Articoli dell'autore: SabatoSera Redazione

Cultura e Spettacoli 22 Aprile 2019

Boris Petrushansky chiude i concerti dell’Accademia con un'esibizione che dedica alla città

Sarà Boris Petrushansky a chiudere la rassegna di concerti 2018/2019 dell’Accademia pianistica di Imola, dedicata ai «Talenti e grandi interpreti». E visto il titolo, non poteva esserci artista migliore ad assumersi tale onere, ed onore. Martedì 23 aprile alle ore 20.30, nella sala Mariele Ventre di Palazzo Monsignani, lo storico docente dell’Accademia e pianista di fama internazionale eseguirà i Ventiquattro Preludi op.28 di Chopin e i Ventiquattro Preludi op.11 di Scriabin.

«Quest’anno ricorrono i trent’anni della mia amicizia col maestro Scala (fondatore e direttore dell’Accademia, Ndr) – ha detto Petrushansky -, era il febbraio dell’89 quando feci la mia prima master class nello studio di casa sua. Sono anche i cinquant’anni della mia attività concertistica e a giugno compirò settant’anni. Questo concerto del 23 aprile, in chiusura della stagione dei concerti 2018/2019 dell’Accademia, vuole essere un mio omaggio al senso di responsabilità che sento, quest’anno ancora di più, nei confronti della musica, davanti al mio carissimo amico Franco e ai miei colleghi, e per Imola dove ho vissuto per vent’anni. Dedico questo concerto quindi all’amicizia con Franco che mi ha formato come insegnante e alla città di Imola che mi ha arricchito con la sua vicinanza in tutti questi anni. Ogni concerto per me è sempre una trepidazione dell’anima, ma questo in particolare mi riempie di responsabilità ed emozione».

Nato a Mosca nel 1949, a otto anni Boris Petrushanky viene ammesso alla Scuola Centrale del Conservatorio di Mosca. Nel 1964 il quindicenne pianista incontra uno dei più grandi musicisti del tempo, Heinrich Neuhaus, e diventa il suo ultimo allievo. Nel 1969 tiene il suo il primo concerto a Klin, nella sala del Museo Tchaikovsky. Vince tre concorsi (Leeds, 1969; Monaco, 1970; Mosca; 1971) e poi il «Casagrande» di Terni nel 1975, a cui fa seguito una importante tournée di concerti. Docente al Conservatorio di Mosca dal 1975 al 1979, ha tenuto masterclass in tutto il mondo. Tra le orchestre con cui ha suonato, si possono ricordare l`Orchestra Sinfonica di Stato dell`Urss, la Filarmonica di Mosca, la Staatskapelle di Berlino, l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, l’Orchestra Filarmonica di Dresda, l’Orchestra da Camera della Comunità Europea. Ha collaborato con direttori d’orchestra come Janos Ferencik, Paavo Berglund, Anton Nanut, Lu Jia, Valeri Gergiev, Pavel Kogan, Vladimir Jurowsky. Insegna all’Accademia pianistica di Imola dal 1990. (r.c.)

Per accedere ai concerti (gratuiti) è necessario registrarsi e prenotarsi, ritirando la tessera. Informazioni allo 0542/30802.

Nella foto Boris Petrushansky

Boris Petrushansky chiude i concerti dell’Accademia con un'esibizione che dedica alla città
Cronaca 22 Aprile 2019

Prorogata l'accensione dei termosifoni nel Circondario imolese fino ad Ozzano

Feste pasquali con il riscaldamento acceso. Poiché le temperature non accennano ad alzarsi, varie Amministrazioni locali hanno deciso di prorogare l’accensione degli impianti (per legge dovrebbero essere spenti il 15 aprile). A Imola, ad esempio, potranno rimanere accesi fino al 27 aprile compreso, a Castel San Pietro, Medicina e Borgo Tossignano fino al 30 aprile, infine a Ozzano Emilia fino al 2 maggio. «Sono pervenute segnalazioni da parte di cittadini – si legge nella nota del Comune di Imola -, in particolare anziani, che, viste le condizioni atmosferiche e considerato il protrarsi della rigidità del clima, lamentano disagio nelle ore più fredde della giornata, considerato anche che diversi sistemi edificio/impianti non sempre consentono di ottenere temperature operanti che garantiscano comfort climatico».

L’ordinanza firmata dalla sindaca Manuela Sangiorgi prescrive tuttavia che la durata giornaliera «non deve essere superiore alla metà di quella consentita a pieno regime», in sostanza i termosifoni dovranno essere accesi per un massimo di 7 ore, comprese tra le ore 5 e le 23, anche frazionate in due o più periodi. Il provvedimento aggiunge, motivando ulteriormente la decisione presa, che «l’obiettivo primario è tutelare la salute delle fasce più deboli della cittadinanza quali anziani, bambini piccoli e persone in condizioni precarie di salute». L’ordinanza invita i cittadini a «limitare l’accensione nelle ore più fredde, ricordando l’obbligo di legge di non superare la temperatura di 18 gradi centigradi più 2 di tolleranza per gli edifici rientranti nella categoria E8 (adibiti ad attività industriali ed artigianali e assimilabili) e di 20 gradi più 2 di tolleranza per tutti gli altri edifici». (r.c.)

Prorogata l'accensione dei termosifoni nel Circondario imolese fino ad Ozzano
Cronaca 22 Aprile 2019

Dal 24 aprile al 5 maggio al Centro Leonardo una mostra sui principi fondamentali della Costituzione

L’Anpi e Coop Alleanza 3.0 organizzano la presentazione della mostra fotografica “La CostiTuzione italiana: i 12 principi fondamentali” che sarà allestita negli spazi della galleria del centro Leonardo (viale Amendola 129) da mercoledì 24 aprile a domenica 5 maggio. La mostra, realizzata dall’Anpi di Massa Lombarda e Sant’Agata sul Santerno, è costituita da una trentina di pannelli e, dopo aver tracciato in sintesi le tappe della nascita dello Stato repubblicano, descrive e commenta la parte fondamentale della nostra Costituzione, prendendo in esame i primi 12 articoli, quelli che stabiliscono i diritti e i doveri fondamentali dei cittadini e l’ordinamento dello Stato.

Il presidente della sezione imolese dell’Anpi, Gabrio Salieri, è soddisfatto dell’iniziativa: «Ci siamo impegnati perché questo traguardo fosse raggiunto. Oggi è molto importante che i valori della nostra Costituzione siano conosciuti e spingano a fare riflessioni sulla loro attuazione. Non stiamo parlando di cose di poco conto, si deve capire se stiamo proseguendo il cammino tracciato da chi la Costituzione l’ha scritta, oltre settanta anni fa». Rileggendo questa parte della Costituzione si capisce cosa intenda Salieri, che aggiunge: «Dobbiamo riflettere su quanto, oggi, valgano parole come uguaglianza, solidarietà, diritto al lavoro, diritto alla salute; gli esempi contrari a questi valori sono sempre più numerosi, si tenta di sdoganare nuovamente il fascismo, vediamo una diffusione di pregiudizi razzisti a vari livelli, manca il rispetto per la pace e la democrazia, altri due pilastri della nostra carta. Rispetto a questa regressione nei confronti dei valori fondamentali abbiamo, però, la risorsa dei giovani e a essi vogliamo rivolgerci, anche attraverso la scuola; come Anpi siamo disponibili a condurre visite guidate, gli insegnanti ci possono contattare sia per tele-fono (0542 23131) o per e-mail (imola@anpi.it) per informazioni e prenotazioni».

Alla presentazione, che avrà luogo mercoledì 24 aprile alle ore 16.30, parteciperanno rappresentanti della sezione Anpi di Imola e del Consiglio di zona dei soci di Coop Alleanza 3.0. (r.cr.)

Dal 24 aprile al 5 maggio al Centro Leonardo una mostra sui principi fondamentali della Costituzione
Economia 21 Aprile 2019

Torna l'interesse per gli animali da cortile, alla scoperta del pollo romagnolo e dell'oca di Romagna

Pollo romagnolo, oca romagnola, anatra romagnola, colombo romagnolo, tacchino romagnolo, tacchino di Parma e Piacenza, gallina modenese. Tutte razze presenti da sempre nelle aie dei contadini, ma via via soppiantate da razze più produttive. Così, per evitarne l’estinzione, alcuni agricoltori appassionati delle province di Bologna, Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini hanno dato vita nel 2007 ad Arvar, l’Associazione razze e varietà autoctone romagnole, strumento di conoscenza della storia e della vita delle comunità locali rurali e con l’obiettivo di tramandarne il patrimonio culturale, ambientale, sociale e gastronomico.

In particolare, tra i pennuti, fin dal primo momento a riscuotere la maggiore attenzione sono stati il pollo romagnolo e l’oca di Romagna. «Anzi – ci spiega Davide Montanari, allevatore imolese di avicoli e colombi di razza romagnola in selezione e socio Arvar – la decisione di dare vita all’associazione è dovuta proprio al pollo romagnolo». Che sembrava una razza perduta, estinta. I primi documenti che parlano del pollo romagnolo risalgono infatti a fine Ottocento. Nel 1930 questa razza era presente ad una mostra avicola a Londra, poi un limbo documentale e non solo, che ne faceva temere la scomparsa.

Ma nel 1997 un anziano allevatore della campagna ravennate segnalò di avere ancora un ultimo nucleo (circa una trentina di esemplari) della razza locale di polli. Un dottorando della facoltà di Medicina veterinaria di Parma, Alessio Zanon, recuperò questi animali che parevano proprio di razza romagnola. Le analisi genetiche ne confermarono poi l’appartenenza e così partì un progetto (Agrobiodiversità nell’Appennino romagnolo) mirante alla diffusione della razza attraverso l’impegno diretto di Tiziana Nasolini, allora direttrice della Centrale ortofrutticola di Cesena (oggi Alimos), e dell’agronomo Stefano Tellarini di Faenza. La Centrale di Cesena cominciò a incubare le uova che settimanalmente le venivano inviate dall’Università di Parma e si cominciò così ad assegnare i primi pulcini di pollo romagnolo agli allevatori custodi. Nel 2015 la razza è stata riconosciuta dalla Regione Emilia Romagna. A Imola sono due le aziende agricole che vendono al dettaglio le uova di pollo romagnolo da mensa: l’A-zienda agricola Betti Roberto di via Punta 85/A e l’Azienda agricola «Il Colombarotto», con punto vendita denominato «La Bottega del contadino» in via Selice 191.

Un altro animale che merita un interesse speciale e che non mancava mai nelle aie dei contadini è sicuramente l’oca di Romagna o romagnola, meglio conosciuta in tutto il mondo col nome di oca di Roma, denominazione quest’ultima che le è stata data dagli avicoltori spagnoli di Barcellona quando, nel maggio del 1924, la nostra razza venne presentata in quella città ad una esposizione mondiale. In quell’occasione i visitatori si domandarono se la romagnola appartenesse alla razza che salvò il Campidoglio dalle truppe galliche di Brenno nel lontano 382 a.C. e fu gioco facile farglielo credere. Tant’è che ancor oggi negli Stati Uniti viene allevata in purezza l’oca romagnola denominata come Roman goose.

«Il mercato di Lugo era il centro di commercializzazione delle piccole ochette di razza romagnola – racconta Montanari, che possiede quelle molto rare definite ciuffate per il loro caratteristico e simpatico ciuffo sulla testa -. Era compito delle donne mettere a cova le uova di quest’oca sotto alle tacchine romagnole, apprezzate per la grande attitudine alla cova». L’oca romagnola era considerata il maiale dei poveri perché con le sue carni pregiate si potevano realizzare alcune preparazioni a lunga conservazione, come la carne sotto grasso o il prosciutto e il salame d’oca.  Retaggi di civiltà contadina che è giusto conservare, motivo per cui l’Arvar organizza e promuove iniziative in tutta la regione. Dopo la terza edizione de L’Aja in piaz-za, che si è svolta recentemente a Imola, e Agriolodi metà aprile a Riolo Terme, a maggio si terrà la sagra paesana di Bastia di Ravenna, per poi tornare a Imola dal 14 al 16 giugno con la Fiera agricola del Santerno. (al.gi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 18

Nelle immagini Davide Montanari con esemplari di pollo romagnolo e oca di Romagna

Torna l'interesse per gli animali da cortile, alla scoperta del pollo romagnolo e dell'oca di Romagna
Economia 21 Aprile 2019

Clai, all’estero va forte il prosciutto di Parma bio

«Anche in un settore saturo come quello delle carni e dei salumi noi cresciamo, grazie a innovazione, investimento in ricerca e sviluppo, collaborazioni con l’Università di Bologna». Così il direttore generale della Clai, Pietro D’Angeli, ha anticipato l’andamento 2018 della cooperativa produttrice di salumi e carni fresche, in un incontro con la stampa in cui sono state presentate anche le novità per l’anno in corso. «Il 2018 è stato positivo – riassume D’Angeli -. Sono cresciute le vendite sia in Italia che all’estero e abbiamo creato lavoro. Anche per i primi tre mesi del 2019 i segnali sono positivi, i numeri ci dicono che stiamo andando nella direzione giusta».

Nel 2018 i volumi del gruppo, composto dalla cooperativa Clai e dalla società Zuarina di Langhirano produttrice di prosciutti di Parma anche bio, sono aumentati del 3%. Il fatturato Clai è stato di 266,6 milioni di euro. «Negli ultimi dieci anni – prosegue – lo sviluppo del comparto export salumi è stato continuo e costante, ? no a raggiungere nell’ultimo anno l’incidenza del 21 per cento sul fatturato. Le esportazioni hanno sbocco in oltre 30 nazioni diff erenti, anche se i volumi si suddividono principalmente tra Gran Bretagna, Francia, Spagna e Germania». Bene anche Zuarina, il cui fatturato si attesta a circa 11 milioni di euro, con l’export che incide per il 40%. «I principali mercati esteri sono Giappone, Usa ed Europa. Da segnalare la particolare attenzione che la proposta bio di Zuarina sta riscontrando sul mercato francese, svizzero e tedesco». L’Italia invece è ancora fanalino di coda in un settore di «supernicchia», dove il prezzo rappresenta «un aspetto che non concorre a far diventare i prodotti bio prodotti di massa – commenta il direttore -. E si rischia di demonizzare i prodotti non bio. In Italia, infatti, i controlli funzionano grazie alle veri? che attente della sanità e dei Nas». (lo.mi.)

L”articolo completo su «sabato sera» del 18 aprile.

Nella foto: in primo piano, il prosciutto di Parma «Zuarina»

Clai, all’estero va forte il prosciutto di Parma bio
Cultura e Spettacoli 21 Aprile 2019

Sagra della piè fritta a Fontanelice. I somari sfilano, ma non corrono

Come ogni Lunedì dell’Angelo da sessantatré anni a Fontanelice si terrà la Sagra della Piè fritta. La sagra prenderà avvio, come di consueto, domani alle 9 di mattina con l’apertura del mercato e degli stand che distribuiranno piè fritta, formaggi e salumi e vino locale per tutta la giornata. Gli appassionati di fotografia potranno visitare la mostra fotografica «World Heritage» dell’Unesco, presso il Museo Mengoni che aprirà alle 9.30. Non mancherà la musica, prima in piazza Roma con i Due Vida poi con il corpo bandistico di Dozza che accompagnerà la sfilata dei somari.

L’unica variazione di quest’anno riguarda la tradizionale e amata corsa dei somari che non potrà tenersi per problemi tecnici, come spiega il sindaco Athos Ponti: «Per quest’anno purtroppo la corsa dei somari non potrà svolgersi normalmente. Questo perché il nostro impianto sportivo viene considerato un impianto al chiuso e per la commissione pubblici spettacoli deve rispettare certe norme per poter ospitare la corsa. Per questo ci siamo confrontati con il presidente della sagra, Stefano Bittini, e con gli altri membri del comitato e abbiamo deciso di sospendere la corsa, solo per quest’anno, per poter verificare tutti i requisiti». Spiega Ponti: «Ci sono stati altri anni in cui, per svariati motivi, la corsa non ha potuto avere luogo. I somari sfileranno comunque lungo le vie del paese arrivando fino in piazza Roma e tornando poi verso l’impianto sportivo». A parte questo, la sagra si svolgerà normalmente e il sindaco assicura che si tratta di una sospensione momentanea: «Sia il Comune che il comitato della Piè Fritta daranno un incarico ai tecnici per verificare che l’impianto e lo spettacolo rispettino tutte le norme, sono sicuro che già dall’anno prossimo tornerà la tradizionale corsa».

La sfilata, che partirà alle 14 dal Municipio permetterà comunque di vedere i somari e, come afferma il  sindaco «di entrare in contatto con un animale così importante per la storia del nostro territorio». Non subirà variazioni neanche la distribuzione di biglietti della lotteria all’entrata dell’asinodromo. I biglietti verranno estratti alle 16.45 e i vincitori riceveranno in premio dei salumi. Per i più piccoli presso via VII Dicembre sarà presente anche il luna park. Confidando nel tempo, nulla ostacolerà il lavoro degli ottanta volontari che nelle ultime edizioni sono arrivati a friggere fino a tredici quintali di piè in una sola giornata. (re.co.)

Nella foto, un’immagine del 2018 scattata da Isolapress

Sagra della piè fritta a Fontanelice. I somari sfilano, ma non corrono
Cronaca 21 Aprile 2019

Palazzo Tozzoni, Rocca Sforzesca e Museo di San Domenico aperti nei giorni festivi di primavera

Pasquetta, 25 aprile, 1° maggio e 2 giugno. Sono queste le giornate festive di primavera in cui, come ormai da consuetudine, la Rocca Sforzesca, Palazzo Tozzoni e il Museo di San Domenico rimarranno aperti al pubblico dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19. 

Dopo la chiusura odierna, giorno di Pasqua, infatti domani, giovedì 25 aprile e mercoledì 1 maggio sarà quindi possibile passeggiare sugli spalti della Rocca Sforzesca ammirando la meravigliosa vista sulla città dalla terrazza del mastio, visitare le suggestive stanze di Palazzo Tozzoni o immergersi fra fossili, pietre, conchiglie, dipinti, ceramiche e tanto altro esposto nelle Collezioni del Museo di San Domenico. Domenica 2 giugno inoltre, come ogni domenica mattina, dalle 10 alle 13, i visitatori residenti a Imola potranno entrare gratuitamente nei tre musei civici della città. (d.b.)

Nella foto (di Cristina Ferri): la Rocca Sforzesca

Palazzo Tozzoni, Rocca Sforzesca e Museo di San Domenico aperti nei giorni festivi di primavera
Sport 21 Aprile 2019

Escursione al Monte Canda col Cai, un giro di 11 km attorno alla «Raticosa»

Domani, giorno di Pasquetta, il Cai di Imola organizza il «Giro del Monte Canda» (Piancaldolese, Pietramala, Passo della Raticosa), una escursione di 11 km con dislivello di 500 metri e della durata di circa 4 ore, soste comprese. Il ritrovo è alle ore 8 al parcheggio della Bocciofila, in viale Saffi.

Per informazioni, Antonio (tel. 339-5748308). (r.s.)

Foto tratta dal sito del Cai di Imola

Escursione al Monte Canda col Cai, un giro di 11 km attorno alla «Raticosa»
Sport 20 Aprile 2019

Basket A2: Le Naturelle ci provano, ma a Ferrara vince Ravenna. Niente play-off

L”intreccio emiliano romagnolo dell”ultima giornata di stagione regolare si chiude con la soluzione più logica: Ravenna ai play-off (84-77 a Ferrara) e Imola (100-97 il punteggio di Forlì) a godersi le meritate vacanze dopo un campionato più nobile delle aspettative di agosto. Di Paolantonio ha portato i suoi lontani dalla zona rossa, perfino a sperare di giocare qualche altra partita oltre le 30. Una squadra, Le Naturelle, dove si sono viste la duttilità di Bj Raymond, l”intelligenza di Bowers e l”apporto di un pacchetto di italiani andato oltre le richieste. Una squadra logica e concreta che merita un plauso per come è stata assembleta, diretta e condotta al massimo delle sue potenzialità. Il sabato di Pasqua offre altri verdetti per la A2 che aveva già mandato la Fortitudo nel suo campionato di elezione, la A1. Ravenna è l”ultima invitata ai play-off, Cagliari è salva senza play-out dove vanno Bakery Piacenza e Cento, lasciando a Jesi la posizione dell”approdo in B (tutte e tre hanno finito con 18 punti, la classifica avulsa ha differenziato i destini).
Imola ha fatto il suo a Forlì, perdendo al supplementare dopo aver guidato molti frangenti di una partita equilibrata.
La cronaca
Primo quarto di sostanza con Le Naturelle che stanno avanti un po” di più ma senza poter decollare. Raymond è infallibile, Bowers sostanzioso, Crow positivo. Insomma Imola insegue il play-off per davvero e Forlì cerca invece di costruire il suo play-off dalla piattaforma migliore. Si va all”intervallo 44 pari. A Ferrara invece Ravenna vince di 16. La partita del PalaFiera vale sempre di più come una amichevole. A dare sostanza al match il punteggio con Le Naturelle che tirano al 62% e Forlì al 68%. Lo spettacolo non è da saldi di fine stagione come invece a Ferrara dove Ravenna domina di quasi 20 punti. Imola chiude avanti il terzo quarto con una azione disegnata dal timeout e conclude da tre con un Crow dalla inusitata efficacia. 22-25 il punteggio dei terzi 10 minuti, lo stesso che si realizza a Ferrara. Mai i primi 20 minuti hanno ormai scritto il copione. Nell”ultimo quarto Imola continua a spanierare, Ferrara rende la sua sconfitta meno sanguinolenta, ma sono Forlì e Ravenna ad allungare la loro stagione nella post-season. Forse per invidia allora Le Naturelle  si accucciano a quota 84 aspettando Forlì per altri 5 minuti di show, già sapendo che non avranno ripercussioni sull”esito della stagione imolese. Una stagione positiva merita questo bicchiere della staffa anche se alla fine sono i forlivesi a vincere. Buona Pasqua a tutti.  (Paolo Bernardi)
Il tabellino
Unieuro Forlì -Le Naturelle Imola 100-97 dts (21-24, 23-20, 22-25, 18-15, 16-13).
Forlì: Marini 16, Lawson 17, Giachetti 35, Signorini, De Laurentiis 12; Diliegro 7, Bonacini 9, Donzelli 4, Dilas, Flan. Ne. Fabiani. All. Nicola.
Imola: Fultz 4, Bowers 17, Crow 24, Raymond 30, Simioni 7; Rossi 8, Magrini 7, Montanari. Ne. Prato, Calabrese, Wiltshire, Ndaw. All. Di Paolantonio.
Nella foto Isolapress coach Dipaolantonio.

Basket A2: Le Naturelle ci provano, ma a Ferrara vince Ravenna. Niente play-off

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