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Il mondiale Superbike a Misano è anche… diversamente disabile

Il mondiale Superbike a Misano è anche… diversamente disabile

Fra i tanti appuntamenti 100% passione moto andati in scena sul circuito di Misano in occasione del mondiale Superbike ve n’era uno, per la prima volta in Italia, che ha stupito chi sapeva cosa avrebbe visto e soprattutto chi non aveva idea del grande regalo carico di significato di sport e vita.

 

 

 

 

 

A Misano è infatti andata in scena la seconda tappa della International Bridgestone Handy Race, gara riservata a piloti diversamente abili (o Diversamente Disabili, come l’associazione italiana che promuove il campionato) portatori di varie disabilità, da amputazioni agli arti alla necessità di sedia a rotelle. Nulla, comunque, che fermi la passione e la competitività dei ventidue centauri provenienti da Italia, Francia, Belgio, Spagna, Repubblica Ceca, Austria e Inghilterra scesi in pista a Misano dopo la prima gara del campionato durante la MotoGP di Le Mans. Il prossimo appuntamento, il terzo ed ultimo, sarà invece il 28 settembre all’interno del programma della Superbike a Magny Cours.

 

 

 

Diversamente abili ma non diversamente motociclisti. Certo, alcuni devono essere sostenuti in partenza e presi all’arrivo, c’è chi deve essere posizionato a mano sulla moto, ma poi quando partono spariscono le disabilità e le differenze, danno gas e volano come tutti motociclisti, più veloci di molti piloti. Ed emozionano, tanto: le famiglie, gli amici, gli altri piloti, i meccanici, i tecnici, il pubblico. Pubblico che, numeroso nonostante l’evacuazione post-Superbike, ha assistito alla gara pur senza, purtroppo, potersi affidare alla cronaca televisiva perchè il servizio immagini era già stato spento. La radiocronaca dello speaker Boris Casadio ha accompagnato la gara affidandosi agli intertempi. La premiazione si è svolta poi nel podio del Paddock Show (o meglio, sotto, per ovvi motivi), fra gli applausi delle persone rimaste per premiare tanta passione.

 

 

Una passione vera e nobile, quella del motociclismo paralimpico (così come di altri sport paralimpici) che trasmette, oltre alla pura passione sportiva, il significato che la vita vince su ogni difficoltà.

 

 

 

 

 

 

 

mi.mo

Foto: Massimiliano Monti

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