Casa: pubblico e privato cercano soluzioni per i lavoratori. Il Protocollo
Emergenza casa, qualcosa si muove nel circondario imolese. Martedì è stato firmato un Protocollo d’intesa triennale che mette nero su bianco le strategie individuate per potenziare l’offerta nei dieci comuni per attrarre figure strategiche per l’economia, puntando su rigenerazione urbana e recupero edilizio, senza consumare suolo.
Enti, Città metropolitana, le sigle imprenditoriali e dell’abitare
Sul testo le firme di Circondario imolese, Città metropolitana, sigle imprenditoriali (Assimprese, Cia, Cna, Coldiretti, Ascom, Confcooperative, Confesercenti, Confindustria, Legacoop) e associazioni dell’abitare (Asppi, Confabitare, Sunia). Così la parte pubblica, locale e metropolitana, si impegna ad attivare un tavolo permanente sull’abitare, il censimento degli immobili sfitti (pubblici e privati), regolamenti per il riuso di stabili dismessi e fondi di garanzia regionali contro morosità o danni. Si aggiunge il supporto tecnico di Invest in Bologna per intercettare capitali privati.
Le sigle economiche e dell’abitare avranno un ruolo cruciale nel raccordo con i privati, proponendo agevolazioni fiscali e soluzioni abitative temporanee per lavoratori. L’accordo impone di nominare i referenti entro 15 giorni.
Le richieste lanciate dalle pagine di «sabato sera»
Alcuni degli elementi vanno incontro alle richieste e alle proposte lanciate sulle pagine di sabato sera nelle scorse settimane da Daniele Montroni di Legacoop Emilia-Romagna, Giorgia Giampietro dell’Asppi e Francesco Rienzi del Sunia. La carenza di alloggi accessibili è fattore strategico dello sviluppo per attrarre nuove competenze e professionalità, ma trovare casa è un problema generale anche per chi sul territorio ci vive e si trova con un affitto raddoppiato o l’impossibilità di accedere ad un mutuo quando il potere d’acquisto di salari e pensioni è eroso da inflazione e costo della vita in aumento.
al.te.
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