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Cronaca
28 Marzo 2026

“La montagna nel Dna”, la marcia dei Comuni della vallata del Santerno traditi dalla legge Calderoli

“La valle del Santerno è penalizzata e tradita”. E’ il sentimento che ha motivato la marcia simbolica ma non troppo di questa mattina lanciata da Casalfiumanes,e Borgo Tossignano e Fontanelice per far sentire la voce delle tre comunità, escluse dal perimetro dei comuni montani in base ai parametri della nuova legge Calderoli (la 131 del 12 settembre 2025). Un declassamento che significa meno risorse con un impatto pesante sui servizi e il mantenimento di comunità che si fatica a pensare non montane (vedi Sassoleone).
“La montagna nel Dna: radici forti sguardi alti” gli slogan dello striscione portato dai tre primi cittadini, Beatrice Poli (Casale), Mauro Ghini (Borgo) e Gabriele Meluzzi (Fontanelice) sostenuti e accompagnati anche dal collega di Castel del Rio Alberto Baldazzi (l’unico dei 4 comuni della vallata ad essersi salvato dalla scure ministeriale) e dagli altri Comuni del circondario, Imola, Mordano, Castel Guelfo, Castel San Pietro, Medicina. “La classificazione montana o il riconoscimento dei suoi benefici – commenta via social Meluzzi – ha rappresentato il presupposto giuridico su cui si è costruita un’intera architettura di politiche pubbliche: dalla programmazione scolastica alla pianificazione sanitaria, dagli interventi di difesa del suolo alle politiche di coesione territoriale. Cancellarla oggi, sulla base di parametri esclusivamente fisici e senza alcuna fase transitoria, equivale a recidere in un sol colpo il legame tra questi territori e il sistema di tutele che ne ha garantito la sopravvivenza”.
red.cr.
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Foto Isolapress

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