Medicina

Cronaca 9 Luglio 2020

Nessun riconoscimento ai lavoratori di Medicina, il sindaco Montanari: «C’è rammarico, non ci accontentiamo. Malattia provvedimento più giusto»

Dopo il no arrivato lunedì scorso dalla Camera dei deputati al riconoscimento per i lavoratori di Medicina colpiti più di altri dal Coronavirus, l’Amministrazione comunale ha preso atto con rammarico della decisione del Governo di non affrontare il problema dei lavoratori e delle lavoratrici bloccati dalla zona rossa nel capoluogo e nella frazione di Ganzanigo, decisa dall’ordinanza regionale del 15/3.

Un duro colpo dopo aver sollecitato fin dalla prima settimana di chiusura risposte per le persone che potevano recarsi al lavoro, perché le loro aziende erano tra i codici Ateco che da Decreto permettevano di restare aperte. A tal riguardo l’Amministrazione auspica indicazioni chiare per garantire lavoratori e aziende già duramente provati da questa emergenza. «Non mi sono mai accontentato del minimo in vita mia e certo non comincerò ora sulla pelle dei miei concittadini – dichiara il sindaco Matteo Montanari –. Ribadisco che come Comune riteniamo che il provvedimento più giusto rimanga la malattia. I cittadini coinvolti erano a casa non per scelta e le loro aziende erano aperte. Se poi il Governo al momento è intenzionato a concedere gli ammortizzatori, al pari di quanto fatto a Codogno, pretendiamo che almeno questo venga fatto immediatamente per salvare i giorni di ferie. E intendiamo quelle estive e non natalizie. La nostra Comunità si è trovata nella condizione di accettare scelte imposte per evitare la diffusione del contagio a tutta la Città Metropolitana. Ognuno si è messo a servizio del bene comune e ha evitato l’estendersi del contagio al territorio metropolitano. Spiace davvero vedere trattamenti diversi per zone diverse d’Italia». (da.be.)

Nella foto: il sindaco di Medicina Montanari

Nessun riconoscimento ai lavoratori di Medicina, il sindaco Montanari: «C’è rammarico, non ci accontentiamo. Malattia provvedimento più giusto»
Cronaca 6 Luglio 2020

La Camera dice no al riconoscimento per i lavoratori di Medicina, Cgil Emilia-Romagna e Bologna: «Inaccettabile»

Oggi la Camera dei Deputati ha scartato l’emendamento che avrebbe garantito un giusto riconoscimento economico alle lavoratrici e ai lavoratori di Medicina che non hanno potuto lavorare a marzo, ovvero quando il capoluogo e la frazione di Ganzanigo sono divenuti «zona rossa» per fronteggiare l’emergenza. 

»Fu un provvedimento drastico quello adottato dalla Regione Emilia-Romagna, ma necessario a contenere il Covid-19 in quell”area – si legge nel comunicato firmato da Cgil Emilia-Romagna e Cgil Camera del Lavoro Metropolitana Bologna -. Quanto è accaduto oggi è quindi inaccettabile. Gli effetti di quelle decisioni di carattere sanitario non possono ricadere sulle spalle di lavoratrici e lavoratori che da quattro mesi non ricevono quanto loro spetta. Chiediamo dunque a Governo e Parlamento di fermarsi e rimediare a questo gravissimo errore senza perdere altro tempo».

Nella foto: uno dei varchi della «zona rossa» di Medicina

La Camera dice no al riconoscimento per i lavoratori di Medicina, Cgil Emilia-Romagna e Bologna: «Inaccettabile»
Cultura e Spettacoli 3 Luglio 2020

La Magica Medicina compie cinque anni e festeggia con uno spettacolo all’Oasi del Quadrone

»La Magica Medicina», evento per bambini e famiglie organizzato dalla Cooperativa Il Mosaico compie cinque anni e festeggia con un appuntamento che si terrà domani, sabato 4 luglio, a partire dalle 21.30. Già sold out la replica in programma sabato 11 luglio.

Per l’occasione sarà proposto uno spettacolo, consigliato dai 4 anni in sù, della Compagnia dei Briganti, ovvero una fusione tra narrazione/mimo e illustrazioni dal vivo. Sotto il mantello dei briganti si celano Vito Baroncini, maestro della lavagna luminosa, Alfonso Cuccurullo, funambolico narratore ed Enrico Folli, saltimbanco equilibrista. Sarà però un” edizione che subirà qualche modifica al fine di garantire il rispetto delle vigenti normative e assicurare una serata divertente in sicurezza.

La location scelta è «L” Oasi del Quadrone» in via Portonovo 890 a Buda di Medicina, in via Portonovo 890. E” necessaria la prenotazione scrivendo all” indirizzo laboratoriquadrone@gmail.com o chiamando al 366-9905925. Posti limitati, biglietto unico 12 euro. (da.be.)

Nella foto: la locandina dell’evento

La Magica Medicina compie cinque anni e festeggia con uno spettacolo all’Oasi del Quadrone
Cronaca 2 Luglio 2020

Sgominata la banda delle carte di credito, nei guai anche una 46enne di Medicina

«Incognito». Si chiama così l’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Napoli con i carabinieri del Nucleo Investigativo di Verbania, insieme ai Comandi Provinciali di Napoli, Caserta e Bologna, che ha portato ieri, mercoledì 1 luglio, il gip del Tribunale di Napoli ad eseguire 14 misure cautelari nei confronti di altrettante persone, gravemente indiziate dei reati di associazione per delinquere finalizzata alla ricettazione ed all’indebito utilizzo, previa attivazione con metodi fraudolenti, di carte di credito/debito di illecita provenienza. Tra queste anche una 46enne residente a Medicina, la quale «non è stata accusata di far parte dell’associazione, ma bensì di concorso nelle attività di utilizzo indebito della carte di credito e possesso di documenti di identità falsi. Per questo motivo non è stata disposta la sua custodia cautelare in carcere, ma il divieto di allontanamento dal comune di dimora» fanno sapere i carabinieri. La donna, infatti, fingendosi la moglie di uno dei malviventi, utilizzava le carte di credito intestate a soggetti di sesso femminile e consentiva di superare più agevolmente i controlli, ma «ha partecipato solo alla prima trasferta della banda» commentano i militari. 

L’indagine è stata avviata a marzo 2019 a seguito dell’esecuzione, a Napoli, di una misura cautelare detentiva nei confronti di uno dei responsabili della rapina a mano armata all’ufficio postale di Nonio, provincia di Verbania, del dicembre 2018. Nel corso della perquisizione domiciliare i carabinieri avevano infatti rinvenuto una carta di credito intestata ad una donna del nord Italia, del tutto estranea al soggetto arrestato. Dagli accertamenti è emerso che la carta di credito, riportante una firma falsa e mai giunta all’intestataria, era stata utilizzata in un casinò sloveno. Una ulteriore verifica ha consentito di appurare che la stessa era stata sottratta, alla fine di gennaio 2019 ed unitamente a molte altre di uno stesso lotto, dal Centro Meccanizzato Postale di Milano Roserio.

Analizzando così i movimenti di tutte le carte di credito di quel lotto è emerso che molte erano state utilizzate indebitamente presso casinò sloveni nonché esercizi pubblici o Atm italiani. Una volta ottenuta la disponibilità delle carte iniziava la fase di acquisizione di dati sensibili sul conto degli ignari clienti. Per raggiungere il loro scopo, gli associati avevano costituito una vera e propria “struttura” altamente organizzata, contattando di volta in volta i destinatari delle carte, nonché uffici pubblici, banche ed istituti finanziari, cercando di ottenere i dati riservati necessari a poter attivare ed utilizzare le carte di credito che avevano a disposizione. Una volta attivate, altri soggetti iniziavano ad utilizzarle, sia a Napoli che in altre zone d’Italia ed anche all’estero (Slovenia e Svizzera), monetizzandone il più possibile i rispettivi plafonds. In particolare, oltre a prelievi presso gli Atm ed acquisti in boutique o centri commerciali, i soggetti si recavano presso casinò esteri dove, mostrando documenti falsi corrispondenti alle carte di credito, acquistavano fiches per migliaia di euro, che poi venivano restituite poco dopo, ottenendo così denaro contante.

I malviventi erano anche in grado di aggirare i sistemi di sicurezza attivati dalle banche e istituti finanziari, così gli ignari clienti spesso si avvedevano degli indebiti utilizzi, anche fino ad oltre 6 mila euro, solo alla ricezione dell’estratto conto, a seguito del quale non potevano fare altro che denunciare l’accaduto. L’attività di indagine è proseguita ininterrottamente per oltre 8 mesi ed ha permesso di ricostruire l’organigramma dell’associazione per delinquere e documentare 133 eventi delittuosi, commessi da gennaio a maggio 2019, ai danni di 122 parti offese e per una somma complessiva di diverse centinaia di migliaia di euro. Nel corso dell’indagine sono state inoltre rinvenute e sequestrare 220 carte di credito di provenienza illecita e 7.450 euro in contanti. (da.be.)

Foto d’archivio

Sgominata la banda delle carte di credito, nei guai anche una 46enne di Medicina
Cronaca 29 Giugno 2020

Medicina ringrazia medici e infermieri della Casa della salute e delle Unità speciali di continuità assistenziale

Serata di ringraziamento per i medici e infermieri delle Unità speciali di continuità assistenziale (Usca) e della Casa della salute di Medicina al ristorante San Vitale di Fossatone.
Durante l’emergenza coronavirus, la Casa della salute di Medicina, già punto di riferimento per i cittadini per gli ambultatori dei medici di base, è stato il punto base più vicino al territorio anche per le Usca. (r.cr.)

Medicina ringrazia medici e infermieri della Casa della salute e delle Unità speciali di continuità assistenziale
Cronaca 28 Giugno 2020

Coronavirus, il Medicivitas riparte dal 15 luglio con le crescentine e cerca nuovi volontari

L’emergenza sanitaria ha fortemente provato la città di Medicina e il centro Medicivitas di via Oberdan, che ha pagato caro, con tante vittime tra cui volontari molto attivi e clienti abituali, l’onda violenta del Coronavirus. Ora, però, c’è tanta voglia di ripartire, seppur per gradi e con tutte le cautele del caso. E per farlo è stato scelto uno dei simboli del centro e delle sue feste, ossia le crescentine, come concordato nell’incontro di sabato 20 giugno. «Abbiamo deciso di riaprire da mercoledì 15 luglio, con le crescentine, che sarà possibile acquistare solo per l’asporto – aggiorna Simona Santoli del direttivo del Medicivitas –. Inoltre, vogliamo organizzare assieme al Comune un’iniziativa per la riapertura, durante la quale ricordare le vittime del Coronavirus».

Per le altre attività, invece, bisognerà attendere ancora. «Le crescentine d’asporto sono il segno di una piccola ripartenza, mentre per il bar e tutto il resto aspetteremo ancora un po’. Vogliamo essere cauti per tutelare i nostri volontari. Anzi, se qualcuno avesse piacere di unirsi a noi può scriverci un’email a csbocciofila@gmail.com». Per chi si volesse comunque ritrovare per fare due chiacchiere, ovviamente a distanza, indossando la mascherina ed evitando assembramenti, «abbiamo lasciato a disposizione qualche sedia nel dehor esterno, mentre per il caffè bisognerà per il momento andare altrove». (gi.gi.)

Nella foto: il centro Medicivitas

Coronavirus, il Medicivitas riparte dal 15 luglio con le crescentine e cerca nuovi volontari
Cronaca 27 Giugno 2020

A Medicina diplomi consegnati alle bambine ed ai bambini che a settembre entreranno in prima elementare

Questa mattina, a Medicina, l’anno scolastico si è chiuso definitivamente con la consegna dei diplomi alle bambine ed ai bambini che entreranno a settembre in prima elementare.

Alla cerimonia, insieme a famiglie e insegnanti, hanno partecipato l”assessore regionale alla Scuola, Paola Salomoni, il sindaco Matteo Montanari, l”assessore Dilva Fava e la presidente della V commissione Francesca Marchetti. «Abbiamo lavorato alacremente in questi giorni per permettere a tutti i nostri ragazzi di poter riprendere a settembre la scuola, ritrovando finalmente in presenza gli amici e gli insegnanti – ha detto l”assessore Salomoni-. L”ultimo giorno di scuola e la consegna dei diplomi sanciscono un passaggio importante per la vita di tutti i bambini, e noi abbiamo il dovere di rendere indimenticabili questi momenti. Avevamo detto che riaprire la scuola era la nostra priorità- ha aggiunto- e ci siamo impegnati perché fosse possibile». (da.be.)

Nella foto: la consegna dei diplomi

A Medicina diplomi consegnati alle bambine ed ai bambini che  a settembre entreranno in prima elementare
Cronaca 26 Giugno 2020

Ancora atti vandalici nei parchi di Medicina, danneggiati arredi nei giardini di via Oberdan

Ancora atti vandalici nei parchi di Medicina. Dopo che nelle scorse settimane erano stati presi di mira la staccionata del laghetto del parco delle Mondine e alcuni vasi che abbellivano il gazebo dell”associazione Germoglio, questa volta sono stati danneggiati alcuni arredi dei giardini di via Oberdan. Ignoti, infatti, hanno sradicato le assi di legno dello schienale di una panchina e di un tavolo. Un gesto stupido, non tanto per il valore economico (anche se panchina e tavolo saranno comunque da riparare a spese del Comune), quanto per la presa di mira di luoghi cari e frequentati dai cittadini di Medicina, bambini compresi.

A segnalare la cosa nella mattinata di venerdì 26 giugno è stato il consigliere del M5s Gaetano Bellobuono. «Questi vandalismi non sono più episodici – afferma Bellobuono -. Per la risoluzione di questo problema ritengo sia necessario non solo un intervento da parte degli organi preposti, ma un”opera di sensibilizzazione di tutta la cittadinanza volta a stigmatizzare questi comportamenti».

Sull’episodio è intervenuto anche l’assessore alla Sicurezza, Marco Brini. «I carabinieri sono stati allertati e presto parttiranno anche i controlli serali della polizia locale. Continuo comunque a ribadire che ci vorrebbe un maggiore controllo dei genitori di questi ragazzi, anche perché risalire ai colpevoli non è semplice. In zona, infatti, c’è solo una telecamera vicino al municipio, ma difficile che abbia ripreso qualcosa. Preoccupati? Sinceramente, nonostante i casi siano già diversi, penso che la situazione vada tenuta sotto controllo, senza ingigantirla troppo». (gi.gi. da.be.)

Nella foto: i danneggiamenti agli arredi del giardini di via Oberdan inviateci dal consigliere pentastellato Gaetano Bellobuono

Ancora atti vandalici nei parchi di Medicina, danneggiati arredi nei giardini di via Oberdan
Cronaca 26 Giugno 2020

«Zona rossa», risposte ai lavoratori di Medicina

È stato approvato all’unanimità nel Consiglio comunale di Medicina dello scorso 17 giugno l’ordine del giorno presentato dai gruppi di maggioranza (Centro Sinistra e Sinistra Uniti Montanari Sindaco, Matteo Montanari Sindaco lista civica e Lista civica Medicina democratica e solidale) riguardante il «provvedimento a tutela dei lavoratori bloccati nella zona rossa».

Come è noto, il capoluogo e la frazione di Ganzanigo sono state dichiarate «zona rossa» dal 16 marzo al 3 aprile. Da qui, come si legge nell’odg, la necessità di sollecitare «con determinazione il Parlamento, il Governo, la Regione Emilia Romagna, l’Amministrazione comunale a fare chiarezza, emettendo provvedimenti che tutelino i lavoratori e le lavoratrici impossibilitati a recarsi sul luogo di lavoro nel periodo dell’istituzione della zona rossa Medicina- Ganzanigo». «Vogliamo tenere accesa l’attenzione sul tema» motiva Susanna Campesato, capogruppo di Centro Sinistra e Sinistra Uniti Montanari Sindaco.

Complessivamente, si parla di circa 200-300 lavoratori interessati. «No cassa inte- grazione o ferie obbligatorie, ma il riconoscimento dell’assenza per malattia» avevano detto all’unisono Valentina Baricordi e Marco Panieri, segretari rispettivamente dell’Unione comunale di Medicina e territoriale di Imola, chiedendo una risposta al Partito democratico nazionale e ai parlamentari. Stessi toni anche dal sindaco Matteo Montanari che, assieme al sindaco metropolitano Virginio Merola aveva chiesto di risolvere «la posizione dei lavoratori di Medicina bloccati dalla zona rossa per cui ancora dopo oltre due mesi non ci sono indicazioni da parte dell’Inps che li parifichino ai lavoratori delle altre zone rosse». (gi.gi.)

Nella foto: uno dei varchi della «zona rossa» di Medicina

«Zona rossa», risposte ai lavoratori di Medicina
Cronaca 25 Giugno 2020

Coronavirus, dalla Regione stanziati fondi per sostenere gli investimenti a Medicina

La Regione Emilia-Romagna scende in campo a sostegno ai Comuni più colpiti dall’emergenza Covid-19, con una manovra, definita nella Giunta regionale di assestamento del Bilancio 2020, capace di movimentare circa 150 milioni di euro.

Nello specifico sono stati stanziati 20 milioni di euro per gli investimenti nelle province di Piacenza e Rimini, oltre a Medicina, in quanto ex zona rossa. Questo per alimentare la leva degli investimenti pubblici e le sue ricadute nei territori. «Una manovra straordinaria, per dimensione e obiettivi, che pur sviluppandosi in un contesto molto complesso, basti pensare alle conseguenze della pandemia sui conti pubblici, contribuisce al nostro obiettivo principale, quello di garantire la tenuta sociale ed economica dell’intera comunità emiliano-romagnola – spiega il presidente Bonaccini -. Con risorse certe vogliamo sostenere una ripartenza basata su sostenibilità, innovazione digitale, nuove modalità di lavoro e capacità di investimento degli enti locali, assicurando loro maggiori spazi d’azione, a partire dalle aree più colpite dall’epidemia come il piacentino, il riminese e Medicina. Stiamo mobilitando ogni risorsa possibile per consolidare l’attività di programmazione legata all’utilizzo di tutti i fondi disponibili, statali ed europei, insieme a quelli regionali, e alla condivisione delle scelte con i territori stessi e le parti sociali». (da.be.)

Foto d’archivio

Coronavirus, dalla Regione stanziati fondi per sostenere gli investimenti a Medicina

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