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Cultura e Spettacoli 29 Settembre 2020

È nata Famit, la Federazione per l’Accademia Internazionale di Imola

L’Accademia Musicale Chigiana, l’Accademia Internazionale «Incontri col Maestro» di Imola e la Scuola di Musica di Fiesole insieme per costruire nuovi progetti dedicati all’alta formazione musicale, all’arte e allo spettacolo. È stata presentata il 18 settembre a Roma, presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati a Palazzo Montecitorio, la Famit – Federazione Accademie Musicali Italiane di Tradizione, un nuovo soggetto nato alcuni mesi fa dalla sinergia delle tre accademie italiane leader nell’alta formazione musicale.

Un network di competenze, professionalità e infrastrutture, sia fisiche che tecnologiche, che ha tra i suoi compiti principali di sviluppare quell’azione di sistema in grado di consentire alle tre istituzioni partecipanti di innalzare ulteriormente il livello qualitativo dell’offerta formativa e di perfezionamento, oltre che della produzione musicale, attrarre un numero crescente di allievi e di talenti italiani e stranieri, incrementare il numero e la qualità dei corsi e delle attività formative in generale (anche del pubblico, dei giovani, della cittadinanza, ecc.) e di sviluppare e consolidare un’offerta formativa e culturale distribuita su tutto l’anno; condividere specifici programmi, progetti o iniziative comuni. «La nascita della Famit, la Federazione tra le tre Accademie simbolo dell’eccellenza musicale italiana nel mondo – dichiara Corrado Passera, presidente dell’Accademia Internazionale di Imola – è una dimostrazione di quello che una classe dirigente matura e all’altezza dei tempi deve riuscire a porre in essere. Le tre istituzioni sono, difatti, pre-federate da una visione che pone al centro delle proprie riflessioni e dei propri specifici programmi di intervento sulla realtà dell’Altissima Formazione Musicale la vocazione europea, come ponte di dialogo verso il resto del mondo». (r.c.)

L’articolo completo su «sabato sera» del 24 settembre.

Nella foto: Angela Maria Gidaro, sovrintendente dell’Accademia di Imola

È nata Famit, la Federazione per l’Accademia Internazionale di Imola
Cultura e Spettacoli 23 Settembre 2020

Accademia pianistica, Il progetto di Franco Scala: «Riscriviamo a Imola la didattica musicale»

«Siamo arrivati ad un livello alto come neanche io credevo avremmo mai raggiunto». Il maestro Franco Scala in testa ha chiare molte cose, compresa quella di essere a volte spigoloso mentre caparbiamente porta avanti i progetti legati alla sua creatura, l’Accademia pianistica. Da quando vide la luce, nel 1989, ad oggi l’Accademia Incontri col maestro è cresciuta fino ad essere equiparata ad una università dove formare e laureare allievi e professionisti della musica. «Dopo tanti anni l’Accademia si è trasformata in una Università, l’università di Imola». Il dialogo con Scala non è fatto per sfogliare pagine ingiallite, ma per trovare nelle istantanee della storia le ragioni per essere ancora un punto di riferimento per la città. Questo lo spirito di una persona che ha voluto fare l’Accademia perché «non mi convinceva l’esperienza dei conservatori (lui insegnava a Pesaro, Ndr.) e iniziai a fare qualcosa di diverso. Gli incontri col maestro che facevo in casa mia rappresentavano una rottura della didattica tradizionale perché mettevano l’allievo al centro dell’attenzione».

Per Scala è un comandamento sacro. Lo risentiremo.Una sintesi del pensiero della didattica come la vede Scala che fu sperimentata negli anni Ottanta e che «dopo dieci anni di incontri a casa mia, chiesi all’allora sindaco di Imola Bruno Solaroli, un posto per ospitare un’accademia. Vedemmo alcune possibili sedi, ma io volevo la Rocca. Lui prima mi diede del matto, poi ci pensò e alla fine si convinse che quella pazzia aveva senso. Fece una grande battaglia per metterci in Rocca e nel 1989 la favola ebbe inizio. La cosa più bella è che allora c’erano gli imolesi attorno all’Accademia: oltre a Bruno Solaroli ci hanno sostenuto Franco Beccari, direttore della Cassa di Risparmio che ci diede la prima sponsorizzazione, Alberto Domenicali che veniva con me a caccia di fondi, Mario Giberti che lavorò tanto per sistemare sala Mariele Ventre a palazzo Monsignani, Marcello Grandi che ci fù vicino ancora prima di essere sindaco, la Fondazione Cassa di Risparmio di Imola, Amilcare Renzi, Raffaele Mazzanti, Edore Campagnoli e ne dimentico molti altri». (p.b.)

L’articolo completo su «sabato sera» del 17 settembre.

Nella foto: il maestro Franco Scala tiene in braccio un giovanissimo talento nell’edizione 2019 del Festival estivo che l’Accademia organizza a Imola

Accademia pianistica, Il progetto di Franco Scala: «Riscriviamo a Imola la didattica musicale»
Cultura e Spettacoli 16 Luglio 2019

I talenti del pianoforte in città per l'Imola Summer Piano Academy and Festival

«Un festival che è unico perché è anche una scuola dove il culto dell’eccellenza, della qualità e del rigore è mantenuto all’estremo. Pochi in Europa possono dire di essere coerenti con la qualità, l’internazionalità e il radicamento nel territorio come l’Accademia, che porta il nome di Imola in tutto il mondo». Così Corrado Passera, presidente dell’Accademia pianistica «Incontri col maestro» di Imola, introduce l’Imola Summer Piano Academy and Festival che l’ente di alta formazione e specializzazione musicale con sede alla Rocca organizza per l’ottava edizione, e che si terrà da oggi al 30 luglio.

Due settimane durante le quali duecento allievi provenienti da ventisei nazioni studieranno con ventisette docenti in lezioni individuali che pertanto portano le ore complessive di insegnamento a seicento. Se questo avviene durante il giorno, la sera gli stessi allievi, i docenti e ospiti di prestigio daranno vita a concerti al teatro dell’Osservanza (ingresso gratuito per tutti, fino ad esaurimento dei posti disponibili). Cina, Giappone, Australia, ma anche Kazakhistan, Malesia e Costa Rica sono solo alcuni dei Paesi da cui provengono i giovani talenti che parteciperanno al festival. Inoltre, arriveranno in città gli ottantaquattro orchestrali della Portland Metropolitan Youth Symphony Orchestra diretta da Raul Gomez.

E se tutti vogliono venire all’Accademia di Imola, la ragione sta nella qualità dimostrata in trent’anni di vita dall’Accademia: «Non ci sono nostri allievi che non lavorano – conferma Franco Scala, fondatore e direttore -: noi diamo le competenze per trovare un lavoro nel mondo della musica, grazie all’attenzione che poniamo al talento, degli allievi e degli insegnanti. Questo rimanendo sempre legati alla nostra città, tanto che il festival, ad esempio, è un’importante opportunità di indotto per Imola».

L’inaugurazione dei concerti dell’Imola Summer Piano Academy and Festival avverrà, come detto, questa sera alle 21.30 al teatro dell”Osservanza con il pianista Alessandro Taverna, allievo diplomato in Accademia, pluripremiato a livello internazionale ed oggi tra i concertisti più acclamati della sua generazione. Il 17 luglio alle 21.30 il Silent Wifi Concert® porta al Museo di San Domenico con il pianista Andrea Vizzini: il pubblico potrà ascoltare la musica dal vivo tramite cuffie wifi durante una visita ai musei di San Domenico.Il 18 luglio si esibirà il duo con Giovanni Puddu alla chitarra e Ksenia Mylas al violino, mentre il 19 toccherà al violinista Sebastian Czaja, accompagnato da Aleksander Kistowski al pianoforte per un concerto realizzato in collaborazione con il Music Festival & Master Class di Pila in Polonia. Dal 20 al 23 luglio sul palco del teatro dell’Osservanza si esibirà la Metropolitan Youth Symphony, orchestra giovanile statunitense di ottantaquattro elementi, diretta da Raul Gomez. Il 20 con loro ci saranno i pianisti André Gallo e Igor Roma, il 21 i giovani talenti che studiano durante il giorno, il 22 la pianista Daisy Sun, il 23 il violinista Ted Walton. «Brilliant talents» in concerto anche il 24 e 26 luglio. Giovedì 25 si terrà «A saxophone journey», sabato 27 il concertista cinese Tan Xiaotan si esibirà in un recital al pianoforte con una scelta di Sonate di Beethoven, domenica 28 toccherà al Kelly Joyce Trio. Tranne quello del 17, tutti questi concerti si terranno alle 21.30 al teatro dell’Osservanza.

Lunedì 29 luglio alle 17 alla Rocca ci sarà la finale del Premio Città di Imola e del «Premio al talento Florence Daniel Marzotto» con partecipazione del pubblico alle votazioni. In palio un montepremi di 20.000 euro offerti da istituzioni, privati cittadini, e da Veronica e Dominique Marzotto in ricordo della contessa Florence. Alle 21.30 al teatro dell’Osservanza i Khorakhanè si esibiranno in un omaggio a De André. Martedì 30, infine, sempre alle 21.30 al teatro dell’Osservanza, si terrà la premiazione con il concerto dei vincitori.

Tutti i concerti sono ad ingresso gratuito fino ad esaurimento posti.

Nella foto, di Isolapress, Igor Roma e André Gallo al festival 2018 (i due pianisti si esibiranno anche quest’anno)

I talenti del pianoforte in città per l'Imola Summer Piano Academy and Festival
Cultura e Spettacoli 22 Aprile 2019

Boris Petrushansky chiude i concerti dell’Accademia con un'esibizione che dedica alla città

Sarà Boris Petrushansky a chiudere la rassegna di concerti 2018/2019 dell’Accademia pianistica di Imola, dedicata ai «Talenti e grandi interpreti». E visto il titolo, non poteva esserci artista migliore ad assumersi tale onere, ed onore. Martedì 23 aprile alle ore 20.30, nella sala Mariele Ventre di Palazzo Monsignani, lo storico docente dell’Accademia e pianista di fama internazionale eseguirà i Ventiquattro Preludi op.28 di Chopin e i Ventiquattro Preludi op.11 di Scriabin.

«Quest’anno ricorrono i trent’anni della mia amicizia col maestro Scala (fondatore e direttore dell’Accademia, Ndr) – ha detto Petrushansky -, era il febbraio dell’89 quando feci la mia prima master class nello studio di casa sua. Sono anche i cinquant’anni della mia attività concertistica e a giugno compirò settant’anni. Questo concerto del 23 aprile, in chiusura della stagione dei concerti 2018/2019 dell’Accademia, vuole essere un mio omaggio al senso di responsabilità che sento, quest’anno ancora di più, nei confronti della musica, davanti al mio carissimo amico Franco e ai miei colleghi, e per Imola dove ho vissuto per vent’anni. Dedico questo concerto quindi all’amicizia con Franco che mi ha formato come insegnante e alla città di Imola che mi ha arricchito con la sua vicinanza in tutti questi anni. Ogni concerto per me è sempre una trepidazione dell’anima, ma questo in particolare mi riempie di responsabilità ed emozione».

Nato a Mosca nel 1949, a otto anni Boris Petrushanky viene ammesso alla Scuola Centrale del Conservatorio di Mosca. Nel 1964 il quindicenne pianista incontra uno dei più grandi musicisti del tempo, Heinrich Neuhaus, e diventa il suo ultimo allievo. Nel 1969 tiene il suo il primo concerto a Klin, nella sala del Museo Tchaikovsky. Vince tre concorsi (Leeds, 1969; Monaco, 1970; Mosca; 1971) e poi il «Casagrande» di Terni nel 1975, a cui fa seguito una importante tournée di concerti. Docente al Conservatorio di Mosca dal 1975 al 1979, ha tenuto masterclass in tutto il mondo. Tra le orchestre con cui ha suonato, si possono ricordare l`Orchestra Sinfonica di Stato dell`Urss, la Filarmonica di Mosca, la Staatskapelle di Berlino, l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, l’Orchestra Filarmonica di Dresda, l’Orchestra da Camera della Comunità Europea. Ha collaborato con direttori d’orchestra come Janos Ferencik, Paavo Berglund, Anton Nanut, Lu Jia, Valeri Gergiev, Pavel Kogan, Vladimir Jurowsky. Insegna all’Accademia pianistica di Imola dal 1990. (r.c.)

Per accedere ai concerti (gratuiti) è necessario registrarsi e prenotarsi, ritirando la tessera. Informazioni allo 0542/30802.

Nella foto Boris Petrushansky

Boris Petrushansky chiude i concerti dell’Accademia con un'esibizione che dedica alla città
Cultura e Spettacoli 11 Marzo 2019

Mario Brunello ed Enrico Pace in concerto domani per l'Accademia

Riprende con due grandi artisti la stagione «Talenti e Grandi Interpreti» curata dall’Accademia pianistica di Imola: martedì 12 marzo alle ore 20.30, nella Sala Mariele Ventre di palazzo Monsignani a Imola, il violoncellista Mario Brunello si esibirà con il pianista Enrico Pace eseguendo la Sonata in mi minore op.38 di Johannes Brahms e la Sonata in fa maggiore op. 6 di Richard Strauss.

Mario Brunello nel 1986 è stato il primo artista italiano a vincere il Concorso Tchaikovsky di Mosca, vittoria che lo ha proiettato sulla scena internazionale: invitato dalle più prestigiose orchestre, dal 1994 si presenta anche nella doppia veste di direttore e solista. Attraverso un lavoro di ricerca si avvicina al pubblico con un’idea diversa e multiforme del far musica suonando il suo prezioso violoncello Maggini dei primi del Seicento appartenuto a Franco Rossi. Enrico Pace ha studiato con il maestro Franco Scala all’Accademia di Imola dove ora è docente. Nel 1989 ha vinto il Primo Premio al Concorso internazionale «Franz Liszt» di Utrecht e da allora si esibisce regolarmente sia come solista collaborando con numerose orchestre sinfoniche, che in formazione cameristica con violinisti del calibro di Frank Peter Zimmermann e Leonidas Kavakos.

Per accedere ai concerti (tutti gratuiti) è necessario registrarsi e prenotarsi, ritirando la tessera. Per maggiori informazioni: 0542/30802.

Nella foto il violoncellista Mario Brunello che si esibirà il 12 marzo con Enrico Pace

Mario Brunello ed Enrico Pace in concerto domani per l'Accademia

Franco Scala e i trent'anni di storia dell'Accademia pianistica

Era il 6 marzo 1989 quando, con un concerto di Vladimir Ashkenazy, inaugurò ufficialmente l’Accademia pianistica di Imola, che nasceva sulla scia dell’associazione «Incontri col maestro» che Franco Scala aveva fondato nel 1982 per tenere corsi, lezioni e attività concertistiche. Trent’anni dopo l’Accademia è diventata punto di riferimento del mondo pianistico a livello internazionale, si è allargata a comprendere anche altri insegnamenti (archi, flauto, musica da camera e perfino fortepiano) e ha ottenuto il riconoscimento dell’equipollenza a lauree triennali e magistrali per i suoi titoli accademici, che a Imola sarà annunciato ufficialmente venerdì 15 marzo dal ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Marco Bussetti: alle 17.30 al teatro Stignani il ministro terrà una dichiarazione in merito alle linee generali del riconoscimento, per un pomeriggio che vedrà anche i saluti della sindaca di Imola Manuela Sangiorgi e del presidente dell’Accademia Corrado Passera, nonché un concerto eseguito da alcuni degli allievi di maggior talento.

E talento è la parola chiave della storia dell’Accademia.

«Trent’anni fa, quando siamo partiti, sentivo che sarebbe successo qualcosa – conferma Franco Scala, fondatore e direttore dell’Accademia -. L’idea è stata semplice (si schermisce, Nda): permettere a un ragazzo di avere più insegnanti, anche in base alla propria crescita personale e artistica, e non solo uno che lo seguiva per dieci anni come al Conservatorio».

Quando ha sentito che questo «qualcosa» era davvero successo?

«Quando abbiamo cominciato a vincere premi. Ogni nazione ha un premio importante, che la identifica nel mondo della musica: in Italia c’è il Busoni, in Polonia il premio Chopin, negli Stati Uniti il Van Cliburn… Ebbene, i nostri allievi hanno vinto ottanta premi! Andavano e vincevano! La nostra forza è la qualità degli allievi: i nostri studenti hanno molto talento e nostro compito è salvare questo talento».

Il talento degli allievi è una faccia della medaglia, l’altra è il talento degli insegnanti.

«Quando incontri un talento, la natura ha già fatto tutto, tu devi solo aprirgli delle finestre. E devi sapere come farlo. Abbiamo insegnanti che sono le nostre colonne, come Leonid Margarius e Boris Petruschansky, e come lo era Lazar Bergman, che purtroppo è venuto a mancare. E poi abbiamo giovani insegnanti, ragazzi che si sono diplomati qui e che ora aiutano altri talenti nel loro percorso, come Enrico Pace, Ingrid Fliter e Roberto Giordano, ad esempio. In questo c’è anche un continuo adattamento, un avvicinarsi sempre più ai giovani perché non puoi importi su di loro, devi capire cosa vogliono e accompagnarli. Noi produciamo musica, e non abbiamo bisogno di comprarla. Abbiamo rapporti di stima e amicizia con i musicisti. I nostri ragazzi vanno a suonare in Russia, alla Carnegie Hall, in tutto il mondo… e ovviamente a Imola, dove mi piacerebbe che suonassero sempre di più perché noi produciamo e offriamo musica alla città. Ed è stimato che l’indotto che muove l’Accademia in città è di un milione di euro».

In trent’anni di storia, avete raggiunto successi e premi continui. Citiamo solo il Premio Presidente della Repubblica consegnatovi nel 2014 da Giorgio Napolitano per l’attività di eccellenza dell’Accademia pianistica di Imola, o l’esibizione tenuta nel 2009 davanti a Papa Benedetto XVI in Vaticano da Jin Ju (prima allieva, poi docente dell’Accademia). Di cosa è più soddisfatto?

«Della didattica. Dei nostri duecento allievi annuali. In particolare ricordo un episodio con estrema soddisfazione e affetto. Riguarda Roberto Cominati. Lo vedevo sempre qui in giro a lezione, poi un giorno l’ho incontrato e gli ho detto “A domani” per salutarlo. E lui mi ha risposto che no, non ci saremmo visti, perché lui andava via. Gli ho domandato come mai e mi ha risposto che non si trovava bene, non riusciva a “ingranare”. Gli ho chiesto di farmi un regalo e di suonare per me. Alla fine gli ho chiesto di rimanere in Accademia per tre mesi ancora: abbiamo lavorato tutta l’estate insieme, di giorno suonavamo e al tramonto annaffiavamo le piante! C’eravamo solo noi! Dopo di questo ha vinto il Premio Busoni! Ora suona, fa concerti in giro per il mondo… ed è anche pilota d’aerei!». (s.f.)

L”intervista completa a Franco Scala è sul numero di «sabato sera» in edicola da giovedì 7 marzo

Nella foto il direttore e fondatore dell’Accademia Franco Scala con la direttrice artistica Angela Maria Gidaro

Franco Scala e i trent'anni di storia dell'Accademia pianistica
Cultura e Spettacoli 24 Febbraio 2019

Concerto di violino e piano a favore dei restauri al complesso dell'Osservanza

Un duo d’eccellenza composto dal violinista Oleksandr Semchuk e dal pianista Alessandro Tardino. Saranno loro ad esibirsi giovedì 28 febbraio alle ore 20 nella Sala polivalente–Media center dell’Autodromo Enzo e Dino Ferrari per un concerto a favore del Comitato RestaurOsservanza onlus, offerto dal Gruppo Isaf in collaborazione con l’Accademia pianistica internazionale e con il supporto dell’Autodromo «Enzo e Dino Ferrari», di MarsigliLab, Imola Assicurazioni, Allestimenti e Pubblicità. Il ricavato dell’evento sarà infatti devoluto a sostegno dei lavori i lavori di recupero del complesso conventuale dell’Osservanza di Imola (offerte interamente devolute al progetto Osservanza; informazioni al 347/4220305 o 334/7972978).

Semchuk e Tardino eseguiranno un programma che prevede l’esecuzione  della Sonata in la maggiore n 9, op. 47 di Beethoven, dell’Introduzione e Rondo capriccioso, op. 28 di Saint-Saëns e della Zingaresca, op. 20 di Sarasate.  

Nato nel 1987, Alessandro Tardino nel 2006 si è diplomato in pianoforte al Conservatorio di Frosinone con il massimo dei voti, lode e menzione d’onore e ha ricevuto dall’Associazione Concertistica Romana il premio Regione Lazio come migliore diplomato dell’anno. Si è perfezionato presso l’Accademia pianistica«Incontri col Maestro» di Imola dove, dal 2003, ha studiato con Franco Scala, Michelle Dalberto e Enrico Pace. Ha inoltre frequentato masterclass con Robert Levin, Joaquin Soriano, Vovka Ashkenazy, Zoltan Kocsis, Andrea Lucchesini, Oleg Marshev, Yang Jun e Roberto Cappello. Nel 2013 ha conseguito il diploma accademico. Ha suonato nell’ambito di festival come MiTo Settembre Musica e Maggio Musicale Fiorentino e tenuto recital in importanti sale tra cui il teatro Manzoni, il teatro Litta e la Galleria d’Arte Moderna di Milano, l’Accademia Filarmonica di Verona, il teatro Comunale e il teatro Olimpico di Vicenza, l’Accademia Filarmonica di Bologna, il Piccolo Teatro Comunale di Firenze. Svolge attività cameristica con il pianista Andrè Gallo e con i violinisti Stefano Delle Donne, Oleksandr Semchuk e Ksenia Milyavskaya. Nel 2012 ha vinto il concorso di musica da camera «Giulio Rospigliosi» in duo con Stefano Delle Donne e, come solista, il Concours International de Piano de Lyon. Da diversi anni collabora con il violinista Pierre Amoyal accompagnando i suoi allievi al corso estivo al Mozarteum di Salisburgo. Si è esibito inoltre nella veste di camerista nella Grosse Saal del Mozarteum all’interno del SalzburgerFestspiele.

Oleksandr Semchuk ha cominciato a studiare violino a quattro anni con il maestro Pylatiuk e a otto anni ha tenuto il suo primo concerto come solista con l’orchestra. Fra i suoi insegnanti vi sono violinisti e didatti di fama mondiale, quali Bohodar Kotorovych,  Yehudi Menuhin, Tibor Varga, Viktor Tretiakov e Alberto Lysy. Vincitore già giovanissimo di vari concorsi internazionali, ha collezionato il primo premio assoluto al prestigiosissimo «Youth Assembly of Art» di Mosca, al Mykola Lysenko International Competition in Ucraina e al Premio Città di Gubbio. Nel frattempo ha intrapreso una brillante carriera concertistica che l’ha visto esibirsi con successo in tutto il mondo, sia come solista sia in collaborazione con musicisti di fama internazionale. Ha suonato con la maggior parte delle orchestre dell’ ex-Unione Sovietica. Dal 2002 collabora stabilmente con il pianista Leonardo Zunica, con il quale ha affrontato le pagine più significative del repertorio cameristico, tra cui la prima esecuzione italiana della Fantasie per violino e pianoforte di Olivier Messiaen. È direttore artistico della Strings Concert Academy di San Marino. Semchuk risiede da alcuni anni in Italia, dove svolge anche un’intensa attività didattica: ha insegnato presso la Scuola di Musica di Fiesole e l’Accademia Musicale di Firenze e nel 2011 è stato invitato a coordinare il Dipartimento d’Archi dell’Accademia pianistica internazionale «Incontri col maestro» di Imola, presso la quale insegna tuttora.

La sua classe ad Imola conta trenta alunni provenienti da tutte le regioni d’Italia, molti dei quali si stanno distinguendo ed inserendo nell’organico delle orchestre giovanili italiane. Il Dipartimento d’Archi, che coinvolge una cinquantina di alunni ogni anno, è nato nell’Accademia quindici anni fa con la volontà di affiancare all’intensa attività didattica pianistica altrettanto qualificata attività per musica d’archi affinché i musicisti possano formarsi in modo completo anche per musica cameristica e d’orchestra. Nel Dipartimento d’Archi insegnano anche Ksenia Milas e Maurizio Sciarretta per il violino, Antonello Farulli per viola e quartetto d’archi e Orfeo Mandozzi per il violoncello. Recentemente due eccellenti giovani violinisti, Teo Gertler ed Edward Ted Walton, allievi del maestro Sciarretta, sono stati protagonisti del Ciclo dei concerti invernali dell’Accademia  riscuotendo grande successo di pubblico.

Nella foto il violinista Oleksandr Semchuk

Concerto di violino e piano a favore dei restauri al complesso dell'Osservanza
Cultura e Spettacoli 16 Febbraio 2019

La storia del Piccolo Coro dell'Antoniano in un docu-concerto che passa da «Zum zum zum» a «Volevo un gatto nero»

Un viaggio nelle più belle canzoni per bambini, ma non solo. Da Zum zum zum a Nella vecchia fattoria passando per Il caffè della Peppina e Volevo un gatto nero. A proporlo, domenica 17 febbraio alle 17 nella Sala Mariele Ventre di palazzo Monsignani 69 a Imola, è Testimonianze musicali che, in collaborazione con l”Accademia pianistica, porta sul palco un evento che si muoverà nella storia de Il Piccolo Coro dell”Antoniano di Bologna arrivando fino ai Vecchioni di Mariele, ossia gli ex bambini del Coro che si sono riuniti per ridar voce a quei brani storici. Zum zum zum zumando dal Piccolo Coro ai Vecchioni di Mariele – questo il titolo dell”evento – è un docu-concerto che approfondisce la storia del Piccolo Coro attraverso quattordici brani, intervallati da notizie storiche, brevi filmati inediti, interviste, foto, presentate da una voce registrata fuori campo. Il nome si collega alla famosa canzone, sigla di Canzonissima cui partecipò anche il Piccolo Coro (di cui alcuni coristi fanno ora parte dei Vecchioni di Mariele) e che sarà la sigla iniziale.

Il Piccolo Coro dell”Antoniano rappresenta più di cinquantacinque anni di storia musicale internazionale dell”infanzia. Nasce all”Antoniano di Bologna, fondato nel 1954 da Padre Ernesto Caroli, e viene costituito alla fine del 1963 da Mariele Ventre e Padre Berardo Rossi, diretto da Mariele fino alla sua scomparsa e affidato dal 1995 a Sabrina Simoni. Lo Zecchino d”Oro, inventato da Cino Tortorella, è il marchio di fabbrica del Piccolo Coro ma il suo repertorio è poliedrico e comprende sigle, folklore, brani di bravura, canti religiosi e altro ancora. Il nome Vecchioni è quello che Mariele dava ai bambini appena uscivano dal coro quindi gli stessi canterini di allora, riunendosi, hanno scelto di chiamarsi Vecchioni di Mariele.

Come detto, l”evento è organizzato anche dall”Accademia pianistica «Incontri col maestro» di Imola: «Il ringraziamento alle sorelle Ventre da parte dell’Accademia è duplice – si legge nel comunicato stampa dell”evento -: il notaio Maria Antonietta Ventre, che è stata negli anni Duemila membro del Consiglio di amministrazione dell’Accademia per diverso tempo, ha portato il suo contributo anche professionale in un momento importante di sviluppo dell’istituzione, e la sorella Maria Rachele “Mariele” Ventre, alla quale è dedicata la sala di palazzo Monsignani, ha fatto tanto per la storia musicale dell’infanzia. L’Accademia è quindi legata affettivamente alla famiglia Ventre, in un’unione supportata dalla grande stima reciproca che intercorre tra il notaio Maria Antonietta e il maestro Franco Scala. Per questo l’Accademia ospita con gioia questo importante evento dedicato a Mariele che, fondando Il Piccolo Coro dell’Antoniano e portandone avanti la direzione per tutta la sua vita, ha intrecciato la storia di quasi mille bambini».

L”ingresso è gratuito fino ad esaurimento posti.

Nella foto la copertina di un 45 giri degli anni settanta che nel lato B
contiene «Zum zum zum» cantata dal Piccolo Coro dell’Antoniano

La storia del Piccolo Coro dell'Antoniano in un docu-concerto che passa da «Zum zum zum» a «Volevo un gatto nero»
Cultura e Spettacoli 1 Agosto 2018

Premiati i giovani talenti dell'Imola Summer Piano Academy & Festival

Con la cerimonia del Premio Città di Imola si è chiuso lunedì sera l”Imola Summer Piano Academy & Festival organizzato dall”Accademia Pianistica di Imola. Diverse le categorie in gara. Quella dai 17 ai 25 anni è stata vinta dal cinese Zang Xiaolu (3.000 euro, “Premio Maestro Umberto Micheli e Lelia Magistrelli” donato da Francesco Micheli). Non è stato assegnato il primo premio della sezione tra i 13 ai 16 anni, e il secondo ex-aequo è stato conquistato da Hashinuma Ray e Ge Yili (1.000 euro ciascuno donati da Candida Bombardini). Il premio per la categoria dai 6 ai 12 anni ha visto al primo posto il cinese Yang Yutan (1.500 euro, “Premio Maestro Umberto Micheli e Lelia Magistrelli” donato da Francesco Micheli), mentre la giapponese di 10 anni Takeuchi Rei ha vinto il “Premio al talento Florence Marzotto” (5.000 euro donati da Veronica e Dominique Marzotto) che viene assegnato alla migliore promessa del concertismo che si è distinta nella settima edizione del festival.Prima della serata in teatro, una delegazione di cinquanta allievi del festival è stata ricevuta dalla sindaca di Imola, Manuela Sangiorgi, nella Sala del Consiglio Comunale.

Nella foto i giovani talenti sul palco del teatro dell”Osservanza

Premiati i giovani talenti dell'Imola Summer Piano Academy & Festival
Cultura e Spettacoli 22 Luglio 2018

Continua l'Imola Summer Piano con 202 giovani pianisti in città per lezioni e concerti

Belgio, Cina, Corea del Sud, Francia, Germania, Giappone, Israele, Italia (venti regioni), Lettonia, Macedonia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Russia, Singapore, Spagna, Svizzera, Taiwan. Sono i diciotto Paesi da cui provengono i duecentodue giovani pianisti che sono attualmente in città per l’Imola Summer Piano Academy & Festival organizzato dall’Accademia pianistica «Incontri col maestro». Due settimane di masterclass, lezioni e concerti che vedono la maggior parte degli studenti dedicarsi al pianoforte, anche se c’è chi predilige altri strumenti: se 110 studiano piano, 30 si dedicano agli archi (violino, viola e violoncello), 21 ai flauti, 9 alla chitarra, 8 al canto, 5 alla musica da camera, 10 alla direzione d’orchestra, e 9 all’analisi e composizione.

Oltre alla frequenza quotidiana di lezioni con 31 docenti dell’Accademia il festival, curato dalla scuola di formazione che ha in Franco Scala il suo fondatore e direttore e in Angela Maria Gidaro la sua direttrice artistica, ha in cartellone anche concerti serali ad ingresso gratuito (fino ad esaurimento posti) che si tengono al teatro dell’Osservanza alle 21.30.

Oggi, domenica 22 ci sarà un concerto a due pianoforti con André Gallo e Igor Roma, ex allievi e ora docenti dell’Accademia, mentre domani, lunedì 23, il palcoscenico sarà per i migliori talenti del festival.

Martedì 24 alle 18.30 alla Rocca si terrà una conferenza-concerto sull’«opera a chiave Kramerspiegel» di Richard Strauss con il pianista Marino Nahon e la soprano Joo Cho, mentre alle 21.30 all’Osservanza ci sarà un concerto di lirica e musica vocale da camera. Mercoledì 25, nella sala Mariele Ventre a palazzo Monsignani, si esibiranno il chitarrista Giuseppe Buscemi e il pianista Gianni Bicchierini, e il giorno dopo ci si sposta alla Scuola di musica Vassura Baroncini in via Fratelli Bandiera alle 18.30 con la violinista Slawomira Wilga e la pianista Marianna Tongiorgi, mentre si torna in teatro alle 21.30 con il pianista William Chen e i suoi giovani talenti. Venerdì 27 si esibiranno le pianiste Eleonora e Beatrice Dallagnese per i 130 anni della Croce Rossa, sabato 28 andrà in scena un concerto cameristico per archi con il primo violino della Royal Opera House di Londra Peter Manning e gli allievi del Dipartimento di archi dell’Accademia.

Domenica 29 e lunedì 30 l’attenzione sarà tutta sul Premio Città di Imola, assegnato agli allievi più talentuosi del festival: domenica alle 17 ci sarà la finale con partecipazione del pubblico alle votazioni, lunedì alle 21.30 la cerimonia con concerto e assegnazione del Premio (in palio un montepremi di 20mila euro offerti da istituzioni e privati cittadini, comprensivo del Premio al Talento «Florence Daniel Marzotto» donato da Veronica e Dominique Marzotto in ricordo della Contessa Florence, e dei premi dedicati al «M° Umberto Micheli e Lelia Magistrelli» messi a disposizione dal presidente dell’Accademia di Imola, Francesco Micheli).

Tutti gli appuntamenti sono ad ingresso libero e gratuito, fino ad esaurimento posti. Info: 0542/30802 o www.imolasummerpiano.com

Nella foto: Andrè Gallo, in concerto con Igor Roma questa sera, domenica 22 luglio

Continua l'Imola Summer Piano con 202 giovani pianisti in città per lezioni e concerti

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