Cronaca

Quando Imola dei matti divenne una città umana, le iniziative a 25 anni dalla chiusura del manicomio dell’Osservanza

Quando Imola dei matti divenne una città umana, le iniziative a 25 anni dalla chiusura del manicomio dell’Osservanza

Imola città dei matti. Da 25 anni però non è più la città dei manicomi. Nel 1996 veniva infatti chiuso definitivamente l’ultimo manicomio, l’Osservanza. Questo luogo, così bello e così tragico, ha un valore simbolico e continua a segnare la vita della comunità.

Il 25° della chiusura del manicomio Osservanza è l’occasione per un incontro pubblico, martedì 7 dicembre al centro sociale La Stalla, e per un Consiglio comunale straordinario, giovedì 9. La prima iniziativa è promossa dalla presidenza del Consiglio comunale in collaborazione con l’associazione «E Pas e Temp» e con il centro sociale La Stalla che la ospita (via Serraglio, 20B) domani, martedì 7 dicembre, alle ore 20.15. Il sindaco di Imola, Marco Panieri, e il presidente del Consiglio comunale, Roberto Visani, apriranno la serata dal titolo «1996-2021. Per non dimenticare. Venticinque anni fa la chiusura dell’Osservanza. La grande storia dei manicomi imolesi», tema che sarà affrontato da Valter Galavotti che, avvalendosi di documenti, video e fotografie, ripercorrerà il lungo viaggio dei manicomi imolesi dalla segregazione alla liberazione dopo la riforma Basaglia.

Galavotti, ex assessore alla Cultura a Imola, negli ultimi anni si è fortemente impegnato nel campo della salute mentale, sia con «E Pas e Temp» sia a livello regionale con l’Unione regionale associazioni della salute mentale (Urasam) e ha studiato con particolare attenzione la storia manicomiale italiana e imolese. (r.cr.)

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Nella foto: il 21 settembre 1997 la festa «Il sale e gli alberi» vide sfilare molte persone per celebrare la chiusura del manicomio Osservanza

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