Articoli dell'autore: SabatoSera Redazione

Cronaca 12 Febbraio 2019

Il presidente Bonaccini il 13 febbraio a Medicina per il nuovo Palazzo comunale e il progetto Parco dello Sport

A Medicina mercoledì 13 febbraio ci sarà anche il presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini alla presentazione dei lavori fatti dopo il terremoto per il consolidamento del palazzo comunale e l’avvio del laboratorio partecipativo per il Parco dello Sport. L’Amministrazione guidata da Onelio Rambaldi ha deciso di racchiudere in un solo pomeriggio i due eventi. Si comincerà alle ore 17 presso il municipio di via Libertà con un percorso espositivo e rappresentazioni teatrali che condurranno in un tour del palazzo che sarà accompagnato da un progetto di virtual tour che consente di vivere un’esperienza multimediale immersiva ed interattiva a 360 gradi.

L’intervento di consolidamento e miglioria sismica del palazzo comunale si era reso necessario dopo che il terremoto del 2012 e i conseguenti controlli avevano evidenziato varie criticità nell’antico edificio (l’impianto originario è del Cinquecento). E’ costato oltre 1 milione ed è stato finanziato con fondi della Protezione civile nazionale per le attività di prevenzione sismica (ora è più sicuro di oltre il 60% rispetto alla situazione precedente), a questi il Comune ha aggiunto fondi propri per completare una vera e propria ristrutturazione «per la messa in sicurezza del luogo quotidianamente frequentato da centinaia di cittadini e anche al fine di valorizzare il bene e il territorio per accrescere la propria at-trattività in ambito metropolitano».

A seguire, alle ore 18.30, presso la palestra di via Battisti si terrà la presentazione del laboratorio di idee e percorso di progettazione partecipata con il quale Medicina intende dare vita ad un parco sportivo aperto a tutti all’interno della cosiddetta Città dello Sport di via Battisti, ovvero l’area del capoluogo attorno alla quale insistono palestre e campi sportivi. Il laboratorio di idee, che fa parte del Piano strategico locale comunale, si svolgerà nei mesi di febbraio e marzo ed è finalizzato a ripensare insieme ai cittadini spazi aperti, aree verdi ed eventuali attrezzature. Gli esiti del laboratorio con i cittadini diventeranno le linee guida di un concorso per i progettisti, che prepareranno il progetto del parco. Il gruppo di lavoro è formato da Elena Farnè, architetto ed esperta di progettazione partecipata, dall’architetto Riccardo Tagliaferri e per l’ammini-strazione comunale dall’ingegnere Rachele Bria e dalla geometra Silvia Suzzi. (r.cro.)

Nella foto il Palazzo comunale di Medicina dopo i lavori di consolidamento

Il presidente Bonaccini il 13 febbraio a Medicina per il nuovo Palazzo comunale e il progetto Parco dello Sport
Sport 12 Febbraio 2019

Ilaria Bianchi favorevole alla Champions del nuoto: «Più soldi per i campioni»

Viva la revolución! Una nuova era ha inizio, con quella che gli addetti ai lavori hanno già ribattezzato la «Champions League del nuoto». Sta infatti prendendo forma la Isl (International Swimming League), un nuovo circuito di gare (totalmente esterno alla Fina) lanciato dal magnate ucraino Konstantin Grigorishin e che gode già del pieno sostegno di atleti del calibro di Federica Pellegrini, Adam Peaty, Chad Le Clos, Katinka Hosszu e Sarah Sjöström. Il motivo è presto detto: guadagni superiori e una maggiore visibilità della disciplina. Dunque, rivoluzione: il nuovo circuito di gare sarà alternativo alla Fina, quindi non ci saranno sovrapposizioni. La neonata competizione si basa su una formula che vedrà coinvolte 12 squadre, corrispondenti a città europee e statunitensi, ma ogni team potrà avere al suo interno atleti di ogni nazionalità.

In ciascun appuntamento le squadre dovranno ottenere punti per la propria compagine e le migliori quattro del Vecchio Continente sfideranno le migliori rappresentative degli States nell’ultimo evento: le semifinali e finali dal 17 al 22 dicembre 2019, al Mandalay Bay Events Center di Las Vegas. «L’obiettivo di Grigorishin è rendere il nuoto più interessante di quanto non lo sia ora – spiega la castellana Ilaria Bianchi -. Gli atleti devono essere più indipendenti ed è giusto che i big guadagnino di più. Oggi la Fina paga 5.000 dollari un oro mondiale: una miseria se facciamo un confronto con sport più popolari, come il calcio. Inoltre, ogni atleta può avere al massimo uno sponsor per evento. In questo modo c’è una specie di dittatura e i migliori atleti del nostro sport hanno deciso di dire basta. Tutti crediamo che questo nuovo competitor obbligherà la Fina a modificare il proprio modo di fare: se la Isl ha montepremi più alti, perché partecipare agli eventi della Federazione Internazionale?».

Una situazione particolare.

«Direi abbastanza ridicola. Per fortuna la Federazione Italiana riconosce qualcosa a noi atleti; non siamo a livelli di uno sport professionistico, dobbiamo entrare nei gruppi sportivi militari per vivere, ma è pur sempre meglio di nulla. La Federazione greca, ad esempio, non dà un euro agli atleti: tutti lavorano».

La Fina non ha preso bene questa rivoluzione, giusto?

«Assolutamente no. All’inizio c’è stato uno scontro molto duro tra le parti, tanto che nel periodo natalizio la Fina ha fatto saltare un evento organizzato a Torino da Grigorishin, minacciando di squalifica gli atleti che vi avrebbero partecipato. Ora la situazione si è un po’ calmata, nel senso che la Federazione Internazionale ha dovuto alzare le mani: non squalificherà i suoi migliori atleti, si è resa conto di non poter competere a livello economico con questo magnate».

Sembra che tu sia del tutto favorevole a questo nuovo circuito.

«Sì, credo sia una bella ventata d’aria fresca per il nostro sport. Non so se porterà al professionismo a tutti gli effetti, ma è un passo importante. Purtroppo io non potrò godermi gli effetti per tanti anni, visto che sono nella seconda parte della carriera…». (an.cas.)

L”articolo completo su «sabato sera» del 7 febbraio.

Nella foto: Ilaria Bianchi

Ilaria Bianchi favorevole alla Champions del nuoto: «Più soldi per i campioni»
Cronaca 12 Febbraio 2019

Sarà finanziato da Regione e Bonifica Renana il bacino artificiale a Poggio Grande per raccogliere l'acqua depurata

I soldi ci sono e il progetto castellano di creare un bacino artificiale a Poggio Grande, accanto al depuratore comunale di via Meucci, per irrigare i campi della pianura tra Castello e Medicina sta per diventare realtà. All’interno del Piano di sviluppo regionale (Psr) è stato infatti approvato un finanziamento da 1 milione e mezzo di euro che serviranno per l’opera, che costerà complessivamente 2 milioni e 180 mila euro. L’idea, presentata dalla Giunta alla consulta di Poggio-Gaiana già lo scorso marzo, è quella – aveva spiegato l’assessore all’Agricoltura Anna Rita Muzzarelli – di «raccogliere l’acqua emessa dal depuratore civile cittadino, che oggi si perde». In questo modo si evitava la dispersione, nel periodo invernale, di risorse idriche preziose nel resto dell’anno per fare agricoltura di qualità.

Il nuovo invaso artificiale, che sorgerà su un terreno comunale di 5 ettari fino ad oggi affittato a scopo agricolo, raccoglierà le acque chiare, pulite e filtrate, in fuoriuscita dal depuratore che ad oggi finiscono nello scolo Laghetto, corso d’acqua che scorre fino a confluire nel torrente Gaiana che da Castello arriva a Medicina, alimentando le terre castellane ad est e, in seconda battuta, quelle della città del Barbarossa. Accumulando l’acqua nel nuovo invaso, la cui capacità è stimata da progetto in 100 mila metri cubi, l’irrigabilità verrebbe aumentata di almeno il 50%, a beneficio di una ventina di aziende dei due comuni comprese in un distretto irriguo di 170 ettari.

Della progettazione si è occupato il Consorzio della Bonifica Renana all’interno di 680 mila euro destinati al progetto. In questi giorni è lo stesso Consorzio che si sta occupando dei primi sopralluoghi, sondaggi e verifiche (geotecniche e chimiche, ma anche archeologiche e per scongiurare la presenza di eventuali residui bellici) propedeutiche al progetto esecutivo dell’opera, per la quale sarà poi pubblicata la relativa gara d’appalto nei prossimi mesi. «Dopo l’aggiudicazione dei lavori, la costruzione dell’invaso e delle opere di distribuzione richiederà circa un anno – fanno sapere dalla Bonifica Renana -. Il laghetto avrà argini fuori terra di quattro metri e una profondità dell’acqua di cinque. Sarà disponibile per le necessità degli agricoltori a partire dalla stagione irrigua 2021»

.Prima dell’arrivo del finanziamento regionale l’Amministrazione castellana dovrà approvare in Consiglio comunale la cessione gratuita del terreno per la realizzazione del nuovo bacino, un passaggio in calendario entro il mese di febbraio. L’impegno della Giunta Tinti in tal senso è stata di fatto la molla che ha fatto partire l’intero progetto. (mi.mo.)

Il servizio completo è su «sabato sera» del 7 febbraio    

Nella foto una veduta di come diventerà l”invaso secondo la Bonifica Renana

Sarà finanziato da Regione e Bonifica Renana il bacino artificiale a Poggio Grande per raccogliere l'acqua depurata
Cronaca 12 Febbraio 2019

Nomina a Montecatone, la dottoressa Virna Valmori è il nuovo direttore sanitario dell'istituto

Virna Valmori è il nuovo direttore sanitario del Montecatone Rehabilitation Institute. La nomina è stata effettuata direttamente dal direttore generale, Mario Tubertini, che ha così completato lo staff dirigenziale dell”ospedale. La dottoressa Valmori sostituisce Roberto Pederzini, andato in pensione dopo aver ricoperto l”incarico di direttore sanitario a partire dal 2005.

Virna Valmori ha conseguito nel 1986 la laurea in medicina e chirurgia all”Università di Bologna, per poi specializzarsi in  Igiene e Medicina preventiva, indirizzo Organizzazione dei servizi ospedalieri nel 1993, all”Università di Ferrara. Nel 1999 e nel 2000 ha conseguito due ulteriori specializzazion, rispettivamente in Diritto sanitario all”Università di Urbino e in Organizzazione dei Servizi sanitari all’Università di Tor Vergata di Roma. Prima di approdare a Montecatone, la dottoressa Valmori è stata dirigente medico della Direzione ospedaliera di Imola (1990-1997), direttore sanitario dell”Ausl di Senigallia (1998-2002) e direttore del Presidio ospedaliero Bufalini di Cesena (2002-2018).

«Ringrazio la dottoressa Valmori per aver accettato questo incarico e sono sicuro che con la sua esperienza darà un grande contributo a Montecatone», ha dichiarato il direttore generale Tubertini. (r.cro.)

Nella foto il neo direttore sanitario di Montecatone, Virna Valmori

Nomina a Montecatone, la dottoressa Virna Valmori è il nuovo direttore sanitario dell'istituto
Cronaca 12 Febbraio 2019

Il Comune di Imola vieta di dare cibo ai piccioni, sanzioni da 25 a 500 euro per i trasgressori

Multe da 25 a 500 euro per chi dà da mangiare ai piccioni. E’ quanto prevede l’ordinanza firmata dalla sindaca di Imola, Manuela Sangiorgi, l’8 febbraio scorso e appena entrata in vigore. Il provvedimento, nato con l’intento di contenere la presenza di piccioni nell’ambito urbano, prevede il divieto per chiunque, in tutta la zona urbana di Imola e delle frazioni (delimitata dai cartelli di inizio del centro abitato, in base al Codice della strada), di «somministrare ai piccioni ed altri volatili selvatici, con espresso divieto di gettare al suolo sia pubblico che privato, granaglie, sostanze di scarto e avanzi alimentari».

Non solo: l’ordinanza dispone anche l’obbligo per i proprietari di edifici situati in ambito urbano per chiunque a qualsiasi titolo vanti diritti su immobili, esposti alla nidificazione ed allo stazionamento dei piccioni, di «mantenere pulite da guano o uccelli morti le aree private sottostanti i fabbricati e le strutture interessate dalla presenza dei volatili; di schermare con apposite reticelle o altra modalità idonea, ogni apertura di soffitte, solai, sottotetti, onde impedire l’accesso ai piccioni per il riparo e la nidificazione». 

Diversi i motivi che hanno portato all’emissione del provvedimento, tutti citati nell’ordinanza stessa. In primo luogo, la constatazione che «la presenza di piccioni allo stato libero sul territorio comunale in ambito urbano, ha generato l’insorgere di problematiche di carattere igienico-sanitarie, con conseguenti disagi connessi sia all’accumulo del guano maleodorante, sia alla preoccupazione per il rischio potenziale di malattie infettive e parassitarie veicolate da volatili». Inoltre, si prende atto del fatto che gli interventi compiuti negli anni dal Comune per il contenimento della popolazione dei piccioni con metodi ecologici (in attuazione delle previsti dal piano quinquennale di controllo di cui alla L. 157/1992 elaborato dalla Regione) hanno avuto un’efficacia «comunque limitata oltre che controversa».

 Sono poi stati considerati altri tre fattori: la consapevolezza che «l’eccessiva presenza di volatili, pregiudizievole non solo delle condizioni igienico sanitarie ma anche del decoro pubblico, è determinata, tra l’altro, dalla somministrazione di cibo ai piccioni ed altri volatili selvatici per dispersione e/o abbandono nell’ambito urbano», le « numerose segnalazioni circa gli effetti di deterioramento del suolo e degli edifici, degrado delle strutture e scadimento delle condizioni igieniche dell’abitato determinati dal guano e «l’abitudine dei piccioni ad occupare soffitte, solai, sottotetti, specialmente di edifici disabitati» cosa che «favorisce la nidificazione in ambito urbano con aggravio delle condizioni igieniche». 

E’ il caso di sottolineare, infine, che la nuova ordinanza sostituisce quella precedente in materia, risalente al 2001, con l’avvertenza che anche la disposizione appena entrata in vigore «potrà essere revocata o rimodulata in funzione dei risultati conseguiti a contenimento della popolazione dei piccioni in ambito urbano». (r.cro.)

Immagine tratta dal sito del Comune di Imola

Il Comune di Imola vieta di dare cibo ai piccioni, sanzioni da 25 a 500 euro per i trasgressori
Cronaca 11 Febbraio 2019

Incendio nella notte in un'area di sterpaglie a Fontanelice

Un incendio è divampato nella notte a Fontanelice, in via Casolana. L”episodio è avvenuto ieri, con i vigili del fuoco di Imola e Medicina che sono rimasti impegnati per spegnere le fiamme dalle 22 fino circa all”1 di notte.

L”incendio è divampato in un”area di 600 mq, con un fronte di 30 metri per 20 di profondità, composto da sterpaglia e vegetazione tipica della macchia mediterranea, ma per fortuna privo di alberi. Non si sono registrati feriti o danni anche perché non ci sono case nelle vicinanze.

Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri di Castel del Rio che hanno messo in sicurezza la zona e controllato le operazioni di spegnimento delle fiamme. (d.b.)

Foto d”archivio

Incendio nella notte in un'area di sterpaglie a Fontanelice
Sport 11 Febbraio 2019

Calcio C: fuori Belcastro e Checchi nell’Imolese del martedì

L’Imolese in campo nel giorno in cui riprende la Champions League. Per i rossoblù è serie C, ma di qualità. Dopo il sabato vincente a Gubbio, arriva il martedì alle Acque Minerali contro la Sambenedettese: «Si rigioca subito – sono le parole di Alessio Dionisi -, contro una squadra forte che ci ha fatto lo sgambetto all’andata. La Sambenedettese può contare su giocatori molto bravi, in primis Stanco, un attaccante che in questa categoria fa la differenza. Purtroppo troveremo una squadra molto arrabbiata e motivata, che vorrà riscattare la sconfitta in casa di sabato con il Ravenna. Cercheremo di essere noi stessi e di fare una partita propositiva, contro una squadra che all’andata ci ha messo in difficoltà: a San Benedetto, nel secondo tempo, i loro valori sono emersi, parlo soprattutto dell’aspetto caratteriale. Dobbiamo vincere anche questo, perché sicuramente la loro personalità e il loro agonismo verranno fuori».
L’Imolese dovrà fare a meno di Belcastro e Checchi, oltre che di Garattoni. Altra incertezza riguarda il terzino sinistro Fiore. Per questo si può ipotizzare la stessa difesa che ha giocato a Gubbio, con Varutti a sinistra pronto a subentrare. L’alternativa è Zucchetti con il conseguente spostamento da destra a sinistra del duttile Sciacca è un”altra alte. Rossi, tra i pali, e la coppia centrale Boccardi – Carini sono garantite. In mezzo Carraro e Saber potrebbero avere Bensaja al fianco. Davanti l’assenza di Belcastro ci fa propendere per Mosti dietro a Lanini e…. difficile dirlo: Giovinco, De Marchi, Cappelluzzo e Rossetti sono tutti papabili. (Paolo Bernardi)

PROBABILE FORMAZIONE

IMOLESE (4-3-1-2) 22 Rossi; 2 Sciacca, 19 Boccardi, 26 Carini, 25 Fiore; 24 Saber, 21 Carraro, 4 Bensaja; 29 Mosti; 17 Lanini, 30 De Marchi. (1 Turrin, 6 Tissone, 7 Varutti, 8 Valentini, 9 Cappelluzzo, 11 Giannini, 14 Zucchetti, 16 Ranieri, 20 Gargiulo, 27 Rossetti, 28 Giovinco). All. Dionisi.

Nella foto Isolapress, Giuseppe Giovinco

Calcio C: fuori Belcastro e Checchi nell’Imolese del martedì
Cronaca 11 Febbraio 2019

Smog, Pm10 oltre i limiti per tre giorni, dal 12 al 14 febbraio misure emergenziali anche a Imola e Ozzano

Scattano ancora una volta, da domani martedì 12 febbraio a mercoledì 14, le misure emergenziali antismog previste dagli accordi regionali a fronte del superamento continuativo per tre giorni dei limiti delle polveri Pm10 nell”aria. Nonostante i limiti alla circolazione in vigore dal lunedì al venerdì e le domeniche ecologiche (compresa quella di ieri), i controlli dell”Arpae hanno infatti accertato gli sforamenti anche nel territorio bolognese, che dunque osserverà per tre giorni limitazioni più strette, al fine di abbassare i livelli di inquinamento presenti.

Come sempre le misure riguarderanno nel nostro territorio Imola e Ozzano Emilia, più tutti i centri dell”agglomerato urbano bolognese che sono, oltre a Ozzano, Argelato, Calderara di Reno, Casalecchio di Reno, Castel Maggiore, Castenaso, Granarolo dell’Emilia, Pianoro, San Lazzaro di Savena e Zola Predosa. In sostanza per tutti e tre i giorni, nella fascia oraria 8.30-18.30, il blocco della circolazione è esteso a tutti i veicoli (auto e commerciali) diesel euro 4, oltre ai diesel euro 0-1-2-3 e ai benzina euro 0 e 1, già interessati dalle limitazioni previste dal lunedì al venerdì e nelle domeniche ecologiche. 

Le misure emergenziali dettano poi le seguenti ulteriori limitazioni: il divieto di uso di biomasse per il riscaldamento domestico (in presenza di impianto alternativo) con classe di prestazione emissiva minore di 3 stelle o 4 stelle; l’abbassamento del riscaldamento fino a un max di 19° nelle case e 17° in attività produttive e artigianali (sono esclusi da tale obbligo gli ospedali, case di cura, scuole e luoghi che ospitano attività sportive); il divieto di combustione all’aperto; il divieto di sosta con motori accesi; il divieto di spandimento di liquami zootecnici senza tecniche ecosostenibili. Come sempre esclusi dai divieti tutti i veicoli elettrici, ibridi, a metano e gpl, o con almeno tre persone a bordo (car pooling) e i veicoli in deroga. Deroghe specifiche sono inoltre valide per alcune tipologie di veicoli e di utenti.

Per informazioni: www.cittametropolitana.bo.it/pianoaria e www.arpae.it.

Smog, Pm10 oltre i limiti per tre giorni, dal 12 al 14 febbraio misure emergenziali anche a Imola e Ozzano
Economia 11 Febbraio 2019

Eurovo presenta il progetto “Abbiamo la ricerca nel Dna' e dona 300.000 euro a tre istituti della regione

Eurovo continua a investire sul territorio. Dopo la scelta di sponsorizzare l’Andrea Costa Basket, lo scorso 30 gennaio il gruppo padovano delle uova, con sede e allevamenti anche a Imola e Mordano, ha presentato il nuovo progetto “Abbiamo la ricerca nel Dna”, per sostenere con 300 mila euro la ricerca scientifica condotta da tre realtà di spicco della nostra regione: l’Istituto ortopedico Rizzoli, l’Ail di Ferrara e l’Istituto oncologico romagnolo.

Per annunciare il progetto Eurovo ha scelto proprio Imola, «non solo perché questo è il territorio che ha permesso a Eurovo di svilupparsi – ha sottolineato Silvia Lionello, direttrice Servizi del gruppo – ma anche perché al centro del triangolo Bologna, Ferrara e Forlì, in cui operano le tre eccellenze che il gruppo ha deciso di supportare». E’ proprio Silvia, nipote dei fondatori, Rainieri e Anita, ad aver fortemente voluto questa iniziativa. «Per Eurovo – ha motivato – essere un’impresa che guarda al futuro significa sostenere quei progetti che concretamente aspirano al miglioramento della salute. Crediamo che le aziende debbano dimostrare con fatti concreti, anche con un orizzonte più ampio del ristretto ambito aziendale specifico, l’attenzione alle persone».

Ricerca scientifica e ricerca aziendale. Dal 2012 gli investimenti fatti da Eurovo in innovazione sono aumentati a ritmo esponenziale. «Nell’arco temporale 2012-2018 – conferma il direttore generale di Eurovo, Ireno Lionello – gli investimenti sono cresciuti di circa due terzi. Nel 2019 la crescita continua rispetto all’anno precedente di un più 8 per cento e, nel 2020, è previsto un ulteriore 10 per cento. Possiamo dire che la ricerca è nel Dna della nostra azienda, perché fa parte da sempre del nostro modo di fare impresa, per questo abbiamo deciso di dare questo titolo all’iniziativa. Siamo nati sessant’anni fa da un’idea imprenditoriale di mio padre e sin da allora abbiamo investito in ricerca. La ricerca è ciò che ha favorito lo sviluppo di nuovi prodotti e servizi e così in tre generazioni, sia la passione, ma anche l’innovazione e l’automazione dei processi, hanno reso una piccola impresa basata sulla sgusciatura manuale di uova il grande gruppo che siamo adesso». Eurovo, infatti, è presente non solo in Italia ma anche in Europa con 17 stabilimenti produttivi, 1.500 dipendenti e un fatturato che nel 2018 ha raggiunto i 650 milioni di euro. (lo.mi.)

Il servizio completo è su «sabato sera» del 7 febbraio    

Nella foto la presentazione del progetto di Eurovo al Sersanti il 30 gennaio

Eurovo presenta il progetto “Abbiamo la ricerca nel Dna' e dona 300.000 euro a tre istituti della regione
Cronaca 11 Febbraio 2019

Conca Verde, il Comune di Fontanelice ci riprova: dopo due anni di inattività è in arrivo un nuovo bando

Fontanelice ci riprova. Dopo due anni di inattività, la Conca Verde potrebbe finalmente tornare in funzione. Questo si augura l’Amministrazione comunale che ha preparato un nuovo bando alla ricerca di un gestore. La piscina pubblica è chiusa da tre anni, da quando il Comune avviò un contenzioso nei confronti di Geims, l’allora gestore, per inadempienze. Le questioni legali si sono risolte l’anno scorso con un accordo in base al quale Geims ha versato 40 mila euro e ha lasciato gli arredi, che sono divenuti così di proprietà comunale.

Sempre l’anno scorso l’Amministrazione aveva sistemato anche gli impianti di filtraggio ma non era riuscita a procedere per affidamento diretto e dunque la piscina era rimasta chiusa. Adesso Giunta e Consiglio comunale hanno approvato il nuovo bando, come spiega il sindaco Athos Ponti: «Confidiamo che in pochi giorni venga pubblicato». L’obiettivo è, dopo anni di incertezze, riuscire a stabilizzare la gestione. «Il bando prevede un’assegnazione di sei anni rinnovabili per altri sei – continua Ponti -. Un progetto sul lungo periodo, che non subisca nuovamente interruzioni, per questo il canone sarà di soli 1000 euro annui inoltre le attrezzature presenti saranno a disposizione. Il bando sarà aperto sia a società che singoli – continua Ponti – e speriamo abbia successo».

Altra nota dolente è il ristorante-pizzeria, sempre di proprietà comunale, all’interno del parco Conca Verde. «Stiamo lavorando anche qui ad un bando in modo tale che, se qualcuno fosse interessato a gestire sia piscina che ristorante possa partecipare ad entrambi. Per il momento, però, abbiamo dato priorità alla piscina». Il ristorante è chiuso dal 2015 e anche in questo caso a causa di un contenzioso, ma tra Comune ed ex-Provincia, ora Città metropolitana, di Bologna perché non sarebbero stati rispettati i vincoli previsti per il finanziamento ero-gato a suo tempo per la ristrutturazione (187 mila euro). (re.co.)

Il servizio completo è su «sabato sera» del 7 febbraio   

Nella foto la Conca Verde

Conca Verde, il Comune di Fontanelice ci riprova: dopo due anni di inattività è in arrivo un nuovo bando

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