Articoli dell'autore: SabatoSera Redazione

Cronaca 26 Marzo 2020

Coronavirus, la donazione del gruppo Eurovo alla fondazione Banco Alimentare per le regioni più colpite

Il Banco Alimentare chiama, Eurovo risponde. Il gruppo leader europeo nella produzione di uova e ovoprodotti, che ha sede a Imola, ha deciso di sostenere la fondazione nazionale nella sua opera di solidarietà per le famiglie che si trovano nelle regioni maggiormente colpite dall’emergenza Coronavirus donando l’equivalente di oltre 1.500.000 uova in ovoprodotti e uova in guscio. Tra le regioni beneficiarie di questa operazione c”è anche l”Emilia-Romagna. La distribuzione dei prodotti, come da prassi del Banco Alimentare, avverrà attraverso le tante strutture caritative convenzionate con la fondazione nazionale, articolata in 21 fondazioni regionali.

«Siamo molto motivati e determinati ad offrire a Banco Alimentare il nostro sostegno in questo momento particolarmente difficile per il nostro paese. Vogliamo innanzitutto aiutare l’associazione a mantenere operativa la catena di solidarietà che da anni offre un aiuto concreto ai più bisognosi – spiega Federico Lionello, direttore commerciale e marketing del gruppo Eurovo -. La nostra collaborazione non nasce oggi, ha radici lontane ma mai come in questo momento siamo orgogliosi di essere al loro fianco. Le uova e i prodotti a base di uova sono altamente nutrienti ed energetici, ricchi di proteine di alta qualità, vitamine e minerali e sono particolarmente indicati per tutti coloro che non riescono a seguire una dieta completa ed equilibrata o chi ha la necessità di recuperare energia dopo una malattia». (r.cr.)

La foto è tratta dal sito di Eurovo

Coronavirus, la donazione del gruppo Eurovo alla fondazione Banco Alimentare per le regioni più colpite
Cronaca 26 Marzo 2020

Coronavirus, migliorano i primi pazienti trattati a Imola con il farmaco anti-artrite reumatoide

I reparti dell’ospedale di Imola funzionano a pieno regime, i posti letto dedicati sono tutti occupati o quasi, sia in Terapia intensiva sia al 3° e 4° piano (martedì 24 marzo i ricoverati erano 86 in tutto). La rete della sanità viene riorganizzata di giorno in giorno a livello regionale e locale per adeguarsi all’onda dell’epidemia da Coronavirus che sta attraversando l’Emilia Romagna, con alcune zone martoriate da tempo,come Piacenza e Parma, altre con focolai, come Rimini e Medicina vicino a noi, e alcune relativamente meno bersagliate. L’obiettivo è reggere l’urto delle prossime due settimane, sperando che l’isolamento a casa faccia emergere tutti i positivi, i malati, e progressivamente fermi i contagi.

Intanto, tra le armi a disposizione cominciano a farsi strada alcuni farmaci. Come il Tocilizumab per la cura dell’artrite reumatoide che ha dimostrato di essere efficace contro la polmonite da Covid all’Irccs Pascale di Napoli. Tutti gli ospedali dell’Emilia Romagna, lo aveva detto il commissario all”Emergenza Sergio Venturi nei giorni scorsi (leggi qui), ora possono sperimentarlo. A Imola al momento sono stati trattati 10 pazienti ricoverati in reparto e sette della Terapia intensiva. «Sembra che si noti un miglioramento in pazienti trattati precocemente» confermano dall’Ausl. Per altri cinque della Terapia intensiva è in corso la valutazione clinica per l’inserimento nello studio. (l.a.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 26 marzo

Coronavirus, migliorano i primi pazienti trattati a Imola con il farmaco anti-artrite reumatoide
Cronaca 26 Marzo 2020

Coronavirus, polizia locale consegna 4 mila mascherine ai dipendenti della Città metropolitana, alle case rifugio per donne maltrattate ed alle associazioni

Bel gesto della polizia locale della Città metropolitana che ha consegnato 4 mila mascherine sul territorio.

Nel dettaglio, 2 mila di esse serviranno per la sicurezza del personale della Città metropolitana che opera nei servizi essenziali e indifferibili che continuano a essere svolti in presenza per garantire il funzionamento dell’ente anche in questo momento di emergenza sanitaria. Si tratta di agenti della polizia locale, addetti al pronto intervento per la manutenzione strade e degli edifici scolastici e istituzionali, personale ausiliario addetto alla portineria, addetti alla sicurezza e prevenzione e tecnici informatici.

Duecento mascherine, invece, sono state richieste dalla Città metropolitana per la Casa delle Donne e Trama di Terre per proteggere operatrici e ospiti delle Case per la prima accoglienza di donne vittime di violenza. Le restanti 1.800, infine, saranno riservate all’associazionismo e al volontariato socio sanitario, e a quello naturalistico e ambientale che opera in supporto alle attività di protezione civile. (da.be.)

Foto presa dalla pagina Facebook della Città Metropolitana di Bologna

Coronavirus, polizia locale consegna 4 mila mascherine ai dipendenti della Città metropolitana, alle case rifugio per donne maltrattate ed alle associazioni
Cultura e Spettacoli 26 Marzo 2020

In tempo di Coronavirus il museo si visita virtualmente: l'iniziativa dell'Hermitage di San Pietroburgo

L”iniziativa, bellissima, è del museo russo dell”Hermitage di San Pietroburgo, che stamattina alle 10 ha aperto virtualmente le sale nobili del Palazzo d”Inverno per una visita guidata in lingua italiana dedicata ai milioni di confinati in casa per via dell”emergenza Coronavirus. La dottoressa Olga Macho, capo del settore per l”Educazione pubblica del museo, ha accompagnato i visitatori collegati con il canale Youtube del museo attraverso la sala piccola del trono di Pietro il Grande, la grandiosa sala degli stemmi (mille metri quadrati di superficie) con l”esposizione di oggetti di porcellana attualmente in corso, la galleria della guerra patriottica del 1812 combattuta dalle truppe dello zar contro Napoleone, piena di ritratti di generali e ufficiali russi, infine l”immensa sala del trono dedicata a San Giorgio.

Oltre 11 mila, secondo il numero fornito al termine della diretta dalle operatrici dell”Hermitage, sono i visitatori che hanno seguito la visita guidata. L”iniziativa è stata offerta dall”istituzione culturale russa in segno di solidarietà ai cittadini dell”Italia «che vive adesso un periodo non facile». «Non possiamo prestarvi un aiuto medico o finanziario – si legge nella presentazione sotto al video -, ma speriamo di fare almeno qualcosa per abbellire questo momento duro attenuandolo con la bellezza infinita dell”arte. E” il nostro modo per dirvi che siamo insieme a voi, anche se virtualmente». (mi.ta.)

Per chi se la fosse persa, il video della visita si può recuperare cliccando qui.

Di seguito altre idee per tour virtuali tra i musei più belli del mondo: Pinacoteca di Brera – MilanoGalleria degli Uffizi – FirenzeMusei Vaticani – RomaMuseo Archeologico – AtenePrado – MadridLouvre – ParigiBritish Museum – LondraMetropolitan Museum – New YorkNational Gallery of art – Washington 

In tempo di Coronavirus il museo si visita virtualmente: l'iniziativa dell'Hermitage di San Pietroburgo
Cronaca 26 Marzo 2020

Coronavirus, è aperto il conto #iosostengoMedicina per sostenere i servizi agli isolati della zona rossa

Tra Medicina capoluogo e la frazione di Ganzanigo, più o meno 12 mila abitanti in tutto, ci sono oltre 200 persone in isolamento perché positive al Covid-19. Ogni giorno c’è la conta e purtroppo, spesso, c’è chi non ce l’ha fatta. La prima settimana di «zona rossa» ha quasi travolto il sindaco Matteo Montanari e la squadra rimasta in Comune. Ci sono figli dei genitori separati per i quali occorre decidere dove staranno fino alla fine della quarantena; ci sono le varie centinaia di richieste di autorizzazioni per uscire, delle quali solo alcune decine sono state accolte, ad esempio quelle degli agricoltori di una zona agricola come Medicina.

Al momento sono circa cento le persone in isolamento che hanno bisogno a domicilio di farmaci, spesa (due giorni a settimana) o buttare i rifiuti. «L’Ausl, quando chiama per verificare lo stato di salute, chiede anche se ci sono delle necessità, poi passa le richieste all’Asp che coordina le consegne», spiega il sindaco. Non gira denaro perché «al momento è il Comune che copre i pagamenti per farmacie e negozi». Anche per questo è stato attivato nei giorni scorsi #iosostengoMedicina, un conto sul quale si può fare una donazione (Iban IT20C0760102400000000298406 – codice Swift BPPIITRRXXX, Causale Comune di Medicina Emergenza Covid19). «In questo modo è più semplice e rendiconteremo tutto». (l.a.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 26 marzo

Nella foto la consegna della spesa a chi è in isolamento

Coronavirus, è aperto il conto #iosostengoMedicina per sostenere i servizi agli isolati della zona rossa
Cronaca 26 Marzo 2020

Con i meme sui social si ride anche del sindaco di Ozzano Luca Lelli

Da tre anni, su Instagram e Facebook, si aggirano i meme di «Comunque meglio Ozz». Non cercate di sapere chi c’è dietro perché i tre amministratori tengono a mantenere l’anonimato e, sebbene sfruttino continuamente le immagini per il loro progetto, non vogliono assolutamente comparire in foto, alimentando il mistero.

La community che hanno formato è di 2.300 follower su Instagram. «Riteniamo sia un buon numero, ben oltre le nostre aspettative, essendo una pagina solo ed esclusivamente dedicata a Ozzano» racconta Edoardo, 27 anni, che gestisce le pagine assieme a Davide e Leonardo, entrambi 28 anni. Qualche like eccellente su Facebook lo hanno ottenuto. Come da Luca Lelli, sindaco di Ozzano, molto attivo sui social network, che talvolta viene preso di mira bonariamente (è il diretto interessato il primo a riderne) dal trio per la parlata veloce, l’aspetto fisico o il sorriso. Come è successo questa volta dopo una delle sue dirette Facebook di qualche giorno fa dove esortava i cittadini ad essere meno indisciplinati, rimanere in casa e non uscire se non per giustificati motivi. (ti.fu.)

L’articolo completo su «sabato sera» del 26 marzo.

Nella foto: il sindaco di Ozzano Luca Lelli

Con i meme sui social si ride anche del sindaco di Ozzano Luca Lelli
Cronaca 26 Marzo 2020

Coronavirus, più letti e un reparto sub-intensivo a Imola, nella rete anche l’Osco di Castello, équipe per le visite a domicilio

Per far fronte ai tanti ricoveri causa Coronavorus, la sanità imolese si riorganizza nuovamente in corsa. Nell’ospedale di via Montericco ci sono attualmente 118 posti dedicati di reparto al 3° e 4° piano mentre i 12 letti di terapia intensiva disponibili sono stati incrementati ulteriormente di altri 4 posti anche grazie ad alcune modifiche strutturali realizzate in due soli giorni per isolare la zona Covid da quella no-Covid.  

Inoltre, l’open space dell’Osservazione breve intensiva del pronto soccorso è stato trasformato in 8 posti letto dedicati al monitoraggio e trattamento con ventilazione non invasiva dei pazienti Covid-19 o sospetti tali con polmonite interstiziale refrattari all”ossigenoterapia convenzionale. Un reparto sub-intensivo denominato Ecu (Emergency care unit) allestito con attrezzature dedicate (ecografi, ventilatori polmonari, emogas analizzatori) in gran parte donate o acquisite grazie alle tante donazioni di cittadini, imprese ed associazioni delle ultime settimane. 

Modifiche rapide e in corsa che vedono il resto dell’attività sanitaria per chi non è malato di Coronavirus limitata alle problematiche urgenti e non differibili e quindi nell’ospedale di Imola il trasferimento dell’Unità intensiva coronarica in Cardiologia, delle chirurgie al 4° piano del Dea (Ortopedia) e dei pazienti internistici al 6° piano (Medicina A- Geriatria). I letti di terapia intensiva per pazienti no-Covid sono solo 5 ma, in caso di necessità, la rete regionale in questi giorni ha visto l’inserimento anche dei posti di terapia intensiva delle strutture private disponibili per il nostro territorio.   

Iniziano intanto anche le prime dimissioni dal reparto medico (15 negli ultimi due giorni). Per queste persone, non ancora guarite ma che non necessitano più di ricovero, è stata attrezzata la Struttura residenziale cure intermedie dell’Osco di Caste San Pietro. I 21 posti letto in viale Oriani da oggi sono dedicati a pazienti Covid19 in dimissione da altri reparti che non possono restare al domicilio perché necessitano ancora di assistenza infermieristica o che non hanno le condizioni domiciliari adatte all’isolamento. Le persone ricoverate precedentemente nella Srci sono state spostate temporaneamente presso le case di riposo del territorio, quando non dimissibili a domicilio.  

Infine nascono le Usca (Unità speciali di continuità assistenziale). In pratica équipe costituite da medici di continuità assistenziale e infermieri, che faranno visite a domicilio su segnalazione dei medici di famiglia. A grandi linee, il modello già applicato nelle scorse settimane per la zona rossa di Medicina. Le persone in isolamento domiciliare o che presentano sintomi similinfluenzali e respiratori potranno telefonare al proprio medico di famiglia dalle ore 8 alle 20, dal lunedì al venerdì, mentre nei prefestivi e festivi e nelle ore notturne occorrerà chiamare il 800040050. Sempre le Usca saranno impegnate in una prima fase per l’intervento sperimentale di profilassi farmacologica sui cittadini sintomatici residenti nel Comune di Medicina. (r.cr.)

Coronavirus, più letti e un reparto sub-intensivo a Imola, nella rete anche l’Osco di Castello, équipe per le visite a domicilio
Cronaca 26 Marzo 2020

Sabato Sera, questa settimana in Prima Pagina

Oggi esce in edicola il nuovo numero di «sabato sera»: ecco un breve riassunto di ciò che troverete in prima pagina.  

EMERGENZA CORONAVIRUS. Reparti Covid a pieno regime nelle settimane più difficili

CRONACA. Lancette avanti un’ora tra sabato e domenica

ECONOMIA & LAVORO. Le idee «antivirus» di Tazzari, Wasp e Lesepidado. Nuovo magazzino a servizio di Despar vicino all’A14Un Interspar dove c’erano i capannoni.

EDITORIA.  I libri per bambini e ragazzi del catalogo 2020 di Bacchilega Junior

GIORNALISMO. Gianni Mura a «sabato sera» nel gennaio 1998

SCRITTURA. Ostaggi del virus, il diario dello scrittore medicinese Corrado Peli dalla zona rossa

EDICOLE. «Un salto in edicola» con il «sabato sera»

OLIMPIADI TOKYO 2020. Manifestazione a rischio, parlano i nuotatori Scozzoli, Carraro e Bianchi 

BASKET. Il castellano Demis Cavina primo in A2. Paolo Sgorbati e l’idea di unire il basket giovanile

Nella foto: le prime pagine di «sabato sera»



Sabato Sera, questa settimana in Prima Pagina
Cronaca 25 Marzo 2020

Coronavirus, Venturi: “A Medicina cominciamo la profilassi sperimentale volontaria sui positivi”

Il commissario regionale all’Emergenza Coronavirus Sergio Venturi l’ha annunciato questa sera nel consueto aggiornamento su dati e novità organizzative: comincerà da Medicina la profilassi basata sull’assunzione di farmaci, concordati con gli infettivologi del Sant’Orsola insieme all’Ausl di Imola, che coinvolgerà positivi  sintomatici.

Una “sperimentazione farmacologica mai fatta prima che se darà qualche elemento positivo estenderemo anche al resto del territorio di Bologna e della regione. Le Aziende sanitarie hanno siglato accordi con infettivologi e medici di famiglia per poterlo fare”.

La profilassi non sarà obbligatoria ma volontaria, ed è rivolta a tutti i residenti del comune – non solo della zona rossa – che si trovano in isolamento a casa con sintomi da Covid-19. I potenziali interessati saranno chiamati presso gli ambulatori. “Sarà una garanzia in più per le persone – assicura Venturi -. Invece di stare chiusi nei fortini, gli ospedali, ora siamo noi che contrattacchiamo per rompere l’assedio altrimenti le battaglie non si vincono”. (l.a.)

Coronavirus, Venturi: “A Medicina cominciamo la profilassi sperimentale volontaria sui positivi”
Cronaca 25 Marzo 2020

Medicina «zona rossa» contro il virus – Economia sommersa e contrabbando

Mercoledì 25 marzo, Medicina «zona rossa». Tu proibisci qualcosa e l’uomo trova modo di procurarselo. Chiudono le scuole. Le maestre mandano agli alunni compiti e schede da stampare. La piccola stampante domestica beve inchiostro come la vecchia Cinquecento del nonno. Inchiostro e carta finiscono, ma tutti i negozi (tranne gli alimentari) sono chiusi. Hai un amico che vende cartoleria, fiuti il business del contrabbando, come ai tempi del proibizionismo. Ma lo fiuta anche il sindaco, che concede qualche apertura straordinaria alle cartolerie, così da garantire l’attività didattica. Il tuo business illecito termina ancor prima di cominciare.

È una breve parabola che sintetizza la situazione all’interno della zona rossa. Adesso ne sto pensando un’altra, tutti sono presi da un’irrefrenabile voglia di giardinaggio e bricolage, ho percepito in rete una certa necessità di vernice, copale, terriccio, concime… il problema è che non conosco nessuno che abbia un ferramenta. Io, ad esempio, mi sono dedicato al giardinaggio. Sabato scorso ho travasato sette piantine grasse dai piccoli vasetti in cui si trovavano in vasi più grandi che, fortuna mia, avevo a disposizione. Domenica le ho riportate nei vasi piccoli. Lunedì le ho ritravasate in quelli grandi, martedì di nuovo nei piccoli, oggi ancora nei grandi. D’altronde ho soltanto queste piante e ho soltanto quei vasi a disposizione. Che devo fare? (Corrado Peli)

Nelle foto: Corrado Peli sul terrazzo di casa

Medicina «zona rossa» contro il virus – Economia sommersa e contrabbando

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