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Cronaca 1 Ottobre 2020

OltrApe, il tour di Radioimmaginaria raccontato dalla speaker medicinese Noemi Sassatelli

Sottoposti a nuovi metodi di insegnamento, divisi dal proprio gruppo di amici in un’età in cui l’amicizia è tutto e spesso accusati di sottovalutare e trascurare le norme di sicurezza anti-Covid, si tende spesso a parlare di giovani e troppo poco spesso ad ascoltarne il punto di vista. Fortunatamente capita che qualche voce trepidante di farsi sentire riesca a coinvolgere anche i coetanei più timorosi in attività e dibattiti estremamente attuali dando vita a vere e proprie istituzioni.

Questo è ciò che hanno fatto i ragazzi di Radioimmaginaria, la web radio degli adolescenti nata a Castel Guelfo una decina di anni fa e che ora conta diverse sedi sparse per l’Italia, tra cui anche Castel San Pietro e Medicina. Oltre alla fantasia, i giovani speaker hanno dimostrato di possedere anche una forte concretezza.

Tra loro c’è Noemi Sassatelli, una ventenne proveniente da Medicina ormai veterana del gruppo grazie alle numerose emissioni radiofoniche che continua a collezionare dalla tenera età di dodici anni. Noemi ci racconta con passione l’avventura che ha colorato l’estate di molti di loro: un tour dell’Emilia Romagna «OltrApe», a bordo appunto dell’Aperadio, una versione speciale del classico mezzo anni Settanta precedentemente modificato e trasformato in una stazione radiofonica su ruote.

«Ognuno di noi è tornato a casa arricchito rispetto alla partenza perché non si è trattato solo di conoscere altre persone, ma è stato un vero e proprio percorso di crescita personale» dice Noemi. (gi.so.)

Il racconto di Noemi è su «sabato sera» dell”1 ottobre.

Nella foto: Noemi Sassatelli con un altro speaker di Radioimmaginaria a bordo dell”Aperadio

OltrApe, il tour di Radioimmaginaria raccontato dalla speaker medicinese Noemi Sassatelli
Cultura e Spettacoli 7 Giugno 2019

Weekend finale per «Imola in musica», arrivano Noemi e i Break Free che omaggiano i Queen

Weekend clou e finale per Imola in musica, la manifestazione giunta alla ventiquattresima edizione che porta in città un caleidoscopio di suoni, dal rock al pop, dal blues al folk, dall’etnica alla classica. Organizzato dal Comune di Imola, il festival offre un ricco programma di eventi che porta a scoprire la città con un punto di vista inusuale.Tra le tante iniziative in cartellone, non si può non segnalare il concerto centrale, quello di sabato 8 giugno in piazza Matteotti dove, alle 22, salirà sul palco Noemi con il suo Blues&Love Summer tour. Stessa piazza, la sera dopo, per i Break Free, tribute band dei Queen, che proporranno un grande show dedicato al gruppo cult fondato da Freddie Mercury.Tra gli appuntamenti, spiccano quelli con protagonisti artisti imolesi, come  «Imola in Danza, una città che balla» che venerdì 7 giugno in piazza Gramsci dalle ore 20.30 porta in scena diverse scuole di danza imolesi sotto la direzione artistica di Cinzia Ravaglia. Sempre venerdì 7 giugno i Canterini e Danzerini Imolesi saranno in piazza Matteotti alle 21 per lo spettacolo «Folclore che Passione!», mentre in piazza Medaglie d’oro (ore 21) ci saranno i Five To Ten guidati dalla bravissima interprete imolese Silvia De Santis con lo «Stupid Now Tour». Un’altra talentuosa cantante imolese, Lisa Manara, sarà protagonista in due occasioni: sabato durante la finale di Gocce di musica per la solidarietà dove farà da ideale madrina per i giovani musicisti e cantanti che si sfidano nella finale del contest in scena dalle 21 in piazza Gramsci, e domenica dalle 19 alla galleria Tales of Art per il finissage della mostra Unstolen. In primo piano anche gli studenti e gli insegnanti della Nuova scuola comunale di musica Vassura Baroncini che si esibiranno, ad esempio, sabato 8 giugno alle 17 nella Farmacia comunale dell’Ospedale. Davvero impossibile elencare tutti gli eventi, compresi quelli dei buskers che animeranno angoli e scorci inaspettati, a riprova che il bello della manifestazione è proprio la possibilità di curiosare tra vie e piazze alla ricerca del suono magico, quello che cattura l’emozione di ognuno. (r.c.)

Nella foto, di Isolapress, un”esibizione dell”edizione 2018 di «Imola in musica»

Weekend finale per «Imola in musica», arrivano Noemi e i Break Free che omaggiano i Queen
Cultura e Spettacoli 16 Maggio 2019

Elio, Noemi, concerto all'alba, buskers, scuole e associazioni: «Imola in musica» sta per tornare

Imola in musica torna per la sua ventiquattresima edizione e si allunga, coprendo ben tre weekend: dal 24 maggio al 9 giugno la città torna così a riempirsi di suoni rock, jazz, blues, classici, indie, folk, pop, etnici, sacri, secondo quella caratteristica che da sempre ha il festival di proporre appuntamenti diversi per genere in vari luoghi di Imola.. La manifestazione offre l’occasione di scoprire la città inseguendo i concerti. Sarà anche per questo che ha ottenuto nuovamente l’importante riconoscimento europeo di Effe (Europe for Festivals, Festivals for Europe), la rete che raggruppa 1188 tra i migliori festival culturali europei. Organizzato dal Comune, il festival ha anche il patrocinio della Regione Emilia Romagna e della Città Metropolitana e prevede tutti eventi ad ingresso gratuito.

Ma quali sono gli eventi? Si comincia subito con un grosso nome in cartellone: venerdì 24 maggio al teatro Stignani alle 21 Elio si esibirà nel concerto di beneficenza L’Opera da tre soldi e altre storie, con l’Innocenzo da Imola Ensemble, in un evento a cura di Emilia Romagna Festival, in collaborazione con Comune di Imola, scuola secondaria di I grado Innocenzo da Imola e Fondazione Cassa di risparmio di Imola, il cui ricavato sarà devoluto a favore di Unicef, Croce Rossa di Imola, Fondazione per la ricerca sulla fibrosi cistica Imola, Oratorio San Giacomo di Imola. Dall’inizio alla fine: a chiudere la rassegna sarà Break Free, cover band dei Queen che si esibirà in piazza Matteotti domenica 9 giugno alle 21.30. Stesso luogo, la sera prima, per Noemi.

Tra gli artisti che si esibiranno, tanti sono gli imolesi, come Morgana, Bellaprika, Lisa Manara e Five to ten, e tante le scuole e le associazioni di casa, così come gli esercizi pubblici che proporranno musica. Ci saranno anche ventisette buskers, nuove location come il prato della Rocca e ritornerà anche il concerto all”alba al parco Tozzoni (2 giugno), appuntamento molto amato.

Nella foto il concerto all”alba del 2018 (Isolapress)

Elio, Noemi, concerto all'alba, buskers, scuole e associazioni: «Imola in musica» sta per tornare
Cronaca 28 Ottobre 2018

La testimonianza di Noemi Dalmonte sul medico Denis Mukwege, premio Nobel per la pace 2018

Una domenica mattina di agosto di nove anni fa un collega del Comitato internazionale della Croce Rossa bussò alla mia porta con Malaika tra le braccia, febbricitante e con degli occhi vitrei che ricorderò tutta la vita. Tre mesi prima Malaika aveva avuto la sfortuna di coltivare la terra in una zona molto prossima a combattimenti tra l’esercito congolese e i ribelli Mai Mai. Il marito la ritrovò nuda e quasi in fin di vita nel campo e la portò in un ambulatorio.

Le settimane passavano e Malaika non guariva. Il marito la prese in spalla sino alla Croce Rossa. E fu così che Malaika arrivò a Minembwe, un villaggio negli altopiani del Sud Kivu in Repubblica Democratica del Congo, dove vivevo e lavoravo da marzo ad un programma di lotta contro la violenza di genere per un’organizzazione non governativa. Insieme ad una collega la presi tra le braccia e la portai all’ospedale che appoggiavamo con supporto tecnico e finanziario. Malaika aveva una fistola retto vaginale e una grave infezione; era a rischio di setticemia quando la visitarono. Mi tenne la mano per ore chiedendomi di non lasciarla.

Grazie alle Nazioni Unite riuscii ad evacuarla a Bukavu, all’ospedale di Panzi, in meno di 24 ore. Quando Malaika salì su quell’elicottero dell’Onu era ancora viva e stava per arrivare da quel dottore che «riparava le donne». Ero certa che ce l’avrebbe fatta. Ma Malaika non ce la fece. Così conobbi, per telefono, il dottor Denis Mukwege. Prese il tempo di chiamarmi per annunciarmi il decesso. L’aveva operata non appena arrivata in clinica ma lei non aveva superato la notte.

Mi disse che quello stupro collettivo, estremamente violento, con kalashnikov e pezzi di legno non le aveva distrutto l’apparato riproduttivo, lui aveva tentato di ripararlo con un discreto successo operatorio ma l’infezione era troppo avanzata e c’era persino l’Aids. L’operazione quella volta non fece miracoli. Ma Mukwege ha curato migliaia di Malaika nei suoi vent’anni di servizio a Panzi, l’ospedale di Bukavu, che fondò nel 1999 grazie alla generosità di una missione protestante svedese. Molte ce la fanno, alcune no.

Il 5 ottobre gli è stato conferito il premio Nobel per la Pace 2018 in riconoscimento della sua dedizione e coraggio nel continuare a curare le vittime della guerra congolese e nel continuare a far parlare di quello che succede nel Paese africano.E’ passato quasi un decennio dal giorno in cui ho preso Malaika tra le braccia; io ho continuato a lavorare nelle crisi umanitarie e dal 2016 sono di nuovo in Repubblica Democratica del Congo a dirigere dalla capitale Kinshasa il programma di lotta alla violenza di genere per il Fondo delle Nazioni Unite per la Popolazione (Unfpa), l’agenzia dell’Onu per i diritti sessuali e riproduttivi.

La situazione nel Paese non è cambiata molto dal 2009, ma in Occidente se ne parla sempre di meno, influenzati da una certa stanchezza per questa guerra che sembra senza soluzioni. Nell’est si può dire che perdura dal genocidio in Ruanda del 1994, ma è nel 2017 che il paese ha vissuto la più grave crisi umanitaria della sua storia. Oggi si stima che 13 milioni di persone ne siano toccate e 10,5 milioni hanno bisogno di assistenza. Una crisi seconda sola a quella di Yemen e Siria, con cifre negate dal governo che non facilita la gestione degli aiuti.

Durante la Conferenza dei donatori sulla situazione umanitaria in Repubblica Democratica del Congo ho chiesto agli stati membri delle Nazioni Unite 68 milioni di dollari per quest’anno, ma ad ottobre inoltrato il bilancio è che ne abbiamo meno di un terzo. In Congo, ogni anno si assistono circa 20.000 casi di violenza di genere di cui il 60% circa sono stupri e tra questi una cifra che oscilla tra il 60% e il 10%, secondo le zone, sono stupri di guerra. Una delle peggiori conseguenze mediche sono le fistole, una fessura o lacerazione della parete vaginale o anale che causa perdite di feci e urine continue e di varie entità. E’ chiamata nei villaggi «la malattia della vergogna», perché chi ne soffre è fortemente stigmatizzata, si isola, si nasconde.

In realtà le fistole sono una conseguenza molto più frequente delle gravidanze precoci più che degli stupri. Unfpa stima che circa il 9% delle fistole curate in Congo siano causate da uno stupro, sembra una piccola percentuale ma indica un numero molto grande di persone. Mukwege l’ho ritrovato alla testa dell’ospedale di Panzi a Bukavu. Continua ad offrire servizi ginecologici e di ostetricia sempre migliori ed un eccellente programma di cura delle violenze sessuali. Alterna il lavoro da medico con quello di testimone della tragedia delle donne congolesi in giro per il mondo. (No. Da.)

L”intero articolo è su «sabato sera» del 18 ottobre

Nella foto tratta dal blog di Noemi Dalmonte Tappingdiotima il dottor Denis Mukwege

La testimonianza di Noemi Dalmonte sul medico Denis Mukwege, premio Nobel per la pace 2018
Cronaca 9 Febbraio 2021

Giorno del Ricordo, le iniziative in memoria delle vittime delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata

Domani, mercoledì 10 febbraio, si celebra il Giorno del Ricordo, istituito per conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale, introdotto dalla legge 92/2004. Varie le iniziative organizzate dai Comuni del nostro territorio.

A Imola alle ore 15 ci sarà la deposizione di una corona nell’area verde intitolata ai Martiri delle Foibe e dell’esodo giuliano-dalmata (area ex Limonaia; incrocio vie Manzoni/Alfieri). Successivamente, alle ore 16,30 si terrà la seduta del Consiglio comunale, che nella prima parte sarà dedicato a celebrare il Giorno del Ricordo. Il programma prevede gli interventi del sindaco Marco Panieri e del presidente del Consiglio comunale, Roberto Visani, la proiezione del video: «Foibe. La storia e i luoghi»; l’intervento della prof.ssa Maria Luisa Molinari, storica della Fondazione Fossoli; l’intervento della scuola secondaria di primo grado Sante Zennaro, che presenterà il progetto «Ricordare per non ripetere l’errore». Infine interverranno i gruppi consiliari. Si potrà seguire la seduta del Consiglio comunale in streaming sul canale web https://imola.civicam.it, oppure accedendo dalla homepage del sito istituzionale del Comune.

Castel San Pietro, che ha ricordato con un minuto di silenzio le vittime di questa tragedia e di quelle dell’Olocausto nel Consiglio comunale del 2 febbraio, esporrà a mezz’asta le bandiere nazionale ed europea sul balcone centrale del municipio e, come ogni anno, promuove le iniziative delle scuole e delle associazioni castellane. Sarà pubblicato nella pagina Youtube del Comune un video su questo tema realizzato dall’istituto Bartolomeo Scappi con la collaborazione dell’associazione culturale castellana Terra Storia Memoria. Alla biblioteca del capoluogo è invece allestito un tavolo tematico, con testi e documenti in ricordo dell’eccidio delle foibe.

A Dozza le iniziative saranno divulgate tramite i media comunali quali sito, pagina Facebook e canale YouTube istituzionali. Oltre ad una riflessione del sindaco, ci sarà l’apporto dell’Isr (Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea in Ravenna e Provincia), nella figura del direttore Giuseppe Masetti: saranno diffusi un suo breve intervento di inquadramento storico sul dramma del Confine Orientale, delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata, una bibliografia dedicata per gli approfondimenti, ed il documentario-intervista «Esuli» (il dvd sarà anche disponibile presso la biblioteca comunale). A ciò si aggiunge la collaborazione col Comitato provinciale di Bologna dell’Anvgd (Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia), grazie alla presidente Chiara Sirk, tramite la presentazione del saggio «Dove andare, dove tornare». Infine, grazie alla sinergia con La Bottega del Buonumore, attuale soggetto gestore del teatro comunale, verrà prodotta e diffusa una performance teatrale-musicale.

Ozzano Emilia condividerà sui canali social del Comune il video realizzato dall’associazione teatrale Ote Compagnia le Saracinesche dal titolo «Abissi», un racconto (tratto dall”omonimo spettacolo del 2016) che ripercorrere l”orrore delle Foibe e il dramma legato all’esodo istriano dalmata. Il progetto fa parte de «La Stanza della Memoria», il contenitore di eventi di carattere storico e civile di Ote. (gi.gi.)

Giorno del Ricordo, le iniziative in memoria delle vittime delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata
Cronaca 7 Dicembre 2020

Festa dell’Immacolata, ad Ozzano un’ordinanza tiene aperti acconciatori, barbieri ed estetiste

Negozi chiusi per la Festa dell’Immacolata? Non tutti, almeno ad Ozzano. Il sindaco Luca Lelli ha, infatti, firmato un’ordinanza (il testo qui) che deroga l’obbligo di chiusura di acconciatori, barbieri ed estetiste per la giornata di domani, martedì 8 dicembre.

Un provvedimento messo in campo per cercare  dare respiro alle attività commerciali duramente colpite dall’emergenza sanitaria e costrette in questo 2020 a ripetuti periodi di chiusura forzata. Ovviamente resta nella facoltà e volontarietà dell’esercente alzare o meno la saracinesca. (da.be.)

Foto presa dal sito del Comune di Ozzano

Festa dell’Immacolata, ad Ozzano un’ordinanza tiene aperti acconciatori, barbieri ed estetiste
Sport 27 Agosto 2020

Ciclismo, l’imolese Alessia Patuelli torna azzurra e domani sarà in gruppo agli Europei

Alessia Patuelli torna a vestire la maglia della Nazionale italiana. La ciclista imolese, Juniores di secondo anno (classe 2002), è stata convocata per la gara in linea dei Campionati Europei su strada, in programma nella mattinata di venerdì 28 agosto a Plouay in Bretagna (Francia).

Per Alessia Patuelli, che domenica 16 agosto è tornata al successo a Massa Finalese (Modena), si riallaccia così il rapporto con la maglia azzurra, con la quale è già stata protagonista ai Campionati del Mondo nello Yorkshire nel 2019. Alla rassegna iridata, nella gara in linea, solo una caduta a 200 metri dal traguardo l’ha privata di un posto in «top-ten» nello sprint in cui Alessia avrebbe anche potuto giocarsi la medaglia di bronzo. L’imolese era già stata convocata, ma come riserva, agli Europei 2019.

Il percorso è abbastanza impegnativo e, sulla carta, può adattarsi alle caratteri- stiche della Patuelli. In gara ci saranno anche Francesca Barale ed Eleonora Gasparrini (Vo2 Team Pink), Greta Tebaldi (Eurotarget – Bianchi), Noemi Lucrezia Eremita (Ciclismo Insieme) e Carlotta Cipressi (Awc Re Artù), già medaglia di bronzo lunedì nella prova a cronometro. (ma.ma.)

Nella foto: la 18enne imolese Alessia Patuelli 

Ciclismo, l’imolese Alessia Patuelli torna azzurra e domani sarà in gruppo agli Europei

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