Cultura e Spettacoli

Cultura e Spettacoli 23 Aprile 2019

Sagra della Piè fritta a Fontanelice, le immagini più belle dell'edizione 2019. IL VIDEO

Come da tradizione, nel giorno di Pasquetta, a Fontanelice si è svolta la Sagra della Piè fritta, ormai giunta alla 63^ edizione. 

Formaggi, salumi, vino locale e l”immancabile pié fritta hanno soddisfatto i palati dei tanti presenti che hanno potuto anche vedere solo la caratteristica sfilata dei somari, visto che come noto da giorni, per problemi tecnici, non si è potuta tenere la tanto famosa corsa. (d.b.)

Nella foto (Isolapress): un momento della Sagra

Sagra della Piè fritta a Fontanelice, le immagini più belle dell'edizione 2019. IL VIDEO
Cultura e Spettacoli 23 Aprile 2019

Imola Crossroads omaggia Lucio Battisti con una all stars del jazz italiano

Il secondo appuntamento di Imola Crossroads vedrà sul  palco dello Stignani il progetto Pensieri e Parole, un nobile «Omaggio a Battisti» in jazz proposto da una super all stars del jazz italiano che vede coinvolti, venerdì 26 aprile alle 21.15 al teatro Stignani, Peppe Servillo alla voce, la pianista Rita Marcotulli, Fabrizio Bosso alla tromba, Javier Girotto ai sassofoni, Furio Di Castri al contrabbasso e Mattia Barbieri alla batteria.

Dopo aver proposto con successo rivisitazioni jazz del repertorio di Domenico Modugno con Uomini in frac, di Celentano con Memorie di Adriano e di Fabrizio De Andrè con Amore che vieni amore che vai, l’Ater (Associazione Teatrale Emilia Romagna) ha prodotto questo nuovo spettacolo dedicato ad uno dei personaggi più importanti della musica leggera italiana. Lucio Battisti infatti è stato tra i più influenti e innovativi musicisti e cantanti italiani di sempre. Bravo chitarrista, perfezionista quasi maniacale negli arrangiamenti, sul  fronte musicale ha imposto una svolta significativa al pop leggero italiano rivoluzionando e personalizzando fortemente la forma canzone (tradizionale e melodica) contaminandola con sonorità e generi come il rock, il beat, il progressive, il latin, il rhythm’n’blues. Inoltre fondamentali si sono dimostrati anche i preziosi sodalizi con gli autori Mogol e Pasquale Panella che lo hanno portato a scalare le classifiche nazionali per anni, sia con brani interpretati da lui che da altri – basti pensare alla lunga collaborazione con Mina – arrivando a vendere la bellezza di 25 milioni di dischi.

Omaggiare in jazz un autore tra i più intimi, personali e sofisticati come Battisti non era facile, e il rischio di scivolare nella più tradizionale cover era decisamente forte. La sfida affrontata dai nostri jazzisti coinvolti, ci sembra decisamente vinta grazie all’originalità degli arrangiamenti, curati in questa occasione dal sassofonista italo argentino Javier Girotto (che ha conosciuto la musica di Battisti solo dopo il suo trasferimento in Italia), alla bravura interpretativa e teatrale dell’istrionico Peppe Servillo e all’ottimo interplay e alle qualità solistiche del resto del gruppo. Il sestetto infatti è riuscito a tracciare un suggestivo e inaspettato percorso sonoro mettendosi al servizio del ricco universo musicale battistiano attraverso una ventina di canzoni, da Pensieri e Parole a Il mio canto libero, da Emozioni a E penso a te, e il grande Servillo ha decisamente aggiunto un’altra importante prova interpretativa alla sua galleria di personaggi come Celentano, Modugno, Conte. (f.r.)

Imola Crossroads fa parte del festival regionale «Crossroads. Jazz e altro in Emilia Romagna», è promossa dall’assessorato alla Cultura del Comune di Imola ed è organizzata da Jazz Network in collaborazione con il Combo Jazz Club con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Imola.

Biglietto: 20 euro intero, 16 ridotto. Info 0542/602600 o 0544/405666.

Imola Crossroads omaggia Lucio Battisti con una all stars del jazz italiano
Cultura e Spettacoli 22 Aprile 2019

Boris Petrushansky chiude i concerti dell’Accademia con un'esibizione che dedica alla città

Sarà Boris Petrushansky a chiudere la rassegna di concerti 2018/2019 dell’Accademia pianistica di Imola, dedicata ai «Talenti e grandi interpreti». E visto il titolo, non poteva esserci artista migliore ad assumersi tale onere, ed onore. Martedì 23 aprile alle ore 20.30, nella sala Mariele Ventre di Palazzo Monsignani, lo storico docente dell’Accademia e pianista di fama internazionale eseguirà i Ventiquattro Preludi op.28 di Chopin e i Ventiquattro Preludi op.11 di Scriabin.

«Quest’anno ricorrono i trent’anni della mia amicizia col maestro Scala (fondatore e direttore dell’Accademia, Ndr) – ha detto Petrushansky -, era il febbraio dell’89 quando feci la mia prima master class nello studio di casa sua. Sono anche i cinquant’anni della mia attività concertistica e a giugno compirò settant’anni. Questo concerto del 23 aprile, in chiusura della stagione dei concerti 2018/2019 dell’Accademia, vuole essere un mio omaggio al senso di responsabilità che sento, quest’anno ancora di più, nei confronti della musica, davanti al mio carissimo amico Franco e ai miei colleghi, e per Imola dove ho vissuto per vent’anni. Dedico questo concerto quindi all’amicizia con Franco che mi ha formato come insegnante e alla città di Imola che mi ha arricchito con la sua vicinanza in tutti questi anni. Ogni concerto per me è sempre una trepidazione dell’anima, ma questo in particolare mi riempie di responsabilità ed emozione».

Nato a Mosca nel 1949, a otto anni Boris Petrushanky viene ammesso alla Scuola Centrale del Conservatorio di Mosca. Nel 1964 il quindicenne pianista incontra uno dei più grandi musicisti del tempo, Heinrich Neuhaus, e diventa il suo ultimo allievo. Nel 1969 tiene il suo il primo concerto a Klin, nella sala del Museo Tchaikovsky. Vince tre concorsi (Leeds, 1969; Monaco, 1970; Mosca; 1971) e poi il «Casagrande» di Terni nel 1975, a cui fa seguito una importante tournée di concerti. Docente al Conservatorio di Mosca dal 1975 al 1979, ha tenuto masterclass in tutto il mondo. Tra le orchestre con cui ha suonato, si possono ricordare l`Orchestra Sinfonica di Stato dell`Urss, la Filarmonica di Mosca, la Staatskapelle di Berlino, l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, l’Orchestra Filarmonica di Dresda, l’Orchestra da Camera della Comunità Europea. Ha collaborato con direttori d’orchestra come Janos Ferencik, Paavo Berglund, Anton Nanut, Lu Jia, Valeri Gergiev, Pavel Kogan, Vladimir Jurowsky. Insegna all’Accademia pianistica di Imola dal 1990. (r.c.)

Per accedere ai concerti (gratuiti) è necessario registrarsi e prenotarsi, ritirando la tessera. Informazioni allo 0542/30802.

Nella foto Boris Petrushansky

Boris Petrushansky chiude i concerti dell’Accademia con un'esibizione che dedica alla città
Cultura e Spettacoli 21 Aprile 2019

Sagra della piè fritta a Fontanelice. I somari sfilano, ma non corrono

Come ogni Lunedì dell’Angelo da sessantatré anni a Fontanelice si terrà la Sagra della Piè fritta. La sagra prenderà avvio, come di consueto, domani alle 9 di mattina con l’apertura del mercato e degli stand che distribuiranno piè fritta, formaggi e salumi e vino locale per tutta la giornata. Gli appassionati di fotografia potranno visitare la mostra fotografica «World Heritage» dell’Unesco, presso il Museo Mengoni che aprirà alle 9.30. Non mancherà la musica, prima in piazza Roma con i Due Vida poi con il corpo bandistico di Dozza che accompagnerà la sfilata dei somari.

L’unica variazione di quest’anno riguarda la tradizionale e amata corsa dei somari che non potrà tenersi per problemi tecnici, come spiega il sindaco Athos Ponti: «Per quest’anno purtroppo la corsa dei somari non potrà svolgersi normalmente. Questo perché il nostro impianto sportivo viene considerato un impianto al chiuso e per la commissione pubblici spettacoli deve rispettare certe norme per poter ospitare la corsa. Per questo ci siamo confrontati con il presidente della sagra, Stefano Bittini, e con gli altri membri del comitato e abbiamo deciso di sospendere la corsa, solo per quest’anno, per poter verificare tutti i requisiti». Spiega Ponti: «Ci sono stati altri anni in cui, per svariati motivi, la corsa non ha potuto avere luogo. I somari sfileranno comunque lungo le vie del paese arrivando fino in piazza Roma e tornando poi verso l’impianto sportivo». A parte questo, la sagra si svolgerà normalmente e il sindaco assicura che si tratta di una sospensione momentanea: «Sia il Comune che il comitato della Piè Fritta daranno un incarico ai tecnici per verificare che l’impianto e lo spettacolo rispettino tutte le norme, sono sicuro che già dall’anno prossimo tornerà la tradizionale corsa».

La sfilata, che partirà alle 14 dal Municipio permetterà comunque di vedere i somari e, come afferma il  sindaco «di entrare in contatto con un animale così importante per la storia del nostro territorio». Non subirà variazioni neanche la distribuzione di biglietti della lotteria all’entrata dell’asinodromo. I biglietti verranno estratti alle 16.45 e i vincitori riceveranno in premio dei salumi. Per i più piccoli presso via VII Dicembre sarà presente anche il luna park. Confidando nel tempo, nulla ostacolerà il lavoro degli ottanta volontari che nelle ultime edizioni sono arrivati a friggere fino a tredici quintali di piè in una sola giornata. (re.co.)

Nella foto, un’immagine del 2018 scattata da Isolapress

Sagra della piè fritta a Fontanelice. I somari sfilano, ma non corrono
Cronaca 21 Aprile 2019

Palazzo Tozzoni, Rocca Sforzesca e Museo di San Domenico aperti nei giorni festivi di primavera

Pasquetta, 25 aprile, 1° maggio e 2 giugno. Sono queste le giornate festive di primavera in cui, come ormai da consuetudine, la Rocca Sforzesca, Palazzo Tozzoni e il Museo di San Domenico rimarranno aperti al pubblico dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19. 

Dopo la chiusura odierna, giorno di Pasqua, infatti domani, giovedì 25 aprile e mercoledì 1 maggio sarà quindi possibile passeggiare sugli spalti della Rocca Sforzesca ammirando la meravigliosa vista sulla città dalla terrazza del mastio, visitare le suggestive stanze di Palazzo Tozzoni o immergersi fra fossili, pietre, conchiglie, dipinti, ceramiche e tanto altro esposto nelle Collezioni del Museo di San Domenico. Domenica 2 giugno inoltre, come ogni domenica mattina, dalle 10 alle 13, i visitatori residenti a Imola potranno entrare gratuitamente nei tre musei civici della città. (d.b.)

Nella foto (di Cristina Ferri): la Rocca Sforzesca

Palazzo Tozzoni, Rocca Sforzesca e Museo di San Domenico aperti nei giorni festivi di primavera
Cultura e Spettacoli 16 Aprile 2019

Quando Imola era abitata dai Longobardi: alla scoperta dei tesori ritrovati a fine '800 nel nostro territorio

Immaginiamo di avere una macchina del tempo e di programmare un viaggio a ritroso di circa 1.460 anni. Ci ritroveremmo così nella seconda metà del VI secolo, quando Imola era abitata dai Longobardi. Di origine nordica, nel corso dei secoli erano arrivati prima in Pannonia, comprendente parte delle attuali Ungheria, Austria, Croazia e Slovenia e, in seguito, nel nostro Paese, dove dal 568 in poi, sotto la guida del re Alboino, hanno occupato il nord e il centro Italia. La loro egemonia sul territorio imolese è durata circa 200 anni, a partire dall’ultimo quarto del 500 fino alla seconda metà del 700, quando sopraggiunsero i Franchi di Carlo Magno.

Stando alle fonti, la nostra era considerata tra le città più importanti dell’antica Emilia e i Longobardi avrebbero avuto parte attiva nel suo completamento con la probabile ricostruzione del Castrum, sopra il monte Castellaccio. Il loro passaggio ha lasciato anche tracce tangibili arrivate fino a noi. Si tratta di oggetti rinvenuti già nell’800 sulle prime colline imolesi da Giuseppe Cerchiari. Altri reperti sono stati ritrovati invece a Villa Clelia e in via Appia.

Sei preziose fibule (spille) sono state presentate il 7 aprile al Museo di San Domenico, in occasione della visita guidata riservata ai titolari della Card Musei metropolitani Bologna. «Le fibule in questione – ci spiega l’archeologa dei Musei civici, Laura Mazzini – facevano parte di corredi funebri, anche se non ci sono giunte informazioni precise sulle modalità di ritrovamento, avvenute nella seconda metà ’800. Questi gioielli erano tipici dell’abbigliamento femminile ed è probabile che appartenessero a donne di alto rango. Diversi pezzi facevano parte della collezione Cerchiari».

Ma gli «ori dei barbari», così come li conosciamo oggi, sono costituiti anche da altri pezzi, tutti conservati sotto chiave al Museo di San Domenico da quando, a metà anni ’80, il vecchio museo archeologico nei sotterranei dell’ex convento di San Francesco ha chiuso i battenti. Negli anni seguenti questi reperti sono stati esposti solo in occasione di sporadiche mostre a Imola e in altre città. (lo.mi.)

In attesa del nuovo allestimento all”interno del complesso di San Domenico a Imola, un ampio servizio su una parte della collezione imolese è su «sabato sera» dell”11 aprile

Nella foto un paio di fibule ritrovate nel podere Cardinala, sui colli imolesi

Quando Imola era abitata dai Longobardi: alla scoperta dei tesori ritrovati a fine '800 nel nostro territorio
Cultura e Spettacoli 16 Aprile 2019

Il mensile bolognese “Piazza Grande' è tornato e sarà distribuito anche a Imola presso la redazione di «sabato sera»

“Piazza Grande” è tornato! Da inizio 2019, dopo una breve pausa, è rientrato in distribuzione il mensile di informazione sociale, scritto da volontari e senza dimora di Bologna. Nato nel 1993, è stato il primo giornale in Italia scritto, redatto e diffuso da persone senza dimora, che iniziavano così percorsi di recupero basati sulla logica, innovativa per gli inizi degli anni Novanta, dell’empowerment e dell’auto-aiuto. Da questo mese “Piazza Grande” sarà in distribuzione anche a Imola, presso la redazione di sabato sera, in viale Zappi 56/b-c, nei normali orari di ufficio. Chi vuole potrà ritirarne una copia e lasciare il contributo di almeno 2 euro a favore della redazione del mensile. Un accordo, senza scopi di lucro, tra la Coop. Bacchilega, editrice di «sabato sera», e la Coop. “Piazza Grande”, nata dall’omonima associazione che pubblica il mensile bolognese.

Andrea Giagnorio, tu sei il direttore editoriale del nuovo “Piazza Grande” tornato in circolazione dopo una pausa di alcuni mesi. Cosa è successo esattamente?
«Dopo il numero del luglio 2018 abbiamo deciso di prenderci una pausa per riflettere, coinvolgendo le persone di Bologna e dintorni che ci vogliono bene, per ragionare insieme sul senso del nostro giornale, sulla grafica, su una diffusione nuova che, recuperando lo spirito iniziale, diventi strumento di comunicazione e confronto agli angoli delle vie e nelle piazze bolognesi e non solo, sui temi trattati nelle nostre pagine».

Una riflessione che vi ha portati a pubblicare un mensile diverso nella grafica e con contenuti anche extracittadini. E’ giusto?
«Dopo 25 anni di vita abbiamo raggiunto una certa maturità – spiega Giagnorio -. Vogliamo essere adulti dialogando, ascoltando e mescolando idee e pensieri. Vogliamo essere un laboratorio di strada per favorire il confronto tra mondi diversi. E noi, con una redazione rinnovata, partiamo proprio da questo: le persone che il giornale lo pensano, lo costruiscono e lo scrivono sono anche i nuovi diffusori. Sono persone senza dimora, studenti, operatori, inserite nei progetti di “Piazza Grande” (giornale, associazione e cooperativa) che, insieme, distribuiscono il giornale nei tanti luoghi che lo accolgono. Non solo. Vogliamo costruire un giornale popolare, che si possa trovare nei circoli, nelle librerie, nei bar. Vogliamo contaminare la città, e non solo, con la voce degli ultimi, di coloro che troppo spesso non vengono ascoltati».

Insomma un orizzonte più vasto che faccia diventare la piazza davvero… grande. E’ anche per questo che avete stretto un accordo con la Coop. Bacchilega per approdare a Imola?
«Siamo particolarmente felici di questa collaborazione che parte con il sabato sera e proponiamo anche ai vostri lettori di abbonarsi al giornale Piazza Grande. Per sentire qualche punto di vista diverso, qualche voce fuori dal coro». (p.b.)

L”intervista completa è su «sabato sera» dell”11 aprile

Il mensile bolognese “Piazza Grande' è tornato e sarà distribuito anche a Imola presso la redazione di «sabato sera»
Cultura e Spettacoli 15 Aprile 2019

Trilok Gurtu protagonista di Crossroads con le sue tablas e le percussioni

La diciassettesima edizione di «Imola Crossroads», la rassegna inserita nel qualificato festival regionale «Crossroads. Jazz e altro in Emilia Romagna», presenterà quest’anno due importanti appuntamenti, in programma al teatro Stignani. Mercoledì 17 aprile avremo la Trilok Gurtu Band, mentre venerdì 26 aprile ci sarà uno degli appuntamenti più attesi di Crossroads, il progetto «Pensieri e Parole», un omaggio jazz a Lucio Battisti proposto da una all stars del jazz italiano che vede coinvolti la pianista Rita Marcotulli, Fabrizio Bosso alla tromba, Javier Girotto ai sassofoni, Furio Di Castri al contrabbasso, Mattia Barbieri alla batteria e il grande Peppe Servillo alla voce. L’iniziativa è promossa dall’assessorato alla Cultura del Comune di Imola e organizzata da Jazz Network in collaborazione con il Combo Jazz Club: la sindaca Manuela Sangiorgi, durante la presentazione alla stampa, ha rivendicato l’importanza della manifestazione nel palinsesto culturale musicale cittadino invitando  «cittadinanza e appassionati di musica a non perdere l’opportunità di partecipare a questa bella festa dedicata al jazz, patrimonio dell’umanità e forma d’arte tra le più creative, in una location intima e suggestiva come lo Stignani».

Ad aprire Imola Crossroads, come detto, sarà il grande percussionista indiano Trilok Gurtu con relativa band che a Imola, sempre presentato dal Combo Jazz Club, si è già esibito in tre occasioni: nel 1989 al Cap Creus per la rassegna «Concerto Jazz» sia con il gruppo degli Oregon che nella formazione del grande chitarrista John McLaughlin, e nel 2003 al Crossover Jazz Festival in Rocca.Nato a Bombay nel 1951, figlio d’arte (sua madre Shoba è una delle più famose cantanti di thumri, uno degli stili della musica classica indiana), Gurtu inizia la sua carriera giovanissimo in India come suonatore di tablas (una coppia di tamburi della tradizione indiana, di differente forma e misura, Ndr),  per poi approdare al jazz appena ventenne. Perfettamente a suo agio con tablas, percussioni e batteria (per cui ha elaborato un personalissimo set), che suona con virtuosa maestria e creatività, negli anni ’70 si trasferisce prima in Europa, vivendo anche in Italia tra Firenze, Pistoia e Milano, e successivamente a New York nel 1976.  Risalgono a quegli anni le collaborazioni con Charlie Mariano, Don Cherry, Archie Sheep e Lee Konitz. Alla scomparsa del percussionista Collin Walcott, suo amico, lo sostituisce nel celebre gruppo degli Oregon; proprio con questo gruppo statunitense Gurtu farà conoscere il suo personalissimo stile etno jazz e si guadagnerà la fama internazionale che ancora oggi lo accompagna. Nella sua gratificante carriera non vanno dimenticate ad esempio le collaborazioni con John Mc Laughlin in trio, con Joe Zawinul, Jan Garbarek e Pat Metheny. A titolo di curiosità si può ricordare inoltre che in Italia ha suonato in tour con Pino Daniele nel 1984, e con Ivano Fossati nel cd Lindberg. Da diversi anni, si è dedicato alla carriera solistica prima con la sua formazione dei Crazy Saints e poi con altri progetti lavorando, sempre più convinto, alla ricerca di un «suono globale», dove coesistano jazz e afro, elettronica e tradizione indiana, sonorità senza confini né di genere né di aree geografiche.  La formazione che lo accompagnerà in questo tour è composta oltre che da Trilok alle percussioni e alla voce, da Frederik Koster alla tromba, da Tulug Tirpan al pianoforte e alle tastiere e da Jonathan Ihlenfeld Cunado al basso. (f.r.)

I concerti  inizieranno  alle ore 21.15. Biglietto: 20 euro intero, 16 ridotto. Informazioni: 0542/602600 e 0544/405666.

Nella foto, di Barka Fabianova (tratta dal sito di Crossroads), Trilok Gurtu alle percussioni

Trilok Gurtu protagonista di Crossroads con le sue tablas e le percussioni
Cultura e Spettacoli 14 Aprile 2019

Silvia Donati a Dozza per un progetto dedicato a Nina Simone e Billie Holiday

Secondo appuntamento domenica 14 aprile a Dozza con The Jazz Identity inserito nel cartellone del festival regionale «Crossroads. Jazz e altro in Emilia Romagna» e dedicato quest’anno all’universo musicale femminile. Sul palco del teatro Comunale, si esibirà il trio della vocalist Silvia Donati  che presenterà il progetto D’amore e d’orgoglio dedicato a Billie Holiday e Nina Simone: un tributo rispettoso e coinvolgente, in particolare a queste due grandissime interpreti della musica afroamericana, due artiste dalle vite intense e travagliate che hanno profondamente rivendicato l’orgoglio di essere donne e afroamericane negli Stati Uniti in anni in cui i diritti sociali e civili dei neri erano calpestati e non riconosciuti. Un tributo impegnativo che la Donati affronta con una maturità e una personalità da grande interprete.

Silvia Donati, bolognese, è attiva sulle scene nazionali da diversi anni alternando il suo impegno tra musica d’autore, jazz e musica brasiliana. Sul versante della musica d’autore la ricordiamo come vocalist del noto gruppo femminile delle Siluet con il quale nel ’97 ha vinto il premio «Città di Recanati»; su quello  jazzistico ha  affiancato diversi musicisti come Pietro Tonolo, Ares Tavolazzi, Jimmi Villotti, Sandro Gibellini, Carlo Atti,  Renato Chicco e il pianista Marcello Tonolo con il quale ha condiviso il Quintetto-Progetto «Music on Poetry» realizzando due interessanti cd,  Days e Seed Journey, con composizioni originali ispirate ed elaborate da poeti come Philip Larkin e Gregory Corso, e ancora lo «Stand Hard 3io», e l’originale «Ja Vigiu Plamja». Infine per quanto riguarda la musica brasiliana, suo grande amore, ha collaborato con personaggi come Nicola Stilo e Toninho Horta come cantante e autrice dei testi nel cd Vida Vida.

Al suo fianco a Dozza troviamo la giovane talentuosa chitarrista toscana Francesca Fattori che sta iniziando meritatamente a farsi notare nella nuova scena jazz nazionale. Infine la bassista Camilla Missio, già compagna di strada della Donati con Le Siluet, che è una delle migliori bassiste italiane e vanta una carriera ricca di collaborazioni tra musica e teatro al fianco di personaggi come Andrea Mingardi, Massimo Ranieri, Paola Turci, Mirco Menna, Stefano Benni, Gemelli Ruggeri, Bob Messini, Neri Marcorè, Malandrino e Veronica, Franz Campi solo per citarne alcuni. (f.r.)

Il teatro Comunale è in via XX Settembre 51, i concerti inizieranno alle ore 21. Per informazioni e prenotazioni: 0544/405666 (da lunedì a venerdì ore 9-13). La biglietteria serale del teatro sarà attiva dalle ore 20 al 338/2273423.

Nella foto, di Mirko Silvestrini (tratta dal sito di Crossroads), Silvia Donati

Silvia Donati a Dozza per un progetto dedicato a Nina Simone e Billie Holiday
Cultura e Spettacoli 14 Aprile 2019

Coro e orchestra per il Requiem di Mozart, ultimo appuntamento con Erf#StignaniMusica

Sarà l’imponente interpretazione del Requiem in re minore K 626 di Mozart a cura del Münchener Bach-Chor a chiudere, martedì 16 aprile alle 21, la stagione di Erf#StignaniMusica. Il Requiem di Mozart è circondato da un’aura leggendaria: fu lasciato incompiuto dal genio austriaco, morto quando doveva ancora scrivere gli ultimi brani. Grazie ai suoi appunti, il lavoro venne completato dal suo allievo Franz Xaver Süssmayr, e il Requiem fu eseguito al funerale dello stesso Mozart. «La leggenda della nascita del Requiem, raccolta da Stendhal – si legge nelle note stampa al concerto -, narra di un misterioso committente presentatosi alla porta di Mozart con una maschera, il denaro necessario e una data di scadenza molto vicina. Impossibile non pensare a una personificazione della morte – o del futuro destino beethoviano che bussa alla porta, presentatosi proprio durante la malattia che porterà Mozart allo stremo – ma la realtà fu probabilmente meno poetica. Nonostante questo, di tutti i segreti, di tutto il frenetico bisogno di soldi di Amadeus, rimase la bellezza solenne e sconvolgente di quest’ultima opera, la cui fama si propagò anche sulle ali della leggendaria maledizione».

Ad eseguirlo a Imola sarà il Münchener Bach-Chor, un’istituzione della musica classica internazionale, fondato nel 1954 da Karl Richter, a cui si sono succeduti vari direttori. Hansjörg Albrecht è diventato il nuovo direttore artistico all’inizio della stagione 2005/06 e, sotto la sua guida, il coro ha ottenuto un nuovo profilo artistico e una qualità sonora trasparente, che è stata ripetutamente enfatizzata dalla critica. Vivaci interpretazioni di Bach, ispirate alla pratica dell’interpretazione storica stanno al centro del suo lavoro. I solisti saranno il soprano Arianna Vendittelli, tra le migliori della sua generazione, che si è già esibita nelle più importanti sale da concerto del mondo, Victoria Yarovaya, giovane mezzosoprano russa vincitrice di numerosi concorsi con all’attivo collaborazioni prestigiose con i più grandi direttori d’orchestra, il tenore Manuel Amati, che studia canto lirico da quando aveva tredici anni e si è già esibito nei più importanti ruoli dell’opera italiana, il basso Gabriele Sagona, che può vantare una preparazione finissima con i migliori maestri e una consolidata esperienza nei migliori teatri europei.

La parte musicale del concerto imolese sarà eseguita dalla Young Musicians European Orchestra, attiva da anni nel panorama internazionale, rifondata in continuazione dal proprio direttore Paolo Olmi e dai membri «senior»: l’età media degli orchestrali si mantiene sui ventitré anni e l’organico varia dai venti ai cento elementi, a seconda del repertorio eseguito. Vi prendono parte giovani musicisti di tutte le nazionalità. (r.c.)

Biglietto da 25 a 15 euro, ridotto da 21 a 12, biglietto a 1 euro per gli studenti imolesi di ogni ordine e grado e per gli allievi della Scuola di Musica Vassura Baroncini. Informazioni allo  0542/25747 (Erf).

Nella foto il Munchener Bach-Chor

Coro e orchestra per il Requiem di Mozart, ultimo appuntamento con Erf#StignaniMusica

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