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Economia 14 giugno 2018

Cesac in crisi, allarme dei sindacati. Piano di salvataggio con cessione dell’orticolo a Patfrut

Sembra meno fosco il futuro della Cesac, la cooperativa agricola di Conselice che sta attraversando una grave crisi dopo la rapida crescita negli ultimi sei anni, a partire dalla fusione con la Cometa di Medicina e l’acquisizione della Tre Spighe di Castel Guelfo tramite affitto del ramo d’azienda. Il fatturato è passato da 20 milioni di euro a oltre 63 milioni, ma qualcosa evidentemente non ha funzionato benissimo. Da qualche mese si susseguono sul sito aziendale gli avvisi per gli incontri informativi ai soci sul piano di cessione del ramo orticolo, la ristrutturazione e il rilancio della cooperativa. Un piano che parte dal coinvolgimento di un’altra realtà bolognese del settore, la Patfrut, sede amministrativa ad Argenta.

I sindacati di categoria Fai-Cisl, Flai Cgil e Uila-Uil, preoccupati del protrarsi dell’incertezza, lunedì hanno organizzato un’assemblea sfociata in un presidio nel piazzale dello stabilimento di via Canale a Medicina. «A rischio c”è l”occupazione di 250 lavoratori e in dubbio il mantenimento delle attività produttive» hanno spiegato con una nota.  

Ieri, però, le parti si sono incontrate per la seconda volta al Tavolo di salvaguardia attivato in Regione e Cesac ha comunicato di “aver siglato una lettera di accordo con Patfrut per la cessione del ramo d’azienda relativo al settore orticolo e quarta gamma. L’accordo prevede indicativamente entro la fine della prossima settimana l’affitto del ramo d’azienda e la cessione indicativamente entro il 15 di luglio». Un risultato che è stato giudicato «positivo» dai sindacati. E’ stato fissato un nuovo incontro del Tavolo per aggiornamenti sulla situazione il prossimo 22 giugno. 

Sembrano prendere corpo le rassicurazioni di Daniele Passini, presidente di Confcooperative unione metropolitana di Bologna, che in merito ha dichiarato deciso: «La Cesac va salvata, è necessario darle continuità e un futuro che sarà senza il ramo dell’orticolo. E’ volontà di Confcooperative di risolvere la situazione e siamo garanti del processo». Non va dimenticato, che oltre ai lavoratori ci sono anche l’attività di conferimento e il prestito dei soci agricoltori da mettere in sicurezza. (l.a.)

Altri particolari, una scheda sulla Cesac e i dettagli del piano di salvataggio sul “sabato sera” del 14 giugno. 

Nella foto: il presidio dei lavoratori davanti allo stabilimento cesac di  medicina    

Cesac in crisi, allarme dei sindacati. Piano di salvataggio con cessione dell’orticolo a Patfrut
Cronaca 30 maggio 2018

Testamento biologico, il Comune di Castel San Pietro attiva il Registro delle Dat

Anche a Castel San Pietro è possibile iscriversi al Registro comunale per le Disposizioni anticipate di trattamento (Dat), il famoso testamento biologico o biotestamento. Il servizio è stato attivato dal Comune in questi giorni in attuazione della legge 219 del 2017, diventata operativa a fine gennaio, che ha finalmente codificato le regole sul fine vita. Una battaglia che negli anni ha visto alcuni Comuni attivare autonomamente il Registro e hanno sostenuto l”approvazione della legge, come, nella nostra zona, Imola, Medicina e Ozzano Emilia. In verità una battaglia più di diritti e civiltà che di grandi numeri di registrazioni dei Dat.

Nel registro castellano, come negli altri, verranno raccolti i nominativi dei maggiorenni residenti nel comune «che consegneranno personalmente all’Ufficio di stato civile una Dat – precisano dal Comune -, cioè un documento in cui indicano in anticipo i trattamenti medici cui vogliono essere o non essere sottoposti in caso di malattie o traumatismi cerebrali, che determinino una perdita di coscienza definibile come permanente ed irreversibile». Nel documento può essere indicato anche un fiduciario che farà le veci del dichiarante nel caso in cui diventi incapace di comunicare consapevolmente con i medici e le strutture sanitarie. In questo caso dovrà essere consegnata anche la dichiarazione di accettazione di incarico del fiduciario. Per iscriversi occorre prenotare un appuntamento all’Ufficio di stato civile che si trova nella sede municipale in piazza XX Settembre 3 (tel. 051/6954163 – 051/6954257 – e-mail: statocivile@cspietro.it).

Da notare che la legge 219 prevede, in particolare, all’articolo 3, che ogni persona maggiorenne, capace di intendere e volere, possa, attraverso le Dat esprimere le proprie convinzioni e preferenze in materia di trattamenti sanitari, nonché il consenso o il rifiuto rispetto a scelte diagnostiche o terapeutiche e a singoli trattamenti sanitari, comprese le pratiche di nutrizione e idratazione artificiali». Soprattutto le Dat sono vincolanti per il medico, che a sua volta diventa «esente da responsabilità civile o penale». 

Sempre l”articolo 3 stabilisce che le Dat «nel caso in cui le condizioni fisiche del paziente non lo consentano, possano essere espresse attraverso videoregistrazione». E in caso di emergenza o urgenza «la revoca può avvenire anche oralmente davanti ad almeno due testimoni».Per quanto riguarda i minori «il consenso è espresso dai genitori esercenti la responsabilità genitoriale o dal tutore o dall”amministratore di sostegno, tenuto conto della volontà della persona minore». (l.a.) 

Nella foto uno dei monitor dello Sportello cittadino del Comune di Castel San Pietro 

Testamento biologico, il Comune di Castel San Pietro attiva il Registro delle Dat
Cronaca 22 maggio 2018

Legalità, a Borgo si combattono le mafie anche con la casa per il Dopo di noi

In tema di lotta alla mafia un’idea intelligente è quella del riutilizzo per scopi sociali dei beni confiscati a persone condannate per criminalità organizzata.  E’ quanto sta per accadere, ad esempio, a Borgo Tossignano, dove un appartamento di via Roma, appartenuto alla ‘ndrina calabrese dei Maesano, sarà riutilizzato per scopi sociali. E’ l’obiettivo al quale sta lavorando il Comune da quando in dicembre l’Agenzia nazionale per i beni confiscati ha segnalato la disponibilità dell’immobile. «Abbiamo formalizzato la nostra manifestazione di interesse  – conferma il sindaco Clorinda Mortero -, ma non è stato ancora emesso il decreto si assegnazione».

Nell’attesa il Comune ha già candidato il progetto ai fondi erogati dalla Città metropolitana per il Dopo di noi. «A Borgo – spiega il sindaco – è radicata l’esperienza dell’associazione La Giostra che organizza in paese dei momenti di vita autonoma al di fuori dell’abitazione familiare per i ragazzi disabili. Ad oggi vengono ospitati da un privato, noi vorremmo utilizzare proprio l’alloggio di via Roma per questa attività e per altre sempre di matrice sociale». L’appartamento a suo tempo è stato ristrutturato, ma è vuoto ormai da una decina d’anni (da quando il proprietario, Fiorello Maesano, è stato arrestato). «Serviranno dei lavori anche per l’eventuale abbattimento delle barriere architettoniche. Abbiamo stimato 55 mila euro di interventi, il bando prevede un cofinanziamento del 90 per cento, sarebbe la ciliegina sulla torta. Comunque vogliamo destinare l’alloggio a quella attività – conclude decisa il sindaco -. La palazzina ha l’ascensore, si trova nel centro del paese, i ragazzi possono uscire a piedi in sicurezza: è l’ideale».

Ad oggi ci sono ben 119 immobili confiscati alla criminalità organizzata in Emilia Romagna e come tali potenzialmente assegnabili dall’Agenzia nazionale ad enti locali, forze dell’ordine o altri soggetti per essere riutilizzati come luoghi di pubblica utilità, restituiti alla comunità e alla legalità. Sono visibili con tutti i dettagli nella banca dati www.mappalaconfisca.com, che viene costantemente aggiornata.

Per quanto riguarda il circondario imolese, oltre all’alloggio di via Roma a Borgo ancora da assegnare, c’è un appartamento di circa 60 metri quadri con box auto in un condominio di via Manfredi a Imola,  che apparteneva a Giuseppe Gagliandro, originario di Taranto. E’ stato già assegnato alla Compagnia dei carabinieri di Imola, che lo utilizza oramai da cinque anni come alloggio di servizio.

Un altro caso particolare riguarda Medicina: nel 2017 ai vigili del fuoco volontari è stato assegnato un fuoristrada appartenuto alla criminalità calabrese; l’hanno rimesso a nuovo ed ora è rinato come mezzo attrezzato in caso di allagamenti. (l.a.) 

Altri particolari nel “sabato sera” in edicola dal 17 maggio. 

Nella foto la palazzina dove si trova l’appartamento assegnato ai carabinieri a Imola

Legalità, a Borgo si combattono le mafie anche con la casa per il Dopo di noi
Cultura e Spettacoli 15 maggio 2018

La Dr. Dixie Jazz Band apre il festival a Medicina

Fondata a Bologna da Nando Giardina nel 1952 con il nome di Superior Magistratus Ragtime Band, la Dr. Dixie Jazz Band – così si chiama oggi – sarà la prima protagonista del Medicina in jazz festival, rassegna giunta alla settima edizione che terrà compagnia agli amanti del genere per quattro serate.

Sabato 19 maggio alle 21, nella sala del Suffragio, la band che ha tenuto più di settecento concerti collaborando con artisti come Lucio Dalla e Renzo Arbore, aprirà il festival insieme a Valentina Mattarozzi, Guido Guidoboni e Angela Sette (ingresso 12 euro, incasso devoluto alle associazioni La Strada di Medicina e BolognAil). La band amatoriale più vecchia del mondo sarà così il primo ospite di un festival che vedrà, mercoledì 23 maggio, l”Annibale Modoni Jazz Band esibirsi sul piazzale Medicì. Gli ultimi due appuntamenti si terranno, invece, nel giardino della biblioteca comunale: il 6 giugno ci sarà la Riverland Jazz Band e il 20 giugno toccherà al Jazz for Soul Quartet. (r.c.)

La Dr. Dixie Jazz Band apre il festival a Medicina
Cronaca 14 maggio 2018

Il direttore dell'ospedale Neri: “Il reparto Post Acuti funziona, ora il geriatra a domicilio'

Andrea Neri, il direttore del presidio ospedaliero, non ha dubbi: «I primi dati sono positivi. Siamo contenti degli indicatori di soddisfazione del personale medico, infermieristico e dei pazienti». La piccola rivoluzione del dipartimento medico dell’ospedale di via Montericco, è diventata realtà. In particolare, il superamento della Lungodegenza e l’attivazione del Post Acuti, reparto a gestione infermieristica dove la responsabilità clinica rimane in capo al medico ospedaliero che invia il paziente e quella complessiva è del capo del Dipartimento medico-oncologico (Antonio Maestri). I timori iniziali «sono stati fugati – precisa Neri -, abbiamo avuto diversi encomi dai pazienti, che hanno apprezzato il fatto di essere seguiti fino al termine del loro percorso. L’équipe infermieristica fornisce anche informazioni, alle persone o a chi deve seguirle, sull’uso di eventuali ausili da utilizzare una volta rientrati a casa. Un’attenzione di cui molti, soprattutto gli anziani, hanno bisogno». Ufficialmente il Post Acuti del Santa Maria della Scaletta è aperto dal 2 ottobre, i letti sono ventidue, di cui quattro dedicati alla riabilitazione intensiva, ad esempio per un post ictus.

«I dati a fine marzo ci danno un’occupazione piena dei posti letto e una degenza media di 13 giorni, che è quanto ci aspettavamo – continua Neri -. Inizialmente i medici che hanno inviato i pazienti sono stati quelli di Medicine e Geriatria, ma da un paio di settimane l’attività si è allargata anche alla Chirurgia generale».

Nel nostro territorio la gestione infermieristica trova già applicazione nell’Ospedale di comunità (Osco) presso l’ospedale di Castel San Pietro, annesso alla Casa della salute, 21 posti letto in tutto. Anche qui e nella Struttura residenziale di cure intermedie (Srci) ci sono stati cambiamenti. Per Neri rappresentano l’ulteriore anello di un sistema sempre più integrato tra ospedale e territorio. «Da novembre abbiamo in Osco un geriatra che garantisce la continuità clinica. Questo modello ci ha permesso di curare più malati» rivendica, dati alla mano. A chi teme che tutto questo voglia dire semplicemente che le persone vengono tenute sempre meno in ospedale, Neri ribatte che «non significa dimetterle prima del necessario. A livello regionale la degenza media negli Osco è 20 giorni, da noi 19,8 giorni. Abbiamo ottimizzato le risorse. Poter trasferire all’Osco più malati ci ha permesso di reggere il sovraffollamento del pronto soccorso. Abbiamo un sistema e dobbiamo usarlo in modo continuo e integrato» conclude.

Il tentativo è offrire la miglior assistenza possibile ottimizzando i costi, in particolare per i pazienti fragili, gli anziani, riducendo al minimo indispensabile i tempi di ricovero e il numero degli accessi ripetuti al pronto soccorso. Considerata l’età media della popolazione del nostro territorio, un elemento da non sottovalutare. Non a caso un altro tassello della riorganizzazione è stata l’introduzione del geriatra territoriale, un progetto partito un anno fa nelle case di riposo (cra) del circondario, che fa capo alla Geriatria. «Ora vorremmo estendere l’attività del geriatra territoriale a tutte le altre cra e in futuro al domicilio dei pazienti. Significherebbe visitare e inviare le persone, se occorre, direttamente dal domicilio all’hospice o dalla cra all’Osco oppure alla Srci per qualche giorno e poi dimetterle, senza dover passare dal pronto soccorso e dall’ospedale». (l.a.)

Altri particolari nell”articolo nel “sabato sera” del 10 maggio.

Nelle foto il reparto post acuti del terzo piano e Andrea Neri

Il direttore dell'ospedale Neri: “Il reparto Post Acuti funziona, ora il geriatra a domicilio'
Cronaca 14 maggio 2018

La Medicina B a Pasquali, la Geriatria a Menetti, si completa il riordino nell'ospedale di Imola

Stefano Pasquali è il nuovo direttore della struttura complessa Medicina B mentre la Geriatria è diventata una struttura semplice dipartimentale ospedaliera e territoriale, con al vertice, confermato, Massimo Menetti. Due novità divenute operative ad inizio maggio dopo la firma delle delibere ufficiali di nomina da parte del direttore generale dell’Ausl di Imola, Andrea Rossi. Si è completata così la riorganizzazione della medicina internistica, partita gradualmente oltre un anno fa e che si collega anche all’attivazione dell’area Post Acuti del terzo piano.

Stefano Pasquali, ha 60 anni, abita a Budrio «ma professionalmente è imolese doc», sottolineano dell’Ausl, dato che lavora al «Santa Maria della Scaletta» da ben ventotto anni, prima in Medicina, poi in Lungodegenza; nel 2010, con la riorganizzazione per gradualità di cura dell’area, è stato nominato responsabile della struttura semplice di Medicina a media-bassa intensità, denominata poi Medicina B e trasformata ora in struttura complessa.

Anche Massimo Menetti, 59 anni, imolese, geriatra, lavora dal 1993 presso l’ospedale di Imola e dal 2016 è il responsabile della Geriatria. «Il nuovo assetto – conferma Pasquali – ci mette nelle condizioni di garantire un’assistenza medica ed infermieristica di grande qualità, al passo con i nuovi bisogni emergenti della popolazione, soprattutto di quella fragile, che i nostri reparti trattano principalmente». «Sono lieto che la Geriatria – aggiunge Menetti -, già apprezzata anche per la diagnostica strumentale (ecografica e doppleristica), le valutazioni multidimensionali e dei disturbi cognitivi, sia diventata una struttura trasversale sia al Dipartimento medico-oncologico che alle attività sul territorio».

Il prossimo incarico di vertice che l’Ausl dovrà assegnare (l”avviso di selezione è appena scaduto) è quello di direttore o direttrice del Distretto sanitario. Il piano di nomine anticipato da Rossi per ora è confermato, sebbene si siano allungati un po’ i tempi. Per quanto riguarda Oculistica e Pediatria, l’intenzione era chiedere alla Regione l’autorizzazione per i primariati entro il 2018. Si vedrà. (l.a.) 

Altri particolari nell”articolo su “sabato sera” del 10 maggio

Nella foto: Stefano Pasquali e Massimo Menetti

La Medicina B a Pasquali, la Geriatria a Menetti, si completa il riordino nell'ospedale di Imola
Economia 10 maggio 2018

«Co Pro Working», da oggi sei incontri organizzati da Innovami, Giovani Cooperatori e Ca’ Vaina per parlare di futuro e nuove forme di lavoro

Inizia oggi a Casalfiumanese «Co Pro Working», ciclo di incontri organizzati da Innovami, Giovani Cooperatori di Imola e Ca’ Vaina per parlare di futuro, nuove forme di lavoro e per presentare il nuovo spazio serale aperto al centro giovanile imolese. I sei appuntamenti sono inseriti nel cartellone di CooperAttivaMente. Il primo appuntamento è dunque oggi alle ore 17 alla Biblioteca comunale (via A. Costa 27) di Casalfiumanese.

Relatori degli incontri Christian Gironi (direttore di Innovami), Mirco Mongardi (portavoce e collaboratore dei Giovani Cooperatori di Imola), Enrico Gianstefani (referente del Centro Giovanile Ca’ Vaina).

Gli altri appuntamenti sono martedì 15 maggio (ore 17) a Castel Guelfo (Sala Viola accanto alla biblioteca comunale, via Gramsci 22); lunedì 21 maggio (ore 18) a Medicina (villa Pasi, via Osservanza 84); giovedì 24 maggio (ore 17) a 
Toscanella di Dozza (Sala Martelli, Piazza della Libertà); giovedì 31 maggio (ore 18) a Castel San Pietro (Bocciodromo, viale Terme 740) e giovedì 7 giugno (ore 17) a Imola (Centro giovanile Ca’ Vaina, viale Saffi 50/B).

«Co Pro Working», da oggi sei incontri organizzati da Innovami, Giovani Cooperatori e Ca’ Vaina per parlare di futuro e nuove forme di lavoro
Cronaca 24 aprile 2018

Budrio e Medicina chiedono il completamento della Trasversale, Osteria Grande la Complanare o un casello dell'A14

Regione e Città metropolitana tirate per la giacca dai territori che chiedono il rispetto degli impregni presi sulla viabilità o comunque maggior attenzione per i collegamenti dell’area metropolitana bolognese. Questo il nocciolo di due richieste arrivate pressoché contemporaneamente ma autonome. Da un lato Budrio e Medicina che insieme hanno siglato una nota con la quale chiedono a gran voce il completamento della Trasversale di Pianura, dall’altro quella della consigliera regionale Francesca Marchetti che ha presentato un’interrogazione con la quale chiede “Quale strategia metterà in campo la Giunta per garantire il collegamento viario tra la zona artigianale di Osteria Grande, nel Comune di Castel San Pietro Terme, e l’area metropolitana bolognese, anche per evitare il progressivo abbandono di quella zona ed il suo conseguente impoverimento».  

Due temi, come detto, che viaggiano paralleli ma con analoghe finalità: da un lato completare un asse stradale di grande scorrimento capace di spostare buona parte del traffico pesante dai centri abitati, dall’altro collegare all’A14 e a Bologna l’area industriale della frazione castellana favorendo le imprese e l’appetibilità del territorio. 

Per quanto riguarda la Trasversale di Pianura o provinciale 3 (un progetto i cui primi cantieri risalgono al 1971), è notizia di un anno fa l’inaugurazione del tratto compreso all’interno del comune di Budrio, ora però rimane da fare l’ultimo tratto tra la frazione di Villa Fontana (nel territorio di Medicina) e la località Olmo (che ricade sotto Budrio). L’assessore alle Infrastrutture della Regione Emilia-Romagna, Raffaele Donini, ha garantito nei recenti incontri ai sindaci Maurizio Mazzanti per Budrio e Onelio Rambaldi per Medicina, l’impegno proprio e dell”intera Giunta Bonaccini. Mazzanti e Rambaldi chiedono nuovamente di “giungere al più presto al finanziamento, alla progettazione e quindi all’avvio dei lavori da tanto attesi”. “Il tratto non completato, Olmo-Villa Fontana, pone degli evidenti problemi di sicurezza – sostengono i due sindaci -; sede stradale stretta e ponti pericolosi, a fronte di un traffico pesante in aumento a seguito della realizzazione degli altri tratti della Trasversale. Inoltre, Medicina puntualizza come “la Trasversale si prefiggeva anche di risolvere il problema del traffico passante all”interno della frazione di Crocetta, tema che dovrà essere ripreso in fase di progettazione”. 

Per quanto riguarda Osteria Grande, la consigliera Marchetti dice di essersi fatta portavoce “dei disagi lamentati dagli artigiani e dagli imprenditori di Osteria Grande, che chiedono da tempo lo sblocco della Complanare oppure la realizzazione di un casello autostradale “veloce” ricordando come “già il piano regionale integrato dei trasporti 1998-2010 prevedeva il potenziamento infrastrutturale dei collegamenti fra Bologna e Imola, attraverso l’eventuale realizzazione della IV corsia dell’autostrada A14 o della complanare”. (l.a.)

Nella foto il tratto di strada tra Villa Fontana e Olmo oggi

Budrio e Medicina chiedono il completamento della Trasversale, Osteria Grande la Complanare o un casello dell'A14
Elezioni 5 marzo 2018

Elezioni politiche, cala il Pd, il Movimento 5 stelle primo partito in vari comuni del circondario

Il Partitone, quello con la P maiuscola non esiste più. Nemmeno da noi. Il Pd non è più il primo partito in tutti i comuni del territorio imolese. I democratici rimangono la principale forza politica a Imola (di misura), Castel San Pietro, Mordano e Castel del Rio. La bassa diventa terra di conquista grillina a Medicina e Castel Guelfo, anche a Ozzano (dove regge di misura la coalizione di centrosinistra) i pentastellati sono il primo partito. A Dozza comanda il centrodestra a guida Lega, ma anche qui il Movimento è nettamente davanti a tutti. Anche là dove passava la linea gotica l”ex Partitone cede quasi ovunque: a Borgo (preventivabile) e a Casalfiumanese (non immaginabile) il primo partito è quello della Casaleggio e associati, mentre a Fontanelice comanda la Lega.

L”ANDAMENTO TERRITORIALE

A Imola i democratici calano al 29,64% alla Camera e al 30,46% al Senato, ma rimangono (per meno di 200 voti) il primo partito rispetto ai 5Stelle. 5 Stelle che si fermano al 29,18% alla Camera (dove Frati prende 577 voti in più della lista). Terzo partito è la Lega Nord col 15,16% dei voti che supera abbondantemente Forza Italia, ferma all”8,37%. Debacle per Liberi e Uguali che si ferma al 5,29% (Paola Lanzon al 5,38%). Al Senato i 5 stelle si fermano al 28,47% (Roi 29,01%), mentre il centrodestra si ferma al 26,6% con la Lega primo partito al 14,64% 

A Castel San Pietro il centrosinistra limita i danni e rimane la prima forza politica col 35,03% alla Camera e col 34,80% al Senato e il Pd supera in entrambi i rami del parlamento il trenta percento: 31,47% alla Camera e 31,65% al Senato. La seconda forza è il centrodestra col 28,50 alla Camera e col 28,25% al senato (la Lega ha preso il 16,45% e il 16,23%), mentre i 5 stelle si fermano a cavallo del 27% in ambedue le camere.

A Borgo Tossignano i 5 stelle sono nettamente il primo partito. Alla Camera conquistano il 38,63% dei voti (Frati 39,13%), mentre il Pd si perde al 25,2%. Terza la Lega Nord col 15,61%. Al Senato i grillini ottengono il 38,07% (Roi al 38,63%), mentre il Pd si ferma al 25,82% (centrosinistra 27,99%) e il centrodestra si attesta al 26,59% con la Lega al 16,13% e FI al 7,94%.

Ancor più sorprendente il dato di Casalfiumanese dove i 5 stelle superano alla Camera i democratici col 31,93% (Frati 32,43%) dei voti contro il 30,09% del Pd (la coalizione al 32,37%). La Lega ottiene il 17,37% (la coalizione di centrodesta al 27,14%). Al Senato regge il Pd col 31,61% (centrosinistra 34,16%), mentre il M5s si attesta al 30,45% (30,91%) e il centrodestra 27,13% (Lega al 17,24%).

Castel del Rio rimane una enclave democratica, col Pd in calo ma ancora al 38,02% alla Camera e 38,46% al Senato (la coalizione di centrosinistra si ferma rispettivamente al 40,32% e al 40,44%). Segue la coalizione di centrodestra sia alla Camera (34,52%) che al Senato (34,87%) con la Lega rispettivamente al 19,31% e al 19,55%. I pentastellati si sono fermati al 17,96% alla Camera e 17,30% al Senato.

Clamorosa disfatta democratica a Castel Guelfo dove il Pd è la terza forza al Senato e seconda alla Camera dopo i 5 stelle (32,55% alla Camera, 31,74% al Senato). La coalizione di centrodestra raccoglie il 29,89% alla Camera e 30,30% al Senato e si conferma a guida leghista (16,89% alla Camera, 17,22% al Senato), mentre il Pd raccoglie il 27,58% alla Camera e il 27,74% al Senato (coalizione centrosinistra 30,27% alla Camera, 29,93% al Senato).

Comanda il centrodestra a Dozza dove ottiene il 33,5% alla Camera e il 32,91% al Senato con la Lega rispettivamente al 18,39% e al 17,98% e Forza Italia all”11,01% e al 11,75%. Il Movimento 5 stelle cresce sia alla Camera (31,36%) sia al Senato (30,34%). Al lumicino storico il Pd che si ferma al 24,05% al Camera e al 25,28% al Senato.

Anche Fontanelice passa in maniera decisa al centrodestra sia alla Camera (37,33%) che al Senato (39,02%) a guida leghista (26,79% e 27,42%). Il Pd si ferma al 25,97% alla Camera e al 25,84%. Circa gli stessi voti sono andati ai cinque stelle col 25,79% alla Camera e 25,84% al Senato.

Il centrosinistra vince di misura a Mordano dove batte il centrodestra sia alla Camera (33,05% a 31,89%) sia al Senato (32,93% a 32,09%) col Pd che rimane il primo partito sopra al 30%, tallonato dai pentastellati, intorno al 27% e con la Lega staccata, ma quasi al 18%.

Medicina si è risvegliata nettamente a 5 stelle con il 30,6% alla Camera (Frati 32,54%) e col 30,06% al Senato (Montevecchi 31,97%). Il centrosinistra è la seconda forza col 30% alla Camera (27,5% il Pd) e col 29,93% al Senato (Pd al 27,77%), mentre il centrodestra ottiene il 26,61% alla Camera e il 26,76% al Senato con la Lega poco sopra al 15%.

Ozzano il centrosinistra si impone di misura alla Camera (34,16%) e al Senato (32,98%), ma il Pd (30,57% e 30,11%) ha in ambedue i casi meno voti dei grillini (31,11% e 30,89%, e addirittura qualche decimale in più lo ottengono i candidati all”uninominale). Più staccato il centrodestra, fra il 24% e il 25%.

Christian Fossi

Foto Isolapress

Elezioni politiche, cala il Pd, il Movimento 5 stelle primo partito in vari comuni del circondario
Elezioni 5 marzo 2018

Elezioni politiche, commenti: soddisfatti Frati (M5S) e Tonelli (Lega). Lanzon (LeU) delusa dal risultato nazionale. Per il Pd parla Soverini

Il Pd, grande deluso dai risultati delle politiche di ieri, per il momento ha rinviato ogni commento ad una conferenza stampa di domani mattina. Il segretario nazionale Matteo Renzi ha già annunciato la decisione di dimettersi. Detto ciò, l collegio di Imola alla Camera è stato comunque vinto dal centrosinistra con Serse Soverini: “Ma visto l”andamento nazionale della coalizione non mi sento di utilizzare toni trionfalistici”. E Daniele Manca, candidato Pd al plurinominale del Senato, alla luce dei dati ufficiosi è riuscito ad “entrare” a palazzo Madama.

Felici del risultato, invece, e quindi più disponibili al commento immediato, Lega Nord e 5 Stelle. Per quanto riguarda i candidati di “casa”, Gianni Tonelli, che si batteva sul fronte Lega e centrodestra alla Camera nel listino plurinominale, è pressoché certo di essere stato eletto. “Sono molto soddisfatto dei risultati raggiunti in provincia e nell’imolese. Se avessimo avuto più tempo saremmo stati il primo partito non solo a Fontanelice. Questa regione cambia colore. L’imolese avrà un rappresentante che farà parte della prossima maggioranza di governo. Governo solo di centrodestra o aperto ai 5 Stelle? Vedremo, certo il centrodestra avrà un ruolo preminente”. 

Claudio Frati, candidato alla Camera all’uninominale per i 5 Stelle, non ce l’ha fatta (il collegio, come detto, è stato vinto da Soverini) ma è ugualmente molto felice del risultato raggiunto: “A livello nazionale è un risultato storico, a livello regionale siamo passati davanti al Pd, mentre a livello di circondario ce la giochiamo. C’è stato un crollo totale della sinistra: non possono dare la colpa al populismo ma rottamare la presunta intellighenzia che ha continuato a fare politiche di austerità tradendo il proprio elettorato di riferimento. Un governo con la destra oppure con la sinistra? Noi abbiamo il nostro candidato premier e la nostra squadra di ministri, sugli argomenti importanti, come andare in Europa a ritrattare clausole assolutamente controproducenti per la nostra economia la Lega nel programma ce l’ha, altri meno”. 

Simonetta Mingazzini, candidata uninominale del centrodestra alla Camera nel collegio Imola-San Lazzaro, condivide con Frati il fatto di essere stata battuta da Soverini (centrosinistra) ma anche lei non ha dubbi: “Il distacco dal mio contendente di centrosinistra, ben lontano dalle percentuali bulgare alle quali ci aveva abituato la sinistra imolese, è un risultato di portata storica. Questo territorio è politicamente contendibile”.  

“Personalmente sono piuttosto soddisfatta avevo posto come obiettivo realistico il 5% e non mi sono sbagliata più di tanto. Mi ha stupito invece il risultato a livello nazionale, mi aspettavo almeno il doppio”. Paola Lanzon candidata per LeU all’uninominale della Camera legge in questo modo il risultato della compagine nata da molti fuoriusciti del Pd. “Ma sia chiaro che non è stato il dividersi la causa, il gruppo dirigente ha seguito gli elettori che avevano già abbandonato il Pd”. Secondo Lanzon il risultato un po’ deludente di Leu deriva dal fatto che ci sia stato poco tempo per la campagna elettorale: “Una riflessione su cosa fare da adesso in avanti è obbligatoria per chiunque, ma il nostro è un progetto appena nato. Vedremo cosa farà il Pd”.  

Ora tutti guardano già alle amministrative di Imola che ci aspettano a fine maggio. “Il primato del centrosinistra oramai è scemato vi sarà la possibilità di mettere in gioco dinamiche calcificate da 60 anni” dice Tonelli. Anche Frati è ottimista: “L’abbrivio è buono per le amministrative se consideriamo che alle politiche precedenti il Pd era al 41% ora è sul 20-30 su Imola siamo ad un’incollatura, si parte con la consapevolezza che si può fare”.

l.a.

Nelle foto le operazioni di spoglio in un seggio di Imola; i candidati al voto: Gianni Tonelli (Lega), Daniele Manca (Pd), Claudio Frati (M5S)

Elezioni politiche, commenti: soddisfatti Frati (M5S) e Tonelli (Lega). Lanzon (LeU) delusa dal risultato nazionale. Per il Pd parla Soverini

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