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Cronaca 20 agosto 2018

Rifiuti, castellani virtuosi nella raccolta differenziata: a luglio si conferma una percentuale superiore al 77%

Cittadini di Castel San Pietro Terme sempre più virtuosi nella raccolta differenziata dei rifiuti. I dati del mese di luglio confermano i risultati di giugno e spingono la percentuale in riva al Sillaro oltre il 77%, il 29% in più rispetto allo stesso mese del 2017, quando ci si fermò al 48,4%.La performance è stata ottenuta con il nuovo sistema basato su 140 isole ecologiche di base, introdotto dal Comune in collaborazione con Hera.

Solo dal 29 maggio, dopo una prima fase sperimentale, i cassonetti sono accessibili solo con la Carta Smeraldo, ma i cittadini e le imprese sembrano lanciati verso il raggiungimento dell’obiettivo del 79% che la Regione ha fissato per i comuni di pianura come Castel San Pietro Terme per il 2020.

Passando in rassegna i numeri, spicca il dato dei rifiuti indifferenziati, che nel solo mese di luglio sono scesi dalle circa 645 tonnellate circa dello stesso mese 2017 alle 267 del 2018, con una riduzione di oltre la metà, a conferma di quanto già registrato a maggio e giugno. Quasi raddoppiata, nel trimestre maggio-luglio, la raccolta della carta (67 tonnellate nel 2017, ben 128 tonnellate nei tre mesi appena trascorsi) e ottimo anche il dato del settore vetro-plastica-lattine, 289 tonnellate raccolte nel 2018 contro le 163 dell’anno scorso. Buona, infine, la raccolta di verde e potature, che cresce da 256 a 429 tonnellate.

Quantità a parte, è soprattutto la qualità dei rifiuti conferiti, analizzati da un ente certificatore esterno, a confermare che i cittadini di Castel San Pietro Terme sono bravi a differenziare: nei cassonetti di carta e cartone la qualità del 96%, plastica e lattine sono all’89% e il 5% di impurità è rappresentato dal vetro, probabilmente perché la gente deve assimilare ancora al meglio il passaggio da un solo contenitore per tutti e tre i materiali alla campana apposita per il vetro, dove la purezza raggiunge il 94%. Buono anche il contenuto dei bidoni dell’organico (87% di qualità). Ricordiamo che quanto più è alta la qualità dei conferimenti tanto maggiore sarà la possibilità di recupero dei materiali.

Intanto, il sistema gestito da Hera si avvale anche di altri strumenti che contribuiscono a migliorare non solo la raccolta, ma anche, se possibile, il riutilizzo dei rifiuti. E’ il caso delle compostiere, la cui richiesta da parte dei cittadini, anche grazie alla capillare campagna di informazione, è aumentata di 7,5 volte dal gennaio a luglio 2018 rispetto allo stesso periodo del 2017. Sono state infatti 150 contro 20 le richieste registrate nei primi sette mesi di quest’anno dai servizi ambientali di Hera, che fornisce la compostiera gratuitamente, insieme alle istruzioni per l’uso. Questo strumento consente alle famiglie che dispongono di un’area verde o di un orto di trasformare la quota organica dei rifiuti in concime e dal primo gennaio 2018 a Castel San Pietro, nell’ambito della riorganizzazione dei servizi, è cresciuto da 5,16 a 6 euro l’anno per ciascun componente del nucleo famigliare lo sconto per il suo utilizzo.

Un altro servizio per il quale le richieste sono in aumento (anche in questo caso decisiva è stata la pubblicità data al servizio) è il ritiro a domicilio degli ingombranti. Se nel 2017 infatti le prenotazioni arrivate al Servizio clienti di Hera erano state 503 per tutti e 12 i mesi, nei soli primi sette mesi del 2018 se ne sono già registrate 413, suggerendo all’Amministrazione comunale la decisione di aumentare la frequenza del servizio. A partire da settembre, infatti, i ritiri raddoppieranno, passando da una a due volte la settimana, al fine di dare risposte più efficaci in meno tempo, ma senza limitare la possibilità di conferire direttamentei rifiutialla stazione ecologica.

Infine, anche a Castel San Pietro Terme sono state introdotte tre postazioni stradali per la raccolta degli oli alimentari, che si aggiungono alla possibilità, già prevista, di conferimento alle stazioni ecologiche. I nuovi contenitori si trovano aPoggio Grande, in via San Biagio 4630 davanti alle scuole; Palesio, in via Monte Calderaro 131; Osteria Grande, via Broccoli 41 davanti al centro civico. Questi tre punti si aggiungono ai tre già esistenti nel parcheggio della scuola media Pizzigotti, nella postazione cassonetti esistente sul lato del campo sportivo; all”incrocio fra via Togliatti e via Allende vicino al centro commerciale Bertella; a Osteria Grande nei pressi di via Grassi 11, davanti al centro commerciale.

Soddisfatto per i dati l’assessore all’Ambiente, Tomas Cenni, secondo il quale i risultati “confermano in maniera inequivocabile la scelta vincente dell”Amministrazione Comunale e che cittadini ed imprese hanno fin da subito appreso il nuovo sistema. Tutti insieme abbiamo portato Castel San Pietro Terme ad essere finalmente un comune virtuoso in tema di raccolta differenziata. I buoni risultati però non ci devono far abbassare la guardia. Nelle prossime settimane continueremo sia l”attività di monitoraggio del sistema sia il controllo del territorio insieme alle Guardie ecologiche e alla Polizia municipale”.

Nella foto l”assessore Tomas Cenni

Rifiuti, castellani virtuosi nella raccolta differenziata: a luglio si conferma una percentuale superiore al 77%
Cronaca 20 agosto 2018

Rifiuti, a Dozza boom nella raccolta differenziata, superata a giugno e luglio la percentuale dell'85%

Dozza leader nella raccolta differenziata nel circondario imolese, con una percentuale complessiva che supera l’85%. La notizia è comunicata direttamente dal sindaco, Luca Albertazzi, che sottolinea le performance mettendo in risalto i meriti delle cittadine e dei cittadini, ma anche le modalità di raccolta introdotte dal Comune in collaborazione con Hera.

I numeri forniti sono più che eloquenti: oltre alla raccolta complessiva, che nei mesi di giugno e luglio 2018 ha segnato addirittura 30 punti percentuali in più rispetto allo stesso periodo dell’anno passato, particolarmente significativi sono sia il dato dei rifiuti indifferenziati, quasi dimezzato nel bimestre considerato rispetto al mese di maggio e con un calo del 61% nei confronti di giugno e luglio 2017, sia quello di alcune categorie di rifiuti, da sfalci e potature (quintuplicate) alla carta (triplicata), al quantitativo di vetro, plastica e lattine, aumentato di oltre il 70%.

“Il risultato che stiamo realizzando a Dozza con il nuovo sistema di raccolta dei rifiuti ci rende particolarmente fieri – commenta il Sindaco Luca Albertazzi -. I miei complimenti e un particolare ringraziamento vanno ai cittadini e alle imprese del nostro Comune che stanno dimostrando grande senso di responsabilità e sensibilità per la tutela dell’ambiente e delle generazioni future. I numeri collocano Dozza ai primissimi posti dell’intera Città Metropolitana di Bologna e al vertice del Circondario imolese. Dobbiamo continuare così, si tratta di un ottimo trend da mantenere anche in vista dell’introduzione della tariffa puntuale a partire da gennaio 2019”.

Esaminando i numeri in modo ancora più dettagliato, il sistema costituito da 65 isole ecologiche di base, accessibili con la Carta Smeraldo, la stazione ecologica, i servizi di raccolta presso le attività e i servizi a domicilio gratuiti ha consentito, già nel mese di maggio 2018 (il primo riorganizzato), di superare il 70% di raccolta differenziata, per compiere poi a giugno e luglio il balzo oltre l’85%. Nel trimestre maggio-luglio sono state 1.183 le tonnellate di rifiuti differenziati raccolti, contro le 744 del trimestre maggio-luglio 2017 (+59%).

Nettissimo, di contro, il calo dei rifiuti indifferenziati, che tocca il 61% nel confronto tra il bimestre giugno-luglio del 2017 e quello dell’anno in corso. Guardando le quantità raccolte nel trimestre maggio-luglio si è passati dalle 578 del 2017 alle 226 del 2018.Per quanto riguarda le tipologie di rifiuti, la performance migliore è quella del verde e delle potature, aumentate da 25 a 143 tonnellate, seguita dalla carta, passata da 16 a 46 tonnellate e da vetro, plastica e lattine, da 57 a 98. L’introduzione della raccolta dell’organico, inoltre, ha permesso di sottrarre all’indifferenziato 133 tonnellate di materiale. A completare il quadro, i dati positivi registrati anche alla stazione ecologica Hera di via Volta a Toscanella, dove si confermano in crescita tutte le raccolte differenziate, probabilmente anche per via dell’aumento degli sconti che sono praticati dal 1° giugno 2018 per alcuni tipi di rifiuti conferiti. 

Il sistema, insomma, pare essere stato ben assimilato tanto dai cittadini quanto dalle imprese e mette Dozza in ottima posizione per il raggiungimento su base annua di quel 79% di raccolta differenziata che è l’obiettivo fissato dalla Regione Emilia-Romagna per i comuni di pianura entro il 2020.

Tra l’altro, a potenziare ulteriormente il servizio, ora i cittadini dozzesi possono contare anche sulla raccolta stradale degli oli alimentari. In questi giorni Hera infatti ha collocato i nuovi contenitori in via Marmane 2, piazza Togliatti e piazza Costa, che si aggiungono alla raccolta già praticata alla stazione ecologica. In queste nuove postazioni si possono conferire gli oli usati (olio da cucina, strutto, olio da frittura, da sott’oli o da conservazione cibi) all’interno del contenitore in bottiglie di plastica ben chiuse e dal diametro massimo di 18 centimetri. Si tratta di una raccolta importante, perché se conferito correttamente l’olio si può rigenerare e riutilizzare per varie produzioni industriali, senza dimenticare che sono recuperabili anche le bottiglie di plastica.   

“Un particolare ringraziamento – conclude il sindaco – va ai miei collaboratori, ai dipendenti comunali, ad Hera e alle guardie ecologiche per il prezioso lavoro che stiamo svolgendo insieme, mirato anche alla mitigazione dei disagi e dei problemi che possono sorgere trattandosi dell’introduzione di metodi e abitudini nuove. L’impegno di tutti gli attori coinvolti e dell’Amministrazione è e resterà massimo”.

Rifiuti, a Dozza boom nella raccolta differenziata, superata a giugno e luglio la percentuale dell'85%
Economia 14 agosto 2018

Cooperazione, la Sacmi è sempre più green con l'acquisto del 100% delle quote di Eurofilter

La Cooperativa Sacmi pensa green e acquisisce totalmente Eurofilter, azienda sassolese leader nei servizi ambientali per la ceramica e altri settori industriali. La decisione è stata comunicata in questi giorni dai vertici di Sacmi, che già deteneva il 20%.

Eurofilter è nata nel 1968 come azienda di servizio all”interno del distretto ceramico sassolese. Conta attualmente 60 addetti e si è affermata negli anni per la realizzazione di soluzioni per l”aspirazione delle polveri e per il trattamento delle acque reflue e di processo, dalla captazione e trattamento dei fumi ai recuperi termici. Con la piena acquisizione della proprietà, Sacmi intende puntare decisamente alla crescita ulteriore di una realtà che già conta 2.500 sistemi installati e che giocherà dunque un ruolo importante e trasversale per lo sviluppo di tutto il gruppo imprenditoriale, dato il peso sempre maggiore delle tematiche ambientali nell”industria 4.0.

“Sui temi ambientali sia il quadro normativo sia la sensibilità sono molto diffusi nel nostro distretto – spiega il direttore generale del Gruppo Sacmi, Claudio Marani – una delle sfide di oggi consiste nel portare questo tipo di approccio su tutti i mercati mondiali, sia quelli in cui l’implementazione di servizi ambientali rappresenta una novità assoluta, sia mercati anche molto vicini al nostro dove sia il quadro normativo sia la situazione di fatto all’interno dell’industria ceramica è decisamente più arretrata rispetto a quella che si riscontra nelle nostre aziende”.

“La scelta – ha dichiarato il presidente di Sacmi Imola, Paolo Mongardi – è motivata dalla necessità di investire su una realtà già importante e leader nel settore, con l’intenzione di farla crescere ancora, sfruttandone l’ampio patrimonio di competenze e know how maturato negli anni, con progetti e prospettive di potenziale interesse per tutti i settori di attività della capogruppo. L’operazione coglie inoltre la sostanziale evoluzione non solo del quadro normativo, già in Italia molto avanzato, quanto della sensibilità alle tematiche della sostenibilità e del green come chiave di volta per l’implementazione della prospettiva Industry 4.0”.

Il direttore generale Claudio Marani ha aggiunto che il controllo totale di Eurofilter “consentirà di programmare investimenti anche in nuovi business già presidiati dal gruppo”, dal beverage al metal powder, dal closures al packaging. In tutti i processi di lavorazione ci sono impiantisti a supporto della qualità dei processi e della salubrità dei luoghi di lavoro. Essere attrezzati per una proposta integrata e completa anche sotto il profilo dei servizi ambientali rappresenta un valore aggiunto per Sacmi, consapevoli che il tema dell’abbattimento degli inquinanti e della possibilità di avere sistemi puliti di trasporto sarà destinato ad avere un ruolo sempre maggiore sia in Italia sia all’estero”.

Negli anni Eurofilter, da azienda del territorio, si è trasformata in una realtà fortemente internazionalizzata, con interventi negli Stati Uniti, Messico, Sud America e Asia, al seguito di importanti imprese italiane del settore ceramico. Questa esperienza sarà una chiave per lo sviluppo del gruppo, con l”obiettivo non solo del recupero energetico e del rispetto delle norme, ma anche del riuso, come precisa il presidente Mongardi: “Ancora da parte del mondo industriale il tema della normativa ambientale viene vissuto come un peso. Eppure in tutti i settori ed in tutti i mercati si arriva ad un punto di rottura, in cui ci si rende conto come questo tipo di interventi siano in realtà un investimento irrinunciabile sotto il profilo della qualità del lavoro e dell’efficienza dei processi, dunque, in definitiva, della competitività”.

“La possibilità di operare all’interno del Global Network Sacmi – conclude il direttore del gruppo Sacmi – come azienda controllata al 100% consentirà ad Eurofilter di muoversi sul mercato con una struttura più forte, acquisendo nuove referenze nel mondo e facendosi trovare pronta alle evoluzioni, che possono essere anche piuttosto repentine, della normativa e della sensibilità ambientale”.

Nella foto esempi di presse con filtro

Cooperazione, la Sacmi è sempre più green con l'acquisto del 100% delle quote di Eurofilter
Cronaca 14 agosto 2018

Interventi da 300.000 euro della Bonifica Renana su Correcchio e Ladello, fine lavori a primavera 2019

C’è anche Imola nello stanziamento da 3 milioni e 800 mila euro che la Regione Emilia Romagna ha destinato ad opere urgenti nei canali, impianti di bonifica, irrigazione e su strade di servizio. Si tratta di un plafond che servirà a finanziare una ventina di interventi nel triennio 2018-2020.

«Sono risorse che rispondono alla necessità di finanziare i necessari interventi di manutenzione di canali di bonifica e irrigazione e di infrastrutture funzionali all’utilizzo degli invasi- ha commentato l’assessore regionale all’Agricoltura, Simona Caselli -. L’obiettivo è raggiungere maggiori livelli di sicurezza del territorio, assicurare la riserva d’acqua necessaria a garantire le attività agricole e prevenire così i disagi in caso di siccità. Investire nelle strutture per garantire l’acqua e la sua distribuzione per tutto il corso dell’anno è fondamentale».

Per quanto ci riguarda da vicino, è previsto un finanziamento da 300 mila euro grazie al quale il consorzio di Bonifica renana realizzerà a breve due interventi di manutenzione per migliorare la funzionalità negli impianti idrovori di sollevamento Correcchio (150 mila euro) e Ladello est e ovest (150 mila euro).

Si tratta di impianti molto importanti perché, come spiegano dalla Bonifica renana, «in caso di piene imponenti del torrente Sillaro, come quelle si sono verificate anche nella scorsa stagione invernale, devono svolgere a pieno la loro attività per evitare l’allagamento delle campagne e dell’area urbana di Sasso Morelli».

Partiamo dall’impianto Correcchio. «Qui è prevista la sostituzione dello sgrigliatore, per impedire che l’attuale accumulo di detriti e materiali durante le piene ne limiti la capacità di sollevamento – dettaglia l’ingegner Marco Rigotti, capo settore progettazione e direzione lavori nel distretto di Pianura della Bonifica renana -. Tale impianto, infatti, si trova poco prima di Sesto Imolese, nel punto di confluenza tra i torrenti Correcchio e Sillaro. In pratica, quando quest’ultimo è in piena, non è in grado di ricevere le acque del Correcchio per gravità, come normalmente accade. Entrano quindi in funzione le due pompe dell’impianto idrovoro, in grado di sollevare ed immettere artificialmente nel Sillaro fino a 13 metri cubi d’acqua al secondo».   (gi.gi.)

L’articolo completo è su «sabato sera» del 2 agosto

Nella foto l’impianto Correcchio

Interventi da 300.000 euro della Bonifica Renana su Correcchio e Ladello, fine lavori a primavera 2019
Cronaca 9 agosto 2018

Dalla Regione 74 milioni di euro per la sicurezza dei fiumi, circa 1,8 destinati al torrente Sillaro

Ci sono anche 1,8 milioni di euro destinati al torrente Sillaro, nel tratto compreso tra Imola e Medicina, in provincia di Bologna, fino ad Argenta, nel Ferrarese, tra i finanziamenti stanziati dalla Regione Emilia-Romagna per la sicurezza idrogeologica. Il via libera è stato deciso dalla Giunta Bonaccini dopo la registrazione della Corte dei Conti dell’atto che rende le risorse, stanziate dal precedente governo nazionale, certe e disponibili.

“La certezza delle risorse chiude il cerchio rispetto ad un importante impegno che avevamo assunto per garantire la sicurezza dei cittadini e delle imprese che operano sul territorio- ha commentato il presidente della Regione, Stefano Bonaccini-. Si tratta di opere fondamentali che ci permettono di risolvere strutturalmente problematiche annose relative ai nodi idraulici del parmense, della pianura bolognese e del ravennate, fra i principali dell’Emilia-Romagna. Un risultato che corona un lavoro comune fatto insieme al Governo nazionale, agli enti locali e a tutti i soggetti impegnati nella sicurezza idrogeologica, una condivisione istituzionale che non può mai mancare quando si tratta rispondere alle esigenze delle comunità locali e garantire la manutenzione costante del territorio, per noi prioritaria”.

Tutte le opere sono previste dal Protocollo d’intesa siglato lo scorso dicembre dal presidente della Regione, Stefano Bonaccini e dall’allora ministro dell’Ambiente, Gianluca Galletti. La registrazione della Corte dei Conti è il tassello mancante che consente di procedere all’ultimazione della progettazione e all’avvio dei cantieri. La delibera della Giunta individua inoltre i soggetti che dovranno realizzare gli interventi, tra i quali è compreso, per restare a territori limitrofi, anche un progetto finanziato per 8,5 milioni di euro destinati alla cassa di espansione del torrente Senio, nei comuni di Brisighella, Faenza e Riolo Terme.

“Siamo soddisfatti, perché potranno essere realizzati i lavori programmati, ma anche preoccupati perché la scelta dell’esecutivo nazionale di cancellare ‘Italia sicura’ apre una nuova pagina di incertezza – ha sottolineato l’assessore alla Difesa del suolo, Paola Gazzolo -. Non va messa a rischio la possibilità di realizzare in tempi brevi altri interventi anch’essi già programmati, previsti nel piano per l’Emilia-Romagna da 140 milioni di euro: fondi per la sistemazione di infrastrutture danneggiate, opere per la sicurezza del territorio, ma anche nuovi studi, tecnologie innovative per i monitoraggi e le attività di progettazione. Tutto questo non può essere fermato, siamo pronti al confronto col Governo perché ciò non avvenga”. (r.c.)

Dalla Regione 74 milioni di euro per la sicurezza dei fiumi, circa 1,8 destinati al torrente Sillaro
Cronaca 4 agosto 2018

Estate, caldo e piogge insieme ideali per le zanzare tigre che si moltiplicano a dismisura

Le frequenti piogge e il caldo tropicale hanno fatto proliferare la zanzara tigre, rendendola particolarmente fastidiosa in alcune zone di Imola (Pontevecchio, zona industriale, piscina comunale e parco delle Acque Minerali). Così le lamentele si sono moltiplicate.

«E’ stata nostra premura registrare le segnalazioni pervenute da parte di alcuni cittadini e tramutarle nell’immediata attivazione del servizio ambiente – informano dal palazzo comunale -. Il problema è evidente e per la sua risoluzione ci stiamo interfacciando con la ditta incaricata al processo di disinfestazione affinché ponga in atto idonee soluzioni al problema».

Spetta infatti al Comune, attraverso una ditta incaricata, provvedere alla disinfestazione periodica delle aree pubbliche, comprese strade, scuole e zone verdi e a trattare tutti i pozzetti delle strade e degli edifici pubblici sia della città che delle fazioni.

Ma anche i cittadini sono chiamati a fare la loro parte. Le zanzare proliferano negli ambienti umidi e tendono a concentrarsi laddove vi sia acqua stagnante. Per cui, per evitare che depongano le uova, è necessario evitare che vi siano ristagni d’acqua, pulendo minuziosamente le grondaie e le ciotole ove bevono i propri animali domestici, così come andrebbero sempre svuotati i secchi e gli annaffiatoi. Inoltre, nei pozzetti di propria competenza utilizzare settimanalmente il larvicida e ricoprire con zanzariere tombini e contenitori di accumulo acqua.

Nella foto le larve della temuta zanzara tigre

Estate, caldo e piogge insieme ideali per le zanzare tigre che si moltiplicano a dismisura
Cronaca 2 agosto 2018

I consigli del pollice verde per gli appassionati che vogliono un orto-giardino sul terrazzo o sul balcone

Gli ingredienti minimi e sufficienti per coltivare fiori e piante in maniera amatoriale sono sole, acqua e un po’ di cura quanto basta. Significa che anche senza avere a disposizione un pezzo di terreno più o meno grande, è possibile trasformare il proprio terrazzo o balcone in un piccolo orto-giardino. Parola dell’esperta Monica Cavina del vivaio imolese specializzato in rose antiche e moderne Vivaverde. “Far fiorire il balcone o coltivare il terrazzo è meno difficile di quanto possa sembrare – spiega la pollice verde -. Fra le piante da fiori perenni, che non muoiono in inverno, ve ne sono alcune più adatte alla coltura in vaso che regalano abbondanti fioriture estive, come la Gaura (Gaura lindheimeri), l’Abelia, alcune varietà di garofanini (Dianthus Kahori) o il Rhyncospermum Jasminoides anche detto falso-gelsomino, che assomiglia a quello più profumato e più diffuso al sud Italia. Anche le salvie ornamentali e il rosmarino prostrato o strisciante, differenti da quelli commestibili, fioriscono in maniera persistente e gradevole, mentre la Verbena Bonariensis è fra quelle piante che richiama le farfalle e altri insetti utili”.

In diverse città italiane e non solo esistono dei veri e propri movimenti per la salvaguardia delle farfalle e degli altri insetti utili da sostenere proprio attraverso le colture in terrazzo, a tratti un gioco diverso da fare con i bambini ma anche una vera necessità per le città con meno verde pubblico. “Fra le rose – precisa la vivaista, che ne coltiva oltre 250 specie diverse – le più adatte alla coltivazione in vaso vi sono invece la Perle d’Or e la Marie Parvie tra le storiche. Mentre tra le moderne, Astronimia e Knock Out”.

Altrettanto semplici da coltivare e di grande effetto per dare un tocco in più in cucina sono le piante aromatiche ed officinali, dalla salvia al rosmarino “che vanno in vasi diversi altrimenti entrano in competizione e cresce una o l’altra”, dal basilico al prezzemolo, dall’erba cipollina alla menta “che è una pianta invasiva che si radica in ogni vaso che tocca”, dall’origano alle più ricercate maggiorana e timo. “Sono tutte piante che necessitano di sole e terreno senza ristagni. Un errore molto comune da non fare mai è quello di lasciare l’acqua nei sottovasi; è buona abitudine irrigare abbondantemente senza mai far ristagnare l’acqua altrimenti la pianta può morire di asfissia radicale, appassendo come se non avesse avuto sufficiente acqua mentre invece ne ha avuta troppa. Riguardo l’acqua è anche bene ricordare di dare tanta acqua ma non troppo spesso, cioè evitare il goccino tutti i giorni, così da abituare la pianta a far crescere le radici in profondità come deve essere, e non superficialmente”.

Altrettanto semplici da coltivare, anche se necessitano più tempo per la raccolta dei frutti, sono alcune piante tipiche dell’orto che però possono fruttare senza problemi anche in terrazzo. “Si tratta, ad esempio, delle varietà di zucchine, fagiolini o cetrioli rampicanti, che non necessitano di un grande impianto ma piuttosto di una rete dove arrampicarsi e producono molti frutti. Oppure si possono scegliere i pomodori, che pure vanno coltivati in verticale ma necessitano di canne per essere sorretti dal peso della produzione tipica estiva”.

Un ultimo consiglio dell’esperta riguarda l’importante fase di concimazione: “Le piante vanno concimate con regolarità e sempre con terreno umido, sia che si tratti di concime in polvere sia che sia liquido. E’ bene, quindi, preparare il terreno irrigandolo bene la sera precedente e scegliere il concime più idoneo per il tipo di pianta da nutrire tra concimi per piante verdi, da fiore e piante commestibili”. (mi.mo.)

Monica Cavina del vivaio imolese specializzato in rose antiche e moderne Vivaverde (credit Giardini d”Autore)

I consigli del pollice verde per gli appassionati che vogliono un orto-giardino sul terrazzo o sul balcone
Cronaca 31 luglio 2018

Quest’estate le cicale son troppo rumorose? Secondo l’esperto dell'Ausl è tutto nella norma

Il frinire delle cicale, insieme al rumore delle onde del mare, è da sempre il simbolo dell’estate. Il loro «canto» ad alcuni concilia il sonno, ma buona parte della popolazione non ne apprezza il continuo sottofondo, che quest’estate appare particolarmente intenso. Abbiamo chiesto a Massimo Gaiani, tecnico della prevenzione dell’Ausl di Imola, qualche delucidazione. Gaiani è un appassionato di insetti e fa parte del gruppo regionale per la prevenzione della zanzara tigre.

Si tratta solo di un’impressione o le cicale quest’anno sono particolarmente fastidiose?
«Possono sembrare particolarmente fastidiose ma non è così: siamo nella norma. La sensazione è collegata alla frequenza del loro frinire, che in Italia si avvicina agli 80 decibel, ma in Australia (le cicale possono essere di varie tipologie) possono raggiungere anche i 100 decibel. Tutto questo rumore non è altro che un dialogo tra il maschio e la femmina, al fine di completare il ciclo di riproduzione. Il maschio emette un suono più forte al quale la femmina risponde in maniera più debole. Le cicale sono animali solitari, dunque è necessario che si richiamino per l’accoppiamento».

Per produrre un suono così forte non saranno certo degli insetti dalle dimensioni minuscole… 
«In effetti la cicala misura intorno ai 4/5 centimetri. Sono animali particolari che possono vivere anche 15 anni nella loro fase larvale sotto terra, poi il caldo stimola il passaggio alla fase adulta che li porta ad uscire in superficie durante l’estate. In seguito  effettuano la muta e infine completano il ciclo di riproduzione. Vivono sugli alberi quali il pino o l’ulivo. Nella nostra città si possono trovare gli esoscheletri, ovvero la pelle mutata e abbandonata, sui tigli dei viali».

Sono dannose per gli alberi che le ospitano, dunque necessitano un controllo?
«Non si tratta di elementi dannosi in quanto non trasmettono virus né alle piante, né all’uomo. Inoltre non danneggiano gli alberi sui quali vivono, ma li sfruttano per trarne nutrimento, attraverso la loro proboscide. Le cicale poi sono utili al resto dell’ecosistema perché allo stadio larvale sono il sostentamento delle talpe, mentre in quello adulto vengono predate in particolare dagli uccelli».

Qualcuno potrebbe chiedersi se esiste un modo per spostarle fuori dal centro abitato per ridurre un po’ il loro rumoroso canto
«Ci vorrebbe il pifferaio magico per mettere in atto un piano simile. Questi insetti non vivono in colonie e a differenza di mosche e zanzare, che posso attirare e catturare rispettivamente con anidride carbonica e sostanze zuccherine ad esempio, le cicale non vengono attratte da nessun odore in particolare. Inoltre non essendo animali dannosi  non c’è motivo di spostarle. Noi dobbiamo lavorare perché l’equilibrio naturale venga mantenuto». (se.zu.)

Nelle foto gli esoscheletri di cicala che affollano i tigli imolesi

Quest’estate le cicale son troppo rumorose? Secondo l’esperto dell'Ausl è tutto nella norma
Economia 31 luglio 2018

Servizi ambientali, l'allarme del consorzio Astra: urge una soluzione per lo smaltimento dei rifiuti delle imprese

Rischia di bloccarsi la filiera del riciclo di plastica, carta e materiali inerti provenienti dalle imprese. A lanciare l’allarme è Astra, il consorzio faentino di operatori ambientali, leader in Emilia Romagna grazie ai servizi offerti da una trentina di imprese socie (tra cui le imolesi Cuti-Consai, Car, Zini Elio, la mordanese Remaind e la castellana Trascoop) e a 24 impianti di recupero, stoccaggio e smaltimento.

Mentre l’attenzione dell’opinione pubblica e degli enti è tutta rivolta ai rifiuti urbani, che però ammontano ad un quinto del totale, da inizio 2018 si è evidenziato un problema crescente, divenuto ormai critico, riguardante la gestione dei rifiuti speciali, ovvero dei rifiuti prodotti dalle aziende: termovalorizzatori e discariche faticano ad accogliere la quantità di rifiuti speciali non recuperabili e così i magazzini si sono via via saturati.

Il problema – spiegano dal consorzio faentino – presenta diversi aspetti. Da un lato c’è la riduzione degli impianti di destinazione ed il contemporaneo aumento di rifiuti determinato dalla ripresa economica. Dall’altro i Paesi esteri che prima assorbivano gran parte dei materiali di recupero, Cina in testa, hanno rallentato le importazioni. L’Italia, infatti, esporta una quota enorme dei rifiuti trattati. E stante così le cose, il materiale ipoteticamente recuperabile che non può essere collocato sul mercato non può che finire incenerito o in discarica.

Il problema non riguarda solo la plastica, ma anche la carta da macero. Il prezzo è sceso sotto la soglia di sostenibilità, al punto da non rendere economicamente sostenibili le operazioni di trattamento e trasporto alle cartiere. Anche la crisi edilizia incide, perché ha reso poco conveniente il recupero degli inerti. Non mancano inoltre i problemi tecnici, con una recente sentenza del Consiglio di Stato che ha ulteriormente complicato la materia, centralizzando le competenze autorizzative a livello nazionale e bloccando di fatto il rilascio di autorizzazioni per l’attivazione di impianti di recupero dei rifiuti.

«Alle istituzioni chiediamo di farsi carico del problema e prendere in esame azioni di sistema non più rinviabili. E in tal senso, abbiamo già cominciato a sensibilizzare i rappresentanti locali», spiega il direttore di Astra Servizi ambientali di Faenza, Boris Pesci.

L”articolo completo è su «sabato sera» del 26 luglio

Nella foto Boris Pesci, direttore di «Astra Servizi ambientali» di Faenza

Servizi ambientali, l'allarme del consorzio Astra: urge una soluzione per lo smaltimento dei rifiuti delle imprese
Cronaca 30 luglio 2018

Cambio nella Giunta Rambaldi, Francesca Zandi all'Ambiente al posto di Maria Elena Chiocchini

Cambio in corsa per la Giunta del sindaco Onelio Rambaldi. L’assessore Maria Elena Croci Chiocchini ha deciso di lasciare l”impegno per motivi di lavoro, essendosi trasferita in pianta stabile a Roma dove fa l”avvocato. 

L’assessorato all’Ambiente sarà quindi guidato da Francesca Zandi, medicinese, classe 1988, laureata in Ingegnere edile specializzata in sistemi di efficientamento energetico, lavora nel Gruppo Hera, dove si occupa di individuare e valutare nuovi sistemi di risparmio energetico seguendo lo sviluppo dei progetti di Smart City, applicando le conoscenze acquisite al progetto delle Mappe Energetiche tramite analisi e correlazione dei dati di consumo. 

Ha guidato la Comunità Solare di Medicina, carica dalla quale si è dimessa una volta accettato l’incarico propostole dal sindaco Rambaldi. “Ringrazio Maria Elena per l’impegno profuso in questi anni con noi – commenta il sindaco Onelio Rambaldi –, le auguro il meglio per il suo futuro lavorativo e non solo.” La delega alle Pari opportunità passerà all’assessore al Sociale, Dilva Fava.

L”assessora Francesca Zardi con il sindaco Onelio Rambaldi

Cambio nella Giunta Rambaldi, Francesca Zandi all'Ambiente al posto di Maria Elena Chiocchini

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