Castel Guelfo

Sport 3 Maggio 2019

Basket C Gold, gara-3 si colora di gialloblù e Castel Guelfo centra la salvezza

Missione compiuta per Castel Guelfo che in gara-3, battendo 88-79 Montecchio in casa, ha così centrato la salvezza. 

Ospiti più smaglianti in avvio, ma la squadra di coach Serio è in serata e rimane aggrappata al match. Musolesi e Saccà sono immarcabili, così i gialloblù ricuciono lo strappa e chiudono avanti all”intervallo lungo. E”, però, nel terzo parziale che Castel Guelfo piazza il break decisivo, Montecchio prova a resistere e a rientrare negli ultimi dieci minuti, ma senza riuscirci. Il palaMarchetti può così esplodere di gioia: anche il prossimo anno Castel Guelfo giocherà in C Gold.  

Tabellino

Prosic-Montecchio 88-79 (19-23, 39-34, 66-55)

Castel Guelfo: Musolesi 33, Saccà 17, Pieri 3, F. Govi 6, Grillini 7, Bergami 6, Lugli 7, Santini 5, Bonazzi, Baccarini 4. All. Serio.

Montecchio: Bertolini 10, Vecchi 12, Vanni 9, Negri 8, Astolfi 25, Seclì 2, Borghi ne, Guidi 4, Riccò 6, Gruosso 3. All. Martinelli.

Nella foto: time-out gialloblù

Basket C Gold, gara-3 si colora di gialloblù e Castel Guelfo centra la salvezza
Sport 30 Aprile 2019

Basket C Gold, Castel Guelfo espugna Montecchio e porta la serie play-out alla «bella»

Castel Guelfo doveva solo vincere per mandare la serie a gara-3 e l”ha fatto superando 75-70 Montecchio in trasferta. 

I padroni di casa hanno comandato le operazioni per ben più di 30 minuti, arrivando all”ultimo riposo avanti di 11 lunghezze. La squadra di Serio, però, ha avuto il merito di non mollare fino alla fine, con un quarto parziale da favola, trascinata in attacco da Saccà e Flippo Govi. Decisiva nel finale la freddezza ai liberi di Musolesi.

Come detto, quindi, ci vorrà la «bella» per decidere chi si salverà oppure dovrà affrontare una tra Bertinoro e San Lazzaro. Appuntamento venerdì 3 maggio (ore 21) al palaMarchetti di Castel Guelfo.

Tabellino

Montecchio-Prosic 70-75 (14-12, 41-34, 59-48)

Montecchio: Bertolini 18, Vecchi 8, Vanni 11, Negri 14, Astolfi 8, Seclì 5, Borghi ne, Guidi 1, Riccò 3, Gruosso 2. All. Martinelli.

Castel Guelfo: Musolesi 9, Saccà 21, Pieri, F. Govi 18, Grillini 7, Bergami 9, Lugli 9, Santini 2, Bonazzi, Bastoni ne, Baccarini. All. Serio.

Nella foto: coach Serio

Basket C Gold, Castel Guelfo espugna Montecchio e porta la serie play-out alla «bella»
Sport 26 Aprile 2019

Basket C Gold, play-out subito in salita per Castel Guelfo

Parte decisamente male l”avventura di Castel Guelfo nei play-out. Al palaMarchetti, infatti, la squadra di Serio esce sconfitta 73-59 in gara-1 e ora ha l”obbligo di vincere la prossima sfida (in programma martedì 30 aprile in trasferta, ore 21) per portare la serie alla «bella».

Gialloblù che tengono in equilibrio il match nel primo quarto, ma già nel secondo parziale lasciano campo libero agli ospiti che ne approfittano. Astolfi fa il bello ed il cattivo tempo, mentre Castel Guelfo fatica e non poco per trovare la via del canestro (solo 22 punti nei due quarti centrali). L”ultimo quarto non sposta l”ago della bilancia di un match che regala così a Montecchio un successo (il quarto compreso la stagione regolare) che avvicina incredibilmente i reggiani alla salvezza. (d.b.)

Tabellino

Prosic-Montecchio 59-73 (23-23, 36-47, 45-60)

Castel Guelfo: Bergami 12, Saccà 5, Pieri 6, F. Govi 11, Bastoni, Lugli 7, Musolesi 11, Santini, Bonazzi, Grillini 5, Baccarini 2. All. Serio. 

Montecchio: Bertolini 11, Vecchi 6, Vanni 11, Astolfi 20, Negri 4, Seclì 9, Borghi, Pasini ne, Guidi 2, Riccò 2, Gruosso 8. All. Martinelli.

Nella foto: Musolesi

Basket C Gold, play-out subito in salita per Castel Guelfo
Cronaca 24 Aprile 2019

Elezioni, a Castel Guelfo Lega e centro divisi al voto mentre il centrosinistra punta su Franceschi

A Castel Guelfo si prepara una sfida a tre per la fascia di sindaco il 26 maggio tra il centrosinistra e un centrodestra sostanzialmente diviso. Assente il Movimento 5 stelle, che cinque anni fa riuscì a raccogliere i voti per un consigliere comunale. Ma la notizia più eclatante è  che da un lato la Lega ha «catapultato» come candidato l’imolese Gianni Tonelli, attualmente deputato del Carroccio, con l’appoggio di Fratelli d’Italia e il sostegno di FI (senza candidati in lista o simbolo), mentre l’area moderata di centro guelfese, dopo alcune settimane di tira e molla, si è compattata dietro Francesco Dalto. Se questa mancanza di unità sempli?cherà la vita al candidato del centrosinistra, Claudio Franceschi, attuale vicesindaco, lo si scoprirà dopo lo spoglio delle schede. Sicuramente l’ha complicata agli altri due, perché in un comune come Castel Guelfo, con meno di 15 mila abitanti, tutto si decide al primo turno. 

Tonelli, che di mestiere fa il poliziotto, è stato nominato segretario della Commissione parlamentare di inchiesta su mafie e associazioni criminali, inoltre è tuttora segretario nazionale aggiunto del Sap, il sindacato autonomo di polizia. Se vincerà non intende lasciare l’incarico in Parlamento per fare il sindaco dei guelfesi: «Non è incompatibile». Dalto, invece, 48 anni, geometra libero professionista, sposato, due figlie, da dieci anni è impegnato all’opposizione della maggioranza di centrosinistra che ha sostenuto le due Giunte Carpeggiani. Cinque anni fa a capo di La tua Castel Guelfo, in precedenza con il candidato sindaco Danilo Coronelli, il sostegno di Forza Italia e Udc. «Capisco che il voto sarà frammentato, pazienza, vincerà chi ha un voto in più. Io mi occupo di contenuti». Il centrosinistra, invece, si presenta compatto con Franceschi, 59 anni. In verità la sua lista è Insieme per Castel Guelfo, civica, quindi niente simboli di partito ma uno slogan che l’accompagna, «costruiamo insieme il futuro». L’obiettivo è riunire un’area allargata senza rinnegare il Partito democratico. «Sono iscritto – ricorda Franceschi – ma non ci interessano le tessere di partito. Ci rivolgiamo a coloro che si ispirano ai nostri valori in particolare sul sociale. In un paese vengono prima di tutto i bisogni della persona, scuola, anziani, ragazzi, e le politiche servono per sviluppare i servizi» ha dichiarato al momento della presentazione ufficiale. (l.a.)

L”articolo completo su «sabato sera» del 18 aprile. 

Nella foto: da sinistra Francesco Dalto, Claudio Franceschi e Gianni Tonelli.

Elezioni, a Castel Guelfo Lega e centro divisi al voto mentre il centrosinistra punta su Franceschi
Cronaca 9 Aprile 2019

Furto al «The Style Outlets» di Castel Guelfo, in manette quattro persone

Quattro uomini, di età compresa tra i 22 e i 47 anni, sono stati arrestati dai carabinieri dopo essere stati sorpresi domenica scorsa a rubare all’interno dei negozi del centro commerciale «The Style Outlets» di Castel Guelfo.

I ladri, residenti a Milano, Bologna, Firenze e Pescara, dovranno così rispondere di furto aggravato in concorso. I militari hanno inoltre recuperato la refurtiva, composta da capi di abbigliamento per un valore totale di circa 2.000 euro, che è stata restituita al legittimo proprietario. (d.b.)

Nella foto: i carabinieri al «The Style Outlets» di Castel Guelfo

Furto al «The Style Outlets» di Castel Guelfo, in manette quattro persone
Sport 5 Aprile 2019

Basket C Gold, Castel Guelfo perde ancora in casa e ora dovrà passare dai play-out

Castel Guelfo si congeda dal proprio pubblico, almeno per quanta riguarda la regula season, perdendo 86-73 contro Ferrara. Con questa sconfitta i gialloblù sono anche certi di dover prendere parte ai play-out.

Ferrara piazza subito un parziale shock di 11-0 che taglia le gambe ai ragazzi di coach Serio. Nel primo quarto, infatti, pare esserci solo una squadra in campo e non è quella di casa. Nel secondo quarto Grillini e compagni danno qualche segnale di risveglio, sia in difesa che in attacco, e almeno in parte accorciano il divario. Dopo l”intervallo lungo, però, Ferrara torna a farla da padrone e concede solo 9 punti ai padroni di casa. Con un vantaggio considerevole gli estensi controllano l”ultimo parziale che vede Castel Guelfo non mollare fino alla fine, ma ormai la vittoria è in ghiaccio per Ferrara.

Nel prossimo turno, in programma domenica 14 (ore 18), i gialloblù sfideranno in trasferta, nell”ultima partita di regular season, Bologna Basket. (d.b.)

Tabellino

Prosic-Ferrara 73-86 (15-38, 41-53, 50-71)

Castel Guelfo: Bergami 2, Sacca” 16, Santini 12, Pieri, F. Govi 8, Avoni ne, Lugli 10, Bonazzi, Bastoni 8, Grillini 17, Baccarini. All. Serio.

Ferrara: Davico 25, Mandic 2, Favali 11, Farioli 16, M. Ghirelli 7,  Petronio 10, Cattani 4, Natali, Caselli, Vigna, Magni 11, M. Ghirelli ne. All. Furlani. 

Nella foto: time-out guelfese

Basket C Gold, Castel Guelfo perde ancora in casa e ora dovrà passare dai play-out
Sport 31 Marzo 2019

Basket C Gold, la crisi senza fine di Castel Guelfo non si interrompe nemmeno a San Lazzaro

Altra sconfitta per Castel Guelfo che cade 78-72 in casa di San Lazzaro, formazione già certa di disputare i play-out.

Con questo ko si complica ulteriormente la corsa ai play-off per i guelfesi che ora dovranno vincere le ultime due gare stagionali e sperare in alcuni risultati favorevoli dagli altri campi. A San Lazzaro, però, dopo un primo tempo sottotono, la squadra di coach Serio, trascinata da Govi, cerca di rientrare in partita ma senza fortuna. 

Nel prossimo turno, in programma venerdì 5 (ore 21), i gialloblù sfideranno al palaMarchetti Ferrara. (d.b.)

Tabellino

San Lazzaro-Prosic 78-72 (27-22, 47-34, 62-56)

San Lazzaro: Lolli 5, Riguzzi 19, Degli Esposti Castori 3, Fabbri 5, Governatori 18, Perini, Naldi, Rosa, Cempini 2, Tedeschini 17, De Pascale 9. All. Bettazzi.

Castel Guelfo: Bastoni 8, Baccarini ne, Grillini 5, Avoni ne, Bergami 13, Lugli 3, Musolesi 12, Sacca” 4, Santini 6, Pieri, Govi 21, Bonazzi. All. Serio.

Nella foto: coach Serio

Basket C Gold, la crisi senza fine di Castel Guelfo non si interrompe nemmeno a San Lazzaro
Cronaca 31 Marzo 2019

Maria Mirandola, nota a Castel Guelfo come la maestra Ceccarini, racconta come riuscì a prendere il diploma magistrale

L’anno scorso, oltre a celebrarsi il centenario dalla fine della Prima guerra mondiale, Maria Mirandola compiva cento anni, festeggiata dalla famiglia e dal sindaco di Solarolo, dove ora risiede. Ma il 12 settembre 1918 Maria Mirandola è nata a Castel Guelfo, «e lì tornerò, nella bara», afferma decisa e divertita riguardo la propria fine. Ma torniamo all’inizio della storia. «Una volta si nasceva fra le mura domestiche – racconta -. Mia madre si era spostata da Castel Guelfo alla Fantuzza a casa di sua mamma per partorire me. Erano altri tempi, c’erano le levatrici comunali per assistere le partorienti insieme alle figure femminili della famiglia».

Il ritornello «erano altri tempi» ricorre di frequente chiacchierando con Maria, e in effetti così è, il mondo è cambiato davvero tanto negli ultimi cento anni. Cambiamenti talvolta repentini, ma più spesso graduali che quasi non ce ne si accorgeva. Così, senza saperlo, Maria ha fatto parte del cambiamento che ha portato al presente come oggi lo conosciamo, fatto di diritti oltre che di doveri. Ma per Maria non tutto era ovvio come per noi oggi. Innanzitutto non è stato banale realizzare il sogno di diventare maestra elementare, un desiderio maturato fin dai primi anni di scuola anche grazie alla propria maestra di allora, «Alice Ansaloni – ricorda benissimo – che portava sempre i capelli raccolti in un cucài (lo chignon, in dialetto) e una giacca colorata fatta di tanti quadrati ricamati a mano».

Uno spettacolo di colori cui la foto in bianco e nero non rende giustizia ma che brilla ancora negli occhi di Maria, che è diventata maestra soprattutto grazie alla propria tenacia. «Se non avessi fatto la maestra non avrei saputo cos’altro fare – ammette la maestra Ceccarini, come ancora la ricordano in molti a Castel Guelfo, dal cognome del marito e maresciallo del paese -. Terminata la quinta elementare ho avuto in dono dei campi da coltivare. La mia era una famiglia di contadini, lavoravamo anche la terra di proprietà dei signori Ruffo Bacci di Bologna e un pezzo di terreno è stato un bel dono. Io però volevo studiare. Ne ho parlato con mio padre, ma siccome eravamo tanti in famiglia, ben 11 fra cui 4 fratelli e 3 sorelle fra maggiori e minori, era impossibile. Mi diceva: come facciamo se anche gli altri vogliono studiare? A 16 anni ho anche scritto a Mussolini, pur di continuare gli studi. Imbucavo le lettere con la mia richiesta di un sostegno economico per il percorso scolastico alla posta di Castel Guelfo, ma non ricevevo mai risposta… Poi – dalla determinazione, l’intuizione – ho imbucato l’ennesima lettera a Bologna e poco tempo dopo sono stata convocata in Comune per la risposta! Subito sono stata rimproverata per il disturbo arrecato a Mussolini, che aveva ben altre cose a cui pensare, mi disse una segretaria comunale austera. Ma insieme alla lettera c’erano 200 lire che ho utilizzato per comprare libri e dizionari. Quello è stato l’unico aiuto. Così ho lavorato la terra fino ai 18 anni, però sempre convinta a riprendere gli studi e diventare insegnante».

Nonostante fossero «altri tempi», Maria non si arrese. «A 18 anni (diversamente da oggi Maria non era ancora maggiorenne perché fino al 1975 la maggiore età si raggiungeva a 21 anni) ero brava nei campi: zappavo, sarchiavo, eccetera, ma non faceva per me. «La Maria dovete farla studiare se non volete vederla morire», diceva un garzone a mio padre. Così il babbo ha radunato la famiglia e ha chiesto a tutti un parere sulla possibilità di rimandarmi a scuola. «E finalmente sono tornata sui banchi, io già grande insieme a tanti più giovani di me», racconta felice oggi come ieri Maria, che forse anche grazie alla soddisfazione per la carriera tanto desiderata è arrivata a superare il traguardo non da poco dei 100 anni.

«A scuola allora non si portava il grembiule – continua a ricordare -. Quando ero piccola io c’era una bella miseria. Spesso la cena era a base di fagioli sconditi, che noi bambini mangiavamo seduti in riga sulla panca in cucina prima che tornassero i grandi dai campi, affamati e stanchi. Papà Ernesto ci aveva insegnato a mettere in ordine i vestiti per l’indomani sul comodino o sulla sedia vicino al letto, in caso arrivasse la bèssa bura, cioè un temporale con tromba d’aria in grado di scoperchiare il tetto di casa».

Il percorso di studi di Maria è dunque proseguito presso l’istituto delle suore Visitandine di Castel San Pietro e poi all’istituto magistrale di Imola. Per frequentare la scuola viveva da una sorella sposata, dal lunedì al venerdì, per poi tornare a casa solo il fine settimana in bicicletta. «Mi piaceva studiare l’italiano e le materie letterarie più che quelle scientifiche, ma bisognava studiare tutto». E infatti la maestra Mirandola ha insegnato tutto, nella sua carriera, perché allora gli insegnanti seguivano le proprie classi in tutte le materie scolastiche. Di solito, i primi due anni delle elementari erano destinati alle maestre, agli insegnanti maschi, invece, venivano assegnate le classi dalla terza alla quinta. «Le maestre erano come delle mamme, insegnavano anche ad allacciarsi le scarpe perché certi bambini le mettevano solo per andare a scuola – spiega-. Allora il lavoro della maestra lo si imparava per lo più sul campo, non esistevano i tirocini come oggi». (mi.mo.)

La storia completa della maestra Maria Mirandola è su «sabato sera» del 28 marzo

Nella foto, a sinistra un”immagine giovanile di Maria Mirandola, a destra la signora Mirandola come è ora insieme al presidente dell”Arci Castel Guelfo Ruggero Morini

Maria Mirandola, nota a Castel Guelfo come la maestra Ceccarini, racconta come riuscì a prendere il diploma magistrale
Cronaca 26 Marzo 2019

Elezioni comunali, il candidato Claudio Franceschi: «La mia esperienza amministrativa utile per Castel Guelfo»

«Non sono “nuovo”, vengo da dieci anni come assessore delle Giunte Carpeggiani e da cinque come consigliere comunale con il sindaco Landi, ma in questo momento porto un’esperienza amministrativa utile per un Comune che deve “tenere” e soprattutto tornare ad essere autonomo, visto come sta evolvendo la situazione imolese sul tema del Circondario». A parlare è Claudio Franceschi, 59 anni, attuale vicesindaco e candidato sindaco della lista civica Insieme per Castel Guelfo per le prossime elezioni del 26 maggio.

«Io sono iscritto al Partito democratico ma la lista è espressione di un centrosinistra allargato, non ci interessano le tessere di partito – continua -. Ci rivolgiamo a coloro che si ispirano ai nostri valori in particolare sul sociale. In un paese vengono prima di tutto i bisogni della persona, scuola, anziani, ragazzi, poi le “cose”, e le politiche servono per sviluppare i servizi». Franceschi è coltivatore diretto e imprenditore agricolo («Ho iniziato a lavorare a 14 anni»), nell’ultimo mandato ha seguito le deleghe Agricoltura, Lavori pubblici, Protezione civile e Viabilità.

A proposito di Circondario, nel Consiglio comunale guelfese giovedì 21 approverete il recesso dalla gestione associata dell’Ufficio tecnico.
«Perchè purtroppo non si è riusciti a trovare l’aggregazione che ci si aspettava dagli altri Comuni. Quando è nata questa gestione associata pensavamo che il Circondario diventasse come nella Bassa Romagna, dove hanno accorpato tutto. Ma non è andata così. Quindi cercheremo di ricostituire l’ufficio tecnico guelfese con le persone che erano passate al Circondario, cinque o sei. In generale c’è una spinta da parte di Imola a chiudere le gestioni associate, vedi la ragioneria. Questo ci obbliga a trovare una nostra autonomia». 

Insieme a Castel San Pietro e Medicina magari?
«Sono discorsi prematuri ora. Vedremo. Non sono a priori contro il Circondario, se “salterà” sarà un problema grave per l’intero territorio nei rapporti di forza con la Città metropolitana».

C’è qualcosa di questi dieci anni di Giunta Carpeggiani che prosegue nel suo programma elettorale?
«Una cosa che mi preme è la ciclabile Valsellustra, da via Stradone in zona via Larga fino al paese e poi verso via Canale per fermarsi all’incrocio con via Modoni; entro un mese verranno recapitati gli espropri e si potrà partire. L’a-spettano da tempo i cittadini e si potrà fare grazie ai fondi del bando delle periferie, 440 mila euro a cui il Comune ne ha aggiunti 160 mila. Poi c’è il discorso del centro storico, la ristrutturazione della chiesa della Compagnia era nel programma dell’ultimo mandato ma non siamo riusciti a farla. Mi piacerebbe inserirla nel nostro e portarla a termine. Abbiamo presentato le ipotesi in questi giorni. La chiesa vorremmo recuperarla come Comune. Poi ci sono altri due immobili, palazzo Zacchiroli e le ex cantine Fabbri del palazzo Ercolani-Malvezzi, per i quali vorremmo preparare dei bandi di valorizzazione coinvolgendo i privati. Non è certo un fiore all’occhiello presentare degli immobili così degradati in un centro storico. Questo anche in un’ottica virtuosa futura di un paese che pensiamo più rivolto al turismo, ad esempio dialogando con l’outlet per organizzare visite guidate, ma per il quale occorre creare ricettività e un centro storico accogliente, questo per permettere, nel contempo, il mantenimento delle attività».(l.a.)

L”intervista completa è su «sabato sera» del 21 marzo

Elezioni comunali, il candidato Claudio Franceschi: «La mia esperienza amministrativa utile per Castel Guelfo»
Cronaca 11 Marzo 2019

Soppresso il mercato contadino di Montecanale. Il vicesindaco di Castel Guelfo: «Era rimasto un solo banco»

Poggio Piccolo ha perso il mercato contadino che dallo scorso maggio arricchiva ogni martedì pomeriggio l’area commerciale di Montecanale. «Qualcosa non ha funzionato, forse la posizione, forse altro, ma di fatto l’utenza non si è mai appassionata al mercato della frutta e della verdura e nei mesi le bancarelle dei commercianti inizialmente coinvolti hanno abbandonato il progetto – spiega il vicesindaco Claudio Franceschi -. Era rimasto un solo banco, così abbiamo deciso di sopprimere il mercato». Soppressione che è stata approvata durante lo scorso Consiglio comunale di giovedì 28 febbraio.

All’ordine del giorno c’erano anche altre due soppressioni, riguardanti rispettivamente la manifestazione musicale Sorsi di rock e la tradizionale Sagra del vino e della ciambella. Niente paura, anche in questo caso si è trattato «solamente» della soppressione di due fiere-mercato: la prima quella prevista per la manifestazione musicale che fino al 2012 è andata in scena a Poggio Piccolo (mentre dal 2015 fa parte del programma della Sagra del vino e della ciambella grazie all’associazione culturale Sorsi di rock nata dalle ceneri della società sportiva organizzatrice); la seconda fiera-mercato soppressa riguarda invece l’area riservata al commercio su area pubblica con concessione giornaliera, i cosiddetti spuntisti che «negli ultimi anni erano sempre meno», precisa Franceschi aggiungendo che «non è invece stata toccata l’area più grande destinata alla fiera-mercato che dunque ci sarà anche per la prossima Sagra del vino e della ciambella, per la quale stiamo lavorando ad un programma sempre più ricco e coinvolgente insieme alla Pro Loco cittadina». (mi.mo.)

Nella foto il vicesindaco Claudio Franceschi

Soppresso il mercato contadino di Montecanale. Il vicesindaco di Castel Guelfo: «Era rimasto un solo banco»

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