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5 Marzo 2026

#MOTORI&DINTORNI – «Il Drago» Munari ci ha lasciato, Racing Bulls speriamo rimanga

Faenza chiama, Formula Uno risponde. Mentre tra il Sillaro e il Santerno le quattro ruote restano una mera questione politica e di attesa, quindici chilometri più a est si è parlato di motorsport per quello che è con l’iniziativa «Racing Bulls Talks» dedicata interamente alla scuderia Visa Cash App Racing Bulls
Un teatro Masini pieno, tanta gente a fotografare le monoposto e molto interesse per una realtà che ormai è sempre più immersa nella realtà industriale faentina e speriamo ci rimanga per tanto tempo.

La percezione, quando Paul Stoddard vendette l’azienda alla Red Bull Racing (2015), era forse di un progressivo allontanamento tra la comunità locale e la squadra, ma onestamente in questi anni la distanza è molto diminuita, anche perché la bibita del Toro dei soldi ne ha investiti facendo diventare la zona industriale di Faenza un pezzo della vera Motorvalley, quella inglese che gravita alla pista di Silverstone dove hanno sede Red Bull, McLaren, Amg Mercedes ed altre.
Bene così, e chissà che un giorno sulle vetture anglo-faentine non troveremo un Visit Romagna bello in grande, o simili. E non possiamo nemmeno fare a meno di pensare all’intenzione dello stesso Enzo Ferrari di stabilire una sede costruttiva ad Imola: vedremo di trovare prima o poi qualcosa di concreto sull’argomento.

Sandro Munari ci ha lasciato. È venuto a mancare all’età di 85 anni, detto Il Drago e simbolo dei piloti di rally italiani. Malato da tempo, era originario di Cavarzere (Venezia), ma da anni abitava a Bologna. E sapete perché? Sandro fu uno dei fondatori del primo Motor Show e quindi scelse di restare.
Alla guida della Lancia Stratos (una delle vetture più iconiche della produzione italiana, sebbene questo venga riconosciuto di più all’estero) vinse il mondiale nel 1977, l’allora Coppa Fia. Apprezzato anche dalla Ferrari che lo schierò principalmente nella Targa Florio, siamo però sicuri che la gioia più grande per questo pilota molto riservato sia un’altra. Alla fine del 1971 la Lancia annunciò ai sindacati che vi erano 6500 esuberi in quanto la linea della Fulvia doveva essere interrotta per mancanza di ordini; nel 1972 Munari, col fido Mario Mannucci, vinse il Rally di Montecarlo (primo successo di quattro): grazie a quel trionfo fioccarono gli ordinativi e la linea di montaggio ripartì. Ciao Drago, derapa anche in cielo!

(nelle cuffie «All around the world» di Lista Stansfield, 1989)

Massimiliano Regazzi

Foto dalla pagina Facebook di Massimo Isola, sindaco di Faenza

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