Pillole

Cronaca 28 maggio 2018

Gli scavi del Castrum Sancti Cassiani tra via Villa Clelia e via Croce

Sul finire dell’estate del 1978, durante uno sbancamento per la costruzione di un lotto di abitazioni, in un’area posta tra via Villa Clelia e via G. C. Croce, affiorarono consistenti resti archeologici, che fecero pensare a una necropoli tardo romana. Il fatto non era inaspettato, in quanto nei dintorni erano state rinvenute altre sepolture, anche di epoca più antica e di notevole rilevanza. Più si procedeva con lo scavo, però, più affioravano resti di epoche più recenti, non solo di sepolture, ma anche di strutture murarie, che facevano pensare a un insediamento abitativo tardo romano, paleocristiano o alto medioevale. A rafforzare questa convinzione fu anche il ritrovamento di un corredo funebre di pregio attribuibile a una donna di stirpe germanica di alto rango, che ora fa bella mostra di sé nel museo imolese. Ormai è opinione corrente che questo nucleo abitativo corrispondesse al centro altomedioevale di San Cassiano, il cosiddetto Castrum Sancti Cassiani, ma in quel periodo le discussioni su questo tema furono lunghe e numerose.

La foto risale alla campagna di scavo del 1979 e sono state fornite da un volontario di allora del Gruppo per la valorizzazione dei beni culturali e ambientali del comprensorio imolese.

Altre immagini e particolari nell”articolo sul “sabato sera” del 24 maggio.

Gli scavi del Castrum Sancti Cassiani tra via Villa Clelia e via Croce
Pillole 14 febbraio 2018

Moticicliste imolesi in gita a Vallombrosa

Le donne di questa fotografia sono imolesi ma, quel che più conta, sono dotate di motocicletta, che usavano per le loro scampagnate, come in questo caso, a Vallombrosa. Potrebbe sembrare un fatto del tutto normale, non fosse che la foto è stata scattata nel 1954 e, in quegli anni, la maggior parte delle donne portava la gonna, non i pantaloni, come queste motocicliste… emancipate.

Moticicliste imolesi in gita a Vallombrosa
Pillole 7 febbraio 2018

Lavori con i vimini alla scuola di san Prospero

Questa foto risale al 1939 e ritrae la classe della maestra Pasini alla scuola elementare di San Prospero. Gli alunni sono impegnati in un”attività che oggi si potrebbe pensare insolita, la realizzazione di oggetti ottenuti intrecciando il vimine. Allora, in una scuola di campagna, il fatto non appariva così strano: molti svolgevano lo stesso lavoro a casa come normale impegno domestico e tanti avevano a disposizione la materia prima, recuperata dalle piante che crescevano lungo i fossi ricchi d”acqua.

Lavori con i vimini alla scuola di san Prospero
Pillole 12 ottobre 2017

La giornalaia di Bubano

 

La giornalaia di Bubano

BUBANO
La donna di questa foto è Edma Lanzoni, che distribuiva giornali e riviste a Bubano negli anni tra il 1948 e il 1960. Ogni mattina, partendo da casa poco dopo le 5, si recava a Imola in bicicletta, all’agenzia di distribuzione, per rititrare le copie ordinate dai clienti. Al ritorno iniziava le consegne, a partire da chi abitava più vicino a Imola. Entro le 9 aveva le consegne erano terminate.

La giornalaia di Bubano
Pillole 5 ottobre 2017

I bisnonni della scuola di Fontanelice

I bisnonni della scuola di Fontanelice

FONTANELICE
Foto di gruppo a fine anno scolastico nel 1924 per i bambini della vecchia scuola elementare di Fontanelice. Tutti assieme, niente grembiule, vestiti semplici, anche poveri, ma sempre dignitosi.

I bisnonni della scuola di Fontanelice
Pillole 28 settembre 2017

Ragazze contro la leva militare

Ragazze contro la leva militare

IMOLA
Due ragazze della Fgci imolese espongono un cartello per la riduzione della durata del serviizio militare di leva a metà degli anni Cinquanta. In quel periodo il servizio di leva regolare durava 18 mesi, fu ridotto a 15 nel 1962 e soltanto nel 1975 divenne di 12 mesi. A manifestare contro l’eccessiva durata del servizio militare erano solitamente le ragazze, perché i giovani rischiavano il deferimento al Tribunale militare.

Ragazze contro la leva militare
Pillole 21 settembre 2017

Cena della Cir da “Ziò'

Cena della Cir da “Ziò”

IMOLA
Nella foto vediamo la cena sociale della Cooperativa Cir del 1954, che ebbe luogo presso il risotrante “Ziò”. Attorno al tavolo, in occasione di un brindisi col vino della casa, si riconoscono, da sinistra, Bassi, Mazzanti, Zama, Pirazzini, Poppini, Fabbri, Ravagli, Calzoni.

Cena della Cir da “Ziò'
Pillole 14 settembre 2017

Nasce il ciclismo femminile

Nasce il ciclismo femminile

Nasce il ciclismo femminile

IMOLA, BAGNARA
Le donne che hanno amato la bicicletta e ne hanno fatto uno sport a livello elevato sono state tante fin dall’inizio del secolo scorso. Perché nascesse un vero e proprio ciclismo femminile bisognava aspettare però gli anni successivi alla Seconda guerra mondiale, quando la presenza di squadre ciclistiche femminili e di gare a esse riservate è diventata sistematica e organizzata. Lo si vede anche da questa foto, scattata il 16 ottobre 1946 durante una gara in un tracciato nei dintorni di Bagnara, strade bianche comprese, alla quale parteciparono anche atlete imolesi della Cicli Suzzi

Nasce il ciclismo femminile
Pillole 7 settembre 2017

Speleologi cineasti tra i Gessi

Speleologi cineasti tra i Gessi

Speleologi cineasti tra i Gessi

VENA DEL GESSO
Alla fine degli anni Cinquanta, gli speleologi imolesi realizzarono un documentario sulle grotte della Vena del Gesso, della durata di circa mezz’ora, nel quale si descrivevano gli aspetti naturalistici, storici e speleologici delle cavità prese in esame. L’impresa fu condotta da un nutrito gruppo, del quale facevano parte anche Ennio Lanzoni, Roberto Paoletti e Mario Errani; la regia fu di Gian Mario Mariani. Nella foto, risalente al 1958, sono documentate le riprese all’interno della grotta del rio Basino, fatte per illustrare la presenza di uomini preistorici nella Vena del Gesso.

Speleologi cineasti tra i Gessi
Pillole 31 agosto 2017

La Fiat 500 in carrozzeria

La Fiat 500 in carrozzeria

La Fiat 500 in carrozzeria

IMOLA
Un operaio specializzato della Carrozzeria Emiliana (che allora aveva sede in viale Rivalta) sta riparando la prima Fiat 500 Nuovo tipo in circolazione a Imola, gravemente danneggiata in seguito a un incidente nel quale aveva capottato, nel 1957. Da notare che la vettura è stata completamente smontata per consentire la ricostruzione dell’abitacolo, per la quale fu necessario preparare alcuni pezzi ex-novo, grazie all’abilità di battilastra e saldatore.

La Fiat 500 in carrozzeria

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