Sport

Calcio, l'avventura in serie C di Alfonso Selleri (intervista)

Calcio, l'avventura in serie C di Alfonso Selleri (intervista)

Inutile girarci attorno, quando al tifoso medio del Romeo Galli dici «Ravenna», sono due i nomi che ti sentirai rispondere: il primo è certamente quello di Alfonso Selleri, il secondo è quello di Lelj, autore del pareggio last-minute che lo scorso anno costò di fatto la promozione in serie C all’Imolese.

Quella serie C nella quale sabato 10 febbraio è andato in onda un film diverso dal passato, più o meno recente: il Ravenna ha perso in casa con il Fano restando a bocca asciutta nei minuti di recupero in un match che, se vinto, avrebbe messo (probabilmente in maniera definitiva) Selleri ed i suoi compagni lontano dai guai.

E’ da lì che parte la chiacchierata con il centrocampista mancino imolese.

«Purtroppo contro il Fano ci sono state decisioni dell’arbitro (Gualtieri di Asti, nda) che hanno condizionato la nostra partita: ci siamo trovati in 10, il Fano ha inserito tutti gli attaccanti a disposizione, visto che se avessero perso si sarebbero trovati a 10 punti ed avremmo potuto pensare di salvarci senza i play-out».

Parliamo un po’ di serie C.

«E’ un’esperienza bella da vivere, il discorso è ben diverso rispetto alle vecchie C1 e C2: il nome sulla maglia, la maggiore visibilità che deriva dalle partite trasmesse su internet, la possibilità di affrontare giocatori come Pinzi che hanno 400 partite in serie A sono tutti ingredienti che sono stimolanti in un campionato molto difficile, nel quale il nostro punto di partenza ogni domenica è la forza del gruppo, il marchio di fabbrica che da novembre dell’anno scorso ci contraddistingue e che è necessaria per ottenere i risultati ed annullare il gap tecnico che possiamo subire confrontandoci con tante squadre del nostro girone».

Un girone nel quale, inevitabile non pensarci, se Lelj non avesse mandato il pallone a sbattere su Bettati prima di infilarsi nella porta «lato Tamburello», avrebbe visto in campo quell’Imolese che invece, anche l’anno prossimo (salvo miracoli) sarà in D visto che quest’anno c’è un Rimini davanti a tutti.

Dici Rimini e non si può non pensare a Buonaventura, grande amico di Selleri e suo compagno a Imola nella stagione 2014/15.

«Il Rimini è un po’ come il Ravenna dello scorso anno, anche se rispetto a noi hanno trovato la quadratura da subito, mostrando una grande solidità: non pensavo dominassero così il campionato, anche loro hanno un gruppo veramente forte nel quale Alex sta mostrando quello che vale. Lui in serie D ci sta tranquillamente, ha accusato qualche alto e basso in passato ma adesso, in un ambiente che lo stimola, lo fa sentire importante ed al centro del progetto, dimostra le sue qualità. Quando era a Imola il discorso era diverso: non eravamo ancora una squadra pronta per fare qualcosa di importante, ma con il senno di poi tanti giocatori che sono passati dall’Imolese in questi anni potrebbero starci ancora adesso nella squadra attuale».

Un paragone fra Ferretti e Buonaventura?

«Sono due giocatori che potrebbero tranquillamente giocare assieme, visto che Alex dà ottima profondità al gioco e si muove molto, mentre Ferretti, al di là del rigore sbagliato con il Romagna Centro, nel quale secondo me ha sentito il peso della responsabilità, è un attaccante da 20 reti ogni anno, quindi non si discute. Stiamo parlando di due punte molto forti, con i quali è stato un piacere giocare».

Un confronto fra l’Imolese di oggi e quella dello scorso anno?

«La sensazione dal campo lo scorso anno era quella di affrontare una squadra organizzatissima, cosa che nell’Imolese attuale, ma qui parlo ovviamente solo avendola vista dalla tribuna, sembra esserci un po’ meno. Il problema è che quella attuale subisce troppi gol, così non puoi andare da nessuna parte: a volte può essere un problema di comunicazione in campo, una chiamata in ritardo o fatta male che può portare ad un gol subìto».

Quale può essere stato il problema principale?

«L’Imolese di sicuro sconta il cambio di allenatore estivo. Gli 11 punti di distacco sono tanti, mai dire mai, ma è davvero difficile pensare ad un Rimini che perda tutti gli scontri diretti e che si pianti improvvisamente. Il segreto per vincere sta nel gruppo e nella serenità che ci deve essere in tutto l’ambiente attorno alla squadra. Queste sono le componenti che noi trovammo lo scorso anno da novembre e che il Rimini ha probabilmente trovato subito».

a.m.

Nella foto: Selleri e Buonaventura

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Seguici su Facebook

ABBONATI AL SABATO SERA

Font Resize
Contrast