#ANGELOCÈ – La gomma dà, la gomma leva: il finale ha una terza variabile
Nel motociclismo di gomme si cominciò a discutere nel 1974, quando Kenny Roberts, coraggiosamente ingaggiato da Checco Costa, sbarcò a Imola per la 200 Miglia portando con sé pneumatici Goodyear slick, cioè senza scanalature e mai visti qui. Una scelta rivoluzionaria che non gli evitò la sconfitta da parte del nostro Agostini (stessa moto con Dunlop tradizionali), ma che aprì la strada all’era delle gomme lisce, come le odierne e che da oltre 50 anni sono protagoniste in positivo o in negativo delle corse. L’altalenante supremazia di Aprilia e Ducati fi n qui è stata in gran parte determinata dal grip sui diversi asfalti. Domenica a Zeltweg, come già in Brasile e a Silverstone, la medesima carcassa Michelin si è rivelata più congeniale alla marca di Noale rispetto alla Desmosedici di Borgo Panigale. A pagarne le conseguenze è stato Marc Marquez, la migliore Ducati, che non è andato oltre il 5° posto sia nel Gp, vinto da Acosta, che nella Sprint, dove ha trionfato Martin, che ora guida di nuovo la classifica con 12 punti su Marc. Ad Aragon e Misano, cioè nelle ultime due gare precedenti, a pagare lo scotto erano stati i piloti Aprilia. C’è da scommettere che nelle ultime 7 corse le gomme si riveleranno decisive, aldilà dell’abilità di piloti e moto.
Angelo Dal Pozzo
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