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Cronaca 10 Gennaio 2019

Consulta per l'Ambiente di Imola, una dozzina di richieste di modifica al regolamento

«Ad oggi sono arrivate una dozzina di mail con richieste di modifica della bozza e osservazioni – aggiorna Longhi -. Nei prossimi giorni ridifeniremo il regolamento e valuteremo quali modifiche inserire. Poi, una volta a punto fisseremo le date per il passaggio in Commissione e in Consiglio comunale per l’approvazione, ma non ci siamo dati delle scadenze precise». L’assessore all’Ambiente, Andrea Longhi, aggiorna sul percorso per la costituzione della Consulta per l”Ambiente avviato un mese fa. 

Per il momento l’assessore non dettaglia oltre, aggiunge solo che «le osservazioni sono arrivate dalle associazioni e non da singoli cittadini». Su questa partita Longhi continua ad essere affiancato dal consigliere pentastellato Valerio Giovetti, che già aveva ricevuto l’incarico dalla sindaca. Cosa farà la nuova Consulta? Nella bozza si legge che ha come obiettivo di «promuove iniziative capaci di diffondere la cultura della difesa dell’ambiente, del territorio, delle risorse naturali della città, della Protezione civile e, allo stesso tempo, ha la funzione di seguire da vicino gli atti inerenti le materie ambientali adottati dall’Amministrazione per esprimere pareri, dare suggerimenti e proporre eventuali modifiche».

Il Regolamento prevede inoltre che «il sindaco, la Giunta e il Consiglio comunale hanno la facoltà di coinvolgere la Consulta nella formulazione di specifici documenti e nell’organizzazione di iniziative». La durata sarà quella del mandato del Consiglio comunale e, come in tutte le consulte, la partecipazione è volontaria e gratuita. Chi potrà farne parte? Secondo la bozza le associazioni con riconosciute finalità ambientali e i singoli cittadini «che faranno motivata richiesta di adesione». Per il momento non sono fissati limiti numerici, è aperta ad un rappresentante di associazioni, gruppi e organizzazioni che «possono dimostrare di avere svolto nell’ultimo anno un ruolo attivo in merito alle tematiche legate alla tutela e salvaguardia dell’ambiente, del territorio e alle attività di prevenzione della protezione civile». Inoltre è aperta anche «a professionisti o semplici cittadini esperti delle materie strettamente attinenti le tematiche della Consulta stessa».

Come si ricorderà, l’idea della Consulta per l’Ambiente nasce dalla lettera inviata al Comune da alcune associazioni ambientaliste in ottobre dopo una riunione nelle sede di una di loro (leggi in proposito l”articolo del 18 dicembre 2018). (l.a.)

Nella foto l”assessore Andrea Longhi con la sindaca Manuela Sangiorgi

Consulta per l'Ambiente di Imola, una dozzina di richieste di modifica al regolamento
Cronaca 11 Dicembre 2018

Il poliziotto Andrea Longhi è il nuovo assessore alla Sicurezza. Seguirà anche Ambiente e Municipale

Tocca ad Andrea Longhi, poliziotto e segretario regionale del Sindacato autonomo di Polizia (Sap), prendere il posto del dimissionario Ezio Roi come assessore a Legalità e Sicurezza della Giunta Sangiorgi. Longhi si occuperà anche delle deleghe a Immigrazione, Centro storico e Frazioni come il suo predecessore. A queste affiancherà la delega alla Polizia municipale, in precedenza dell’assessore Maurizio Lelli, e quella dell’Ambiente, cavallo di battaglia della campagna elettorale pentastellata, e non a caso finora tenuta direttamente dalla Sangiorgi.

La presentazione ufficiale è avvenuta nel pomeriggio dopo alcuni rumors nei giorni scorsi. «Abbiamo cercato una figura tecnicamente preparata e motivata a servire la nostra città – spiega la sindaca, Manuela Sangiorgi -. Il fatto che venga dal Sap mi fa sottolineare che Longhi non ha tessere di nessun tipo di forza politica. Ci tengo a ribadire che la sicurezza non è di destra o di sinistra, ma dei cittadini». Imolese, classe 1964, due figli, diplomato all’Istituto agrario Scarabelli, laureato in Giurisprudenza, dal 1986 Longhi lavora in polizia. Attualmente è responsabile del gabinetto di polizia scientifica del Commissariato di Imola. Dal 2010 è segretario del Sap dell’Emilia Romagna e membro dell’esecutivo nazionale. Da quattro anni è consigliere regionale nella Consulta sicurezza dei Corpi di polizia.

«Spero di poter portare un contributo alla città e ai cittadini con l’esperienza di oltre 30 anni di polizia – queste le sue prime parole da assessore -. Mi rendo conto che il clima è acceso e il tema della sicurezza è molto sentito da parte della cittadinanza. Dovremo iniziare presto a porre in atto dei provvedimenti per affrontare la situazione microcriminale, che è reale e non percettiva come spesso qualcuno ha teso a evidenziare».

Pur prendendo le distanze da qualsiasi partito («il Sap non vincola nessuno ad un orientamento politico»), afferma però che «se sono qua è perché esiste una affinità di intenti con la Giunta». E  su questo non si può non ricordare che il segretario generale aggiunto del Sap è l”imolese Gianni Tonelli, che siede tra i deputati della Lega Nord.

Ma tornando a Imola, uno dei primi problemi da risolvere per Longhi è la scarsità di uomini e mezzi in forze al Commissariato, come più volte denunciato negli anni nel suo ruolo di sindacalista. «Qualche anno fa eravamo in 72, ora siamo scesi a 54. Poter garantire lo stesso tipo di sicurezza ai cittadini è difficile in queste condizioni. Sono convinto che a essere in calo non sia la microcriminalità, ma le denunce». Di recente il dipartimento ha rivisto le piante organiche anche dei commissariati distaccati, come il nostro. «Imola – sottolinea – non può essere inferiore a 65 uomini».

La nomina di Longhi ha coinciso con la visita in città e al Commissariato del questore di Bologna. «I cittadini sulla sicurezza vogliono risposte. In Italia si tende a giudicare prima. Chiediamo invece di farlo tra sei mesi, quando si saranno compiute azioni concrete» conclude la sindaca. (lo.mi.)

Nella foto il neo assessore con la sindaca Manuela Sangiorgi

Il poliziotto Andrea Longhi è il nuovo assessore alla Sicurezza. Seguirà anche Ambiente e Municipale
Cronaca 3 Dicembre 2018

La Giunta Sangiorgi perde un pezzo, l'assessore Roi si dimette: “Diversità di vedute'. La replica della sindaca

«Se sono un intralcio, mi tolgo di mezzo». Con queste parole l’assessore alla Legalità e Sicurezza del Comune di Imola, Ezio Roi, ha rassegnato le sue dimissioni irrevocabili dall’incarico affidatogli appena la scorsa estate dalla neoeletta sindaca Manuela Sangiorgi. Lo ha annunciato lui stesso, convocando questa mattina una conferenza stampa dopo che da tempo si rincorrevano rumors di attrito e divergenze politiche in Giunta.

«Recentemente è emersa, fra me e la sindaca, una differente visione della strategia politica da adottare per il governo della città di Imola – ha detto Roi -. Volevo dare il mio contributo per migliorare la qualità della vita dei cittadini imolesi, ma se non posso attuare la mia politica d’urto nei confronti dei problemi di microcriminalità diffusa che mi sono stati segnalati dai cittadini stessi, allora non posso più fare l’assessore, devo cambiare mestiere». Roi è tra gli uomini nella squadra Sangiorgi sin dall”inizio, ovvero da quando venne presentata la proposta di Giunta durante la campagna elettorale come costume del M5S.

La divergenza sarebbe nata, stando a quanto dice l”ormai ex assessore, da una lettera da lui inviata a tutte le forze dell’ordine imolesi per chiedere maggiori controlli notturni. «La sindaca aveva forse in mente una strategia più diplomatica e non ha apprezzato il mio gesto». Una decisione che avrebbe dunque, poco o nulla a che fare con le frequenti polemiche della Lega imolese nei confronti del lavoro ritenuto poco soddisfacente dell’assessore alla Sicurezza, tema fra i più cavalcati dalla compagine del segretario Salvini tanto a livello nazionale quanto locale.

Prontamente la sindaca ha affidato la sua replica ad una nota stampa nella quale, annunciando l”intenzione di assumere pro tempore le deleghe di Roi (oltre a Legalità e Sicurezza ci sono anche Immigrazione, Centro storico e Frazioni), ha assicurato che «le preventive dimissioni dell’assessore Roi non spostano minimamente la nostra costante attenzione al riguardo di una pianificazione di primaria importanza focalizzata, in primis, al contrasto della piaga della microcriminalità nella nostra città».

Sangiorgi ha concluso con una notazione che appare, in effetti, molto “diplomatica”, rimarcando come la «comunione d’intenti con tutte le forze dell’ordine che presenziano il nostro territorio è totale per l’applicazione di un percorso condiviso votato alla massima sicurezza e all’assoluta salvaguardia di ogni cittadino». (mi.mo.)

Nella foto l”ormai ex assessore Roi nella conferenza stampa in cui ha annunciato le dimissioni

La Giunta Sangiorgi perde un pezzo, l'assessore Roi si dimette: “Diversità di vedute'. La replica della sindaca
Cronaca 18 Luglio 2018

Raccolta rifiuti, le mosse del Comune di Imola contro Atersir per riottenere i soldi pagati in più negli ultimi anni

La nuova Amministrazione comunale di Imola si muove contro Atersir per recuperare i maggiori costi che, a parere di sindaco e assessori, il Comune ha sostenuto dal 2013 al 2016 (per il 2017 ancora manca il rendiconto) per il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti urbani.

Tre le azioni che sono state decise dalla Giunta comunale in una apposita delibera. Per quanto riguarda il 2018, il Comune impugnerà la delibera Atersir n. 19 del 19 marzo scorso, che attribuirebbe (ovviamente secondo l”Amministrazione), costi superiori rispetto alla cifra effettivamente dovuta a Hera per il servizio. Per rientrare invece del sovrapprezzo sostenuto negli anni dal 2013 al 2016, in attesa di conoscere gli importi relativi al 2017, sono state previste due mosse: innanzitutto un tentativo di composizione transattiva, quindi di accordo, con Atersir e con Hera, al fine di concordare un piano di rientro. In caso di insuccesso, la nuova amministrazione si riserva di individuare altre forme di azione legale per ottenere la restituzione delle somme dovute.

Per comprendere la ragione di queste scelte, occorre fare un passo indietro, chiarendo anche ruoli e compiti di tutti gli attori della complessa vicenda. Vicenda che, lo ricordiamo, è legata al tema dei maggiori costi che diversi Comuni, Imola compresa, avrebbero pagato in questi anni per il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti.

Atersir è l”agenzia pubblica regionale competente alla regolazione del servizio idrico integrato e del servizio di gestione dei rifiuti urbani. Ad essa spetta dunque il compito di approvare il piano economico-finanziario che determina il costo pagato annualmente dal Comune ad Hera, la multiutility alla quale attualmente è in capo la gestione di entrambi i servizi. Tale costo viene poi recuperato dal Comune mediante la Tari, pagata da famiglie e imprese.

All”origine della querelle, ci sono gli scostamenti riscontrati negli anni 2013-2016 tra i piani finanziari approvati da Atersir e i rendiconti compilati da Hera (cioè il costo del servizio di raccolta e smaltimento) e trasmessi al Comune da Atersir, che sarebbero di quasi 1,5 milioni di euro, ovviamente pagati dai cittadini attraverso le bollette.

Sul tema si discute da tempo. E già la precedente Amministrazione nel 2017 aveva valutato l”ipotesi del ricorso al Tar per impugnare il piano economico di quell”anno, ma poi aveva deciso di soprassedere. Pure nell”anno in corso il commissario straordinario prefettizio, pur approvando la Tari 2018, aveva espresso riserva sul Pef 2018 nella delibera n. 34 del 29/3/2018, assunta con i poteri del consiglio comunale. Poi non aveva proceduto con un eventuale ricorso entro i termini di legge (18 maggio).

Da qui la decisione della Giunta imolese di intraprendere la strada del ricorso straordinario al Capo dello Stato, al fine di  «assumere tutte le misure necessarie a salvaguardia dei diritti della nostra comunità per assicurare la miglior tutela dell’interesse comunale e dei cittadini è uno degli elementi fondamentali sui quali si baserà sempre l’operatività di questa Amministrazione», nelle parole della sindaca Manuela Sangiorgi.

Diversamente da Imola, il vicino Comune di Castel Guelfo ha deciso di impugnare davanti al Tar dell”Emilia Romagna la delibera Atersir 2018. La motivazione, a suo tempo comunicata dal sindaco Cristina Carpeggiani, era l”assenza nel piano 2018 di qualsiasi traccia di compensazione o restituzione delle somme pagate in eccesso dal Comune negli anni dal 2013 al 2015 (in tutto circa 580.000 euro).

In effetti il tema della trasparenza delle scelte di Atersir è complicato e si sta trascinando da tempo, sin dal 2013, con varie contestazioni da parte dei Comuni, in particolare Castel Guelfo, Castel San Pietro e Imola. Il tema è diventato pregnante in particolare da quando l”imposta sui rifiuti è diventata tassa (Tari) e il cittadino non può pagare di più di quanto gli costa il servizio. Soprattutto se non c”è massima trasparenza sui criteri, ad esempio di eventuali perequazioni adottate. (r.c.)

Raccolta rifiuti, le mosse del Comune di Imola contro Atersir per riottenere i soldi pagati in più negli ultimi anni

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