Castel del Rio

Cultura e Spettacoli 8 Settembre 2019

Due weekend al sapore di tartufo a Castel del Rio, tante le proposte allo stand dietro palazzo Alidosi

Il tartufo è un fungo ipogeo, cioè che vive sottoterra, appartenente alla famiglia delle tuberacee. Non è un tubero, quindi, ma ne ha la forma. Quello che tutti conoscono, comunque, è il suo sapore buonissimo, capace di esaltare qualsiasi piatto. Sapore che è al centro della Sagra del tartufo che Castel del Rio ospita in questo weekend e il prossimo, 14 e 15 settembre. Due weekend con il gusto organizzati dall’Associazione culturale alidosiana, dal Gruppo sportivo Castel del Rio e dalla Sezione cacciatori Castel del Rio, che vedrà riempirsi di appassionati lo stand che si trova nell’area dietro il palazzo Alidosi.

Tutti pronti a tuffarsi sulla vellutata di patate al tartufo o sui tagliolini al tartufo. Poi ci sono anche i classici tortini, il risotto, i tortellini e i maccheroncini (entrambi conditi anche con la panna), ma anche primi al ragù per chi li preferisse. I secondi annoverano le uova fritte al tartufo, le scaloppine, il roast beef al tartufo e scaglie di grana, la polenta fritta e cacio al tartufo, e la piadina con salsiccia. Immancabili le patate fritte, ma anche il tartufo bianco o nero (gelato) come dessert.

Lo stand gastronomico, al coperto, apre la sera alle 19, oggi domenica anche alle 12. Nell’area della festa ci saranno anche un mercato e un’area con gonfiabili per bambini. In primo piano anche gli spettacoli. Stasera, domenica 8 alle 20.30, arriva la Nearco band. Il prossimo weekend ancora musica con Giovanni Capozio (sabato) e ballo e musica con Le comete di Romagna (domenica).

Informazioni: www.tartufocasteldelrio.eu

Due weekend al sapore di tartufo a Castel del Rio, tante le proposte allo stand dietro palazzo Alidosi
Cronaca 17 Agosto 2019

A Castel del Rio il sapore e l’aroma dei porcini

Non possono mancare, nella seconda metà di agosto, il sapore e l’aroma dei porcini. E infatti la “Sagra del porcino” torna a Castel del Rio con la sua trentaquattresima edizione in due weekend, il 17 e18 agosto e il 24 e 25.

Lo stand gastronomico nell’area sul retro di palazzo Alidosi (al coperto), che aprirà il sabato alle 18.30 e la domenica alle 12 e alle 18.30, proporrà numerosi primi farciti con il prodotto del sottobosco:tagliatelle, tortelli, risotto,polenta. Ma ci sarà anche il ragù e un condimento alla boscaiola.
Non mancheranno gli antipasti (insalata di funghi porcini e crostini) e i secondi spazieranno dalle scaloppine all’arrosto coni porcini sempre in primo piano (anche fritti).
In menù anche piadina con salsiccia, patate fritte e piadina.

La festa propone anche spettacoli serali, con inizio alle 21. Sabato 17 la musica e il ballo saranno a cura di Stefano Linari, domenica 18 toccherà a Elisa e le brillanti note, sabato 24 a Maurizio Guzzinati e domenica 25 chiuderà la festa Giovanni Capezio.

Da ricordare che ogni sabato si terrà un laboratorio per bambini con palloncini e bolle di sapone giganti e uno spettacolo de “Il pirata bolloso”. (r. cr.)

A Castel del Rio il sapore e l’aroma dei porcini
Cultura e Spettacoli 2 Agosto 2019

In piazza a Castel del Rio cena e concerto con l'«iBigBand» e la partecipazione del “Gallo' Claudio Golinelli

Quella dell’«iBigBand» è una storia lunga più di cinquant’anni, che ha visto un’evoluzione costante, che l’ha fatta entrare sempre di più nel cuore del pubblico, «il bruco che diventa una farfalla» come la definisce Pierluigi Bitti Ricci, che dirige la formazione musicale dal 1988, dopo esserci entrato come trombettista nel 1984. L’«iBigBand», formazione che nel corso del tempo ha cambiato nome e pelle diverse volte, si esibirà venerdì 2 agosto alle 21 in piazza della Repubblica a Castel del Rio, in un concerto che vedrà ospite anche «il Gallo» Claudio Golinelli e che prevede la cena a cura del ristorante Il Gallo (informazioni e prenotazioni al 338/5911452).

Nata nel 1967 come Santerno Jazz Band per un’idea del maestro Italo Ghini di Borgo Tossignano, che in origine trasforma la banda che dirige, aggiungendo alcuni strumenti come la batteria, il basso e la chitarra elettrica, più i cantanti. I musicisti erano gli stessi della banda, che all’occasione cambiavano strumento e repertorio. Poi nel 1988 alla guida della formazione subentra Bitti Ricci, forte di un diploma in tromba al Conservatorio e con l’idea di rinnovare il repertorio, con un occhio a brani più moderni e di respiro internazionale, puntando alla presenza di due cantanti fissi, una voce maschile ed una femminile. Nel 1999 la Band perde il pezzo Jazz nel nome e nel 2012 da Santerno si passa ad Imola Big Band, perché ormai la formazione ha perso l’impronta unica della Vallata da dove venivano inizialmente i musicisti.

Unico della formazione originale che vi milita tutt’oggi è il bassista Alberto Tinti, da tutti considerato una delle colonne portanti, curatore di tutta la parte tecnica. Ultimo salto verso il futuro l’ulteriore cambio di nome, che ora è «iBigBand». «Dovessi descrivere l’evoluzione della Big band la definirei un grafico in crescita, con un salto di qualità finale dovuto a tre fattori – spiega Pierluigi BittiRicci –: primo fattore un duo stabile di cantanti, Valentina Monti e Fabiano Naldini, un binomio che si completa meravigliosamente; secondo punto la scelta di un repertorio che utilizza tutti gli strumenti a fiato e la parte ritmica coesi a supportare i cantanti; terzo un service audio visivo professionale, che dà vita ad uno spettacolo completo, perché l’occhio e l’orecchio vogliono la loro parte. Tutti questi elementi hanno portato la formazione ad un livello semiprofessionistico, incontrando il favore del pubblico. Per capire l’evoluzione basta guardare i mezzi con cui ci spostiamo: all’inizio era un pullmino Fiat, ora occorrono due camion pieni…». (fa.vi.)

Un ampio servizio con interviste complete al direttore Pierluigi Bitti Ricci e ai cantanti Fabiano Naldini e Valentina Monti è su «sabato sera» dell”1 agosto in questi giorni in edicola

Nella foto la band con il “Gallo” Claudio Golinelli nel concerto di inizio luglio al Molino Rosso

In piazza a Castel del Rio cena e concerto con l'«iBigBand» e la partecipazione del “Gallo' Claudio Golinelli
Cultura e Spettacoli 27 Luglio 2019

Castel del Rio vive più di una settimana di Festa della Musica

Spegne quaranta candeline la Festa della Musica che si tiene a Castel del Rio dal 27 luglio al 5 agosto, che vede tanti eventi musicali declinati in diversi generi: l”organizzazione è a cura del Corpo bandistico Sant”Ambrogio in collaborazione con il Comune e con attività commerciali. Si comincia, appunto, questa sera con «Rock in Castel del Rio» che propone street food dalle 18 e musica live dalle 20.30 al ponte Alidosi con Hansiah, Vicolo Inferno e 999 Police tribute band.

Domani sera è dedicata al CantaRio, festival di voci nuove a cura del Comune che ogni estate si tiene a Castel del Rio. Giunta all”ottava edizione, la manifestazione che vuole promuovere i talenti canori, va in scena il 28 luglio alle 21 in piazza della Repubblica. Al concorso, la cui iscrizione è gratuita, parteciperanno diciannove concorrenti, suddivisi nelle categorie Under 18 e Over 18, che presenteranno brani cover o inediti. Tra gli under 18 sarà premiato il primo classificato e sarà dato un Premio speciale simpatia. Tra gli over 18 saranno premiati i primi tre classificati, che avranno anche la partecipazione gratuita al Faenza Pop Festival. Sarà inoltre assegnato un premio della critica: il vincitore otterrà una registrazione presso gli studi dell’etichetta discografica Pms Studio. In palio ci sono anche buoni acquisto e ceramiche offerte da Coop ceramica. A valutare i concorrenti ci saranno Stefano Casadio, presidente di giuria, ideatore e organizzatore del Summer Pop Festival e del Faenza Pop Festival, Claudio Bolognesi, giornalista, Alberto Baldazzi, sindaco di Castel del Rio, Giuseppina Brienza, soprano e docente di canto lirico, e un referente di Pms Studio. A presentare e ad animare la serata sarà Nearco.

Giovedì 1 agosto nella Sala Magnus a palazzo Alidosi si terrà un concerto di musica classica in occasione del 19° premio Ebe Stignani. Venerdì 2 sarà l”Imola Big Band ad esibirsi in piazza della Repubblica in una serata con cena organizzata dal ristorante Il Gallo (informazioni e prenotazioni al 338/5911452). Sabato 3 dalle 20 all”agriturismo Le Selve si potrà cenare con l”accompagnamento musicale dei The Peter Sellers (informazioni e prenotazioni al 348/2714259). Infine, lunedì 5 agosto, dalle 19 in Sala Magnus si terrà una cena di beneficenza organizzata dalla parrocchia di Sant”Ambrogio e, alle 21, in piazza della Repubblica la Music Film Orchestra del Corpo Bandistico S. Ambrogio diretta da Alessandro Ricchi accompagnerà gli spettatori lungo le più belle colonne sonore dei film.

«Quaranta edizioni rappresentano un traguardo importante per un”associazione di un comune piccolo come Castel del Rio: significano costanza, dedizione, impegno, creatività a sostegno di un insieme di eventi che cercano, anno per anno, di migliorarsi e di soddisfare le preferenze musicali di tutti – commenta il presidente del corpo bandistico, Alessio Bertuzzi -. Sono fiero del lavoro fatto dal consiglio direttivo e dai nostri bandisti (che ringrazio personalmente), che cercano sempre di dare interesse a questo evento divenuto oramai storico. Il rapporto con il territorio è fondamentale per arrivare a creare un volantino con ben sei eventi e non solamente per una mera questione economica di sponsor. Infatti di alcuni eventi siamo organizzatori diretti o co-organizzatori, mentre di altri diamo semplicemente supporto pubblicitario». (r.c.)

Nella foto, di Isolapress, Nearco che presenterà il CantaRio

AGGIORNAMENTO-PRECISAZIONE: L”ORGANIZZAZIONE NELLA TARDA SERATA DI IERI  HA ANNULLATO L”EVENTO IN PROGRAMMA PER QUESTA SERA (SABATO 27 LUGLIO) VISTE LE AVVERSE PREVISIONI METEO. CONFERMATO INVECE L”EVENTO DI DOMANI (28 LUGLIO)

Castel del Rio vive più di una settimana di Festa della Musica
Cronaca 20 Luglio 2019

A Valmaggiore una domenica di cerimonie e iniziative nel ricordo dei civili uccisi dai nazisti nel 1944

Ricco programma per la festa a Valmaggiore domenica 21 luglio per ricordare i civili uccisi dai nazisti nel settembre del 1944. La località si potrà raggiungere partecipando all”escursione in mountain bike (partenza alle ore 8.30 dalla chiesa di Sant”Ambrogio di Castel del Rio) o alla camminata (partenza sempre dalla chiesa, ma alle ore 9). La festa avrà poi inizio alle 10.30, con musica folk popolare, fino alle 12.30, quando è previsto il pranzo (preparato dai volontari dell’Anpi, prenotazione gradita, tel. 331 5808784).

A seguire, alle 14.30, inaugurazione di una targa a ricordo delle vittime: Giovanni Bertini, Giorgio Poli e Antonio Giorgi. Alla cerimonia interverranno Enrico Alpi (Anpi Castel del Rio), Gabrio Salieri (Anpi Imola), Alberto Baldazzi (sindaco di Castel del Rio), Romano Bacchilega (Associazione Ca’ Malanca) e il generale Lorenzo Raspanti. Alle 16 è prevista la santa messa, con processione e affidamento alla Madonna. La manifestazione si conclude con la gara di briscola con ricchi premi (ore 17). Sarà attivo un servizio navetta Auser da Castel del Rio.

Pubblichiamo di seguito uno stralcio del racconto di Romano Bacchilega per «sabato sera» sui fatti del ”44.

«Per illustrare i fatti – scrive Bacchilega – mi sono anzitutto avvalso della bibliografia esistente sull’argomento; non ho invece potuto accedere agli archivi comunali perché tutto è stato dato alle fiamme dai tedeschi prima della loro ritirata. Ho invece raccolto alcune preziose testimonianze dirette, come quella del generale Lorenzo Raspanti (già importante collaboratore del Comune di Castel del Rio per la realizzazione del locale Museo della Guerra), che all’epoca dei fatti aveva 12 anni e abitava a “Cà la Lama”, situata a mezza costa tra il monte della Croce e Valsalva».

«Il 26 settembre – continua Bacchilega – a Valmaggiore avvennero duri scontri di reparti tedeschi con gli americani, attorno a monte Carnevale con i partigiani, in cui i tedeschi ebbero sempre la peggio, e, quando i reparti di fanteria passarono in ritirata sotto monte Carnevale, incontrarono “Casemerse di sopra” abitata dalla famiglia Bertini e “Casemerse disotto” abitata dalla famiglia Poli; Giovanni Bertini fu ucciso davanti alla moglie e ai due figli piccoli, così come Giorgio Poli che fu accusato di simpatizzare per i partigiani. Poco diverse le circostanze che portarono all’uccisione del colono sordomuto Antonio Giorgi, quasi sicuramente avvenuto il 29 settembre nel podere «Valcece», a est di monte Cappello. Gli americani del 350° Reggimento erano già a monte Battaglia e i partigiani di Carlo Nicoli erano appena stati avviati sulla via Montanara da Valmaggiore per il loro invio a Firenze. Il sanguinoso scontro tra tedeschi ed americani attorno a monte Battaglia doveva ancora continuare fino al 1° ottobre con migliaia di morti.

In questo fronte fluido, di continui contrattacchi e ritirate, la sera del 29 settembre un reparto tedesco, passando per Valcece, ordinò a Gaspare ed Antonio Giorgi di seguirli per aiutarli a costruire postazioni difensive verso Posseggio. Antonio Giorgi, essendo sordomuto, non fu lesto a eseguire gli ordini e fu ucciso, mentre Gaspare, nella concitazione del momento, riusciva a fuggire. La crudeltà della guerra si è quindi abbattuta su quella sperduta comunità di Valmaggiore, che ne è uscita distrutta nel patrimonio abitativo e dispersa negli abitanti, i quali sono al più presto fuggiti a nche dai ricordi di tanta crudeltà».

Il racconto integrale di Romano Bacchilega è su «sabato sera» del 18 luglio

Nella foto soldati alleati a Valmaggiore

A Valmaggiore una domenica di cerimonie e iniziative nel ricordo dei civili uccisi dai nazisti nel 1944
Cronaca 19 Luglio 2019

A Castel del Rio inaugura il giardino “Enrico Berlinguer' con il sindaco, Raffaello De Brasi e Vasco Errani

Sarà inaugurato domani, sabato 20 luglio a Castel del Rio, in via della Resistenza, il giardino intitolato a Enrico Berlinguer. La cerimonia avrà inizio alle 10.30 e vi interverranno il sindaco di Castel del Rio Alberto Baldazzi, l”onorevole Raffallo De Brasi e il senatore Vasco Errani. Seguirà un rinfresco.

Di seguito il racconto degli ultimi momenti di vita di Enrico Berlinguer, che fu segretario del Partito Comunista Italiano dal 1972 alla morte, avvenuta 12 anni dopo e della quale quest”anno si è celebrato il 35° anniversario.

«E” il 7 giugno 1984. Di lì a poco si terranno le elezioni europee e il segretario del Pci, Enrico Berlinguer, è sul palco allestito in piazza della Frutta, a Padova, per un comizio. Mentre sta parlando accusa un malore. «Compagni, lavorate tutti, casa per casa…». La voce si incrina, si porta un fazzoletto alla bocca. Fa fatica, ma continua, mentre la folla, accortasi della sua sofferenza, gli urla «Basta Enrico».Finito il comizio rientra in albergo, dove si addormenta sul letto entrando in coma. Le sue condizioni appaiono subito drammatiche; viene trasferito in ospedale, dove morirà quattro giorni dopo, alle ore 12.45 dell’11 giugno, a causa dell’emorragia cerebrale. Il presidente della Repubblica, Sandro Pertini, che già si trovava a Padova per ragioni di Stato, andrà a trovarlo in ospedale. Farà in tempo a vederlo e baciarlo sulla fronte. Poche ore dopo il decesso imporrà che la salma venga caricata sull’aereo presidenziale per portarla lui stesso nella capitale. “Lo porto via – disse – come un amico fraterno,come un figlio, come un compagno di lotta”».

Questa invece è una parte del ricordo affidato a «sabato sera» dall”onorevole Massimo Marchignoli, tra gli artefici dell”iniziativa di intitolazione: «Enrico Berlinguer viene eletto segretario del Pci nel marzo 1972. Avevo poco meno di quattordici anni e mi iscrissi, per la prima volta, alla Federazione giovanile comunista italiana. Per la mia generazione era impossibile crescere “filosovietici”. Volevamo cambiare il mondo. Chiedevamo un profondo rinnovamento economico, sociale, culturale. Eravamo contro l’equilibrio del terrore che vedeva le due grandi potenze impegnate in una folle corsa nel dotarsi di nuovi armamenti nucleari. Volevamo il disarmo unilaterale e la pace planetaria. «Per noi la guida di tutto ciò era Enrico Berlinguer».

«Un grandissimo e coraggioso innovatore, una persona perbene e coerente, gentile nei comportamenti e nel linguaggio – conclude l”ex sindaco di Castel del Rio e di Imola -. Una figura di statista, l’aggettivo che troverete scritto nella targa commemorativa che scopriremo sabato 20 luglio a Castel del Rio». (r.cr.)

L”intero racconto della scomparsa di Berlinguer e la testimonianza completa di Massimo Marchignoli sono su «sabato sera» del 18 luglio

A Castel del Rio inaugura il giardino “Enrico Berlinguer' con il sindaco, Raffaello De Brasi e Vasco Errani
Economia 16 Luglio 2019

Vespa cinese, per salvare castagni e raccolti occorre preservare l'equilibrio tra il parassita e il suo antagonista naturale

Rieccolo il Dryocosmus kuriphilus, il cinipide parassita del castagno arrivato dal nord della Cina, meglio noto come vespa cinese. In Europa questo parassita non era presente fino al 2002, anno in cui fu accidentalmente introdotto in Italia, in una zona a sud di Cuneo. E oggi è segnalato in varie regioni italiane, tra cui l’Emilia Romagna. «Abbiamo ricevuto segnalazioni un po’ da tutta la regione in merito alla presenza della vespa cinese», conferma Giovanni Benedettini fitopatologo del Servizio fitosanitario della Regione Emilia Romagna che, insieme al collega Massimo Bariselli, è intervenuto all’incontro svoltosi qualche settimana fa a Castel del Rio, proprio per parlare delle problematiche del castagno.

Il cinipide adulto è simile ad una piccola vespa, lunga circa 2,5 millimetri. Attacca sia il castagno europeo, selvatico o innestato, sia gli ibridi euro-giapponesi. E’ un insetto galligeno in quanto induce la comparsa di galle su germogli e foglie delle piante infestate, ovvero ingrossamenti tondeggianti tendenti al rossastro nei quali la sua larva compie il ciclo vitale. Per contrastare la diffusione della vespa cinese, la Regione Emilia Romagna ha introdotto prescrizioni obbligatorie e dal 2009 ha avviato un progetto di lotta biologica basato sull’introduzione del parassitoide Torymus sinensis, un imenottero. Lotta biologica col Torymus già sperimentata con successo in Giappone, dove ha portato ad una riduzione delle infestazioni al di sotto della soglia di danno nell’arco di una decina d”anni.

Un equilibrio tra parassita e parassitoide che si sta raggiungendo anche qui da noi. «Ormai il cinipide si è inserito nell’ecosistema castagneto e, con esso, il suo antagonista, il Torymus sinensis – conferma Elvio Bellini, uno dei maggiori esperti nazionali del settore castanicolo e coordinatore del centro studi di Marradi -. Entrambi convivono ormai in equilibrio e noi dobbiamo favorire nel migliore dei modi questo raggiunto equilibrio, per esempio evitando di bruciare il materiale di potatura che contiene galle secche, nelle quali la larva compie il ciclo vitale, ma dove è certamente presente anche il Torymus». Non a caso le misure di contrasto alla diffusione del parassita vietano il taglio delle galle, specialmente in autunno, al fine di favorire l’azione del Torymus, le cui larve si cibano delle larve di Dryocosmus. A quanto pare, invece, si sta diffondendo l’abitudine di distruggerle. «Purtroppo – conferma Benedettini – dobbiamo rilevare che, in particolare nei boschi di Castel del Rio, c’è una non ottimale gestione del materiale di risulta delle potature del castagno. I rami e le foglie con le galle secche, contenenti la vespa ma anche il loro antagonista, in alcuni casi sono stati bruciati e a morire è stato proprio chi dovrebbe aiutare a sconfiggere il malefico parassita che, nel frattempo, può essere già volato via. Le potature – esorta – vanno conservate almeno due anni».

A suggerire buone norme per la conservazione del materiale di potatura è anche Sergio Rontini, titolare, insieme alla figlia Monia, dell’azienda agricola Il Regno del Marrone, a Castel del Rio, dove coltiva più di 50 ettari di castagneti. «Si è parlato della dannosità della bruciatura – racconta – anche nel corso del settimo convegno nazionale sul castagno, organizzato dalla Fondazione Edmund Mach e dalla Società di ortoflorifrutticoltura italiana, che si è svolto dall’11 al 14 giugno a Pergine Valsugana, in provincia di Trento, e dove ho partecipato anche in veste di vicepresidente del Consorzio castanicoltori di Castel del Rio. Speriamo che le cose cambino, altrimenti a rischiare il raccolto siamo tutti. Bruciare vuol dire far impoverire il terreno, danneggiare le coltivazioni vicine e la montagna in generale». (al.gi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 4 luglio

Nella foto le galle rossastre che contengono le larve della cosiddetta vespa cinese

Vespa cinese, per salvare castagni e raccolti occorre preservare l'equilibrio tra il parassita e il suo antagonista naturale
Sport 8 Giugno 2019

«Borghi perduti nella valle del Santerno», escursione da Castel del Rio con la guida Schiassi

Domani, domenica 9 giugno, la guida Stefano Schiassi propone l’escursione denominata «Borghi perduti nella valle del Santerno», una spettacolare attraversata tra i borghi di Brento Sanico e Castiglioncello con la loro storia secolare e la passione dei volontari che mantengono vivi questi luoghi perduti. Il ritrovo è alle ore 9 a Castel del Rio, con rientro nel pomeriggio dopo un pranzo al sacco.

Per informazioni e prenotazioni: tel. 328-7414401.

Foto tratta dalla pagina facebook della guida Stefano Schiassi

«Borghi perduti nella valle del Santerno», escursione da Castel del Rio con la guida Schiassi
Sport 8 Giugno 2019

Mountain bike, dopo la pioggia… l’Enduro: a Castel del Rio la carica dei 100 riders

C’era grande attesa in Vallata, un mese fa, per il campionato regionale Enduro a casa degli Alidosi. Il maltempo però ha colpito tutta Italia per diversi giorni, tanto da rendere impossibile lo svolgimento della gara. Il rinvio era stato annunciato dalla società organizzatrice Appennino Bike attraverso la propria pagina Facebook, ma oggi eccoci all’altrettanto attesa occasione di recuperare l’appuntamento. La gara si svolgerà domenica 9 giugno e sarà una giornata interamente dedicata all’Enduro con più di 100 riders chiamati a confrontarsi per conquistare il titolo di campione regionale in tutte le categorie, agonistiche e amatoriali. A fare da apripista (ma fuori gara) anche Mirco Vendemmia, classe 1998 di Borgo Tossignano, che un mese fa aveva appena ottenuto un eccezionale secondo posto in Spagna nella prova dell’Europeo Enduro. Tra i talenti più attesi in gara ci sarà invece Matteo Saccon. Al termine di tutte le prove cronometrate, è previsto un raduno «ebike» non competitivo sullo stesso tracciato di gara, invariato rispetto alla prova rinviata a maggio. A cambiare è solo il luogo di ritrovo e partenza, che sarà il centro sportivo Marco Simoncelli a Castel del Rio. Il tempo finale di gara è dato dalla somma dei tempi delle 4 prove speciali previste (solo due per Esordienti e Allievi). Le prove speciali sono discese senza ostacoli artificiali, anche impegnative, da percorrere con tutte le protezioni (ginocchia, gomiti, etc) e la pettorina. Tra una prova speciale e l’altra, non c’è tempo per il riposo: la risalita non è meccanizzata ma pedalata, quindi chi supera il tempo limite per la risalita deve poi scontare una penalità sulla discesa cronometrata. I percorsi si trovano tutti tra Montefune e Castel del Rio e hanno durate differenti (da tre minuti e mezzo fino a oltre otto minuti). E per assistere alla gara come spettatori? Fabio Gioiellieri, direttore sportivo Appennino Bike e responsabile della gara: «Le prove speciali raggiungibili più facilmente sono la 4 e la 2, zona San Miniato – via delle Peschiere. Si può anche arrivare in auto a poche decine di metri dall’arrivo. Ma consiglio di passare dall’organizzazione al mattino per avere le informazioni necessarie». Verifica licenze dalle 7.30 alle 8.30 al centro sportivo Marco Simoncelli in via Ambrogini 5, a Castel del Rio. Partenza ore 9.30. Per ulteriori info: gioiobiker@ gmail.com. Facebook: @biciappennino.Massimo Marani 
Mountain bike, dopo la pioggia… l’Enduro: a Castel del Rio la carica dei 100 riders
Cronaca 28 Maggio 2019

Il Consorzio dei castanicoltori di Castel del Rio lancia l'allarme: è tornata la vespa cinese

La vespa cinese sta tornando a infestare i castagneti della vallata del Santerno, dopo alcuni anni di quiete dovuti all’attività del Torymus sinensis, l’insetto suo antagonista naturale, immesso nell’ambiente nel 2012 in occasione dell’infestazione massiccia che azzerò la produzione.

L’allarme ora arriva dal presidente del Consorzio castanicoltori di Castel del Rio, Giuliano Monti. «Sapevamo che la vespa non era scomparsa per sempre, ma la presenza anche dell’antagonista manteneva la situazione sotto controllo. Ora è in atto una recrudescenza – conferma -. Sono evidenti molte galle sulle piante selvatiche, già belle rosse, e anche sulla varietà domestica, meno visibili perché ancora verdi. All’interno delle galle al momento vi si trova solo la larva della vespa. Quest’anno il torymus è in ritardo, forse a causa del freddo di queste ultime settimane».

«Probabilmente nei prossimi giorni, sperando che venga più caldo, arriverà a parassitizzare la vespa. Questo nella migliore delle ipotesi. L’anno scorso, ad esempio, il torymus era presente nel 98 per cento delle galle. In questa fase – conclude Monti – stiamo quindi chiedendo ai castanicoltori di tenere monitorata la situazione e di vedere come evolverà nell’arco dei prossimi venti giorni». (r.cr.)

Nella foto sono visibili le galle, dove sono racchiuse le larve di vespa cinese

Il Consorzio dei castanicoltori di Castel del Rio lancia l'allarme: è tornata la vespa cinese

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