Castel del Rio

Economia 16 Luglio 2019

Vespa cinese, per salvare castagni e raccolti occorre preservare l'equilibrio tra il parassita e il suo antagonista naturale

Rieccolo il Dryocosmus kuriphilus, il cinipide parassita del castagno arrivato dal nord della Cina, meglio noto come vespa cinese. In Europa questo parassita non era presente fino al 2002, anno in cui fu accidentalmente introdotto in Italia, in una zona a sud di Cuneo. E oggi è segnalato in varie regioni italiane, tra cui l’Emilia Romagna. «Abbiamo ricevuto segnalazioni un po’ da tutta la regione in merito alla presenza della vespa cinese», conferma Giovanni Benedettini fitopatologo del Servizio fitosanitario della Regione Emilia Romagna che, insieme al collega Massimo Bariselli, è intervenuto all’incontro svoltosi qualche settimana fa a Castel del Rio, proprio per parlare delle problematiche del castagno.

Il cinipide adulto è simile ad una piccola vespa, lunga circa 2,5 millimetri. Attacca sia il castagno europeo, selvatico o innestato, sia gli ibridi euro-giapponesi. E’ un insetto galligeno in quanto induce la comparsa di galle su germogli e foglie delle piante infestate, ovvero ingrossamenti tondeggianti tendenti al rossastro nei quali la sua larva compie il ciclo vitale. Per contrastare la diffusione della vespa cinese, la Regione Emilia Romagna ha introdotto prescrizioni obbligatorie e dal 2009 ha avviato un progetto di lotta biologica basato sull’introduzione del parassitoide Torymus sinensis, un imenottero. Lotta biologica col Torymus già sperimentata con successo in Giappone, dove ha portato ad una riduzione delle infestazioni al di sotto della soglia di danno nell’arco di una decina d”anni.

Un equilibrio tra parassita e parassitoide che si sta raggiungendo anche qui da noi. «Ormai il cinipide si è inserito nell’ecosistema castagneto e, con esso, il suo antagonista, il Torymus sinensis – conferma Elvio Bellini, uno dei maggiori esperti nazionali del settore castanicolo e coordinatore del centro studi di Marradi -. Entrambi convivono ormai in equilibrio e noi dobbiamo favorire nel migliore dei modi questo raggiunto equilibrio, per esempio evitando di bruciare il materiale di potatura che contiene galle secche, nelle quali la larva compie il ciclo vitale, ma dove è certamente presente anche il Torymus». Non a caso le misure di contrasto alla diffusione del parassita vietano il taglio delle galle, specialmente in autunno, al fine di favorire l’azione del Torymus, le cui larve si cibano delle larve di Dryocosmus. A quanto pare, invece, si sta diffondendo l’abitudine di distruggerle. «Purtroppo – conferma Benedettini – dobbiamo rilevare che, in particolare nei boschi di Castel del Rio, c’è una non ottimale gestione del materiale di risulta delle potature del castagno. I rami e le foglie con le galle secche, contenenti la vespa ma anche il loro antagonista, in alcuni casi sono stati bruciati e a morire è stato proprio chi dovrebbe aiutare a sconfiggere il malefico parassita che, nel frattempo, può essere già volato via. Le potature – esorta – vanno conservate almeno due anni».

A suggerire buone norme per la conservazione del materiale di potatura è anche Sergio Rontini, titolare, insieme alla figlia Monia, dell’azienda agricola Il Regno del Marrone, a Castel del Rio, dove coltiva più di 50 ettari di castagneti. «Si è parlato della dannosità della bruciatura – racconta – anche nel corso del settimo convegno nazionale sul castagno, organizzato dalla Fondazione Edmund Mach e dalla Società di ortoflorifrutticoltura italiana, che si è svolto dall’11 al 14 giugno a Pergine Valsugana, in provincia di Trento, e dove ho partecipato anche in veste di vicepresidente del Consorzio castanicoltori di Castel del Rio. Speriamo che le cose cambino, altrimenti a rischiare il raccolto siamo tutti. Bruciare vuol dire far impoverire il terreno, danneggiare le coltivazioni vicine e la montagna in generale». (al.gi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 4 luglio

Nella foto le galle rossastre che contengono le larve della cosiddetta vespa cinese

Vespa cinese, per salvare castagni e raccolti occorre preservare l'equilibrio tra il parassita e il suo antagonista naturale
Sport 8 Giugno 2019

«Borghi perduti nella valle del Santerno», escursione da Castel del Rio con la guida Schiassi

Domani, domenica 9 giugno, la guida Stefano Schiassi propone l’escursione denominata «Borghi perduti nella valle del Santerno», una spettacolare attraversata tra i borghi di Brento Sanico e Castiglioncello con la loro storia secolare e la passione dei volontari che mantengono vivi questi luoghi perduti. Il ritrovo è alle ore 9 a Castel del Rio, con rientro nel pomeriggio dopo un pranzo al sacco.

Per informazioni e prenotazioni: tel. 328-7414401.

Foto tratta dalla pagina facebook della guida Stefano Schiassi

«Borghi perduti nella valle del Santerno», escursione da Castel del Rio con la guida Schiassi
Sport 8 Giugno 2019

Mountain bike, dopo la pioggia… l’Enduro: a Castel del Rio la carica dei 100 riders

C’era grande attesa in Vallata, un mese fa, per il campionato regionale Enduro a casa degli Alidosi. Il maltempo però ha colpito tutta Italia per diversi giorni, tanto da rendere impossibile lo svolgimento della gara. Il rinvio era stato annunciato dalla società organizzatrice Appennino Bike attraverso la propria pagina Facebook, ma oggi eccoci all’altrettanto attesa occasione di recuperare l’appuntamento. La gara si svolgerà domenica 9 giugno e sarà una giornata interamente dedicata all’Enduro con più di 100 riders chiamati a confrontarsi per conquistare il titolo di campione regionale in tutte le categorie, agonistiche e amatoriali. A fare da apripista (ma fuori gara) anche Mirco Vendemmia, classe 1998 di Borgo Tossignano, che un mese fa aveva appena ottenuto un eccezionale secondo posto in Spagna nella prova dell’Europeo Enduro. Tra i talenti più attesi in gara ci sarà invece Matteo Saccon. Al termine di tutte le prove cronometrate, è previsto un raduno «ebike» non competitivo sullo stesso tracciato di gara, invariato rispetto alla prova rinviata a maggio. A cambiare è solo il luogo di ritrovo e partenza, che sarà il centro sportivo Marco Simoncelli a Castel del Rio. Il tempo finale di gara è dato dalla somma dei tempi delle 4 prove speciali previste (solo due per Esordienti e Allievi). Le prove speciali sono discese senza ostacoli artificiali, anche impegnative, da percorrere con tutte le protezioni (ginocchia, gomiti, etc) e la pettorina. Tra una prova speciale e l’altra, non c’è tempo per il riposo: la risalita non è meccanizzata ma pedalata, quindi chi supera il tempo limite per la risalita deve poi scontare una penalità sulla discesa cronometrata. I percorsi si trovano tutti tra Montefune e Castel del Rio e hanno durate differenti (da tre minuti e mezzo fino a oltre otto minuti). E per assistere alla gara come spettatori? Fabio Gioiellieri, direttore sportivo Appennino Bike e responsabile della gara: «Le prove speciali raggiungibili più facilmente sono la 4 e la 2, zona San Miniato – via delle Peschiere. Si può anche arrivare in auto a poche decine di metri dall’arrivo. Ma consiglio di passare dall’organizzazione al mattino per avere le informazioni necessarie». Verifica licenze dalle 7.30 alle 8.30 al centro sportivo Marco Simoncelli in via Ambrogini 5, a Castel del Rio. Partenza ore 9.30. Per ulteriori info: gioiobiker@ gmail.com. Facebook: @biciappennino.Massimo Marani 
Mountain bike, dopo la pioggia… l’Enduro: a Castel del Rio la carica dei 100 riders
Cronaca 28 Maggio 2019

Il Consorzio dei castanicoltori di Castel del Rio lancia l'allarme: è tornata la vespa cinese

La vespa cinese sta tornando a infestare i castagneti della vallata del Santerno, dopo alcuni anni di quiete dovuti all’attività del Torymus sinensis, l’insetto suo antagonista naturale, immesso nell’ambiente nel 2012 in occasione dell’infestazione massiccia che azzerò la produzione.

L’allarme ora arriva dal presidente del Consorzio castanicoltori di Castel del Rio, Giuliano Monti. «Sapevamo che la vespa non era scomparsa per sempre, ma la presenza anche dell’antagonista manteneva la situazione sotto controllo. Ora è in atto una recrudescenza – conferma -. Sono evidenti molte galle sulle piante selvatiche, già belle rosse, e anche sulla varietà domestica, meno visibili perché ancora verdi. All’interno delle galle al momento vi si trova solo la larva della vespa. Quest’anno il torymus è in ritardo, forse a causa del freddo di queste ultime settimane».

«Probabilmente nei prossimi giorni, sperando che venga più caldo, arriverà a parassitizzare la vespa. Questo nella migliore delle ipotesi. L’anno scorso, ad esempio, il torymus era presente nel 98 per cento delle galle. In questa fase – conclude Monti – stiamo quindi chiedendo ai castanicoltori di tenere monitorata la situazione e di vedere come evolverà nell’arco dei prossimi venti giorni». (r.cr.)

Nella foto sono visibili le galle, dove sono racchiuse le larve di vespa cinese

Il Consorzio dei castanicoltori di Castel del Rio lancia l'allarme: è tornata la vespa cinese
Sport 4 Maggio 2019

Mountain bike, Mirco Vendemmia secondo in Europa. Domani il campionato regionale Enduro a Castel del Rio

Lo spot perfetto. Ad una settimana esatta dall’appuntamento di Castel del Rio, Mirco Vendemmia (classe 1998 di Borgo Tossignano) ha raccolto un eccezionale secondo posto nell’Enduro nella prova dell’Europeo, in Spagna. Ecco allora che torniamo a casa, ricordandoci che domani, domenica 5 maggio, è la data dell’atteso campionato regionale Enduro. Una giornata durante la quale più di 100 riders sono attesi per contendersi le maglie di campione regionale in tutte le categorie, agonistiche e amatoriali. Al termine di tutte le prove cronometrate, è previsto un raduno e-bike non competitivo sullo stesso tracciato di gara. «Enduro, da Endurance, indica una disciplina di durata – spiega Fabio Gioiellieri, direttore sportivo Appennino Bike e responsabile della gara -. Il tempo finale di gara è dato dalla somma dei tempi delle 4 prove speciali previste (solo due per Esordienti e Allievi). Le prove speciali sono discese senza ostacoli artificiali, anche impegnative, da percorrere con tutte le protezioni (ginocchia, gomiti, ecc.) e la pettorina. Tra una prova speciale e l’altra, non c’è tempo per il riposo: la risalita non è meccanizzata ma pedalata, quindi chi supera il tempo limite per la risalita deve poi scontare una penalità sulla discesa cronometrata».

Dove si trovano i percorsi?

«Sono tutti tra Montefune e Castel del Rio, hanno durate differenti (da 3 minuti e mezzo fino a oltre 8 minuti) e comportano un notevole impegno fisico. Questa gara è uno dei fiori all’occhiello per l’agonismo in mtb nell’Alta Valle del Santerno e racchiude la vera essenza di questi sentieri, che curiamo per tutto l’anno perché crediamo molto nel potenziale di sviluppo di questa disciplina sul nostro territorio».

La gara in programma a Castel del Rio, oltre ad essere il campionato regionale Assoluto, fa parte anche dell’Enduro Race, una sorta di coppa emiliano romagnola in tre prove che, dopo l’esordio a Premilcuore lo scorso 14 aprile, prevede la seconda tappa appunto a Castel del Rio e la conclusione domenica 26 maggio a San Piero in Bagno. Area iscrizioni e ritrovo sono ancora possibili domenica 5 maggio, dalle 7.30 alle 8.30, alla sala Coop in via della Resistenza (sede Pro Loco) a Castel del Rio. Partenza alle ore 9.30. Per ulteriori info: gioiobiker@gmail.com. Facebook: @biciappennino (ma.ma.)

Nella foto: Mirco Vendemmia sul podio europeo

Mountain bike, Mirco Vendemmia secondo in Europa. Domani il campionato regionale Enduro a Castel del Rio
Cronaca 8 Aprile 2019

Scontro in un campo da calcio, attimi di paura a Castel del Rio

Attimi di paura si sono vissuti ieri pomeriggio a Castel del Rio durante il match di Seconda categoria tra la squadra locale e il Bagnara. Al 13° minuto del primo tempo, infatti, un difensore alidosiano si è scontrato di testa, in maniera fortuita, con un centrocampista della formazione ravennate con quest”ultimo che, a causa del violento impatto, ha avuto la peggio ed è caduto a terra privo di sensi. 

Immediato l”ingresso in campo dei giocatori e dirigenti delle due squadre per prestare i primi soccorsi allo sfortunato calciatore, a cui si è aggiunto anche un medico che si trovava poco lontano dal luogo dell”incidente. In seguito sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 e l”elisoccorso che ha trasfortato il 24enne, che nel frattempo aveva ripreso conoscenza, all”ospedale Maggiore di Bologna. Gli esami svolti nelle ore successive, per fortuna, non hanno evidenziato danni e il giovane già in data odierna è stato dimesso. Per la cronaca la partita è stata sospesa e, con ogni probabilità, verrà recuperata mercoledì 10 aprile. (d.b.)

Foto d”archivio

Scontro in un campo da calcio, attimi di paura a Castel del Rio
Sport 16 Marzo 2019

Calcio Seconda categoria, il gol del portiere Andrea Zaccherini: «Da 90 metri, merito del vento»

Un portiere in gol: è questa la notizia di giornata nel girone N di Seconda categoria. Il protagonista della prodezza balistica in questione è Andrea Zaccherini, estremo difensore del Castel del Rio che ha sfruttato la giornata particolarmente ventosa per segnare, direttamente da un rinvio, il gol del momentaneo vantaggio della sua squadra, impegnata nel match interno contro il Real Fusignano, sfida poi conclusa sull’1-1. «E’ stata una rete molto fortuita – ammette Zaccherini -. Tirava tanto vento, la gara era ai limiti. E’ stato un rinvio normalissimo: il vento ha sospinto il pallone verso l’area avversaria e, dopo un rimbalzo, ha beffato sia difensore che portiere avversario».

Qual è stata la tua prima reazione?

«Non me ne sono reso conto subito. A dire il vero, non ho nemmeno festeggiato: credo davvero sia stato un colpo di fortuna aiutato dal vento».

Ti era mai capitato anche solo di sfiorare una rete, magari nel finale di una partita in cui la tua squadra era in svantaggio?

«Assolutamente no. Ogni tanto vado in area avversaria a saltare sulle palle inattive quando stiamo perdendo negli ultimi minuti, ma non sono mai nemmeno andato vicino a prendere la palla. Fare gol poi da 90 metri… non ci avrei neanche pensato».

Purtroppo il tuo gol non è stato sufficiente per vincere. Questo pareggio vi allontana dai play-off.

«La nostra stagione è partita male: non abbiamo trovato subito la quadratura con il nuovo mister e gli ultimi arrivi, tanto da totalizzare un solo punto nelle prime 5 partite. Per raggiungere i play-off ci mancano proprio quei punti persi all’inizio. Ci proveremo fino alla fine, vogliamo accorciare il gap con le 4 davanti. Disputare i play-off sarebbe un bel premio per questo gruppo giovane».

Per la cronaca domani il Castel del Rio sfiderà in trasferta i ravennati del Godo. (an.cas.)

L”articolo completo su «sabato sera» del 14 marzo.

Nella foto: Andrea Zaccherini

Calcio Seconda categoria, il gol del portiere Andrea Zaccherini: «Da 90 metri, merito del vento»
Cronaca 15 Marzo 2019

I volontari dell'Enduro Motor Valley hanno liberato il sentiero di Monte Fune da alberi e tronchi crollati

Un altro intervento da segnalare per i volontari dell”Enduro Motor Valley. Nei giorni scorsi il gruppo ha portato a termine un lavoro di disostruzione del sentiero che da Monte Fune, nel comune di Castel Del Rio, conduce fino oltre il confine con la Toscana. Il sentiero era infatti chiuso da tempo per via di vari alberi crollati nel bosco, ma soprattutto per via di enormi castagni di un castagneto abbandonato da anni.

La sezione alidosiana dell”associazione ha perciò organizzato una missione per renderlo nuovamente percorribile, secondo le modalità descritte dal veterano dell”Emv, Riccardo Quercia: «“Già raggiungere la zona operativa con tutta l’attrezzatura è davvero impegnativo. Per di più sapevamo che ci saremmo trovati davanti a dei veri e propri muri di tronchi crollati sul sentiero. Cinquant”anni fa questi problemi non esistevano, queste zone erano curate dagli abitanti di Monte Fune dove addirittura c’era un bar alimentari presso il quale alla sera ci si trovava a giocare a carte. Ora le case sono disabitate, molte sono crollate, noi cerchiamo di mantenere almeno i sentieri più importanti».

Il racconto è portato avanti da un altro volontario, William Berti:  «Temevamo di non riuscire con un solo intervento a ripristinare il sentiero quindi abbiamo lavorato a testa bassa senza fermarci per diverse ore.  È sicuramente uno degli interventi più impegnativi a cui io abbia partecipato, con anche porzioni di sentiero franate da ripristinare, ma la zona è di una bellezza unica e mantenerla fruibile è fondamentale».

Nell”intervento, precisano i volontari, si è rivelata molto utile la moto Beta messa a disposizione del gruppo da Trioschi, che è stata utilizzata da Roberto Russo, coordinatore di tutta l”operazione.

I volontari dell'Enduro Motor Valley hanno liberato il sentiero di Monte Fune da alberi e tronchi crollati
Cronaca 8 Febbraio 2019

Prosegue tra le polemiche la pulizia dell'alveo del Santerno. Il sopralluogo Arpae: «Accertata la regolarità dei lavori»

Non si placano le proteste riguardanti i lavori di pulizia dell’alveo del fiume Santerno, cominciati a inizio gennaio a pochi metri dal ponte Alidosi e di cui ci siamo occupati sul sabato sera del 17 gennaio scorso. L’intervento, autorizzato da Arpae, riguarda quasi 50 ettari di terreno, per una lunghezza di 18,5 chilometri, da Castel del Rio a Codrignano. Oltre alle lettere arrivate anche alla nostra redazione (pubblicate su «sabato sera» del 7 febbraio), nei giorni scorsi le segnalazioni inviate da Giacomo Bugané di Geolab, onlus da che da vent’anni svolge attività di educazione ambientale sul Santerno, così come da numerosi privati cittadini, hanno indotto la Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio a intervenire sulla vicenda, sollecitando gli enti presenti alla conferenza di servizi che ha dato il via libera ai lavori di verificare, per quanto di competenza, «l’ottemperanza alle indicazioni contenute nel verbale conclusivo della conferenza medesima». Questo quanto si legge nella lettera di risposta indirizzata il 28 gennaio scorso a Bugané, al Comune di Castel del Rio e per conoscenza ad Arpae.

Gli enti preposti ai controlli, per la verità, si erano già attivati nelle scorse settimane, dopo l’allarme lanciato dalle Guardie ambientali metropolitane, Claudio Nicolini e Luisa Cottifogli, che hanno filmato la ditta incaricata mentre procedeva all’estirpazione di un pioppo con le intere radici e all’abbattimento a tappeto della vegetazione presente nell’alveo del fiume. L’ultimo aggiornamento che ci giunge da Arpae è che «i lavori di taglio da parte della ditta stanno proseguendo – spiega la dirigente Patrizia Vitali, che ha firmato l’atto di concessione -. Contestualmente proseguono gli accertamenti, che si concluderanno solo a fine lavori. Il 22 gennaio scorso è stato effettuato un sopralluogo guidato da Arpae e dall’Autorità idraulica, con la partecipazione dei carabinieri forestali, polizia provinciale, guardie ecologiche e naturalmente della direzione lavori, in cui è stata accertata la regolarità dei lavori, sono state date indicazioni alla ditta per migliorare le modalità di intervento (tipologia di piante da tagliare e/o da preservare, modalità di ripristino dei luoghi dopo l’intervento, ecc…) e sono state condivise con gli organi di controllo i principi e le caratteristiche generali del progetto».

In prospettiva, i lavori interesseranno anche un tratto di 7 chilometri e mezzo all’interno del Parco regionale della Vena del Gesso romagnola e del sito Natura 2000, da Borgo Tossignano a Codrignano, area sottoposta a tutela. Anche in questo caso è stato rilasciato regolare nulla osta, con prescrizioni inerenti la salvaguardia delle specie protette. Qui, dettaglia la concessione rilasciata da Arpae, è consentito un taglio del 30% degli esemplari pericolanti o a rischio caduta o specie esotiche, il rispetto delle specie autoctone e il taglio a raso di tutta la vegetazione arborea compresa nell’alveo di magra del Santerno. In prima battuta Arpae aveva addirittura proposto «un taglio percentualmente più importante, tale da garantire maggiore sicurezza idraulica ai territori rivieraschi fortemente esposti al rischio di esondazione e indicati nella pianificazione di bacino come aree a rischio elevato». Anche in questo caso, abbiamo cercato di capire se e come si concilia l’esigenza di salvaguardare un territorio protetto alla necessità di messa in sicurezza dal rischio inondazioni. «Interventi di questo tipo – ci spiega Gabriele Cassani, dell’Ente di gestione parchi e biodiversità – sono regolamentati da norme specifiche. Le norme di salvaguardia del Parco regionale della Vena del Gesso sono dettate da specifica legge regionale. Il tratto in questione coincide anche con un Sito di importanza comunitaria (Sic), sottoposto anche a tutele che discendono da direttive dell’Unione europea». (lo.mi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 7 febbraio

Prosegue tra le polemiche la pulizia dell'alveo del Santerno. Il sopralluogo Arpae: «Accertata la regolarità dei lavori»
Cronaca 16 Gennaio 2019

Scattati i controlli dopo le segnalazioni sul taglio degli alberi lungo l'argine del Santerno a Castel del Rio

Si parla spesso dell’importanza della manutenzione delle sponde dei fiumi per prevenire le inondazioni e ridurre così il rischio idrico. Opere necessarie, ma che richiedono controlli puntuali, per evitare che un”azione fondamentale di tutela del territorio possa trasformarsi in corso d’opera in un disboscamento indiscriminato. Questa volta a finire sotto la lente di ingrandimento, su segnalazione dei coniugi Claudio Nicolini e Luisa Cottifogli, volontari delle Guardie ambientali metropolitane, sono stati i lavori di pulizia delle sponde del fiume Santerno, autorizzati dall’Arpae il 27 novembre e avviati sotto il ponte Alidosi la scorsa settimana.

L’intervento riguarda circa 49,94 ettari, da Castel del Rio a Codrignano, per un totale di 18,5 chilometri. In base all’atto firmato dall’Arpae, il primo tratto di 11 chilometri, da Castel del Rio fino al confine con il parco regionale Vena del gesso romagnola, prevede la «manutenzione straordinaria della vegetazione spondale al fine di riduzione del trasporto verso valle, contenimento robinia e ringiovanimento formazioni forestali». Qui è stato autorizzato «il taglio a scelta» lungo le sponde, pari al 40% della massa, riguardante alberi «maturi, pericolanti vetusti, inclinati o specie alloctone comela robinia».

Poi ci sono altri 7,5 chilometri, in questo caso all’interno del Parco regionale della Vena del gesso romagnola, sottoposto a misure specifiche di conservazione. Qui la concessione, che ha ottenuto anche il nulla osta del Parco, ha per scopo «l’aumento della naturalità e della sicurezza idraulica dei popolamenti arborei» ed è autorizzato«il taglio fitosanitario nei confronti di esemplari pericolanti o a rischio caduta o specie esotiche; il rispetto delle specie autoctone che fanno parte degli habitat individuati; una intensità di taglio al massimo del 30% su tutta la sponda boscata facente parte dell’area demaniale una volta l’anno dall’11 agosto al 19 febbraio; il taglio selettivo di tutta la vegetazione arborea qualora presente compresa entro l’alveo dimagra (ovvero la zona in cui scorre l’acqua durante i periodi di magra, ndr), con asportazione massima del 30% degli esemplari suscettibili di creare rischio idraulico».

La ditta esecutrice dei lavori, che ha ottenuto regolare concessione valida fino al 28 febbraio (e per la quale è previsto un canone di poco più di 5.200 euro per il 2018-19) è la Fluvial forest, con sede a Codogno, nel lodigiano, che si occupa di commercio all’ingrosso di legname, semilavorati in legno e legno artificiale. L’istanza presentata in prima battuta dalla società comprendeva anche «il taglio e prelievo della vegetazione arborea e arbustiva» lungo il Santerno fino a Mordano, per un totale di 93 ettari, ma per l’ultimo tratto, di 8 chilometri, non è stata concessa l’autorizzazione, si legge sui documenti, «perché in conflitto con il programma di manutenzione già progettato e approvato» dalla Regione Emilia Romagna.

«Venerdì 4 gennaio – riassume Luisa Cottifogli – Claudio ha scoperto per caso che nei pressi del ponte Alidosi si stava apprestando un cantiere. La ditta ha iniziato i lavori la mattina di lunedì 7 gennaio senza transennare e tabellare il cantiere e senza informare i cittadini e i frontalieri, come previsto dalla regolare concessione. L’unico frontaliero al quale è stata chiesta un’autorizzazione al transito è il contadino padrone del campo sul quale i mezzi potevano anche depositare il legname. Dal ponte Alidosi lunedì scorso ho assistito alle prime operazioni svolte dagli operai con motosega ed escavatore, senza la presenza sul luogo di un tecnico e senza una precedente selezione e segnalazione degli esemplari da abbattere, senza alcun rappresentante di Arpae o dell’amministrazione comunale. Gli operai erano privi di caschetto e protezione antitaglio, sul cantiere nessuna transennatura o indicazione. I primi due pioppi sono stati estirpati con le intere radici, come barbabietole, dalla forza dell’escavatore. Poi è stata la volta dell’abbattimento dell’intero pioppeto, anche con l’utilizzo della benna dell’escavatore, fatta salva un’unica quercia secolare che il contadino aveva chiesto di risparmiare. Chiamati i carabinieri locali, questi hanno richiesto la documentazione dei lavori e segnalato ai corpi competenti la situazione, fermando il cantiere in attesa del piano esecutivo. I lavori, dopo una breve pausa, sono comunque proseguiti finché solo mercoledì 9 gennaio finalmente sono intervenuti il sindaco con un tecnico comunale, due autorità tecniche di Arpae e il tecnico forestale della ditta».

Il 10 gennaio la sponda del fiume era una desolata distesa di tronchi accatastati, solcata dalle impronte dei cingoli. «Mi chiedo – prosegue Cottifogli – se la gestione del patrimonio pubblico una volta tanto possa essere fatta al meglio, come ad esempio è successo a Imola dopo la grande pienadel 2014. Chi è questa ditta alla quale Arpae, un ente regionale, ha affidato la pulizia di parte di Santerno, Lamone, Montone, Ronco, Sillaro? Un’azienda fondata nel 2017 con 1.000 euro di capitale sociale versato? Almeno questi sono i dati che si evincono dalla visura camerale della ditta e da una semplice ricerca online fra le concessioni rilasciate da Arpae. Il mio profondo rammarico – conclude- è constatare una così scarsa sensibilità alla tutela del patrimonio ambientale da parte dell’ente preposto a salvaguardarlo».

Dal canto loro, i sindaci dei comuni interessati dai lavori sugli argini del Santerno assicurano attenzione, ribadendo però che le aree coinvolte sono demaniali  eche la responsabilità è dunque di Arpae e della Regione.  (lo.mi. re.co.)

Il servizio completo è su «sabato sera» in edicola il 17 gennaio

Nella foto la situazione sull”argine del Santerno a giovedì 10 gennaio

Scattati i controlli dopo le segnalazioni sul taglio degli alberi lungo l'argine del Santerno a Castel del Rio

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