Posts by tag: accademia

Cronaca 22 Settembre 2021

Il sindaco di Imola Marco Panieri: «F1, campus all’Osservanza e Accademia, vi dico tutto»

Il sindaco di Imola Marco Panieri traccia i prossimi anni di mandato, tra rigenerazione diffusa della città e partecipazione. Tra gli argomenti toccati anche i lavori per lo studentato dell’Università e per l’Accademia pianistica ed il ritorno della F1 in riva al Santerno. «Stiamo lavorando per mantenere la gara in calendario per un triennio. Il 2022 vedrà la partenza dei cantieri dell’Osservanza. Per questo mandato il tema dell’università è fondamentale, entro la primavera vedremo partire i cantieri del campus».

L’intervista su «sabato sera» del 23 settembre.

Nella foto: il sindaco di Imola, Marco Panieri

Il sindaco di Imola Marco Panieri: «F1, campus all’Osservanza e Accademia, vi dico tutto»
Cultura e Spettacoli 26 Luglio 2021

Summer Festival dell’Accademia, parla Angela Maria Gidaro: «Da Morricone a Muti, è l’anno dell’entusiasmo»

Il pianoforte, lo strumento che ha reso la fondazione Accademia internazionale di Imola «Incontri con il maestro» celebre in tutto il mondo, sarà protagonista nei prossimi appuntamenti concertistici della decima edizione dell’Imola Summer Music Academy and Festival, che aspetta di accogliere il maestro Riccardo Muti il 1° settembre. «Veniamo da un periodo difficile, quindi anche già la sola organizzazione di un evento del genere è stata piuttosto complessa – commenta Angela Maria Gidaro, sovrintendente della fondazione -. Ma è saltata fuori una manifestazione ancor più grande, sia per numeri che per qualità, rispetto a quanto ci eravamo dati come obiettivo. C’è moltissimo entusiasmo».

Fra i prossimi eventi, l’omaggio a Ennio Morricone e il concerto di Riccardo Muti.

«Il concerto Ricordando Ennio Morricone è organizzato in rete con il festival Da Back a Bartok. Sono alcuni anni che i due festival, in modo virtuoso, hanno deciso di mettersi in rete e ogni anno in calendario ospitiamo concerti organizzati da loro. E a conclusione del festival spicca il concerto diretto dal maestro Muti. Il fatto che il maestro Muti abbia accettato di chiudere gli eventi estivi dell’Accademia è un segnale di vicinanza e quindi di stima nei confronti della nostra istituzione, di al- tissima formazione musicale prima che di spettacolo e di concerti». (lu.ba.)

L’intervista su «sabato sera» del 22 luglio.

Nella foto: Angela Maria Gidaro

Summer Festival dell’Accademia, parla Angela Maria Gidaro: «Da Morricone a Muti, è l’anno dell’entusiasmo»
Cronaca 21 Luglio 2021

Accademia italiana di cucina, Antonio Gaddoni nominato delegato imolese per il prossimo triennio e consultore nazionale

L’Accademia italiana di cucina ha nominato l’imolese Antonio Gaddoni delegato della delegazione di Imola per il triennio 2021/24, oltre ad eleggerlo consultore nazionale.

Questo dimostra, ancora una volta, lo sguardo che l’Accademia rivolge alla zona imolese e alle sue tipicità, i cui ingredienti siano ben tracciabili e protagonisti delle ricette, promuovendo piatti come i cappelletti imolesi, i garganelli in tre versioni e la vera torta. (c.gam.)

Nella foto: Antonio Gaddoni 

Accademia italiana di cucina, Antonio Gaddoni nominato delegato imolese per il prossimo triennio e consultore nazionale
Cultura e Spettacoli 24 Dicembre 2020

Sono 251 gli allievi del nuovo anno accademico della Fondazione Accademia Internazionale di Imola «Incontri con il Maestro»

Sono complessivamente 251, contro i 230 dello scorso anno, gli allievi frequentanti il nuovo anno accademico della Fondazione Accademia Internazionale di Imola «Incontri con il Maestro». È positivo il bilancio 2020 della Fondazione Accademia, il cui nuovo anno accademico ha avuto inizio in novembre, a seguito degli esami di ammissione svolti nel trimestre settembre/novembre 2020. Sale anche il numero degli allievi che hanno scelto i percorsi di laurea: degli 80 potenziali iscrivibili ai percorsi universitari, 42 sono gli allievi immatricolati, dato raddoppiato rispetto a quello dello scorso anno. «La mission della Fondazione si articola in un progetto culturale che abbraccia la musica classica – fanno sapere dalla Fondazione Accademia con un comunicato stampa -, applicando a tutti gli indirizzi il ‘modello didattico’ innovativo introdotto da Franco Scala per il pianoforte, e potenziando la qualità di tutti gli strumenti – già avviati da anni – a cominciare dalla nomina dei direttori, scelti per chiara fama e chiamati a vigilare sulle linee guida della Fondazione. Il nuovo assetto della Fondazione, oggi articolata in otto Accademie, tante quanti gli indirizzi di laurea, ha preso il via proprio in questo nuovo anno accademico, impegnando fin da subito direttori e docenti nella severa selezione dei talenti agli esami di ammissione. A settembre la Fondazione ha aperto il ciclo degli esami con l’Accademia pianistica diretta dal fondatore Maestro Franco Scala, per poi proseguire con tutte le altre discipline: il Flauto diretto da Andrea Manco, il Violino diretto da Boris Belkin, il Violoncello diretto da Enrico Bronzi, la Viola diretta da Antonello Farulli, la Chitarra diretta da Giovanni Puddu, la Composizione diretta da Marco Di Bari, la Musica da camera diretta da Marco Zuccarini».

Obiettivo dell’Accademia è da sempre la valorizzazione dei giovani, del loro talento e della loro realizzazione professionale. «Con questo nuovo assetto, la Fondazione consolida e garantisce la capacità di attrarre risorse nel territorio, sia in termini artistici e di offerta culturale, sia in termini economici, tanto per i finanziamenti a sostegno della Fondazione tanto per l’indotto a beneficio del territorio generato dalla sua attività», si legge nel comunicato.  Al fine di garantire continuità e sviluppo nel lungo termine delle attività, l’Accademia si è recentemente trasformata in Fondazione. È retta da un consiglio di amministrazione presieduto da Corrado Passera, e composto da Davide Fiumi (vice presidente), Guido Carlo Alleva, Antonio Belloni e Veronica Marzotto. Le disposizioni del Cda sono messe in esecuzione dal sovrintendente Angela Maria Gidaro che si occupa della gestione generale.

Franco Scala, oltre ad essere il direttore dell’Accademia Pianistica, è coordinatore didattico ed armonizza le attività dei diversi indirizzi musicali, mentre il coordinatore culturale Stefano Fiuzzi coadiuva l”istituzione nei progetti di sviluppo internazionale e nella salvaguardia dei valori e delle linee guida. «Per quanto concerne la riorganizzazione dell’attività didattica a causa delle restrizioni da Covid – informano dall’Accademia sempre nel comunicato stampa -, la Fondazione ha proceduto con gli aggiornamenti periodici del protocollo anti-contagio secondo le linee guida dei Dpcm e in comunicazione con il Comitato Universitario Regionale. Allo stato attuale l’attività si svolge per il 30% in presenza e per il restante in modalità online. La Fondazione ha provveduto anche all’acquisizione di una piattaforma dedicata per le lezioni musicali online, proprio in questi giorni in fase di test». (r.c.)

Nella foto: un’immagine notturna dell’ingresso della sede dell’Accademia nella Rocca sforzesca di Imola

Sono 251 gli allievi del nuovo anno accademico della Fondazione Accademia Internazionale di Imola «Incontri con il Maestro»
Cultura e Spettacoli 29 Settembre 2020

È nata Famit, la Federazione per l’Accademia Internazionale di Imola

L’Accademia Musicale Chigiana, l’Accademia Internazionale «Incontri col Maestro» di Imola e la Scuola di Musica di Fiesole insieme per costruire nuovi progetti dedicati all’alta formazione musicale, all’arte e allo spettacolo. È stata presentata il 18 settembre a Roma, presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati a Palazzo Montecitorio, la Famit – Federazione Accademie Musicali Italiane di Tradizione, un nuovo soggetto nato alcuni mesi fa dalla sinergia delle tre accademie italiane leader nell’alta formazione musicale.

Un network di competenze, professionalità e infrastrutture, sia fisiche che tecnologiche, che ha tra i suoi compiti principali di sviluppare quell’azione di sistema in grado di consentire alle tre istituzioni partecipanti di innalzare ulteriormente il livello qualitativo dell’offerta formativa e di perfezionamento, oltre che della produzione musicale, attrarre un numero crescente di allievi e di talenti italiani e stranieri, incrementare il numero e la qualità dei corsi e delle attività formative in generale (anche del pubblico, dei giovani, della cittadinanza, ecc.) e di sviluppare e consolidare un’offerta formativa e culturale distribuita su tutto l’anno; condividere specifici programmi, progetti o iniziative comuni. «La nascita della Famit, la Federazione tra le tre Accademie simbolo dell’eccellenza musicale italiana nel mondo – dichiara Corrado Passera, presidente dell’Accademia Internazionale di Imola – è una dimostrazione di quello che una classe dirigente matura e all’altezza dei tempi deve riuscire a porre in essere. Le tre istituzioni sono, difatti, pre-federate da una visione che pone al centro delle proprie riflessioni e dei propri specifici programmi di intervento sulla realtà dell’Altissima Formazione Musicale la vocazione europea, come ponte di dialogo verso il resto del mondo». (r.c.)

L’articolo completo su «sabato sera» del 24 settembre.

Nella foto: Angela Maria Gidaro, sovrintendente dell’Accademia di Imola

È nata Famit, la Federazione per l’Accademia Internazionale di Imola
Cultura e Spettacoli 23 Settembre 2020

Accademia pianistica, Il progetto di Franco Scala: «Riscriviamo a Imola la didattica musicale»

«Siamo arrivati ad un livello alto come neanche io credevo avremmo mai raggiunto». Il maestro Franco Scala in testa ha chiare molte cose, compresa quella di essere a volte spigoloso mentre caparbiamente porta avanti i progetti legati alla sua creatura, l’Accademia pianistica. Da quando vide la luce, nel 1989, ad oggi l’Accademia Incontri col maestro è cresciuta fino ad essere equiparata ad una università dove formare e laureare allievi e professionisti della musica. «Dopo tanti anni l’Accademia si è trasformata in una Università, l’università di Imola». Il dialogo con Scala non è fatto per sfogliare pagine ingiallite, ma per trovare nelle istantanee della storia le ragioni per essere ancora un punto di riferimento per la città. Questo lo spirito di una persona che ha voluto fare l’Accademia perché «non mi convinceva l’esperienza dei conservatori (lui insegnava a Pesaro, Ndr.) e iniziai a fare qualcosa di diverso. Gli incontri col maestro che facevo in casa mia rappresentavano una rottura della didattica tradizionale perché mettevano l’allievo al centro dell’attenzione».

Per Scala è un comandamento sacro. Lo risentiremo.Una sintesi del pensiero della didattica come la vede Scala che fu sperimentata negli anni Ottanta e che «dopo dieci anni di incontri a casa mia, chiesi all’allora sindaco di Imola Bruno Solaroli, un posto per ospitare un’accademia. Vedemmo alcune possibili sedi, ma io volevo la Rocca. Lui prima mi diede del matto, poi ci pensò e alla fine si convinse che quella pazzia aveva senso. Fece una grande battaglia per metterci in Rocca e nel 1989 la favola ebbe inizio. La cosa più bella è che allora c’erano gli imolesi attorno all’Accademia: oltre a Bruno Solaroli ci hanno sostenuto Franco Beccari, direttore della Cassa di Risparmio che ci diede la prima sponsorizzazione, Alberto Domenicali che veniva con me a caccia di fondi, Mario Giberti che lavorò tanto per sistemare sala Mariele Ventre a palazzo Monsignani, Marcello Grandi che ci fù vicino ancora prima di essere sindaco, la Fondazione Cassa di Risparmio di Imola, Amilcare Renzi, Raffaele Mazzanti, Edore Campagnoli e ne dimentico molti altri». (p.b.)

L’articolo completo su «sabato sera» del 17 settembre.

Nella foto: il maestro Franco Scala tiene in braccio un giovanissimo talento nell’edizione 2019 del Festival estivo che l’Accademia organizza a Imola

Accademia pianistica, Il progetto di Franco Scala: «Riscriviamo a Imola la didattica musicale»
Cultura e Spettacoli 16 Luglio 2019

I talenti del pianoforte in città per l'Imola Summer Piano Academy and Festival

«Un festival che è unico perché è anche una scuola dove il culto dell’eccellenza, della qualità e del rigore è mantenuto all’estremo. Pochi in Europa possono dire di essere coerenti con la qualità, l’internazionalità e il radicamento nel territorio come l’Accademia, che porta il nome di Imola in tutto il mondo». Così Corrado Passera, presidente dell’Accademia pianistica «Incontri col maestro» di Imola, introduce l’Imola Summer Piano Academy and Festival che l’ente di alta formazione e specializzazione musicale con sede alla Rocca organizza per l’ottava edizione, e che si terrà da oggi al 30 luglio.

Due settimane durante le quali duecento allievi provenienti da ventisei nazioni studieranno con ventisette docenti in lezioni individuali che pertanto portano le ore complessive di insegnamento a seicento. Se questo avviene durante il giorno, la sera gli stessi allievi, i docenti e ospiti di prestigio daranno vita a concerti al teatro dell’Osservanza (ingresso gratuito per tutti, fino ad esaurimento dei posti disponibili). Cina, Giappone, Australia, ma anche Kazakhistan, Malesia e Costa Rica sono solo alcuni dei Paesi da cui provengono i giovani talenti che parteciperanno al festival. Inoltre, arriveranno in città gli ottantaquattro orchestrali della Portland Metropolitan Youth Symphony Orchestra diretta da Raul Gomez.

E se tutti vogliono venire all’Accademia di Imola, la ragione sta nella qualità dimostrata in trent’anni di vita dall’Accademia: «Non ci sono nostri allievi che non lavorano – conferma Franco Scala, fondatore e direttore -: noi diamo le competenze per trovare un lavoro nel mondo della musica, grazie all’attenzione che poniamo al talento, degli allievi e degli insegnanti. Questo rimanendo sempre legati alla nostra città, tanto che il festival, ad esempio, è un’importante opportunità di indotto per Imola».

L’inaugurazione dei concerti dell’Imola Summer Piano Academy and Festival avverrà, come detto, questa sera alle 21.30 al teatro dell”Osservanza con il pianista Alessandro Taverna, allievo diplomato in Accademia, pluripremiato a livello internazionale ed oggi tra i concertisti più acclamati della sua generazione. Il 17 luglio alle 21.30 il Silent Wifi Concert® porta al Museo di San Domenico con il pianista Andrea Vizzini: il pubblico potrà ascoltare la musica dal vivo tramite cuffie wifi durante una visita ai musei di San Domenico.Il 18 luglio si esibirà il duo con Giovanni Puddu alla chitarra e Ksenia Mylas al violino, mentre il 19 toccherà al violinista Sebastian Czaja, accompagnato da Aleksander Kistowski al pianoforte per un concerto realizzato in collaborazione con il Music Festival & Master Class di Pila in Polonia. Dal 20 al 23 luglio sul palco del teatro dell’Osservanza si esibirà la Metropolitan Youth Symphony, orchestra giovanile statunitense di ottantaquattro elementi, diretta da Raul Gomez. Il 20 con loro ci saranno i pianisti André Gallo e Igor Roma, il 21 i giovani talenti che studiano durante il giorno, il 22 la pianista Daisy Sun, il 23 il violinista Ted Walton. «Brilliant talents» in concerto anche il 24 e 26 luglio. Giovedì 25 si terrà «A saxophone journey», sabato 27 il concertista cinese Tan Xiaotan si esibirà in un recital al pianoforte con una scelta di Sonate di Beethoven, domenica 28 toccherà al Kelly Joyce Trio. Tranne quello del 17, tutti questi concerti si terranno alle 21.30 al teatro dell’Osservanza.

Lunedì 29 luglio alle 17 alla Rocca ci sarà la finale del Premio Città di Imola e del «Premio al talento Florence Daniel Marzotto» con partecipazione del pubblico alle votazioni. In palio un montepremi di 20.000 euro offerti da istituzioni, privati cittadini, e da Veronica e Dominique Marzotto in ricordo della contessa Florence. Alle 21.30 al teatro dell’Osservanza i Khorakhanè si esibiranno in un omaggio a De André. Martedì 30, infine, sempre alle 21.30 al teatro dell’Osservanza, si terrà la premiazione con il concerto dei vincitori.

Tutti i concerti sono ad ingresso gratuito fino ad esaurimento posti.

Nella foto, di Isolapress, Igor Roma e André Gallo al festival 2018 (i due pianisti si esibiranno anche quest’anno)

I talenti del pianoforte in città per l'Imola Summer Piano Academy and Festival
Cultura e Spettacoli 22 Aprile 2019

Boris Petrushansky chiude i concerti dell’Accademia con un'esibizione che dedica alla città

Sarà Boris Petrushansky a chiudere la rassegna di concerti 2018/2019 dell’Accademia pianistica di Imola, dedicata ai «Talenti e grandi interpreti». E visto il titolo, non poteva esserci artista migliore ad assumersi tale onere, ed onore. Martedì 23 aprile alle ore 20.30, nella sala Mariele Ventre di Palazzo Monsignani, lo storico docente dell’Accademia e pianista di fama internazionale eseguirà i Ventiquattro Preludi op.28 di Chopin e i Ventiquattro Preludi op.11 di Scriabin.

«Quest’anno ricorrono i trent’anni della mia amicizia col maestro Scala (fondatore e direttore dell’Accademia, Ndr) – ha detto Petrushansky -, era il febbraio dell’89 quando feci la mia prima master class nello studio di casa sua. Sono anche i cinquant’anni della mia attività concertistica e a giugno compirò settant’anni. Questo concerto del 23 aprile, in chiusura della stagione dei concerti 2018/2019 dell’Accademia, vuole essere un mio omaggio al senso di responsabilità che sento, quest’anno ancora di più, nei confronti della musica, davanti al mio carissimo amico Franco e ai miei colleghi, e per Imola dove ho vissuto per vent’anni. Dedico questo concerto quindi all’amicizia con Franco che mi ha formato come insegnante e alla città di Imola che mi ha arricchito con la sua vicinanza in tutti questi anni. Ogni concerto per me è sempre una trepidazione dell’anima, ma questo in particolare mi riempie di responsabilità ed emozione».

Nato a Mosca nel 1949, a otto anni Boris Petrushanky viene ammesso alla Scuola Centrale del Conservatorio di Mosca. Nel 1964 il quindicenne pianista incontra uno dei più grandi musicisti del tempo, Heinrich Neuhaus, e diventa il suo ultimo allievo. Nel 1969 tiene il suo il primo concerto a Klin, nella sala del Museo Tchaikovsky. Vince tre concorsi (Leeds, 1969; Monaco, 1970; Mosca; 1971) e poi il «Casagrande» di Terni nel 1975, a cui fa seguito una importante tournée di concerti. Docente al Conservatorio di Mosca dal 1975 al 1979, ha tenuto masterclass in tutto il mondo. Tra le orchestre con cui ha suonato, si possono ricordare l`Orchestra Sinfonica di Stato dell`Urss, la Filarmonica di Mosca, la Staatskapelle di Berlino, l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, l’Orchestra Filarmonica di Dresda, l’Orchestra da Camera della Comunità Europea. Ha collaborato con direttori d’orchestra come Janos Ferencik, Paavo Berglund, Anton Nanut, Lu Jia, Valeri Gergiev, Pavel Kogan, Vladimir Jurowsky. Insegna all’Accademia pianistica di Imola dal 1990. (r.c.)

Per accedere ai concerti (gratuiti) è necessario registrarsi e prenotarsi, ritirando la tessera. Informazioni allo 0542/30802.

Nella foto Boris Petrushansky

Boris Petrushansky chiude i concerti dell’Accademia con un'esibizione che dedica alla città
Cultura e Spettacoli 11 Marzo 2019

Mario Brunello ed Enrico Pace in concerto domani per l'Accademia

Riprende con due grandi artisti la stagione «Talenti e Grandi Interpreti» curata dall’Accademia pianistica di Imola: martedì 12 marzo alle ore 20.30, nella Sala Mariele Ventre di palazzo Monsignani a Imola, il violoncellista Mario Brunello si esibirà con il pianista Enrico Pace eseguendo la Sonata in mi minore op.38 di Johannes Brahms e la Sonata in fa maggiore op. 6 di Richard Strauss.

Mario Brunello nel 1986 è stato il primo artista italiano a vincere il Concorso Tchaikovsky di Mosca, vittoria che lo ha proiettato sulla scena internazionale: invitato dalle più prestigiose orchestre, dal 1994 si presenta anche nella doppia veste di direttore e solista. Attraverso un lavoro di ricerca si avvicina al pubblico con un’idea diversa e multiforme del far musica suonando il suo prezioso violoncello Maggini dei primi del Seicento appartenuto a Franco Rossi. Enrico Pace ha studiato con il maestro Franco Scala all’Accademia di Imola dove ora è docente. Nel 1989 ha vinto il Primo Premio al Concorso internazionale «Franz Liszt» di Utrecht e da allora si esibisce regolarmente sia come solista collaborando con numerose orchestre sinfoniche, che in formazione cameristica con violinisti del calibro di Frank Peter Zimmermann e Leonidas Kavakos.

Per accedere ai concerti (tutti gratuiti) è necessario registrarsi e prenotarsi, ritirando la tessera. Per maggiori informazioni: 0542/30802.

Nella foto il violoncellista Mario Brunello che si esibirà il 12 marzo con Enrico Pace

Mario Brunello ed Enrico Pace in concerto domani per l'Accademia

Franco Scala e i trent'anni di storia dell'Accademia pianistica

Era il 6 marzo 1989 quando, con un concerto di Vladimir Ashkenazy, inaugurò ufficialmente l’Accademia pianistica di Imola, che nasceva sulla scia dell’associazione «Incontri col maestro» che Franco Scala aveva fondato nel 1982 per tenere corsi, lezioni e attività concertistiche. Trent’anni dopo l’Accademia è diventata punto di riferimento del mondo pianistico a livello internazionale, si è allargata a comprendere anche altri insegnamenti (archi, flauto, musica da camera e perfino fortepiano) e ha ottenuto il riconoscimento dell’equipollenza a lauree triennali e magistrali per i suoi titoli accademici, che a Imola sarà annunciato ufficialmente venerdì 15 marzo dal ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Marco Bussetti: alle 17.30 al teatro Stignani il ministro terrà una dichiarazione in merito alle linee generali del riconoscimento, per un pomeriggio che vedrà anche i saluti della sindaca di Imola Manuela Sangiorgi e del presidente dell’Accademia Corrado Passera, nonché un concerto eseguito da alcuni degli allievi di maggior talento.

E talento è la parola chiave della storia dell’Accademia.

«Trent’anni fa, quando siamo partiti, sentivo che sarebbe successo qualcosa – conferma Franco Scala, fondatore e direttore dell’Accademia -. L’idea è stata semplice (si schermisce, Nda): permettere a un ragazzo di avere più insegnanti, anche in base alla propria crescita personale e artistica, e non solo uno che lo seguiva per dieci anni come al Conservatorio».

Quando ha sentito che questo «qualcosa» era davvero successo?

«Quando abbiamo cominciato a vincere premi. Ogni nazione ha un premio importante, che la identifica nel mondo della musica: in Italia c’è il Busoni, in Polonia il premio Chopin, negli Stati Uniti il Van Cliburn… Ebbene, i nostri allievi hanno vinto ottanta premi! Andavano e vincevano! La nostra forza è la qualità degli allievi: i nostri studenti hanno molto talento e nostro compito è salvare questo talento».

Il talento degli allievi è una faccia della medaglia, l’altra è il talento degli insegnanti.

«Quando incontri un talento, la natura ha già fatto tutto, tu devi solo aprirgli delle finestre. E devi sapere come farlo. Abbiamo insegnanti che sono le nostre colonne, come Leonid Margarius e Boris Petruschansky, e come lo era Lazar Bergman, che purtroppo è venuto a mancare. E poi abbiamo giovani insegnanti, ragazzi che si sono diplomati qui e che ora aiutano altri talenti nel loro percorso, come Enrico Pace, Ingrid Fliter e Roberto Giordano, ad esempio. In questo c’è anche un continuo adattamento, un avvicinarsi sempre più ai giovani perché non puoi importi su di loro, devi capire cosa vogliono e accompagnarli. Noi produciamo musica, e non abbiamo bisogno di comprarla. Abbiamo rapporti di stima e amicizia con i musicisti. I nostri ragazzi vanno a suonare in Russia, alla Carnegie Hall, in tutto il mondo… e ovviamente a Imola, dove mi piacerebbe che suonassero sempre di più perché noi produciamo e offriamo musica alla città. Ed è stimato che l’indotto che muove l’Accademia in città è di un milione di euro».

In trent’anni di storia, avete raggiunto successi e premi continui. Citiamo solo il Premio Presidente della Repubblica consegnatovi nel 2014 da Giorgio Napolitano per l’attività di eccellenza dell’Accademia pianistica di Imola, o l’esibizione tenuta nel 2009 davanti a Papa Benedetto XVI in Vaticano da Jin Ju (prima allieva, poi docente dell’Accademia). Di cosa è più soddisfatto?

«Della didattica. Dei nostri duecento allievi annuali. In particolare ricordo un episodio con estrema soddisfazione e affetto. Riguarda Roberto Cominati. Lo vedevo sempre qui in giro a lezione, poi un giorno l’ho incontrato e gli ho detto “A domani” per salutarlo. E lui mi ha risposto che no, non ci saremmo visti, perché lui andava via. Gli ho domandato come mai e mi ha risposto che non si trovava bene, non riusciva a “ingranare”. Gli ho chiesto di farmi un regalo e di suonare per me. Alla fine gli ho chiesto di rimanere in Accademia per tre mesi ancora: abbiamo lavorato tutta l’estate insieme, di giorno suonavamo e al tramonto annaffiavamo le piante! C’eravamo solo noi! Dopo di questo ha vinto il Premio Busoni! Ora suona, fa concerti in giro per il mondo… ed è anche pilota d’aerei!». (s.f.)

L”intervista completa a Franco Scala è sul numero di «sabato sera» in edicola da giovedì 7 marzo

Nella foto il direttore e fondatore dell’Accademia Franco Scala con la direttrice artistica Angela Maria Gidaro

Franco Scala e i trent'anni di storia dell'Accademia pianistica

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