Articoli dell'autore: SabatoSera Redazione

Cronaca 14 Febbraio 2019

Il 15 febbraio al Sersanti un incontro dedicato all'ospedale di Montecatone tra situazione attuale e prospettive

Il centro studi Alcide De Gasperi, l’associazione Imprese e professioni e il centro studi Luigi Einaudi organizzano un incontro dibattito sul tema “Istituto di Montecatone ospedale di riabilitazione, l’oggi… e le prospettive”. All’iniziativa, in programma venerdì 15 febbraio alle ore 17.30, presso il circolo Sersanti in piazza Matteotti, parteciperanno Mario Tubertini, direttore generale dell’Istituto di Montecatone, Marco Gasparri, presidente della Fondazione Montecatone, e Gianni Pieroni, presidente del Consiglio di amministrazione dell’Istituto. L’iniziativa è aperta a tutti.

Il Montecatone rehabilitation institute è una società per azioni con capitale interamente pubblico i cui soci sono l’Ausl di Imola e il Comune. La società è amministrata da un consiglio di amministrazione con funzioni di indirizzo e controllo e da un direttore generale responsabile della gestione di questo ospedale pubblico per la riabilitazione di persone con lesioni midollari o cerebrolesioni e il loro rientro nei territori di provenienza, con un nuovo progetto di vita compatibile con la disabilità acquisita. Inoltre, caratteristica unica nel panorama italiano, l’ospedale è dotato di un’Area critica, con 18 posti letto, che consente una presa in carico riabilitativa del paziente ancora in fase di instabilità clinica e quindi non autonomo relativamente alle funzioni vitali.

Inoltre, ricerca e innovazione hanno per l’Istituto di Montecatone un ruolo strategico e rappresentano cardini impre-scindibili della cura e dell’assistenza medico-riabilitativa. A tal fine vengono sviluppati progetti principalmente rivolti alla mielolesione, anche in cooperazione con partner italiani ed europei. Lo sviluppo e la gestione dei progetti di ricerca e di innovazione assistenziale sono supportati da un Comitato tecnico scientifico e da una apposita infrastruttura per la ricerca e l’innovazione. Il personale che presta la propria attività presso l’Istituto è costituito da 390 unità delle quali 352 dipendenti a tempo indeterminato e 38 dipendenti a tempo determinato.

Il 15 febbraio al Sersanti un incontro dedicato all'ospedale di Montecatone tra situazione attuale e prospettive
Cultura e Spettacoli 14 Febbraio 2019

Prima a Castello poi a Medicina, due serate con il live show comico di Nuzzo e Di Biase

Uno spettacolo dietro l’altro. Corrado Nuzzo e Maria Di Biase saranno al teatro Jolly di Castel San Pietro venerdì 15 febbraio alle 21.15 e alla Sala del Carmine di Medicina sabato 16 febbraio alle 21.15 con il loro Nuzzo Di Biase live show, uno spettacolo imprevedibile, surreale, esilarante, poetico. «Il Nuzzo Di Biase live show è un originale e strampalato spettacolo che mette in scena i tantissimi vizi e le poche virtù di un popolo che ha sempre saputo ridere e prendersi in giro – si legge nella scheda dello show -, invidiato per la sua creatività e fantasia, che di colpo si ritrova spaesato, povero e spaventato…. Come un uomo solo e senza soldi a Las Vegas o tanta gente ricca e felice, ma sul Titanic. Dopo aver assistito al Nuzzo Di Biase live show, non solo ricomincerai a sognare castelli in aria, ma ci pagherai anche l’Imu».

Il duo comico formato da Corrado Nuzzo e Maria Di Biase è una coppia d’arte e di vita. La loro comicità raffinata, spesso basata sul contrasto (esasperato) tra uomo e donna, ha ottenuto largo consenso tra il pubblico del piccolo schermo per la partecipazione in televisione al programma della Gialappa’s Band Mai dire lunedì, con la pièce Tua Sorella ed ancor prima con Mortality Show e Mai dire grande fratello & figli. Come autori, interpreti e registi spaziano dal teatro comico a quello drammatico, dall’esperienza radiofonica a quella televisiva, distinguendosi per l’uso di un linguaggio surreale che è ormai il loro marchio di fabbrica.

I posti per lo spettacolo al Jolly sono esauriti. Per Medicina: biglietto 12 euro, info 333/9434148.

ULTIM”ORA: lo spettacolo di sabato 16 alla sala del Suffragio di Medicina è stato rimandato a data da destinarsi

Nella foto Corrado Nuzzo e Maria Di Biase

Prima a Castello poi a Medicina, due serate con il live show comico di Nuzzo e Di Biase
Cronaca 14 Febbraio 2019

Nuovi autovelox e photored in arrivo a Imola, nel mirino Lughese, Montanara e gli incroci più trafficati

Traffico intensissimo, da grande arteria, con punte di velocità, sia di giorno che di notte, fino a 150 chilometri orari, dove il limite è invece di 70 chilometri orari. La fotografia della circolazione stradale lungo via Lughese, nel tratto interno al territorio comunale di Imola, lascia pochi dubbi sulla necessità di intervenire per tutelare la sicurezza di chi vi transita. In dettaglio, i rilievi effettuati da Area Blu, la società a cui è affidata la gestione del «sistema unificato di governo della mobilità», mostrano che il 57% dei veicoli che transitano sulla Lughese in direzione Lugo e il 54% dei veicoli che transitano in direzione Imola superano il limite di velocità, che è in quel tratto è di 70 km/h. Con circa il 3% che supera i 100 chilometri orari, fino a punte di 150 chilo-metri orari.

«Una situazione non accettabile e che ci spinge ad assumere tutte le misure necessarie a garantire una circolazione stradale con meno incidenti e meno vittime», spiega Andrea Longhi, assessore comunale a Legalità e Sicurezza, con delega alla Polizia municipale. Impegno esplicitato in un’apposita delibera, pubblicata nei giorni scorsi, ove l’Amministrazione comunale ha messo nero su bianco una serie di indirizzi e di direttive (destinataria appunto Area Blu) aventi lo scopo di incrementare la sicurezza stradale mediante l’implementazione di una serie di tecnologie. Nello specifico, l’acquisizione di un autovelox mobile, l’installazione di due autovelox fissi e l’installazione di un sistema di controllo automatico delle infrazioni, ” Il rosso ti vede”, negli incroci regolati da semaforo.

In verità, sia l’acquisto di un autovelox mobile sia l’installazione di sistemi di controllo automatico negli incroci regolati da semaforo erano scelte già individuate dalla precedente Amministrazione comunale. Scelte che ora vengono non solo confermate dall’attuale Amministrazione, ma rafforzate tramite l’acquisto di ulteriori due nuovi autovelox fissi. «Non ci interessa far cassa sulla velocità tramite gli autovelox ma far rispettare le regole al fine di avere una circolazione stradale più sicura, con meno incidenti e meno vittime, garantendo così la sicurezza delle persone», tiene a chiarire Longhi, in risposta alle accuse ricevute dalla Lega di voler potenziare il sistema di controllo per fare bilancio tramite le multe.

Ma vediamo uno per uno i nuovi interventi, ad iniziare dall’autovelox mobile. «Quello che nelle linee di indirizzo viene definito “velox mobile” è in realtà un dispositivo mobile che nelle nostre intenzioni deve essere in grado di rilevare se un’auto è assicurata, se è revisionata, se chi guida è al telefonino e se ha la cintura allacciata, oltre che misurare la velocità», dettaglia l’assessore. L’autovelox mobile supporterà gli agenti della Polizia locale nell’espletamento dei propri compiti di vigilanza sulle strade, assicurando rilevazioni in grado di costituire adeguate fonti di prova. Fra l’altro, tale dispositivo dovrà essere omologato dal ministero dei Trasporti e progettato per essere installato, in modo permanente, a bordo di qualunque tipologia di autoveicolo in uso al Corpo unico intercomunale di Polizia locale del Circondario imolese.

L’Amministrazione comunale ha poi confermato la scelta di installare il sistema “Il rosso ti vede” in altre intersezioni regolate da semaforo, ad iniziare dall’incrocio tra le vie Resistenza e Cartesio. Infine, saranno acquistati altri due autovelox fissi, da montare lungo le vie provinciali Lughese e Montanara.

L”articolo completo è su «sabato sera» del 14 febbraio

Nella foto un autovelox mobile già installato sulla via Lughese, ma funzionante solo in presenza di agenti della Polizia municipale

Nuovi autovelox e photored in arrivo a Imola, nel mirino Lughese, Montanara e gli incroci più trafficati
Cronaca 14 Febbraio 2019

Buona Settimana di Marco Raccagna: “Sanremo: Mahmood? Un ragazzo normale'

Alessandro Mahmood, in arte solo Mahmood, con la canzone Sold ha vinto il 69º Festival di Sanremo. Alessandro è di Milano, tra il quartiere di Basmetto e Gratosoglio, ed è nato nel 1992 da madre sarda e padre egiziano. Sono bastati il suo cognome, le parole ramadan e narghilè nel testo della canzone e forse qualche passaggio arabeggiante della melodia per fare scoppiare il caso. Con l’aggiunta che Mahmood ha vinto contro Ultimo, il favorito, grazie al voto dei giornalisti e della giuria d’onore, mentre la gente da casa aveva scelto proprio Ultimo e nettamente.

Ed eccoli subito i «nostri» vicepremier Salvini e Di Maio ad urlare allo scandalo, alla élite che si oppone al popolo, all’egiziano contro l’italianità. E in loro aiuto accorrere la trafelata giornalista ex craxiana e oggi leghista (domani si vedrà, dipende) Maria Giovanna Maglie, parlando di meticciato e di Maometto (Alessandro!) che ha vinto il Festival. Con tanto di trasmissioni televisive che si interrogano sul significato politico della vittoria di Mahmood. E a tutto questo bel clima da caccia alle streghe ecco che danno una mano quelli che a loro volta, altra faccia della stessa medaglia, gridano alla vittoria dell’accoglienza e dell’integrazione contro il Governo in carica e in particolare contro la Lega di Salvini. Vorrei chiuderla con «perché Sanremo è Sanremo» e invece accenno ad una questione che si evince da questo dibattito assurdo e che già ora mi preoccupa.

La politica, in Italia, da sempre invade anche il campo della vita privata. Basti pensare a quando anche nella nostra piccola Imola era di sinistra andare in una certa gelateria e di destra comprare il cono in un’altra. Ma qui siamo di fronte all’inizio di un salto di qualità. Qui non si tratta più della politicizzazione di alcuni gesti della nostra vita quotidiana. Si tratta di essere indicati come pericolosi sovversivi se non si dice la cosa giusta su un qualsiasi argomento. Indicati da chi? Da chi governa, Salvini e Di Maio per primi e a seguire dalle loro corti. E’ lo stabilire che il popolo attraverso le elezioni politiche non decide solo chi debba governare il Paese, ma anche come debbano essere i costumi dello stesso, le opinioni e il pensare delle persone, cosa ci debba piacere e cosa no. Ecco allora che se ti piace Soldi sei un comunista fuori dal tempo e se l’hai votata sei un’élite radical chic lontana dalla gente. Ecco allora il continuo bisogno di indicare nomi e cognomi da «odiare»: gli ultimi, il Presidente Napolitano, la Francia… E così via. E’ una brutta strada, molto pericolosa, che fa tornare alla mente 1984 di George Orwell. E non bastano ad addolcire la pillola i ragazzi dei palazzoni tra Basmetto e Gratosoglio, periferia di Milano, che dicono che ha vinto uno normale, che Alessandro è uno di loro.

Ecco come ti decongestiono il Ps

Prato, Toscana. Asl Toscana Centro e il Pronto soccorso dell’ospedale con più di 100.000 accessi ogni anno (Imola viaggia sopra i 60.000). Troppi e moltissimi impropri: quasi impossibile gestirli. E cosa si sono inventati allora? Una sperimentazione, che sta dando ottimi risultati e che pare esportabile. Una corsia di accesso e un team specialistico di medici che lavora in due stanze a fianco del Pronto soccorso riservati ai soli pazienti geriatrici sopra i 75 anni di età. Non quelli che hanno problemi acuti, che seguono l’iter normale. Ma i moltissimi che accedono al Pronto soccorso perché non c’è altro luogo dove andare, i cronici, i «non mi sento bene» e «ho un dolorino qui». Effetti: maggiore concentrazione sugli acuti dello staff del Pronto soccorso, accorciamento immediato e per tutti dei tempi di attesa, Pronto soccorso non più lasciato solo come interfaccia tra ospedale e territorio, i pazienti geriatrici presi in carico e seguiti anche successivamente alla visita in ospedale da parte del team in collaborazione con i medici di base. Fantascienza? No. Si può fare? Sì. Le buone pratiche esistono.

Buona settimana.

Buona Settimana di Marco Raccagna: “Sanremo: Mahmood? Un ragazzo normale'
Sport 14 Febbraio 2019

Biliardo, il migliore della storia imolese Luca Casadei ha detto basta: «La passione di una vita, ora non mi riconosco più»

Il migliore ha detto basta, almeno per adesso. Dopo 48 campionati di biliardo (boccette, ovviamente), Luca Casadei ha dovuto subire quello che in altri sport verrebbe definito un «esonero». In estate si era trasferito al Bbzo, un bar di Villanova di Bagnacavallo, dopo alcune stagioni di ottimi successi a Cotignola, ma un insolito 5 su 17 nel girone d’andata della massima serie lo ha messo sul banco degli accusati, a livello di rendimento. «Non ho voluto nemmeno il nullaosta, per essere sicuro di non farmi convincere da altre squadre. Per il momento mi fermo qui e difficilmente ripartirò, anche perché c’è un po’ di delusione e non mi riconosco più in un gioco del genere». 

Adesso non esiste quasi più il ragazzino che inizia a giocare a biliardo come capitò a te negli anni Settanta.

«Da un pezzo non esiste più il bar come lo intendevamo noi e i giovani si muovono in altre direzioni, inoltre secondo me il gioco moderno non ha più appeal».

Anche per colpa dei dirigenti, che non sono certo degli illuminati.

«Poco prima di smettere, ad inizio dicembre, alla nostra squadra è successa una vicenda regolamentare che ha spopolato sui social e che mi ha disgustato. A livello dirigenziale ci sono continue prevaricazioni e hanno sempre ragione loro, anche di fronte all’evidenza. Insomma, non si assumono mai le loro responsabilità, neppure quando fanno errori lapalissiani». (p.z.)

L”articolo completo su «sabato sera» del 7 febbraio.

Nella foto: Luca Casadei

Biliardo, il migliore della storia imolese Luca Casadei ha detto basta: «La passione di una vita, ora non mi riconosco più»
Cronaca 14 Febbraio 2019

Il centrosinistra di Castel Guelfo ha scelto: il candidato sindaco sarà l'attuale vice Claudio Franceschi

L’attuale vicesindaco Claudio Franceschi sarà il candidato sindaco della lista civica Insieme per Castel Guelfo alle prossime elezioni amministrative di fine maggio. La sua candidatura è stata espressa al termine di una serie di incontri, svoltisi tra dicembre e febbraio, con i sostenitori della stessa lista civica del sindaco uscente Cristina Carpeggiani, espressione di un centrosinistra allargato che vede al suo fianco anche il Pd.

Guelfese doc, 59 anni compiuti a gennaio, Franceschi è un coltivatore diretto ed imprenditore agricolo, già conosciuto a Castel Guelfo per le sue esperienze prima da consigliere comunale con l’ex sindaco Dino Landi e, nelle ultime due legislature, come assessore e vice della Carpeggiani.

Durante quest’ultimo mandato Franceschi ha gestito le deleghe all’Agricoltura, Lavori pubblici, Protezione civile e Viabilità.Nei mesi di dicembre, gennaio e febbraio si sono svolti alcuni incontri che si è reso disponibile ad iniziare un percorso che porterà alle elezioni 2019. Al termine delle serate, con consenso unanime, si è optato per la candidatura di Franceschi. (r.cro.)

Nella foto il vicesindaco Claudio Franceschi, candidato primo cittadino alle prossime elezioni amministrative per il centrosinistra a Castel Guelfo

Il centrosinistra di Castel Guelfo ha scelto: il candidato sindaco sarà l'attuale vice Claudio Franceschi
Cronaca 14 Febbraio 2019

Sabato Sera, questa settimana in Prima Pagina

Oggi esce in edicola il nuovo numero di “sabato sera”: ecco un breve riassunto di ciò che troverete in prima pagina

ECONOMIA. L”Italia segna il passo in economia e lo confermano le maggiori aziende imolesi. CRONACA. Cri Imola in strada per i senza dimora. SICUREZZA. Velox e photored per la sicurezza sulle strade. FILM. Il lavoro sul partigiano Dante Cassani. CARRERA. Intervista al nuovo presidente del Club.  SALUTE&BENESSERE. Anche cinque Comuni nella Fitness valley. Non perdetevi gli appuntamenti del «Villaggio della Salute Più». A Castello, invece, riaprono le terme.

SPORT. Calcio. I segreti del mister dell”Imolese Alessio Dionisi. Basket. La Sinematic Ozzano in crisi sale a Lecco.

«SABATOSERA DUE». Editoria. Le ultime uscite di Bacchilega Editore, la storia del Piccolo Coro dell”Antoniano e il libro di Francesca Guccini e Federica Verrillo. Palcoscenico. Isa Danieli e Giuliana De Sio al Teatro Stignani, mentre a Medicina tutto pronto per il Nuzzo&Di Biase live show. A Castello, infine, il «Got Talent» di Davide Dalfiume. (d.b.)

Nella foto: le «prime pagine» di sabato sera questa settimana

Sabato Sera, questa settimana in Prima Pagina
Sport 13 Febbraio 2019

Cane rischia di annegare in un fossato, salvato dai carabinieri

I carabinieri della Compagnia di Imola sono dovuti intervenire per salvare un cane che stava rischiando di annegare. L”episodio è avvenuto ieri sera a Mordano, in via Cavallazzi.

I militari, avvertiti da una telefonata, si sono immediatamente recati sul posto e hanno visto l”animale, un meticcio di 13 anni di taglia media, all”interno del fossato, completamente bagnato e stremato. Una volta tratto in salvo hanno scoperto che Tommy, questo il nome del cane, si era allontanato dall’abitazione del suo padrone, residente poco lontano, nel pomeriggio e si presume che possa essere scivolato accidentalmente nel fossato, rimanendoci per circa cinque ore e rischiando l”ipotermia a causa delle basse temperature.

L”animale dopo le cure prestate da un veterinario ha potuto fare ritorno a casa. (d.b.)

Nella foto: Tommy con il suo padrone e un carabiniere della Compagnia di Imola

Cane rischia di annegare in un fossato, salvato dai carabinieri
Cronaca 13 Febbraio 2019

Costi altissimi per il ripristino della ferrovia a Medicina, così dice lo studio di fattibilità della società Tps Pro di Bologna

Il risultato dell’analisi costi benefici per riattivare la linea ferroviaria Budrio-Medicina (e prosieguo verso Massa Lombarda e Ravenna) dice che c’è «mancanza di sostenibilità economica degli interventi in tutti e quattro gli scenari analizzati». Non solo. I quattro scenari ipotizzati vedono tutti come «condizione indispensabile» la contestuale realizzazione del raddoppio della tratta Bologna Via Larga-Budrio della linea verso Portomaggiore del Sistema ferroviario metropolitano (progettata ma priva di copertura finanziaria). Altrimenti occorrerà prevedere il cambio a Budrio che determina un allungamento dei tempi su ferro a valori prossimi a quelli della gomma «con conseguente perdita di appetibilità del nuovo servizio».

Questo è in estrema sintesi quanto si legge sul documento redatto da Tps Pro, società di ingegneri di Bologna esperti di mobilità, e visibile anche sul sito del Comune di Medicina. Questo è quanto detto durante la seduta di giovedì 24 gennaio della Commissione trasporti ferrovia con la quale si è concluso il percorso tecnico avviato a inizio 2018 dal Consiglio comunale. I soli costi d’investimento stimati per realizzare l’infrastruttura vanno da quasi 89 milioni (fermandosi a Medicina) salendo fino a 196 milioni (per arrivare a Ravenna). I 26 chilometri della ferrovia Budrio-Massa Lombarda, gestiti dall’allora Società Veneta, vennero inaugurati nel 1887, ma l’avvento dell’automobile fu tra i principali motivi che portarono alla chiusura nel 1964, con il servizio che venne via via sostituito da autobus.

Il ripristino è un decennale cavallo di battaglia di Legambiente e ora del Movimento 5 stelle del medicinese con raccolte firme, petizioni, pagine Facebook per sensibilizzare sul tema, visto come una soluzione percorribile e utile per un trasporto pubblico locale meno inquinante. Durante gli incontri del Piano strategico locale medicinese è emersa la richiesta di fare almeno un aggiornamento dello studio di fattibilità (commissionato nel 2003 dalla Provincia di Bologna che parlava di oltre 130 milioni di euro per la riattivazione delle rotaie). Il Comune un anno fa ha acconsentito stanziando 20 mila euro. E’ stata istituita anche la Commissione consigliare ad hoc, alla quale hanno partecipato anche dirigenti e tecnici della Città metropolitana e della Regione, nonché assessori dei comuni limitrofi.

In particolare, l’aggiornamento dello studio di fattibilità, ha presentato anche una ricognizione del sedime, evidenziato vantaggi e criticità alla luce delle caratteristiche che una nuova infrastruttura dovrebbe oggi avere per legge, individuato un’ipotesi di nuovo tracciato e di servizio realizzabile, stimato i relativi costi di realizzazione, gestione e gli effetti sulla domanda di trasporto dei potenziali interessati. Ovviamente per la linea è stata prevista solo la finalità del trasporto persone, in quanto il trasporto merci ha standard differenti e la programmazione regionale e nazionale esclude il transito merci dentro la città di Bologna. La ricognizione fatta dai tecnici sul tracciato dice che è ancora in gran parte riconoscibile, anche se per oltre la metà «oggetto di riuso per viabilità e posa di sottoservizi (principalmente acqua, gas e fognature)», e per un 5 per cento «compromesso», cioè coperto da case e attività produttive.

Per il tratto di Medicina la proprietà è del 52 per cento del Comune e il 45 per cento del ConAmi, che al di sotto ha fatto scorrere acquedotti e altri sottoservizi, il 9 per cento della Cooperativa lavoratori della terra, un 3 per cento proprio non esiste più. L’ipotesi di ripristino prevede l’innesto con la linea Bologna-Portomaggiore alla stazione di Budrio secondo il tracciato originale e con la linea Lugo-Lavezzola a Massa Lombarda in variante proprio per l’indisponibilità dell’ex sedime (un’ipotesi prevista, tra l’altro, anche dagli strumenti urbanistici comunali di Massa Lombarda). Nel Psc di Medicina nel tratto che non è ripristinabile è stato mantenuto un ipotetico tracciato con una fascia verde come unica tutela possibile dal punto di vista urbanistico (la ferrovia non c’è nella programmazione provinciale e regionale della mobilità).

Il vicesindaco Matteo Montanari conclude: «Nel Piano della mobilità della Città metropolitana, condiviso con la Regione, è previsto che sia realizzata una Brt tra Medicina e Bologna cioè tratti di corsie preferenziali per gli autobus che così possono superare i punti di rallentamento extraurbani del traffico e garantire un tempo di percorrenza più veloce e costante per tutta la giornata. Questa è la prospettiva nel medio o breve periodo perchè, come ci dice lo studio, anche se fossimo d’accordo e ci fossero i soldi per la ferrovia, occorrono almeno 10 o 15 anni per averla».(l.a.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 7 febbraio

Nella foto la riunione della Commissione trasporti dedicata alla ferrovia

Costi altissimi per il ripristino della ferrovia a Medicina, così dice lo studio di fattibilità della società Tps Pro di Bologna
Sport 13 Febbraio 2019

Segreti ed innovazioni del mister dell'Imolese Alessio Dionisi: «Vi spiego il mio calcio»

Il suo modo di fare calcio non trova riscontri nel presente e neppure nel passato. Non assomiglia a nessun altro. Nemmeno a quello di «Righetto» Sacchi, che al possesso palla preferiva corsa, pressing e profondità. Non al calcio totale dell’Olanda di Rinus Michels, fatto di vertiginosi interscambi, con difensori e attaccanti che si mescolavano freneticamente. E neanche a quello stellare del Barcellona di «Pep» Guardiola, fondato su un esasperato possesso, in certi momenti fine a se stesso, o all’arrembante calcio «champagne» del Bologna di Gigi Maifredi, piuttosto che a quello pericolosamente sbilanciato in avanti dell’integralista Zdenek Zeman. Giocare a pallone per Alessio Dionisi è qualcos’altro. Forse non ancora del tutto compiuto, ma che lo colloca, a soli 39 anni (li compirà il prossimo 1 aprile) e aldilà dalla categoria, fra i tecnici più innovativi del calcio odierno. Il suo è già un calcio da ricordare, perché non è da tutti sfoggiare una maniera propria di far girare una squadra. E non lo è neppure praticare un gioco offensivo, proteggendosi così bene dai rischi nella fase difensiva.

Le due pagine con l”intervista completa su «sabato sera» del 14 febbraio.

Nella foto: Alessio Dionisi nel giorno del rinnovo del contratto insieme al presidente Spagnoli e al diesse Ghinassi

Segreti ed innovazioni del mister dell'Imolese Alessio Dionisi: «Vi spiego il mio calcio»

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