Il mistero dei lavori nell’area verde col “buco” in via della Resistenza: diventerà un parco con la terra del lungofiume
Qualche lettore residente in zona aveva chiesto lumi per l’improvvisa comparsa di reti arancio da cantiere a chiudere l’area verde tra via Resistenza e l’area sgambatura cani a Imola; da ieri anche una serie di camion stanno versando terra nell’attuale «buco» presente con prato e alberi di cachi.
La risposta alle perplessità è arrivata oggi dal Comune. «Sono iniziati i lavori di riempimento dell’area verde Teresa Gullace con la terra derivante dall’intervento di messa in sicurezza e mitigazione del rischio idraulico del Parco Lungofiume – spiegano -. Questo intervento, progettato per riutilizzare circa 10.000 metri cubi di terreno vegetale di scavo caratterizzato e idoneo a questo utilizzo, si pone l’obiettivo di portare l’area verde alla quota dei percorsi pedonali che la contornano e dare un parco ancora più accessibile e fruibile». In sostanza il «buco» verrà chiuso con la terra derivata dalla risagomatura del Santerno in corso da mesi lungo via Graziadei.
Ezio Roi, consigliere comunale eletto con i 5Stelle – oggi alla guida di Uniti Possiamo – ha inviato una nota in cui stigmatizza la «devastazione» dell’area e il mancato avviso dei lavori. «Sul lato verso la via della Resistenza – rilanciano dal Comune – sarà piantato un filare alberato così da dare ombra al percorso pedonale lungo la via della Resistenza e un filtro verde verso le case e altre più interne all’area verde per dare ombra a chi la frequenterà. E’ in corso una progettazione dedicata delle sistemazioni a verde con l’obiettivo di mettere a dimora le nuove alberature entro febbraio, sfruttando così la stagione più idonea per questa operazione».
Il filare di cachi che si trova nella parte centrale dell’area saraà rimosso in quanto collocato nella parte più bassa e la recinzione di cantiere sarà mantenuta anche dopo la semina in modo che l’erba abbia modo di crescere prima di consentire l’accesso alle persone.
red.cr.
Il disegno di come cambierà l’area (immagine dal Comune) e i camion con la terra (immagine Unit Possiamo)