Economia

Tartufo patrimonio dell’Unesco, i commenti di tartufai e allevatori di lagotti da Mordano alla valle del Santerno

Tartufo patrimonio dell’Unesco, i commenti di tartufai e allevatori di lagotti da Mordano alla valle del Santerno

Il tartufo made in Italy è ufficialmente patrimonio culturale immateriale dell’umanità. La decisione è stata comunicata dall’Unesco dopo un iter avviato otto anni fa da un’istanza delle associazioni dei tartufai, 70 mila addetti e 14 regioni coinvolte, ai ministeri della Cultura e dell’Agricoltura e dalla successiva presentazione della candidatura da parte della Farnesina nel marzo 2020. Tra le associazioni legate alla Fnati, Federazione nazionale associazioni tartufai italiani, c’è anche Il Tartufo di Bologna, che conta circa 200 iscritti: 45 di questi sono residenti a Imola e a Castel San Pietro. «Da tanti anni aspettavamo questo riconoscimento – dice Dino Degli Esposti, presidente della realtà bolognese -. È importante per la salvaguardia di una tradizione e di un sport libero che, però, può anche essere un mestiere». (lo.mi.)

I commenti di cercatori e allevatori di lagotti, da Mordano alla vallata del Santerno, su «sabato sera» del 13 gennaio.

Nella foto: tartufi; Dino Degli Esposti, presidente dell’associazione Il tartufo di Bologna

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