locali del centro storico di Imola. I ladri hanno sfondato le vetrate di ingresso delle porte dei locali, poi sono entrati e hanno ripulito il fondo cassa. Si tratta del bar Roma e del Barcode che si trovano nella galleria sotto il palazzo del centro cittadino e dell”Opera Dulcis di piazza Matteotti, sotto il municipio.

I carabinieri stanno indagando per risalire ai colpevoli. All”Opera Dulcis hanno utilizzato una fioriera per spaccare il vetro della porta di ingresso, una tecnica analoga è stata utilizzata anche negli altri due locali. I ladri hanno fatto molti danni per un bottino irrisorio di poche centinaia di euro, dato che la maggior parte degli esercenti non lascia soldi in cassa durante la notte. I militari hanno dichiarato che stanno indagando “sulla criminalità locale, per scoprire l’identità dei responsabili ed evitare che possano colpire di nuovo”.

Molto utili dovrebbero essere le telecamere di videosorveglianza installate dal Comune di Imola nel centro storico. “L”analisi dei filmati è in corso – ha confermato il comandante della polizia municipale, Vasco Talenti ieri mattina -. Si vedono due persone e potrebbero far parte della stessa banda che nelle scorse sere ha messo in atto colpi simili in altre città lungo la via Emilia, ad esempio Forlì”.

gi.gi.

Tre bar del centro storico “visitati” dai ladri: nelle telecamere si vedono due persone
Cronaca 21 gennaio 2018

E' stato approvato il progetto per la nuova palestra della scuola media Simoni

Ristrutturazione o nuova palestra per la scuola media Simoni? Questo era l’interrogativo che la scorsa estate si poneva il Comune di Medicina per decidere il futuro della struttura di via Battisti. Oggi, dopo aver affidato all’architetto Milena Mazzacurati dello studio bolognese Progetto 04 uno studio di fattibilità tecnica, l’ente locale ha deciso di proseguire con la seconda opzione, demolendo e ricostruendo una nuova palestra, più bella e decisamente più grande.

L’attuale struttura, infatti, risale al 1967. «E’ necessario sia adeguarla alla normativa per la prevenzione di incendi, sia intervenire con un miglioramento strutturale e sismico – spiega il vicesindaco e assessore ai Lavori pubblici, Matteo Montanari –. Intervenire sull’edifico esistente comporterebbe dei costi molto alti se paragonati alla possibilità di utilizzo di una struttura ormai datata e sotto molti punti di vista ormai poco funzionale per l’intensa attività che vi viene realizzata dalle scuole e dalle associazioni sportive di Medicina (in particolare pallacanestro e pallavolo)».

Da qui la decisione di procedere con la costruzione di una nuova palestra. Il primo passo è stata l’approvazione da parte della Giunta di un progetto di fattibilità tecnica ed economica e l’inserimento dell’intervento nel piano triennale delle opere, prevedendo una spesa di 1 milione e 90 mila euro nel 2018. L’intervento è decisamente consistente. Innanzitutto, si prevede la demolizione dell’attuale palestra da 650 metri quadri e la costruzione, al suo posto, di nuova palestra con tetto in legno lamellare da circa 1190 metri quadrati, in pratica quasi un raddoppio dell’attuale struttura. Il nuovo edificio avrà tre blocchi distinti ma collegati tra loro. L’edificio principale sarà quello al centro, che conterrà l’area di gioco di dimensioni tali da garantire la presenza di un campo da basket regolamentare e una zona spettatori con una piccola tribuna. Il secondo blocco sarà invece a due piani e ospiterà al piano terra un ufficio e quattro spogliatoi, mentre al primo piano ci saranno altri due spogliatoi e una piccola palestra di circa 80 metri quadrati «che potrebbe essere usata ad esempio al pomeriggio e alla sera dalle associazioni sportive per la ginnastica dolce» abbozza Montanari. Dalla parte opposta, invece, è previsto il terzo blocco, che sarà a un solo piano e conterrà servizi igienici, infermeria, depositi e vano tecnico.

«Questa nuova palestra porterebbe tanti vantaggi – dice Montanari –. Innanzitutto, una struttura sportiva a norma e corrispondente ai parametri fissati dal Coni, oltre che più funzionale grazie alla presenza di una seconda palestrina. Inoltre, grazie all’installazione di pannelli per la produzione dell’acqua calda e di energia elettrica, consentirebbe di contenere notevolmente i consumi energetici». Come detto, per costruirla occorrere oltre un milione di euro. Il Comune di Medicina ad oggi dispone di circa 280 mila euro di risorse statali che derivano dalla programmazione nazionale dell’edilizia scolastica. «Per il resto, contiamo di intercettare fondi attraverso bandi come quello regionale pubblicato di recente proprio per gli impianti sportivi – abbozza il vicesindaco –. Inoltre, chiederemo di poter liberare risorse bloccate dal patto di stabilità. Parallelamente, nei prossimi mesi vorremmo arrivare all’approvazione del progetto definitivo». Più facile, dunque, che si arrivi al cantiere vero e proprio non prima del 2019. «In ogni caso, per gli studenti non sarebbe un problema perché potrebbero utilizzare altri impianti, come il palazzetto dello sport» conclude Montanari.

gi.gi.

Nella foto: il rendering della nuova palestra nelle scuole Simoni

E' stato approvato il progetto per la nuova palestra della scuola media Simoni
Cronaca 21 gennaio 2018

A Ozzano nuovo asfalto su 16 strade tra capoluogo e frazioni

«Siamo molto contenti che dal poco previsto inizialmente, grazie ad alcuni oneri di urbanizzazione e alla liberazione di risorse dal bilancio, siamo riusciti a raggranellare le risorse necessarie per asfaltare le strade che ne hanno più bisogno». C’è grande soddisfazione nelle parole del sindaco ozzanese, Luca Lelli, quando parla dei circa 300 mila euro (che sfiorano i 400 mila euro se si include l’Iva e la progettazione) destinati alla sistemazione dei tracciati tra capoluogo e frazioni.

Un risultato soddisfacente, considerando la poca manutenzione che l’ente locale è riuscito a fare negli ultimi due anni. «Nel triennio 2013-2015 avevamo fatto un affidamento da 700 mila euro, mentre nel 2016 non siamo riusciti a fare nulla – ammette Lelli -. Nel 2017, però, abbiamo affidato ad un tecnico esterno la mappatura del territorio che, partendo dalle nostre indicazioni, ci ha restituito un elenco di lavori da circa un milione di euro. Ovviamente – chiarisce il sindaco -, va oltre la nostra capacità di spesa. Da questa lista abbiamo però individuato le priorità sulle quali lavorare subito, ossia le strade più ammalorate o quelle più trafficate».

Complessivamente, si tratta di sedici interventi distinti, che interesseranno altrettante strade. «Non ci limiteremo a chiudere buche, bensì rifaremo dei tratti di strada» aggiunge il sindaco. Scorrendo l’elenco, le strade interessate sono sia nel capoluogo che in alcune frazioni (Ponte Rizzoli, Maggio, Mercatale e Settefonti). I due interventi più consistenti dal punto di vista economico, circa 40 mila euro ciascuno, sono quelli in via Olmatello (nel tratto nei pressi dell’incrocio con la via Emilia) e in via Sabbionara, strada che in parte ricade anche nel territorio del Comune di Medicina. A queste si aggiungono le vie Verde, del Partigiano, Claterna, Marconi, Moro, Mazzini, Galvani, Matteotti, Poggio e Mercatale Settefonti.

Poi è previsto il rifacimento del manto del parcheggio cosiddetto «ex Coop» di via Moro, nei pressi della rotonda di via Allende (14 mila euro) e il rifacimento di ciclabili e marciapiedi «come chiesto espressamente da alcuni cittadini» sottolinea il sindaco. Nello specifico, verranno risistemati gli autobloccanti della ciclabile di Maggio, nel tratto tra via San Pietro e lo stabilimento dell’Ima e il marciapiede nei pressi della rotonda di via Sant’Andrea. Inoltre, verrà realizzato un tratto di marciapiede lungo la via Emilia, nel tratto dove c’è il fabbricato con il bar Da Carlo (22 mila euro).

Ora è in corso la gara per affidare i lavori, il cui termine è fissato per fine gennaio. «Vorremmo fare i lavori in primavera – conclude Lelli -. Oltre alla cifra prevista per le prime sedici strade, abbiamo lasciato da parte 12 mila euro che, uniti al ribasso d’asta che contiamo di ottenere in corso di affidamento dei lavori, ci consentiranno di aggiungere altre vie nel corso dell’intervento» aggiunge il sindaco.

gi.gi.

Nella foto: l”asfalto rovinato in via Poggio

A Ozzano nuovo asfalto su 16 strade tra capoluogo e frazioni
Cronaca 21 gennaio 2018

Il flautista imolese Massimo Mercelli in concerto su Rai5 con Ramin Bahrami

L’Epifania che si è portata via le feste ha però portato in tv un omaggio al grande musicista e compositore tedesco Johann Sebastian Bach firmato da due soliti di raro pregio, il pianista iraniano Ramin Bahrami e il flautista imolese Massimo Mercelli. Il programma, dal titolo “Bahrami e Mercelli incontrano Bach”, va in onda su Rai5 dallo scorso 6 gennaio, appunto, ogni sabato alle 8.15 (con replica alle 18.40) per un totale di cinque puntate (prossimi appuntamenti 20 e 27 gennaio e 3 febbraio, mentre le puntate già andate in onda sono disponibili sul sito internet della Rai www.raiplay.it). Girate tra il Teatro comunale di Cagli, il museo Santa Croce di Umbertide e il complesso museale San Domenico a Forlì, le cinque puntate sono prodotte e dirette da Gabriele Cazzola e presentano diverse sonate del grande maestro di Eisenach raggruppate in base ad un filo logico sempre diverso che dà il titolo a ciascuna puntata (prima puntata “Musica polifonica per strumento monodico”, seconda puntata “Musica a corte”, terza puntata “I compiti a casa per Carl Phillipp Emmanuel Bach”, quarta puntata “Le sorprese di Bach non finiscono mai”, quinta puntata “Bach in concerto”).

A suonare i tanti brani proposti fra prove, registrazioni del disco per Decca/Universal e veri e propri live è il duo d’eccellenza formato da Bahrami, pianista considerato fra i più importanti interpreti viventi di Bach a livello internazionale, e il flautista nostrano Mercelli, fine musicista amato da grandi autori contemporanei che hanno composto per lui, da Michael Nyman al connazionale Ennio Morricone. Quelle presentate nel programma della Rai sono composizioni in cui l’ispirazione e la tecnica strumentale si intrecciano in maniera incomparabile e che sfruttano a fondo le risorse tecniche ed espressive del flauto, che all’epoca di Bach aveva appena iniziato l’evoluzione che l’avrebbe portato a diventare, oggi, uno degli strumenti più brillanti dell’orchestra. Si tratta di un repertorio per esperti ma al tempo stesso per amatori, presentato in forma non accademica bensì ricca di informazioni ed aneddoti che dispensano i due interpreti stessi nei molti momenti di dialogo utili a contestualizzare le opere, il compositore, il tempo storico in cui sono nate le tipiche musiche fuori dal tempo e dalle mode di Bach che tanto affascinano molti appassionati di buona musica.

Maestro Mercelli, cosa rappresenta Bach per la sua carriere?

“Ho iniziato da giovane proprio con Bach, che è stato il primo compositore a folgorarmi artisticamente – racconta il flautista cinquantottenne, diplomatosi al conservatorio di Bologna con il massimo dei voti a 19 anni –. Inoltre i molti compositori che hanno scritto brani per me hanno in comune lo stesso Bach come compositore preferito. In pratica Bach è nella mia vita da sempre, e ciclicamente si pone in primo piano come anche per questa esperienza televisiva”.

Che tipo di programma è, quello di Rai5?

“Si tratta di un programma fatto di grande musica e piccole curiosità, tecnica di altissimo livello  e umiltà, come richiesto dalle complesse partiture di Bach, ma anche informazioni di base utili tanto per ripassare quanto per conoscere il compositore tedesco. È un programma per tutti: interessante per gli appassionati e gli addetti ai lavori grazie ad alcune chicche musicali come i brani mai incisi e suonati per la prima volta o come i repertori firmati da Bach e figli, ma anche utile per chi non sa nulla e vuole scoprire il compositore tedesco contestualizzando le composizioni più e meno note che puntata dopo puntata presentiamo”.

mi.mo.

Nella foto: a sinistra, il flautista imolese Mercelli insieme al pianista iraniano Bahrami

Il flautista imolese Massimo Mercelli in concerto su Rai5 con  Ramin Bahrami
Cronaca 21 gennaio 2018

Ascom Imola porta gli chef e la «cultura del cibo» nelle scuole

Ricette da chef, realizzate reinterpretando i piatti serviti nelle mese scolastiche e da preparare a casa con i genitori, ma anche laboratori rivolti alle famiglie, organizzati a scuola con gli chef. Anche questo è Cultura del cibo, il progetto promosso da Confcommercio Ascom Imola, che per il primo anno arriva anche nelle classi imolesi grazie alla collaborazione con il settore Scuole del Comune. «L’obiettivo – spiega Ascom Imola – è promuovere la cultura di una corretta e sana alimentazione e di valorizzare la qualità e genuinità dei prodotti del nostro territorio, nonché la professionalità degli operatori del settore, che offrono ai consumatori il meglio del gusto e dei sapori. Soprattutto grazie al successo e alla diffusione di programmi televisivi dedicati alla cucina, negli ultimi anni è infatti cresciuto l’interesse verso il cibo, ma non una adeguata attenzione alla sue differenti qualità nutritive. L’intento di questo progetto è quindi quello di fare leva sul generale interesse nei confronti della cucina, per concentrare l’attenzione e la conoscenza sui diversi cibi e ingredienti, creando una “cultura alimentare” proprio sulla scia di questa tendenza». Dieci ricette, proposte da altrettanti noti chef e pasticceri del territorio, quest’anno arricchiscono l’opuscolo Mangiamo insieme a scuola, che riporta il calendario dei piatti serviti giorno per giorno nelle mense scolastiche imolesi e che a inizio anno scolastico viene distribuito a tutti i piccoli utenti. Le ricette proposte dagli chef aderenti al progetto rivisitano in un’ottica diversa quelle del menu scolastico e i bambini possono provare a realizzarle a casa con l’aiuto dei genitori.

Il progetto prevede inoltre una serie di laboratori, che verranno svolti nei prossimi mesi. «A questa parte del progetto hanno aderito cinque scuole – dettagliano da Ascom Imola -: la primaria Cappuccini e le scuole d’infanzia Rodari, Pulicari, Pambera e Vespignani. In tutto si tratta di 13 classi, per un totale di 320 alunni, che svolgeranno 19 laboratori con i genitori in orario extrascolastico. I temi dei laboratori sono quattro: i frutti dimenticati; oggi la merenda la preparo io; l’officina delle spezie; la spesa consapevole». Il laboratorio più richiesto è quello sui frutti dimenticati, seguito a ruota da quello sulla merenda. «E’ il primo anno che proponiamo questo progetto alle scuole e non ci aspettavamo così tante adesioni» concludono da Ascom. Le dieci ricette del progetto, proposte dalla chef Marilena Tusone dell’Osteria del teatro a Imola, tratte dall’opuscolo Mangiamo insieme a scuola, sono scaricabili assieme anche dal sito www.comune.imola.bo.it, nella sezione Infanziaescuola/Mensa- scolastica/Materiali oppure dal sito www.culturacibo.it.

Su ”sabato sera” in edicola del 18 gennaio una delle dieci ricette del progetto.

Nella foto: filetto di branzino in crosta di patate e fiocchi di mais

Ascom Imola porta gli chef e la «cultura del cibo» nelle scuole
Cronaca 21 gennaio 2018

Gioco d'azzardo, mappati sul territorio i luoghi «sensibili» per le slot

Niente più sale da gioco e scommesse vicino a scuole, chiese, ospedali, impianti sportivi e centri di aggregazione. Dopo che lo scorso giugno la Regione Emilia Romagna aveva dato il via libera alle modalità applicative previste dalla legge regionale sul gioco d’azzardo patologico del 2013, ora il piano entra nel vivo per arrivare, seppur progressivamente, alla dismissione delle macchinette piazzate in quei locali che si trovano nel raggio di 500 metri (calcolati facendo il percorso più breve a piedi) dai cosiddetti luoghi «sensibili», ossia scuole, luoghi di culto, impianti sportivi, strutture residenziali o semiresidenziali in ambito sanitario o sociosanitario, strutture ricettive per categorie protette, luoghi di aggregazione giovanile ed oratori.

In queste ultime settimane, tutti i comuni dovevano completare la mappatura dei luoghi sensibili, un censimento necessario per stabilire quali e quanti esercizi commerciali che ospitano slot al loro interno dovranno adeguarsi. Come? Per le sale da gioco e scommesse la norma regionale prevede addirittura la chiusura, mentre per i locali (bar, ma anche edicole o altro) che hanno macchinette al loro interno è previsto il divieto di installazione di nuovi apparecchi e il divieto di rinnovo dei contratti tra esercente e concessionario alla loro scadenza.

Una piccola-grande rivoluzione che creerà nelle città delle ampie aree interamente slot free, quindi senza la presenza di apparecchi destinati al gioco, ma che è altresì destinata a far discutere e a generare qualche mal di pancia negli esercenti. Già la scorsa estate, infatti, alcune società di gioco e l’associazione Sapar (Servizi apparecchi per le pubbliche attrazioni ricreative) avevano presentato ricorso chiedendo la sospensione della norma regionale, ma il Tar di Bologna l’aveva respinto perché per i giudici «allo stato non sussiste il paventato danno attuale grave ed irreparabile».

Ora che le mappature realizzate dai singoli comuni si stanno delineando, la situazione potrebbe evolvere. Gli enti locali, infatti, adesso hanno sei mesi di tempo (quindi fino a giugno 2018) per comunicare i relativi provvedimenti di chiusura ai titolari delle sale da gioco e scommesse che ricadono nei famosi 500 metri di distanza dai luoghi sensibili. A quel punto, i titolari che intendono spostarsi più lontano dai luoghi sensibili per proseguire l’attività, potranno chiedere una proproga di ulteriori sei mesi (quindi fino a dicembre 2018). Agli esercenti che ospitano slot, invece, verrà vietata l’installazione di nuovi apparecchi e, parallelamente, dovranno dismettere le macchinette funzionanti quando scadrà il contratto che hanno in essere con i concessionari. Un escamotage che eviterà ai titolari dei pubblici esercizi di dover pagare penali molto salate in caso di recesso anticipato.

Nel nostro territorio, i due comuni che in questi anni si sono maggiormente distinti per il contrasto alla ludopatia sono Imola e Medicina, gli unici nei quali sono in vigore delle ordinanze che limitano l’orario di accensione delle slot (dalle 8 all’1 di notte a Imola, dalle 10.30 alle 21.30 a Medicina), mentre Castel San Pietro ha approvato soltanto un ordine del giorno su questo tema. «Vorremmo ridurre l’accesione entro la fine del mandato nel 2019, proponendo un orario uniforme a quello degli altri comuni» afferma l’assessore castellano alla Legalità, Fabrizio Dondi. Un modo per evitare che le persone si spostino da un comune all’altro per giocare.

A Imola i luoghi sensibili individuati con la mappatura sono 286, di cui 69 scuole, 87 luoghi di culto, 41 luoghi sanitari e di cura, 51 impianti sportivi e 38 centri di aggregazione. «Non abbiamo aggiunto altri luoghi sensibili, sebbene la legge ci desse questa facoltà – commenta l’assessora alla Legalità, Elisabetta Marchetti –. A Imola sono presenti oltre 400 apparecchi da gioco distribuiti in 91 locali, tra cui una decina di sale da gioco. Il data base nazionale “L’Italia delle slot” calcola che nel 2016 siano avvenute giocate per 70,32 milioni di euro, circa mille euro per abitante». Ora con la mappatura la situazione potrebbe cambiare. «Sicuramente, considerando il numero di luoghi sensibili individuati, molti esercizi commerciali rientreranno nel raggio dei 500 metri e dovranno adeguarsi – afferma la Marchetti –. L’obiettivo resta quello di contrastare il gioco d’azzardo, un ambito che ha costi sociali e sanitari molto alti».

L’assessora tiene a sottolineare che in dicembre «sono state approvate ulteriori misure di contenimento del fenomeno, contenute in un apposito regolamento che prevede, tra le altre cose, obbligo di informazione del divieto del gioco per i minori con cartelli appositi, divieto di esporre cartelli o immagini che pubblicizzino vincite avvenute e divieto di installazione di insegne, anche luminose o a luminosità intermittente, all’esterno delle attività commerciali». A queste si aggiunge «il vincolo di non procedere alla stipula di contratti di locazione o concessione di locali di proprietà comunale e di società controllate a favore di soggetti che intendano utilizzare tali immobili per aprire attività concernenti il gioco d’azzardo».

Per quanto riguarda i centri sociali, ad esempio, da tempo il Comune di Imola aveva inserito il divieto di installare slot tra le linee di indirizzo per il rinnovo delle convenzioni nel 2018. In questi anni c’è chi si è già adeguato e chi (Bocciofila, Campanella, La Stalla, Ponticelli, San Prospero, Sasso Morelli e Zolino) non ha ancora dismesso le slot. «Talvolta rescindere dai contratti in essere con i gestori comporta delle penali molto alte (si parla di cifre fino a 40 euro per ogni giorno di anticipo rispetto alla scadenza residua del contratto per ciascun apparecchio, ndr) – spiega la Marchetti –. Per questo, come accadrà per gli altri esercizi pubblici vicino ai luoghi sensibili, dovranno dismetterle alla scadenza del contratto in essere, anche se noi ovviamente ci auguriamo lo facciano prima».

In effetti, le penali da una parte e i mancati introiti legati alla presenza delle slot dall’altra, evidenziano la grande difficoltà in cui si potrebbero trovare alcuni esercizi commerciali nei prossimi mesi (o anni, se la scadenza dei contratti di gestione delle slot è più lunga). Lo sa bene l’assessore medicinese Valentina Baricordi che, guardando la mappatura dei 28 luoghi sensibili di Medicina (6 scuole, 6 luoghi di culto, 10 impianti sportivi, 4 luoghi sanitari e 2 di aggregazione), prevede cosa succederà nei prossimi mesi. «Praticamente tutti gli esercizi che hanno slot le dovranno dismettere – dice –. Abbiamo un’unica sala giochi, ma è nella zona artigianale, quindi non sarà interessata dal provvedimento, e stiamo verificando se vi ricadono o meno un bar e un tabacchi all’interno del centro commerciale Medicì. Nei comuni più piccoli la distanza dei 500 metri incide sicuramente in maniera maggiore. Da parte nostra c’è la consapevolezza, purtroppo, che per i commercianti la presenza delle slot rappresenta un’ulteriore entrata. Stiamo valutando la possibilità di proporre un’agevolazione sulla Tari per coloro che le hanno già dismesse e per quelli che lo faranno».

Castel San Pietro ha già definito con precisione quanti e quali esercizi commerciali dovranno adeguarsi alla normativa. Sul Sillaro, infatti, sono stati individuati 58 luoghi sensibili (4 centri di aggregazione, 4 strutture recettive per categorie protette, 13 luoghi di culto. 13 scuole, 19 impianti sportivi e 5 strutture in ambito sociosanitario). «Nel nostro territorio – spiega l’assessore Dondi -, abbiamo 26 locali con slot, tra cui due sale giochi e scommesse. Soltanto un paio sono a più di 500 metri dai luoghi sensibili. Gli altri dovranno adeguarsi e dismettere le slot, mentre le due sale giochi e scommesse dovranno chiudere o riaprire altrove».

gi.gi.

Gioco d'azzardo, mappati sul territorio i luoghi «sensibili» per le slot
Cronaca 21 gennaio 2018

Un nuovo box per autovelox sarà installato a Poggio Piccolo

Novità in arrivo nella zona industriale di Poggio Piccolo, frazione di Castel Guelfo. L’Amministrazione guelfese ha deciso di installare un nuovo box per autovelox lungo via Poggio, poco prima dell’intersezione con via dell’Industria, e fotograferà i veicoli che viaggiano in direzione di Castel Guelfo in un tratto nel quale c’è il limite dei 50 chilometri orari. Si tratta di un «armadietto» del tutto simile a quelli installati anche, ad esempio, a Medicina, Mordano e anche a Imola e nella vallata del Santerno. All’interno vi può essere inserito un autovelox mobile e sanziona solo in presenza di una pattuglia nelle vicinanze.

La scelta del Comune è stata presa in seguito al gravissimo incidente nel quale la scorsa estate ha perso la vita il motociclista Cristiano Lucchinelli, figlio dell’ex pilota Marco. Il centauro, che procedeva su via Poggio in direzione di Castel Guelfo, giunto all’altezza di via dell’Industria era entrato in collisione con una Land Rover Discovery, che proveniva dalla parte opposta e aveva iniziato la svolta a sinistra. «E’ una strada spesso percorsa a velocità elevata – motiva il vicesindaco, Claudio Franceschi -. Abbiamo già sostituito l’obbligo di precedenza con lo “Stop” su via dell’Industria ed entro fine gennaio installeremo il box velox. Abbiamo già ottenuto l’autorizzazione dalla Città metropolitana, proprietaria della strada. Puntiamo sull’effetto deterrenza». Anche per questo, le sanzioni vere e proprie scatteranno, con ogni probabilità, «soltanto in primavera».

Tra l’altro, Castel Guelfo non dispone di un proprio autovelox mobile da posizionare all’interno del box. «Lo avremo in prestito da Mordano oppure dagli altri comuni del circondario che fanno parte del Corpo unico di polizia municipale» afferma Franceschi. Tanto per rinfrescare la memoria, nel territorio del Comune di Castel Guelfo ci sono altri tre box velox. Due sono lungo via Nuova, mentre il terzo è stato posizionato nell’estate del 2014 lungo la via San Carlo, all’altezza della semicurva poco oltre lo stabilimento Tre Spighe, in direzione di Medicina.

Quest’ultimo, però, non è mai entrato in funzione perché ripetutamente «oscurato» con delle bombolette spray. «Vorremmo spostarlo più lontano dalla curva, in modo che sia più visibile – prosegue Franceschi -. Sempre nel 2018, vorremmo posizionare altri due box velox lungo via Stradone, anch’essa percorsa spesso a velocità elevata». Il primo obiettivo, però, è mettere in funzione il nuovo box velox lungo via Poggio. «Per evitare che venga vandalizzato, inizialmente installeremo una telecamera mobile che finora abbiamo utilizzato per controllare chi abbandonava i rifiuti» conclude il vicesindaco.

gi.gi.

Nella foto: un box sulla San Carlo

Un nuovo box per autovelox sarà installato a Poggio Piccolo
Cronaca 21 gennaio 2018

Cosa mangiano i bambini a scuola? Il Comune di Imola vara la Carta dei servizi

Anche la ristorazione scolastica ha la sua Carta dei servizi. Il documento, approvato dal Comune lo scorso 12 dicembre, sarà a breve pubblicato sul sito www.comune.imola.bo.it e distribuito alle famiglie i cui figli usufruiscono del servizio. «E’ la prima volta – sottolinea l’assessore alla Scuola, Giuseppina Brienza – che il Comune predispone una Carta dei servizi della ristorazione scolastica. In questo modo le famiglie possono avere tante notizie su come è organizzato il servizio, come viene erogato, il modo in cui si scelgono gli alimenti, la logica dei menu differenziati, i progetti di educazione alimentare. Questo con l’obiettivo di mettere più in evidenza ciò che si fa».

La Carta dei servizi mette nero su bianco anche alcune novità introdotte lo scorso anno dal capitolato di riferimento per la gara d’appalto del Servizio di ristorazione scolastica nei nidi, nelle scuole d’infanzia e primarie di Imola, Borgo Tossignano, Fontanelice, Casalfiumanese, Castel del Rio, per il triennio che termina il 31 agosto 2020. Ad aggiudicarsi l’appalto, del valore di quasi 12 milioni e 800 mila euro, è stato il raggruppamento temporaneo di imprese costituito dalla capogruppo Camst, dalla faentina Gemos ed Elior Ristorazione, con sede a Milano, ma presente in tutta Italia. Tra le novità introdotte, l’aggiunta di alimenti biologici certificati, l’introduzione di prodotti Dop e Igp (parmigiano reggiano, grana padano, mortadella di Bologna, prosciutto crudo di Parma o di Modena, squacquerone e pera Emilia Romagna). Banditi invece Ogm, olio di palma e grassi idrogenati.

Nelle scuole di Imola vengono serviti ogni giorno circa 3.200 pasti, per un totale annuo di circa 470 mila, consumati da alunni e insegnanti. Oltre al menu standard, le famiglie possono scegliere fra 11 diete speciali per motivi di salute, religiosi, etici o per convincimenti personali (dieta in bianco, senza maiale, senza carne, vegetariana, senza nocciole e frutta secca, senza latte e latticini, senza pomodoro, senza pesce, senza uovo, per celiaci e per diabetici). «E’ migliorata la qualità dei prodotti – dettaglia Elisabetta Battilani, la dietista che sceglie i piani alimentari – in virtù dell’offerta migliorativa fatta dalle ditte che hanno vinto la gara di appalto. Sono stati aggiunti ulteriori alimenti bio come i legumi e la frutta e sono aumentate le merende a base di prodotti freschi, non confezionati. Una grande conquista è stata l’introduzione in tutte le scuole dei carrelli che mantengono le temperature delle pietanze, attrezzature fornite dalle stesse ditte».

Rispetto a qualche anno fa anche il menu standard ha subito qualche modifica, per andare incontro ai gusti dei bambini. Come, ad esempio, le lasagne di lenticchie. «Ci siamo resi conto – spiega – che piacevano più agli adulti che ai bambini e avevamo tanti scarti. Il problema era nell’aspettativa: la parola lasagne evoca besciamella, ragù, parmigiano e pasta fatta a strati; una parte dei bimbi si sentiva ingannata. Inoltre, i bimbi preferiscono una cucina semplice e gusti “puliti”. Abbiamo scelto quindi di separare gli ingredienti e proporre le lenticchie da sole». Qualche anno fa c’erano state polemiche scaturite dallo scarso gradimento per i bastoncini di merluzzo. «Adesso vengono serviti solo una volta su cinque. Dagli ultimi due anni proponiamo anche filetti di platessa, halibut o nasello gratinato al forno, con doratura a base di uovo, pangrattato e farina di mais, che rende il tutto simile a una cotoletta fritta».

In cima alla classifica dei cibi più amati dei bambini, però, c’è un altro piatto. «Piace moltissimo l’hamburger di manzo con ketchup casalingo fatto con pomodoro, zucchero e aceto, servito con un panino al sesamo – conclude -. Molto gradito è anche il pane ai cereali, per la sua consistenza e fragranza. Prima veniva proposto solo una volta al mese e da quest’anno arriva in tavola tre o quattro volte al mese».

Nella foto: servizio ristorazione alla scuola d’infanzia Pambera di Imola

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