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Cronaca 17 Luglio 2018

All'agriturismo Il Murello di Medicina è stato inaugurato il primo punto di ricarica per auto elettriche che coinvolge i privati

Prosegue il progetto dell’autostrada delle città solari, ovvero che collega idealmente le città che fanno parte del centro Comunità solari locali con una rete di servizi a sostegno della mobilità elettrica. In sostanza, dopo aver sensibilizzato cittadini e imprese sul tema delle energie rinnovabili, ora si sta cercando di ampliare la rete delle colonnine che consentono di ricaricare l’auto elettrica coinvolgendo non solo gli enti locali come è stato fatto finora, bensì anche i privati che hanno un’attività.

Di recente, infatti, presso l’agriturismo Il Murello di via Fiorentina a Medicina è stato inaugurato il primo Autogreen, un punto di ricarica (wall-box) per auto elettriche nato dalla collaborazione tra Energia Corrente (società di vendita di servizi energetici), centro Comunità solare locale (promotore e coordinatore di tutta la rete autostrade per le città solari, spinoff  dell’Università di Bologna) e Nrg4you (fornitore di colonnine e di pensiline fotovoltaiche). In pratica, i clienti che mangiano o pernottano all’agriturismo avranno la possibilità di «fare il pieno» alla propria auto elettrica. «All’agriturismo è stata installata una wall-box con potenza pari a 11 kW e, se consideriamo che mediamente restiamo seduti a mangiare almeno un paio d’ore,  un’auto con autonomia di 150 chilometri può ricaricare dal 40 al 60%, cioè circa 70-90 km – spiegano dal centro Comunità solari locali -. Ci sono poi auto elettriche che già in un paio di ore riescono ad effettuare una ricarica completa. In ogni caso, i cittadini, diventando automobilisti elettrici, devono imparare a ricaricare l’auto mentre sono in giro per fare la spesa, al lavoro, in palestra o a cena. Anche se si tratta di ricariche parziali non importa perché potranno terminare la carica in un’altra colonnina oppure a casa da una qualsiasi presa domestica».

Questa colonnina si va ad aggiungere a quelle realizzate dagli enti locali che fanno parte del centro Comunità solari locali. Per quanto ci riguarda da vicino, il Comune di Ozzano Emilia ne ha posizionata una in piazza Allende, mentre Medicina ne ha una nel parcheggio del centro commerciale Medicì e un’altra in piazza Garibaldi. Tutte, così come quella de Il Murello, consentono di ricaricare l’auto gratuitamente. «Il progetto degli Autogreen si rivolge ad agriturismi, negozi e commercianti, palestre, centri sportivi e a tutte le strutture che possono offrire un servizio – continuano dal centro -. Tra l’altro, una postazione di ricarica con potenza pari a 11 kW ad una presa ha un costo che non supera gli 800 euro. Per l’esercente, inoltre, il costo sostenuto per finanziare una ricarica da circa 12 chilowattora, necessari a percorrere 60-70 chilometri, è di poco superiore ai 2 euro».

I privati che attivano un Autogreen potranno dare ai propri clienti anche il kit del cittadino solare, ossia la possibilità di ottenere un check up energetico della propria casa e, di conseguenza, le linee guida per ridurre il costo delle bollette. Per informazioni si può contattare il centro Comunità solari locali al numero 051/0035777 oppure Energia Corrente al numero 0547/419980.

gi.gi. 

L”articolo completo su «sabato sera» del 12 luglio.

Nella foto: la colonnina di ricarica installata all”agriturismo Il Murello

All'agriturismo Il Murello di Medicina è stato inaugurato il primo punto di ricarica per auto elettriche che coinvolge i privati
Cronaca 7 Aprile 2018

La lunga storia del lino, dal tessuto fino al piatto. Appuntamento oggi alla Tenuta Nasano

Il lino, antichissima fibra tessile un tempo diffusa anche nelle nostre campagne, sarà protagonista della nuova iniziativa a tema organizzata dal gruppo «Arcord dla campagna» e dall’azienda agrituristica Gardi Bertoni – Tenuta Nasano, in via Rilone. Oggi la formula sarà simile a quella dello scorso anno, quando la regina, in campo e sulla tavola, è stata l’ortica.

Il programma in questo caso prevede, dalle ore 16.30, la ricerca di erbe spontanee in compagnia di Luciana Mazzotti, conoscitrice di tutti i segreti delle erbe di campo. A seguire, Mario Scalorbi esperto di tessitura al telaio, mostrerà le fasi di lavorazione del filato. Il pomeriggio proseguirà poi alle ore 19.30 con la cena a cura di Lea Gardi, che proporrà un menù a base di erbe di campo come cicerchia, ortica, borragine e lassana, con qualche tocco di semi di lino. «Il lino selvatico – racconta Luciana Mazzotti – cresce vicino ai corsi d’acqua. Le foglie sono strette e lanceolate, simili a quelle della pianta di santoreggia, mentre lo stelo di solito arriva a 30 o 40 centimetri. Si fa un po’ fatica a riconoscerlo. Molto più facile, invece, è distinguerlo quando fiorisce, perché è caratterizzato da bei fiorellini azzurri, a cinque petali».

Il lino può essere considerato la più antica tra le fibre tessili usate dall’uomo. Gli egizi lo consideravano simbolo di purezza e lo utilizzavano anche per ricavare le bende in cui avvolgevano le mummie. Nel Medioevo cominciarono a sostituire parte dell’uovo, allora usato nella composizione delle tempere, con l’olio di lino cotto, fatto decantare al sole, per rendere i colori più brillanti. L’acqua di lino veniva bevuta per mantenersi in buona salute, mentre i semi sono stati spesso usati come rimedi della nonna; l’olio di lino è consigliato come antinfiammatorio ed emolliente. «Il tessuto – spiega il medicinese Mario Scalorbi – si ricava dal fusto del “linum usitatissimum”. In agronomia questa pianta è considerata una coltura miglioratrice del terreno, perché dopo la raccolta lo lascia in ottime condizioni di sofficità e drenaggio. Il ciclo di crescita è breve, circa cento giorni. Si semina tra la metà di marzo e la metà di aprile. La fioritura avviene tra giugno e luglio e si raccoglie a fine luglio. Il tessuto di lino ha numerosi vantaggi perché ha un’elevata capacità di assorbire l’umidità e dà un notevole comfort, per questo è usato soprattutto per i capi estivi. E’ resistente più da bagnato che da asciutto; anche dopo frequenti lavaggi mantiene le sue qualità senza deformarsi». 

lo.mi.

L”articolo completo su «sabato sera» del 5 aprile.

Nella foto: Mario Scalorbi intento a tessere

La lunga storia del lino, dal tessuto fino al piatto. Appuntamento oggi alla Tenuta Nasano

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