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Cronaca 17 agosto 2018

Dalla Regione 30 mila euro al Comune di Dozza per l'asilo nido: sette posti in più e un'aula didattica a cielo aperto

Un contributo di 30.300 euro per migliorare il sistema di educazione e istruzione da zero a sei anni. Il finanziamento, del quale è beneficiario il Comune di Dozza, arriva dalla Regione Emilia-Romagna e consentirà di raggiungere due importanti obiettivi: esaurire la graduatoria per l”asilo nido e realizzare un progetto di riqualificazione nel giardino del nido stesso.

A illustrare i due obiettivi è l”assessore al Bilancio, Barbara Pezzi: “In primo luogo potremo aumentare il numero dei bambini ammessi al nido da 42 dell’anno 2017/2018 a 49 per l’anno 2018/2019, esaurendo così la graduatoria. Il costo di questa iniziativa sarà di circa 12.500 euro. Successivamente realizzeremo un progetto di riqualificazione del giardino del nido per creare un’aula didattica  a cielo aperto condivisa dai bambini del nido e delle scuole dell’infanzia. Si tratta di un innovativo progetto di continuità educativa che vedrà la luce nel polo scolastico di Toscanella nei prossimi mesi. Tale intervento avrà un costo di 17.800 euro”.

Soddisfatto per il finanziamento anche il sindaco, Luca Albertazzi: “Siamo felici di essere riusciti ad intercettare ulteriori risorse dedicate all’ambito scolastico, attraverso le quali potremo realizzare un importante intervento di riqualificazione del polo scolastico che si va ad aggiungere ai lavori di rinnovamento, ora in corso, della sede della scuola materna G. Rossa. Tutto questo consentirà di avviare un innovativo progetto educativo che verrà proposto ai nostri bambini negli anni a venire. Ulteriore soddisfazione discende dalla consapevolezza di riuscire, per il prossimo anno scolastico, ad azzerare la graduatoria di accesso al nido. Veramente una bella notizia per la nostra comunità, controcorrente rispetto al contesto socio-economico attuale”.

Nella foto il sindaco di Dozza, Luca Albertazzi

Dalla Regione 30 mila euro al Comune di Dozza per l'asilo nido: sette posti in più e un'aula didattica a cielo aperto
Economia 16 agosto 2018

Scuola e lavoro, ecco Its Maker, l'istituto che garantisce il 100% di occupazione ai diplomati

I dati usciti nei giorni scorsi dall’Its Maker (l’acronimo sta per istituto tecnico superiore) si possono leggere in due modi. La notizia è che il 100% degli studenti dell’anno appena concluso ha subito trovato un lavoro. Prima lettura: un record. Si tratta di corsi post diploma, durano 2000 ore spalmati su due anni di cui 800 ore svolte direttamente come tirocinio in azienda. Tra i partner principali di Its Maker, la cui sede a Bologna è in via Bassanelli 9/11, figurano anche Ima Spa di Ozzano e Sacmi di Imola. Seconda lettura: i ragazzi che scelgono un tale percorso di studio, alternativo alla laurea triennale, sono maledettamente pochi. Pochi perché il mercato del lavoro potrebbe assorbirne molti di più.

Se confrontiamo i numeri della situazione negli altri paesi europei balza all’occhio il paradosso. Il Regno Unito, che non è più un paese manifatturiero da almeno trent’anni, possiede un canale formativo professionalizzante, alternativo all”università, con più di 272 mila iscritti. In Spagna corsi analoghi sono frequentati da 400 mila ragazzi. Numeri più alti li troviamo in Francia, dove gli iscritti sono 529 mila. Tra tutte svetta la Germania, precursore del sistema di istruzione duale e locomotiva industriale dell’Europa che specializza fuori degli atenei quasi 770 mila ragazzi.

Gli Its italiani sono organizzati su scala provinciale, in una logica di sistema regionale. In Emilia Romagna ne esistono sette differenti, strutturati come fondazioni, che consentono di approfondire materie quali turismo, mobilità sostenibile, agroalimentare ed energia, tanto per citarne alcune. Per quanto riguarda l’Its Maker, è presente con quattro sedi (Bologna, Modena, Fornovo Taro e Reggio Emilia). Otto i corsi, che vanno dal tecnico superiore dei sistemi di controllo nella fabbrica digitale al tecnico superiore per materiali compositi e stampa 3D, solo per citarne due. Dal prossimo anno, si aggiungerà Forlì con il corso di tecnico superiore per industrializzazione dei processi e del prodotto.

Gli iscritti ai corsi dell’Its Maker sono 275. «Su Bologna gli studenti sono 75, a Modena 100, Fornovo Taro 50, Reggio Emilia 50» elenca Flavia Ferraro, tutor presso la sede di Bologna. E in Italia? «Nonostante siamo la seconda potenza manifatturiera in Europa, la settima economia mondiale – evidenzia il vice presidente di Confindustria per il Capitale umano, Giovanni Brugnoli – restiamo all’ultimo posto potendo annoverare i soli 8/9 mila studenti iscritti agli Its».

Ma cosa imparano gli studenti in corsi ibridi, a metà strada tra laurea e diploma?
«I giovani saranno in grado di gestire i protocolli di comunicazione fra le macchine, procedere alla loro verifica, al montaggio e all’installazione, anche nelle aziende dei clienti. Quindi dovranno essere disponibili a viaggiare, a fare i trasfertisti, a collaborare con gli uffici tecnici. E’ un lavoro che sarà la fabbrica del futuro» spiega Daniele Vacchi, dirigente e azionista Ima, nonché direttore di Its Maker.

L’esperienza degli studenti dell’Its Maker è dritta come un fuso, o quasi. Maurizio Melandri e Andrea Pezzi sono tra i diplomati delle passate sessioni ad avere avuto a stretto giro un contratto in tasca. Un approccio concreto alla vita che li ha portati a scartare l’idea di lunghi percorsi universitari, optando per uno stipendio il prima possibile e il traguardo di una vita autonoma.

«Avevo soltanto un anno di ingegneria alle spalle, dove presi una batosta – racconta Melandri, imolese di 23 anni, diplomato al liceo scientifico Valeriani –. Non vedevo una prospettiva a breve, ma tanti ingegneri “a spasso”, senza lavoro. Il corso all’Its Maker l’ho concluso il 15 luglio 2016. Il lunedì successivo, il 18, avevo già un posto di lavoro alla Amap Srl, un’azienda allora fornitrice Ima che successivamente è stata acquisita da quest’ultima. Ora lavoro in Ima e mi occupo di premontaggi e blisteratrici». Andrea, invece, perito elettronico sfornato dall’Itis di Porretta dove risiede, ha realizzato il suo desiderio di lavorare nel mondo del software: «Per me è il primo passo verso un percorso di programmazione e progettazione».

Le aziende che partecipano al progetto dell’Its Maker sono molte. Alcune come Ima e Sacmi con investimenti a fondo perduto. Altre fornendo insegnanti che provengono dagli uffici delle aziende stesse. Tra queste, oltre le suddette Ima e Sacmi, citiamo Gd, Aretè & Cocchi Technology, Marchesini Group, MG2 di Pianoro, Protesa di Imola, Schneider Electric. I percorsi, promossi e finanziati anche da Regione Emilia Romagna, ministero dell’Istruzione e Fondo sociale europeo, prevedono una quota di 200 euro a carico degli iscritti che passeranno le selezioni.

«Partecipiamo e collaboriamo con gli Its fin dalla loro nascita, siamo tra i soci fondatori dell’Its in meccatronica di Bologna, poi confluito nell’Its Maker», spiega Mauro Tozzola delle risorse umane Sacmi.  (ti. fu.)

L’articolo completo è su «sabato sera» del 2 agosto

Nella foto l”imolese Maurizio Melandri al lavoro in Ima

Scuola e lavoro, ecco Its Maker, l'istituto che garantisce il 100% di occupazione ai diplomati
Cronaca 8 agosto 2018

Nidi Imola, il Comune incontra la Cgil e si impegna a ripristinare le sezioni soppresse a Fontanelle e Piazza Romagna

Massimo impegno per provare, il prossimo anno scolastico, a riaprire le due sezioni di nido chiuse dal Commissario straordinario ovvero a dotarle del personale necessario. E’ quanto hanno assicurato l’assessore alla Scuola del Comune di Imola, Claudia Resta e il collega al Personale, Claudio Frati, nell’incontro avuto ieri, 7 agosto, con la delegazione della Cgil proprio in merito alla situazione dei nidi d’infanzia comunali.

L’incontro, al quale hanno partecipato per la Cgil la segretaria generale Mirella Collina ed Elisabetta Brazzoli per la Funzione Pubblica, era stato richiesto dalla stessa organizzazione sindacale per discutere proprio delle due sezioni, una al nido Fontanelle e una al nido Piazza Romagna, per le quali il Commissario ha stabilito all’inizio di giugno la chiusura per l’anno scolastico 2018/2019.

A tale proposito, la delegazione sindacale ha chiesto espressamente all’Amministrazione comunale di non ridurre le sezioni. «Mantenendo l’attuale numero di sezioni a Fontanelle e a Piazza Romagna, ma riducendo a 12 per sezione il numero dei bambini – sottolineano Collina e Brazzoli – non varia il numero del personale coinvolto, ma possiamo avere un ulteriore miglioramento nella qualità dei servizi (già molto alti e graditi alle famiglie) e una possibilità di aumento di bambini nel corso dell’anno come abitualmente accade».

Sulla proposta l’assessore Resta, che nei giorni scorsi aveva incontrato anche l’altro sindacato che ne aveva fatto richiesta, il Csa, ha risposto che «si tratta di una possibilità che andrà valutata attentamente col referente del servizio scuole e con la pedagogista per capire se è possibile separare gruppi di bambini già formati e soprattutto con il personale scolastico interessato, con il quale vogliamo realizzare un percorso di confronto e di collaborazione per intraprendere direzioni condivise».

In attesa di capire dunque se le due sezioni saranno ripristinateo, riassumiamo i numeri attuali. Nei nidi comunali sono attivati 320 posti (36 in meno rispetto a prima della chiusura), cui si aggiungono i posti convenzionati in strutture private, rimasti invariati a quota 273. In lista d’attesa ci sono 22 bambini, un livello definito “fisiologico” dal Comune e comunque inferiore all’anno scorso, quando erano oltre 50, in conseguenza del calo demografico del 2017. Poiché il turn-over è piuttosto elevato nei mesi autunnali e invernali, la lista dovrebbe dunque essere smaltita in tempi brevi.

Nel corso della riunione è stato fatto, inoltre, il punto sulle risorse a disposizione del settore. A maggio sono arrivati 376.680,96 euro provenienti dal Ministero della Pubblica istruzione per il servizio infanzia, usati dalla precedente amministrazione per ripristinare il pareggio di bilancio e ne sono attesi altri 402.986 sempre per l’anno 2018. Una parte di questi, 231.358, sono già stati destinati dal Commissario straordinario ai servizi straordinari, mentre il resto sarà usato per fronteggiare minori entrate emerse dal precedente bilancio. Altri 588.000 euro per i servizi scolastici, infine, sono stati stanziati con la delibera approvata dal Consiglio comunale del 31 luglio scorso, che portano il totale dei finanziamenti destinati dal Comune al settore scuole per gestione ordinaria e corretto avvio dell’anno scolastico a 819.358 euro. «Una cifra – precisa Resta – superiore alle previsioni di entrata 2018 relative ai contributi del Miur».

Va inoltre considerato che la Regione ha previsto un piano triennale di finanziamenti per ridurre le liste d”attesa e il costo delle rette a carico delle famiglie, con l”obiettivo di aumentare il numero di bambini iscritti al nido o ai servizi educativi, come precisano le sindacaliste della Cgil, che rendono infine nota, in tema di personale, l”intenzione del Comune (espressa sempre nell”incontro di ieri) di assumere 11 unità di personale nel settore scuola, di cui due per la scuola dell’infanzia e nove per i nidi. (r.c.)

Nella foto Claudia Resta, assessora alla Scuola

Imola

Nidi Imola, il Comune incontra la Cgil e si impegna a ripristinare le sezioni soppresse a Fontanelle e Piazza Romagna
Cronaca 7 luglio 2018

Le storie dei maturandi «senior» del corso serale dell'Istituto tecnico Alberghetti

Hanno affrontato la prova di maturità assieme ai loro colleghi più giovani. Sono gli studenti «senior» del corso serale, che all’Istituto tecnico Alberghetti di Imola, consente anche agli adulti di ottenere il diploma di perito meccanico e meccatronico. Un percorso impegnativo, della durata di tre anni, che prevede una frequenza dal lunedì al venerdì dalle 18.20 alle 23. Tornare sui banchi di scuola, spesso a tanti anni dall’ultima volta e dopo una giornata di lavoro, dovendo in più conciliare lo studio con la famiglia, richiede forti motivazioni. I 17 studenti della 5ªAts hanno tutti alle spalle belle storie di tenacia e determinazione e a volte anche di volontà di riscatto. Perché, concordano tutti, «non è mai troppo tardi per cercare di migliorarsi e l’esperienza alla fine è gratificante, al di là dei sacrifici e dei voti finali». Prova ne è, che ancor prima degli esiti, stanno già arrivando proposte di colloqui di lavoro da parte di aziende e agenzie interinali in contatto con la scuola.

La quarta rivoluzione industriale, che sta già portando nelle imprese la digitalizzazione 4.0, costringerà sempre più persone a compiere percorsi di riqualificazione e a rimettersi in gioco anche in età matura. Abbiamo quindi scelto di raccontarvi le esperienze di alcuni di questi studenti modello.

Diplomarsi dopo i cinquant’anni.
Stefano Borsatti ha affrontato la prova di maturità a 52 anni. E’ lui il decano della classe. «Da ragazzo – racconta – avevo cominciato proprio l’Itis Alberghetti, ma ho abbandonato, scoraggiato dai voti e dalla (poca) voglia. Ho sempre fatto l’operaio e oggi sono capoturno alla Wienerberger di Bubano. Mi mancava però il diploma, per me era come un cerchio da chiudere».

L’ingegnere edile tornato alle superiori.
Nel curriculum del trentaduenne Davide Valente ci sono un diploma di maturità scientifica, una laurea in Ingegneria edile, esperienze presso uno studio di servizi per l’edilizia e un’impresa del bolognese, e oggi un lavoro nell’azienda meccanica di famiglia, che a Castel Bolognese produce cilindri oleodinamici. Qui si occupa di conformità prodotti e risorse umane. Nonostante questo, è tornato sui banchi di scuola per completare la sua formazione.

Geometra e meccanico dopo la libera professione.
Anche per il geometra François Bigarini, di 42 anni, la scelta di iscriversi al corso serale è conseguenza della crisi dell’edilizia. «Per anni ho svolto la libera professione con Partita Iva, ma specie negli ultimi tempi era diventato difficile proseguire su questa strada. Volevo specializzarmi nel disegno meccanico. Per me era impossibile accedere ai corsi di formazione professionale, giustamente riservati ai disoccupati, così, tre anni fa, ho deciso di intraprendere la strada più lunga e impegnativa e iscrivermi al corso serale».

Il percorso di chi voleva vivere di musica.
A esame orale concluso, Ubaldo Bolognesi, di 49 anni, esulta su Facebook: «Ho vinto una delle più grandi sfide della mia vita. Ora mi sento una persona migliore. E sono felice!». A caldo ci spiega che «avere un diploma nel cassetto è una grande soddisfazione personale». «La decisione di prendere il diploma è scattata quando mi sono reso conto che la mentalità che vige nell’ente pubblico è troppo burocratizzata, mentre dove lavoro adesso si dà finalmente valore alla meritocrazia».

L’ex pugile che spera di lasciare la fonderia.
Tra gli studenti più giovani c’è Riccardo Toschi, di 26 anni, che da ragazzo ha abbandonato gli studi all’Ipsia e all’Ecap. «Avevo altri interessi, facevo pugilato a livello agonistico – dice -. Ma col tempo si cambia e mi sono reso conto che il diploma nella vita serve». (lo. mi.)

Leggi le interviste complete sul “sabato sera” del 5 luglio

Nella foto la 5aATS al completo davanti all”Istituto Alberghetti

Le storie dei maturandi «senior» del corso serale dell'Istituto tecnico Alberghetti
Ciucci (ri)belli 29 giugno 2018

Decathlon porta giochi e sport a Sesto Imolese

Gran divertimento per i bambini del nido e infanzia di Sesto Imolese che l’8 giugno hanno potuto giocare a calcio, basket, tiro a segno e con tante palline, grazie ad un progetto di Decathlon Logistics, sede di Castel San Pietro Terme, che ha messo a disposizione attrezzature e 5 esperti che hanno guidato le attività.

Quattro le postazioni allestite nel giardino della scuola: piscine gonfiabili piene di palline che i bambini dovevano spostare usando dei retini; angolo calcio con quattro porte dove fare goal; tiro a segno di velcro con palline; angolo basket con canestri mobili.

Felicissimi i bambini di poter giocare non solo quel giorno, tra l’altro, perchè Decathlon ha regalato tutto il materiale alla scuola!

Decathlon porta giochi e sport a Sesto Imolese
Ciucci (ri)belli 14 giugno 2018

Festa a Sesto Imolese sulle note dell’Albero Pepito

Cosa ci facevano “coccinelle, orsi, scoiattoli e gufi” nel giardino del nido e della scuola dell’infanzia di Sesto Imolese? Ma la festa di fine anno scolastico!

Un centinaio di bimbi e le loro famiglie hanno trascorso il pomeriggio del 7 giugno nell’area verde inaugurata un mese fa, dopo i lavori di riqualificazione svolti grazie all’opera volontaria dei genitori.

Le coccinelle (0-3 anni), gli orsi (3anni), gli scoiattoli (4 anni), i gufi (5 anni) che frequentano il servizio integrato 0-6 e la scuola dell’infanzia hanno cantato e ballato “La canzone dell’albero Pepito” sulle stagioni, progetto che ha caratterizzato l’anno scolastico.

Le coccinelle hanno ricevuto la medaglia “orso” che decreta il loro passaggio al triennio successivo, mentre gli orsi, pronti ad affrontare la primaria, sono stati insigniti di diploma e cappello.

Tante emozioni e sorrisi che sono proseguiti nel pic-nic in giardino, a cui ciascuna famiglia ha contribuito portanto una propria specialità o piatto tipico che sono stati condivisi.

Ecco a voi una bellissima galleria di foto  e il testo della Canzone dell’albero Pepito!

Questa è la canzone dell’albero Pepito

che in ogni stagione ricambia il suo vestito.

RIT: Questa è la samba delle stagioni e con Pepito vogliamo ballar.
In primavera, estate, autunno, inverno, insieme vogliamo cantar. OLE’!

Quando è primavera Pepito è profumato, di mille fiorellini è tutto colorato.

RIT: Questa è la samba delle stagioni e con Pepito vogliamo ballar.
In primavera, estate, autunno, inverno, insieme vogliamo cantar. OLE’!

D’estate con il sole maturano i suoi frutti, son rossi e molto buoni: ce li mangiamo tutti.

RIT: Questa è la samba delle stagioni e con Pepito vogliamo ballar.
In primavera, estate, autunno, inverno, insieme vogliamo cantar. OLE’!

D’autunno i temporali a Pepito fan dispetti, gli cadono le foglie son nudi i suoi rametti.

RIT: Questa è la samba delle stagioni e con Pepito vogliamo ballar.
In primavera, estate, autunno, inverno, insieme vogliamo cantar. OLE’!

D’inverno c’è la neve Pepito è tutto bianco, un sonno lieve lieve Pepito dorme stanco.

RIT: Questa è la samba delle stagioni e con Pepito vogliamo ballar.
In primavera, estate, autunno, inverno, insieme vogliamo cantar. OLE’!

 

Festa a Sesto Imolese sulle note dell’Albero Pepito
Cronaca 8 giugno 2018

Partecipate, Dozza entra in Solaris per alloggi Erp e mensa scolastica

Si allarga la compagine societaria di Solaris Srl, la società in house che attualmente gestisce vari servizi per conto di Castel San Pietro(socio di maggioranza con il 70% delle quote) e Ozzano Emilia (30%). Come anticipato due mesi fa (leggi la news), infatti, stanno per entrare a farne parte anche i comuni di Dozza e Monterenzio.

La strada scelta è stata quella di un aumento di capitale piuttosto che quella ventilata inizialmente di cessione di quote. In sostanza,sia Dozza che Monterenzio entreranno ciascuna con il 4%, mentre Ozzano scenderà al 27,6% e Castel San Pietro al 64,4%, mantenendo sostanzialmente inalterati gli equilibri. «Per noi si tratta di una spesa di circa 4 mila euro, che più o meno coincide con quella che incasseremo per la vendita delle azioni Hera» dice il sindaco dozzese, Luca Albertazzi.

Dozza conta di passare nelle mani di Solaris dal 1° settembre la gestione degli alloggi Erp (finora in capo ad Acer) e delle mense scolastiche. «Abbiamo deciso di recedere da Acer perché insoddisfatti sia sotto l’aspetto economico che della gestione complessiva e della cura delle relazioni da parte di Acer stessa nei confronti dell’ente e degli assegnatari – commenta Albertazzi –. L’entrata in Solaris ci consentirà una maggiore possibilità di incidere nelle decisioni in quanto le scelte verranno assunte con il più alto livello di collegialità e condivisione. Cosa questa difficilmente praticabile in Acer, vistala pluralità degli enti coinvolti. Questa scelta sarà positiva per il nostro Comune in quanto i costi e la qualità del servizio appaiono più favorevoli rispetto ai precedenti».

Passando alle mense, Albertazzi assicura che «il servizio continuerà con la ditta che attualmente si occupa della produzione dei pasti (la veneta Serenissima, ndr) fino alla sua naturale scadenza del contratto,ossia il 31 agosto 2020, quando è prevista la possibilità di proroga per altri tre anni oppure il passaggio direttamente nelle mani della società in house». Le cucine di Solaris in via Remo Tosi, infatti, in questa prima fase non sarebbero in grado di aggiungere alla produzione dei 352 mila pasti per Castel San Pietro e 155 mila per Ozzano, a cui si sommeranno a breve anche quelli per Monterenzio, persino quelli per Dozza e Toscanella. Ergo, per le famiglie dozzesi nulla cambierà sul fronte dei pasti «e anche le tariffe resteranno invariate» aggiunge il sindaco. Tuttavia, a Dozza non verrà attivato un ufficio di Solaris e bisognerà rivolgersi a quello di via Oberdan a Castel San Pietro.

gi.gi.

L”articolo completo su «sabato sera» del 7 giugno.

Nella foto: il Comune di Dozza

Partecipate, Dozza entra in Solaris per alloggi Erp e mensa scolastica
Ciucci (ri)belli 4 giugno 2018

Con Equo Scuola i quaderni costano meno

Equo Scuola è l’iniziativa che consente alle famiglie di acquistare articoli scolastici a prezzi scontati nell’arco di tutto l’anno scolastico.

L’iniziativa è frutto del protocollo d’intesa siglato tra il Comune di Imola, le associazioni di categoria Confcommercio-Ascom Imola, Confesercenti Imola e Cna Imola ed i cartolibrai.

Il depliant aggiornato con l’elenco delle cartolibrerie aderenti sarà in distribuzione nei prossimi giorni nelle scuole e nei punti informativi della città. Gli esercenti possono inoltre esporre una vetrofania con il logo dell’iniziativa per essere immediatamente identificabili da parte dei cittadini.

Equi Scuola si integra con altri interventi attraverso cui l’Amministrazione comunale supporta le famiglie nel sostenere i costi connessi alla frequenza scolastica: buoni libro, il mercato on-line dei libri usati e agevolazioni tariffarie per i servizi scolastici.

Elenco delle cartolibrerie imolesi che aderiscono a Equo scuola

  • C. Arcangeli (Via Emilia, 148)
  • F.lli  Arcangeli (Via Emilia, 156/158)
  • Blu Notte (Via Cavour, 20)
  • Carta e Penna (Via San Francesco d’Assisi, 36)
  • Edicola Montericco (Via Zaccherini, 32/B)
  • Galeati srl (Via Galeati, 14/20); Galeati srl (Via Romagnoli, 3)
  • Giotto (Via Pisacane, 70)
  • Il Globo (Via Rossini, 21)
  • Imola Ufficio srl (Via Puccini, 42)
  • Libreria Mondadori Store (Via Emilia, 71)
  • Lo Scoiattolo (Via B. Croce, 26)
  • Marondoli (Via Emilia, 90)
  • Pambera (Via Pambera, 59/A)
  • Pigreco (Via Pacinotti, 10)
  • Snoopy (V.le Carducci, 107/A);
Con Equo Scuola i quaderni costano meno
Cronaca 1 giugno 2018

Insultano il docente perché gay, solidarietà e sdegno con vari distinguo. I commenti

Unanime sdegno e solidarietà in città per il docente dell”Alberghetti oggetto di insulti omofobi e scritte offensive sulla lavagna da parte di quattro studenti del professionale. Ai comunicati della candidata sindaco del centrosinistra Carmela Cappello e di Silvia Piccinini e Manuela Sangiorgi, rispettivamente capogruppo regionale e candidata sindaco del MoVimento 5 Stelle, che hanno annunciato di voler presentare un’interrogazione in Regione, si sono aggiunti anche altri commenti.

“Un comportamento vergognoso, contro cui dovevano essere presi provvedimenti tempestivi, e che invece si è protratto per troppo tempo” hanno scritto in una nota Alessandra Loreti e Flavia Fabbri della Flc Cgil (categoria sindacale che segue la scuola) e Mirella Collina segretaria della Cgil di Imola che aggiungono “La scuola ha un ruolo fondamentale nel trasmettere il valore dell’accettazione dell’altro e del rispetto reciproco e su questi temi occorre insistere maggiormente, anche con progetti educativi mirati, per formare cittadini consapevoli e responsabili”.

Duro anche il commento di Sinistra Unita: “La nostra idea di scuola è lontanissima da quella che emerge da questo spaccato: l”educazione che pretendiamo venga data ai nostri figli anche con la collaborazione dell”istituzione scolastica è di uguaglianza e rispetto. All”insegnante e a chiunque in quell”istituto sia stato o sia vittima di violenza omofobica, verbale o d”altro genere, va la nostra solidarietà e la nostra disponibilità a raccoglierne le richieste di aiuto”. 

Potere al Popolo dal canto suo ha sottolineato il fatto che: “Purtroppo l’episodio non è isolato. E’ capitato in passato, e probabilmente capita ancora oggi, che si verificassero situazioni altrettanto inaccettabili nelle scuole imolesi: professori che esprimevano posizioni omofobe in classe, studenti con posizioni ultra-cattoliche e discriminatorie ecc. Perché – ci chiediamo – mancano nelle scuole lezioni dedicate all’educazione sessuale, al rispetto delle differenze, a una cultura di genere non più maschilista ed etero-normativa? Perché il problema viene sempre sollevato dopo, solo se mediaticamente rilevante, e non si va ad incedere sul problema nel suo livello più strutturale e generale?”. 

Taglio diverso per Giuseppina Roberta Brienza, candidata nella coalizione di centrosinistra con la lista Per Imola Futuro-Area Civica e già assessore alla Scuola a Imola nella Giunta Manca che ha tenuto a sottolineare la stima per la dirigente Vanna Monducci, perché “anche in un momento difficile la scuola ha saputo intervenire con decisione ed equilibrio insieme al consiglio di classe, al docente e alle famiglie dei ragazzi, in un’ottica di collaborazione educativa che deve porre sempre al centro la crescita degli studenti”.

Per finire il Popolo della Famiglia dal canto suo dichiara: “Non ci interessa sapere se quella persona sia stata offesa in quanto manifestasse certi orientamenti sessuali, avesse un certo colore di pelle ovvero professasse un certo credo, ovvero presentasse una qualche disabilità. Al centro c”è sempre e solo la persona e la sua dignità. Ogni tentativo di strizzare l”occhiolino mediatico a vicende come questa facendone un vessillo per certe battaglie socio – ideologico – culturali, e peggio ancora politiche, rappresenta una non meno bieca offesa alla dignità di quella persona”.

Foto dal sito Gaynews che ha pubblicato la lettera che ha fatto scoppiare il caso

Insultano il docente perché gay, solidarietà e sdegno con vari distinguo. I commenti
Cronaca 31 maggio 2018

Insultano il docente perché gay, I ragazzi sospesi sono 4. La preside: “Lavori socialmente utili per tutti'

Novità sulla vicenda degli insulti omofobi e delle scritte offensive sulla lavagna nei confronti di un docente del professionale Alberghetti di Imola. Ai primi due studenti già individuati e sospesi ieri nel pomeriggio, se ne sono aggiunti altri due in serata al termine del consiglio di istituto. A precisarlo è la preside, Vanna Monducci, che preferisce non entrare troppo nel dettaglio “ricordiamoci che si tratta di minori”, ma aggiunge “per tutti e quattro si conferma la sospensione dai 7 ai 14 giorni”. Ma i quattro non staranno a casa in panciolle, bensì sconteranno la pena “svolgendo dei lavori socialmente utili. Ora dobbiamo solo decidere con quale delle associazioni convenzionate con la scuola”. 

Oramai da tre anni l”Alberghetti ha delle convenzioni per questo tipo di attività con la Croce rossa, il convento dei frati Cappuccini e il Banco alimentare. L”Alberghetti, così come le altre scuole superiori del circondario imolese, sta utilizzando sempre più questa opportunità per cercare di educare chi ha commesso qualcosa di sbagliato. Recentemente proprio la dirigente scolastica Monducci aveva raccontato che, tra istituto tecnico e professionale, quest”anno c”erano stati una ventina di sospensioni su circa 1.700 alunni.

Forse entrare in contatto con queste realtà potrà aiutarli a prendere consapevolezza di quanto hanno fatto: “I ragazzini hanno capito la gravità dell”accaduto? Diciamo di sì – conclude laconica la preside -. Comunque sono contenta perché i rappresentanti di classe hanno ringraziato la scuola per l’attenzione avuta in questo caso spinoso”.

Da notare che gli studenti coinvolti nella vicenda sono quindi quattro come segnalava la lettera pubblicata su Gaynews.it ieri che ha fatto scoppiare il caso. (l.a.)   

Nella foto la preside Vanna Monducci

Insultano il docente perché gay, I ragazzi sospesi sono 4. La preside: “Lavori socialmente utili per tutti'

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