Posts by tag: alessandra giovannini

Cronaca 7 Maggio 2019

«Rubrica salute», l'igiene delle mani è la prima misura contro le infezioni

«Lavarsi le mani è la regola più semplice per difendere la nostra salute». Affermazione che può apparire persino banale quella di Catia Bedosti, coordinatrice assistenziale area rischio clinico dell’Azienda Usl di Imola, ma forse non tanto scontata se l’Organizzazione mondiale della sanità ha dedicato proprio all’igiene delle mani una giornata, il 5 maggio. Giornata alla quale aderisce anche l’Ausl di Imola con una serie di iniziative di promozione all’interno dell’ospedale dedicate ai pazienti ma anche agli utenti. «Lavare le mani – spiega la Bedosti – serve ad allontanare dalla cute i germi patogeni che possono essere causa di malattia. Batteri e virus, infatti, si annidano facilmente tra le dita e sotto le unghie e se molti di questi non sono nocivi per la nostra salute, alcuni possono invece scatenare malattie più o meno gravi». Ecco allora, e solo per citarne alcune, infezioni intestinali e congiuntiviti. Ed ecco perché è necessario lavarsi le mani, soprattutto in certe circostanze. «Quando usciamo dalla toilette, quando tocchiamo degli alimenti o dopo aver utilizzato i mezzi pubblici», elenca la Bedosti.

Ma la lista potrebbe essere molto più lunga perché ogni giorno siamo esposti a rischi e contaminazione attraverso le mani. Sarebbe utile, infatti, lavarsi le mani dopo aver tossito, starnutito od essersi soffiati il naso, essere stati a contatto con gli animali, maneggiato denaro. Ma anche prima di mangiare, somministrare dei farmaci, medicare o toccare una ferita. Ma questo non basta perché è necessario seguire una corretta tecnica di lavaggio utilizzando sapone e acqua corrente, preferibilmente tiepida. «Un’attenzione particolare la dobbiamo dedicare alle superfici – precisa la Bedosti -, dunque ai palmi, al dorso e poi alle dita e allo spazio intorno alle unghie strofinando per almeno trenta secondi. Segue il risciacquo abbondante e un’asciugatura con carta usa e getta, un asciugamano personale pulito o un dispositivo ad aria calda». Quando ci laviamo nei bagni pubblici, poi, i rubinetti andrebbero chiusi con carta usa e getta. E’ egualmente importante anche non esagerare coi lavaggi per evitare di eliminare il manto protettivo che avvolge la pelle. E’ bene, quindi, applicare periodicamente una crema o lozione idratante per prevenire le irritazioni, in caso di detergenti troppo aggressivi o dopo lavaggi prolungati. I batteri, infatti, prolificano più facilmente sulla pelle secca e screpolata.

Altro elemento importante è il sapone che si utilizza. «Il detergente da preferire è quello privo di sostanze alcaline e con ph 5,5 – tiene a chiarire la Bedosti -. Ma meglio ancora sarebbe utilizzare prodotti liquidi erogati da un dispenser perché le saponette diventano terreno di coltura per i germi, specialmente se mantenute in un ambiente umido». Ricordiamoci, inoltre, che se riutilizziamo il dispenser è bene non rabboccarlo ma, terminato il sapone, procedere alla pulizia e poi riempirlo. Il sapone solido, invece, va risciacquato dopo l’uso e messo ad asciugare su una griglia. E se manca l’acqua? «Possiamo utilizzare le soluzioni a base alcoliche che si possono acquistare facilmente nei supermercati per igienizzare le mani a secco – risponde la Bedosti -. Dobbiamo ricordarci, però, che l’utilizzo di questi prodotti senza l’uso di acqua è indicato solo se le mani non sono visibilmente sporche perché l’alcool fissa le impurità e quindi si peggiora la situazione». Piccoli gesti per grandi effetti. (Alessandra Giovannini)

Nella foto: Catia Bedosti, coordinatrice assistenziale area rischio clinico dell”azienda Usl di Imola

«Rubrica salute», l'igiene delle mani è la prima misura contro le infezioni
Cronaca 29 Aprile 2019

«Rubrica salute», tanti buoni motivi per camminare un po’ tutti i giorni

E’ un’attività alla portata di tutti, non vi è persona sana che non possa praticarla, gratifica, aiuta a rimanere in forma, non costa niente e non richiede troppo tempo. «Camminare – dice Andrea Pizzoli, responsabile della Medicina dello sport dell’Ausl di Imola – è indispensabile per un corretto stile di vita perché la sedentarietà è un fattore di rischio che non va trascurato». Possiamo considerarlo uno strumento di prevenzione. «Praticare questa attività vuol dire rendere più efficiente l’apparato cardiocircolatorio, migliorare la respirazione e il metabolismo dei grassi e degli zuccheri, prevenire l’obesità, l’ipertensione arteriosa, rinforzare l’apparato osteomuscolare combattendo l’osteoporosi». Camminare, poi, allevia l’ansietà, la tensione e contribuisce a curare la depressione. Un beneficio che si ottiene perché l’attività fisica stimola il rilascio di endorfine, delle sostanze chimiche presenti nel cervello che riducono il dolore e ci fanno rilassare generando una sorta di benessere.

Ma quanto dovremmo camminare per avere dei risultati? E’ l’Oms, l’Organizzazione mondiale della sanità, a fornirci alcune indicazioni. Per rimanere in buona salute dovremmo fare un’attività fisica aerobica, che richiede quindi uno sforzo moderato per un periodo di tempo prolungato: per esempio, la marcia, la corsa di resistenza, il nuoto, andare in bicicletta, per almeno 30 minuti per 5 volte alla settimana o per 20-25 minuti 3 volte alla settimana se effettuata con intensità vigorosa. «La persona pigra, o meglio non attiva, dovrebbe fissarsi un obiettivo minimo di 150 minuti settimanali di attività moderata iniziando, magari, con 10 minuti continuativi al giorno. Tempi ai quali, dunque, possiamo arrivare per gradi personalizzando il nostro ritmo». Iniziare lentamente per poi aumentare l’andatura, la distanza, il tempo, l’intensità. «Sfruttiamo tutte le occasioni in cui possiamo fare del movimento. E’ importante capire che l’attività fisica non è sinonimo di sport ma comprende anche tutte quelle comuni azioni della vita quotidiana che comportano un dispendio energetico», tiene sottolineare Pizzoli.

Insomma, muoversi, camminare fa bene a tutti. «Non servono particolari controlli medici ma possiamo chiedere un consiglio o un parere al nostro medico di fiducia se soffriamo di qualche malattia particolare. Teniamo presente, infatti, che l’attività fisica costituisce una vera e propria terapia per molte patologie e può essere prescritta in questi casi come un farmaco».E comunque un’attenzione la dobbiamo avere anche se non abbiamo problemi. «Impariamo ad ascoltare il nostro corpo – esorta Pizzoli – e agiamo di conseguenza. Possiamo anche fare quello che viene definito il test della conversazione: cioè, se riusciamo a conversare agevolmente o con poca difficoltà quando il respiro comincia a farsi sentire». Camminare è un’attività fisica che fa bene pure ai bambini. «Anche così si può combattere l’obesità infantile e si impara fin da piccoli ad usare le scale invece dell’ascensore o a fare due passi, quando si può, invece di raggiungere la scuola in automobile».

Tante oggi le opportunità per camminare, anche in gruppo. Sono diverse, infatti, le associazioni e gli enti che promuovono e organizzano camminate, anche in città. «Certo sarebbe bene studiare percorsi in ambienti naturali e lontano dal traffico per evitare possibili incidenti e inquinamento». Importanti altri accorgimenti. «Vestirsi in modo adeguato e consono alla stagione, usare calzature adatte e quindi comode e magari sportive, non iniziare una camminata subito dopo un pasto abbondante, portarsi una bottiglietta d’acqua e fare qualche piccolo esercizio di allungamento muscolare e riscaldamento prima di iniziare il percorso». Molti fanno uso di bastoni, appositamente studiati, simili a quelli utilizzati nello sci di fondo. «La camminata nordica, il nordic walking, è un’attività che può dare ulteriori benefici di rafforzamento degli arti superiori, scarico della colonna vertebrale e coordinazione, ma per essere efficace deve essere utilizzata con la tecnica corretta». (Alessandra Giovannini)

Nella foto: Andrea Pizzoli, responsabile della Medicina dello Sport dell”Azienda Usl di Imola

«Rubrica salute», tanti buoni motivi per camminare un po’ tutti i giorni

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