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Cronaca 17 Giugno 2021

L’anno del Covid alla Casa di accoglienza «Anna Guglielmi» raccontato dalla presidente Gasperini

«Riusciremo a far fronte alle difficoltà del Covid, ma abbiamo una perdita di 50 mila euro che ha eroso le riserve della cooperativa». Claudia Gasperini, presidente della Casa di accoglienza Anna Guglielmi Scs Onlus, non nasconde le difficoltà di questo anno difficile. L’indice medio di occupazione dei posti letto della struttura nel 2020 è stato del 48% contro il 68% del 2019. «Ora si sta rialzando e la cosa ci fa ben sperare».

Parlare dell’ospedale di Montecatone significa anche raccontare della realtà nata una trentina di anni fa proprio con lo scopo di offrire un alloggio alle famiglie che dovevano assistere i loro cari ricoverati per i lunghi periodi di riabilitazione oppure per coloro che effettuavano le terapie in day hospital. All’epoca in zona non c’erano possibilità ricettive e la meravigliosa posizione collinare a cinque chilometri da Imola rappre- sentava un vero scoglio per chi non aveva un’auto, poi c’era il tema dei costi.

Da qui l’idea della casa di accoglienza, ristrutturando quello che era uno dei vecchi edifici del complesso ospedaliero. «Oggi abbiamo 82 posti letto e quasi 3 mila metri quadri su quattro piani, ma l’obiettivo rimane fornire un servizio di qualità ad un prezzo accessibile». L’Anna Guglielmi è una cooperativa con otto dipendenti soci, tre volontari soci e due soci fruitori (famiglie di pazienti), più una ventina di volontari che ruotano più o meno stabilmente e danno una mano nelle attività come i ragazzi del servizio civile.

Approfondimenti su «sabato sera» del 10 giugno.

Nella foto: la visita del presidente della Regione Stefano Bonaccini in febbraio (prima da destra Claudia Gasperini)

L’anno del Covid alla Casa di accoglienza «Anna Guglielmi» raccontato dalla presidente Gasperini
Cronaca 2 Ottobre 2020

Il cardinale Zuppi ha inaugurato la Casa di accoglienza Caritas di Castel San Pietro

Taglio del nastro per la Casa di accoglienza della Caritas-volontariato di servizio della parrocchia di Santa Maria Maggiore a Castel San Pietro. La cerimonia si è tenuta nel pomeriggio di domenica 27 settembre, alla presenza del cardinale Matteo Zuppi, che ha inaugurato l’immobile in via Miglioli 30 insieme al sindaco Fausto Tinti, con la partecipazione del parroco don Gabriele Riccioni, anche in veste di presidente della Caritas locale, e altre autorità religiose e istituzionali, con il Consiglio comunale rappresentato dalla capogruppo e consigliera regionale Francesca Marchetti, tanti volontari delle associazioni castellane a cominciare da Caritas, Masci, Croce rossa, Carabinieri, Alpini e altri, professionisti, artigiani, imprese che hanno collaborato al progetto e alla realizzazione della Casa di accoglienza.

Soprattutto, era presente la signora Paola Reggiani, vedova di Ezio Amadori, fondatore della Tecna, che ha generosamente donato l’immobile, sostenendo tutte le spese per realizzare l’opera. «Dobbiamo guardare al futuro, perché la pandemia ha prodotto e produrrà tanta sofferenza – sono le parole di saluto del cardinale Zuppi -. Basta poco e ci si ritrova in grandissima difficoltà. Credo che la scelta della signora Paola permetterà la realizzazione dei sogni di tante persone, che qui troveranno chi gli apre la porta e gli dà un po’ di sollievo, di fiducia».

L’articolo completo su «sabato sera» dell’1 ottobre.

Nella foto: l’inaugurazione della Casa di accoglienza della Caritas a Castello

Il cardinale Zuppi ha inaugurato la Casa di accoglienza Caritas di Castel San Pietro
Cronaca 27 Settembre 2020

A Castel San Pietro oggi l’inaugurazione della Casa di Accoglienza della Caritas

Oggi, a Castel San Pietro, è il giorno dell’inaugurazione della Casa di Accoglienza della Caritas in via Miglioli 30.

Appuntamento alle ore 16. Saranno presenti il cardinale ed arcivescovo di Bologna Zuppi e il sindaco Tinti. Il programma prevede, dopo il saluto delle autorità e la benedizione delle strutture, un giro della Casa ed, infine, un piccolo rinfresco. (da.be.)

Nella foto: la locandina dell’evento

A Castel San Pietro oggi l’inaugurazione della Casa di Accoglienza della Caritas
Cronaca 19 Gennaio 2020

Donazione e visita del Lions Club Imola alla struttura d'accoglienza Casa Guglielmi

Donazione e visita a Casa Guglielmi per una delegazione dei Lions Club Imola guidata dal presidente Alessandro Magnani. «Abbiamo coperto le spese per tavoli, tappetini, materiale di cancelleria, bollitori, centrifughe e quant”altro possa rendere più serena la permanenza in questa casa d”accoglienza che da oltre 15 anni opera per rendere più umana la sofferenza di centinaia di famiglie», ha spiegato il presidente.

Nella visita alla struttura, che ospita famiglie di degenti dell”ospedale di Montecatone obbligati a lunghi ricoveri, la delegazione è stata accolta dal vice presidente della Onlus che gestisce Casa Guglielmi, Damiano Cioni, che ha precisato: «Oltre ai familiari ospitiamo anche i pazienti, all’interno di un percorso di collaborazione con l’ospedale, quando sono prossimi alla dimissione e devono prendere confidenza con la vita di tutti i giorni, o quando proseguono la terapia in day hospital. Abbiamo quindi tutti gli ambienti perfettamente fruibili da chi si muove in carrozzella, dalle camere, alle cucine, alle sale ricreative: ovunque ampi spazi, tavoli, assi da stiro con supporti telescopici per poterli alzare o abbassare all’altezza giusta, letti, armadi, poltrone, cucine, lavatrici, tutti confacenti alle esigenze degli utenti con disabilità».

Nell”occasione erano presenti anche Antonio Zanzi, consulente della cooperativa Casa Guglielmi e la psicologa Maddalena Tarantino. «Non esistono altre strutture come questa – ha sottolineato Zanzi – Casa Guglielmi è considerata un vero e proprio laboratorio di ricerca e sviluppo continuo per queste attrezzature, le 46 stanze e tutti gli ambienti sono organizzati nel dettaglio, compreso lo studio cromatico». La psicologa ha invece aggiunto: «Abbiamo parenti di degenti che rientrano qui alla sera, dopo 10 ore di assistenza in ospedale, non di rado dobbiamo curare il tempo libero di bambini ed adolescenti, organizziamo quindi svariate attività, dai laboratori creativi e di cucina, all’attività ginnica e di stretching, così pure serate di “alleggerimento” e trattamenti di cure e benessere». (r.cr.)

Nella foto la consegna dell”assegno

Donazione e visita del Lions Club Imola alla struttura d'accoglienza Casa Guglielmi
Cronaca 15 Novembre 2022

Più servizi per senzatetto e gravi marginalità: a Imola il rifugio h24 e la Stazione di posta, alloggi a Casalfiumanese

I poveri sono in aumento e le istituzioni del circondario imolese, in collaborazione con il terzo settore, si attrezzano per implementare i servizi. E’ il nocciolo del progetto «Sulla grave marginalità: tutela e umanità», presentato oggi nella Sala del Consiglio comunale di Imola. Due le attività che, grazie a nuovi finanziamenti, potenzieranno le azioni per i senzatetto e le persone con gravi difficoltà. In primo luogo, ci sono 197 mila euro provenienti dal progetto Prins, finanziato dal Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, che consentiranno di ampliare alle 24 ore Casa Sofia, ovvero il rifugio notturno di via Poiano, aperto nei locali di proprietà del Comune di Imola gestiti da Area Blu, ceduti in locazione ad Asp. Dal Pnrr, invece, arriveranno 1.365.000 mila euro che, insieme ad un ulteriore cofinanziamento del 10% dei Comuni del circondario, metteranno in campo due nuovi progetti: la Stazione di posta a Imola e cinque-sei alloggi per famiglie in situazione di marginalità a Casalfiumanese. Per la Stazione di posta gli spazi devono ancora essere individuati, ma sarà in un’area tra il centro storico e la stazione ferroviaria, per un centro servizi aperto nelle ore diurne, con attività di accoglienza strutturate. Il tutto per affrontare una situazione che vede sempre più individui e nuclei sotto la soglia della povertà. I dati forniti danno un’idea della situazione. Al centro di ascolto della Caritas, sono arrivate quest’anno da 125 a 130 persone, di cui 80 nuovi accessi da gennaio a ottobre 2022, mentre una trentina sono i casi ormai cronici. Nel territorio oltre alla Casa rifugio di Sofia c’è anche la struttura di seconda accoglienza (Santa Chiara e Casa Noè, rispettivamente per donne e uomini), mentre per intercettare le situazioni di emergenza ci sono le unità di strada che girano nelle ore notturne e come gli sportelli d’ascolto. (mi.ta.)

Nella foto la conferenza stampa di presentazione del progetto

Più servizi per senzatetto e gravi marginalità: a Imola il rifugio h24 e la Stazione di posta, alloggi a Casalfiumanese
Politica 5 Marzo 2022

Emergenza Ucraina, bambini e adulti accolti nel Cas di Casalfiumanese, anche a Castello continuano gli arrivi. I link utili per tutti

Ieri sera sono arrivate una trentina di persone in fuga dall’Ucraina nel territorio, quattordici (8 minori e 6 adulti) sono state sistemate nel Cas di Casalfiumanese gestito dal consorzio Solco, che fa parte della rete nazionale dei centri di accoglienza straordinaria gestiti dalle prefetture, mentre le altre sono a Castel San Pietro. “Sono 16 le persone giunte nel territorio di Castel San Pietro che si sono già registrate, altre 12 arriveranno nelle prossime ore (4 mamme e 8 bambini) e un’altra ventina è attesa in questi giorni” precisa il sindaco castellano Fausto Tinti che ieri sera ha convocato nella sala del Consiglio Comunale il coordinamento del Centro operativo comunale (Coc) di protezione civile per organizzare le attività di accoglienza dei profughi e valutare il modo migliore per fornire aiuti e supporto durante la loro presenza nel territorio comunale.  

Il territorio intanto si sta organizzando per le varie esigenze che comportano una vera accoglienza, che deve tener conto anche dei coloro che stanno arrivando direttamente sul nostro territorio per essere ospitati presso parenti o amici senza passare da centri di accoglienza, e sono tanti. 

Da un lato c’è il tema dell’assistenza sanitaria. I cittadini ucraini che arrivano sono invitati a recarsi entro due giorni (48 h) al Padiglione 12 dell’ex Lolli nell’ospedale vecchio a Imola dal lunedì al sabato dalle 9 alle 12.30 per effettuare, gratuitamente e senza prenotazione, lo screening del SarsCov2 tramite tampone molecolare, indipendentemente dallo stato vaccinale. In quell’occasione gli operatori del Dipartimento di Sanità pubblica verificheranno eventuali altri bisogni sanitari. Per accedere alle cure sanitarie, inoltre, dovranno richiedere la tessera codice Stp rilasciata dagli Sportelli Anagrafe sanitaria dell’Ausl. “Resta fermo che le cure in emergenza e urgenti sono comunque garantite – precisano dall’Azienda sanitaria – tramite chiamata al 118 o accesso diretto al Pronto soccorso”.Un altro punto importante sono i ragazzi in età scolare.

I Comuni si stanno organizzando anche per l’inserimento nelle scuole. Ma non vanno dimenticati anche i ragazzi che abitano nel territorio e sono di origine ucraina o russa e ora si trovano a doversi confrontare con qualcosa di assurdo come una guerra. A Imola d oggi sono 38 gli studenti di nazionalità ucraina che frequentano le scuole imolesi e 6 quelli di nazionalità russa, dicono dal Comune. Per loro e per tutti gli studenti che evidenziano difficoltà “il servizio Diritto allo studio del Comune si è reso disponibile verso le scuole ad attivare percorsi di ascolto, confronto e supporto – fa sapere il vice sindaco ed assessore alla Scuola Fabrizio Castellari -. Gli eventuali interventi saranno attivati là dove richiesti dalle scuole e costruiti insieme a loro”. Le richieste sia d’intervento nelle classi che di accesso allo sportello per gli studenti delle scuole superiori vanno inviate all’email: sportello.psicoeducativo@comune.imola.bo.it 

In generale sui siti dei singoli Comuni sono stati pubblicati link e info a tutti i servizi attivati.

Questo un primo elenco in aggiornamento:

per Imolahttps://www.comune.imola.bo.it/in-evidenza/emergenza-ucraina-imola-si-mobilita
per Castel San Pietro  https://www.comune.castelsanpietroterme.bo.it/notizia/emergenza-ucraina-raccolta-fondi-regione-er
per Ozzano Emilia http://www.comune.ozzano.bo.it/notizie/emergenza-ucraina-aiuti-economici-ricerca-alloggi-e-mail-dedicata 

Nella foto la fiaccolata per la Pace organizzata da Castel San Pietro (dalla pagina Fb del Comune)

Emergenza Ucraina, bambini e adulti accolti nel Cas di Casalfiumanese, anche a Castello continuano gli arrivi. I link utili per tutti
Cronaca 25 Agosto 2021

Crisi afghana, il Circondario coordina la rete di accoglienza dei profughi, a chi rivolgersi per dare la propria disponibilità

Dopo avere annunciato nei giorni scorsi di «non voler restare indifferente alla tragedia umanitaria che si sta consumando in Afghanistan», la Conferenza dei sindaci del Circondario imolese ha avviato le prime procedure formali per l’attivazione concreta di progetti di accoglienza. Ieri, il presidente del Circondario imolese, Marco Panieri, ha inviato una lettera al ministero degli Interni e all’Anci, comunicando la volontà di mettere a disposizione i posti previsti dal progetto «Sai ordinari», interamente finanziato dal ministero dell’Interno, per ospitare richiedenti e titolari di protezione internazionale. Tale progetto prevede anche l’accoglienza per nuclei familiari (monogenitoriali madre-figlio).

«Come sindaci – spiegano il presidente del Circondario, Marco Panieri, e la sindaca di Casalfiumanese, Beatrice Poli, che ha la delega a Pari opportunità e Immigrazione – stiamo raccogliendo diverse segnalazioni spontanee di dichiarazione all’accoglienza anche da parte di cittadini residenti nei comuni del circondario. Si tratta di risorse preziose, che verranno a breve messe a sistema. Anche il comitato Pace e Diritti e le associazioni Perledonne e Trama di terre si sono messe a disposizione, nella rete si sostegno e accoglienza che si sta strutturando».

I cittadini e le realtà che intendono esprimere la propria disponibilità all’accoglienza dei cittadini afghani possono contattare il servizio Programmazione socio-sanitaria del Circondario imolese, scrivendo a usep@nuovocircondarioimolese.it. (lo.mi.)

Ulteriori approfondimenti sul «sabato sera» del 26 agosto

Nella foto (Aeronautica militare italiana): primi arrivi di profughi dall’Afghanistan

Crisi afghana, il Circondario coordina la rete di accoglienza dei profughi, a chi rivolgersi per dare la propria disponibilità
Cronaca 24 Marzo 2020

Casa Guglielmi aiuta chi assiste i malati di Montecatone a prendersi cura anche di sé

Ne ha fatta di strada Casa Guglielmi dal 2006 in avanti. La struttura d’accoglienza, che nel primo decennio del millennio è stata ampliata e completamente ristrutturata grazie all’interessamento dell’allora sindaco di Imola, Massimo Marchignoli, ha in corso tanti progetti che mirano tutti allo stesso obiettivo: aiutare le persone che si prendono cura dei loro cari ricoverati a Montecatone a prendersi cura di se stesse. Sembra un gioco di parole, che però corrisponde a una missione sociale ben precisa della struttura.
«Non siamo un albergo», ripete come un mantra la presidente della cooperativa sociale Casa Guglielmi, Claudia Gasperini, per sintetizzare il concetto.

Certo, in questo periodo anche a Montecatone ci si è dovuti adeguare alle normative dettate dall’emergenza Coronavirus. «Ci siamo immediatamente attrezzati – conferma la presidente –, chi era dentro prima dell’inizio dell’emergenza è rimasto qui e non si può muovere. Noi, ovviamente, ci siamo, seguendo scrupolosamente tutte le indicazioni: la distanza, il lavaggio frequente delle mani, la pulizia intensificata degli ambienti con prodotti adeguati». Tra l”altro dal 21 marzo, da quando è stato accertato il primo caso positivo tra i pazienti l’accesso all’Istituto di Montecatone, sia negli spazi interni sia esterni, è sospeso anche per parenti e visitatori.

Ma quello che conta è proseguire, anche in questa situazione eccezionale, l’attività di sostegno alle famiglie che già portano un peso grande. «Viviamo l’isolamento cercando di non fare sentire sole le persone. La lunga lontananza da casa, perché i ricoveri in genere durano mesi, è ancora più difficile in queste condizioni – prosegue Claudia Gasperini -. I momenti di pianto e sconforto sono all’ordine del giorno, il nostro compito è far passare vicinanza e calore umano. In questo periodo non possiamo nemmeno abbracciarli, ma accogliere un pianto, ascoltare uno sfogo è un modo per aiutare le persone a sentirsi meno sole». (mi.ta.)

Casa Guglielmi aiuta chi assiste i malati di Montecatone a prendersi cura anche di sé
4 Novembre 2019

INCONTRO, CIBO SAPORE DI CASA

CASA DI ACCOGLIENZA ANNA GUGLIELMI – per il Baccanale, incontro «Il cibo: sapore di casa» per imparare a preparare e assaggiare insieme piatti tipici delle culture regionali. Imola, via Montecatone 37 Info e prenotazioni: 0542/661911

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