Tecnologia

Tecnologia 25 Settembre 2020

Evento online dedicato alle Industrie con Confindustria Emilia

Settembre è sempre un mese in cui si riparte e con la Info Easy – Information Technology Partner vogliamo ripartire con un Webinar Gratuito sull’Intelligenza Artificiale in collaborazione con Confindustria Emilia Area Centro

Sarà l’occasione per offrire gli strumenti, le metodologie e le applicazioni dell’#intelligenzaartificiale applicata alle aziende manifatturiere, al fine di migliorare i processi aziendali interni ed esterni all’azienda.

Webinar Gratutito:

Quando:
Martedì 29 Settembre 2020
ore 10.30 – 11.30

Modalità:
Online

**Di cosa parliamo?** Guarda il Programma online
-> Introduzione all’intelligenza artificiale
-> AI che parla la nostra lingua
-> I campi di applicazione e i Vantaggi dell’AI nel contesto industriale
-> Casi pratici di applicazione: MES, Amministrazione e altri reparti
-> Q&A

Come Iscriversi?
L’iscrizione si può effettuare al seguente link: https://bit.ly/3mI6ZgB

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Conosci qualcuno/a a cui potrebbe essere utile questo webinar? Se ti va condividi la notizia!

Evento online dedicato alle Industrie con Confindustria Emilia
Tecnologia 3 Aprile 2020

Come affrontare l’attuale crisi step by step: #SalvaLaTuaAzienda

 

Se non sei riuscito a seguire il 4°Webinar del progetto #aCasaConInfoEasy dal titolo: Come affrontare l’attuale crisi step by step: #SalvaLaTuaAzienda” di seguito troverai l’estratto della lezione e la registrazione da rivedere quando vuoi!

Per scoprire il calendario degli webinar e accedere a tutti i contenuti CLICCA QUI

 


 

Estratto

In questo incontro ci rivolgeremo ai manager, ai professionisti e agli imprenditori che considerano questo momento come uno spartiacque tra un prima e un dopo, con la consapevolezza che sono le azioni concrete che ciascuno compie adesso a determinare il futuro.

“Tu, che futuro vuoi per te e per la tua azienda?”

Rispondere a questa domanda – in questo contesto – può risultare difficile, ma siamo certi che con il prezioso contributo del Business coach Paolo Balestra, riusciremo a riflettere e comprendere come indirizzare le giuste risorse verso il raggiungimento dei risultati.

 

 

Intervista: le domande che sono state approfondite durante l’intervista a Paolo Balestra, sono le seguenti:

 
 Moderatrice Stefania Scarale:

Partiamo dalla parola “crisi” questa parola che ha nell’immaginario comune un significato completamente negativo, ovvero incapacità dell’individuo a risolvere certi problemi tuttavia cela un’origine ben diversa – crisi, quella fase di decisione e di scelta. Mi pare che emerga in questa situazione difficile un aspetto di noi con il quale dobbiamo fare i conti: spesso non sappiamo quale stato d’animo abbiamo e soprattutto ci sembra non essere rilevante rispetto a decisioni che dobbiamo prendere? Ti chiedo, qual’è il primo step che un imprenditore deve compiere?

Paolo Balestra tratta il concetto di HEALTH:

 

➡ Moderatrice Stefania Scarale:
Le tecniche di respirazione associate a tecniche di meditazione ci vengono in aiuto per allenare la capacità di focalizzazione in tempi di forte stress dove la mente viaggia sempre su pensieri spesso poco produttivi e ripetuti. Come secondo step: su cosa si deve focalizzare l’imprenditore?

 

Paolo Balestra introduce il concetto di SITUATION:

 

 
Moderatrice Stefania Scarale:
Molti imprenditori si sono trovati davanti due scenari a fronte dell’imposizione di chiusura per decreto: primo scenario nel quale ci si riorganizza e si rimane attivi (con magari anche attività non ordinarie ecco) secondo scenario: si chiude tutto e ci si ferma. A tuo avviso, come si può affrontare questa situazione in cui o si è presenti o si è assenti sul mercato? Come si fa a continuare quel dialogo coi clienti, fornitori e dipendenti che d’improvviso si è congelato?

 

Paolo Balestra risponde con la PRESENCE:

 

 

Moderatrice Stefania Scarale:
E’ un buon consiglio agire concretamente ora, ma soprattutto con una visione prospettica. La domanda che poni tu all’imprenditore è che futuro vuoi? Ce la vuoi commentare?

 

Paolo Balestra conferma l’importanza del PLAN:

 

 

 Moderatrice Stefania Scarale:
Per fare qualcosa nell’immediato: su cosa bisogna ragionare? Perché molti ci stanno dicendo che dobbiamo ragione come una start up e non tanto come una azienda consolidata?

 

Paolo Balestra conclude con il concetto di ACT:

 

Per conoscere le risposte di Paolo Balestra, alle nostre domande Guarda la Registrazione del Webinar: “Come affrontare l’attuale crisi step by step: #SalvaLaTuaAzienda”.

 

 

Tecnologia 1 Aprile 2020

I Mercati Finanziari: investire ora, conviene?

Se non sei riuscito a seguire il 3°Webinar del progetto #aCasaConInfoEasy dal titolo:“I Mercati Finanziari: investire ora, conviene?” di seguito troverai l’estratto della lezione e la registrazione da rivedere quando vuoi!

Per scoprire il calendario degli webinar e partecipare CLICCA QUI

 


 

Estratto

In questo nuovo appuntamento, abbiamo il piacere di intervistare Jonata Angioli e Mattia Angioli, educatori finanziari certificati, consulenti finanziari e patrimoniali presso Banca Fideuram del Gruppo Intesta San Paolo, Addetti ai Rapporti Istituzionali e Divulgatori del progetto “Economicamente metti in conto il tuo futuro” promosso dall’Associazione Nazionale Consulenti Finanziari e dal Ministero dell’Economia e della Finanza; per capire come comportarsi rispetto agli investimenti e per approfondire insieme la situazione dei mercati finanziari, attuale.

 

 

INTERVISTA:

Le domande che sono state approfondite durante l’intervista a Jonata e Mattia, sono le seguenti:
 Cosa sta succedendo sui mercati finanziari? 
 Perché una crisi sanitaria ha delle ripercussioni sui mercati, perché avviene questo? 
 Come risparmiatori, famiglie ed imprenditori, in questo periodo di incertezza ci troviamo completamente spaesati: cosa possiamo fare? 
 Le esigenze sono diverse, la propensione al rischio è diversa, dobbiamo avere tutti lo stesso approccio al mercato finanziario?
 Conviene investire ora?
 Nella gestione aziendale che dinamiche di verificano in situazioni come queste? Quali consigli possiamo dare per avere una gestione finanziaria virtuosa?

 

 

Per conoscere le risposte degli esperti Mattia e Jonata Angioli, alle nostre domande Guarda la Registrazione del Webinar: “I Mercati Finanziari: investire ora, conviene?”.

 

Tecnologia 24 Marzo 2020

Tips per utilizzare LinkedIn in maniera efficace e consapevole

Se non sei riuscito a seguire il 2°Webinar del progetto #aCasaConInfoEasy dal titolo:“Tips per utilizzare LinkedIn in maniera efficace e consapeovole” di seguito troverai l’estratto della lezione e la registrazione da rivedere quando vuoi!

Per scoprire il calendario degli webinar e partecipare ai prossimi appuntamenti CLICCA QUI


Estratto:

In questa lezione approfondiremo i trucchi per utilizzare LinkedIn, seguenti 3 step:

  • Consigli pratici legati al profilo personale
  • Consigli pratici legati alla pagina aziendale
  • I must-have, una check list da avere sempre con sé

🆕 Partiamo dai primi consigli del profilo personale:

Il profilo personale è il perno di Linkedin questo vuol dire che tutte le strategie, che vogliamo attuare all’interno di questo social, devono partire o passare dal nostro profilo. Tuttavia, non vuol dire che non dobbiamo avere una pagina aziendale! Infatti il primo consiglio pratico è quello di aprire una pagina aziendale anche se si è dei liberi professionisti – e a maggior ragione – se avete un’azienda o uno studio professionale. Ciò può sembrare un paradosso, ma la pagina aziendale permette di avere un pubblico dedicato, di collegarla all’esperienza lavorativa dal profilo personale ed infine, potete attivare delle campagne di sponsorizzazione.

Il secondo consiglio pratico è legato all’ottimizzazione del profilo personale: in particolar modo, dell’url pubblico. Modificare l’url pubblico agevola sia il motore di ricerca interno di Linkedin a trovare il vostro profilo, sia Google nella ricerca del vostro nome e cognome.

Un terzo consiglio è quello legato al network. Allargare il network significa trovare i profili di coloro che rappresentano il nostro potenziale cliente. Purtroppo in Linkedin la possibilità di scrivere a chiunque è limitata agli account premium.

Come possiamo allargare il network senza necessariamente attivare l’account a pagamento?

Sfruttando i Gruppi. Se sapete che il vostro potenziale cliente è all’interno di un gruppo specifico, non dovrete fare altro che iscrivervi allo stesso gruppo ed attivare una chat con lui/lei, tramite il gruppo.

L’ultimo consiglio per il profilo personale è quello di importare il vostro database dei clienti all’interno di Linkedin, così da avere già una rete di network iniziale. *Attenzione a selezionare il database in funzione del target che si vuole raggiungere dentro Linkedin!


🆕 Per quanto riguarda i consigli relativi alla pagina aziendale:

La pagina aziendale è la vetrina della vostra azienda o del vostro studio professionale. La pagina aziendale vi dà il vantaggio di avere un punto di contatto istituzionale, di coinvolgere i vostri collaboratori, di verticalizzare la comunicazione per linee di prodotto o di servizio e infine di avviare delle campagne pubblicitarie.

Il primo consiglio per la pagina aziendale è quello di invitare i vostri collegamenti personali. Se avete svolto correttamente un attività di ampliamento del network con attenzione al target si potrà – dalla pagina – invitare i propri collegamenti a mettere like e seguire la pagina aziendale. E’ una funzione completamente gratuita. Attenzione però, non fatevi però prendere la mano dall’invitare tutti quanti indistintamente: cercate sempre di scegliere il pubblico che può essere più interessato ai contenuti che pubblicate sulla pagina.

Perché è importante fare questa attività, soprattutto se siete all’inizio e la pagina è ancora piccola? Perché una volta raggiunti i 300 followers potete attivare quello che è il secondo consiglio pratico, cioè selezionare il target di pubblico che può vedere i post verticali.

Collegato al discorso della verticalità introduciamo il terzo consiglio: creare delle pagine prodotto collegate alla pagina aziendale (ha senso se avete tante linee di prodotto o servizio e potete gestire tutta la mole di attività da fare). Le pagine prodotto chiamate anche showcase-page possono essere utilizzate per rappresentare una linea di prodotto, di servizi o una business unit.

La differenza con la pagina aziendale è che si può sviluppare una comunicazione verticale con diversi contenuti sponsorizzati e raggiungere un pubblico diverso rispetto alla pagina principale.

L’ultimo consiglio per  la gestione delle pagine aziendali è quello di coinvolgere i dipendenti con due funzionalità:

  • la prima si chiama “notifica il dipendente”: in ogni post c’è la possibilità di attivare una “campanella” che manderà una notifica ai vostri dipendenti che hanno inserito l’azienda nel loro profilo. Questo serve per aumentare la copertura, ovvero l’espansione del post all’interno di Linkedin.
  • Il secondo elemento che permette di coinvolgere i propri dipendenti è il pulsante “festeggiare un collega”. Potete festeggiare l’arrivo di un nuovo collaboratore o qualcosa di più particolare, legato alla carriera di un collaboratore. Anche questo fa parte di una strategia di contenuti volti a dare una dimensione umana all’azienda o allo studio professionale.

🆕 Arriviamo dunque alla terza ed ultima parte, dove vogliamo darvi alcuni #musthave:

Una check-list di elementi da verificare per il profilo:

  • avete una foto profilo professionale?
  • la vostra headline (sommario) dice chi siete e cosa fate nello specifico?
  • avete inserito la vostra email aziendale nel profilo?
  • la vostra esperienza lavorativa è aggiornata ad oggi?
  • infine, avete stabilito in partenza quali sono i vostri obiettivi dall’attività che svolgete su Linkedin?

Una check-list di elementi da verificare per le pagine:

  • avete inserito la tagline, il bottone giusto, l’indirizzo della o delle sedi?
  • avete inserito il logo aziendale e l’immagine di copertina che vi caratterizza?
  • avete inserito il vostro sito internet?
  • avete inserito correttamente l’url?
  • infine, avete stabilito in partenza quali sono i vostri obiettivi dall’attività che svolgete su Linkedin?

Vogliamo lasciarvi con un piccolo strumento che può aiutarvi a comprendere meglio cosa cercano i potenziali clienti online riguardo il vostro settore ➡  Answer The Public 

Qui puoi rivedere il webinar: “Tips per utilizzare LinkedIn in maniera efficace e consapevole”.

 

Tecnologia 23 Marzo 2020

3 Step per Lavorare da Casa: Webinar 1°Appuntamento

Non sei riuscito a seguire la diretta streaming del 1°Webinar “3 Step per Lavorare da Casa” del progetto #aCasaConInfoEasy?
Non preoccuparti, di seguito troverai l’estratto del video corso e la registrazione da rivedere quando vuoi!

Per scoprire il calendario degli webinar e partecipare ai prossimi appuntamenti CLICCA QUI


Estratto:

Lo smart working è una modalità flessibile di esecuzione del lavoro, allo scopo di incrementare la produttività e agevolare la conciliazione dei tempi di vita privata e di lavoro. Invece, il lavoro da remoto consiste nella possibilità di lavorare come se stessimo in ufficio, ma da casa.

💻 Sai quale tecnologia è utile per poter lavorare da casa: da remoto o in smart working?

I lavoratori che lavorano da casa hanno bisogno di:

  1. poter comunicare fra di loro e con i clienti;
  2. poter accedere ai file condivisi;
  3. poter accedere alle applicazioni del computer dell’ufficio, ai file di sistema e ai server aziendali.

Cominciamo dalla possibilità di comunicare fra colleghi, clienti e fornitori.

Gli strumenti utili per la digital collaboration, che ci permettono di avviare dei meeting online (cioè video chiamate) sono:

  • Google Hangout, uno strumento che ha il vantaggio di essere gratuito con un massimo di 10 partecipanti contemporaneamente, inoltre è legato alla e-mail personale.
  • Teams di Microsoft che è lo strumento professionale più completo in quanto permette di effettuare video chiamate, condivisioni dello schermo, condivisione dei file ecc.

Questi strumenti di Digital Collaboration hanno un’altra funzione interessante: i messaggi istantanei, le chat.
Oltre agli strumenti sopra citati, di sicuro possiamo aggiungere Whatsapp Web (cioè la versione web di Whastapp). Se per gli strumenti di videochat e video chiamata è sufficiente un indirizzo e-mail, per Whastapp Web va legato al proprio e altrui numero di cellulare.

Per quanto riguarda gli strumenti per accedere a file condividi (cioè tutti quei file che sono in cloud), consigliamo:

  • Google Drive: è legato al proprio account Gmail e rimane uno strumento valido, ma di sicuro non è professionale;
  • Sharepoint di Microsoft: strumento aziendale valido per collaborare in team.

Il terzo tema che vogliamo approfondire è quello dell’accesso ai file/applicazioni presenti nei nostri computer aziendali, quindi quegli ambienti presenti sui server.

La cosa più semplice in questo periodo di contingenza è sicuramente la funzionalità di Windows (ultimi aggiornamenti) di connessione al desktop remoto, che si traduce nella possibilità di connettersi dal proprio pc di casa, al pc del lavoro e di lavorare come se fossimo fisicamente presenti in ufficio, anche se siamo da casa.

Contestualmente alla connessione remota, è indispensabile avere anche un programma che protegga i dati. Qui entrano in campo quelle che nel gergo tecnico si chiamano VPN (Virtual private network). 


Vediamo ora il secondo passo per avere un ufficio in casa: scopriamo tutte le astuzie e le abitudini che sono legate ai comportamenti da tenere quando si lavora da casa, per non perdere la calma.

Di cosa parliamo?

👨‍💻⏳ Parliamo della nostra persona fisica, dei tempi e degli spazi.
Iniziare la giornata sempre allo stesso orario (possibilmente lo stesso dell’ufficio) per scandire i tempi della giornata di lavoro ed evitare il rischio di lavorare troppe ore e male.
Una cosa importante, che per molti fa la differenza è vestirsi da ufficio, in quanto aiuta psicologicamente a fare la distinzione della giornata lavorativa. Lo stesso vale per la fine della giornata lavorativa: se non ci sono scadenze, non bisogna andare oltre certi limiti: smettere di lavorare come se fosse una giornata qualsiasi.

L’altro aspetto è legato agli spazi. Separare gli ambienti aiuta a concentrarsi, dunque cerchiamo di adottare un spazio quanto più ergonomico e focalizzato al lavoro.


🆕  Infine, approfondiamo il tema dello Smart Working.

Fino adesso abbiamo parlato di lavoro da remoto, strumenti e prassi per lavorare da casa…ora parliamo dello smart working, che ci permette di lavorare in modo più produttivo.

Se per il lavoro da remoto è  “sufficiente” un’infrastruttura digitale, per lo smart working è indispensabile un vero e proprio cambiamento di approccio al lavoro. Si tratta di avere un approccio al lavoro per obiettivi, quindi coordinarsi con i colleghi e responsabili affinché ognuno abbia una lista di task, macro e micro, con una pianificazione a breve termine (parliamo in questi casi di emergenza a scadenza settimanale) dove andiamo a definire giorno per giorno quali attività e risultati vogliamo avere e definire dei momenti di verifica frequente.

Qui puoi rivedere il webinar: “3 Step per Lavorare da Casa

Tecnologia 18 Marzo 2020

Corsi Webinar gratuiti su Attualità, Tecnologia e Innovazione, trasformiamo lo stare in casa in opportunità


In questo delicato momento, in cui le abitudini sono messe a dura prova e i nostri ritmi di lavoro sono cambiati, la Info Easy ha pensato di dare vita al progetto #aCasaConInfoEasy per accorciare le distanze, almeno virtualmente.

A partire da Mercoledì 18 Marzo abbiamo programmato un ciclo di webinar gratuiti di 30 minuti per mettere in circolo, con l’aiuto di diversi relatori, competenze e formazione su temi di attualità, innovazione e tecnologia.

Che cos’è un webinar?
Un webinar è un corso di docenza che anziché essere fisico è online. Questa tipologia di corso virtuale, mediante software che permettono la connessione da remoto mette in connessione diverse figure: il relatore che conduce la lezione attraverso la condivisione di slide, filmati e contenuti scritti interagendo attraverso audio e video; e i partecipanti che sono utenti collegati in diretta, che frequentano le sessioni educative da casa loro, collegandosi dal proprio computer, smartphone o tablet.

Il fine di questa iniziativa è quello di condividere con le Aziende e i Professionisti del territorio contenuti di valore, per trasformare questo tempo libero in opportunità per imparare cose nuove e in-formare, attraverso consigli smart per la propria crescita digitale.

Il primo intervento “3 Step per organizzare il tuo lavoro da casa”, nel quale abbiamo fatto chiarezza sul concetto di Smart Working e Remote Working, si è tenuto stamattina, ottenendo un ottimo seguito! Il secondo webinar in programma Venerdì 20/03 tratterà invece il tema di LinkedIn, nello specifico: Tips per utilizzare LinkedIn in maniera efficace e consapevoleper approfondire insieme le potenzialità di questo strumento utilizzato da oltre 600 milioni di utenti.

Il servizio sarà erogato attraverso il sistema di videoconferenza che Info Easy mette a disposizione per permettere a tutti coloro che saranno interessati di seguire gratuitamente i corsi in diretta.

Per partecipare basterà iscriversi qui e attendere la condivisione della chiave di accesso per seguire il video-corso.

Il servizio è proposto due volte a settimana: ogni mercoledì e venerdì dalle 10.30-11.00.

Qualora non si riuscisse a seguire la diretta streaming, si potranno rivedere tutti i contenuti QUI, gratuitamente!

Se avete voglia di partecipare vi invitiamo nel nostro ufficio virtuale!
ISCRIVITI SUBITO

Vi aspettiamo numerosi.

Tecnologia 22 Maggio 2018

GDPR: Tutto ciò che c’è da sapere per essere in regola

Il 25 maggio 2018 entra in vigore senza possibilità di proroga il nuovo regolamento dell’Unione Europea sulla protezione dei dati personali, il GDPR (General Data Protection Regulation).

Se ne sta parlando molto nelle ultime settimane: l’avvento di internet ha reso necessario un aggiornamento della disciplina, anche per via della diffusione e del valore sempre più evidente dei dati degli utenti. A dimostrarlo anche il caso Cambridge Analytica, l’azienda che avrebbe sfruttato i dati personali di oltre 50 milioni di utenti Facebook per targetizzare e ottimizzare diverse campagne elettorali, tra cui quella per l’elezione di Trump.

Ma vediamo nello specifico che cosa dice la nuova normativa.

Il GDPR (UE 2016/679) è una normativa che impatterà in modo importante sulle organizzazioni di ogni settore e dimensione che trattano dati personali (qualsiasi informazione riguardante una persona fisica identificata o identificabile” ivi inclusi “uno o più elementi caratteristici della sua identità fisica, fisiologica, genetica, psichica, economica, culturale o sociale”.), le quali saranno chiamate a mettersi in conformità in tempi ormai brevi, per rendere conformi i propri processi interni, in un’ottica di trasparenza e gestione privacy dati.

Il rischio per chi non si dovesse mettere in regola è quanto mai concreto in quanto le sanzioni che porta con sé la normativa possono arrivare fino al 4% del fatturato globale annuale complessivo.

Quali sono i cambiamenti più importanti del GDPR e cosa devono sapere le imprese per prepararsi alla nuova normativa?

Di seguito i 4 principi chiave del GDPR e cosa cambia per le aziende:

  1. Parola d’ordine: Informare! Ruolo sempre più centrale dell’informativa e del consenso al trattamento. Bisogna informare l’interessato di ciò che si intende fare con i suoi dati personali attraverso un’informativa semplice e chiara. Inoltre le aziende devono garantire agli utenti il diritto di portabilità dei dati, cioè l’obbligo di fornire se richiesto dal cliente, i dati in modo gratuito e in formato elettronico per agevolarne il trasferimento da un ente all’altro. Ciò va incontro anche al diritto all’oblio degli interessati: diritto alla cancellazione dei dati personali dell’utente se quest’ultimo non vuole mantenere il consenso al trattamento e non ci sono ragioni legittime per conservarli.
  2. Gestione di casi di Data Breach. Ogni organizzazione ha l’obbligo di spiegare e documentare come agirebbe in caso di violazione dei dati, per poter assicurare al cliente la tutela della privacy fin dalla fase progettuale. Diventa dunque prioritario valutare i rischi per l’intera gestione del ciclo di trattamento dei dati prevedendo fin dall’inizio le garanzie indispensabili previste nel regolamento (Privacy by Design). I titolari del trattamento dovranno realizzare una vera e propria valutazione dei rischi, generati nell’intero processo di trattamento dei dati (Data Protection Impact Assessment – DPIA). Se l’esame delle possibili fonti di rischio non è stato sufficiente a evitare una violazione dei dati personali e si palesa un caso di data breach (violazione) si dovrà dare una tempestiva notifica (entro 72 ore) alle autorità locali competenti, e anche le persone interessate dovranno essere avvertite senza ritardo.
  3. Nell’assicurare la trasparenza circa il trattamento dei dati, un altro obbligo introdotto dal GDPR è quello di istituire un Registro del Trattamento, strumento fondamentale allo scopo di disporre di un quadro aggiornato dei trattamenti in essere all’interno di un’azienda, indispensabile per consentire una gestione efficace e ordinata della sicurezza.
  4. Istituzione del DPO. Uno dei principali elementi introdotti dalla nuova normativa è la figura del DPO (Data Protection Officer): risorsa interna, o esterna, che ha la finalità di garantire che l’organizzazione sia conforme facilitando l’attuazione del regolamento da parte del titolare/responsabile.

Il DPO deve:

  1. Monitorare l’adeguamento e la protezione dei dati,
  2. Controllare che il titolare o responsabile dei dati effettuino la valutazione dei rischi,
  3. Controllare la documentazione e notificare casi di violazione,
  4. Essere intermediario tra le autorità di controllo e l’organizzazione.

E’ una figura rilevante, ma certamente non è il “centro” del sistema posto in essere dal GDPR, che nel nuovo ordinamento è sempre il Titolare del trattamento.

È evidente che dal punto di vista formale-organizzativo il nuovo Regolamento Europeo obbliga le imprese a ridefinire la parte documentativa del D.Lgs. 196/2003 con regole più chiare, limiti al trattamento automatizzato dei dati personali, nuovi diritti per il cliente, criteri rigorosi per il trasferimento dati fuori dall’UE e casi di violazione, ma questa normativa nasce soprattutto per definire le regole di responsabilità nell’utilizzo dei dati personali, che ai giorni nostri rappresentano la materia prima in grado di alimentare la crescita e lo sviluppo delle imprese.
Inoltre il GDPR vuole creare un clima di fiducia per lo sviluppo dell’economia digitale, offrire certezza giuridica, ma anche strumenti di più semplice comprensione alle persone interessate.

Cosa devono fare le aziende?

Per cominciare bisogna puntare sulle cose essenziali. Ferma la necessità di dare pieno adempimento alla normativa, alcuni adempimenti sono forse più importanti di altri.

Si può attuare un’attività di pre-verifica dei requisiti previsti dal GDPR per poi, “calarli” all’interno della specifica realtà aziendale. Al termine di questa analisi preliminare si può attivare un processo di interventi volti a sanare le falle gravi attraverso la nomina di figure chiave, l’introduzione e la modifica di sistemi, modelli, procedure e registri aziendali.

Affidarsi a un partner competente, in questo senso, può aiutare qualsiasi organizzazione non solo ad affrontare con successo il GDPR, ma anche a tramutarlo in un possibile strumento di business!

*Questo articolo va preso come un libero approfondimento. La cosa saggia da fare è consultarsi con esperti Privacy.

GDPR: Tutto ciò che c’è da sapere per essere in regola
Tecnologia 16 Marzo 2018

Data Journalism: il Giornalismo che racconta attraverso i numeri

Data Journalism è una di quelle espressioni trendy che insieme a Big Data e Industria 4.0 sono sulla bocca di tutti. Questi tre concetti in realtà hanno un unico denominatore comune: il dato. Il dato – numerico o informativo – schiude un nocciolo di storia, di informazione, di verità, di trasparenza.

Il Data Journalism significa utilizzare i dati per dare una risposta ad una particolare domanda, analizzare un fenomeno sociale o raccontare una storia. Significa partire dai numeri oppure da un insieme di elementi fattuali, elaborarli, analizzarli e renderli comprensibili da un punto di vista grafico e visuale. La chiave di lettura, se si è contestualizzato e approfondito, diventa la risposta alla domanda iniziale con l’effetto finale di un’inchiesta giornalistica. La novità rispetto al passato è che oggi per fare tutto ciò possiamo accedere alla miriade dei dati presenti e disponibili su Internet (a partire dagli Open Data) e abbiamo a disposizione le tecnologie per elaborarli.

Dal Dato “nascosto” all’Open Data

Il Data Journalism non è un’invenzione di questi ultimi decenni. Ciò che ha permesso l’evoluzione del metodo investigativo è dipeso da due fattori: da un lato la trasformazione e l’avanzamento tecnologico, dall’altro la disponibilità del dato.

In un passato neppure troppo lontano il dato non era facilmente consultabile, conservato all’interno di archivi o libri custoditi in biblioteche private. Viceversa oggi il dato è digitale – o digitalizzato – e cosa più importante è stato democratizzato.

Il dato è diventato open. Democratizzare il dato ha significato aprire gli accessi agli archivi.  L’Open Data è da intendersi come quel set di informazioni liberamente accessibili a tutti le cui eventuali restrizioni sono solo l’obbligo di citare la fonte o di mantenere la banca dati sempre aperta.

Sulla libertà di accesso ai dati si gioca la partita della libertà di stampa e di informazione; in questo senso, poco dopo la Seconda Guerra Mondiale è nato il movimento internazionale per la libertà di informazione, chiamato FOIA – Freedom of Information Act – i cui volontari, tra attivisti e giornalisti, hanno reso possibile in molti paesi occidentali l’approvazione della legge FOIA che dà il diritto ai cittadini di accedere alle informazioni e agli archivi governativi.

Dal canto nostro, il FOIA italiano è diventato legge nel 2016 con il decreto attuativo (Decreto 97/2016) della riforma della pubblica amministrazione. Queste sono le parole dell’allora Ministro per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione Marianna Madia: “I cittadini hanno ora diritto di conoscere dati e documenti in possesso della pubblica amministrazione, anche senza un interesse diretto” e appunta sull’importanza della legge FOIA asserendo che: “Il FOIA può garantire la massima trasparenza della PA e la più ampia partecipazione dei cittadini, che possono esercitare un controllo democratico sulle politiche e le risorse pubbliche “.

Perché gli Open Data e perché il Data Journalism?

Vi siete mai chiesti quanti soldi sono stati spesi per la costruzione di una strada oppure come mai il sistema sanitario nazionale non riesce a garantire tempi di attesa brevi per le visite? A queste e a molte altre domande può rispondere il Data Journalism affondando le sue indagini sugli open data della Pubblica Amministrazione.

Gli Open Data posso essere visti come un’evoluzione del diritto fondamentale della libertà di informazione.

Data Journalism: il Giornalismo che racconta attraverso i numeri
Tecnologia 25 Dicembre 2017

“La nostra conoscenza si arricchisce ogni qualvolta entra in contatto con altre conoscenze'. Xavier Wheel

Se sei giunto in questa sezione è perchè probabilmente sei un vero appassionato di Tecnologia, e senza ombra di dubbio sarai in cerca di informazioni riguardo il mondo dell’informatica a 360°. Allora quale miglior occasione per esprimere questo tuo desiderio?
SabatoSera.it lancia Rubrica Digitale: un concept editoriale inedito che rappresenta il punto di riferimento nel campo della tecnologia, per essere sempre al passo con le ultime evoluzioni digitali e rimanere sempre aggiornati.

L’iniziativa nasce per raccontare – attraverso le conoscenze degli esperti di Info Easy, azienda imolese leader nel campo dell’informatica – l’innovazione tecnologica, i tips&trick relativi alle novità web, e tutti gli approfondimenti in campo digitale.

News in tempo reale, contenuti esclusivi, informazioni aggiornate di importanza globale relative all’universo di Internet, risponderanno a tutti i quesiti degli utenti.

La Rubrica Digitale è uno spazio aperto per consentire ai lettori di approfondire le proprie conoscenze, fare domande confrontandosi con gli esperti oppure semplicemente per soddisfare le proprie curiosità.

Se sei un’azienda o un professionista del territorio che si occupa di informatica, questo spazio nasce anche per te per condividere con noi la passione per l’innovazione.

In questo spazio troverai notizie affidabili raccontate in modo fresco e immediato, ma senza mai tralasciare i dettagli tecnici e scientifici. L’informazione migliore, gratis, in anticipo.

Lo sapevi che nel mondo ogni secondo si effettuano circa 3 milioni di ricerche su Google e che il 56% delle persone cerca informazioni, prodotti e servizi su siti web aziendali?

Lo sapevi che con un E-commerce puoi vendere anche mentre dormi?

Conosci l’acronimo CRM, che indica una categoria di software in grado di gestire e classificare tutte le attività della tua Azienda?

Queste sono solo alcune anticipazioni dei trend tecnologici 2018 che approfondiremo negli articoli di Rubrica Digitale: vuoi essere il primo a sottoporre un tema?

Dichiaro di avere un'età non inferiore ai 16 anni nonché di aver letto l'informativa sul trattamento dei dati personali come reperibile alla pagina Privacy Policy di questo sito.

“La nostra conoscenza si arricchisce ogni qualvolta entra in contatto con altre conoscenze'. Xavier Wheel

Info Rubrica Digitale – Chi Siamo

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Rubrica Digitale risponderà alle domande e curiosità dei lettori sulla tecnologia e sul mondo digitale in modo fresco e semplice.

Rita Levi Montalcini“La tecnologia di oggi era impensabile cinquanta-sessant’anni fa. Ma la tecnica da sola non basta, serve una visione più ampia.” (Cit. Rita Levi Montalcini)

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