Castel San Pietro Terme

Cronaca 19 gennaio 2018

Aria di Carnevale con il concorso di maschere e disegni

Passate le festività natalizie è già tempo, per gli alunni delle scuole castellane, di pensare alla 14° edizione del Carnevale che si terrà sabato 10 febbraio nel centro storico di Castel San Pietro. I ragazzi sono, infatti, già al lavoro per partecipare al concorso di disegni, locandine, manifesti e maschere e potranno sia ispirarsi alla tradizione italiana che rivisitarle in chiave moderna e contemporanea, con personaggi reali o frutto della fantasia.

In attesa di stabilire il programma della manifestazione è stato svelato il tema che, quest”anno, sarà “Carnevale popolare”. «Questa è la festa popolare per eccellenza – spiega l’Assessore alla Cultura Fabrizio Dondi -. Il carnevale è un mondo all’incontrario, in cui il popolo diventa re e riordina il mondo con la propria fantasia, rovescia il potere con una risata che ne smaschera l’ipocrisia, si fa beffe delle autorità e celebra il trionfo della pancia piena, del cantare a squarciagola e della liceità di ogni scherzo. La fantasia dei popoli ha creato maschere che si sono radicate nelle tradizioni di ogni regione e che oggi rischiano di scomparire: questo Carnevale può essere l’occasione per riscoprirle e per rinnovarle. Ma popolare nella nostra epoca è anche l’immagine di uno sportivo, di un supereroe del cinema, dei videogame o delle graphic novel, di uno youtuber o di un web influencer. Il Carnevale può essere l’occasione per riflettere su questa nuova invasione di miti “pop”, molto spesso effimeri e fatui, e interpretarli con un pizzico di irriverente fantasia».

I disegni da proporre possono avere misure a scelta, mentre le locandine devono avere una dimensione massima di 33×48 cm e i manifesti di 70×100 cm, ma l’immagine deve sempre essere verticale. Ogni classe può presentare al massimo 3 disegni, a scelta dell’insegnante, realizzati sia da un singolo alunno, sia da un gruppo di lavoro e, in entrambi i casi, l”intera classe o sezione concorrerà alla premiazione. I bambini e i ragazzi dall”asilo nido fino alle scuole secondarie di 2° grado potranno partecipare anche al premio delle maschere e, oltre al tema del Carnevale Popolare, ci si potrà ispirare anche alle due maschere castellane Sgambillo e Pigidoro.

Gli elaborati dovranno essere consegnati entro le 12 di lunedì 22 gennaio al Comune di Castel San Pietro Terme – Servizio Cultura e Turismo in piazza XX Settembre 4 (piano terra – tel. 051 6954112-159 – aperto dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13, il giovedì anche dalle 15 alle 17,45). Le opere verranno giudicate e selezionate da una giuria composta anche da artisti castellani e, per un giudizio imparziale, i disegni dovranno riportare nel retro solo l’eventuale titolo dell’opera, mentre i riferimenti anagrafici dell’autore (nome, cognome indirizzo, telefono, scuola di appartenenza, del singolo studente o referente del gruppo di lavoro che rappresenta la classe o sezione in concorso) andranno inseriti in una busta chiusa e allegata al disegno.

Le premiazioni avverranno sabato 10 febbraio e da quel giorno tutti gli elaborati saranno esposti nella Sede Municipale. Tutte le maschere, dopo essersi iscritte gratuitamente, sfileranno liberamente per le vie del centro storico e una giuria itinerante le valuterà, premiando le prime tre classificate.

Nella foto: l”edizione 2017 del Carnevale

Aria di Carnevale con il concorso di maschere e disegni
Sport 19 gennaio 2018

Mostra fotografica, un libro e un film dedicati al Bologna calcio

Due appuntamenti che sottolineano la passione calcistica dei castellani per il Bologna Fc sono stati organizzati dalla Pro Loco di Castel San Pietro  in collaborazione con il Club Nicolò Galli presso il Centro civico della frazione di Osteria Grande. Il primo è stasera mercoledì 3 gennaio alle ore 20. Si tratta di un doppio incontro con gli autori dal titolo “Ieri-oggi-domani con il Bologna F.C. 1909”, il fotografo Damiano Fiorentini racconterà la mostra fotografica allestita, la propria passione per il Bologna e la fotografia divenuta lavoro e come avvicinarvisi, mentre Federico Monti, presenterà il proprio libro “La maglia del Bologna-storia delle divise rossoblu” (Minerva Edizioni), questo libro racconta la storia completa delle divise rossoblù.

Poi, domani, giovedì 4 gennaio, alle ore 20.45 si terrà invece la presentazione in anteprima del docufilm “Sono Cesare ma chiamatemi Mimmo” sulla vita di Cesare Alberti, centravanti del Bologna degli anni Venti. In sala, per la presentazione e la successiva proiezione, saranno presenti il regista Orfeo Orlando e alcuni attori castellani che hanno preso parte al casting del film. “La storia di Alberti è una storia di passione, di calcio ma anche di cronaca nera, terminata con l’omicidio del calciatore a Genova nel 1925. Una storia da ricordare per la passione calcistica quanto per il tragico epilogo”, commenta Andrea Persico, presidente del club Nicolò Galli . Tra l’altro sabato 6 e domenica 7 gennaio 2018, infine, si terrà il tradizionale torneo di calcio della Befana a cura delle società sportive di Osteria Grande, anch’esso dedicato al Bologna Fc.

La mostra di Fiorentini “Noi che viviamo in rossoblu” è allestita sempre nel centro civico di Osteria e visitabile fino al giorno dell’Epifania dal lunedì al sabato dalle 17 alle 19.30 e la domenica dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19.30.

 

Nella foto: Cesare Alberti centravanti del Bologna degli anni ’20

Mostra fotografica, un libro e un film dedicati al Bologna calcio
Cronaca 19 gennaio 2018

A Castello i giovani della «generazione Z» chiedono più spazi per ritrovarsi

Gli adolescenti castellani faticano ad aggregarsi in maniera spontanea e percepiscono una grande incertezza del futuro, ma chiedono nuovi spazi e momenti dedicati a loro. È quanto emerge dai primi risultati del progetto attraverso il quale due educatori della cooperativa bolognese Open Group da settembre stanno girando per le vie di Castel San Pietro per conoscere i giovani, le loro abitudini sociali e le loro esigenze. L’indagine è stata effettuata grazie a 16 mila euro finanziati al 70% dalla Regione Emilia Romagna e al 30% dal Comune.

Sono risultati in linea con l’inclinazione generale della cosiddetta «generazione Z», che comprende i nati fra il 1995 e il 2010, cresciuti nell’era delle nuove tecnologie e dei social media che incidono fortemente nei loro processi di socializzazione. « I ragazzi di oggi, a differenza del passato, vivono con difficoltà anche il rapporto con il proprio futuro a causa degli interrogativi sull’economia e sul mondo del lavoro – spiega la responsabile del progetto di Open Group, Ilaria Pietrafesa –. Inoltre, i loro genitori faticano a responsabilizzarli e dar loro autonomia, entrando così in un circolo vizioso. Fortunatamente, in questo scenario, Castel San Pietro ed Osteria Grande offrono numerose e diversificate proposte fra cui i giovani possono scegliere per passare il tempo insieme e sentirsi parte del territorio». Il rischio più grande, infatti, è la reclusione volontaria nel mondo digitale, passare le proprie giornate fissando lo schermo di cellulari o computer.

Ad oggi il progetto ha coinvolto oltre 120 ragazzi fra gli 11 e i 19 anni incontrati «per strada, in piazza, alla fermata del bus, in biblioteca, nei centri giovanili e nella sede di Radio Immaginaria – elenca Pietrafesa –. A tutti è stato proposto un questionario, con i più disponibili gli educatori hanno anche conversato». Sono state coinvolte tutte le realtà che hanno a che fare con loro (scuole, biblioteche, teatri, parrocchie, associazioni e centri di aggregazione) al fine di condividere strategie operative efficaci e collaborare all’aumento delle proposte a loro dedicate. Il progetto andrà avanti fino a fine dicembre, mentre all’inizio del 2018 verranno presentati i risultati e individuate eventuali linee di azione.

«Una richiesta che è già emersa da parte degli adolescenti è la voglia di nuovi spazi e momenti a loro dedicati – commenta l’assessore alle Politiche giovanili, Fabrizio Dondi –. La Giunta sta già lavorando in questa direzione, ad esempio nel mese di dicembre, fino a sabato 23, abbiamo ampliato l’orario di apertura del centro giovanile di Osteria Grande all’interno al centro civico (sono stati aggiunti il mercoledì e il sabato pomeriggio, ndr) ed è stato attivato un club gratuito CoderDojo per l’insegnamento delle tecnologie digitali, che ha riscosso grande successo. Vorremmo prorogare il progetto con la cooperativa Open Group per i primi sei mesi del 2018, così da coprire l’intero anno scolastico e ottenere una “mappatura” dei nostri giovani ancora più ricca e precisa».

Nella foto: gli educatori di strada Valentina e Davide della Cooperativa «Open Group»

Castel San Pietro

A Castello i giovani della «generazione Z» chiedono più spazi per ritrovarsi
Cronaca 19 gennaio 2018

Capodanno, a Castello i fuochi d'artificio dal Cassero

Ormai si sa: a Castel San Pietro, “Ride bene chi ride l”ultimo e anche il primo”. Sul Sillaro il passaggio dal 2017 al 2018 si festeggia prima al Cassero, con l”ormai tradizionale spettacolo di comicità, e poi nella piazza sottostante per il brindisi di auguri e gli immancabili fuochi d”artificio.

Alle 21.30 va in scena il cabaret dei Gemelli Ruggeri (Eraldo Turra e Luciano Manzalini), noti per le partecipazioni a “Drive in” e al programma “Lupo solitario”, in cui impersonano gli improbabili corrispondenti della televisione di Stato di Croda, un immaginario paese dell”Europa orientale. Con loro ci saranno Domenico Lannutti, comico, attore, mago, e Doriano Gacci, che porterà sul palco castellano le frustrazioni di un impiegato alle prese con la tecnologia. Biglietti per lo spettacolo: 18 euro intero, 15 ridotto. Info e prenotazioni: 335/5610895.

Dopo lo spettacolo, il conto alla rovescia fino alla mezzanotte si festeggia nella piazza sottostante il Cassero con spumante, panettone e i fuochi d”artificio dalla torre. Castel San Pietro

Capodanno, a Castello i fuochi d'artificio dal Cassero
Cronaca 19 gennaio 2018

Il bando per il nuovo gestore dell’ex Lao Cafè punta al sociale: obbligo di assumere disabili

Canone d’affitto contenuto (e non soggetto a rialzo), ma obbligo di avere tra i propri dipendenti almeno un diversamente abile e apertura per almeno sei mesi. Divieto di installare slot. Questo in estrema sintesi il contenuto del bando per trovare un nuovo gestore il locale al centro del Laghetto Scardovi (ex Lao Cafè). Un po’ in ritardo sulla tabella di marcia, ma finalmente il Comune di Castel San Pietro l”ha finalmente pubblicato. Il locale è chiuso da oltre un anno, da quando, scaduto il contratto, il precedente gestore ha cominciato una nuova avventura imprenditoriale in quel di Dozza e l’estate 2017 è passata senza che le porte venissero riaperte.

Ora il nuovo bando. La particolarità è quella di associare la gestione del locale al sociale. Nello specifico, tra i requisiti viene chiesto di impiegare «nell’attività almeno un’unità di personale a tempo pieno in condizione di disabilità». «La volontà politica è quella di coniugare l’aspetto commerciale del profitto a quello di promuovere la cultura della responsabilità sociale di impresa – motiva il vicesindaco e assessore ai Progetti per la disabilità, Francesca Farolfi -. Per questo abbiamo inserito l’obbligo di utilizzare almeno un lavoratore diversamente abile. Per noi si tratta di un ulteriore tassello oltre all’impegno che già mettiamo per l’inclusione scolastica e i progetti di autonomia abitativa, come l’appartamento SollEtico inaugurato in settembre in collaborazione con l’associazione Agire per reagire e la cooperativa Seacoop e il progetto Dopo di noi che partirà a breve». Esperienze nate per consentire anche ai disabili di sperimentare momenti di vita assieme ad altri amici nelle stesse condizioni, ma senza i propri familiari.

Proprio per dare maggior rilievo all’importanza di assumere persone diversamente abili, «il canone mensile non è stato posto a base di gara, quindi non è soggetto a rialzo, e non è tra gli elementi che daranno più punteggio per la graduatoria – precisa Farolfi -. Ci preme dar risalto soprattutto al progetto. Potranno partecipare cooperative sociali, enti o aziende pubbliche o private». L’affitto, in effetti, è decisamente contenuto ed è stato fissato in 410 euro al mese (Iva esclusa). Soltanto nei periodi in cui il nuovo gestore potrà dimostrare che «non siano presenti sul territorio comunale e del circondario imolese persone con il profilo socio-lavorativo compatibile con le mansioni da svolgere» è prevista un’integrazione al canone di 800 euro, per un importo complessivo che si attesta quindi a 1.210 euro mensili.

Il contratto avrà una durata di sei anni, eventualmente prorogabile di altri sei, e il gestore dovrà garantire l’apertura del locale per almeno sei mesi all’anno, dal 15 aprile al 15 ottobre. Soltanto per il primo anno, visti i tempi stretti, viene concesso di avviare l’attività a partire dal 15 giugno. 

Dal Comune aspettano di vedere i progetti, comunque l’idea è che venga mantenuta la vocazione di attività di somministrazione di alimenti e bevande, con un occhio di riguardo per prodotti tipici locali, biologici o a chilometro zero. Inoltre, sarà vietato installare slot per il gioco d’azzardo.

Le domanda dovranno essere consegnate entro le ore 12 di mercoledì 31 gennaio 2018 tramite raccomandata o consegnata a mano all’uffico tecnico del Comune di Castel San Pietro (piazza XX Settembre 3, aperto dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 12.30,  giovedì anche dalle ore 15 alle 17.45).

Nella foto: l’ex Lao Cafe’ al centro del laghetto scardovi oggi

Castel San Pietro

Il bando per il nuovo gestore dell’ex Lao Cafè punta al sociale: obbligo di assumere disabili
Cronaca 19 gennaio 2018

Il bando per il nuovo gestore dell’ex Lao Cafè punta al sociale: obbligo di assumere disabili

Canone d’affitto contenuto (e non soggetto a rialzo), ma obbligo di avere tra i propri dipendenti almeno un diversamente abile e apertura per almeno sei mesi. Divieto di installare slot. Questo in estrema sintesi il contenuto del bando per trovare un nuovo gestore il locale al centro del Laghetto Scardovi (ex Lao Cafè). Un po’ in ritardo sulla tabella di marcia, ma finalmente il Comune di Castel San Pietro l”ha finalmente pubblicato. Il locale è chiuso da oltre un anno, da quando, scaduto il contratto, il precedente gestore ha cominciato una nuova avventura imprenditoriale in quel di Dozza e l’estate 2017 è passata senza che le porte venissero riaperte.

Ora il nuovo bando. La particolarità è quella di associare la gestione del locale al sociale. Nello specifico, tra i requisiti viene chiesto di impiegare «nell’attività almeno un’unità di personale a tempo pieno in condizione di disabilità». «La volontà politica è quella di coniugare l’aspetto commerciale del profitto a quello di promuovere la cultura della responsabilità sociale di impresa – motiva il vicesindaco e assessore ai Progetti per la disabilità, Francesca Farolfi -. Per questo abbiamo inserito l’obbligo di utilizzare almeno un lavoratore diversamente abile. Per noi si tratta di un ulteriore tassello oltre all’impegno che già mettiamo per l’inclusione scolastica e i progetti di autonomia abitativa, come l’appartamento SollEtico inaugurato in settembre in collaborazione con l’associazione Agire per reagire e la cooperativa Seacoop e il progetto Dopo di noi che partirà a breve». Esperienze nate per consentire anche ai disabili di sperimentare momenti di vita assieme ad altri amici nelle stesse condizioni, ma senza i propri familiari.

Proprio per dare maggior rilievo all’importanza di assumere persone diversamente abili, «il canone mensile non è stato posto a base di gara, quindi non è soggetto a rialzo, e non è tra gli elementi che daranno più punteggio per la graduatoria – precisa Farolfi -. Ci preme dar risalto soprattutto al progetto. Potranno partecipare cooperative sociali, enti o aziende pubbliche o private». L’affitto, in effetti, è decisamente contenuto ed è stato fissato in 410 euro al mese (Iva esclusa). Soltanto nei periodi in cui il nuovo gestore potrà dimostrare che «non siano presenti sul territorio comunale e del circondario imolese persone con il profilo socio-lavorativo compatibile con le mansioni da svolgere» è prevista un’integrazione al canone di 800 euro, per un importo complessivo che si attesta quindi a 1.210 euro mensili.

Il contratto avrà una durata di sei anni, eventualmente prorogabile di altri sei, e il gestore dovrà garantire l’apertura del locale per almeno sei mesi all’anno, dal 15 aprile al 15 ottobre. Soltanto per il primo anno, visti i tempi stretti, viene concesso di avviare l’attività a partire dal 15 giugno. 

Dal Comune aspettano di vedere i progetti, comunque l’idea è che venga mantenuta la vocazione di attività di somministrazione di alimenti e bevande, con un occhio di riguardo per prodotti tipici locali, biologici o a chilometro zero. Inoltre, sarà vietato installare slot per il gioco d’azzardo.

Le domanda dovranno essere consegnate entro le ore 12 di mercoledì 31 gennaio 2018 tramite raccomandata o consegnata a mano all’uffico tecnico del Comune di Castel San Pietro (piazza XX Settembre 3, aperto dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 12.30,  giovedì anche dalle ore 15 alle 17.45).

Nella foto: l’ex Lao Cafe’ al centro del laghetto scardovi oggi

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Il bando per il nuovo gestore dell’ex Lao Cafè punta al sociale: obbligo di assumere disabili

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