Articoli dell'autore: SabatoSera Redazione

Cronaca 16 Ottobre 2019

Vaccini, sono tutti in regola i bambini iscritti ai nidi comunali di Castel San Pietro e Osteria Grande

Sono tutti in regola con le vaccinazioni obbligatorie i bambini iscritti ai nidi d”infanzia comunali di Castel San Pietro Terme. I 102 piccoli, di cui 60 frequentanti il nido Girotondo nel capoluogo e i 42 iscritti al nido Arcobaleno di Osteria Grande, sono tutti in possesso del requisito essenziale per poter frequentare i servizi per l”infanzia, vale a dire hanno tutti eseguito i vaccini previsti per la loro età. Le uniche due famiglie che, all”atto dell”iscrizione, non erano ancora in regola hanno infatti provveduto a sistemare la loro situazione.

La notizia è stata accolta con soddisfazione dal sindaco di Castel San Pietro Fausto Tinti, che ha dichiarato in proposito: «E’ un risultato di eccellenza all’interno di una realtà regionale particolarmente attenta alla tutela della salute dei cittadini e ai servizi per l’infanzia. La nostra è una comunità che si sa proteggere, in accordo con la cultura medico-scientifica, una comunità consapevole dell’importanza delle coperture vaccinali per la tutela in particolare delle persone più fragili, come bambini, anziani, malati». «Questo straordinario risultato – ha a sua volta sottolineato l”assessora alle Politiche educative, Giulia Naldi – è anche il frutto delle campagne d’informazione da tempo messe in atto da Regione e Ausl di Imola, supportate a livello locale dall’Amministrazione e dall’impegno del personale comunale, che ringrazio per la collaborazione».

La copertura vaccinale in Emilia Romagna è cresciuta negli ultimi anni a fronte di un calo complessivo a livello nazionale e non solo per i vaccini obbligatori, ma anche per quelli raccomandati. Secondo i dati di fine 2018, oltre il 95% dei bambini entro il 2° compleanno risultavano aver completato il ciclo vaccinale di tre dosi di antipolio, antidifterite, antitetano, antipertosse, antiepatite B, antiemofilo b, mentre il 93% aveva effettuato la prima dose di vaccino contro morbillo, parotite e rosolia. Ben sopra al 90% anche la copertura per quanto riguarda le vaccinazioni raccomandate, con quella per lo pneumococco al 93,8% e quella per il meningococco C al 92,1%. E se le coperture per la prima infanzia sono risultate molte alte, la tendenza positiva risultava confermata anche nelle successive fasce d’età rilevate. vale a dire 7 anni e 16 anni. (r.cr.)

Vaccini, sono tutti in regola i bambini iscritti ai nidi comunali di Castel San Pietro e Osteria Grande
Economia 16 Ottobre 2019

Lavori in corso per la nuova ala della Fondazione Iret che ospiterà la stampa 3D dei biotessuti

La Fondazione Iret ha sede in uno stabile basso e chiaro, con porta e finestre rosse. Da inizio settembre ai colori di sfondo si è aggiunto l’arancio della rete a protezione del cantiere in corso sul retro dell’immobile e dove sorgerà una nuova ala di circa 200 metri quadri, che andrà ad aggiungersi alla struttura esistente, dalla superficie di circa 550 metri quadri. «Per garantire la sua competitività sul piano nazionale e internazionale – spiega la presidente, Luciana Giardino – la Fondazione Iret ha messo a punto un piano di sviluppo a cinque anni, il cui obiettivo è aumentare il potenziale di ricerca e di presidio delle tecnologie emergenti, potenziando al tempo stesso la capacità di dialogare con le imprese, anche attraverso il suo ruolo di soggetto gestore del Tecnopolo di Bologna, intitolato tre anni or sono al premio Nobel Rita Levi Montalcini. Quanto siamo riusciti a fare finora e questo ulteriore salto in avanti sono la conferma che il modello virtuoso ed economicamente sostenibile che Iret persegue tenacemente dalla sua fondazione non solo si è dimostrato adeguato, ma è in grado di crescere. Unendo le energie positive del pubblico, del privato aziendale, del privato no profit e delle associazioni di pazienti possiamo perseguire obiettivi di ampio respiro con ricadute certe per tutto il sistema».

Nella nuova ala troveranno posto la biblioteca, quattro uffici, verrà trasferito dalla struttura attuale il laboratorio di microscopia. Saranno inoltre realizzati due laboratori per la ricerca industriale, uno dei quali dedicato alla stampa 3D. Nuovi spazi che consentiranno di potenziare la ricerca in corso sulle cellule staminali e che agevoleranno lo sviluppo di start up innovative nel campo delle Scienze della vita. I lavori, partiti a inizio settembre, dovrebbero essere ultimati entro marzo. Il progetto tecnico è curato in forma solidale dall’ingegnere Luca Rossi e dall’architetto Flavio Gardini, dello studio bolognese Nobo. Tra le imprese coinvolte, anche l’imolese Lacky Impianti elettrici e Dm Costruzioni di Toscanella. L’importo dell’intervento è di circa 350 mila euro, finanziato al 60% dalla Regione Emilia Romagna.

«E’ la prima volta che la Regione ci co-finanzia lavori strutturali. Ma – tengono a precisare – ci stiamo attivando anche per cercare partner sul territorio disponibili a sostenere il progetto, totalmente no profit». Tra i primi a rispondere all’appello è stato il gruppo Italcer, di cui fa parte l’azienda ceramica La Fabbrica di Castel Bolognese, tra le imprese acquisite dal Fondo di investimento Mandarin Capital partners II, legato all’economista imolese Alberto Forchielli. Italcer ha infatti deciso di donare l’intera pavimentazione della nuova struttura. (lo.mi.)

Lavori in corso per la nuova ala della Fondazione Iret che ospiterà la stampa 3D dei biotessuti
Economia 16 Ottobre 2019

Visita alla Fondazione Iret di Ozzano Emilia, dove si fa ricerca sulle malattie neurodegenerative

La Fondazione Iret è uno dei centri di eccellenza che lo scorso 27 settembre, in occasione dell’evento «Emilia-Romagna Open» e della «Notte europea dei ricercatori», ha aperto le porte al pubblico. Non ci siamo lasciati scappare questa opportunità e ci siamo uniti al piccolo gruppo di visitatori, composto per lo più da studentesse universitarie e accolto in modo caloroso negli spazi di via Tolara di Sopra. A fare gli onori di casa è stata la direttrice scientifica della Fondazione, Laura Calzà, che ha spiegato in modo chiaro di che cosa si occupa l’ente no profit, voluto dieci anni or sono da lei e dalla collega Luciana Giardino, oggi presidente della Fondazione, facendo poi seguire la visita ai laboratori. Infine, ha risposto alle nostre domande.

Dottoressa, ci può fare qualche esempio dei risultati raggiunti dalle vostre ricerche?
«Per quanto riguarda la demenza di Alzheimer, abbiamo lavorato sulla fase pre-clinica, dimostrando una vulnerabilità legata al metabolismo energetico del sistema nervoso, che compare ben prima delle placche tipiche dell’Alzheimer. La nostra ricerca ha evidenziato che esiste una sofferenza metabolica che provoca difficoltà nelle risposte, ancor prima che si depositino tali placche. Sul tema dell’alterazione del linguaggio tipica nei malati di Alzheimer, in collaborazione con i colleghi del dipartimento di Filologia classica e Italianistica dell’Università di Bologna, abbiamo provato a usare metodiche nuove di analisi del linguaggio per una diagnosi il più precoce possibile. Si tratta di linguistica computazionale applicata al linguaggio spontaneo: non quello, per intenderci, legato alla visita in ambulatorio, dove il paziente tende ad esprimersi in una situazione di ansia, ma applicata al parlato registrato in contesto naturale. L’analisi computerizzata è in grado di cogliere segni più precoci di alterazione linguistica. Intonazione, pause, enfasi e musicalità risultano in effetti alterati, ancor prima della perdita della parola stessa».

Se ci si volesse sottoporre a questo tipo di test a chi ci si può rivolgere?
«Lo sconsiglio caldamente: il metodo, anche se già ripreso da altri laboratori (l’ultimo in ordine di tempo, un gruppo cinese) deve essere ulteriormente validato. Ma esistono anche altre ragioni. Faccio un paragone estremo: genitori portatori di una malattia genetica effettuano il test per sapere in anticipo se il loro bimbo sarà malato. Siamo sicuri di volere una diagnosi quando non abbiamo ancora una terapia per quella malattia? Si tratta di novità e procedure che devono essere inquadrate in un contesto preciso. Da una parte c’è l’esigenza di ricerca: potremo sviluppare una terapia per rallentare la demenza se avremo gli strumenti per identificare la malattia prima che sia manifesta. In altri termini: dovremmo avere gli strumenti per dire a una persona se è a maggior rischio. Negli Usa si fa senza problemi, così come nei Paesi del nord Europa. In Italia è un tema ancora difficile da affrontare edè una questione puramente culturale:da noi si fa ancora fatica a dire a un familiare che ha un tumore, anche se il tumore può essere affrontato, figuriamoci se si tratta di una malattia per cui non esiste ancora una cura. Abbiamo quindi anche un problema culturale, legato alla paura che alcune malattie inducono».

La Fondazione Iret lavora su molteplici fronti e collabora anche con il Montecatone rehabilitation institute. Di che cosa vi siete occupati di recente?
«Oltre alle lesioni acute e alle malattie degenerative croniche del sistema nervoso, qui studiamo le lesioni traumatiche del cervello e del midollo spinale. Per quanto riguarda Montecatone, un progettopre-clinico ha riguardato la possibilità di cercare di prevenire o ridurre gli effetti delle lesioni contusive del midollo spinale, e abbiamo brevettato una miscela di farmaci che, da un punto di vista sperimentale, è efficace per limitare i danni. Lesioni di questo tipo danno infatti il via ad altri fenomeni molecolari che nel giro di giorni, settimane e mesi si estendono. A questo fenomeno sono ascrivibili due complicanze sfortunatamente abbastanza comuni: il dolore e le contrazioni agli arti paralizzati. Dovremmo convincere il neurochirurgo che è opportuno intervenire in fase acuta, anche se ci scontreremo probabilmente con i dettami della medicina difensiva (per diminuire la possibilità che si verifichino esiti negativi per il paziente in seguito all’intervento sanitario)». (lo.mi.)

L”intervista completa è su «sabato sera» del 10 ottobre

Nella foto la sede della Fondazione Iret

Visita alla Fondazione Iret di Ozzano Emilia, dove si fa ricerca sulle malattie neurodegenerative
Cronaca 16 Ottobre 2019

Fa tappa all'autodromo di Imola la fiera dei serramenti organizzata dal Consorzio Legnolegno

«BeOpen Porte e finestre» è il principale evento italiano del settore del serramento. Venerdì 18 ottobre farà tappa per la prima volta a Imola, all’autodromo Enzo e Dino Ferrari (dalle ore 9), per tutti gli operatori della filiera ovvero serramentisti, rivenditori, installatori, imprese edili e progettisti. A organizzare l’iniziativa è Legnolegno, il Consorzio nazionale dei serramentisti, nato nel 1987 dalla Cna di Reggio Emilia e che raggruppa a livello nazionale circa 950 imprese. Da circa un anno, il presidente di Legnolegno è l’imprenditore imolese Fabio Ragazzini. «Per me è una grande soddisfazione – ci spiega – essere riuscito a portare a Imola questa che per Legnolegno è la manifestazione più importante dell’anno, perché si tiene in Emilia Romagna, regione dove ha sede il Consorzio».

Il programma della giornata prevede interventi istituzionali e workshop tenuti da esperti, consulenze gratuite per le imprese e una area expo con le novità di oltre 30 aziende partner. Si parlerà, ad esempio, di innovazione, normative, marketing e strategie digitali. L’argomento, però, più dibattuto in questo momento dagli operatori del settore è quello della detrazione in fattura, consentita dall’articolo 10 del Decreto crescita, in vigore dal 1° agosto, e che permette ai clienti di scontare in fattura una grossa percentuale dell’importo dovuto alle aziende (dal 50 al 75%), le quali saranno rimborsate dallo Stato nell’arco di 5 anni.

«Le aziende più strutturate – sottolinea Ragazzini -, come le grandi catene con crediti di imposta elevati, propongono già questo tipo di sconti ai loro clienti. Ma le piccole imprese non possono permettersi di applicare questa modalità di pagamento e vengono in questo modo messe in ginocchio. Cna ha già presentato un ricorso al Tar contro l’Agenzia delle entrate, chiedendo l’annullamento del provvedimento, e ha avviato una petizione, che ha già raccolto l’adesione di oltre 5 mila aziende del settore». La partecipazione all’evento è solo su invito. I lettori di «sabato sera» possono richiedere l’ingresso omaggio, compilando il modulo che si trova al link http://bit.ly/BeOpen_BO19_Press, e presentandolo all’entrata. (r.cr.)

Fa tappa all'autodromo di Imola la fiera dei serramenti organizzata dal Consorzio Legnolegno
Cronaca 16 Ottobre 2019

La scuola del cuore, la Croce rossa in piazza per informare sull'arresto cardiaco e le manovre salvavita

Una giornata in piazza per promuovere la formazione alla rianimazione cardiopolmonare e divulgare l”importanza delle manovre salvavita come la disostruzione, la disostruzione pediatrica e il massaggio cardiaco. La organizza il Comitato di Imola della Croce rossa italiana per sabato 19 ottobre, nell”ambito della campagna “La scuola del cuore”, che coinvolge 154 comitati Cri in tutta Italia in occasione della “World Restart a Heart Day 2019″ (la giornata mondiale di sensibilizzazione sull”arresto cardiaco).

A Imola l”appuntamento è in piazza Caduti per la Libertà sabato 19 ottobre, dalle 9 alle 19. Durante tutta la giornata saranno presenti in loco volontari della Croce rossa che mostreranno come si eseguono correttamente le procedure salvavita, anche mediante l”utilizzo del Dae, il defibrillatore semi-automatico esterno. Saranno inoltre fornite ai cittadini indicazioni su come effettuare in maniera efficace la chiamata ai soccorsi in caso di emergenza e saranno mostrati video che saranno ritrasmessi in diretta streaming sui canali social della Croce rossa. Per l”occasione il personale, che indosserà magliette rosse, distribuirà gadget e materiale informativo.

La giornata sarà inoltre l”occasione per presentare alla cittadinanza il nuovo mezzo della Cri di Imola, acquistato anche grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Imola, attrezzato anche per il trasporto di disabili (potrà infatti caricare fino a quattro carrozzelle). La cerimonia di benedizione avverrà alle 10, con la presenza del vicario generale della Diocesi di Imola, don Andrea Querzè. 

«Nell”arco della giornata – esorta la presidente del Comitato di Imola Fabrizia Fiumi – sono attesi tutti i cittadini, in particolare gli alunni e studenti delle scuole di Imola e circondario, i fruitori dei centri sociali e delle associazioni sportive. Costruiamo una cultura del soccorso, facciamo la differenza con facili manovre alla portata di tutti, impariamo a salvare una vita». (r.cr.)

Nella foto il logo della campagna “La scuola del cuore”

La scuola del cuore, la Croce rossa in piazza per informare sull'arresto cardiaco e le manovre salvavita
Cronaca 16 Ottobre 2019

Gli studenti dell'Istituto comprensivo 7 hanno incontrato Steven, discendente americano di Luigi Orsini

«I must say I’m sorry because I can’t speak Italian, but I hope you’ll understand me». Per prima cosa si è scusato del fatto che non parlasse italiano, augurandosi che gli studenti che aveva di fronte potessero capirlo comunque. E loro, infatti, hanno capito tutto quello che ha raccontato. Da un lato perché studiano inglese, dal l’altro perché sanno di suo nonno, o meglio del fratello del nonno, almeno quanto lui. L’americano che ha raccontato questa storia è Steven Orsini, nipote del fratello di Luigi Orsini cui è titolato l’Istituto comprensivo 7, in Pedagna, dove vanno a scuola i ragazzi che lo hanno ascoltato e intervistato. Di passaggio in Emilia Romagna per la passione sua e della sua famiglia per le regate, Steven Orsini ha accettato volentieri l’invito delle insegnanti della scuola ad incontrare gli studenti lo scorso lunedì 30 settembre. Il pronipote del poeta e scrittore imolese Orsini ha 71 anni e vive in una cittadina che si trova un’ora a nord di Seattle, dove ha a lungo lavorato come ingegnere nell’industria navale.

«Sei anni fa sono venuto a Imola per la prima volta per visitare la città natale di mio nonno Lorenzo Orsini e di Felice Orsini, il mio avo passato alla storia per aver tentato di assassinare Napoleone a metà dell’Ottocento – racconta il nipote -. Sono andato a informarmi sugli Orsini in biblioteca, dove mi hanno accolto con stupore e curiosità e mi hanno mostrato una vecchia foto di Luigi Orsini, fratello di mio nonno. Fatta eccezione per i baffi che Luigi portava, il suo volto era uguale a quello di mio fratello! Sapevo che il fratello di mio nonno scriveva, ma non mi aspettavo di trovare così tanto materiale firmato da lui quanto ce n’è nell’archivio Orsini in biblioteca. In famiglia tutti amiamo leggere, forse è una passione ereditata da lui. I contatti fra i due fratelli, Luigi e Lorenzo, hanno iniziato a perdersi quando mio nonno ha lasciato l’Italia, nel 1899, per cercare fortuna come architetto, e ce l’ha fatta, ha lavorato in diverse città americane costruendo magnifici palazzi governativi. Piano piano, a partire dalla sua migrazione, il ramo della mia famiglia ha perso il contatto con l’Italia e in un certo senso anche le nostre origini italiane – spiega-. Anche se il nonno a casa parlava italiano, mio padre voleva diventare un vero americano e non ha mai parlato italiano con noi. Per i casi della vita, mio padre, che ha studiato a New York, ha fatto poi carriera in Alaska, dove poi sono nato io. A differenza del papà, io e i miei fratelli ci siamo interessati molto alle nostre origini italiane. Ho trovato delle lettere di mio nonno, scritte in italiano, e so che apprezzava la carriera di scrittore del fratello. Anche il nonno è rimasto per sempre legato all’Italia e a Imola, nonostante se ne fosse andato. Tanto che, quando è rimasto vedovo, negli anni Cinquanta, è tornato seguendo il richiamo delle radici e quando si è spentosi trovava proprio qui. Ora riposa al Piratello, insieme ad altri Orsini». (mi.mo.)

L”articolo completo e altri contributi sulla vicenda sono su «sabato sera» del 10 ottobre

Nella foto Steven Orsini nella scuola intitolata al suo avo

Gli studenti dell'Istituto comprensivo 7 hanno incontrato Steven, discendente americano di Luigi Orsini
Cronaca 15 Ottobre 2019

Caos 5Stelle, la maggioranza prende tempo, Consiglio comunale rinviato, si scatenano le opposizioni

Nei giorni scorsi sembrava ci fossero state delle prove di dialogo tra la sindaca Manuela Sangiorgi e i sei consiglieri dissidenti della sua maggioranza 5Stelle. Invece ieri è arrivato il rinvio di due settimane della seduta del Consiglio comunale fissata per oggi. Il motivo? «Consentire alla consigliera subentrante di poter partecipare ai lavori del Consiglio comunale» si legge nell’atto a firma della presidente del Consiglio comunale, la pentastellata Stefania Chiappe.

«Non c’è una maggioranza è per questo che viene rinviato il Consiglio» rilancia deciso il vicepresidente dell’aula, il dem Fabrizio Castellari: «Siamo ai titoli di coda, una situazione indecorosa e irrispettosa. La città è bloccata da tempo in molti dei suoi aspetti principali e ora anche in quelli istituzionali. Se non ci sono le condizioni per andare avanti occorre prenderne atto: non si può rinviare il Consiglio finché non si ha una maggioranza. Se non si hanno i numeri per governare si riconsegnino le chiavi agli elettori, non si chiuda il Consiglio comunale».

Difficile dargli torto dopo quanto accaduto venerdì 11, ennesima surreale seduta del Consiglio comunale, durante la quale doveva avvenire la surroga del consigliere dimissionario 5Stelle Righini. Solo la «stampella» del voto arrivato dai banchi dell’opposizione da Giuseppe Palazzolo, di Patto per Imola, ha permesso il via libera. Numeri alla mano, la maggioranza aveva solo otto voti, compresa la presidente Chiappe e la stessa sindaca Sangiorgi, dato che nessuno dei sei consiglieri dissidenti era presente. Considerando che all’opposizione sono in dieci, neppure l’assenza di Simone Carapia tra le file della Lega era sufficiente a salvare la partita. E per oggi la situazione si profilava ugualmente difficile: la nuova consigliera Luciana Franceschini potrà entrare in aula a rimpinguare le esili schiere pentastellate, per l’appunto, solo tra quindici giorni.

Giunti a questo punto, il capogruppo dem Roberto Visani ha chiesto «formalmente una conferenza dei capigruppo alla presenza del segretario generale perché la spaccatura all’interno del M5s sta creando uno stallo istituzionale. Siamo a metà ottobre, in un Comune normale si comincia a ragionare di bilancio preventivo e piano degli investimenti, che significa cosa fare con i soldi incassati dopo che l’Amministrazione ha alzato le tasse ai cittadini».

Marco Casalini segretario imolese della Lega ha rincarato la dose: “L’ennesima dimostrazione di questa Giunta incapace a governare ed amministrare la comunità imolese.Non è concepibile che la città sia ostaggio di un’amministrazione che blocca le istituzioni e che rimanda i lavori d’aula di 15 giorni.Il Comune, gli imolesi, il territorio chiedono normalità, buonsenso, organizzazione invece ci si ritrova nel caos più assoluto e nell’imprevedibilità. Ci si renda conto – conclude – che così non si può continuare. Torniamo al voto”.

Giuseppina Brienza, coordinatrice di Italia in Comune per Imola e circondario, tira per la giacca la presidente Chiappe: “L’assenza della nuova consigliera è talmente importante da bloccare la politica cittadina per due settimane? E la giustificazione per questa assenza è più importante delle altre giustificazioni per assenza presentate nel corso dei mesi dai consiglieri della maggioranza “ribelli” e dai consiglieri di opposizione? In virtù di quale regola?”. (l.a.)

Nella foto i banchi vuoti dei consiglieri 5Stelle non presenti venerdì 11 ottobre

Caos 5Stelle, la maggioranza prende tempo, Consiglio comunale rinviato, si scatenano le opposizioni
Cronaca 15 Ottobre 2019

Autobus urta il tendone di un bar in via Appia, nel centro storico di Imola

Tempi duri per gli autisti Tper che si trovano a dover attraversare le vie del centro storico cittadino alla guida di autobus mastodontici, dovendo non solo scansare pedoni e ciclisti (essendo una Ztl) ma anche districarsi tra gazebo e ombrelloni delle attività commerciali e auto ivi parcheggiate. Questa mattina, alle ore 8.30, circa, uno di questi automezzi in transito in via Appia ha centrato l’ombrellone posto all’esterno della vetrina della panetteria-pasticceria «Le delizie di Altamura», abbattendolo.

Un incidente curioso, e per fortuna senza feriti ma con tanta paura per i presenti e qualche danno per il locale che ora toccherà a Tper risarcire. Infatti, va detto che di lì gli autobus non devono transitare. “Si è trattato di un errore del nostro autista che era diretto verso la stazione e non ha seguito il percorso corretto” hanno confermato da Tper.

Il mezzo, come si nota guardando la foto, è passato in un punto molto stretto data la presenza, oltre al tendone, anche dei posteggi riservati ai disabili sull”altro lato della strada. Sul luogo dell”incidente, a quanto risulta, non sono intervenuti nè la polizia municipale, nè i carabinieri e nemmeno la polizia. (fu.an. d.b.)

Nella foto (Isolapress): il luogo dell”incidente

Autobus urta il tendone di un bar in via Appia, nel centro storico di Imola
Cronaca 15 Ottobre 2019

Ciclopista del Santerno, GeoL@b critica il doppio attraversamento nell’ansa di Campola

«La Ciclopista del Santerno è una scelta che non convince». Parola di Giacomo Bugane, presidente dell’associazione “GeoL@b”, che dà appuntamento ai cittadini della Vallata alla Casa del fiume di Borgo Tossignano, domani pomeriggio, alle 18, per un incontro con Monica Guida e Patrizia Ercoli del Servizio Difesa del suolo, della costa e bonifica della Regione Emilia-Romagna,e con Claudio Miccoli del Servizio Area Reno e Po di Volano dell’Arpae.

«Non ci ha mai convinto, nel  progetto  di Area Blu, il duplice attraversamento nell’ansa di Campola attraverso due guadi – entra nei particolari Bugané –. I progettisti non hanno -evidentemente tratto profitto dalle lezioni di idraulica impartite dal Santerno a Carseggio nel 2014, 2016 e 2019».
Perché «non si mettono ostacoli al deflusso delle acque – aggiunge il presidente di GeoL@b –. Alla prima piena importante insorgono problemi non indifferenti. Da parte nostra, cercheremo di saperne di più sulla compatibilità dei guadi con la pianificazione regionale».

Fra l’altro, «è alla portata una alternativa ovvia, inspiegabilmente accantonata – continua Bugané –. Un chilometro e mezzo, seguendo il tracciato della vecchia ferrovia tra Borgo e Fontanelice, consente di collegare San Giovanni, dove arriva la ciclabile da Fontanelice, a Borgo».
Con diversi vantaggi: «consumo di suolo molto ridotto – comincia l’elenco il presidente –, costi per espropri conseguentemente limitati, cantierabilità facilitata, fruibilità tutto l”anno, pulizia e manutenzione a costi minimi».
Insomma, «c”è da chiedersi quali interessi abbiano indotto Area Blu a non prendere in considerazione questa soluzione», conclude Bugané. (lu. ba.)

Fotografia di Pietro Fabbri inviata dall”associazione GeoL@b

Ciclopista del Santerno, GeoL@b critica il doppio attraversamento nell’ansa di Campola
Cronaca 15 Ottobre 2019

Tanti doni alla Neuropsichiatria infantile da App&Down e “La centrale della birra'

Associazione App&Down a fianco del reparto di Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza dell’ospedale Santa Maria della Scaletta di Imola.
Nei giorni scorsi, il presidente Giuseppe Bianco e altri rappresentanti dell’associazione hanno consegnato all’Azienda usl cittadina le attrezzature acquistate grazie a quanto ricavato e donato nel corso dell’edizione 2019 de La centrale della birra.
Si tratta, nel dettaglio, di un Letto Bobath per fisioterapia, un fasciatoio, un seggiolone per i più piccini, un tavolo reclinabile ed un set multifunzione (sedie/sgabelli), per un valore di circa 3mila euro, che saranno utilizzati per le sedute di terapia riabilitativa e logopedica del servizio.

«L’entusiasmo, l’allegria e la generosità dei ragazzi di App&Down ci hanno davvero travolto in questi mesi – commentano il dottor Cosimo Ricciutello, direttore del reparto, e Giulia Suzzi, coordinatore tecnico –. Fin dalla primavera scorsa ci hanno comunicato la volontà di regalare al nostro servizio delle attrezzature che fossero di utilità e da quel momento siamo sempre stati in contatto, durante la festa La centrale e poi nella scelta di cosa acquistare per rendere più funzionale le nostre attività coi ragazzi. Il nostro è un servizio relativamente poco conosciuto a chi non lo frequenta, ed avere l’attenzione di questa associazione è stato un riconoscimento importante anche per tutti i nostri operatori».
«App&Down in questi anni ci ha dimostrato un’attenzione ed una sensibilità, indirizzata soprattutto verso i bambini e i ragazzi che curiamo, davvero importante – aggiunge Andrea Rossi, direttore generale dell’Ausl di Imola –. La nostra gratitudine all’associazione e tutti i cittadini che hanno partecipato alla festa La centrale per questa donazione».

«Siamo felici di dare il nostro contributo al meraviglioso staff del reparto di Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza – continua Giuseppe Bianco, presidente dell’associazione App&Down –. Sono persone speciali e speriamo che questi nuovi strumenti possano servire a migliorare il servizio di riabilitazione dei bambini». (r.cr.)

Tanti doni alla Neuropsichiatria infantile da App&Down e “La centrale della birra'

Cerca

Seguici su Facebook

ABBONATI AL SABATO SERA

Font Resize
Contrast