Cultura e Spettacoli

Cultura e Spettacoli 25 Gennaio 2020

I giovani della Primavera di San Giacomo al teatro Osservanza in «Molto rumore per nulla»

Dopo il prologo affidato a Natale in musica e poesia,spettacolo di beneficenza svoltosi il 7 dicembre, entra nel vivo sabato 25 gennaio la programmazione 2020 della 44a rassegna Filodrammatiche «Luciano Castellari», promossa come da tradizione dalla Cars (Cooperativa Assistenza Ricreazione Sociale) con il patrocinio del Comune di Imola. L’appuntamento è al teatro dell’Osservanza di Imola (inizio alle 21) con «Molto rumore per nulla», liberamente tratto dalla commedia «Much ado about nothing» di William Shakespeare. Protagonista è la Compagnia Primavera di San Giacomo, che con questo spettacolo ha deciso di celebrare i suoi dieci anni di vita. «La rappresentazione è già stata messa in scena lo scorso novembre, proprio in coincidenza con il decimo compleanno della compagnia– sottolinea il regista, Piero Salvatori -. Ci piaceva però l’idea di portarla anche nella rassegna Cars e così è nata questa replica».

Come è nata la scelta di questo testo e, in genere, come scegliete i testi da mettere in scena?
«Le nostre scelte sono legate soprattutto all’esigenza di avere testi corali, che permettano di inserire più ragazzi possibili. Il filone dunque è quello. Inoltre, abbiamo una collaborazione con la Filodrammatica Berton di Faenza e con Nicoletta Mazzoni in particolare. Spesso, come anche in questa occasione con Molto rumore per nulla, abbiamo usato testi riscritti da lei. A volte abbiamo proposto rivisitazioni di fiabe classiche, come nel caso di ”Sette streghe per Biancaneve”, oppure per ”Tre Natali per una notte”, ispirato al Canto di Natale di Charles Dickens. Molti i testi shakespeariani, da ”Sogno di una notte di mezza estate” a ”Giulietta e Romeo”. In genere, comunque, riprendiamo spettacoli proposti dalla compagnia dei “grandi” di San Giacomo, ma sempre nell’ottica di far recitare venti-trenta ragazzi per volta, anche aggiungendo personaggi inventati». (mi.ta.)

L”intervista completa è su «sabato sera» del 23 gennaio

Sopra, tutti gli attori di «Molto rumore per nulla»

I giovani della Primavera di San Giacomo al teatro Osservanza in «Molto rumore per nulla»
Cultura e Spettacoli 24 Gennaio 2020

A Castel San Pietro lo spettacolo che racconta Pellegrino Artusi con la tecnica del teatro dei piedi

È originale e divertente lo spettacolo che va in scena domani, sabato 25 gennaio alle ore 21.15 al cinema-teatro Jolly di via Matteotti 99 a Castel San Pietro: «Cucina in punta di piedi», con Veronica Gonzales e con la regia di Laura Kibel, è il terzo appuntamento della rassegna «Tutta un’altra prosa» a cura dell’associazione culturale «Eclissi di lana» con la direzione artistica di Dario Criserà. Lo spettacolo racconta la figura di Pellegrino Artusi attraverso gli occhi incantati della sua fedele aiutante Marietta.

«La cucina fa da sfondo al rapporto tra il Maestro, burbero ma bonario, e l’Allieva, pasticciona, sognatrice ma sempre devota – spiega il comunicato stampa -. Con abilità di trasformista, Veronica Gonzalez dà vita a episodi esilaranti utilizzando la tecnica del “teatro dei piedi”. I personaggi dello spettacolo sorgono dai piedi e dalle gambe dell’attrice creando invenzioni, gag e coreografie sorprendenti accompagnata da quei giganti (Rossini, Ponchielli, Verdi, Puccini, Collodi) che come lo stesso Artusi hanno fatto l’Italia degli Italiani. Questo omaggio a Pellegrino Artusi non vuole essere una biografia né un trattato di cucina, proprio per la scelta espressiva di non usare la parola. Grazie al teatro di figura, gli stimoli saranno più visuali e fantasiosi nella prospettiva di arrivare ad un pubblico internazionale». (r.c.)

A Castel San Pietro lo spettacolo che racconta Pellegrino Artusi con la tecnica del teatro dei piedi
Cultura e Spettacoli 24 Gennaio 2020

«Turno di Notte», è tempo di premiazioni per il concorso di racconti scritti a partire dall'incipit di Carlo Lucarelli

«Erano due, e un attimo dopo tre. Ma all’occhiata successiva, giusto il tempo di abbassare lo sguardo, non c’erano più.»
«E perché?»
«Non lo so. Non era la domanda più importante, in quel momento. Avevo una strana sensazione.»
«Preoccupazione? Inquietudine? Paura?»
«No. Direi sollievo. Di più… felicità. Gioia.»

È questo l’incipit che Carlo Lucarelli ha regalato all’undicesima edizione di «Turno di Notte», il concorso che si è tenuto in una notte di mezza estate e che ora arriva alla premiazione dei suoi vincitori. Gli appassionati di scrittura che si sono cimentati con la creazione di un racconto partendo, appunto, dalle battute del noto autore scopriranno chi ha vinto il concorso domani, sabato 25 gennaio alle 17.30 quando, nella Sala delle Stagioni di via Emilia 25 a Imola, sit errà la premiazione.

Storie ad ampio raggio che hanno coinvolto la giuria e sono anche parzialmente confluite in un’antologia: ventun racconti selezionati sugli oltre cento partecipanti sono, infatti, stati pubblicati da Bacchilega editore nella sua collana «Zero» con il titolo «Paura». Ma è più difficile iniziare o terminare un racconto (o un romanzo)? «L’incipit e la conclusione sono due momenti completamente diversi – commenta Carlo Lucarelli -. L’inizio è particolare perché è qualcosa che già c’è da un po’ nella testa dello scrittore, con le parole che piano piano gocciolano nella testa. Fa parte di un processo ed è come se arrivasse da solo al momento giusto… Il finale, invece, nons o mai qual è. È una scoperta che arriva un po’ alla volta. Poi l’ultima parola di una storia deve essere bella, deve lasciare nel lettore una sensazione di mancanza, ma non si può decidere prima». (s.fr.)

L”intervista completa è su «sabato sera» del 23 gennaio

Nella foto Carlo Lucarelli

«Turno di Notte», è tempo di premiazioni per il concorso di racconti scritti a partire dall'incipit di Carlo Lucarelli
Cultura e Spettacoli 24 Gennaio 2020

La missione archeologica italiana di inizio Novecento a Eliopoli nella prima conferenza di primavera del Cise

La prima conferenza di primavera organizzata dal Cise di Imola avrà luogo venerdì 24 gennaio alle ore 18, presso l’auditorium Aldo Villa del museo di San Domenico, quando Federica Ugliano, assegnista di ricerca presso l’Università di Pisa e research fellow presso il museo Egizio di Torino, proporrà una conferenza dal titolo Scavare un museo: «Eliopoli e la missione archeologica italiana» (1903-1906). Federica Ugliano ha conseguito un dottorato di ricerca in studi umanistici (Scienze dei beni culturali) presso l’Università degli Studi di Trento, con una tesi dedicata allo studio della collezione predinastica del museo Egizio di Torino, che ha preso in particolare considerazione gli elementi legati all’ornamentazione personale e alla costruzione di identità nell’Egitto predinastico.

Ha collaborato al riallestimento della collezione torinese, di cui ha curato la sezione predinastica. Ha partecipato a diversi scavi in Italia e ha lavorato in Egitto come membro della missione archeologica italiana presso il tempio di Milioni di Anni di Amenhotep II, Tebe Ovest, Luxor (centro di egittologia Francesco Ballerini,2007- 2011) e della missione della New York University presso il sito di Abido (Institute of Fine Arts, 2013). Tra i suoi interessi rientrano la cultura materiale e l’evoluzione sociale nel periodo predinastico, la storia della ricerca archeologica agli inizi del XX secolo e lo studio degli archivi egittologici. Il suo progetto di ricerca attuale riguarda la ricontestualizzazione del materiale predinastico proveniente dagli scavi di Ernesto Schiaparelli a Eliopoli, conservato presso il museo Egizio di Torino. (r.c.)

Nella foto Federica Ugliano

La missione archeologica italiana di inizio Novecento a Eliopoli nella prima conferenza di primavera del Cise
Cultura e Spettacoli 22 Gennaio 2020

Un migliaio di visitatori in più nel 2019 per i Musei civici di Imola, oltre 35 mila le presenze totali

Oltre 35 mila visitatori nel 2019 per i musei civici di Imola, con un aumento di più di mille presenze rispetto al 2018. Numeri positivi, insomma, per Palazzo Tozzoni, Rocca Sforzesca, Museo di San Domenico e Salannunziata, a conferma di un trend di crescita costante negli ultimi anni. Tra le iniziative che hanno contribuito al risultato sono certamente da segnalare l”ingresso gratuito ai musei la domenica mattina riservato ai residenti imolesi e tante aperture straordinarie effettuate in periodi di particolare afflusso turistico, come le festività di primavera, luglio e agosto per la Rocca Sforzesca e, per il Museo di San Domenico e Palazzo Tozzoni, le feste natalizie.

Venendo al dettaglio, il numero più alto di visitatori, 12.791 nel 2019, è quello registrato dal Museo di San Domenico, sia per quanto riguarda le mostre (da segnalare in particolare quella ancora in corso di Enrico Minguzzi) e gli eventi, sia per le collezioni permanenti e le attività didattiche per bambini di ogni età. In questa categoria rientrano i laboratori domenicali «Giocamuseo», i «Compleanni al museo», le «Notti al museo» e gli appuntamenti con le scuole. Tanti gli studenti tra i visitatori, grazie a percorsi formativi e aule didattiche attrezzate.

La Rocca Sforzesca ha registrato, invece, 11.858 visitatori nell”anno da poco concluso. Tra i progetti che hanno caratterizzato il 2019 le varie iniziative legate al cinquecentenario della morte di Leonardo da Vinci e la creazione, insieme ai Comuni di Bagnara, Dozza e Riolo Terme e in collaborazione con If Imola Faenza, del percorso «Le Rocche di Caterina», che ha creato un filo conduttore tra le fortezze appartenute a Caterina Sforza. Inoltre, il 27 ottobre è stato inaugurato il nuovo percorso permanente di visita in realtà aumentata, realizzato in collaborazione con l”Associazione Imola Storico Artistica (Aisa), che ha fatto registrare in una sola giornata oltre 400 visitatori.

Passando a Palazzo Tozzoni, la casa museo di via Garibaldi ha accolto l”anno scorso 6.331 visitatori, con un particolare gradimento ottenuto dalla rassegna «Domenica a Palazzo», che sarà riproposta anche nel 2020. La Salannunziata infine, ha chiuso il 2019 con oltre 4.000 presenze grazie ai vari eventi ospitati, dalle mostre alle conferenze. Di recente poi l”ex chiesa di via Fratelli Bandiera è stata anche risistemata dalla proprietà, la Fondazione Istituzioni Riunite di Imola, che ha messo a disposizione dei Musei civici, ai quali è affidata la programmazione annuale, uno spazio rinnovato e più fruibile (leggi qui). (r.c.)

Nella foto l”interno della Rocca Sforzesca in occasione della presentazione del nuovo percorso di visita in realtà aumentata

Un migliaio di visitatori in più nel 2019 per i Musei civici di Imola, oltre 35 mila le presenze totali
Cultura e Spettacoli 22 Gennaio 2020

Il regista Pupi Avati a Medicina in occasione della proiezione del suo film «Il signor Diavolo»

«Quando arrivi a cinquanta film, tra cinema e televisione, è chiaro che non puoi pensare che ti piacciano sempre e ancora tutti. Alcuni hanno avuto successo, di critica e pubblico, altri invece sono andati meno bene. Io però sono rimasto coerentemente sempre me stesso». Pupi Avati, 81 anni, sarà presente domani, giovedì 23 gennaio alle 20.30 alla Sala del Suffragio di Medicina, per la proiezione del suo film «Il signor Diavolo»: Avati è uno dei più importanti registi italiani anche perché ha continuato ad alimentare i suoi film con la memoria e la confessione dei suoi ricordi, «in una totale, assoluta – aggiunge lui– mancanza di talento».

Ma come?
«In tanti miei film c’è l’autobiografia un po’ compiaciuta di chi si è dovuto bruscamente svegliare dal suo sogno. Il mio era quello di diventare musicista, ma essendo molto limitato e privo di talento è stato solo da regista che sono riuscito a dire chi sono, a certificare me stesso, con uno strumento, il cinema, più docile della musica».

È la storia del clarinetto, della rivalità con Lucio Dalla…
«Sì, io la racconto perché al pubblico fa sempre ridere ma per me è stata una sofferenza enorme».

Perché il cinema è più docile della musica?
«Perché mi assomiglia terribilmente, è totalmente coincidente con il mio modo di fare e mi permette una calligrafia personale e popolare. La musica no, era il mio sogno e non ce l’ho fatta».

A Medicina presenterà al pubblico «Il signor Diavolo», ultimo film che ha segnato il suo grande ritorno al genere horror. Lo definiamo facilmente anche bellissimo esempio di quel gotico padano di cui solo Pupi Avati è Maestro, ma l’etichetta «gotico padano» le piace davvero?
«Sì, mi piace. Nacque quando uscì al cinema “La Casa dalle finestre che ridono”, dove in realtà “gotico” era solo una definizione ispirata al libro “Sette storie gotiche” di Karen Blixen. Poi, credo anche grazie a Eraldo Baldini, arrivò “padano”, aggettivo suppletivo che descrive ancora meglio non solo l’ambientazione geografica, ma proprio il mistero di questi luoghi legati alla terra, al lavoro contadino, alle tradizioni più di campagna che di città». (c.o.)

L”intervista intera è su «sabato sera» del 16 gennaio

Il regista Pupi Avati a Medicina in occasione della proiezione del suo film «Il signor Diavolo»
Cultura e Spettacoli 22 Gennaio 2020

L'esperienza di Bacchilega Junior, la nostra casa editrice specializzata nella letteratura per l'infanzia

Dal giornalismo locale alla letteratura per l’infanzia il salto non è poi così grande per chi opera all’insegna della cultura. È con questa filosofia che la cooperativa di giornalisti Corso Bacchilega ha dato vita a Bacchilega Junior, marchio per la pubblicazione di libri per bambini e ragazzi nato nel 2011 da una collaborazione con Il Mosaico e proseguito poi in autonomia. La presenza di Casa Piani ha rappresentato uno stimolo in più per avviare una casa editrice per bambini con il medesimo scopo di promuovere la lettura e, in senso più ampio, la cultura. Con una logica di qualità (anche questa in linea con l’eccellenza Casa Piani) Bacchilega Junior propone ogni anno pochi ma qualificati titoli per bambini e ragazzi, da zero anni agli adolescenti la cui letteratura oggi è definita young adult.

Il focus del lavoro di Bacchilega Junior fonda sulla ricerca e lo sviluppo di progetti innovativi che mettono al centro i giovani lettori da coltivare. «Leggere fin da bambini significa diventare lettori adulti, ma anche e soprattuto adulti culturalmente più ricchi, capaci di leggere il mondo nella sua complessità», spiega il presidente della Coop. Bacchilega, Paolo Bernardi. Grazie alla costante ricerca, Bacchilega Junior ha ottenuto diversi premi nazionali e internazionali. Per ben due volte si è aggiudicata il premio nazionale «Nati per Leggere», riconoscimento che una giuria di esperti di letteratura per l’infanzia, bibliotecari, docenti, librai, giornalisti e pediatri assegna ogni anno ai titoli più efficaci e di maggior qualità fra tutti quelli pubblicati in Italia: nel 2015 «Lupo in versi» scritto e illustrato da Eva Rasano, nel 2018 «Il viaggio di Piedino» di Elisa Mazzoli fotoillustrato da Marianna Balducci.

«Lupo in versi», primo di una fortunata serie di avventure per bambini da 0 a 3 anni con protagonista Lupo, si è aggiudicato anche il marchio Microeditoria di qualità, così come «Noi», «Due sorelle», «Blu di Barba», «La storia più bella», «Little Girl» e «Nonne con le ali». (r.c.) 

L”articolo completo è su «sabato sera» del 16 gennaio

L'esperienza di Bacchilega Junior, la nostra casa editrice specializzata nella letteratura per l'infanzia
Cultura e Spettacoli 22 Gennaio 2020

I 30 anni di Casa Piani, la sezione della biblioteca di Imola completamente dedicata ai ragazzi

C’era una volta, in via Emilia 88, una palazzina settecentesca, elegante ma disabitata. Fino al 1965 era stata di proprietà della famiglia imolese Piani, poi donata al Comune di Imola con la clausola scritta di utilizzarla per i servizi bibliotecari della città, già ospitati nel vicino complesso di San Francesco dove ancora oggi hanno sede la biblioteca e l’archivio storico comunale. Restaurata da cima a fondo nel corso degli anni Ottanta, da trent’anni a questa parte, più precisamente dal 20 gennaio 1990, a casa Piani ha sede l’omonima sezione ragazzi della biblioteca comunale di Imola: Casa Piani. La scelta di destinare interamente il nuovo spazio alla letteratura per l’infanzia e per ragazzi ha caratterizzato e tutt’ora caratterizza Imola e la sua forte impronta culturale.

Se da un lato, infatti, Casa Piani è stata una delle prime biblioteche in Italia completamente dedicata a bambini e ragazzi, dall’altro lo spostamento della sezione ragazzi della biblioteca comunale, attiva dal 1961 con il nome di Biblioteca Giardino, ha permesso alla stessa Bim di ampliarsi e potenziare lo spazio a scaffale aperto che permette agli utenti di approcciarsi alla ricerca (e alla scoperta) dei libri senza l’intermediazione dell’operatore.

«L’idea di dare una propria identità alla sezione ragazzi della biblioteca comunale è nata nel corso degli anni Ottanta grazie alla lungimiranza degli amministratori e dei bibliotecari di allora – racconta Gabriele Rossi, a Casa Piani dall’autunno del 1989 e oggi responsabile dei Servizi bibliotecari del Comune di Imola -. Il successo dell’intuizione è stato evidente fin da subito, basti pensare che nel primo anno di vita di Casa Piani il numero dei prestiti è raddoppiato. Ancora oggi quella di Casa Piani è una formula attuale, che fonda su tre punti cruciali. In primis la sede propria, ristrutturata ed arredata ad hoc per essere accogliente e funzionale. In secondo luogo il ricco e sempre aggiornato patrimonio librario e documentario, che vanta oltre sessantamila libri, di cui mille nuovi ogni anno, e cinquemila fra giochi, cd, dvd, vhs e cd-rom. Ma soprattutto il patrimonio umano, perché è il personale qualificato, e motivato, che fa la differenza». (mi.mo.)

L”articolo completo e altri servizi sono su «sabato sera» del 16 gennaio

Nella foto Gabriele Rossi con lo staff di Casa Piani: da sinistra Cristina Montanari, Stefania Marzocchi, Elisabetta Grandi, Nadia Mezzolani, Federica Di Silvio e Lorenza Ravaglia (mancano nella foto Patrizia Magnani e Manuela Montanari)

I 30 anni di Casa Piani, la sezione della biblioteca di Imola completamente dedicata ai ragazzi
Cultura e Spettacoli 22 Gennaio 2020

L'Erf porta a Imola la chitarra di Manuel Barrueco con un concerto che viaggia nei secoli

Dici Manuel Barrueco e dici chitarra. Il musicista di fama mondiale sarà protagonista stasera, mercoledì 22 gennaio, alle ore 21 al teatro Stignani di Imola per la stagione invernale Erf#StignaniMusica. Accompagnato da Cesare Chiacchiaretta al bandoneon e dall’orchestra da camera I Solisti Aquilani, darà vita ad un concerto che spazierà tra secoli diversi, tra Mozart, Vivaldi, Respighi, Piazzolla e Caterina Di Cecca. Il programma della serata parte proprio dalla talentuosa e affermata compositrice trentacinquenne con il suo «La via isoscele della sera per archi», brano vincitore nel 2018 del IV Concorso Nazionale di Composizione «Francesco Agnello», per poi proseguire con il «Divertimento in fa maggiore per archi n. 3 K 138» di Wolfgang Amadeus Mozart, quindi con il «Concerto in re maggiore per chitarra e archi» di Antonio Vivaldi e con le «Antiche arie e danze per liuto – Suite III» di Ottorino Respighi. In conclusione sarà eseguito il «Concerto per chitarra, bandoneón e archi» di Astor Piazzolla.

Il chitarrista Manuel Barrueco è riconosciuto in tutto il mondo come «uno dei più importanti interpreti dello strumento per maestria tecnica e musicalità, dotato di suono seducente e liriche non comuni», sottolinea il comunicato stampa del concerto. Nato a Santiago de Cuba, iniziò a suonare la chitarra a orecchio quando aveva otto anni, per poi proseguire la sua formazione in ambienti più accademici: frequentò il Conservatorio Esteban Salas nella sua città natale e, trasferitosi negli Stati Uniti, continuò gli studi a Miami e a New York ed entrò al Peabody Conservatory di Baltimora, dove vinse la Peabody Competition e dove oggi insegna. La sua intensa attività internazionale lo vede ora suonare nelle più importanti capitali della musica in tutto il mondo e con le più grandi orchestre. (r.c.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 16 gennaio

Imola

L'Erf porta a Imola la chitarra di Manuel Barrueco con un concerto che viaggia nei secoli
Cultura e Spettacoli 20 Gennaio 2020

L'attrice imolese Lucia Ricalzone questa sera è su Rai 1 nella fiction «La guerra è finita»

Già dalla prima puntata, trasmessa lunedì scorso in prima serata su Rai 1, la fiction «La guerra è finita» ha riscosso consensi e ampio gradimento. Un lavoro, diretto da Michele Soavi e con protagonisti Michele Riondino e Isabella Ragonese, che questa sera vedrà anche la partecipazione dell”attrice imolese Lucia Ricalzone, molto nota in città anche per la compagnia Il Piccolo di Imola da lei fondata insieme al marito Giorgio Barlotti.

«Nella fiction sono la governante della casa della mamma di Giulia, la giovane interpretata da Isabella Ragonese – spiega -. Mi sono trovata molto bene durante le riprese, gli attori e tutta la troupe sono stati fantastici. Ho potuto incontrare spesso Isabella, sia al trucco che durante il pranzo, ed è una persona squisita oltre che una bravissima attrice». La storia, ambientata al termine della seconda guerra mondiale, vede Giulia e Davide (Riondino) cercare di prendersi cura di un gruppo di bambini e ragazzi sopravvissuti ai campi di concentramento. «Il regista Michele Soavi è meraviglioso – continua la Ricalzone -: si vede anche dalla delicatezza con cui ha fatto recitare tutti i bambini, dalla sensibilità che ha sempre dimostrato».

Dalla tv al teatro: a dicembre Lucia Ricalzone era in scena al teatro Manzoni di Roma con «I signori Barbablù», commedia giallo-rosa prodotta dal Centro Teatrale Artigiano, mentre a marzo sarà al Ghione, sempre a Roma, con «La vita che ti diedi» di Pirandello. Del resto quella del teatro è vita per l”attrice che ha respirato aria di palcoscenico da sempre: suo padre era un grande amministratore di compagnie e lei ha debuttato da piccola nella compagnia di Emma Gramatica, dimostrando subito talento e dando il via a una carriera di successo.

Nella fiction di Rai 1 cӏ anche un secondo imolese, il diciassettenne Federico Micai. (r.c.)

L”attrice Lucia Ricalzone racconta di sé in un”intervista nel numero di «sabato sera» in edicola da giovedì 23 gennaio

Nella foto Lucia Ricalzone ripresa la scorsa estate sotto i portici imolesi da Marco Isola/Isolapress

L'attrice imolese Lucia Ricalzone questa sera è su Rai 1 nella fiction «La guerra è finita»

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