Articoli dell'autore: SabatoSera Redazione

Sport 15 Ottobre 2019

«Parole in pista», a Imola cinque incontri con giornalisti e personaggi

Grazie al successo ottenuto in 5 mesi di apertura, la mostra «Ayrton Magico. L’anima oltre i limiti», ospitata dal Museo Checco Costa (Maicc), posticipa la data chiusura al 3 maggio 2020, in concomitanza con il 26º anno dalla scomparsa del campione brasiliano. E si arricchisce anche la proposta: dal 17 ottobre al via «Parole in pista», una serie di appuntamenti (in collaborazione con Crame e Fondazione Cassa di Risparmio di Imola) con alcuni dei giornalisti più rappresentativi della F.1, da Ezio Zermiani a Giorgio Terruzzi, e ancora Carlo Pernat, lo storico manager di Valentino Rossi e il patron Gian Carlo Minardi.

Si parte giovedì 17 ottobre alle 21.15, a Palazzo Sersanti, con Giorgio Terruzzi. Quarant’anni vissuti in pista, Terruzzi è autore di «Suite 200. L’ultima notte di Ayrton», un racconto dove il giornalista immagina gli attimi di vita del campione nella sera che precede la domenica del Gp di Imola del 1994. A seguire gli appuntamenti si sposteranno al «Maicc» che, giovedì 7 novembre alle 21.15, ospiterà un’altra pietra miliare: «Ezio Zermiani racconta» è il titolo dell’incontro con lo storico giornalista. Zermiani, in compagnia di Gian Carlo Minardi e all’ex pilota Pierluigi Martini, racconteranno il pilota brasiliano e ripercorreranno quegli anni indimenticabili. Pino Allievi, giornalista della Gazzetta dello Sport e opinionista Rai, decano delle corse, e Carlo Cavicchi, ex direttore di Autosprint, sono gli autori, insieme a Roberto Boccafogli, di «Senna inedito»: quasi 250 immagini. Saranno i protagonisti dell’appuntamento al Museo di giovedì 14 novembre. Venerdì 22 novembre sarà la volta di un altro mito dello sport, Alex Zanardi, raccontato da Mario Donnini che al pilota bolognese ha dedicato il suo libro «Alex Zanardi, immagini di una vita».

A chiudere gli appuntamenti, giovedì 28 novembre, sarà un viaggio nelle tante storie di corse, dentro e fuori dalle piste, raccontate da Carlo Pernat, dirigente sportivo e manager, in libreria con un’autobiografia scritta con Massimo Calandri (giornalista di Repubblica): «Belìn, che paddock». (r.s.)

Nella foto: la mostra dedicata ad Ayrton Senna

«Parole in pista», a Imola cinque incontri con giornalisti e personaggi
Cronaca 15 Ottobre 2019

Il Cassero di Castel San Pietro si tinge di rosa e azzurro per la Giornata internazionale della consapevolezza sulla morte perinatale

Nella notte fra oggi e domani la torretta alta del Cassero di Castel San Pietro si illuminerà con i colori rosa e azzurro per testimoniare l’adesione del Comune alla Giornata internazionale della consapevolezza sulla morte perinatale (Babyloss Awareness Day), che ricorre oggi.

Un’iniziativa organizzata in sedici regioni italiane, in simultanea con cinquanta paesi in tutto il mondo, dall’associazione “CiaoLapo onlus”, da tempo presente a Castel San Pietro Terme con iniziative e incontri tenuti al Giardino degli Angeli e al Cassero Teatro Comunale.
Dal 2006 CiaoLapo si occupa di prestare assistenza alle famiglie colpite dalla morte di un bambino durante la gravidanza e dopo la nascita, promuovendo la ricerca e le attività di prevenzione e di sensibilizzazione sociale.
In questi tredici anni di attività ha offerto sostegno a più di cinquemila famiglie, e formato oltre ottomila operatori sugli aspetti psicologici e psicosociali dell’assistenza al lutto in gravidanza. (r.cr.)

Fotografia tratta dal sito internet del Comune di Castel San Pietro

Il Cassero di Castel San Pietro si tinge di rosa e azzurro per la Giornata internazionale della consapevolezza sulla morte perinatale
Cronaca 15 Ottobre 2019

Via ai lavori per riaprire il ponte di via Mingardona a Castel San Pietro

L’attesa sembra finalmente finita. A breve, condizioni meteo permettendo, partiranno i lavori che consentiranno finalmente di riaprire il ponte sul Sillaro di via Mingardona, al confine tra Castel San Pietro e Monterenzio, all’altezza della frazione di San Clemente.
«A  realizzarli sarà la ditta Edilbenincasa Srl di Corigliano Calabro, in provincia di Cosenza, che ha vinto la procedura negoziata per l’affidamento dell’appalto – aggiorna l’assessore castellano ai Lavori pubblici, Giuliano Giordani –. L’intervento dovrebbe iniziare nel giro di un mese».

Tanto per rinfrescare la memoria, il ponte è chiuso al transito dal 2018, dopo che le piene occorse tra febbraio e marzo di quell’anno l’avevano seriamente danneggiato. Il manufatto, realizzato nel 1957 dalla Bonifica Renana, è costituito da cinque campate con un interasse di 15 metri.
Nel 1994 era già stato oggetto di manutenzione a causa del crollo del muro a monte della spalla, lato San Clemente.
Ora il progetto redatto dalla società piacentina Geo&Domus Infrastrutture Srl prevede una serie di interventi, in particolare dal lato della frazione di San Clemente, tra cui la ricostruzione del muro d’ala di valle della spalla, la realizzazione di muro in gabbioni formati da reti metalliche e il ripristino della viabilità d’accesso, che comprende il rifacimento della strada e l’installazione di un breve tratto di guardrail metallici. Inoltre, per consentire l’intervento, l’alveo del Sillaro verrà deviato sotto la seconda campata per indurre il passaggio della corrente sotto le campate centrali.

Complessivamente, l’intervento ha un costo di 240 mila euro ed è stato interamente finanziato dalla Regione Emilia Romagna. (gi. gi.)

Altri particolari sul numero del Sabato sera del 10 ottobre

Fotografia tratta dai documenti tecnici del Comune di Castel San Pietrp

Via ai lavori per riaprire il ponte di via Mingardona a Castel San Pietro
Cronaca 15 Ottobre 2019

Grande festa per i dieci anni del Nido di Cornelia

Grande festa di compleanno, sabato scroso, per il Nido di Cornelia, che ha aperto le proprie porte alla città per festeggiare i suoi primi dieci anni di attività.

Attivo dal 2009, il Nido di Cornelia, gestito dalla cooperativa sociale Seacoop, è il primo in Emilia-Romagna, ideato e promosso da più aziende, quali Hera Spa e Asscooper-Legacoop, di cui fanno parte realtà come Cefla e Sacmi.
Si trova in un edificio costruito con criteri di eco-sostenibilità e bioedilizia, e propone alle famiglie il metodo pedagogico Montessori dopo averlo introdotto, con una sperimentazione partita nel gennaio del 2016, in seguito alla partecipazione delle educatrici del Nido, Micaela De Simone e Valeria Geraci, a un corso tenuto alla sede della Fondazione Montessori a Pavia.

«Lavorare per lo sviluppo della collettività è un onore e un onere che Seacoop cerca di portare avanti con cura e tendendo a migliorare continuamente – commenta Roberta Tattini, presidente di Seacoop –. L’esperienza di gestione del nido d’infanzia ‘Cornelia’ ci ha proposto una collaborazione tra pubblico e privato, aziende e municipalità, che ci ha stimolato e ha reso partecipe il gruppo di lavoro dell’area infanzia a formarsi sul metodo Montessori, in un percorso di crescita continua con i tanti bambini e le tante bambine che lo hanno frequentano e che sono iscritti/e a tutt’oggi al servizio».

«Il nido rappresenta un”occasione di crescita fondamentale per i bambini – aggiunge Francesca Broccoli, coordinatore pedagogico di Seacoop – e noi, come servizio, cerchiamo di accompagnare i bimbi nella scoperta e nello sviluppo che porterà ciascuno a costruire la propria identità. È curioso riflettere sul fatto che nei primissimi anni di vita si costruiscono i tasselli fondamentali che influenzeranno tutto lo sviluppo successivo del bambino e di questi anni non si conserva quasi memoria a livello consapevole. Rimane però dentro al bambino un bagaglio decisivo alla sua crescita, sono anni di formazione senza pari, potremmo dire. Maria Montessori, non a caso, definiva la mente del bambino in questo periodo “la mente assorbente”». (r.cr.)

Grande festa per i dieci anni del Nido di Cornelia
Cronaca 15 Ottobre 2019

Al Magazzino verde di Medicina la stagione teatrale per famiglie comincia domenica

Torna la programmazione teatrale per bambini e bambine al Magazzino verde di Medicina, curata da “La Baracca-Testoni ragazzi”, con una stagione per le famiglie, una per le scuole, progetti speciali, laboratori e il Cantamaggio.

La rassegna dedicata alle famiglie cresce, con nove spettacoli che si terranno la domenica alle 16.30 e due appuntamenti il giovedì alle 21 per i bambini più grandi e gli adolescenti.
«Dietro al progetto di Medicinateatro c’è da sempre l’idea di rendere il Magazzino verde un luogo vivo e significativo per la città di Medicina – commentano i curatori de La Baracca –. Uno spazio dove bambine e bambini, insieme alle loro famiglie o ai propri compagni di classe, possano incontrare il teatro e le arti performative in tutte le forme possibili».

La stagione teatrale per famiglie inaugura domenica 20 ottobre, a partire dalle 16, con un pomeriggio di festa e narrazione (ad ingresso gratuito) in compagnia degli attori e delle attrici de “La Baracca-Testoni ragazzi”, durante il quale sarà anche possibile conoscere la nuova programmazione, acquistare biglietti e abbonamenti, e iscriversi ai laboratori.

Il primo spettacolo del cartellone è in programma domenica 17 novembre alle 16.30 e si intitola I colori dell’acqua. Destinato a bambini da 1 a 5 anni, è uno spettacolo poetico sul rapporto con la natura e i colori, basato sul testo originale di Roberto Frabetti e fatto rivivere dalla regia di Andrea Buzzetti per la produzione de “La Baracca-Testoni ragazzi”. Il programma completo della rassegna nel numero del Sabato sera del 10 ottobre.

Fino a giugno si svolgeranno poi una rassegna per le scuole, i laboratori teatrali per bambini, adolescenti e giovani, e un ciclo di letture gratuite per bambini da 2 a 7 anni alcuni sabato mattina nel foyer del Magazzino verde in collaborazione con la biblioteca.

Dall’1 al 3 maggio si terrà inoltre il laboratorio residenziale Cantamaggio, mentre tra giugno e luglio le Notti verdi vedranno workshop e rappresentazioni degli spettacoli finali dei laboratori teatrali. (r.cr.)

Al Magazzino verde di Medicina la stagione teatrale per famiglie comincia domenica
Cronaca 15 Ottobre 2019

Emilia 4Lt costretta al ritiro in Australia, cedimento strutturale per la macchina di Onda Solare

E’ terminata dopo 775 chilometri la gara di Emilia 4 Lt, macchina ad energia solare dell’associazione castellana Onda solare partita domenica da Darwin per giocarsi la World solar challenge, competizione riservata alle vetture solari. La vettura ha riportato un cedimento strutturale che ha causato «danni importanti», come spiegato nella comunicazione ufficiale inviata sul gruppo Whatsapp del team.  

Nessun danno a pilota e passeggeri, fortunatamente, ma Emilia 4 si è dovuta arrendere, è stata trainata fino ad un punto di sosta dove sarà riparata per poter raggiungere comunque Adelaide, traguardo della gara e partecipare, per spirito sportivo, alla parata finale e ai festeggiamenti di chi si aggiudicherà il titolo. «Una decisione sofferta, siamo molto dispiaciuti – continua il team -, ma non c’erano le condizioni né il tempo per riparare l’auto e continuare la gara in maniera competitiva e sicura».  

L’obiettivo di Onda solare (già campione in carica l’anno scorso dell’analoga competizione l’American solar challenge) era aggiudicarsi anche il titolo australiano, che sarebbe stato un vanto nazionale dato che Emilia 4 era l’unica auto italiana in gara.  

Per quest’anno, purtroppo, resta l’amaro in bocca, ma l’intenzione di Onda solare è di riprovarci tra due anni dato che la competizione ha cadenza biennale (l’anno prossimo potrebbero ritentare con l’American solar challenge, si vedrà). (mi.mo.)

Nella foto Emilia 4Lt in gara in Australia

Emilia 4Lt costretta al ritiro in Australia, cedimento strutturale per la macchina di Onda Solare
Cronaca 14 Ottobre 2019

Dispositivi elettrici, Sorbi (presidente Osservatorio regionale sicurezza stradale): «Micromobilità sì, caos no»

Contrasto all’inquinamento atmosferico e al congestionamento urbano. Sono queste le premesse che hanno spinto l’Amministrazione imolese ad aderire alla sperimentazione della cosiddetta micromobilità elettrica (vedi Sabato sera del 29 agosto), opzione prevista dal decreto firmato lo scorso 4 giugno dall’allora ministro Danilo Toninelli ed entrato in vigore dal 27 luglio.

Premesse senza dubbio lodevoli per promuovere l’uso di dispositivi come monopattini elettrici, monowheel, hoverboard e segway.
«Tuttavia lo scopo legittimo di questo decreto di colmare un vuoto normativo, regolamentando l’utilizzo di dispositivi già presenti ma non previsti dal codice stradale, non è stato del tutto centrato», tiene a puntualizzare Mauro Sorbi, presidente dell’Osservatorio regionale dell’Emilia-Romagna per la sicurezza stradale.

«Innanzitutto – puntualizza Sorbi – i monopattini elettrici e gli altri sono definiti “dispositivi” e non “veicoli”, il che rende difficile l’applicazione delle regole previste dal codice della strada che valgono per tutti i veicoli circolanti. Senza uno specifico riferimento normativo, come si potranno sanzionare, ad esempio, il mancato rispetto del limite di velocità o la non conformità del mezzo? Non esiste nemmeno l’obbligo per il conducente di avere al seguito un documento, problema che peraltro vale anche per le biciclette e i pedoni, che pure sono utenti circolanti per le strade. Per il loro utilizzo – continua a puntualizzare Sorbi – non esiste poi il divieto di uso del cellulare, e dire che sia a livello regionale sia nazionale si spendono grandi somme per la sensibilizzazione alla guida sicura».

Insomma, preoccupa il possibile impatto sulla sicurezza stradale. «L’esperienza di Parigi dovrebbe essere un monito. Dopo la cosiddetta “anarchia dei monopattini”, con centinaia di microincidenti e ben due vittime, il codice della strada è stato aggiornato, così da dare alle forze dell’ordine regole certe di riferimento. Sarebbe quindi opportuno correggere il decreto con urgenza. La micromobilità non deve diventare microcriminalità», ammonisce Sorbi.

Altri particolari nel numero del Sabato sera del 10 ottobre

Dispositivi elettrici, Sorbi (presidente Osservatorio regionale sicurezza stradale): «Micromobilità sì, caos no»
Cronaca 14 Ottobre 2019

Dal 15 ottobre e fino al 15 aprile 2020 è consentita l'accensione degli impianti di riscaldamento

Da domani, martedì 15 ottobre, sarà consentito accendere i termosifoni per i residenti nel comune di Imola per 14 ore giornaliere (anche frazionate) comprese tra le 5 e le 23. Il periodo di accensione, che è quello normalmente previsto per la zona climatica in cui si trova tutta la regione Emilia Romagna e quindi il territorio imolese, durerà fino al 15 aprile 2020, salvo proroghe giustificate da eventuali temperature più rigide rispetto alle medie di stagione e comunque a seguito di apposita ordinanza comunale.

L”attivazione degli impianti comporta comunque il rispetto di precisi limiti di temperatura, la cui media non deve superare i 18°C + 2°C di tolleranza negli edifici industriali e artigianali e i 20°C + 2°C di tolleranza per tutti gli altri, comprese dunque le abitazioni. Le limitazioni sia di durata del periodo complessivo, sia di ore giornaliere consentite non si applicano però ai luoghi di cura (ospedali, cliniche) e alle strutture per anziani, minori e per il recupero di tossicodipendenti; alle sedi di rappresentanze diplomatiche e organizzazioni internazionali; a scuole e asili; a piscine, saune e assimilabili; ad edifici industriali e artigianali nei quali ci siano particolari esigenze di lavorazione.

Per chi non ottempera alle disposizioni relative non solo all”uso, ma anche alle manutenzione e al controllo degli impianti termici sono previste sanzioni. Il Comune di Imola ricorda infine che «a fronte di comprovate esigenze, il sindaco può ampliare i periodi annuali di esercizio, la durata giornaliera di attivazione degli impianti termici e può stabilire riduzioni di temperatura-ambiente massima consentita sia nei centri abitati che nei singoli immobili». (r.cr.) 

Dal 15 ottobre e fino al 15 aprile 2020 è consentita l'accensione degli impianti di riscaldamento
Cronaca 14 Ottobre 2019

Percorso per le mountain bike abbandonato a sé stesso, Giuseppina Brienza incalza l'Amministrazione

Mentre Imola ancora aspetta la nomina dell’assessore allo Sport che prenderà il posto di Maurizio Lelli, allontanato dalla Giunta oramai sei mesi fa, la coordinatrice di Italia in Comune per Imola e circondario Giuseppina Brienza incalza ancora una volta la prima cittadina Manuela Sangiorgi proprio sulla delega che ha momentaneamente mantenuto per sé.

«Nel quartiere Zolino, il percorso per le mountain bike inaugurato meno di tre anni fa si è trasformato in un grande prato completamente incolto, a causa della totale mancanza di manutenzione – spiega la Brienza, documentando la segnalazione con alcune fotografie scattate sul posto –. A ricordare quello che l’Amministrazione dovrebbe fare ma non sta assolutamente facendo (ovvero prendersi cura dell”area) è un cartello che descrive i cinque tracciati che erano stati immaginati per tutti gli amanti della mountain bike, di cui sono scomparsi addirittura i cartelli indicatori. E le cunette, le parabole e i saliscendi sono diventati mucchi di terra assolutamente indistinguibili e anonimi».

Il messaggo rivolto alla sindaca è che «non è corretto discriminare uno sport solamente perché non muove folle di atleti e di appassionati – aggiunge la coordinatrice di Italia in Comune per Imole e circondario –. Eppure, se la prima cittadina Manuela Sangiorgi è stata in grado di compromettere addirittura il futuro dell’Imolese e rema contro la piscina “Amedeo Ruggi”, non bisogna stupirsi del fatto che si comporti alla stessa maniera con quegli sport che evidentemente considera -ingiustamente- meno importanti».

Sommati tutti i casi, «il messaggio della sindaca è chiaro – conclude la Brienza –: gli sportivi cerchino impianti fuori città, perché a Imola non sono graditi». (r.cr.)

Fotografia inviata da Giuseppina Brienza

Percorso per le mountain bike abbandonato a sé stesso, Giuseppina Brienza incalza l'Amministrazione
Cronaca 14 Ottobre 2019

Nuovi cestini col posacenere per gettare i mozziconi di sigaretta

Non hanno un bell’aspetto, inquinano e si insinuano tra le pietre di strade e piazze dei centri storici, offrendo un’immagine di sciatteria e conplicando le operazioni di pulizia. Sono i mozziconi di sigaretta, verso i quali il Comune di Imola, in collaborazione con Hera, ha deciso di avviare un’azione di contrasto.

«Il mozzicone di sigaretta – spiega l’assessore comunale all’Ambiente, Andrea Longhi – è un rifiuto non biodegradabile che impiega circa 5 anni prima della completa degradazione. In questo lasso di tempo in esso rimangono intrappolate tutte le 4 mila sostanze chimiche potenzialmente tossiche che hanno origine dalla combustione del tabacco. La loro dimensione rappresenta anche un problema per la pulizia urbana poiché, a causa delle ridotte dimensioni, spesso non possono essere rimossi tramite i macchinari in uso per la pulizia delle strade».

Così, dal mese in corso, è iniziato il posizionamento di 23 nuovi cestini per i rifiuti da passeggio, dotati anche di posacenere, in alcune aree verdi della città: la pineta 13 Maggio 1944, il parco Vittime 11 Settembre 2001, il giardino Aurelio Barnabè (quadrato).

Questa è solo la prima tappa di un percorso che ne vedrà progressivamente la collocazione in tutte le aree maggiormente frequentate della città, aggiungendosi ai cestini da tempo già collocati nel centro storico. (r.cr.)

Nuovi cestini col posacenere per gettare i mozziconi di sigaretta

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