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Cronaca 6 dicembre 2018

Smog oltre i limiti, domani scattano i divieti d'emergenza a Imola, Ozzano e nel bolognese

Scattano le misure d’emergenza anti-smog a Imola, Ozzano e in altri dieci comuni dell’agglomerato metropolitano, Bologna compresa. Le centraline istallate in viale De Amicis e nel bolognese hanno superato i limiti delle polveri sottili Pm10 per tre giorni consecutivi, quindi da domani stop ai diesel euro 4, giù di un grado i termosifoni, niente falò all”aperto e spenti caminetti e stufe a legna per il riscaldamento se di classe inferiore a 3 o 4 stelle.

Questo è quanto comunica la Città metropolitana a seguito dei controlli eseguiti da Arpae da lunedì a ieri sulle polveri Pm10. Le misure sono quelle già previste dall’accordo sul Piano aria integrato e valgono anche per Argelato, Calderara, Casalecchio, Castel Maggiore, Castenaso, Granarolo, San Lazzaro e Zola Predosa.

Nel dettaglio, dalle ore 8.30 alle 18.30 il blocco della circolazione nell’area urbana è esteso a tutti i veicoli (auto e commerciali) diesel euro 4, oltre ai diesel euro 0-1-2-3 e ai benzina euro 0-1, già interessati dalle limitazioni previste dal lunedì al venerdì e nelle domeniche ecologiche.

Inoltre, è vietata la combustione all’aperto (falò) e l’uso di biomasse (legname o simili) per il riscaldamento domestico (in presenza di impianto alternativo) con classe di prestazione emissiva minore di 3 stelle o 4 stelle, vietata anche la sosta con motori accesi e lo spandimento di liquami zootecnici senza tecniche ecosostenibili.Sono esclusi dalle limitazioni i mezzi elettrici, ibridi, a metano e gpl, i veicoli con almeno tre persone a bordo (car pooling) e quelli in deroga.  

«Le misure emergenziali resteranno in vigore fino a lunedì prossimo, 10 dicembre, giorno in cui Arpae eseguirà una nuova verifica al quale seguirà l’emissione di un nuovo bollettino» precisano dalla Città metropolitana. 

Per avere ulteriori informazioni si può accedere al sito https://www.cittametropolitana.bo.it/pianoaria/ dove c”è anche la mappa con le aree vietate e quelle su cui si può circolare a Imola e Ozzano. Inoltre la Città metropolitana ha già attivato il servizio di alert con sms ed email inviando agli oltre 3.500 iscritti l’avviso del blocco. Mentre l’app «Che Aria è» fornisce informazioni costanti sullo stato della qualità dell’aria in città, suggerimenti e consigli sui comportamenti corretti per riducarre l’impatto dell’inquinamento atmosferico e i rischi per la salute (disponibile su Play Store per Android e su App Store per iOS).  

Da notare che l’allerta da domani vale anche per le province di Ferrara, Ravenna e Rimini e si somma a quella già emanate per Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena e Forlì-Cesena da lunedì, quando erano scattate le analoghe misure emergenziali, confermate sempre fino al 10 dicembre.  (l.a.)

Foto d”archivio

Smog oltre i limiti, domani scattano i divieti d'emergenza a Imola, Ozzano e nel bolognese
Cronaca 1 dicembre 2018

E' ancora domenica ecologica domenica 2 dicembre, limiti alla circolazione validi a Imola e Ozzano

Seconda domenica ecologica di fila il 2 dicembre a Imola e Ozzano, secondo il calendario comune concordato con Bologna e gli altri centri dell”agglomerato urbano (Argelato, Calderara di Reno, Casalecchio di Reno, Castel Maggiore, Castenaso, Granarolo dell”Emilia, Pianoro, San Lazzaro di Savena, Zola Predosa e, appunto, Ozzano).

Ricordiamo che in queste domeniche valgono le limitazioni alla circolazione dei veicoli in vigore dal lunedì al venerdì, esclusi i giorni festivi, dalle 8.30 alle 18.30: stop ai veicoli a benzina fino all”euro 1, ai diesel fino all”euro 3 e ai ciclomotori pre euro.

Come i limiti, sono comunque valide anche le deroghe a tutela di particolari necessità quotidiane: tra le esenzioni ricordiamo quelle a favore dei turnisti, di chi si sposta per cura e assistenza e dei meno abbienti con Isee annuo fino a 14mila euro (qui tutte le deroghe previste ai limiti alla circolazione dei veicoli). 

La prossime domeniche ecologiche, omogenee su tutto il territorio bolognese, saranno: 6 e 20 gennaio, 10 e 17 febbraio, 3 e 24 marzo.

Sullo stesso argomento leggi qui.

Nella foto uno dei formati grafici usati per la campagna Liberiamo l”aria

E' ancora domenica ecologica domenica 2 dicembre, limiti alla circolazione validi a Imola e Ozzano
Cronaca 23 novembre 2018

Smog, il 25 novembre è domenica ecologica: i divieti per auto e moto a Imola e Ozzano Emilia

Il 25 novembre tornano anche a Imola le domeniche ecologiche, le giornate festive in cui sono in vigore le limitazioni alla circolazione stradale previste dall’apposita delibera regionale e riprese da un’ordinanza comunale firmata dalla sindaca Manuela Sangiorgi.

In seguito alle modifiche introdotte a metà ottobre dalla Regione, dietro sollecitazione dei Comuni interessati dalle misure, nella giornata di domenica in 30 città dell’Emilia Romagna (19 capoluoghi di provincia e le altre aree sopra i 30 mila abitanti) e 11 centri dell’agglomerato bolognese, compresa Ozzano, sono previste le stesse limitazioni che valgono tutti i giorni, dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 18.30, fino al 31 marzo 2019: il blocco della circolazione per i diesel fino all’euro 3, per i veicoli a benzina fino all’euro 1 e per i ciclomotori pre-euro.

In caso di sforamento delle emissioni e quindi di superamento continuativo dei valori giornalieri di pm10 per tre giorni, scatteranno invece misure più restrittive: stop anche ai diesel euro 4 e raddoppio delle domeniche ecologiche (almeno due al mese). Ricordiamo che le prossime domeniche ecologiche, omogenee per tutto il territorio bolognese, sono previste il 2 dicembre, il 6 gennaio (T Days metropolitano), il 20 gennaio, il 10 e il 17 febbraio, il 3 e il 24 marzo. I provvedimenti di limitazione della circolazione sono invece sospesi il giorno di Natale, il giorno di Santo Stefano e a Capodanno.

Del pacchetto di misure, oltre ai divieti di circolazione, fanno inoltre parte gli eco-bonus, vale a dire i contributi da 4 a 10 mila euro di cui potranno beneficiare, a partire da questo mese, micro, piccole e medie imprese per la rottamazione dei veicoli commerciali diesel fino all’euro 4 fino a 12 tonnellate (categorie N1 e N2). Ciascuna impresa potrà sostituire fino a due veicoli per avere diritto a due contributi, tenendo conto che è ammessa a contributo anche la formula leasing con obbligo di riscatto e che potranno essere inseriti nella manovra anche veicoli già rottamati, purché dal primo gennaio 2018 in poi. Con i contributi potranno essere acquistati mezzi elettrici, ibridi a benzina, a metano euro 6 o a gpl sempre euro 6. Dal 2019 il contributo sarà inoltre esteso ai privati, grazie ai 5 milioni di euro che la Regione stanzierà entro l’anno.

Per altre informazioni su deroghe, uso di caminetti e stufe a pellet si può fare riferimento a quanto già pubblicato le settimane scorse (link 1link 2).

Sul sito del Comune di Imola al link http://www.comune.imola.bo.it/in-evidenza/domenica-25-novembre-domenica-ecologica è possibile scaricare la mappa dei percorsi consentiti (m.t.)

Nella foto il logo della campagna Liberiamo l”aria

Smog, il 25 novembre è domenica ecologica: i divieti per auto e moto a Imola e Ozzano Emilia
Cronaca 9 ottobre 2018

Smog, la Regione ascolta i sindaci: possono circolare i diesel euro 4, stanziati 5 milioni per le rottamazioni

Tolto il divieto di circolazione ai diesel euro 4 e subito 5 milioni di euro per le rottamazioni. La Regione ha deciso di aggiustare il tiro sulle misure anti-smog dopo la riunione che si è svolta ieri a Bologna tra il presidente Stefano Bonaccini, l’assessore regionale all’Ambiente, Paola Gazzolo e i rappresentanti dei 30 Comuni che aderiscono ai Piano aria integrato regionale 2018-2020.

La novità più attesa è quella che riguarda i diesel euro 4, per i quali l’Emilia-Romagna aveva stabilito, diversamente dalle altre Regioni padane, il divieto di circolazione generalizzato per tutto il periodo interessato dalle misure e quindi tutti i giorni dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 18.30 e in tutte le domeniche ecologiche fino al 31 marzo 2019. Tale divieto è stato tolto e dunque questi veicoli potranno circolare normalmente, salvo il caso di attivazione di provvedimenti d’emergenza, che scatteranno in presenza di sforamenti ripetuti dei livelli di polveri sottili.

Inoltre, la Giunta regionale ha deciso di stanziare subito 5 milioni di euro per la rottamazione delle auto dei privati, un provvedimento che si aggiunge al bando con gli ecobonus fino a 10 mila euro per i veicoli commerciali. Da viale Aldo Moro parte però la richiesta al Governo di mettere altrettante risorse su questo capitolo.

Non è tutto: dal vertice sono usciti altri aggiustamenti al complesso delle misure anti-smog, come il rafforzamento delle domeniche ecologiche (i Comuni stabiliranno in concreto le loro modalità) e il potenziamento delle misure emergenziali.

Ricapitolando, il pacchetto di misure entrato in vigore il 1° ottobre, con le correzioni apportate ieri relative alla circolazione dei diesel euro 4, si applica ai 30 comuni della regione che sono capoluoghi di provincia o comunque aree urbane oltre i 30.000 abitanti, tra cui Imola e le vicine Faenza e Lugo, oltre ad altri 11 centri dell’agglomerato di Bologna, nel quale è compreso Ozzano dell’Emilia. Restano esclusi dai divieti gli altri comuni del circondario imolese.

Tutto invariato per quanto riguarda gli altri divieti di circolazione di veicoli e i provvedimenti su camini e stufe a legna e pellet (leggi qui).

«Non torniamo indietro – ha precisato il presidente Bonaccini -. Non c’è nessuna intenzione di allentare la presa sulla salute e l’ambiente. Mettiamo sul piatto misure più robuste per incentivare le persone a cambiare l’auto che inquina troppo e per informare meglio sulla necessità di adottare comportamenti diversi per difendere la propria salute e quella delle persone più fragili, a partire dai bambini, che viene messa a rischio dalla diffusione delle polveri sottili. E proprio per questo, insieme ai sindaci, abbiamo chiesto ai tecnici di studiare già nelle prossime misure più restrittive in caso di sforamento dei livelli di smog nelle città, oltre appunto a domeniche ecologiche straordinarie. In una situazione, quella in cui l’Emilia-Romagna rischiava di muoversi da sola e in maniera isolata, abbiamo raccolto le osservazioni dei cittadini e del mondo del lavoro e, lo ripeto, ascoltato i territori attraverso i sindaci, rilanciando il nostro impegno per la lotta all’inquinamento, sulla quale chiediamo al Governo di darci una mano vera, concreta».

Smog, la Regione ascolta i sindaci: possono circolare i diesel euro 4, stanziati 5 milioni per le rottamazioni
Cronaca 8 settembre 2018

Piano aria regionale, ecco le norme su camini e stufe a pellet. Nessun divieto per Comuni montani e ristoranti

Devono ancora entrare in vigore, ma hanno già creato molte polemiche le misure del Piano aria integrato regionale (Pair 2020) che, dal primo ottobre al 31 marzo 2019, impongono restrizioni all’uso di camini aperti tradizionali, stufe e caldaie con efficienza energetica inferiore al 75%, vale a dire di classe “1 stella”, poco efficienti e maggiormente inquinanti.

La Regione ha dunque deciso di intervenire per chiarire i motivi che hanno portato all’approvazione del provvedimento, ma anche per elencare le esclusioni dal divieto, che non sono poche. Partiamo dunque da queste ultime e in particolare dai Comuni montani: i divieti valgono sotto i 300 metri di altitudine, quindi nell’intero territorio dei Comuni appenninici le restrizioni (peraltro identiche a quelli del 2017) non si applicano, come non si applicano a tutte le abitazioni nelle quali stufe e camini rappresentino il solo impianto di riscaldamento esistente.

Ancora: possono essere accesi e utilizzati senza problemi gli impianti che non servono solo per riscaldare, bensì anche per cucinare o a fini commerciali. Per intenderci: il divieto non vale per ristoranti e pizzerie. Libero uso, infine, per tutti gli apparecchi a legna o pellet di classe “2 stelle” o superiori (l’indicazione è contenuta nei documenti forniti dal costruttore o rivenditore al momento dell’acquisto). A questa categoria certamente appartengono le installazioni acquistate con il contributo del Conto termico nazionale, costituito per incentivare l’efficienza energetica e la produzione di energia da fonti rinnovabili anche per impianti di piccole dimensioni.

Tornando invece alla genesi delle limitazioni, l’assessore regionale all’Ambiente, Paola Gazzolo, precisa che il Pair 2020 è stato approvato dall’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna senza voti contrari (Lega e M5S, così come Forza Italia e Fdi-An si sono astenuti, ndr) e che le misure erano contenute anche nell’Accordo di bacino padano sottoscritto dalla Regione Emilia-Romagna nel giugno 2017 con il Ministero dell’Ambiente e con Piemonte, Veneto e Lombardia. «Si tratta dunque – prosegue l’assessore – di limitazioni in vigore in tutte le regioni per azioni comuni contro l’inquinamento della pianura Padana. L’efficacia delle politiche dipende dalla condivisione delle scelte: per questo già il Piano Aria, rispondendo alle richieste dei territori, aveva escluso dalle limitazioni sui caminetti tutte le aree al di sopra dei 300 metri di altitudine. Il confronto avviato dalla Regione con i Comuni, Anci e Uncem porterà a rendere esplicita, con una norma specifica che sarà approvata entro settembre, l’esclusione dai divieti di tutti i Comuni montani dell’Appennino che non presentano superamenti dei valori limite della qualità dell’aria, rispetto ai quali è in corso la procedura di infrazione comunitaria».

Una notizia, quella della prossima approvazione di una norma esplicita che esclude il divieto per i Comuni montani, che viene accolta con soddisfazione dall’Uncem (Unione nazionale Comuni Comunità Enti montani) il cui presidente regionale, Giovanni Battista Pasini, ha infatti commentato: «Sono soddisfatto del veloce esito positivo della vicenda riguardo a limitazioni assolutamente non applicabili nei territori montani che, notoriamente, vedono caminetti e stufe fra i principali strumenti per riscaldarsi e cucinare».

Il Piano che entrerà in vigore il primo ottobre prevede comunque, per il futuro, l’obbligo di installare solo impianti di classe 3 o superiore, mentre dal primo gennaio 2020 si alzerà l’asticella alla classe 4 o superiore, al fine di ridurre sempre più l’uso di vecchi camini molto inquinanti. Non si deve dimenticare, infatti, che in Emilia Romagna oltre il 50% delle emissioni di Pm10 è dovuto al riscaldamento domestico a biomassa, legna e pellet. Un camino aperto tradizionale emette, secondo i dati 2013 di Arpae, 2.880 tonnellate l’anno di Pm10, 1.228 è il quantitativo invece messo da una stufa a legna, a fronte delle 17 tonnellate di un impianto a metano.

Concludendo, per il Piano Aria la Regione ha investito per le 94 azioni previste 300 milioni di euro, dei quali 67 per l’efficienza energetica delle imprese, 53 milioni per la riduzione delle emissioni nell’agricoltura, 14 per la mobilità sostenibile. La cifra di 60 milioni, 50% dei quali cofinanziati dalle aziende di trasporto pubblico locale, sarà impiegata invece per sostituire 600 vecchi autobus. (r.c.)

Piano aria regionale, ecco le norme su camini e stufe a pellet. Nessun divieto per Comuni montani e ristoranti
Cronaca 15 marzo 2018

Ecoincentivi 2018, a Ozzano contributi per ridurre l'inquinamento dell' aria

Nel comune di Ozzano il bilancio di previsione per il 2018, approvato il 21 febbraio scorso, ha anche una connotazione ambientalista. «Come Amministrazione comunale – spiega il sindaco di Luca Lelli – ci siamo fortemente impegnati per riuscire a mantenere alcuni fondi da destinare a contributi per tutti quei cittadini che decidano di convertire l’auto da benzina o diesel a Gpl o metano o di acquistare una bicicletta elettrica o a pedalata assistita che dir si voglia».

Come Effrem Morini e Rita Cappelletti, i primi due ozzanesi che hanno fatto richiesta di contributo per l’acquisto appunto di una bicicletta a pedalata assistita. «L’ho acquistata da poco tempo – racconta Rita, ex dipendente comunale ora in pensione – e, complice il maltempo di quest’ultimo periodo, non avevo ancora avuto modo di provarla. L’ho inaugurata per venire qui in municipio e devo dire che funziona benissimo. Ora che sono in pensione penso proprio che la sfrutterò per muovermi ad Ozzano».

Il contributo erogato varia in base alla tipologia di richiesta: 200 euro per acquisto di bicicletta elettrica a pedalata assistita, ciclomotore o motoveicolo elettrico; 500 euro per acquisto di autoveicolo elettrico; 400 euro per acquisto di autoveicolo ibrido; 300 euro per acquisto di autoveicolo a metano o gpl; 300 euro per conversione di autoveicolo a metano o Gpl. E’ concessa l’erogazione di un solo contributo per ogni veicolo.

r.c.

Nella foto: il sindaco di Ozzano Luca Lelli, l”assessore all”Ambiente Mariangela Corrado, assieme a Effrem e Rita, i primi due ozzanesi a fare richiesta di contributo

Ecoincentivi 2018, a Ozzano contributi per ridurre l'inquinamento dell' aria

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