Castel Guelfo

Cronaca 11 Marzo 2019

Soppresso il mercato contadino di Montecanale. Il vicesindaco di Castel Guelfo: «Era rimasto un solo banco»

Poggio Piccolo ha perso il mercato contadino che dallo scorso maggio arricchiva ogni martedì pomeriggio l’area commerciale di Montecanale. «Qualcosa non ha funzionato, forse la posizione, forse altro, ma di fatto l’utenza non si è mai appassionata al mercato della frutta e della verdura e nei mesi le bancarelle dei commercianti inizialmente coinvolti hanno abbandonato il progetto – spiega il vicesindaco Claudio Franceschi -. Era rimasto un solo banco, così abbiamo deciso di sopprimere il mercato». Soppressione che è stata approvata durante lo scorso Consiglio comunale di giovedì 28 febbraio.

All’ordine del giorno c’erano anche altre due soppressioni, riguardanti rispettivamente la manifestazione musicale Sorsi di rock e la tradizionale Sagra del vino e della ciambella. Niente paura, anche in questo caso si è trattato «solamente» della soppressione di due fiere-mercato: la prima quella prevista per la manifestazione musicale che fino al 2012 è andata in scena a Poggio Piccolo (mentre dal 2015 fa parte del programma della Sagra del vino e della ciambella grazie all’associazione culturale Sorsi di rock nata dalle ceneri della società sportiva organizzatrice); la seconda fiera-mercato soppressa riguarda invece l’area riservata al commercio su area pubblica con concessione giornaliera, i cosiddetti spuntisti che «negli ultimi anni erano sempre meno», precisa Franceschi aggiungendo che «non è invece stata toccata l’area più grande destinata alla fiera-mercato che dunque ci sarà anche per la prossima Sagra del vino e della ciambella, per la quale stiamo lavorando ad un programma sempre più ricco e coinvolgente insieme alla Pro Loco cittadina». (mi.mo.)

Nella foto il vicesindaco Claudio Franceschi

Soppresso il mercato contadino di Montecanale. Il vicesindaco di Castel Guelfo: «Era rimasto un solo banco»
Sport 10 Marzo 2019

Basket C Gold, senza storia la trasferta di Castel Guelfo a Rimini

Sesta sconfitta consecutiva per Castel Guelfo che nulla può contro la capolista Rimini. Al palaFlaminio finisce 94-66 per i padroni di casa, con i gialloblù di Serio in grado di reggere l”urto solo nel primo quarto chiuso addirittura in vantaggio. Nei restanti 30 minuti c”è solo una squadra in campo e per gli ospiti è notte fonda. In campo, tra le fila dei guelfesi, anche il nuovo acquisto Bastoni.

Nel prossimo turno, in programma sabato 16 (ore 21) Castel Guelfo sarà impegnata al palaMarchetti contro la Vsv Imola. (d.b.)

Tabellino

Rimini-Prosic 94-66 (20-21, 48-35, 70-52)

Rimini: Bianchi 2, Ramilli 4, Rivali 7, Broglia 8, F. Bedetti 22, Vandi, Pesaresi 11, Moffa 19, L. Bedetti 13, Guziur, Saponi 8. All. Bernardi.

Castel Guelfo: Musolesi 17, Saccà 17, Pieri, F. Govi 4, Grillini 5, Avoni ne, Bergami 4, Lugli 8, Santini 3, Bonazzi 1, Baccarini 2, Bastoni 5.

Nella foto (Isolapress): time-out in casa Castel Guelfo

Basket C Gold, senza storia la trasferta di Castel Guelfo a Rimini
Cronaca 8 Marzo 2019

Ad Alessandra Lucaroni il premio per la “camionista dell'anno', messo in palio dal Roberto Nuti Group di Castel Guelfo

Viene da Monterotondo, in provincia di Roma, la vincitrice della decima edizione del premio Sabo Rosa, dedicato nella ricorrenza dell”8 marzo alle donne che lavorano in un campo di solito ritenuto appannaggio degli uomini, vale a dire la filiera del trasporto pesante: guida, logistica, officine e ricambi. Alessandra Lucaroni è stata votata come “camionista dell”anno” dalla giuria composta dalle dipendenti del main sponsor, il Roberto Nuti Group, che ha la sua sede centrale a Castel Guelfo e che da oltre mezzo secolo è leader nel settore dei veicoli industriali con i ricambi a marchio Sabo. La votazione del Sabo Rosa, che è attribuito una volta all”anno, è avvenuta online, sulla base delle candidature pervenute via web.

La vincitrice gestisce a Fiano Romano l”officina di famiglia “Ormia”, specializzata nei mezzi Scania e nota nell”ambiente come “L”Officina delle Donne”. Il premio vinto lo ha dedicato a suo padre, fondatore dell”officina di cui oggi la figlia è titolare e che le ha trasmesso l’amore per la meccanica. «Fin da bambina – racconta Alessandra Lucaroni -. sono stata il ”maschiaccio” di casa e sono cresciuta accanto a mio padre che riparava mezzi dell’esercito, e da li è sbocciato l’amore. Mi ricordo ancora l”emozione fortissima che provavo quando mi faceva salire sui carri armati»”.

La camionista dell”anno 2019 si è dunque ritagliata, con molta determinazione, uno spazio riconosciuto e apprezzato in un ambiente solitamente considerato per soli uomini. «Si deve partire con l”idea che non esistono lavori da uomini o da donne – sottolinea – e che nel lavoro contano solo la passione, l’impegno e il cuore che uno mette in ciò che fa. È chiaro che all”inizio è complicato farsi rispettare, e occorre metterci un carattere forte e magari fare il doppio della fatica per essere accettate. Una volta abbattuti i muri, però, e si riesce a mostrare quanto si vale, lo scetticismo finisce e ci si trova in un mondo appassionato di meccanica in cui è facile farsi ascoltare perché si conosce la materia e si sa quello che si dice. Oggi i camionisti ci chiamano e dicono ”pensaci tu, mi fido di te”. È il miglior complimento possibile».

Nella sua azienda lo scorso anno è stato assunto un meccanico donna e in squadra ci sono anche due magazziniere che masticano meccanica ogni giorno. E con una piena e impegnativa carriera lavorativa Alessandra concilia anche una famiglia. «Sono mamma di tre figli maschi di 27,18 e 16 anni – scherza -, quindi sono circondata da uomini ovunque, che però tengo a bada senza troppi problemi. Per conciliare famiglia e lavoro occorrono tanto amore e tanta pazienza, e soprattutto correre sempre, perché la casa e l”officina richiedono tempo e attenzioni. I miei figli hanno accettato di buon grado il mio ruolo e spero di vedere almeno uno di loro in officina accanto a me, per poter passare le consegne alla terza generazione, perché vorrei che il sogno di mio padre possa proseguire ancora nel tempo».

Il premio Sabo Rosa è stato consegnato da Elisabetta Nuti, direttore finanziario del Roberto Nuti Group e presidente della giuria, che commenta: «Per la decima edizione la giuria ha deciso di premiare la tenacia e l”imprenditorialità di Alessandra Lucaroni, capace di raccogliere il testimone dell”azienda di famiglia dalle mani del padre e di portare la propria officina a un traguardo impensabile anche solo dieci anni fa. E” bello immaginare la soddisfazione del papà di Alessandra, nel saperla realizzata in ciò che sempre ha amato, senza dimenticare il valore della famiglia e degli affetti». (r.cr.)

Ad Alessandra Lucaroni il premio per la “camionista dell'anno', messo in palio dal Roberto Nuti Group di Castel Guelfo
Economia 6 Marzo 2019

Enertronica ingloba l'Elettronica Santerno, la fusione per incorporazione sarà effettiva entro giugno

Elettronica Santerno diventa Enertronica Santerno. Una differenza di due sole lettere che però condensano al loro interno l’importante cambiamento in atto per l’azienda di via della Concia, produttrice di inverter applicati al settore fotovoltaico, così come all’automazione civile e industriale. Nata nel 1970 nella vallata del Santerno (da qui il riferimento rimasto nel suo nome, anche se nel tempo la sede si è spostata prima a Imola e poi a Castel Guelfo), Elettronica Santerno era entrata nel gruppo padovano Carraro nel 2006, diventando rapidamente leader di mercato nel settore fotovoltaico e passando nel giro di pochi anni da un fatturato di 11 milioni a oltre 140 milioni di euro. Fino a quando la bolla del settore non è scoppiata, anche per effetto della scomparsa degli incentivi pubblici. Dal 2010 al 2016 si è quindi verificata una forte contrazione dei volumi, del fatturato e del numero di dipendenti (da 250 a 125), quest’ultimo ottenuto attraverso una serie di drastiche ristrutturazioni.

Alla fine del 2016 la proprietà dell’azienda (51%) è passata dal gruppo Carraro ad Enertronica, società quotata in borsa sul mercato Aim Italia, dedicato alle piccole e medie imprese in cerca di capitali per finanziare la propria crescita. La società, nata nel 2005 a Frosinone da uno spin off universitario, progetta, installa e gestisce impianti fotovoltaici di piccola taglia, fornendo un prodotto «chiavi in mano», pronto per la messa in servizio. Dopo il passaggio di proprietà, Elettronica Santerno ha assorbito tutte le attività industriali del gruppo laziale.

A due anni esatti di distanza, lo scorso dicembre, Enertronica ha ottenuto il controllo anche delle restanti quote societarie di Elettronica Santerno, raggiungendo un accordo con il gruppo Carraro che ha ceduto il 49% procedendo a un aumento di capitale per 4,1 milioni di euro. Il contratto prevedeva anche l’impegno, da parte di Enertronica, di procedere alla fusione per incorporazione. La società Elettronica Santerno sarà quindi estinta. «L’impegno alla fusione – ci spiega l’amministratore delegato di Enertronica e di Elettronica Santerno, Vito Nardi – è per sancire la centralità del progetto Santerno all’interno del gruppo Enetronica, che con la fusione prenderà il nome di Enetronica Santerno. Per lo stesso motivo, la sede legale sarà trasferita da Milano a Castel Guelfo. La fusione è un passaggio formale che serve anche a ottimizzare la gestione delle risorse, eliminando duplicazioni e sovrapposizioni societarie e amministrative. Oggi, ad esempio, abbiamo due distinti Consigli di amministrazione. Il marchio verrà conservato. Elettronica Santerno è un brand importante dal punto di vista commerciale, apprezzato e noto nel mondo».

La fusione diventerà effettiva entro giugno. Al 31 ottobre scorso Enertronica aveva un fatturato di 4 milioni e 167 mila euro, con ricavi in diminuzione del 73%, contrazione dovuta, si legge nel progetto di fusione, «ai volumi significativi registrati nell’anno precedente». Sempre alla fine di ottobre il fatturato di Elettronica Santerno era di circa 14 milioni e 400 mila euro, in flessione dell’8% rispetto allo stesso periodo del 2017, «principalmente per effetto di slittamento/ritardo di alcune commesse nel settore fotovoltaico». A fine anno l’azienda di Poggio Piccolo contava 97 dipendenti. «I dati definitivi del 2018 li avremo a inizio maggio – anticipa l’amministratore delegato -. Nel 2016 abbiamo chiuso a meno 10 milioni di euro, nel 2017 siamo andati vicino al pareggio, la variazione del risultato netto è evoluta in termini di miglioramento».

Nardi è comunque fiducioso. «Il 2019 – prosegue – si prospetta un anno con numeri molto interessanti e ordini acquisiti per un valore tra i 40 e i 50 milioni di euro. Si tratta al 90 per cento di commesse all’estero, come la fornitura per il più grande impianto fotovoltaico dell’America Latina, in Brasile, del valore di 20 milioni di dollari, e altri importanti lavori in Sudafrica, Spagna, Vietnam. Stiamo anche lavorando intensamente per aumentare il livello di produzione interna. Ciò non significa che ridurremo il ricorso a terzisti, ma a fronte dei volumi in aumento l’azienda sta cercando di darsi una struttura più stabile. Già ora stiamo assumendo personale al ritmo di 2 o 3 addetti al mese: ingegneri elettronici ed elettrotecnici, ma anche operai». (lo.mi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 28 febbraio

Nella foto la sede di Elettronica Santerno a Castel Guelfo

Enertronica ingloba l'Elettronica Santerno, la fusione per incorporazione sarà effettiva entro giugno
Economia 5 Marzo 2019

I cento anni di Berardi Bullonerie, l'azienda di Castel Guelfo che oggi ha 12 filiali, 250 addetti e continua a crescere

Berardi Bullonerie compie quest’anno un secolo di vita e di storia. Sono infatti trascorse cento primavere esatte dalla nascita della bottega artigiana affacciata su piazza Maggiore a Bologna, attività che nel tempo si è sviluppata fino ad arrivare al grande gruppo di oggi, specializzato nella distribuzione di viti, bulloni e minuteria metallica per vari settori (automotive, edile, arredamento e oleodinamico), con quartier generale in via San Carlo a Poggio Piccolo, con 109 addetti, numero che però sale a 250 se si considerano anche le 12 filiali in diverse città italiane. Oltre a queste ci sono le società partecipate: Vibolt a Castel Maggiore e Vitman a Lugo, entrate nel gruppo nel 2006, e la bresciana Vibf Fasteners, acquisita al 100% proprio a inizio anno e attiva nella commercializzazione di viti, bulloni, spine, tappi, molle, con un giro d’affari annuo di circa 4 milioni di euro. Un’acquisizione che permette all’azienda guelfese di incrementare il già vasto assortimento di materiali a disposizione del cliente: 150 mila referenze, 45 mila articoli a stock, più di 3 miliardi e mezzo di pezzi consegnati all’anno.

«Non è solo con le acquisizioni che si cresce – spiega il presidente, Giovanni Berardi, pronipote del fondatore Giulio e quarta generazione alla guida dell’azienda di famiglia, con la quinta in arrivo – ma grazie anche alle strategie commerciali che da un secolo determinano la crescita dell’impresa Berardi, l’ampliamento continuo della gamma presente in magazzino, che oggi si arricchisce di nuovi prodotti, funzionali alla trasformazione tecnologica dei processi produttivi (gli elementi standard e i sistemi di fissaggio in plastica), il continuo aggiornamento tecnologico e la qualità dei prodotti, monitorata e certificata, e l’estensione sui mercati esteri, in particolare in Marocco, con la neonata Berardi Maroc, e Croazia».

Nel gennaio del 2003 l’azienda si è trasferita da Bologna a Castel Guelfo, organizzando un magazzino semiautomatizzato in via della Concia. E’ invece del 2017 il nuovo stabilimento realizzato in zona Montecanale, su un’area di 27 mila metri quadri, con un centro direzionale dotato di 1.500 metri quadri di uffici, affiancati da un magazzino di circa 10 mila. Qui prosegue lo sviluppo dei servizi kanban, oggi disponibili anche su app, che consentono ai clienti di essere riforniti solo quando occorre il materiale e di non dover fare magazzino, ottimizzando tempi e costi.Questo e altri sistemi di logistica integrata su misura, diventati fiore all’occhiello di Bullonerie Berardi, sono stati infatti concepiti, spiega l’azienda, «per sostenere le imprese partner con un rifornimento costante di bulloneria, raccorderia, fascette o componenti per l’oleodinamica, con certezza di risparmio di tempo, energie e risorse economiche, perché tutto il necessario è garantito da un solo fornitore».

«A distinguerci e garantire lavoro in questi decenni – conferma Giovanni Berardi – è stata la capacità di fornire supporti di tipo tecnico, commerciale e logistico, aggiornati con soluzioni e tecnologie avanzate». Nel 2018 il fatturato dell’azienda ha superato i 73 milioni di euro (oltre 77 milioni, considerata anche la nuova acquisizione bresciana), confermando il trend di successo del gruppo con una crescita del 10% sul 2017. (lo.mi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 28 febbraio

Nella foto lo staff della Berardi Bullonerie in occasione della visita dell”arcivescovo di Bologna, mons. Matteo Maria Zuppi, dello scorso 23 gennaio

I cento anni di Berardi Bullonerie, l'azienda di Castel Guelfo che oggi ha 12 filiali, 250 addetti e continua a crescere
Cronaca 3 Marzo 2019

Il Circo Arata a Castel Guelfo e il nevone del 1929: il libro in vendita e le iniziative con le scuole nel 90° anniversario

Ci sono storie di fantasia e storie di realtà. Questa è una storia di realtà. Una storia vera, di quelle che fanno emozionare e palpitare il cuore. Siamo nel febbraio del 1929 quando a Castel Guelfo arriva il Circo Arata. Il convoglio, formato da una decina di carri giunge quasi all’improvviso alle porte del paese e sorprende le persone ed i bambini che stanno giocando, lasciando per un attimo l’intera comunità senza fiato: «Il circo, arriva il circo!».

Si tratta di un piccolo circo a conduzione famigliare formato da Amedeo Arata, capofamiglia, uomo forte che rompe le catene con la forza del torace, la moglie Claudia Rizzoli, giovane maestra elementare di Bologna, e i loro cinque figli: Alfredo, Elena, Fanny e Violetta, equilibriste sul filo, e Guido, acrobata cavallerizzo. Questo è l’inizio della storia che diversi anni fa Leonida Stignani, un guelfese nato nel 1921, mi ha regalato. Dopo oltre ottant’anni ricordava con precisione la cronaca dell’accaduto, i personaggi e i dettagli dello spettacolo come l’avesse visto la sera prima.

Una storia che ha diversi protagonisti: il paese di Castel Guelfo, il Circo Arata, i bambini e la neve, tanta neve. Infatti, il 1929 viene ricordato come l’anno del nevone, una tormenta che investì per una settimana consecutiva l’Emilia Romagna, gran parte della Toscana, l’Umbria e le Marche, portando accumuli di neve di circa 2 metri. Arriva la sera dello spettacolo e la famiglia fa lo «sfondone», quello che in gergo circense vuol dire il tutto esaurito. Terminato lo spettacolo iniziano a cadere piccole farfalline di neve che nel giro di poco tempo si trasformano in fiocchi grossi come fiori di gelsomino. La neve seppellisce tutto il paese, blocca la vita della comunità, mette in ginocchio la popolazione. Anche il Circo Arata rimane paralizzato dalla neve e dal freddo, senza cibo, senza legna per riscaldarsi, senza coperte e fieno per i cavalli: il tendone ricurvo sotto il peso della tormenta. E qui scatta la magia. I guelfesi aiutano questa piccola comunità con ogni mezzo e grande generosità, portando loro cibo e coperte, vicinanza, aiuto e amicizia. Famiglie che avevano poco e niente aiutano altre che in quel momento hanno ancora meno. (ru.mo.) 

Maggiori dettagli si trovano su «sabato sera» del 28 febbraio

L’arrivo del Circo Arata e la contemporanea grande nevicata del febbraio 1929 sono stati gli avvenimenti che hanno ispirato Ruggero Morini, Arianna Di Pietro ed Emanuela Petralli, autori locali, nello scrivere “La storia più bella”, uno dei primi libri di Bacchilega junior, illustrato da Srimalie Bassani, che, tra l’altro, ha ottenuto il riconoscimento del Marchio Microeditoria di Qualità 2015. Ruggero Morini è nato e vive a Castel Guelfo, dove lavora come insegnante di scuola primaria ed è presidente del circolo Arci locale. Arianna Di Pietro è attrice e narratrice della compagnia teatrale Officine Duende, lavora da diversi anni nella produzione di spettacoli caratterizzati dall’unione di teatro di figura e di teatro fisico, il suo interesse verso la scrittura per l’infanzia deriva dalla passione per le fiabe dei Fratelli Grimm. Emanuela Petralli è socia fondatrice della compagnia teatrale Officine Duende, attrice e regista della stessa con all’attivo diverse produzioni di teatro di strada e di teatro di figura. Non è guelfese l’illustratrice, Srimalie Bassani, che fin da giovanissima si è dedicata al disegno e alla pittura, laureandosi in Decorazione pittorica all’Accademia di Belle Arti di Verona e perfezionandosi nel campo dell’illustrazione presso la scuola internazionale di Sàrmede. Nel 2015 ha vinto il primo premio Lucca Junior per l’illustrazione.

Nell”occasione del novantesimo anniversario, il libro “La storia più bella” sarà offerto ai lettori di “sabato sera” al prezzo di 8 euro anziché 12 euro fino al 12 aprile presso la redazione, in viale Zappi 56 C a Imola,dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 17.30, chiuso giovedì pomeriggio.

Infine, nel novantesimo anniversario di quei fatti Ruggero Morini continua a raccontare questa storia ai ragazzi della scuola primaria. Sabato 30 marzo, presso la sede della biblioteca, in via 2 Giugno, si terrà una lettura animata della storia stessa, a cura dell’autore e delle bibliotecarie Sonia ed Elisa. Un secondo appuntamento è in programma per venerdì 12 aprile, quando l’illustratrice, Srimalie Bassani, nella mattinata terrà il laboratorio dal titolo «La magia del circo», durante il quale i ragazzi delle terze classi della scuola primaria si cimenteranno nel realizzare i personaggi che animano la pista di un circo in miniatura. (r.cr.)

Nella foto la quarta elementare di Castel Guelfo del 1929: una bambina, Maria Mirandola, è ancora vivente

Il Circo Arata a Castel Guelfo e il nevone del 1929: il libro in vendita e le iniziative con le scuole nel 90° anniversario
Sport 22 Febbraio 2019

Basket C Gold, è ancora notte fonda in casa Castel Guelfo

Quinta sconfitta consecutiva per Castel Guelfo che cade in casa 73-72 contro Castelnovo Monti.

L”inerzia dopo la palla a due passa subito nelle mani della squadra di Serio che comanda le operazioni, forte anche di una superiore precisione al tiro ed a rimbalzo. All”intervallo lungo, infatti, i padroni di casa trascinati dal solito Musolesi, Saccà e Grillini chiudono avanti. Castelnovo Monti però è ancora a contatto e dopo la pausa si rifà sotto fino al sorpasso a chiusura del terzo parziale. I gialloblù allora non si sciolgono come in altre occasioni, stringono le maglie in difesa e volano verso la vittoria. Non avevano però fatto i conti con gli ospiti: Castelnovo riduce il gap con pazienza ma inesorabilmente. A 14 secondi dal termine Magnani firma i liberi del -2, Govi dalla lunetta invece li fallisce entrambi, e Varotta segna così un canestro da dentro l”area in appoggio, ma il fallo di Grillini regala  il tiro libero decisivo. Castelnovo segna e per Castel Guelfo è ancora notte fonda.

Ora il campionato si fermerà un weekend, con Castel Guelfo che tornerà in campo domenica 10 marzo (ore 18) sul campo della capolista Rimini. (d.b)

Tabellino

Prosic-Castelnovo Monti 72-73 (23-17, 39-33, 52-54)

Castel Guelfo: Musolesi 18, Saccà 15, Pieri, F. Govi 5, Grillini 15, Nembrini ne, Bergami 6, Lugli, Santini 9, Bonazzi 2, Baccarini 2. All. Serio.

Castenovo Monti: Franko 16, Magnani 11, Longoni, Guarino, Mallon 10, Mabilli, Lentini 2, Varotta 8, Levinskis 10, Parma Benfenati 14, Prosek 2, Torlai ne. All. Diacci.

Nella foto: Grillini

Basket C Gold, è ancora notte fonda in casa Castel Guelfo
Sport 16 Febbraio 2019

Basket C Gold, continua il momento no per Castel Guelfo

Ancora una sconfitta per Castel Guelfo che perde 89-82 sul campo di Montecchio, ultima della classe e fino a stasera con una sola vittoria all”attivo.

I gialloblù di coach Serio soffrono da matti in difesa fin dal primo quarto, concedendo troppo all”attacco dei padroni di casa. La partita viaggia sul punto a punto e quando nel terzo parziale Montecchio scappa, Castel Guelfo è brava a ricucire lo strappo all”inizio dell”ultimo quarto trascinata da Baccarini. Montecchio allora dà un”altra spallata, questa volta decisiva, che sommata all”imprecisione guelfese, soprattutto ai liberi, costa un altro ko ai gialloblù.

Nel prossimo turno, in programma venerdì 22 (ore 21), Castel Guelfo affronterà al palaMarchetti Castelnovo Monti. (d.b.)

Tabellino

Montecchio-Prosic 89-82 (28-26, 49-48, 70-62)

Montecchio: Bertolini 23, Vanni 7, Riccò 2, Astolfi 19, Negri 12, Borghi ne, Vecchi 13, Pasini, Guidi, Gruosso 13. All. Martinelli.

Castel Guelfo: Musolesi 14, Saccà 10, Pieri 5, F. Govi 10, Grillini 15, Baccarini 22, Avoni ne, Bergami 3, Lugli 3, Santini, Bonazzi ne. All. Serio.

Nella foto: coach Serio

Basket C Gold, continua il momento no per Castel Guelfo
Cronaca 14 Febbraio 2019

Il centrosinistra di Castel Guelfo ha scelto: il candidato sindaco sarà l'attuale vice Claudio Franceschi

L’attuale vicesindaco Claudio Franceschi sarà il candidato sindaco della lista civica Insieme per Castel Guelfo alle prossime elezioni amministrative di fine maggio. La sua candidatura è stata espressa al termine di una serie di incontri, svoltisi tra dicembre e febbraio, con i sostenitori della stessa lista civica del sindaco uscente Cristina Carpeggiani, espressione di un centrosinistra allargato che vede al suo fianco anche il Pd.

Guelfese doc, 59 anni compiuti a gennaio, Franceschi è un coltivatore diretto ed imprenditore agricolo, già conosciuto a Castel Guelfo per le sue esperienze prima da consigliere comunale con l’ex sindaco Dino Landi e, nelle ultime due legislature, come assessore e vice della Carpeggiani.

Durante quest’ultimo mandato Franceschi ha gestito le deleghe all’Agricoltura, Lavori pubblici, Protezione civile e Viabilità.Nei mesi di dicembre, gennaio e febbraio si sono svolti alcuni incontri che si è reso disponibile ad iniziare un percorso che porterà alle elezioni 2019. Al termine delle serate, con consenso unanime, si è optato per la candidatura di Franceschi. (r.cro.)

Nella foto il vicesindaco Claudio Franceschi, candidato primo cittadino alle prossime elezioni amministrative per il centrosinistra a Castel Guelfo

Il centrosinistra di Castel Guelfo ha scelto: il candidato sindaco sarà l'attuale vice Claudio Franceschi
Sport 9 Febbraio 2019

Basket C Gold, al palaMarchetti di Castel Guelfo passa anche Fiorenzuola

Zero punti per Castel Guelfo che perde 82-70 al palaMarchetti contro Fiorenzuola e rinvia l”appuntamento con la vittoria che manca ormai da un mese.

Primo tempo tutto di marca piacentina con percentuali altissime da 3 per Fiorenzuola. Castel Guelfo, invece, litiga con il ferro dall”arco, così come ai liberi, e complice una fase difensiva al di sotto delle aspettative scivola indietro nel punteggio ed è costretta ad inseguire dopo l”intervallo lungo (41-54). Nel terzo quarto, ultimamente il tallone d”Achille per i padroni di casa, i gialloblù riescono però a invertire la rotta e rosicchiare punto su punto a Fiorenzuola, con Filippo Govi e Musolesi grandi trascinatori. L”ultimo quarto vede Castel Guelfo partire da -5 (61-66), ma gli ospiti si dimostrano implacabili e non si fanno sorprendere fino alla sirena finale.

Nel prossimo turno, in programma sabato 16 (ore 21), Castel Guelfo sarà ospite di Montecchio. (d.b.)

Tabellino

Prosic-Fiorenzuola 70-82 (17-25, 41-54, 61-66)

Castel Guelfo: Musolesi 15, Saccà 4, Pieri 7, F. Govi 19, Grillini 5, Nembrini ne, Bergami 9, Lugli 6, Santini 2, Bonazzi, Baccarini 3. All. Serio. 

Fiorenzuola: Zucchi 3, Cunico 12, Sprude 14, Yabre 7, Galli 16, Sichel 14, Carini ne, Fellegara ne, Dias, Colonnelli 11, Sabbadini 2, Lottici 3. All. Lottici.

Nella foto: Lorenzo Grillini

Basket C Gold, al palaMarchetti di Castel Guelfo passa anche Fiorenzuola

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