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Sport 20 Marzo 2019

Formula 1, l'ingegnere di pista imolese Riccardo Musconi ha subito dominato con Bottas

Migliore esordio stagionale non poteva esserci per Riccardo Musconi nel nuovo ruolo di ingegnere di pista di Valtteri Bottas, dominatore con la Mercedes del Gran Premio d’Australia di F.1 andato in scena domenica scorsa.

Per l’imolese, che l’anno scorso nel ruolo di ingegnere di macchina ha condiviso con Lewis Hamilton la vittoria del campionato del mondo (era al servizio dell’inglese anche quando conquistò l’iride del 2015), si tratta di un importante salto di qualità professionale. In passato Musconi è stato ingegnere di macchina di Rubens Barrichello ai tempi della Brawn (monoposto che nel 2009 vinse il titolo con Jenson Button) e, quando approdò alla Mercedes, di Nico Rosberg. (a.d.p.)

Nella foto: Musconi festeggia insieme a Valtteri Bottas

Formula 1, l'ingegnere di pista imolese Riccardo Musconi ha subito dominato con Bottas
Cronaca 20 Marzo 2019

Le iniziative nel territorio imolese in occasione del 21 marzo, Giornata della memoria e dell'impegno contro le mafie

Domani giovedì 21 marzo, in occasione della “Giornata della memoria e dell”impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie”, sono in programma diverse iniziative anche nel territorio imolese. A Imola l”associazione Libera propone alle 16, a palazzo Monsignani (via Emilia 69), l”apertura della Biblioteca della Legalità, con lettura dell’elenco dei nomi delle vittime innocenti delle mafie «per farli vivere ancora, per non farli morire mai, per farli esistere nella loro dignità».

Spostandoci a Medicina, la ricorrenza sarà celebrata nel cortile della Legalità (il cortile interno della biblioteca) dalle 17 alle 19, dove si terrà una serie di letture contro le mafie. La collaborazione fra la biblioteca comunale e i giovani provenienti dall’associazione “La Strada” e dal Centro di aggregazione giovanile di Medicina vuole essere un segno visibile e tangibile della lotta contro i soprusi e le minacce della mafia. La lettura di un libro diventa uno strumento potente per coinvolgere i ragazzi in questo impegno, poiché la mafia è un fenomeno da contrastare con impegno e consapevolezza. Un piccolo buffet concluderà la serata. In occasione della Giornata, inoltre, in biblioteca sarà allestito uno scaffale dedicato ai libri che parlano di mafia, per ragazzi e per adulti.

Infine, nel teatro parrocchiale di Bubano (via Chiesa 14) gli assessorati al Welfare ed alla Cultura del Comune di Mordano, in collaborazione con il Presidio di Libera del circondario imolese, organizzano una serata con la presenza di tante eccellenze artistiche: Carlo Lucarelli, Umberto Fiorelli, Eleonora Gasparri, MusicLab di Mordano, Fulvio Carpanelli & Giancarlo Bianchetti. In più Marco Coralli, Roberta Faben, Andrea Lullo e Valentina Sgubbi saranno la voce di tante storie riguardanti la mafia. I testi sono a cura di Carlo Dall’Aglio. (r.cr.)

Nella foto la locandina dell”evento di Bubano

Le iniziative nel territorio imolese in occasione del 21 marzo, Giornata della memoria e dell'impegno contro le mafie
Cronaca 20 Marzo 2019

A Mordano l’Opera anziani si presenta con il presidente Bonaccini

I lavori di restauro e risanamento conservativo di palazzo Darchini in piazza Pennazzi, iniziati nel 2017 e durati poco più di due anni, stanno finalmente ormai volgendo al termine e così, sabato 23 marzo, è prevista un’inaugurazione per l’edificio che sta diventando l’Opera anziani. Alla cerimonia, in programma alle 10.30, sarà presente, oltre al sindaco di Mordano, Stefano Golini, anche il presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini. Un bel traguardo quello raggiunto dal primo cittadino che, fin da subito, s’impegnò nella realizzazione di un progetto che potesse rispettare il lascito testamentario della concittadina Ida Frontali, deceduta nel 2009. Un progetto complesso, portato avanti nonostante un certo scetticismo iniziale. Ora, a quasi dieci anni di distanza, il sogno di Golini è divenuto realtà, poco prima della fine del suo secondo mandato e, viste le imminenti elezioni di maggio e le norme che vietano di promuovere iniziative nei due mesi precedenti il voto, l’Amministrazione ha deciso così di anticipare il taglio del nastro. «Recuperare il patrimonio esistente – commenta il primo cittadino – è qualcosa che dobbiamo alle generazioni future».

Per completare il tutto, in verità, occorrerà ancora qualche mese, l’intera struttura sarà a disposizione della comunità entro l’estate. I lavori sull’edificio, acquisito nel 2012 dal Comune, hanno permesso di ricavare da un lato il centro sociale «Ca’ di Trebb», dall’altro una «mini-Casa della salute» come l’ha definita Golini, con quattro ambulatori per tre medici di medicina generale, un pediatra, infermieri e l’assistente sociale al pian terreno, mentre al primo e al secondo piano dell’area centrale  troverà posto un Condominio del buon vicinato, gestito dall’Asp, composto da nove appartamenti destinati ad anziani capaci di vivere da soli o in parte assistiti, con la presenza di una famiglia tutor, come già sperimentato a Borgo Tossignano. Il progetto è costato complessivamente 2 milioni e 668 mila euro, somma reperita grazie a risorse comunali, accordi con privati, finanziamenti pubblici, donazioni, l’accensione di un mutuo e, ovviamente, la vendita di alcuni beni del lascito Frontali. Nel mezzo anche un percorso partecipato con i cittadini per condividere la necessità e le finalità del progetto.

L’Opera anziani, tra l’altro, non è conclusa, il cronoprogramma prevede, per il triennio 2020-2022, anche un ampliamento con la ricostruzione dell’ala di palazzo Darchini distrutta durante la guerra e la ristrutturazione dell’immobile attiguo di via Ombrosa. Qui sorgeranno un centro diurno per anziani non autosufficienti, un alloggio «Dopo di noi» per persone disabili e altri quattro appartamenti per il Condominio del buon vicinato. Costo totale: 1 milione e 662 mila euro. Di questi, circa due terzi sono stati già recuperati grazie a risorse comunali, finanziamenti pubblici e la permuta di beni sempre del lascito Frontali, mancano 500 mila euro che il Comune pensa di trovare tramite l’Art Bonus e una partnership pubblico-privata. (d.b.)

Nella foto: l”assessore Nicola Tassinari, il sindaco di Mordano Stefano Golini e Simonetta Stanzani dell”Ausl davanti al cantieri di palazzo Darchini

A Mordano l’Opera anziani si presenta con il presidente Bonaccini
Cronaca 20 Marzo 2019

Dai proventi del “Natale 2018″ la società Sfera ha donato 2.900 euro all'associazione “Germoglio' di Medicina

Come da tradizione, ogni anno la società Sfera Farmacie destina l”1% degli incassi di dicembre delle tre farmacie comunali di Medicina ad una associazione del territorio. Quest”anno a Medicina beneficiaria della donazione, del valore di 2.900 euro, è stata l”associazione  “Germoglio”. La cerimonia di consegna si è svolta lunedì 18 marzo nella sala del consiglio di Medicina, alla presenza del presidente di Sfera, Roberto Rava, del sindaco Onelio Rambaldi, dell’assessore alle Politiche Sociali Dilva Fava e dei rappresentanti del “Germoglio”, realtà da tanti anni attiva in favore delle persone colpite da disabilità.  

L”iniziativa di solidarietà “Natale 2018” di Sfera si ripete puntualmente ogni anno dal 2004, sostenendo associazioni che si occupano delle persone più fragili. «Medicina è una città che del volontariato ne fa la propria bandiera e questo mi rende particolarmente orgogliosa – ha sottolineato l’assessore Fava-, ma bisogna anche sottolineare l’attività di Sfera che non dimentica la dimensione locale e le specificità del territorio. Questa iniziativa, che non manca mai di stupire favorevolmente, ne è la miglior testimone».

Sfera, partecipata dal Consorzio Ami di Imola e dai Comuni di Faenza, Medicina, Castel San Pietro Terme, Lugo, Budrio e Molinella, gestisce le Farmacie comunali di Imola (cinque), Faenza (tre), Medicina (tre), Castel San Pietro Terme (due), Lugo (tre), Budrio (una) e Molinella (due). (r.cr.)

Dai proventi del “Natale 2018″ la società Sfera ha donato 2.900 euro all'associazione “Germoglio' di Medicina
Cronaca 20 Marzo 2019

Fiamme alla «Lagosteria», inagibile il locale di Castel San Pietro

Un incendio, scoppiato poco prima dell’una di notte tra domenica 17 e lunedì 18 marzo, ha danneggiato la «Lagosteria dei ragazzi speciali», il punto di ristoro al centro del laghetto Scardovi, da sempre riferimento estivo e non solo di Castel San Pietro. L’immobile è di proprietà comunale e la sua gestione, dal giugno scorso, è nelle mani dell’Agi Centro Studi Srl di Imola. Sul posto sono intervenuti tre squadre dei vigili del fuoco da Imola e Medicina. Una volta spento il rogo, i pompieri hanno provveduto a mettere in sicurezza l’area, con l’intervento che è durato fin sulle 4 del mattino. «A dare l’allarme pare sia stato qualcuno che, passando dalla strada, ha visto le fiamme – confida il rappresentante legale dell’Agi Srl, Andrea Grillini -. L’incendio è partito dal magazzino per poi raggiungere il disimpegno, parte dello spogliatoio dei dipendenti e la cucina. Frigorifero e freezer sono inutilizzabili, così come ciò che contenevano, ma un po’ tutto è da buttare».

La struttura, parte in legno e parte in muratura, al momento è inagibile anche se non per motivi strutturali, i danni sono confinati all’area magazzino e cucina. Dall’esterno la zona annerita è quella sul retro, per fortuna lontana dalla veranda in legno che avrebbe potuto alimentare ulteriormente l’incendio e finire in cenere. «Ci stiamo organizzando per cercare di riaprire il prima possibile – prosegue Grillini -, ma è difficile stabilire quando. Anche il bar ha bisogno di una ripulita, perché pieno di fuliggine». Sul luogo sono giunti anche i carabinieri di Castel San Pietro che si stanno occupando delle indagini per ricostruire la dinamica dell’accaduto. «Al momento – fanno sapere – non escludiamo nessuna pista». I militari non confermano né smentiscono le voci secondo le quali l’incendio non sia dovuto ad un semplice corto circuito ma possa essere di natura dolosa. Secondo Grillini sarebbe ben più di un’ipotesi: «Difficile pensare che il locale abbia preso fuoco da solo. Credo, invece, ma la mia è solo una supposizione, che sia stata opera di alcuni ladruncoli entrati per rubare qualcosa e, trovando poco o nulla, per ripicca si siano vendicati in questo modo. Qualcuno – ricostruisce – che ha tagliato una zanzariera e divelto le grigliette per l’areazione della cucina, prima di entrare da una finestra. Poi ha rovistato dappertutto, rubando un computer e qualche monetina, e probabilmente ha utilizzato dell’alcool che tenevamo negli armadietti per appiccare le fiamme».

«Sappiamo che sono bruciati il magazzino e la cucina, ma per parlare di una conta dei danni aspettano di avere qualche dettaglio in più. L’ufficio tecnico comunale è a disposizione per ogni esigenza, poi vedremo – commenta il sindaco Fausto Tinti -. Comunque siamo assicurati sia noi che il gestore, e oggi il tema più importante è ripristinare il prima possibile la normale funzionalità di una struttura che piace, è un luogo storico nel parco cittadino ed ha un’importante funzione di inclusione sociale». Quest’ultimo passaggio si riferisce al fatto che il bando per la gestione del punto di ristoro vinto da Agi Srl in raggruppamento temporaneo di imprese con Domos Srl e SL Srl di Luca Bietoli e Roberta Gaiba, prevede anche l’assunzione di persone disabili.

Sulla ricostruzione che vedrebbe l’incendio provocato da un furto, il sindaco non si sbilancia: «Per ora diciamo che non ci facciamo intimorire da azioni del genere, qualunque sia la causa». Proprio sul tema della sicurezza, Tinti ricorda: «Abbiamo finanziato con 40 mila euro l’installazione di una recinzione attorno al laghetto, stiamo risolvendo alcuni problemi sulla perimetrazione poi partiranno i lavori. Certo può essere un dissuasore contro gli atti di vandalismo ma questo non sembra un caso del genere». (l.a. da.be.)

Nella foto: i danni provocati dall”incendio nel magazzino della «Lagosteria»

Fiamme alla «Lagosteria», inagibile il locale di Castel San Pietro
Cronaca 20 Marzo 2019

Quattro pc donati dai dipendenti Cefla e dalle loro famiglie alla Medicina d'urgenza e alla Cardiologia dell'ospedale di Imola

Quattro personal computer per la gestione delle cartelle infermieristiche e mediche donati dai dipendenti della Cefla e dalle loro famiglie ai reparti di Medicina d”urgenza e Cardiologia dell’Ausl di Imola. Gli apparecchi, del valore complessivo di 2.600 euro, sono il frutto dei fondi raccolti nel corso dell’annuale festa sociale e sono stati consegnati il 13 marzo scorso alle equipe medica e infermieristica dei reparti dal consigliere Cefla Nevio Pelliconi e dalla rappresentante della Commissione Sociale della cooperativa imolese Simonetta Manara.  

Ogni anno viene organizzata una serata speciale per i dipendenti Cefla e le loro famiglie, con uno spazio per i bambini e la tombola a premi, il cui ricavato è tradizionalmente devoluto in beneficenza, di preferenza a vantaggio di enti operanti sul territorio, che utilizzino i fondi per l’acquisto di beni materiali. Già le donazioni raccolte nel 2015 e 2016 erano stati impiegate per il completo riammodernamento della sala di attesa della Neuropsichiatria infantile e per uno strumento biomedicale (Cpap) per la Medicina d”urgenza, mentre i quattro pc di quest”anno provengono dalla raccolta 2017 e vanno a sostituire le attrezzature informatiche oramai obsolete di cui erano dotati i reparti. 

Il direttore del dipartimento di Emergenza Accettazione, del reparto di Medicina d”urgenza e del pronto soccorso Patrizia Cenni, il cardiologo Mauro Metalli e il coordinatore infermieristico dei due reparti Matteo Brunacci hanno spiegato ai donatori l’importanza di queste attrezzature informatiche già dotate dei software necessari per il loro quotidiano utilizzo al letto del paziente, per l’aggiornamento della cartella clinica ed infermieristica, perché sostituiscono completamente le cartelle scritte a mano e permettono un più rapido passaggio delle informazioni tra un reparto e l’altro, così come automatizzando le richieste di consulenza tra i professionisti. Da qui i ringraziamenti a tutti i dipendenti Cefla, ai loro familiari e al Cda della cooperativa per «averci voluto fare un regalo così importante per la nostra attività quotidiana. Per noi operatori sono gesti importanti di riconoscimento da parte della comunità del nostro lavoro, oltre che di attenzione verso tutti i cittadini che ospitiamo nei nostri reparti». (r.cr.)

Nella foto: Nevio Pelliconi e Simonetta Manara insieme all”equipe ospedaliera

Quattro pc donati dai dipendenti Cefla e dalle loro famiglie alla Medicina d'urgenza e alla Cardiologia dell'ospedale di Imola
Cronaca 19 Marzo 2019

Quattro giovani di Imola arrestati per la rapina all'Autogrill Sillaro Ovest. Sospettati anche di furti nelle case

Sono tutti imolesi, dai 23 ai 28 anni, i componenti della banda arrestata dalla polizia per le rapine avvenute lo scorso 27 febbraio all’interno dell’area di servizio Sillaro Ovest, nel tratto dell’A14 che attraversa il comune di Castel San Pietro. Il fermo è avvenuto venerdì scorso e ieri mattina il magistrato l’ha convalidato, ora si trovano in custodia cautelare in carcere a Bologna in attesa del processo. Si tratta di Iacopo Sami Sagrini, Luca Calandri, Nicola Scheda e Michael Lattanzi, alcuni già con precedenti.  

La polizia di Imola, in accordo con i colleghi della stradale di Bologna, è riuscita ad individuarli grazie alle immagini del sistema di videosorveglianza e alla conoscenza del territorio, ovvero al modus operandi, a come si muovevano e al fatto che erano già noti per fatti analoghi. Ad aiutare le indagini anche la particolare felpa con un logo Atari indossata da uno dei quattro. 

La banda, col volto coperto da passamontagna e armati di pistola, ha fatto irruzione prima nel bar Autogrill facendosi consegnare circa 1.500 euro, poi sono andati dal vicino distributore Eni-Agip dove hanno preso altri 1.400 euro. Poi, si sono dati alla fuga a bordo di una Volkswagen Touareg, un”auto che avevano rubato poco prima da un’abitazione di Bologna.  

Ora i quattro dovranno rispondere di rapina aggravata. Durante gli accertamenti gli agenti hanno recuperato l’arma (si sta verificando se è vera oppure una pistola giocattolo modificata) e alcuni gioielli e orologi, per cui le indagini proseguono perché il fondato sospetto è che siano gli autori anche di altre rapine e furti in appartamento.

Agli uomini del Commissariato è arrivato il ringraziamento della sindaca di Imola, Manuela Sangiorgi, per il lavoro svolto. (l.a.)

Nelle foto la conferenza stampa questa mattina presso la sede della questura di Bologna (al centro il dirigente del Commissariato di Imola Michele Pascarella) e un”immagine dal video delle telecamere dell”autogrill

Quattro giovani di Imola arrestati per la rapina all'Autogrill Sillaro Ovest. Sospettati anche di furti nelle case
Cronaca 19 Marzo 2019

A Ozzano altre cinque telecamere per “beccare' i furbetti dei rifiuti. Da agosto a febbraio inflitte 162 sanzioni

In tutto sono 162 le sanzioni rilevate per oltre 27 mila euro. Questo da agosto a febbraio, cioè da quando il Comune ha deciso di posizionare delle telecamere per controllare gli incivili che abbandonano ingombrati e rifiuti fuori dai cassonetti. Sono ben 23 al mese. Alcuni video sono stati anche postati (oscurando facce o targhe) sulla pagina Facebook dell’ente locale, mostrando così a tutti la realtà di questo malcostume. «In alcuni casi, come in via di Varignana, il problema si è risolto – commenta il sindaco Luca Lelli -, anche a Ponte Rizzoli si è ridotto ma, purtroppo, spostato in altre zone». Da qui la decisione, un mese fa, «di aggiungere altre cinque telecamere alle sette iniziali».

Le apparecchiature sono state posizionate, inizialmente, tra Ponte Rizzoli, al confine con Osteria Grande, e Tolara, più due all’interno del capoluogo. Di norma la multa applicata è di 104 euro (il doppio del minimo). L’introito viene utilizzato per coprire i costi delle telecamere stesse, «riteniamo non sia giusto far ricadere i costi dei comportamenti incivili su tutta la collettività, ma colpire chi trasgredisce». Forse anche questa «linea dura» ha contribuito ad incentivare la raccolta differenziata che «è migliorata, abbiamo superato la soglia psicologica del 50%» afferma Lelli (nel 2013 era il 41%). Una notizia incoraggiante per il Comune che, a differenza dei vicini del circondario imolese, come Castel San Pietro o Medicina, non ha modificato il sistema di raccolta.

L’intenzione era condividere un progetto con gli altri dell’Unione Savena-Idice, ossia Pianoro, Monterenzio, Loiano e Monghidoro. Poi la decisione di Atersir, l’Agenzia regionale, di procedere con la gara per la gestione di raccolta e smaltimento rifiuti su tutto il territorio bolognese ha spostato ogni decisione in quel contesto. In questi anni sono state fatte comunque azioni di sensibilizzazione sui cittadini e avviato un percorso partecipato per definire la modalità preferita, valutando costi e vantaggi. «Atersir è intenzionata a pubblicare il bando entro il mese di maggio – aggiorna Lelli -. L’indicazione per il nostro bacino è la raccolta stradale con cassonetti con calotta, simile a quello in essere nel circondario imolese. Abbiamo fatto delle verifiche e col porta a porta, ovvero una raccolta manuale, va considerato un 20 per cento circa di costo aggiuntivo». Poi, ogni Comune sta inserendo alcune particolarità nel bando. «Per Ozzano chiediamo il mantenimento del porta a porta nella zona industriale: sta funzionando». (l .a .)

Nella foto l”immagine tratta dal sito del Comune di Ozzano con il video dell”abbandono di materassi ripreso dalle telecamere di sorveglianza

A Ozzano altre cinque telecamere per “beccare' i furbetti dei rifiuti. Da agosto a febbraio inflitte 162 sanzioni
Cronaca 19 Marzo 2019

Università, domani 20 marzo dalle 9.30 alle 13 l'Open Day della sede didattica imolese

E” in programma domani, 20 marzo, dalle 9.30 alle 13, l”Open day della sede didattica imolese dell”Università di Bologna. Si tratta di un”occasione per avere informazioni su corsi, strutture e servizi.

Alle 10 è previsto a palazzo Vespignani (via Garibaldi 24) il saluto delle autorità, poi verranno presentati i singoli corsi di laurea attivi delle facoltà di Agraria, Farmacia, Medicina e Chirurgia a cura di docenti, tutor, studenti e laureati.

Sono inoltre in programma visite ai laboratori didattici all”interno del complesso Lolli e alle serre didattico-sperimentali all”istituto agrario Scarabelli. Per maggiori informazioni: tel. 051/2087101 oppure unibo.plessovespignani@unibo.it. (r.cr.)

Nella foto un momento della conferenza stampa di presentazione dell”Open Day: da sinistra l”assessore alla Scuola del Comune di Imola, Claudia Resta, il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Imola Fabio Bacchilega e la professoressa Patrizia Tassinari, responsabile del plesso didattico imolese

Università, domani 20 marzo dalle 9.30 alle 13 l'Open Day della sede didattica imolese
Cronaca 19 Marzo 2019

Mercoledì 20 marzo con CooperAttivaMente il libro della giornalista Francesca Mannocchi sul traffico di migranti

Solitamente vengono raccontate le storie dei migranti, si cerca di dare un volto e una voce ai disperati che cercano di raggiungere le spiagge italiane e l’Europa. La giornalista Francesca Mannocchi ha scelto invece la voce in prima persona di Khaled, un trafficante d’uomini. Una figura scomoda, sgradevole, che non si sente un criminale perché in Libia non sembrano esserci alternative a corruzione e violenza. Un giovane di poco piú di trent’anni, che nove anni fa ha partecipato alla rivoluzione che ha rovesciato Gheddafi, voleva fare l’ingegnere e costruire uno Stato nuovo. Oggi organizza barconi e smista donne, uomini e bambini, «la merce», dai confini del Sud fino ai centri legali e illegali della Libia, dove i trafficanti li rinchiudono, torturano, stuprano, ricattano le famiglie. Un mondo raccontato nelle pagine di «Io Khaled vendo uomini e sono innocente» (Einaudi editore), che sarà presentato mercoledì 20 marzo, alle ore 20.30 presso la Sala delle Stagioni di via Emilia 25. Un evento promosso da CooperAttivaMente, progetto di Coop. Bacchilega e del Consiglio di zona soci del Circondario di Coop Alleanza 3.0, in collaborazione con Librerie.coop, Libera e CulTurMedia.

Mannocchi collabora con varie testate italiane ed internazionali, a partire da l’Espresso; ha realizzato reportage da Iraq, Libia, Siria, Egitto, Afghanistan. «Khaled esiste davvero – dice – ma è anche un espediente letterario, attraverso il quale ho potuto raccontare tutte le voci collaterali».

Quello che si legge nel libro è tutto vero?
«Sì. Certi dettagli crudi o violentissimi non avrei mai potuto pensarli senza il racconto e l’ascolto come la donna eritrea che, al confine col Sudan, capisce che sta per essere stuprata e si lega i capelli nel tentativo di sembrare meno bella…».

Nel libro racconta come sono trattati i migranti in Libia: rinchiusi, affamati, torturati. La situazione è così drammatica?
«Assolutamente sì. In più negli ultimi due anni e mezzo il lavoro degli osservatori internazionali e dei giornalisti è sottoposto a minacce e ricatti come nell’epoca gheddafiana. Il giornalista straniero è obbligato a comunicare ogni spostamento e ad essere seguito da un uomo dei servizi segreti. Gli accordi tra Europa e Libia ci hanno fatto raccontare la favola dell’aiuto nei centri di detenzione libici, ma è una fandonia. L’ultimo report dell’Unhcr, pubblicato un mese fa, ha confermato che riportare i migranti in Libia significa destinarli ad essere rinchiusi senza sapere fino a quanto, reinseriti in un circolo vizioso di rapimento, ricatti e violenze». (l.a.)

L”intervista completa è su «sabato sera» del 14 marzo 

Nella foto Francesca Mannocchi

Mercoledì 20 marzo con CooperAttivaMente il libro della giornalista Francesca Mannocchi sul traffico di migranti

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