Imola

Sport 20 Marzo 2019

Formula 1, l'ingegnere di pista imolese Riccardo Musconi ha subito dominato con Bottas

Migliore esordio stagionale non poteva esserci per Riccardo Musconi nel nuovo ruolo di ingegnere di pista di Valtteri Bottas, dominatore con la Mercedes del Gran Premio d’Australia di F.1 andato in scena domenica scorsa.

Per l’imolese, che l’anno scorso nel ruolo di ingegnere di macchina ha condiviso con Lewis Hamilton la vittoria del campionato del mondo (era al servizio dell’inglese anche quando conquistò l’iride del 2015), si tratta di un importante salto di qualità professionale. In passato Musconi è stato ingegnere di macchina di Rubens Barrichello ai tempi della Brawn (monoposto che nel 2009 vinse il titolo con Jenson Button) e, quando approdò alla Mercedes, di Nico Rosberg. (a.d.p.)

Nella foto: Musconi festeggia insieme a Valtteri Bottas

Formula 1, l'ingegnere di pista imolese Riccardo Musconi ha subito dominato con Bottas
Cronaca 20 Marzo 2019

Quattro pc donati dai dipendenti Cefla e dalle loro famiglie alla Medicina d'urgenza e alla Cardiologia dell'ospedale di Imola

Quattro personal computer per la gestione delle cartelle infermieristiche e mediche donati dai dipendenti della Cefla e dalle loro famiglie ai reparti di Medicina d”urgenza e Cardiologia dell’Ausl di Imola. Gli apparecchi, del valore complessivo di 2.600 euro, sono il frutto dei fondi raccolti nel corso dell’annuale festa sociale e sono stati consegnati il 13 marzo scorso alle equipe medica e infermieristica dei reparti dal consigliere Cefla Nevio Pelliconi e dalla rappresentante della Commissione Sociale della cooperativa imolese Simonetta Manara.  

Ogni anno viene organizzata una serata speciale per i dipendenti Cefla e le loro famiglie, con uno spazio per i bambini e la tombola a premi, il cui ricavato è tradizionalmente devoluto in beneficenza, di preferenza a vantaggio di enti operanti sul territorio, che utilizzino i fondi per l’acquisto di beni materiali. Già le donazioni raccolte nel 2015 e 2016 erano stati impiegate per il completo riammodernamento della sala di attesa della Neuropsichiatria infantile e per uno strumento biomedicale (Cpap) per la Medicina d”urgenza, mentre i quattro pc di quest”anno provengono dalla raccolta 2017 e vanno a sostituire le attrezzature informatiche oramai obsolete di cui erano dotati i reparti. 

Il direttore del dipartimento di Emergenza Accettazione, del reparto di Medicina d”urgenza e del pronto soccorso Patrizia Cenni, il cardiologo Mauro Metalli e il coordinatore infermieristico dei due reparti Matteo Brunacci hanno spiegato ai donatori l’importanza di queste attrezzature informatiche già dotate dei software necessari per il loro quotidiano utilizzo al letto del paziente, per l’aggiornamento della cartella clinica ed infermieristica, perché sostituiscono completamente le cartelle scritte a mano e permettono un più rapido passaggio delle informazioni tra un reparto e l’altro, così come automatizzando le richieste di consulenza tra i professionisti. Da qui i ringraziamenti a tutti i dipendenti Cefla, ai loro familiari e al Cda della cooperativa per «averci voluto fare un regalo così importante per la nostra attività quotidiana. Per noi operatori sono gesti importanti di riconoscimento da parte della comunità del nostro lavoro, oltre che di attenzione verso tutti i cittadini che ospitiamo nei nostri reparti». (r.cr.)

Nella foto: Nevio Pelliconi e Simonetta Manara insieme all”equipe ospedaliera

Quattro pc donati dai dipendenti Cefla e dalle loro famiglie alla Medicina d'urgenza e alla Cardiologia dell'ospedale di Imola
Cronaca 19 Marzo 2019

Università, domani 20 marzo dalle 9.30 alle 13 l'Open Day della sede didattica imolese

E” in programma domani, 20 marzo, dalle 9.30 alle 13, l”Open day della sede didattica imolese dell”Università di Bologna. Si tratta di un”occasione per avere informazioni su corsi, strutture e servizi.

Alle 10 è previsto a palazzo Vespignani (via Garibaldi 24) il saluto delle autorità, poi verranno presentati i singoli corsi di laurea attivi delle facoltà di Agraria, Farmacia, Medicina e Chirurgia a cura di docenti, tutor, studenti e laureati.

Sono inoltre in programma visite ai laboratori didattici all”interno del complesso Lolli e alle serre didattico-sperimentali all”istituto agrario Scarabelli. Per maggiori informazioni: tel. 051/2087101 oppure unibo.plessovespignani@unibo.it. (r.cr.)

Nella foto un momento della conferenza stampa di presentazione dell”Open Day: da sinistra l”assessore alla Scuola del Comune di Imola, Claudia Resta, il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Imola Fabio Bacchilega e la professoressa Patrizia Tassinari, responsabile del plesso didattico imolese

Università, domani 20 marzo dalle 9.30 alle 13 l'Open Day della sede didattica imolese
Cronaca 19 Marzo 2019

Mercoledì 20 marzo con CooperAttivaMente il libro della giornalista Francesca Mannocchi sul traffico di migranti

Solitamente vengono raccontate le storie dei migranti, si cerca di dare un volto e una voce ai disperati che cercano di raggiungere le spiagge italiane e l’Europa. La giornalista Francesca Mannocchi ha scelto invece la voce in prima persona di Khaled, un trafficante d’uomini. Una figura scomoda, sgradevole, che non si sente un criminale perché in Libia non sembrano esserci alternative a corruzione e violenza. Un giovane di poco piú di trent’anni, che nove anni fa ha partecipato alla rivoluzione che ha rovesciato Gheddafi, voleva fare l’ingegnere e costruire uno Stato nuovo. Oggi organizza barconi e smista donne, uomini e bambini, «la merce», dai confini del Sud fino ai centri legali e illegali della Libia, dove i trafficanti li rinchiudono, torturano, stuprano, ricattano le famiglie. Un mondo raccontato nelle pagine di «Io Khaled vendo uomini e sono innocente» (Einaudi editore), che sarà presentato mercoledì 20 marzo, alle ore 20.30 presso la Sala delle Stagioni di via Emilia 25. Un evento promosso da CooperAttivaMente, progetto di Coop. Bacchilega e del Consiglio di zona soci del Circondario di Coop Alleanza 3.0, in collaborazione con Librerie.coop, Libera e CulTurMedia.

Mannocchi collabora con varie testate italiane ed internazionali, a partire da l’Espresso; ha realizzato reportage da Iraq, Libia, Siria, Egitto, Afghanistan. «Khaled esiste davvero – dice – ma è anche un espediente letterario, attraverso il quale ho potuto raccontare tutte le voci collaterali».

Quello che si legge nel libro è tutto vero?
«Sì. Certi dettagli crudi o violentissimi non avrei mai potuto pensarli senza il racconto e l’ascolto come la donna eritrea che, al confine col Sudan, capisce che sta per essere stuprata e si lega i capelli nel tentativo di sembrare meno bella…».

Nel libro racconta come sono trattati i migranti in Libia: rinchiusi, affamati, torturati. La situazione è così drammatica?
«Assolutamente sì. In più negli ultimi due anni e mezzo il lavoro degli osservatori internazionali e dei giornalisti è sottoposto a minacce e ricatti come nell’epoca gheddafiana. Il giornalista straniero è obbligato a comunicare ogni spostamento e ad essere seguito da un uomo dei servizi segreti. Gli accordi tra Europa e Libia ci hanno fatto raccontare la favola dell’aiuto nei centri di detenzione libici, ma è una fandonia. L’ultimo report dell’Unhcr, pubblicato un mese fa, ha confermato che riportare i migranti in Libia significa destinarli ad essere rinchiusi senza sapere fino a quanto, reinseriti in un circolo vizioso di rapimento, ricatti e violenze». (l.a.)

L”intervista completa è su «sabato sera» del 14 marzo 

Nella foto Francesca Mannocchi

Mercoledì 20 marzo con CooperAttivaMente il libro della giornalista Francesca Mannocchi sul traffico di migranti
Cronaca 19 Marzo 2019

A San Prospero è nato il “Parco dell'Amicizia', il 30 marzo il laboratorio per realizzare i totem con le regole per l'utilizzo

Da pochi giorni si chiama ufficialmente “Parco dell”Amicizia” l”area verde che si trova in via Masrati a San Prospero. Alla cerimonia di intitolazione, svoltasi la scorsa settimana in una bella mattina soleggiata, era presente la sindaca Manuela Sangiorgi, insieme agli alunni della locale scuola dell’infanzia, che hanno scelto il nome nell”ambito di un progetto di partecipazione curato dallo staff di ImolaRipartecipa del Comune di Imola, al quale hanno partecipato anche la Consulta delle frazioni e il Centro sociale di San Prospero. 

«E’ per me un piacere presenziare al cerimoniale di intitolazione di questa splendida area verde di San Prospero che, grazie all’impegno ed allo spirito di iniziativa dei bambini della scuola dell’Infanzia della frazione, omaggia uno dei valori più puri e genuini della nostra vita: l’amicizia», ha commentato la prima cittadina nel suo saluto. «Il progetto partecipativo “Frazioni al centro. Officine di partecipazione” – sottolinea ancora la Sangiorgi – che va ad incrementare la vivibilità delle frazioni attraverso strumenti di progettazione e gestione partecipata di spazi pubblici, è un elemento di primaria importanza: la proficua sinergia tra l’attivismo diretto della cittadinanza, istituzioni e realtà territoriali è una delle finalità di qualsiasi corso amministrativo perché sinonimo di una buona politica».

Il progetto di partecipazione, messo a punto dal Servizio Politiche sociali del Comune, ha ottenuto un contributo di 15 mila euro dalla Regione, partecipando nel 2017 (ovviamente con in carica l”Amministrazione precedente) al Bando regionale LR 3/2010 a sostegno dei Progetti partecipativi. La cura del parco pubblico di San Prospero rappresentava una parte di questo progetto, avente l”obiettivo di renderlo un luogo in grado di esprimere a pieno le proprie potenzialità di bene comune vissuto e apprezzato dalla comunità, dove le opportunità d’incontro (spontaneo e organizzato) sono favorite dalla presenza e dal buono stato di arredi e attrezzature. 

Tra le azioni compiute ricordiamo: la giornata di pulizia nel parco, in occasione della giornata mondiale dell’ambiente il 5 giugno; il galateo del verde (un testo redatto in più lingue con contenuti che integrano le norme vigenti con ciò che hanno espresso i bambini e le bambine della frazione in termini di rispetto e cura di uno spazio per loro importante); scelta del nome del parco. Queste invece le azioni ancora da compiere: sabato 30 marzo dalle 9.30 alle 12.30, al Centro sociale San Prospero (via San Prospero 59), si svolgerà il “Laboratorio di progettazione partecipata della segnaletica del parco”, per progettare e realizzare con materiali il più possibile naturali e/o riciclati dei totem con le buone regole di utilizzo del parco. Il laboratorio, è aperto a tutti i cittadini, è gratuito e curato da Bruno Fronteddu dell’Associazione Baba Jaga. (r.cr.)

A San Prospero è nato il “Parco dell'Amicizia', il 30 marzo il laboratorio per realizzare i totem con le regole per l'utilizzo
Cultura e Spettacoli 19 Marzo 2019

Le donne e le relazioni, stasera in biblioteca Sabrina Grementieri parla di scrittura al femminile

Sabrina Grementieri è un vulcano. Di idee, di entusiasmo, di passione. Ne sono una prova i sei libri che ha fatto nascere negli ultimi sei anni, storie d’amore e di vita che dapprima sono approdate nelle edizioni digitali poi nelle librerie tanto che La finestra sul mare è stato pubblicato nel 2016 da  Sperling & Kupfer mentre Il calore della neve è uscito nell’ottobre 2018 per Fabbri editore. E proprio quest’ultimo sarà al centro della serata di oggi, martedì 19 marzo, quando, in biblioteca a Imola dalle ore 20.30, la scrittrice imolese parlerà delle modalità di scrittura al femminile.

Un romanzo che ha al centro proprio le donne.

«Si parla di maternità e di come la gestisci quando arriva a sorpresa – spiega Sabrina -, non cercata, e stravolge i progetti fatti fino a quel momento. La protagonista si trova da sola a crescere suo figlio, con un’eredità di genitori anaffettivi, e decide che lei agirà diversamente: e così si ritrova in questo maso tutto al femminile, con la nonna, la cognata, le nipotine…».

Ma poi entra in scena anche l’amore.

«I miei sono una via di mezzo tra romanzi di narrativa e romanzi d’amore. In genere la storia d’amore è il sotto-tema, mentre il tema principale è sempre costituito dalle relazioni: in famiglia, tra amici, tra uomini e donne… Sono storie verosimili, dove ci sono sempre momenti più o meno numerosi di tormento e difficoltà».

Per i personaggi a chi ti ispiri? Inventi o «rubi» da persone che conosci?

«Uso la fantasia. Agli inizi, qualcuno dei miei amici e conoscenti si è sentito coinvolto, ma in realtà si trattava solo di reazioni emotive più che altro. Quella coinvolta, in genere, sono io: le protagoniste femminili hanno spesso caratteristiche che mi appartengono. Ne Il calore della neve in realtà la nonna della protagonista è ripresa da una persona reale che ho conosciuto in montagna, una signora molto bella e positiva».

E poi ci sono i luoghi, che esplori e descrivi con cura e attenzione.

«L’ambiente è un protagonista al pari dei personaggi, e per ogni romanzo parto dalle ambientazioni. Scelgo luoghi italiani, luoghi che amo e che mi hanno dato buone impressioni. Poi l’ambiente influisce sul carattere e sul pensiero dei protagonisti».

Com’è nata la tua passione per la scrittura?

«Ho iniziato da piccola, dapprima come lettrice, voracissima! Poi, siccome avevo una dose di fantasia molto elevata da scaricare, e non potendo vivere tutte le avventure che avrei voluto, ho deciso di scriverle. Da subito mi sono dedicata al romanzo, perché mi piaceva la storia bella corposa! Era, comunque, una cosa mia, non avevo velleità di pubblicazione. Poi, ad un certo punto, mi sono armata di coraggio e ho deciso di provare a far leggere a qualcuno i miei scritti. Nel 2012 è stato pubblicato digitalmente il mio primo romanzo, Una seconda occasione, e, da allora, ho fatto nascere quasi un romanzo all’anno. Il calore della neve, edito alcuni mesi fa da Fabbri editore, è infatti il sesto». (s.f.)

Nella foto Sabrina Grementieri

Le donne e le relazioni, stasera in biblioteca Sabrina Grementieri parla di scrittura al femminile
Cronaca 18 Marzo 2019

Nessun problema grave nelle strutture per anziani del territorio, a buon punto i controlli dell'Azienda usl

Tutte le case famiglia e pressoché metà delle strutture socio-assistenziali autorizzate sono state controllate. Quest’anno si procederà con le rimanenti. Questo il punto sulla verifica a tappeto avviata l’anno scorso dall’Ausl di Imola in quello che è un servizio e un business davvero in espansione visto il numero di anziani crescente (nel circondario gli over 65 sfiorano il 24 per cento su una popolazione di 133.533 abitanti). Nel luglio scorso le case famiglia erano appena 8 nei nostri dieci comuni, oggi sono già 11 (sono tutte a Imola a parte una che è a Castel del Rio, l’ultima è stata aperta il 14 febbraio), invece le strutture pubbliche o private per anziani (le «vecchie» case di riposo o cra) sono 24.

In generale, «non abbiamo riscontrato violazioni o problemi gravi durante i controlli» rassicurano Cristina Bortolotti e Stefano Giuntini. Nelle case famiglia, dove oggi le indicazioni normative sono pressoché inesistenti, «abbiamo dato qualche consiglio – raccontano -. In un caso tenevano i farmaci in frigorifero, meglio fare un contenitore separato. In un altro abbiamo detto di scrivere almeno la scadenza sul ragù conservato nel congelatore. Ma qui da noi le case famiglia rispondono abbastanza alla motivazione per cui sono nate». Situazione tranquilla anche nelle cra: «L’irregolarità maggiormente diffusa è trovare uno o due ospiti in più rispetto a quelli autorizzati, cosa che comporta una sanzione, anche se, va detto, le condizioni igieniche e lo spazio erano sempre adeguati. A volte – aggiungono – occorrerebbe un po’ più di formazione per il personale, ma nel tempo abbiamo comunque visto una crescita della qualità».

Bortolotti e Giuntini sono coordinatrice infermieristica e tecnico della prevenzione, fanno parte delle task force che, durante i controlli a sorpresa, per circa quattro ore aprono frigoriferi, valutano igiene, pulizia o impianti, chiacchierano con personale e ospiti, verificano le qualifiche degli addetti e la correttezza delle terapie somministrate. L’assistenza residenziale per gli anziani è un sistema complesso e fondamentale, rivolto ad un’utenza fragile, che richiede attenzione e tutele per evitare abusi. Ogni volta che vengono scoperte situazioni come quella recente di San Benedetto Val di Sambro, dove gli anziani subivano maltrattamenti di ogni genere, montano rabbia e timori. Da qui la decisione dell’Emilia Romagna di puntare i riflettori sul settore, in particolare sulle case famiglia, quelle con massimo 6 posti letto. Strutture private non soggette ad esami preventivi, basta avere una casa con stanze sufficienti e una Scia al Comune per aprirne una.

L’anno scorso la Regione ha individuato delle Linee guida con dei requisiti minimi e chiesto alle Aziende sanitarie la ricognizione sull’esistente, con l’intenzione di proporre una vera e propria legge in merito se il Governo non prenderà un’iniziativa. Nei mesi scorsi la Conferenza sociosanitaria metropolitana (Ctssm) ha rilanciato chiedendo ai Dipartimenti di sanità pubblica delle Ausl di Bologna e Imola di predisporre un regolamento, sempre sulle case famiglia, mutuato per l’appunto dalle Linee guida. «Il testo definitivo – spiega Gabriele Peroni direttore del dipartimento Sanità pubblica – è stato presentato il 25 febbraio alla Ctssm, ora occorre che venga proposto ai Comuni e che questi lo recepiscano. Così avremo una “legge locale” cogente che permetterà, se un gestore non ottempera, di proporre ordinanze e sanzioni».

Il regolamento consentirebbe di agire subito in attesa della nuova norma regionale o nazionale. «Il fatto che sia di area vasta, metropolitano, permette di evitare la “migrazione delle strutture” oltre i confini comunali, come accaduto da altre parti per sfuggire» sottolinea Giuntini. Se gli enti locali dell’area bolognese l’approvassero rapidamente potrebbero fare da apripista per un immediato giro di vite sulle nuove aperture. Cosa prevede? «Bagni attrezzati per i disabili, ad esempio, e ospiti autosufficienti o con un lieve grado di non autosufficienza – elenca Peroni -. Qualora la persona perda l’autosufficienza è prevista una finestra di tre mesi durante la quale il personale dovrà essere incrementato per fornire un’assistenza adeguata e la famiglia organizzarsi per trovare un’altra collocazione».(l.a.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 7 marzo 

Nella foto Cristina Bortolotti, Stefano Giuntini e Gabriele Peroni

Nessun problema grave nelle strutture per anziani del territorio, a buon punto i controlli dell'Azienda usl
Sport 18 Marzo 2019

Pallamano A2, il Romagna ritrova la Cavina ma non la vittoria

Finisce con una sconfitta il ritorno del Romagna alla Cavina. Sul parquet di casa, infatti, i bianconeri cadono 28-24 contro il Ferrara United che merita il successo finale perché in grado di controllare il gioco nei momenti più delicati. Peccato per il Romagna, viste le tante occasioni gettate al vento, soprattutto in superiorità numerica e le parate del portiere ospite. Ko arrivato, comunque, nonostante un gran secondo tempo dell”estremo difensore Martelli e le reti di Folli e Rotaru. Nel prossimo turno, in programma sabato 23 marzo, la squadra di Tassinari sarà impegnata a Borgo San Lorenzo contro la Fiorentina.

Tabellino

Romagna-Ferrara United 24-28 (p.t. 10-15)

Romagna: Martelli, Sami, Andalò, Folli 5, Gollini 2, La Posta, Panetti 1, F.Tassinari 1, Amaroli, Bosi, A. Boukhris 3, Luppi 2, Medri 1, Ricci, Rotaru 6, Babini 3. All. D.Tassinari.

Ferrara United: D.Sgargetta, Maranini, Pastore 1, Testoni, C.Sgargetta 9, Hristov 4, Castaldi 8, Bellinazzi 2, Brancaleoni, Sorrentino 3, Zanella, Sigolo, Khouaja 1, Gherardo. All: Ribaudo.

Pallamano A2,  il Romagna ritrova la Cavina ma non la vittoria
Sport 18 Marzo 2019

«Camminacittà», a Imola dalla Bocciofila si va in direzione «Pedagna»

Con l’iniziativa «Camminacittà» si vuole promuovere l’esercizio fisico in modo semplice e accessibile a tutti. Si cammina su percorsi urbani, nei parchi, nelle aree verdi e sulle piste ciclopedonali. Si entra e si esce dal percorso a piacere e non è richiesta nessuna iscrizione.

Ogni lunedì vengono proposti due percorsi distinti, il primo di 8 km. circa ad andatura veloce e il secondo ad andatura più blanda di circa 5 km. aperto a tutte le persone che per età o altri motivi hanno piacere di fare del moto, in compagnia, senza dover sottoporre il fisico a stress eccessivi. La partecipazione è libera e gratuita. Anche stasera, lunedì 18 marzo, il ritrovo è alle ore 20.30 presso il parcheggio della Bocciofila (lato Silvio Alvisi), per poi avviarsi in direzione «Pedagna».

Per informazioni: Pierluigi (tel. 348-7932893).

Foto tratta dalla pagina facebook del Camminacittà di Imola

«Camminacittà», a Imola dalla Bocciofila si va in direzione «Pedagna»
Cultura e Spettacoli 18 Marzo 2019

Janos Balazs in «PianOpera», concerto di Erf#StignaniMusica

János Balázs è uno tra i giovani pianisti più famosi e celebrati al mondo. Con «PianOpera», un concerto dedicato ai maggiori brani della tradizione operistica (da Rossini a Wagner, da Verdi a Puccini, nelle trascrizioni di Liszt, Cziffra e dello stesso Balázs) si esibirà stasera, lunedì 18 marzo alle 21, al teatro Stignani di Imola per la stagione di Erf#StignaniMusica.

«János Balázs è dotato di un piglio selvaggio, appassionato, che trasporta i brani alla loro pura origine come solo i pianisti più talentuosi sanno fare – si legge nelle note al concerto -. Ex-enfant prodige, ha iniziato gli studi musicali all’età di otto anni e, dopo solo pochi mesi di pratica, ha vinto il concorso nazionale di pianoforte nell’Ungheria nord-orientale. La sua carriera è iniziata all’età di sedici anni, quando ha vinto il primo premio del Concorso internazionale di Liszt a Pécs, sempre in Ungheria. Negli anni seguenti ha vinto altri quattro concorsi internazionali e ha tenuto concerti in varie città europee. Di lui il critico Hunter Roberts dell’Huffington Post ha detto: “Quando ha suonato la Rapsodia ungherese di Liszt sono rimasto sopraffatto”. Amante di Liszt e delle sue trascrizioni, Balázs riversa nelle sue interpretazioni tutto l’ardore di cui è capace».Ha inciso tre cd con musiche di Liszt, uno in Ungheria e gli altri a Tokyo e Londra. Inoltre, nel 2010 János ha suonato tutto il repertorio per pianoforte e i concerti di Chopin in un singolare tour di concerti in Ungheria, per il quale ha ricevuto un premio dal governo polacco. Nello stesso anno ha inciso il suo quarto cd con musiche di Fryderyk Chopin. Nell’agosto 2011 János ha vinto il primo premio all’International Piano Competition di Aspen (Usa) e successivamente il terzo premio nel più importante concorso di pianoforte, il Liszt Competition (Ungheria), divenendo così il pianista ungherese più premiato».

«Ammiratore e ideale prosecutore dell’arte di Franz Liszt, Balázs ne interpreterà le famose trascrizioni: grandi brani della tradizione operistica trasposti sulla tastiera con brillantezza, forza e precisione – continua il comunicato stampa -. Brani dalla complessità unica, capaci di esistere come opere a sé, le trascrizioni di Liszt si nutrono parimenti della tradizione e del gioco, del vezzo virtuosistico e dell’attenta precisione. Così Balázs porterà in scena Wagner e Verdi riuscendo a stipare intere orchestre nei tasti di un solo pianoforte, capace di rombi e di fusa. Alla stessa tradizione di Liszt apparteneva anche Georges Cziffra, maestro della scuola pianistica ungherese,  insieme a Horowitz uno dei maggiori virtuosi del XX secolo. Cziffra, che dichiarava lui stesso di non essere inferiore a Liszt nell’improvvisazione, sarà presente in PianOpera con la trascrizione di Guglielmo Tell di Rossini. E se Cziffra si paragonava a Liszt senza falsa modestia, il grande pianista e direttore d’orchestra Tamás Vásáry ha detto di János Balázs già nel 2007 che “suona il pianoforte come, o anche meglio, di Georges Cziffra. È un fenomeno unico al mondo. Oltre a questo c’è un intenso lirismo nel suo modo di suonare; si potrebbe persino essere intimiditi dal suo talento.” In PianOpera questa linea di genealogie ungheresi sarà tutta sul palco, con l’esibizione vulcanica di una scuola musicale e interpretativa senza eguali». (r.c.)

Biglietto da 20 a 12 euro, ridotto da 17 a 10, biglietto a 1 euro per gli studenti imolesi di ogni ordine e grado e per gli allievi della Scuola di musica Vassura Baroncini. Info: 0542/25747.

Nella foto Janos Balazs

Janos Balazs in «PianOpera», concerto di Erf#StignaniMusica

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