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Sport 17 maggio 2018

Giro d'Italia 2018, a Imola trionfa l'irlandese Sam Bennett della Bora Hansgrohe

Sam Bennett, irlandese della Bora Hansgrohe, si è aggiudicato la 12^ tappa del Giro d”Italia con arrivo a Imola, battendo sul traguardo posto all”interno dell”autodromo Enzo e Dino Ferrari l”olandese Danny Van Poppel (Team Lotto NL-Jumbo) e Niccolò Bonifazio (Team Bahrain-Merida).

La tappa è stata resa spettacolare dal maltempo che in avvicinamento all”unica asperità di giornata, ovvero la salita dei Tre Monti da percorrere una sola volta, ha visto il gruppo frazionarsi in più tronconi. Sulle rampe al 4% di media e 10% di pendenza massima della salita il gruppo è esploso e ci hanno pensato Mohoric e Betancur a movimentare gli ultimi chilometri, soprattutto in discesa dopo il Gpm. Dopo l”ingresso nel circuito alla Rivazza, però, il gruppo maglia rosa li ha ripresi e negli ultimi duecento metri, con una grande progressione, Sam Bennett ha raggiunto i fuggitivi, regolando tutti in volata e centrando così la seconda vittoria in questa edizione della Corsa Rosa. Niente da fare per il favorito alla vigilia e maglia ciclamino Elia Viviani che già prima di arrivare a Imola aveva perso contatto dal gruppo dei migliori.

In classifica generale è rimasto invariato con la maglia rosa sempre saldamente sulle spalle di Simon Yates (Mitchelton-Scott) che ha un vantaggio di 47 secondi su Tom Dumoulin (Team Sunweb) e 1 minuto e 4 secondi su Thibaut Pinot (Groupama-FDJ). Primo degli italiani Domenico Pozzovivo (Team Bahrain-Merida), quarto a 1 minuto e 18 secondi. 

r.s.

Nella foto (dalla pagina facebook ufficiale del Giro d”Italia): l”arrivo vittorioso di Sam Bennett a Imola

Giro d'Italia 2018, a Imola trionfa l'irlandese Sam Bennett della Bora Hansgrohe
Sport 16 maggio 2018

Giro d'Italia a Imola, il percorso della tappa che celebra i 50 anni dalla vittoria mondiale di Adorni

Il Giro d’Italia, una delle principali gare ciclistiche a tappe del mondo, ha preso il via lo scorso 4 maggio da Gerusalemme, in Israele. Quest’anno gli arrivi in salita sono otto, poi ci sono due cronometro, una decina di tappe adatte ad attaccanti e velocisti, oltre a un paio di tappe «trappola» che potrebbero riservare sorprese. La conclusione sarà domenica 27 maggio a Roma, dopo 21 giorni di gara, quasi 3.600 chilometri percorsi e ben 44 mila metri di dislivello.

La tappa di domani si concluderà a Imola, 214 km dopo la partenza da Osimo (An), prevista alle ore 12.15 e celebrerà la ricorrenza dei cinquant’anni dalla grande impresa di Vittorio Adorni, che sul circuito dei Tre Monti tagliò per primo il traguardo all’autodromo, divenendo campione del Mondo. La carovana risalirà le Marche, percorrendo l’Adriatica per i primi 130 km, seguiti da 60 km sempre dritti lungo la via Emilia. La tappa toccherà Pesaro, Cattolica, Riccione, Rimini, Santarcangelo di Romagna, Savignano sul Rubicone, Cesena, Forlimpopoli, Forlì, Faenza e Castel Bolognese. Un percorso totalmente pianeggiante prima dell’ingresso nel circuito finale dei Tre Monti, a Imola, con l’unico Gran premio della montagna della giornata a 7 chilometri dal traguardo, posto sul rettilineo d’arrivo dell’autodromo Enzo e Dino Ferrari. Arrivando da Castel Bolognese, i corridori imboccheranno via Gratusa tra le ore 16.30 e 16.55 (medie orarie di riferimento: 45 e 41 km/h). A quel punto, mancheranno 23 chilometri all’arrivo. Poco dopo, l’ingresso nel circuito finale di 15,3 km dei Tre Monti su via Bergullo e un passaggio dentro l’autodromo Enzo e Dino Ferrari (orario indicativo: 16.39-17.05), prima di uscire dalla variante alta (via Pediano) per andare a scalare i Tre Monti (passaggio al Gran premio della montagna previsto tra le 16.51 e le 17.19). Da lì, picchiata fino all’ultimo chilometro, che immette nell’ingresso della curva Rivazza a circa 850 metri dall’arrivo. Ultima curva a 650 metri e quindi l’arrivo sul rettilineo dell’autodromo, previsto tra le ore 17 e le 17.28. Una tappa che, sulla carta, non dovrebbe portare scossoni alla classifica generale del Giro d’Italia. L’unico Gran premio della montagna di quarta categoria potrebbe essere utilizzato come trampolino di lancio da un attaccante, con l’obiettivo di evitare il pronosticato arrivo allo sprint, tanto desiderato dai velocisti più attesi, tra cui anche il campione olimpico su pista Elia Viviani (Quick Step).

ma.ma.

L”articolo completo su «sabato sera» del 10 maggio.

Nella foto: il profilo altimetrico della Osimo-Imola, 12ª tappa del Giro d”Italia 2018

Giro d'Italia a Imola, il percorso della tappa che celebra i 50 anni dalla vittoria mondiale di Adorni
Sport 16 maggio 2018

Giro d'Italia a Imola, quando un evento sportivo è marketing territoriale. Intervista all'esperto di social media Alex Martucci

Alex Martucci da quattro anni si occupa della promozione del Giro d’Italia. Trentadue anni, capelli che non passano inosservati e un curriculum invidiabile per la sua età, è originario di Casalfiumanese («Puoi scrivere valsellustrese», ci tiene a precisare). Dopo il diploma al Paolini (corso programmatori), un anno di Economia aziendale all’università, poi due anni di lavoro in ambito marketing all’Autodromo Enzo e Dino Ferrari, durante i quali conosce persone che lo introducono al Mondiale rally in Sardegna. Nel 2010 iniziano le esperienze americane: un anno e mezzo a Houston per Msc Crociere, per il lancio negli Stati Uniti; poi due anni circa a Facebook, società che lo manda a Barcellona per l’apertura dell’ufficio spagnolo.

E a quel punto?

«Ricordo un colloquio di 4 ore con VF Corporation, azienda di abbigliamento statunitense conosciuta per il brand Vans: i recruiter mi ascoltavano, prendevano appunti, ma alla fine mi hanno reputato “overqualified” per quella posizione lavorativa. “Troppo qualificato”. In quel preciso momento ho capito che non avrei più dovuto lavorare da dipendente… E ho fondato la mia società, Curlad».

E da quattro anni segui le gare ciclistiche organizzate da Rcs Sport: Giro d’Italia e Abu Dhabi Tour. Esattamente di cosa ti occupi?

«Seguiamo la promozione pubblicitaria (advertising) digital e supportiamo Rcs nella definizione strategica della linea editoriale dei social media, tra cui Facebook, Twitter e Instagram».

Quanti collaboratori hai nella tua società?

«Possiamo parlare di una rete di una quindicina di professionisti».

E quanti lavorano nel team attivo per il Giro d’Italia?

«Per il Giro d’Italia il team è internazionale e comprende anche sei madrelingua: addirittura c’è la distinzione tra madrelingua spagnolo e colombiano, perché la lingua è leggermente differente. Bisogna infatti pensare che il Giro è uno degli eventi sportivi più seguiti al mondo e noi ci occupiamo dell’advertising in un mercato che raggiunge addirittura 46 Paesi nel mondo».

L’online consente di raggiungere mercati internazionali con meno difficoltà. Questo che obiettivi ti consente di avere?

«Io mi sento un pioniere, voglio fare cose che altri non fanno. Sono tornato in Italia perché sento di avere le competenze per poter contribuire allo sviluppo della tecnologia nel marketing sportivo e territoriale in un Paese come il nostro. Per avere le competenze giuste è fondamentale seguire i trend statunitensi. La tecnologia è come un’onda: o la surfi o ti travolge».

Nel nostro Paese siamo indietro?

«La cultura nazionale in ambito digital è molto scarsa, sia tra i privati che nelle aziende. Ne ho avuto evidenza tenendo vari corsi in Italia. Io dovrò tenere 5 lezioni a un master sul digital in Iowa: quando ti chiamano a insegnare queste materie in America è una grande soddisfazione perché vuol dire che sei sulla strada giusta».

E perché lavori con il Giro d’Italia? E, in generale, con ciclismo e motorsport?

«Ho sempre guardato Giro d’Italia e Formula 1 alla tv, da bambino. Per me sono icone. E poi mi piacciono le due anime: se il motorsport è l’avanguardia, per me il ciclismo è una delle tutele della nostra cultura. In Italia ce l’abbiamo nel dna ed è uno splendido strumento di marketing territoriale».

Cosa rappresenta la partenza del Giro da un Paese straniero?

«E’ promozione della nostra cultura e delle nostre eccellenze. Il Giro d’Italia è un brand molto conosciuto all’estero, promuove le nostre bellezze e spinge anche il turismo. Quando l’elicottero delle riprese televisive sorvola Praia a Mare, tu spettatore non vedi l’ora di andare lì in vacanza».

Giro d’Italia è…

«… Promozione dell’Italia attraverso la cultura. E mentre lo dico, l’esempio che mi viene in mente è quello dell’Abu Dhabi Tour».

Cioè?

«Jebel Hafeet è l’unica montagna dell’Emirato di Abu Dhabi. L’ultima delle cinque tappe dell’edizione 2018 terminava in cima all’unica montagna possibile. Dal punto di vista sportivo c’è poco da spiegare. Ma attraverso i media possiamo raccontare a tutto il mondo che Jebel Hafeet fa parte dei Siti culturali di Al Ain, l’unico sito patrimonio mondiale dell’umanità Unesco nell’Emirato di Abu Dhabi. E possiamo raccontare quanto sia importante Al Ain per la cultura di quel Paese, perché ad Al Ain è nato Zayed bin Sultan Al Nahyan, che era emiro di Abu Dhabi il 2 dicembre 1971, quando l’Emirato ottenne l’indipendenza dal Regno Unito e si unì, con gli altri Stati della Tregua, a formare gli Emirati Arabi Uniti, di cui fu anche primo presidente (fino alla morte nel 2004. Ndr). Con lo sport scopri aspetti storici e culturali con cui, forse, da semplice turista non entreresti in contatto. Vale per tutto il mondo: se vai in Sicilia e passi da Siracusa, ma non visiti Marzamemi, fai un crimine a te stesso. E chissà quante altre località che non avresti mai visitato puoi scoprire con il Giro d’Italia.  Lo sport, quindi, come strumento di promozione territoriale. E quale sport può riuscirci meglio del ciclismo? Seguendo per lavoro anche la Formula E, trovo che sia davvero fantastica l’opportunità di potersi godere la bellezza dei territori attraverso la mobilità sostenibile. Il ciclismo, in particolare, lo consente a tutti».

ma.ma.

Nella foto: Alex Martucci

Giro d'Italia a Imola, quando un evento sportivo è marketing territoriale. Intervista all'esperto di social media Alex Martucci
Sport 16 maggio 2018

Giro d'Italia a Imola, con l’arrivo della tappa in mostra la storia del ciclismo

La bici di Marco Pantani del 1998, il programma ufficiale del primo Giro ciclistico d’Italia svoltosi dal 13 al 30 maggio 1909 e l’Alfa Romeo 1900 super del 1955, ammiraglia della squadra Ghigi dal 1958 al 1962. Sono solo alcuni dei cimeli che compongono In Giro nella Collezione Pezzi, mostra che resterà allestita un giorno solo, ovvero domani, nella sala convegni Ayrton Senna dell’autodromo «Enzo e Dino Ferrari» di Imola, in occasione dell’arrivo in città della 12ª tappa del Giro d’Italia. «Si potranno ammirare alcuni degli oggetti e dei cimeli storici legati al ciclismo raccolti nella collezione voluta dalla Fondazione Luciano Pezzi per salvaguardare una parte importante della storia di quello che é il più popolare sport italiano», spiega Fausto Pezzi, figlio del compianto Luciano Pezzi. Ad introdurre la mostra sarà proprio l’Alfa Romeo 1900 super del 1955, utilizzata come ammiraglia della squadra Ghigi dal 1958 al 1962, che fu usata anche da Luciano Pezzi come direttore sportivo della Ghigi nelle stagioni 1960, 1961 e 1962. Da segnalare anche una borraccia in alluminio, sponsorizzata dalla Liebig, usata nel Tour de France negli anni ’40, le biciclette Bianchi squadra corse 1958 appartenute a Diego Ronchini ed a Luciano Pezzi. Un viaggio fra corridori emiliano romagnoli, Giro d’Italia e altre meraviglie in una mostra che durerà un giorno ma vale una vita di racconti e ricordi.

r.s.

Nella foto: Luciano Pezzi

Giro d'Italia a Imola, con l’arrivo della tappa in mostra la storia del ciclismo
Sport 11 maggio 2018

Giro d'Italia Imola, spinning domani in piazza Matteotti per chi ama il fisico in forma

Per tutti coloro che non vorranno rinunciare all’attività ?sica nemmeno al sabato sera, si svolgerà Pedaliamo in piazza. Dalle 20.30 alle 22.30, piazza Matteotti diventerà il teatro degli amanti della bicicletta indoor. Le palestre coinvolte sono cinque (O?cina do corpo ?tness welness, E.P. Jim associazione sportiva dilettantistica, Buenavida body ?tness dance, Young line center, Centro sportivo Ortignola), in collaborazione con Uisp.

Un centinaio le postazioni. Il ritmo verrà scandito da istruttori professionisti che proporranno proprio il percorso dei Tre Monti della tappa del Giro d’Italia. Saranno due i «ride», cioè i momenti di spinning, ciascuno della durata di circa 50 minuti. Il primo ride si terrà alle 20.30 e sarà condotto dagli istruttori Carla Morelli, Margherita De Lillo e Maria Enrica Cesena; il secondo ride si terrà alle 21.30 e sarà guidato dagli istruttori Edgard Serra, Ivo Medri e Roberto Fort.

La partecipazione è aperta a tutti. Sul sito del Comune e sulla pagina facebook aggiornamenti sull’iniziativa. Il costo per partecipare è di 15 euro compreso il kit dell’evento.

r.s.

Nella foto: spinning in piazza Matteotti

Giro d'Italia Imola, spinning domani in piazza Matteotti per chi ama il fisico in forma

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