Imola

Cultura e Spettacoli 26 aprile 2018

L'amicizia è stato il tema della quarta edizione del concorso di poesia del San Giovanni Bosco

Novanta inni all’amicizia hanno partecipato quest’anno alla quarta edizione del concorso di poesia Giacomo Pierotti, organizzato dalle scuole San Giovanni Bosco e rivolto agli studenti delle classi terze delle scuole medie di Imola e circondario. «La poesia ha un linguaggio che spesso allontana chi non la conosce – spiega l’insegnante Tania Vannini, referente organizzativa del premio -. Il tema di questa edizione era l’amicizia e i ragazzi ci hanno colpiti, perché hanno ricercato con cura le immagini e le parole, sono stati proprio attenti a dire le cose in un modo giusto e quindi vero. Con la poesia hanno fatto quello che noi ci auguravamo quando abbiamo organizzato il primo concorso dedicato a Giacomo Pierotti: hanno cercato di capire la vita. Con la poesia hanno dato concretezza all’amicizia, accorgendosi di più della sua presenza, l’hanno inseguita e si sono chiesti il perché di questo rapporto. Hanno verificato a modo loro la veridicità di quello che afferma Gilbert Keith Chesterton, “l’abisso che corre fra l’essere soli e l’avere un alleato. Si può concedere ai matematici che quattro è due volte due; ma due non è due volte uno: due è duemila volte uno”».

Era infatti questa una delle citazioni proposte come spunto di riflessione, assieme ai versi dell’Inferno di Dante, con le parole pronunciate da Ulisse nel canto XXVI, a proposito dell’avventuroso viaggio compiuto con i suoi compagni oltre la fine del mondo: «…ma misi me per l’alto mare aperto, sol con un legno e con quella compagna picciola da la qual non fui diserto». Il concorso è dedicato allo studente Giacomo Pierotti. «Durante la terza si ammalò molto gravemente – ha ricordato il presidente della cooperativa Il Bosco, Gianni Montroni -. Il panorama, gli alberi e il bosco attorno all’ospedale di Montecatone, dove era ricoverato, gli fecero capire il valore dell’“Infinito” di Leopardi. Fece una parafrasi della poesia e invitò i compagni di classe a fare altrettanto. Questi furono colpitissimi dal ragazzo, che nonostante la malattia aveva domande, bisogno di significato e attraverso la poesia è riuscito a esprimere tutto questo. Non vogliamo dimenticarlo. Vi auguro – ha poi aggiunto rivolgendosi agli studenti – di essere poeti sempre, aperti a voi stessi e a quello che avete davanti, fino a scoprire lo stupore e il significato che le cose portano».

I componimenti sono stati valutati dallo scrittore e poeta Davide Rondoni, dalla critica letteraria Irene Mezzaluna e da un’insegnante di Lettere della scuola. Lo scorso 20 aprile, a palazzo Sersanti, sono stati premiati i vincitori, che hanno ricevuto bonus di vari importi per le spese scolastiche, e la scuola con il maggior numero di partecipanti, l’Istituto comprensivo 6 (scuola media Andrea Costa), che ha presentato 26 componimenti, aggiudicandosi così i 500 euro in palio. Alla premiazione hanno partecipato anche Irene Mezzaluna e il poeta Riccardo Frolloni, direttore del Centro di poesia contemporanea di Bologna. 

lo.mi.

Le prime tre poesie classificate su «sabato sera» in edicola dal 25 aprile.

Nella foto (Isolapress): i primi tre classificati. Da sinistra Gaia Tufano, Matilde Mongardi e Francesco Cassani insieme alla critica letteraria Irene Mezzaluna e il poeta Riccardo Frolloni

L'amicizia è stato il tema della quarta edizione del concorso di poesia del San Giovanni Bosco
Cronaca 26 aprile 2018

Steward e new jersey costano troppo per la sicurezza. Feste paesane e piccoli eventi a rischio

Tempo d’estate, tempo di sagre e feste paesane, ma dall’anno scorso sugli eventi pubblici pende la spada di Damocle della circolare Gabrielli e annessi, ovvero le norme introdotte per contrastare il terrorismo e tutelare l’incolumità dei cittadini. Norme, però, che hanno reso più complessa e onerosa l’organizzazione per piccoli Comuni, Proloco e associazioni. In qualche caso si è addirittura preferito soprassedere. «Negli ultimi mesi si è avuta notizia di moltissimi eventi cancellati su tutto il territorio nazionale – spiega Francesca Marchetti, consigliera regionale Pd -. Copparo nel ferrarese ha dovuto annullare le celebrazioni del 25 Aprile e per quanto ci riguarda ho ricevuto segnalazioni di preoccupazioni da Casalfiumanese e Medicina (in quest’ultimo caso per il cinema estivo nelle frazioni, ndr). L’organizzazione di piccoli eventi è messa a dura prova per i costi e la rigidità delle norme da rispettare».

A segnalare quanto il tema sia sentito e diffuso, mercoledì 18 aprile è stata presentata all’Assemblea legislativa dell’Emilia Romagna una risoluzione in merito che è stata approvata all’unanimità da tutti i presenti, Lega e 5 Stelle compresi. In sostanza si chiede alla Regione di «promuovere prima dell’estate un incontro, coinvolgendo Prefetture, tecnici e commissioni provinciali competenti, al fine di ottenere un’applicazione coerente sul territorio della normativa ministeriale facilitandone l’applicazione». Questa la sintesi di Marchetti, che ha siglato con altri democratici il documento dove la prima firmataria è la collega di maggioranza Silvia Prodi (MdpArticolo1). «Chiediamo anche alla Giunta in sede di Conferenza Stato-Regioni di rivalutare la circolare tenendo in considerazione la fattibilità degli eventi soprattutto per iniziative di dimensione ridotta, che coinvolgono realtà locali e ambiti territoriali limitati».

Ma quali sono i problemi concreti?

«E’ pressoché impossibile per una realtà medio-piccola ottenere per gran parte degli eventi un punteggio inferiore ai 15 punti, che garantiscono la soglia di rischio basso – precisa la consigliera -. Le circolari richiedono l’obbligo di affidare il servizio d’ordine a operatori professionisti (steward) e non a volontari, delimitare l’area dell’evento con barriere New Jersey, individuare percorsi separati di accesso e deflusso, regolare e monitorare gli ingressi, anche con sistemi di rilevazione numerica progressiva. Costi che possono essere assorbiti solo da un evento di grandi dimensioni o a pagamento, insostenibili per iniziative che si fondano sul volontariato, fiore all’occhiello dei nostri territori. Garantire la sicurezza degli eventi è giusto, capiamo la necessità delle norme, ma se applicate restrittivamente rischiano di diventare un peso insostenibile. Noi vogliamo tutelare le feste di paese e tutti gli eventi a titolo gratuito realizzati dalle associazioni con il volontariato che hanno permesso di rendere vivi i nostri territori».

l.a.

Approfondimenti su «sabato sera» in edicola dal 25 aprile.

Nella foto: la consigliera regionale del Pd Francesca Marchetti

Steward e new jersey costano troppo per la sicurezza. Feste paesane e piccoli eventi a rischio
Cultura e Spettacoli 26 aprile 2018

«Alla ricerca del suono», la nuova serie di Sonne Film in onda su Sky

Gli antenati del pianoforte, dal clavicembalo all’organo, dal clavicordo al fortepiano, sono al centro della nuova serie di Sonne Film che, da stasera, approda in prima assoluta su Classica hd (canale 138 di Sky): Alla ricerca del suono. «Si tratta di sei puntate – spiega il regista e produttore Giangiacomo De Stefano – girate a Bologna e in provincia, in Friuli, a Como, a Firenze… sulle tracce di antichissimi strumenti a tastiera, come i due organi bolognesi di San Petronio, che sono tra i più vecchi d’Italia (uno è di fine Quattrocento, l’altro di fine Cinquecento, Nda). È una serie che parte da un nostro precedente lavoro, Pianisti, in cui raccontavamo l’Accademia “Incontri col maestro” di Imola, e proprio un’ex allieva della scuola, Ludovica Vincenzi, è la voce narrante. Inoltre, abbiamo girato anche all’Accademia, per una puntata che sarà la quinta in programma e andrà in onda giovedì 7 giugno».

Alla ricerca del suono propone un viaggio alla scoperta di questo mondo, partendo dal Museo di San Colombano del percorso Genus Bononiae. Musei nella Città di Bologna, un luogo unico per la varietà di strumenti che ospita. Ci si sposta poi all’Accademia Cristofori di Firenze, a Santa Cristina a Bologna, all’Accademia filarmonica di Bologna, al Conservatorio di Como, all’Accademia imolese, si incontrano musicisti, restauratori ed esperti quali il pianista Maurizio Baglini o il restauratore Graziano Bandini, e sarà al centro dell’attenzione anche il lavoro di Luigi Ferdinando Tagliavini, organista, clavicembalista e compositore bolognese scomparso nel luglio 2017.

Dopo la prima puntata di stasera alle 21.40, le successive andranno in onda alle 21.10 giovedì 10 maggio, giovedì 24 maggio, giovedì 31 maggio, giovedì 7 giugno e giovedì 14 giugno. Dalla musica alla storia recente: Sonne Film ha anche prodotto una serie di quattro puntate sul ‘68 che sarà in onda dal 20 maggio su Sky Arte, con Giorgio Comaschi quale voce narrante: «Non abbiamo girato a Imola – conclude De Stefano – ma abbiamo trovato informazioni preziose grazie agli archivi del Cidra».

r.c.

Approfondimenti su «sabato sera» in edicola dal 25 aprile.

Nella foto: Giangiacomo De Stefano, regista e produttore di Sonne film

«Alla ricerca del suono», la nuova serie di Sonne Film in onda su Sky
Sport 25 aprile 2018

Futsal serie A, sconfitta «dolce» per Imola-Castello nell'ultima giornata di campionato

Sconfitta indolore per l”Ic Futsal in casa del Kaos nell”ultima giornata di campionato. A Reggio Emilia, infatti, finisce 7-3 per i padroni di casa al termine di un match praticamente mai stato in discussione.

I bianconeroverdi, già matematicamente salvi e senza l”infortunato Liberti, vanno sotto già dopo quasi tre minuti e chiudono il primo tempo addirittura sul punteggio di 3-0. Nella ripresa il Kaos non molla la presa e colpisce altre due volte prima della reazione dell”Ic Futsal che accorcia con il giovane Lari e con il capitano Vignoli. I reggiani, però, siglano altre due reti che anticipano l”ultimo gol firmato dal brasiliano Misael che fissa il punteggio finale. 

La squadra di Pedrini finisce così la stagione al quart”ultimo posto al pari di Cisternino, ma se da un lato la salvezza è cosa certa da un pò, dall”altro nubi dense si stanno addensando attorno alla società in vista della prossima stagione. Non è, infatti, certa la riconferma del tecnico di Dozza e con lui quella della maggior parte della rosa.

d.b.

Tabellino

Kaos Reggio Emilia -Ic Futsal 7-3 (3-0) 

Kaos: Molitierno, Vinicius, Dian Luka, Felipe Mello, Fits, Isidoro, Fusari, Dudu Costa, Kaka, Zanotto Micheletto, Pulvirenti, Timm. All. Juanlu.

Ic Futsal: Juninho, Ferrugem, Salado, Castagna, Rodriguez, Marcio Borges, Vignoli, Silveira, Lari, Magliocca, Battaglia. All. Pedrini.

Marcatori: 2°56” p.t. Vinicius (K), 12°26”, Kakà (K), 18°39” Fusari (K), 00°28” s.t. Fits (K), 1°44” Fits (K), 6°25” Lari (I), 6°58” Vignoli (I), 8°55” Dian Luka (K), 11°22” Vinicius (K), 14°15” Misael (I).

Ammoniti: Kakà (K).

Nella foto (di Patrick Morini): il tecnico dell”Ic Futsal Vanni Pedrini

Futsal serie A, sconfitta «dolce» per Imola-Castello nell'ultima giornata di campionato
Cultura e Spettacoli 25 aprile 2018

L'esperto incontra… Nando Dalla Chiesa a Imola con il suo libro «Per fortuna faccio il prof»

La baby planner Luisa Rago organizza il ciclo di incontri L”esperto incontra… 2018;  il primo appuntamento è con il professore di Sociologia della criminalità organizzata Nando Dalla Chiesa, che parlerà del suo libro «Per fortuna faccio il prof.» Interverrà Stefania Pellegrini, titolare del corso Mafia e antimafia presso la facoltà di Giurisprudenza dell”Università di Bologna.

Domani sera alle ore 20.45, Sala delle Stagioni, via Emilia 25. Ingresso libero. Info: 347 4220305, luisabpimola@gmail.com

L'esperto incontra… Nando Dalla Chiesa a Imola con il suo libro «Per fortuna faccio il prof»
Economia 25 aprile 2018

La crescita degli investimenti sono l'effetto dell'Industria 4.0. I dati sull'andamento 2017 dell'Aci Imola

La parola «ripresa» non viene menzionata, ma i segnali che arrivano dal mondo cooperativo imolese lasciano ben sperare. «Continuiamo così! Tenendo conto che tra le nostre aziende c’è prudenza, i segnali sono molto positivi. Ma non vendiamo la pelle dell’orso…» commenta con cautela Domenico Olivieri, presidente dell’Alleanza delle cooperative italiane Imola (Aci Imola), presentando i dati che precedono la chiusura ufficiale dei bilanci del 2017 e le previsioni per il 2018.

Crescono, nell’ordine, export, fatturato e occupazione complessiva, ma il dato che salta agli occhi è quello degli investimenti, che nel 2017 è aumentato del 17%, superando i 68 milioni di euro, 10 milioni in più rispetto al 2016. «Più fatturato, maggiori possibilità di occupazione e investimenti fatti – sottolinea Olivieri -: i macro-indicatori sono positivi e di soddisfazione». La volontà e capacità di investire rivelano infatti il grado di fiducia delle aziende nel futuro, basti ricordare che negli anni neri della crisi gli investimenti avevano subito una brusca battuta di arresto. Oggi, dunque, non si naviga più a vista, anche se esistono ancora fattori di criticità, come, ricorda Olivieri «la situazione geopolitica mondiale e la guerra dei dazi che penalizzano chi esporta, o il tema degli appalti, pochi e al massimo ribasso, che incide su chi si occupa di servizi e sociale, o ancora la concorrenza dei discount per la grande distribuzione cooperativa».

L’analisi dell’Aci Imola, che riunisce sotto un’unica insegna gli associati a Legacoop e Confcooperative, ha preso in considerazione 55 cooperative su 111 aderenti (al 31 dicembre 2016), quelle in pratica più rappresentative in termini di fatturato, export, occupazione e, appunto, investimenti. Il numero degli addetti cresce di 150 unità: è passato da 7.424 a 7.574 (+2%). Tiene l’occupazione fissa (6.140 persone), ma si incrementano le altre forme contrattuali come tempi determinati, interinali, avventizi e Cocopro. «Il dato è influenzato dagli avventizi in agricoltura – motiva Rita Linzarini, funzionaria dell’Aci Imola – e dal lavoro interinale, a cui si ricorre per picchi di produzione nel corso dell’anno. Altre forme contrattuali, come l’apprendistato e le collaborazioni, vengono utilizzate come modalità per chi deve approcciare il mondo del lavoro, poi si tende a consolidare il rapporto, trasformandolo in tempo indeterminato». Anche le ristrutturazioni ancora in corso seguite alla crisi, soprattutto nel settore delle costruzioni e filiera, hanno inciso sul dato complessivo, ma oggi, si legge nella relazione dell’Aci di Imola, «lascia sperare in un possibile ulteriore miglioramento».

Segno positivo per il fatturato, che cresce del 4,59% e si attesta attorno a oltre 2 miliardi di euro. «Tenendo conto delle cooperative in liquidazione è un dato positivo» commenta Olivieri. Dopo la debacle del 2014, con le chiusure di Cesi e 3elle, infatti, finora i volumi non avevano recuperato quanto perso. «Il dato 2017 supera quello complessivo del 2013, a testimonianza di come le nostre cooperative siano state in grado non solo di mantenere le loro quote di mercato, ma siano riuscite a conquistare nuovi mercati» spiega la relazione dell’Aci. Bene anche l’export, che cresce del 5,8% e non riguarda solo le aziende manifatturiere che hanno la vocazione per l’estero, ma anche esempi come Clai, che cresce sul mercato internazionale. C’è inoltre la volontà delle cooperative di sfruttare le opportunità legate all’Industria 4.0, con investimenti in attività e formazione per le proprie risorse umane.

Questo spiega il 17% in più registrato alla voce investimenti. «Gli investimenti si mantengono su livelli medioalti – aggiunge Olivieri -. Le agevolazioni messe in campo dal Governo con il Piano Industria 4.0 hanno spinto le nostre cooperative a investire e innovare. Tutto questo è in linea con l’andamento delle imprese in Emilia Romagna, come ci dicono i dati della Camera di commercio di Bologna. Nel nostro piccolo, riverberiamo la tendenza regionale». Per quanto riguarda i singoli settori, segnali positivi vengono da Industria e Agroalimentare, meno bene invece il settore delle cooperative di abitazione, che continua a essere influenzato dalla crisi delle costruzioni e dall’assenza di politiche di sostegno alle giovani coppie per l’acquisto della prima casa. Unici segni negativi, infine, nel settore consumo e dettaglianti, dove il fatturato è stabile, ma l’occupazione scende del 2,5% sul 2016. In questo caso, a incidere in maniera negativa è «la concorrenza dei discount e la diminuita capacità di reddito delle famiglie» concludono dall’Aci di Imola.

lo.mi.

L”articolo completo su «sabato sera» in edicola dal 25 aprile.

Nella foto: Domenico Olivieri

La crescita degli investimenti sono l'effetto dell'Industria 4.0. I dati sull'andamento 2017 dell'Aci Imola
Cronaca 25 aprile 2018

Serata con il manager Sebastiano Zanolli su come «agire nel presente avendo in mente il futuro»

Il manager e formatore Sebastiano Zanolli nell’ambito dell’incontro pubblico Agire nel presente avendo in mente il futuro, ovvero il talento come possibilità, la costanza come cura, il lavoro come arte, sarà domani sera, con inizio alle ore 20, a palazzo Sersanti (piazza Matteotti).

L’incontro è organizzato dal Centro studi Luigi Einaudi e finanziato dalla Fondazione Cassa di risparmio di Imola. Per Zanolli si tratta di un ritorno nella città del Santerno. «Nella precedente occasione, dieci anni fa – racconta Pierangelo Raffini, del Centro studi Luigi Einaudi -, Zanolli parlò dell’incertezza a cui si stava andando incontro e diede diversi spunti di riflessione. Oggi ritorna ad Imola per dare una visione sul futuro». Laureato in Economia a Ca’ Foscari, Sebastiano Zanolli ha all’attivo esperienze in ambito commerciale e marketing, è stato manager in aziende come Adidas e Diesel e vanta un presente di formatore e scrittore con all’attivo la pubblicazione di parecchi libri.

Durante l’incontro proporrà alcune riflessioni per imparare a porsi obiettivi per i quali valga la pena impegnarsi davvero, per riscoprire la passione per le cose in cui si crede e per risvegliare la motivazione e l’intraprendenza. Il tutto partendo dal presupposto che innovare e sapersi innovare è qualità fondamentale per saper affrontare la quotidianità e che l’obiettivo da porsi è quello di riuscire ad utilizzare le risorse disponibili ed ottimizzarle al meglio. L’evento del Sersanti coinvolge anche «Noi giovani», associazione con forte propensione alla rigenerazione urbana e culturale, e Ilab, network etico di professionisti. «Al centro dell’incontro – anticipa Marco Panieri, per Noi giovani Ilab – ci sarà il lavoro, di oggi e di domani, e il come orientare lo sguardo verso il futuro». Quindi «un evento per “lanciare” riflessioni, istanze, richieste da parte di chi tutti i giorni è protagonista della quotidianità: dalla comunità alle professioni».

r.c.

Nella foto: Sebastiano Zanolli

Serata con il manager Sebastiano Zanolli su come «agire nel presente avendo in mente il futuro»
Cronaca 25 aprile 2018

Storie della Liberazione, le vite spezzate dei coniugi Livio Poletti e Livia Venturini

Livia Venturini e Livio Poletti erano due ragazzi contadini che vivevano nella Bassa imolese fra il fiume Sillaro ed il canale Ladello, più vicini a Balia che a Sesto Imolese. Assieme alle loro numerose famiglie conducevano a mezzadria due poderi, entrambi di proprietà della Amministrazione degli ospedali, confinanti e quasi identici: la «Matiossa vecchia» quello dei Poletti, la «Matiossa nuova» quella dei Venturini. Livio era nato nel 1908, Livia nel 1913. Si conoscevano fin da bambini e nel 1930 si fidanzarono: lei aveva 17 anni, lui 22.

Gli anni trenta nella Bassa imolese furono anni di forti e coraggiose lotte antifasciste. Livio e Livia aderirono entrambi alla rete clandestina antifascista diretta dal Partito comunista. Nella notte del 7 novembre 1930 i giovani della rete vollero dimostrare ai fascisti la loro presenza celebrando il 13° anniversario della rivoluzione russa: a Sesto issarono una bandiera rossa sul balcone della Casa del Fascio; a Osteriola un’altra bandiera rossa su di un albero all’incrocio fra la Selice e la San Vitale. Livio prese parte a quest’ultima azione. Nel mese successivo si scatenò la reazione dei fascisti. In totale furono arrestate 52 persone: fra di essi quattro della famiglia Poletti (Livio, due suoi fratelli ed un cugino) e due della famiglia Venturini (i fratelli di Livia, Amilcare e Gino). A Livio furono inflitti tre anni e tre mesi di carcere, da scontare nel carcere piemontese di Saluzzo, mentre uno dei fratelli di Livia, Amilcare, fu condannato a cinque anni di confino da scontare in uno sperduto paesino della Calabria.

Scontarono però solo una parte della pena loro inflitta perché nel 1932 beneficiarono di una amnistia concessa dal regime in occasione del decennale della marcia su Roma. I Poletti, però, furono costretti a cercare un nuovo podere e lo trovarono a Castel Bolognese, mentre i Venturini cessarono di essere contadini trasformandosi in braccianti agricoli e andando a vivere a Mordano. Qui, nell’aprile del 1933, Livia e Livio si sposarono e qui, sempre in quell’anno, nacque la loro figlia Wanda. Livio lavorò prima come bracciante, poi entrò nel Gruppo facchini di Imola, mentre Livia si occupò come domestica a ore. Nel 1938 lasciarono Sasso Morelli e si trasferirono a Imola in un piccolo appartamento davanti alla cosiddetta piazza dei Servi. Dopo l’8 settembre 1943 entrambi entrarono a far parte della resistenza armata: Livia quale staffetta di collegamento, Livio nei Gap in città. Fu lui, il 6 novembre 1943, a giustiziare in via Luigi Sassi il console della milizia imolese Barani. Fu sospettato e arrestato, ma nessuna prova emerse a suo carico. Prudentemente, però, dovette darsi alla latitanza e si nascose sulle colline di Castel Bolognese in un podere di contadini amici.

In quel periodo accadde il tragico episodio della uccisione di Livia in piazza a Imola, il 29 aprile 1944, durante una manifestazione di donne contro il caro-vita e la mancanza di generi alimentari. Livia fu colpita alla schiena da una pallottola che le spezzò la spina dorsale. Ospitata nella casa dei parenti, a Bubano, fu assistita dalla mamma e dalla sorella. La sua straziante agonia durò oltre un mese. E c’era anche Wanda, che allora aveva 11 anni. «In quei tristissimi 40 giorni di agonia – raccontò poi – mio padre veniva spesso a trovarci, sempre di notte, per sfuggire all’agguato dei fascisti che erano di sorveglianza nei dintorni. Io lo sapevo e senza dire niente a nessuno stavo spesso anche più di un’ora ad aspettarlo dopo il tramonto, seduta sul ponte dove la strada proveniente da Mordano incontra quella di Bubano dove allora stavo con mamma ferita. Erano le uniche volte in cui, ormai, potevo vederlo: i fascisti lo cercavano e dove si nascondesse non lo seppi mai. Era giugno: il tredici di quel mese mamma morì mentre io mi trovavo a Castel Bolognese ospite dei nonni paterni».

Dopo la morte della moglie, Livio chiese di lasciare il nascondiglio di Castel Bolognese per potersi unire in montagna ai combattenti della 36ª Brigata Garibaldi. «Dopo quel giorno di giugno – racconta ancora Wanda – rividi mio padre pochissime volte in brevi incontri sempre in luoghi diversi. Ero certamente felice di stare ogni volta con lui, ma mi sentivo intimorita da quei suoi occhi chiari che erano diventati freddi come di ghiaccio. Poi, una mattina partì per la Brigata. Lo accompagnai per un tratto di strada come una formica che segue un leone». Livio cadde l’11 ottobre 1944 nella sfortunata battaglia di Purocielo, nelle colline fra le valli del Senio e del Lamone, quando due battaglioni della 36ª Brigata Garibaldi tentarono di sfondare il fronte alle spalle dei tedeschi sui crinali prospicienti la valle del Lamone per ricongiungersi con le truppe alleate.

be.be.

La storia completa su «sabato sera» in edicola dal 25 aprile. 

Nella foto: Livia con il marito

Storie della Liberazione, le vite spezzate dei coniugi Livio Poletti e Livia Venturini
Cronaca 25 aprile 2018

Storie della Liberazione, quando un ponte sul Correcchio fece passare i polacchi

Gli episodi legati alla liberazione, avvenuti il 14 aprile 1945, o nelle giornate immediatamente precedenti o successive sono numerosi, ma il più delle volte la loro memoria si è perduta man mano che i protagonisti ci hanno lasciato. Non è questo il caso di Leo Monduzzi, all’epoca quindicenne, che ricorda con chiarezza quanto avvenne in quei giorni. «Quei ricordi sono sempre stati presenti nella mia memoria – precisa Leo – ma se ne restavano fermi e non sentivo la necessità di farli uscire. Da un po’ di tempo, però, ho cominciato a pensare che un episodio in particolare meritava di essere raccontato, perché tutti potessero conoscerlo».

Siamo nell’aprile 1945, gli Alleati stanno preparando una grande offensiva per conquistare la Pianura Padana e sperano di dare il colpo definitivo alla Germania di Hitler e ai suoi alleati. I preparativi includono incursioni aeree e bombardamenti di artiglieria per indebolire il nemico e spianare la strada all’avanzata. «Eravamo sfollati nel podere Brenta, condotto dai miei zii Monti, di proprietà del padre di Ebe Stignani – racconta Leo – che si trova tra via Casalegno, via Correcchio e vicolo Crucca. Bombe e granate cadevano sempre più spesso e, per ripararci, furono scavate delle piccole gallerie nella sponda del Correcchio, poco più che misere tane dove ci si stava a malapena e molto scomodi; comunque, grazie a queste, avemmo un minimo di protezione. Ricordo che uno di quei giorni mi trovavo nei campi, quando vidi arrivare un cacciabombardiere a volo quasi radente, rapido mi gettai in un fosso, mentre l’aereo sganciava le due bombe che portava sotto le ali per colpire il ponte sul Correcchio a Pontesanto e bloccare la ritirata ai tedeschi. Mancò il bersaglio! Una bomba cadde da un lato del ponte e una dall’altro, nell’aia del podere oggi sede di Hera. A farlo saltare forse ci pensarono i tedeschi, dopo che ebbero fatto passare i loro mezzi».

L’offensiva alleata, iniziata sul Senio tra il 10 e l’11 aprile, stava raggiungendo Imola. I tedeschi se ne andarono dalla città e dai dintorni tra il 13 e il 14, lasciando solo pattuglie e cecchini per rallentare l’avanzata. I polacchi infatti, stavano avanzando a nord della via Emilia e il loro obiettivo principale era raggiungere e prendere Bologna, per avere così il controllo su una vasta area della Pianura Padana. «Quell’ufficiale parlava abbastanza bene l’italiano e voleva sapere se c’erano ancora ponti transitabili – spiega Leo – e io gli risposi che i tedeschi li avevano distrutti. Mi propose di salire con lui sulla cingoletta e di fargli da guida e io accettai. Usciti dalla stradina che dal podere Brenta mette in via Correcchio, indicai all’ufficiale un ponticello, rimasto intatto perché alcuni uomini, penso appartenessero alle Sap, avevano sabotato i contatti che azionavano le mine fabbricate dai tedeschi. “Bene, passeranno di qui” propose l’ufficiale.

f.t.

L”articolo completo su «sabato sera» in edicola dal 25 aprile.

Nella foto: il ponte che immette nella proprietà che oggi appartiene alla famiglia di Luigi Grandi

Storie della Liberazione, quando un ponte sul Correcchio fece passare i polacchi
Cronaca 24 aprile 2018

Identificati gli autori dei furti nei bar del centro storico, arrivavano in treno dalla Riviera

I carabinieri sono riusciti ad individuare gli autori dei furti avvenuti a metà gennaio ai danni di alcuni bar del centro storico di Imola. Si tratta di due uomini di 32 anni e 37 anni, nazionalità tunisina il primo e marocchina il secondo, di fatto senza fissa dimora ma gravitanti in Riviera romagnola. I militari sono riusciti ad individuarli dopo un”indagine che si è avvalsa sia dell”aiuto di alcuni testimoni, sia dell”analisi scrupolosa delle immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza presenti in città, comunali e di privati, a partire dai bar stessi, che hanno permesso di ricostruire l”esatto percorso compiuto dai ladruncoli.

Come ipotizzato, i ladruncoli utilizzavano il treno per spostarsi e prendevano di mira gli esercizi pubblici del centro raggiungibili a piedi, poi una volta compiuto i furti risalivano su un convoglio e lasciavano la città.

I due attualmente sono stati denunciati per concorso in furto e tentato furto in esercizio pubblico ma il magistrato potrebbe disporre un”eventuale custodia cautelare in carcere. Sono facce già note alle forze dell”ordine, disoccupati e non in regola col permesso di soggiorno, con diversi precedenti di polizia per reati contro la persona e il patrimonio (furti). Fino ad ora avevano colpito soprattutto nel ravennate e nel riminese. 

Per il momento i carabinieri gli hanno addebitato con certezza tre furti, quelli al Bar Roma e al Barcode situati in via Emilia e al Bar Opera Dulcis di piazza Matteotti risalenti al 19 gennaio. Ma esattamente una settimana dopo, con un modus operandi similare erano stati visitati altri tre locali l”edicola Martini nel porticato all”angolo del palazzo del centro cittadino, il bar Ai Giardini di via Orsini e la pizzeria Porta Montanara. (r.c.)

Nella foto i carabinieri impegnati nei sopralluoghi dopo i furti

Identificati gli autori dei furti nei bar del centro storico, arrivavano in treno dalla Riviera

Seguici su Facebook

ABBONATI AL SABATO SERA

Font Resize
Contrast