Scuole,
Cronaca
14 Gennaio 2026

Scuole, la Regione: “Parametri rispettati”, ma il Governo commissaria. Cgil lancia l’allarme: Castel San Pietro a rischio accorpamento

Il Consiglio dei Ministri ha commissariato Toscana, Emilia-Romagna, Umbria e Sardegna, perché non hanno approvato i piani del dimensionamento scolastico. Il ministero dell’Istruzione ha motivato la decisione sostenendo che si tratta di una delle riforme previste dal Pnrr per adeguare la rete scolastica alla popolazione studentesca e non comporterebbe la chiusura di plessi (sono però previsti accorpamenti con soppressione di presidenze e segreterie). Secondo le Regioni commissariate, tutte di centrosinistra, si tratta di tagli all’istruzione pubblica. Inoltre il presidente dell’Emilia-Romagna, Michele de Pascale, e l’assessora alla Scuola, Isabella Conti, sostengono che nella nostra regione «siamo molto più virtuosi rispetto ai parametri nazionali – precisano – a fronte di un obiettivo di 938 studenti per scuola, in Emilia-Romagna siamo a 994. I numeri direbbero che dovremmo avere più dirigenti scolastici, non meno».

Per quanto riguarda il nostro territorio, in ballo c’è l’accorpamento a Castel San Pietro tra la Direzione didattica e l’Istituto comprensivo. Un’ipotesi sulla quale il sindacato Flc Cgil di Imola ha già lanciato l’allarme in ottobre e ora “esprime forte preoccupazione e chiede al Comune, al Circondario Imolese, ai presidenti dei Consigli di istituto, alle famiglie e agli studenti di prendere posizione contro una scelta che rischia di compromettere ulteriormente la qualità della scuola pubblica territoriale”. “A Castel San Pietro – precisa il sindacato – operano oggi due Istituti con circa 700 iscritti ciascuno, quindi entrambi pienamente legittimati a mantenere la propria autonomia. Non vi è quindi alcuna ragione oggettiva per procedere all’unificazione. Scuole di dimensioni così grandi – aggiungono – diventano inevitabilmente più burocratiche, rendendo più difficile mantenere relazioni efficaci e costanti tra scuola, studenti e famiglie. A tutto questo si aggiunge una criticità sul fronte del personale amministrativo e dei collaboratori scolastici, il cui numero non verrebbe aumentato, nonostante l’enorme crescita della complessità gestionale” con ricadute inevitabili sull’organizzazione, i servizi e la qualità dell’offerta formativa. “Anche dirigenti e docenti sarebbero penalizzati, con una gestione più complessa e possibili assegnazioni in altre sedi”.

Ora sarà il commissario imposto dal Governo  – cioè il dirigente regionale – ad occuparsi della materia (da notare che il commissariamento riguarda solo la competenza tecnica sul dimensionamento).

 

red.cr.

Nella foto la sede della Direzione didattica di Castel San Pietro in viale Terme

© riproduzione riservata

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


Massimo 1000 numero di caratteri ancora disponibili